sabato 18 febbraio 2017

La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge), 2016

 Regia di Mel Gibson, con Andrew Garfield (Desmond Doss),Theresa Palmer (Dortohy),Vince Vaughn (Setgente Howell),Hugo Wearing (Thomas Doss), Sam Wartinghton (Capitano Glover).



Dopo l'attacco di Pearl Harbor Desmond Doss, un giovane di 23 anni, si arruolla come tanti suoi connazionali nell'esercito. In esso si distingue per una particolarità: essendo un non violento e appartenendo agli "Avventisti del settimo giorno", non ha nessuno intenzione di imbracciare un'arma per distruggere delle vite, il suo desiderio è invece quello di salvarle.
Incredibilmente e contro mille difficoltà, ce la farà, salvando 75 soldati feriti e abbandonati da tutti nella battaglia di Okinawa...



Vale davvero la pena di vedere questo film, anch'esso in lizza (meritatamente) per gli Oscar di quest'anno ( ), e tratto da una storia vera: quella di Desmond Doss, un giovane soldato che da solo e senza armi salvò 75 commilitoni feriti e altrimenti spacciati nella battaglia di Okinawa.
La scelta pacifista e non violenta del soldato Doss viene da lontano ed è particolarmente sentita: figlio di un reduce della Prima Guerra Mondiale che ha avuto la mente sconvolta da questa esperienza e che sfoga i suoi fantasmi picchiando moglie e figli, sin da piccolo (da quando colpendolo durante una litigata rischiò di uccidere il fratello) rifugge la violenza vedendola come qualcosa di innaturale e negativo, che oltretutto poco risolve nella vita delle persona, portando invece odio e sofferenze indicibili.
Tuttavia, il giovane è anche profondamente convinto non solo della giustezza della causa antinazista (e difensiva, visto che gli americani entrarono in guerra solo dopo essere stati attaccati), ma anche della sua decisione di arruolarsi per servire il suo paese. Cosa che desta perplessità in chiunque lo conosca: ed in effetti come è possibile che queste due cose convivano? Nel film la cosa è spiegata in modo semplice e non banale: per Doss, la guerra era giusta in quanto guerra di difesa, ed era convinto dell'utilità di persone che salvassero vite invece di toglierla ad altri esseri umani. Perchè per lui ogni vita umana  è davvero sacra e imperdibile, anche quella dei nemici (e difatti ha salvato anche alcuni giapponesi)
Da qui una storia molto bella e coraggiosa, non solo per il personaggio di Doss, ma anche per il punto di vista pacifista che propone; certo ammetto che molto spesso ho avuto seri dubbi sulla sua veridicità, quando pare impossibile che Doss, completamente solo e disarmato in un luogo pieno di giapponesi bastardi che sbucavano dappertutto come formiche, per lungo tempo si sia esposto cosi tanto completamente disarmato facendosi poche ferite, e che si sia ferito vistosamente solo dopo l'ultima battaglia, ma del resto la storia è vera (raccontata anche in un libro) e quindi ....

Un film molto ben fatto che alterna momenti di inevitabile violenza realistica ("Salvate il soldato Ryan" ha davvero fatto scuola in tal senso) a momenti di riflessione (dovuti in gran parte alla figura del padre di Doss, molto ben interpretata da Howell che tratteggia un personaggio umano e profondo per cui non si può non provare compassione nonostante tutto) e momenti di tenerezza (quelli con la fidanzata Dorothy). Ogni personaggio è caratrerizzato in maniera umana e non banale anche quando non ha grandissimo spazio (tutti i commilitoni di Doss, in particolare il "soldato stupido" che inizialmente era suo nemico e che poi ha saputo ammettere il suo errore e riconoscere la sua grandezza), e altra figura molto bella è quella del sergente interpretato da Vince Vaughn, che sotto i modi simili a quelli del tenente di "Full metal jacket" nasconde una grande umanità e intelligenza. Per quanto riguarda il protagonista, per ui parlano i suoi ideali e la sua aria da ragazzo semplice e umile, di cui conquista il bel sorriso.
Fil  molto bello anche se molto duro (la sottoscritta nelle scene più dure ha tenuto per buona parte gli occhi chiusi, altrimenti non avrebbe retto), ma che vale la pena di vedere. E francamente, tifo anche per lui ai prossimi Oscar.








sabato 4 febbraio 2017

La La Land, 2016

 Regia di Damien Chazelle, con Ryan Gosling (Sebastian Wilder), Emma Stone (Mia Dolan),John Legend (Keith),Rosemarie De Witt (Laura Wilder).


