lunedì 16 gennaio 2017

Il matrimonio che vorrei (Hope Springs), 2012


 Regia di David Frankel, con Meryl Streep (May Sommers ), Tommy Lee Jones (Arnold Sommers ), Steve Carrell (Bernie Feld),Susan Misner (Dana Feld).

Dopo 31 anni di matrimonio, Kay è molto preoccupata:sembra proprio che nulla la leghi ancora al marito Arnold oltre a figli, casa in comune e abitudini consolidate da “vecchia coppia”.

Eppure, è convinta che qualcosa covi ancora sotto le ceneri e per questo decide di fare una pazzia: convincere lo scettico marito a partecipare a un seminario di incontri con il dottor  , celebre terapeuta di coppia….


Un bella commedia che tratta il tema dell’amore tra due persone non più giovani , anzi,ormai avviate a una tranquilla vecchiaia. Un tema non molto esplorato ne’ al cinema né in letteratura, quasi che, a dispetto del detto “l’amore non ha età”,questo sentimento sia appannaggio dei soli giovani.

Ed è ancora più meritevole, a mio avviso, per due motivi: 1- La coppia in questione è una coppia con un matrimonio felice sposata da più di 30 anni (e non i soliti alla “seconda occasione” , magari con persone molto più giovani di loro); 2- il film esplora l’amore a tutto tondo, anche affrontando il tema del sesso(anche qui considerato un altro tabù se le persone hanno passato un certo numero di anni).

Ottimi i due interpreti, su Meryl Streep credo ci sia poco da dire tranne che interpreta con la solita straordinaria bravura un personaggio molto bello, una donna tenace, che ci tiene al proprio matrimonio e crede nel cambiamento al punto da passare sopra anche alla riluttanza del marito e sa mettersi in discussione; bravo anche Tommy Lee Jones finalmente in un ruolo non d’azione.

Un film interessante sotto molti punti di vista, con un finale non banale e non scontato.






sabato 7 gennaio 2017

Il principe abusivo, 2012

 Regia di  Alessandro Siani, con Alessandro Siani (Antonio), Sarah Felberbaum (Letizia), Christian de Sica (Anastasio), Serena Autieri (Jessica), Lello Musella (Pino), Nello Iorio (Ivan).

La bella principessa Letizia ha un problema: non se la fila nessuno, schiacciandola nel paragone con una mamma e una nonna bellissime e superstar. Su consiglio del Ciabellano Anastasio deve fingere di innamorarsi di un uomo comune, per poi lasciarlo dopo un po’, quando la sua popolarità sarà aumentata.
La scelta cade sul napoletano Antonio, disoccupato e scroccone, che viene trasferito a Palazzo assieme alla cugina Jessica e agli amici Pino e Iva, dove verrà instradato alla vita di corte. Ben presto la spontaneità di Antonio risulta un po’ troppo incompatibile con l’etichetta….




Va detto che:
- Non amo, già di per sé, le storie (siano esse italiane o americane) di principesse o principi che si innamorano di comuni mortali (“Vacanze romane” a parte);
- Se il lui in questione è Alessandro Siani….le amo ancora di meno;
- Non mi piace Alessandro Siani (tranne in Benvenuti al sud” e “Benvenuti al nord”), un simil Troisi molto più sbiadito rispetto all’originale e nemmeno troppo simpatico;
- Ho visto il film in un periodo premestruale abbastanza pesante e doloroso;
- Dovevo andare a vedere “Gangster squad” che mi interessava mooooolto di più, ma poi gli amici con cui sono andata al cinema hanno scelto questo……
insomma, tirando le conclusioni, per dirla con il protagonista ‘sto film m’ha “sfracantato” ( non so se l’ho scritto giusto, è napoletano) letteralmente, tanto che non solo ho avuto un forte abbiocco ma per metà del film ho avvertito quel fastidioso formicolio alle gambe che solitamente mi viene quando sono stufa di stare seduta. Mi è piaciuta solo la scena dove DE Sica e un’insolita Autieri versione rossa cantavano e ballavano sulle note di “Gocce di pioggia”.
I classici 6.50 (era mercoledi, si pagava il ridotto) gettati dalla finestra.





