giovedì 24 novembre 2011

Robin Hood, 1973

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Regia di Wolfgang Reithman, con le voci originali di: Brian Bedfrod (Robin Hood), Phil Harris(Little John), Peter Ustinov (Principe Giovanni),Monica Evans(Lady Marian), Carol Shelley (Lady Cocca), Pat Butthram (Sceriffo di Nottingham), Andy Devine (Frate Tuck),Roger Miller (Cantagallo), Terry Thomas (Sir Biss).

Nell’Inghilterra medievale il buon re Riccardo Cuor di Leone è partito per le Crociate, e in sua assenza suo fratello, il crudele Principe Giovanni, ha usurpato il trono portando il regno al tracollo finanziario. L’unica speranza per i poveri popolani disperati è Robin Hood, ex nobile che si è dato alla macchia nella Foresta di Sherwood, rapinando i ricchi per dare i soldi a chi ne ha davvero bisogno.Con lui ci sono gli amici Little John e Frate Tuck, mentre Lady Marian, la fidanzata di Robin, lo attende trepidante al castello. L’inetto Principe e i suoi scagnozzi tentano in tutti i modi di catturarlo, ma il furbo Robin resiste…

Versione Disney della celebre leggenda di Robin Hood, narrata da cantori, poeti e scrittori di ogni tempo (tra cui anche Alexandre Dumas padre).
E’ un cartone forse non memorabile come altri, ma gradevole e interessante dal punto di vista dei personaggi, animali antropomorfizzati secondo le caratteristiche a loro comunemente attribuite: Robin Hood è una volpe (per via dell’astuzia), Little John un orso (per via della forza), Sir Biss- il personaggio a mio avviso più riuscito-  un serpente( perché è infido), Frate Tuck un tasso (per via della mitezza), e così via. Proprio per questo solitamente piace molto ai bambini, ed è comprensibile anche per quelli molto piccoli.
Ovviamente la condizione iniziale da cui parte la storia è resa meno drammatica proprio in considerazione del pubblico a cui il film è destinato, quindi anche il Principe Giovanni viene rappresentato sì come inetto e crudele, ma anche ridicolo: un bambinone che ancora si ciuccia il dito e frigna facendo capricci e chiamando la mamma…decisamente le scene più divertenti del film.
La colonna sonora mantiene un impianto fedele alle classiche ballate da cui appunto trae ispirazione, soprattutto nell’introduzione.
Molto carino e garbato.










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