Il pianista jazz Sebastian e l'aspirante attrice Mia si incontrano e si innamorano a Los Angeles, mentre da tempo sbarcano il lunario cercando di realizzare i rispettivi sogni. Vanno a vivere insieme ma quando al fortuna comincerà a girare dalla loro parte cominceranno anche le difficoltà sentimentali....




Il film più atteso di questo inizio 2017, trionfatore ai Golden Globes (con sette premi vinti) e dato per favorito alla prossima cerimonia dell'Oscar è un musical di stampo "classico" che dimostra come questo genere, seppure non più in auge come negli anni '50/'60, non è affatto spacciato come molti lo considerano.
La storia ha importanza fino a un certo punto: i veri "mattatori" in questo film sono la musica (giustamente, visto il genere), e la parte visiva del film, ovvero costumi, colori, scenografia. Non ho trovato infatti molto coinvolgente la storia d'amore tra i due protagonisti, anzi non sono proprio riuscita a vederli come coppia se non nelle scene di ballo e canto;e anche  i due personaggi presi da soli, nonostante la bravura dei due interpreti (anche se non capirò mai come Emma Stone possa essere ritenuta una delle attrici più belle del momento, visto che mi sembra piuttosto bruttarola) non mi hanno particolarmente interessato: lei dal talento piuttosto dubbio, lui indubbiamente talentuoso ma troppo rigido (come in seguito gli fa notare l'amico/collega), sicuramente entrambi due sognatori a dispetto di tutto, come del resto recita la dedica del film rivolta appunto "ai folli e ai sognatori". Per questo sicuramente teneri e simpatici, si finisce comunque per tifare per loro, e si prova una punta di delusione alla fine. Ma ho visto personaggi decisamente migliori.
Mi sono goduta appieno invece la parte musicale e visiva del film: ambientato in una Los Angeles dei giorni nostri ma che ricorda molto quella classica dei musical anni '50- sopratutto per il fatto di essere ambientata in luoghi dove si girano film e spettacoli, sempre di rimando ai sogni dei due protagonisti- anche nell'abbigliamento dei personaggi rispecchia questo stile, ho amato molto i costumi di Mia e quelli delle sue amiche, sopratutto nella scena dove escono per andare a una festa, le scene al planetario (in particolare il ballo tra le stelle), o la scena sulla panoramica della città (ripresa anche dalla locandina del film; il regista a mio avviso dimostra di conoscere il suo mestiere piuttosto bene dato che il film "fila" molto bene e, seppure in certi momenti sembra si dilunghi un po', non cade nella noia che si rischia sempre con questo tipo di film.
come dicevo sopra, il film è il super favorito ai prossimi Oscar con ben 14 candidature, eguagliando il record di "Eva contro Eva" e "Titanic. Io faccio il tifo!!!




sabato 28 gennaio 2017

L'ora legale, 2017

Regia di Salvatore Ficarra e Valentino Picone, con Savatore Ficarra (Salvo), Valentino Picone (Valentino), Leo Gullotta (Don Raffaele),Tony Sperandeo (Gaetano Patanè),Vincenzo Amato (Pierpaolo Natoli), Eleonora Di Luca (Betty Natoli), Ersilia Lombardo (Francesca), Antonio Catania (Michele).



A Pietrammare, Valentino e Salvo sono due cognati che gestiscono un chiosco nella piazzetta del paese.  Il loro cognato Pierpaolo viene eletto sindaco dopo che il precedente primo cittadino, Gaetano Patanè, ha perso le elezioni a causa di alcuni abusi edilizi e corruzione da lui perpetrati; Valentino e Salvo, che gestiscono un piccolo chiosco nella piazza del paese e che vorrebbero ampliarlo con un gazebo pensano che finalmente il solo sogno si realizzerà, ma non hanno fatto i conti con il fatto che Pierpaolo ha intenzione di mettere in atto in programma elettorale rivoluzionario: far rispettare le regole e agire nella legalità....