lunedì 2 gennaio 2017

Miss Peregrine- La casa dei ragazzi speciali (Miss Peregrine and the peculiar's children house), 2016



Regia di Tim Burton, con Asa Butterflied (Jake Portman), Eva Green (Alma Peregrine), Ella Purnell (Emma),Lauren McCrostie (Olive),Finlay McMillan (Enoch), Terence Stamp (Abe Portman),Milo Parker (Hugh),Pixie Davis (Brownyn), Raffaella Chapman (Claire).




Alla morte del nonno Abe, ucciso in circostanze misteriose, il giovane Jake intraprende un viaggio fino a una misteriosa isola del Galles in cui, secondo i racconti fantastici del nonno,dovrebbe trovarsi la casa per Bambini Speciali diretta da Miss Peregrine, dove il nonno sarebbe cresciuto: una casa che ospita bambini dotati di particolari poteri fisici. Incredibilmente Jake trova non solo la casa, ma sopratutto i suoi abitanti, bloccati nel 1943 e costretti a rivivere sempre lo stesso giorno da un "loop temporale" creato da Miss Peregrine, per non fare avverare il destino di rimanere uccisi in un bombardamento. Frequentando Miss Peregrine e i suoi protetti, Jake scopre di essere egli stesso un "bambino speciale" con un potere di cui però non è ancora consapevole....





Nella mia vita di cinefila (forse un po' troppo fissata, lo ammetto) è capitato anche questo: scorrendo l'elenco dei film visti al cinema nella mia vita  ( ), ho notato che, ad ogni anno bello o perlomeno passabile corrispondeva un bel "primo film dell'anno al cinema". E, dato che qualche anno fa avevo deciso di fare l'ultimo dell'anno al cinema e mi era andata bene almeno per gran parte dell'anno (2012), ho deciso quest'anno di rifare la stessa cosa, facendomi traghettare nel 2017 da "Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali", tratto dal primo libro dell'omonima serie (2010 ) di Ransom Riggs.
Pensiero all'uscita: come sarà il mio 2017?
Pensiero n. 1: si spera meglio del 2016, anche se effettivamente ci vuole poco!!!
Pensiero n.2: stando alla logica di cui sopra, non so proprio dirlo....il film è "ni".
Non che non mi sia piaciuto per nulla, anzi, rispetto a quanto pensavo l'ho gradito di più: ma, premettendo che non ho letto il libro, non sono rimasta del tutto soddisfatta, c'è qualcosa che mi è sfuggito.

