lunedì 29 dicembre 2014

Classifica 2014

Ecco i migliori film che ho visto al cinema quest'anno (NON in ordine di preferenza, a parte - eccezionalmente-il primo):



1- Il Giovane Favoloso;


2-American Hustle;


3- La mia classe;


$- The wolf of WAll Street;


5-A hard day's night


6- Storia di una ladra di libri;


7- Andiamo a quel paese;


8- Philomena;


9_ Frozen, il regno di ghiaccio


10- Maleficent

sabato 27 dicembre 2014

Miracolo nella 34ma strada ((Miracle on 34th Street), 1994



Regia di Les Maynfield, con Richard Attenbourugh (Kris Kingle),Elizabeth Perkins (Dory Walker),Dylan McDermott (Brian Bedford),Mara Wilson (Susan Walker),J.T Walsh (ED Collins),Robert Prosky (Giudice Henry Harper).


Per il periodo natalizio viene assunto come Babbo Natale nei grandi Magazzini della 34ma strada un anziano uomo di nome Kris Kingle simpatico e bravo ma considerato un po' fuori di testa, dato che ogni tanto asserisce di essere davvero Babbo Natale.
Questo fatto lo fa diventare molto popolare tra i bambini che accorrono a vederlo, tra cui non c'è Susan, la figlioletta di Dory Walker, la direttrice del personale; la bambina infatti non crede a queste cose anche a causa degli insegnamenti materni; provata da varie delusioni nella vita, Dory non vuole che sua figlia cresca con frottole o illusioni che potrebbero, a suo avviso, addolorarla di più, dato che nella vita non esistono miracoli.
Il Babbo Natale però ha talmente tanto successo  che suscita l'invidia dei grandi magazzini concorrenti, i cui proprietari decidono di richiedere l'internamento in manicomio del presunto Babbo Natale....




Puntuale come un orologio svizzero, nella settimana di Natale è andato in onda questo film, remake dell'omonimo classico del 1947, e non poteva essere altrimenti: credo che questa sia la summa di tutti gli elementi tipici delle storie natalizie.



Abbiamo la bambina senza papà che a Babbo Natale chiederebbe tanto non giochi ma una famiglia vera con tanto di fratellino, una donna sola e disillusa dalla vita che non crede più ai miracoli, un anziano misterioso e simpatico che trova sempre la parola giusta al momento giusto,strade piene di neve decorate, con persone frettolose e benvestite cariche di pacchi.....il tutto sottolineato da una fotografia che rende la scene "morbida" e con colori tipicamente natalizi (Abbondanza di oro, rosso, blu, argento). Per finire colonna sonora con classici natalizi in inglese (Sinatra compreso).
Non può non piacere, non si può spegnere la tv senza sentirsi rasserenati e pieni di spirito natalizio.....
Buoni gli attori, a partire dall'ottimo Richard Attenbourough ( a mio avviso il migliore Babbo Natale al cinema), alla bella e dolce Elizabeth Perkins; anche Mara Wilson, bambina attrice di molti film anni '90 è meno antipatichina del solito.
Ideale da guardare sul divano con la copertina o abbracciati ai vostri bambini, a vostro marito/moglie....o a chi volete voi! :)







venerdì 26 dicembre 2014

Vacanze di Natale, 1983


Regia di Carlo ed Enrico Vanzina, con Christian De Sica (Roberto Covelli), Jerry Calà (Billo Damasco), Claudio Amendola (Mario Marchetti),Karina Huff (Samantha), Antonella Interlenghi (Serenella),Guido Nicheli (Donatone),Stefania SAndrelli (Ivana).

Cortina, 1983: alcune famiglie di ricconi e non  si incontrano nella località delle vacanze natalizie per eccellenza.
Ci sono i milanesi Covelli, i cui tre figli, con rispettivi fidanzati e amici movimenteranno la scena ci sono i borgatari Marchetti, che porteranno una ventata di genuinità nell'ambinete snob;c'è Billo, pianista di pianobar nell'Hotel più importante di Cortina, che reincontra la sua ex fidanzata Ivana, ora  non troppo felicemente sposata a un ricco imprenditore.....