Con il nuovo film di Ficarra e Picone si ride amaro: infatti il ritratto che ne esce dell'Italia e degli italiani, seppure divertente, non è certo dei migliori. E a voler ben vedere, di personaggi proprio positivi in questa storia non ce ne sono: anche Valentino, che dovrebbe rappresentare la parte "seria", quella rispettosa delle regole che ama sbandierare, sotto sotto nel momento del bisogno si rivela meno diverso da Salvo di quello che pensava.
Pietrammare è il tipico paesino dove il caos che rappresenta l'Italia la fa da padrone in piccolo: parcheggi selvaggi, licenze abusive, impiegati pubblici che timbrano e poi passano il tempo al bar, vigili fannulloni, forestali che nemmeno si ricordano di essere tali, spazzatura ovunque, fabbriche inquinanti e poco sicure: non manca davvero nulla e i cittadini, a parole stufi, in realtà sono complici di quest'andazzo ognuno a modo suo, visto che lo tollerano e, nonostante sbandierino a ogni piè sospinto la fatidica parola "cambiamento", quando esso arriva si dimostrano ben refrattari a perdere le cattive abitudini, non essendo mia stati abituati a percorrere la strada della legalità.
Del resto il buon Pierpaolo (che mi ha ricordato in gran parte il sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ucciso dalla mafia nel 2010), pur animato da ottime intenzioni   è abbastanza privo di mordente, poco deciso e sopratutto con una scarsa capacità di ascolto nei confronti dei cittadini, cosa che lo rende troppo rigido. Ma le scene migliori sono affidate al duo comico, e in particolare a Salvo, apertamente furbetto e disonesto, con poca coscienza civica ma irresistibile nella sua simpatia; certo ho provato un po' di amarezza nel vedere alla fin fine Salvo e Valentino che contribuiscono alle false accuse contro il cognato per causarne la caduta politica, e sopratutto nel finale, che conferma il gattopardiano "tutto cambia perchè nulla cambi".
Come già detto, momenti molto divertenti e buon ritmo, ma film comunque amaro.




giovedì 19 gennaio 2017

Braccialetti rossi 3, 2016




Regia di  Giacomo Campiotti, con Carmine Buschini (Leo), Aurora Ruffini (Cris), Brando Pacitto (Vale),Pio Luigi Piscitelli (Tony), Denise Tantucci (Nina),Cloe Romagnoli (Flam),Maria  Melandri (Margi),Silvia Mazzieri (Bella),Nicolò Bertonelli (Bobo),Daniel Lorenz Alviar Tenorio (Chicco), Manila Nicoli (Mela) Carlotta Natoli (D.ssa Lisandri). Giorgio Marchesi (Dott.   ), Francesca Chillemi ( ), Luca Ward (Leone), Andrea Tidona (Dott.


Continuano le avventure dei Braccialetti: tornato dalla vacanza sull'isola, Leo ha deciso di farsi operare nonostante le scarse chance; Flam scopre di avere una sorella maggiore, Margi, la quale potrebbe donare le cellule staminali compatibili per la cura che le gioverebbe; Nina deve rimanere in ospedale e sottoporsi ad ulteriori cure dato che non sta rispondendo bene alle attuali; Tony fa sempre il portantino e sogna di diventare infermiere; in camera con Leo viene ricoverato Bobo, uno scontroso ragazzo in attesa di un trapianto di cuore....