Certamente la cosa che ho apprezzato di più è stata questa ricerca di una casa ormai abbandonata , partendo da vecchie fotografie sbiadite che però nascondono delle storie, fantastiche o meno che siano: devo confessare infatti che anche io ho una passione per i luoghi abbandonati, dove un tempo ci hanno vissuto o lavorato persone, che un tempo hanno visto risate,dolori, litigi, problemi e gioie...vabbè, smetto e ritorno in argomento!
E difatti la ricchezza di Jake, ragazzino timido e bullizzato cresciuto con i fantastici racconti del nonno Abe, al quale è legatissimo, che parlano di una misteriosa isola del Galles e della casa dove miss Peregrine ospita bambini dotati di particolari poteri, considerati pazzi o deformi dal mondo che non può capirli. Quando il nonno viene ucciso da una misteriosa creatura che solo Jake vede, la psicologa che lo segue consiglia di assecondare il suo desiderio di recarsi nella misteriosa isola- rispettando i dettami del nonno prima di morire- per separare la realtà dalla finzione; il ragazzo parte quindi assieme al padre (completamente disinteressato alla cosa) e riesce a trovare davvero la famosa "casa dei bambini speciali", scoprendo però che è stata distrutta da un bombardamento nel 1943 e che tutti i suoi occupanti rimasero uccisi. Ma, grazie a un "loop temporale" (meccanismo che mi è rimasto poco chiaro), Jake si ritrova nel 1943, incontrando Miss Peregrine e tutti i suoi protetti, che lo conoscono molto bene grazie ai racconti di suo nonno. Nasce subito una simpatia con Emma (che cammina con scarpe di piombo in quanto leggera come aria), che si scoprirà poi essere l'antica fidanzatina del nonno prima che decidesse di vivere nella vita reale; ma anche con gli altri bambini e con Miss Peregrine (che può assumere le sembianze di uccello) è subito affetto profondo. Jake scopre così di essere lui stesso un "bambino speciale", e di avere un potere, quello di essere l'unico a poter vedere le strane creature nemiche che non solo hanno ucciso suo nonno, ma da decenni minacciano i suoi amici. Da ciò prende l'avvio una trama in alcuni tratti avvincente in altri meno, con personaggi interessanti ma poco sviluppati (ho apprezzato sopratutto Olive, Enoch e Brownyn), poteri a mio avviso inutili se non ai bambini stessi (ma che cavolo di potere è avere api che vivono dentro di te? e creare piccole creature mostruose? e pure il potere di Jake non scherza) e qualche punto fastidioso: in pratica Jake si innamora della ex fidanzatina del nonno che- in linea temporale- potrebbe essere sua nonna, ed Emma si innamora di Jake solo perchè identico a Abe (super chiodo scaccia chiodo?)....avrei preferito anche qualche approfondimento sul rapporto tra il padre di Jake e il nonno, e a dirla tutta sebbene in sordina ho apprezzato molto il personaggio del padre, malinconico nel suo rapporto con un padre assente e che cerca goffamente di non replicare lo stesso errore finendo forse per essere un po asfissiante.
Le atmosfere tipiche del regista ci sono, ma forse in alcune parti cade un po' troppo nella tentazione dell'orrido; tra gli interpreti, o trovato molto bravi Terence Stamp, Eva Green e l'attore che interpreta il padre di Jake.
La storia scorre, ma si arriva sul finale con la sensazione che manca qualcosa, che ci sono stati svariati buchi e che sia un film incompleto anche se godibile.
E mentre continuo ad interrogarmi angosciata su come sarà l'anno nuovo visto che il film non è stato chiarificatore in questo (vabbè forse esagero), auguro anche a voi BUON 2017!!



sabato 31 dicembre 2016

Toy story 3- La grande fuga




Regia di Lee Unkrich, con le voci italiane di: Fabrizio Frizzi (Woody),Massimo Dapporto (Buzz Lightyear),Ilaria Stagni (Jessie), Angelo Nicotra (Mr Potato),Cristina Nocri (Mrs Potato),Pietro Tiberi (Slinky),Carlo Valli (Rex),Riccardo Garrone (Lotso),Claudia Gerini (Barbie), Fabio De Luigi (Ken),Matteo Leoni (Andy), Giorgio Faletti (Chuck il clown).


Sono passati molti anni dalla vicenda narrata nel primo TOY STORY: Andy è cresciuto e ora sta per andare al college.
La sua stanza viene quindi svuotata e i vecchi giocattoli sono in ansia per la loro sorte: verranno relegati in soffitta, dove almeno potranno restare tutti insieme? O verranno buttati nella spazzatura?
Per loro fortuna Woody, Buzz, Barbie, Jessie & C. vengono donati a un asilo, così potranno fare felici altri bambini. Inizialmente va tutto benissimo, bambini scatenati a parte: all’asilo conoscono altri giocattoli, come Ken, L’Orso e Bimbo; ma presto impareranno sulla loro pelle che non è tutto oro quello che luccica, e verrà il momento in cui dovranno darsi alla fuga.


