domenica 27 novembre 2011

Papillon,1972


Regia di Franklin J.Schaffner, con Steve McQueen( Papillon), Dustin Hoffman ( Louis Dega),Don Gordon ( Julot), Anthony Zerbe ( Touissant).

Nel 1920 il francese Henri Charriere detto Papillon viene condannato alla deportazione per un omicidio che non ha commesso. Viene deportato, assieme al falsario Louis Dega con cui stringe una forte amicizia, nelle terribili prigioni della Guayana Francese, dove i detenuti sono destinati o a morire come mosche a causa di terribili sofferenze, o a diventare macchine umane per il lavoro.Lo spirito ribelle e combattivo di Papillon si farà sentire durante ripetuti tentativi di fuga, spesso riusciti male e per i quali le violente punizioni non lo scoraggeranno mai. Fino a realizzare, anche se dopo molti anni, il suo obiettivo.



Tratto dall’omonima autobiografia di Henry Charriere ( 1969), è uno dei film più belli degli anni ’70, decennio cinematografico segnato dai film cosiddetti impegnati, a cui credo questo film possa dire d’appartenere, nonostante generalmente sia classificato come” film d’avventura”.
E’ infatti un film imperniato non solo sulla libertà come condizione essenziale di vita, ma anche sul rispetto per la dignità umana come valore, su qualsiasi soggetto sia indirizzata, in questo caso i deportati nella prigione della Guayana, una delle più crudeli della storia.
Certo è stato facile, in un certo senso e pur considerando che è comunque una storia vera, narrare questi temi mettendo come protagonisti la vittima di un errore giudiziario ( Papillon) e un falsario – quindi meno grave sicuramente di un assassino-( Degas): il senso di ingiustizia per il trattamento subito in prigione si fa molto più acuto.Quando compare il detenuto che confessa candidamente a Papillon di aver ucciso la moglie e i suoi quattro bambini , chi invece non ha pensato: “ben gli sta!”?, a differenza di quando ci sono in scena i due protagonisti?Ma non è questo il punto.
Il punto sta nel narrare in modo convincete una storia così difficile e intensa, e il merito secondo me di essere riusciti nell’impresa va non solo al regista ma anche alla robusta interpretazione dei due protagonisti principali: Steve McQueen nel personaggio che più riassume il concetto di “vita spericolata” per cui l’attore è famoso ( canzone di Vasco Rossi a parte…), un uomo libero dentro che dotato di una grande forza di volontà e coraggio( e anche un temperamento abbastanza duro e violento se vogliamo), nonostante varie batoste alla fine coronerà il suo sogno; Dustin Hoffman nel ruolo del suo amico e compagno di avventure e sventure Luis Degas, falsario abilissimo ma dal carattere mite, vittima di un inganno da parte della moglie e dell’amante di lei,costretto suo malgrado ad entrare in una spirale di violenza che lo traumatizza fortemente.Nonostante il carattere e l’aspetto fisico diametralmente opposti a quelli di Papillon ( o forse proprio per questo, la vecchia storia degli opposti che si completano), in un’interpretazione volutamente dimessa traspare anche da questo personaggio una grande forza d’animo.
Intorno a loro un cast variegato e abilissimo, che completa un film dove certo la violenza non manca, ma dal quale si ricava un grande messaggio: il valore della libertà.
Il vero Henri Charriere era presente alla prima del film, e morì dopo qualche mese, nel 1973.Il film conobbe un tale successo che ad esso si ispirò, qualche tempo dopo, un film-parodia, FARFALLON (1974), interpretato da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia,  per la regia di Riccardo Pazzaglia.
Grandissimo successo nelle hit Parade dell’epoca per la bellissima colonna sonora di Jerry Goldsmith.

 













Tiziana


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