Nel 90% dei casi, la lunga serialità non solo annoia ma rischia pure di rovinare un buon prodotto. "Braccialetti rossi" purtroppo, rientra nella percentuale: se già la seconda serie zoppicava riuscendo comunque a mantenere un risultato narrativo dignitoso, qui si arriva al livello "fondo del barile raschiato": situazioni squallide e inutili, vistosi errori rispetto a ciò che era stato narrato finora, personaggi nuovi e interessanti trascurati, il tutto condito con  un ritmo narrativo da abbiocco e da continui spostamenti d'orario per le prime puntate (una addirittura alle 22!). Tanto che stavolta non sono nemmeno riuscita ad arrivare alla fine, e l'affetto per i personaggi nulla ha potuto.
Partiamo dalla riconfermata volontà degli sceneggiatori di presentarci per la maggior parte figure genitoriali di mxxxa (evidentemente, qualcuno ha avuto enormi problemi a riguardo): stavolta la Palma D'oro vai ai genitori di Flam e Margi, o meglio ai soli genitori della prima, vista la storiaccia di cui inspiegabilmente li hanno omaggiati gli autori. Non bastava mettere che Margi era figlia del primo matrimonio del padre?No, hanno dovuto cucire addosso al poveretto la squallida storia di aver mollato la prima moglie e la figlia per la sua migliore amica, facendo passare oltretutto la tradita per la brutta strega cattiva e infamona che odia la povera bimba cieca. Di meglio non potevano fare. Per fortuna salvano tutto le figliole, davvero tenere e dolci nel loro rapporto tra sorelle.
E che dire della trovata di inserire il personaggio di Luca Ward, con  annessa storia retrospettiva della mamma di Leo?Almeno ora abbiamo chiaro perchè il padre  si è disinteressato del figlio malato in ospedale; patetica, oltretutto, la storia del "diario della mamma e Leo", visto che la donna pareva anche in vita non ricordarsi di avere un'altra figlia (Asia, la sorella di Leo presentata nella prima serie come sempre vicina a lui, e che qui misteriosamente sparisce lasciando, oltre a un vuoto narrativo, il poveretto completamente solo in ospedale). Insomma una poveretta che oltre a essere morta di cancro viene presentata non proprio nel migliore dei modi. Velo pietoso sulla famiglia di Cris.
Anche tra i ragazzi le storie non sono al massimo: Vale finalmente non è più solo ma si fidanza con Bella, rischiando però perennemente di mettere in crisi il rapporto per la sua incapacità di staccarsi- almeno un pochino-dagli amici: ok che questi ultimi sono importanti, ma a tutto c'è un limite, e per fortuna Nina e Cris in almeno due occasioni si schierano a fianco della poveretta.Oltre a Margi viene introdotto un nuovo personaggio,Bobo, uno scostante ragazzo malato di cuore e appassionato di musica, con una mamma giovanissima ed esuberante, che si trova in ospedale aspettando un trapianto; la maggior parte degli spettatori ha giudicato male questo personaggio giudicandolo estremamente antipatico anche se dopo si lascerà andare, ma credo non abbiano capito che tutto ciò deriva dalla profonda sofferenza che il ragazzo ha sempre patito per la sua malattia, le sue aspettative di cura spesso andate in fumo, oltrechè per la sua situazione familiare.Al personaggio più simpatico, Chicco, è stato riservato uno spazio minimo, mentre la coppia potenzialmente più interessante e simpatica (Toni e Mela) è stata relegata in un angolo e poco approfondita rispetto a quello che si poteva fare. Come sempre però, la storia più incredibile (da ogni punto di vista) è stata quella di Leo e Cris, con lei che rimane incinta (quando si sa perfettametne che nella realtà una persona sottoposta a tanti cicli di chemio come Leo diventa quasi sempre sterile, ma vabbè, mettiamo sia un'eccezione) con tanto di conseguente matrimonio, a 18 anni, nel 2016. Non sono del tutto contraria a queste cose per carità, ma in questo caso mi è sembrato tutto tirato per i capelli. 
Ma tranquilli, che a riportare tutti alla realtà provvederà la morte della povera Nina, che donerà i suoi organi...e indovinate a chi andrà il cuore? Roba da diario delle superiori. Recitazione non proprio al massimo, colonna sonora lagnosa, narrazione approssimativa al massimo fanno il resto nel rendere questa fiction un prodotto moribondo; ma sospetto che questo sia solo il cosiddetto "canto del cigno" e che ci sarà almeno una quarta serie....


P.S: dimenticavo: siamo alla terza serie e ancora nessuno si  è degnato di spiegarci cosa abbia Ruggero, anche lui da anni in ospedale ma non malato di cancro come Leo e gli altri. Forse guarderò la quarta serie nel tentativo di scoprirlo....






lunedì 16 gennaio 2017

Il matrimonio che vorrei (Hope Springs), 2012


 Regia di David Frankel, con Meryl Streep (May Sommers ), Tommy Lee Jones (Arnold Sommers ), Steve Carrell (Bernie Feld),Susan Misner (Dana Feld).

Dopo 31 anni di matrimonio, Kay è molto preoccupata:sembra proprio che nulla la leghi ancora al marito Arnold oltre a figli, casa in comune e abitudini consolidate da “vecchia coppia”.

Eppure, è convinta che qualcosa covi ancora sotto le ceneri e per questo decide di fare una pazzia: convincere lo scettico marito a partecipare a un seminario di incontri con il dottor  , celebre terapeuta di coppia….


Un bella commedia che tratta il tema dell’amore tra due persone non più giovani , anzi,ormai avviate a una tranquilla vecchiaia. Un tema non molto esplorato ne’ al cinema né in letteratura, quasi che, a dispetto del detto “l’amore non ha età”,questo sentimento sia appannaggio dei soli giovani.

Ed è ancora più meritevole, a mio avviso, per due motivi: 1- La coppia in questione è una coppia con un matrimonio felice sposata da più di 30 anni (e non i soliti alla “seconda occasione” , magari con persone molto più giovani di loro); 2- il film esplora l’amore a tutto tondo, anche affrontando il tema del sesso(anche qui considerato un altro tabù se le persone hanno passato un certo numero di anni).