Temporalmente, sono passati quindici anni dal primo TOY STORY; nella storia ne sono passati una decina.
Gli anni passano, i bimbi crescono….e i loro giocattoli? I piccoli amici che hanno fatto compagnia e allietato tante giornate?
Spesso, ahimè, vengono gettati via, altre volte invece vengono regalati ad altri bambini; ma loro cosa provano?
Ovviamente questo film pone la domanda, con relative risposte, dalla prospettiva dei giocattoli, i quali chiaramente non gradiscono di venire abbandonati, anche se ciò è inevitabile quando un bambino cresce.
Ritroviamo i simpatici personaggi già conosciuti coi caratteri di sempre (ma qualcuno manca: segno anche questo, ahimè, del passare del tempo), ma stavolta alle prese con un problema per molti versi insolvibile: certo è triste che i giochi vengano dimenticati, ma d’altronde tutti crescono….
Però, e credo sia questo il messaggio del film, ci saranno sempre altri bambini pronti a voler bene ai vecchi giocattoli, e questi davvero non saranno mai dimenticati nemmeno dai bambini cresciuti.
Certo però prima di arrivare a questo consolante finale le cose si svolgono in modo piuttosto inquietante: l’asilo in cui finiscono  Woody, Buzz & Co, oltre a essere pieno di bambini pestiferi che non sanno giocare e arrivano a “divorare” i poveri malcapitati, si rivela essere una prigione gestita da alcuni leader che non esitano ad adottare soluzioni piuttosto spicce con chi non si allinea alla loro; questa in effetti l’ho trovata una parte un po’ inquietante considerato che il film è rivolto ai bambini.
Per il resto il film è permeato di suspence (devo ammetterlo, sono rimasta sulle spine soprattutto nella parte della discarica!), e le migliori scene sono riservate alla coppia Barbie- Ken (a proposito: io ce l’avevo la casa a tre piani con l’ascensore!) alternata con la malinconia.
Un film davvero gradevole, una perfetta conclusione di questa dolce trilogia Disneyana.



venerdì 30 dicembre 2016

Classifica 2016

Dice un proverbio: "anno bisesto, anno funesto": e stavolta per quanto mi riguarda, il 2016 ha mantenuto questa promessa, visto che sicuramente è stato uno degli anni più brutti della mia vita!!!! Tra persone amiche rivelatesi false come poche, amicizie perse per stupidate (e non per colpa mia),problemi di salute di alcuni familiari, disoccupazione per buona parte dell'anno, due concorsi andati male, problemi personali sempre più accentuati, decisamente non vedo l'ora che finisca!!
Per non parlare di ciò che è successo nel resto del mondo: terremoti, attentati terroristici, treni deragliati...davvero quest'anno è stato peggio di altri.
Anche a livello di film non è che sia stato  entusiasmante: pochi film e pochissimi che mi hanno entusiasmato, quasi tutti italiani.
Ecco la mia classifica del mio 2016 al cinema:


- Veloce come il vento


- Ridendo e Scherzando


- Lo chiamavano Jeeg Robot


-The Dressmaker- Il diavolo è tornato


-L'ultima parola: la vera storia di Dalton Trumbo

-In guerra per amore

- 7 minuti


Speriamo che il 2017 vada meglio, in tutti i sensi.