Ottimi i due interpreti, su Meryl Streep credo ci sia poco da dire tranne che interpreta con la solita straordinaria bravura un personaggio molto bello, una donna tenace, che ci tiene al proprio matrimonio e crede nel cambiamento al punto da passare sopra anche alla riluttanza del marito e sa mettersi in discussione; bravo anche Tommy Lee Jones finalmente in un ruolo non d’azione.

Un film interessante sotto molti punti di vista, con un finale non banale e non scontato.






sabato 7 gennaio 2017

Il principe abusivo, 2012

 Regia di  Alessandro Siani, con Alessandro Siani (Antonio), Sarah Felberbaum (Letizia), Christian de Sica (Anastasio), Serena Autieri (Jessica), Lello Musella (Pino), Nello Iorio (Ivan).

La bella principessa Letizia ha un problema: non se la fila nessuno, schiacciandola nel paragone con una mamma e una nonna bellissime e superstar. Su consiglio del Ciabellano Anastasio deve fingere di innamorarsi di un uomo comune, per poi lasciarlo dopo un po’, quando la sua popolarità sarà aumentata.
La scelta cade sul napoletano Antonio, disoccupato e scroccone, che viene trasferito a Palazzo assieme alla cugina Jessica e agli amici Pino e Iva, dove verrà instradato alla vita di corte. Ben presto la spontaneità di Antonio risulta un po’ troppo incompatibile con l’etichetta….




Va detto che:
- Non amo, già di per sé, le storie (siano esse italiane o americane) di principesse o principi che si innamorano di comuni mortali (“Vacanze romane” a parte);
- Se il lui in questione è Alessandro Siani….le amo ancora di meno;
- Non mi piace Alessandro Siani (tranne in Benvenuti al sud” e “Benvenuti al nord”), un simil Troisi molto più sbiadito rispetto all’originale e nemmeno troppo simpatico;
- Ho visto il film in un periodo premestruale abbastanza pesante e doloroso;
- Dovevo andare a vedere “Gangster squad” che mi interessava mooooolto di più, ma poi gli amici con cui sono andata al cinema hanno scelto questo……
insomma, tirando le conclusioni, per dirla con il protagonista ‘sto film m’ha “sfracantato” ( non so se l’ho scritto giusto, è napoletano) letteralmente, tanto che non solo ho avuto un forte abbiocco ma per metà del film ho avvertito quel fastidioso formicolio alle gambe che solitamente mi viene quando sono stufa di stare seduta. Mi è piaciuta solo la scena dove DE Sica e un’insolita Autieri versione rossa cantavano e ballavano sulle note di “Gocce di pioggia”.
I classici 6.50 (era mercoledi, si pagava il ridotto) gettati dalla finestra.





lunedì 2 gennaio 2017

Miss Peregrine- La casa dei ragazzi speciali (Miss Peregrine and the peculiar's children house), 2016



Regia di Tim Burton, con Asa Butterflied (Jake Portman), Eva Green (Alma Peregrine), Ella Purnell (Emma),Lauren McCrostie (Olive),Finlay McMillan (Enoch), Terence Stamp (Abe Portman),Milo Parker (Hugh),Pixie Davis (Brownyn), Raffaella Chapman (Claire).




Alla morte del nonno Abe, ucciso in circostanze misteriose, il giovane Jake intraprende un viaggio fino a una misteriosa isola del Galles in cui, secondo i racconti fantastici del nonno,dovrebbe trovarsi la casa per Bambini Speciali diretta da Miss Peregrine, dove il nonno sarebbe cresciuto: una casa che ospita bambini dotati di particolari poteri fisici. Incredibilmente Jake trova non solo la casa, ma sopratutto i suoi abitanti, bloccati nel 1943 e costretti a rivivere sempre lo stesso giorno da un "loop temporale" creato da Miss Peregrine, per non fare avverare il destino di rimanere uccisi in un bombardamento. Frequentando Miss Peregrine e i suoi protetti, Jake scopre di essere egli stesso un "bambino speciale" con un potere di cui però non è ancora consapevole....





Nella mia vita di cinefila (forse un po' troppo fissata, lo ammetto) è capitato anche questo: scorrendo l'elenco dei film visti al cinema nella mia vita  ( ), ho notato che, ad ogni anno bello o perlomeno passabile corrispondeva un bel "primo film dell'anno al cinema". E, dato che qualche anno fa avevo deciso di fare l'ultimo dell'anno al cinema e mi era andata bene almeno per gran parte dell'anno (2012), ho deciso quest'anno di rifare la stessa cosa, facendomi traghettare nel 2017 da "Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali", tratto dal primo libro dell'omonima serie (2010 ) di Ransom Riggs.
Pensiero all'uscita: come sarà il mio 2017?
Pensiero n. 1: si spera meglio del 2016, anche se effettivamente ci vuole poco!!!
Pensiero n.2: stando alla logica di cui sopra, non so proprio dirlo....il film è "ni".
Non che non mi sia piaciuto per nulla, anzi, rispetto a quanto pensavo l'ho gradito di più: ma, premettendo che non ho letto il libro, non sono rimasta del tutto soddisfatta, c'è qualcosa che mi è sfuggito.

Certamente la cosa che ho apprezzato di più è stata questa ricerca di una casa ormai abbandonata , partendo da vecchie fotografie sbiadite che però nascondono delle storie, fantastiche o meno che siano: devo confessare infatti che anche io ho una passione per i luoghi abbandonati, dove un tempo ci hanno vissuto o lavorato persone, che un tempo hanno visto risate,dolori, litigi, problemi e gioie...vabbè, smetto e ritorno in argomento!
E difatti la ricchezza di Jake, ragazzino timido e bullizzato cresciuto con i fantastici racconti del nonno Abe, al quale è legatissimo, che parlano di una misteriosa isola del Galles e della casa dove miss Peregrine ospita bambini dotati di particolari poteri, considerati pazzi o deformi dal mondo che non può capirli. Quando il nonno viene ucciso da una misteriosa creatura che solo Jake vede, la psicologa che lo segue consiglia di assecondare il suo desiderio di recarsi nella misteriosa isola- rispettando i dettami del nonno prima di morire- per separare la realtà dalla finzione; il ragazzo parte quindi assieme al padre (completamente disinteressato alla cosa) e riesce a trovare davvero la famosa "casa dei bambini speciali", scoprendo però che è stata distrutta da un bombardamento nel 1943 e che tutti i suoi occupanti rimasero uccisi. Ma, grazie a un "loop temporale" (meccanismo che mi è rimasto poco chiaro), Jake si ritrova nel 1943, incontrando Miss Peregrine e tutti i suoi protetti, che lo conoscono molto bene grazie ai racconti di suo nonno. Nasce subito una simpatia con Emma (che cammina con scarpe di piombo in quanto leggera come aria), che si scoprirà poi essere l'antica fidanzatina del nonno prima che decidesse di vivere nella vita reale; ma anche con gli altri bambini e con Miss Peregrine (che può assumere le sembianze di uccello) è subito affetto profondo. Jake scopre così di essere lui stesso un "bambino speciale", e di avere un potere, quello di essere l'unico a poter vedere le strane creature nemiche che non solo hanno ucciso suo nonno, ma da decenni minacciano i suoi amici. Da ciò prende l'avvio una trama in alcuni tratti avvincente in altri meno, con personaggi interessanti ma poco sviluppati (ho apprezzato sopratutto Olive, Enoch e Brownyn), poteri a mio avviso inutili se non ai bambini stessi (ma che cavolo di potere è avere api che vivono dentro di te? e creare piccole creature mostruose? e pure il potere di Jake non scherza) e qualche punto fastidioso: in pratica Jake si innamora della ex fidanzatina del nonno che- in linea temporale- potrebbe essere sua nonna, ed Emma si innamora di Jake solo perchè identico a Abe (super chiodo scaccia chiodo?)....avrei preferito anche qualche approfondimento sul rapporto tra il padre di Jake e il nonno, e a dirla tutta sebbene in sordina ho apprezzato molto il personaggio del padre, malinconico nel suo rapporto con un padre assente e che cerca goffamente di non replicare lo stesso errore finendo forse per essere un po asfissiante.
Le atmosfere tipiche del regista ci sono, ma forse in alcune parti cade un po' troppo nella tentazione dell'orrido; tra gli interpreti, o trovato molto bravi Terence Stamp, Eva Green e l'attore che interpreta il padre di Jake.
La storia scorre, ma si arriva sul finale con la sensazione che manca qualcosa, che ci sono stati svariati buchi e che sia un film incompleto anche se godibile.
E mentre continuo ad interrogarmi angosciata su come sarà l'anno nuovo visto che il film non è stato chiarificatore in questo (vabbè forse esagero), auguro anche a voi BUON 2017!!