Buon anno a tutti!!




giovedì 29 dicembre 2016

Debbie Reynolds

Alla  notizia della morte della figlia Carrie Fisher, si è sentita progressivamente poco bene e ciò probabilmente le ha causato un ictus: è morta così, a due giorni di distanza dalla figlia, l'attrice Debbie Reynolds, una delle più note interpreti di musical e commedie negli anni '50 e 60.
L'attrice era nata a  El Paso nel 1932, vero nome Mary Frances Reynolds, a 14 anni vinse un concorso di bellezza per ragazzine, grazie al quale fu scoperta e scritturata dalla MGM: il debutto nel mondo del cinema avvenne l'anno dopo con il film "Vorrei Sposare", ma il successo arriva nel 1952 con "Cantando sotto la pioggia" accanto a Gene Kelly. 
Tra gli altri suoi film si ricordano: "Tre ragazze a Broadway" (1953), "voglio essere amata in un letto d'ottone" (1964), "Pranzo di nozze" (1956),"Cominciò con un bacio" (1959), "La conquista del West" (1962), "Guardia del corpo" (1992), "In & out" (1998). 
In tv ha invece interpretato i telefilm: "Alice" (1982), "Love Boat", "Hotel", "Pappa e ciccia","Il tocco di un angelo" e "Will & Grace".




mercoledì 28 dicembre 2016

Fuga da Reuma Park, 2016



Regia di Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, con Aldo, Giovanni, Giacomo, Salvatore Ficarra (Salvatore), Valentino Picone (Valentino), Silvana Fallisi (Ludmilla).


Italia, nel futuro: Aldo Giovanni e Giacomo sono tre anziani ex comici che si ritrovano nella strana "casa di riposo" "Reuma Park", una specie di inquietante Luna Park per anziani dal quale si vocifera che nessuno, nemmeno chi vi è entrato per sbaglio o contro la propria volontà, sia mai riuscito ad uscirne.Stanchi delle vessazioni dell'energica capo infermiera Ludmilla, i tre decidono di fuggire e andare in Brasile. Ma per arrivarci, devono prima uscire dalla struttura; e non sarà cosa semplice....




Questo film celebra i 25 anni di attività del trio, ed è per questo che la trama non è che sia importantissima, dato che alla fin fine è un riproporre i più famosi personaggi e sketch dei tre comici: troviamo veramente tutti: Rezzonico, Gervasoni e la guardia giurata, Phdor figlio di Kmer, l'insegnante d'inglese, persino la famigerata gamba del primo film e spezzoni dei vari spettacoli teatrali con cui aldo Giovanni e Giacomo in questi 25 anni ci hanno allietato facendoci ridere e divertire.
L'inizio è xome un "consegna del testimone" da parte dei comici "storici"  a due giovani: Ficarra e Picone, nei panni dei figli di Aldo che abbandonano l'anziano padre al ricovero proprio la mattina di Natale e che, in pochi minuti, riescono comunque ritagliare due ruoli caustici e divertenti allo stesso tempo. 
La casa di riposo "Reuma Park" non è certo un ricovero come tutti gli altri: è situata in un vecchio luna park in disuso, dove gli ospiti alloggiano in piccole roulottes e dove la routine è decisa dall'energica capo infermiera russa Ludmilla, che a suon di frustate se necessario, obbliga gli ospiti a partecipare agli agghiaccianti momenti di svago e aggregazione previsti dal programma.
Qui Aldo ritrova gli amici Giacomo e Giovanni: dopo aver constato le inumane condizioni a cui dovrebbero sottostare (e aver scoperto che Giovanni è proprietario di una barca e Giacomo di svariati miliardi) decidono di mettere a punto un piano per fuggire in Brasile, tanto più rischioso quanto per il fatto che dalla terribile casa di riposo sembra non sia mai uscito nessuno vivo, sopratutto a causa del controllo della terribile Ludmilla...ovviamente tutto ciò scatenerà una seie di dinamiche che porterà il trio a riproporre alcuni pezzi forte del loro repertorio, omaggiando contemporaneamente la città di Milano (come già in altri film).
Nulla di particolare, e sicuramente non sarà un film memorabile, ma come sempre Aldo Giovanni e Giacomo sono bravissimi, simpatici e adatti per trascorrere due ore in allegria; poi io non è che sia proprio imparziale, li adoro e sono una loro fan della primissima ora!