Il primo di una lunga e amatissima (dal pubblico) e altrettanto odiatissima (dalla critica e sempre dal pubblico...almeno a parole) serie di film usciti sempre a cavallo delle festività, tanto che per essa venne coniato il termine "cinepanettone", usato ovviamente in negativo come sinonimo di film brutto, volgare, di scarsa qualità...e ancora di più di "cinema italiano" (tutto!!!!!!)
Non ho mai nascosto di non disdegnare il genere: questi film non saranno da Oscar ma nemmeno "Scemo e più scemo", "American Pie", "Epic movie" ecc lo sono, eppure nessuno li critica se hanno successo; personalmente alcuni cinepanettoni mi sono piaciuti e mi hanno divertito. Li preferisco a certi film intellettualoidi e super profondi che poi vai a vedere e contengono una dose di volgarità pari se non superiori.
Comunque sia, devo dire che il primo film della serie è- paradossalmente- uno di  quelli che mi è piaciuto di meno: troppi personaggi ma tutti dimenticabili, poche risate, tanta noia.
Bella la colonna sonora dell'epoca, ma per il resto....dimenticabile. E, anche se in parte pare sia ispirato a "Sapore di mare"(tant'è che i due film hanno in comune anche molti interpreti) molto meno convincente.


mercoledì 24 dicembre 2014

The Brave- Ribelle, 2012


Regia di, cone le voci italiane di Rossa Caputo (Merida), Emanuela Rossi (Elinor), Ugo Maria Morosi (Fergus),Anna Mazzamauro (Strega).

Merida è una giovane principessa scozzese, figlia del re Fergus e della regina Elinor. La ragazza è cresciuta libera da troppe convenzioni, tant’è vero che è imbattibile nel tiro con l’arco; ma pare che sia arrivata per lei l’ora di essere promessa in sposa a un dei figli dei tre clan più importanti, con cui Re Fergus vorrebbe stringere alleanza. Nonostante la ferma opposizione della madre, che vorrebbe dalla figlia più rispetto per le tradizioni, Merida si ribella e chiede aiuto a una strega, chiedendola un’incantesimo per cambiare il suo destino. La strega l’accontenta, ma trasforma la regina Elinor in un orso: Merida capisce così che deve combattere per salvare la madre, ma ha solo due giorni di tempo…

...e alla Vigilia di Natale, un  bel cartone  dallo stampo abbastanza classico rispetto ad altri visti in questi anni, ma che facilita ai più piccoli la comprensione di temi importanti.




La deliziosa protagonista (ma è davvero carina!!! E avete visto la bambolina uscita nei negozi? Un bijoux!!!) vive in una situazione ideale, dato che ha dei genitori amorevoli e che l’hanno sempre lasciata libera nonostante il suo rango, ma una volta cresciuta deve improvvisamente scontrarsi con un modo di fare che pretenderebbe che improvvisamente si comporti in modo del tutto diverso (ne so qualcosa……). Giustamente Merida si batte per il rispetto della sua persona e delle sue idee, ma imparerà anche a considerare punti di vista diversi e a rispettare gli altri.  

Il cartone ovviamente è basato su scene comiche e di avventura, chi cerca la parte romantica si rivolga altrove, ma devo dire che ho molto apprezzato anche i personaggi di contorno: gli affiatati genitori della protagonista, i tre fratellini pestiferi (e muti, chissà perché), i re alleati di Fergus con realtivi figlioli (nel vederli ho capito perché non trovavano moglie!); oltre a ciò è stato fatto un buon lavoro anche con ambienti (in prevalenza, la foresta e il castello medievale) e la colonna sonora : chi ama la musica di tipo celtico e scozzese apprezzerà di sicuro.
Una nota di merito anche per il bellissimo corto che precede il film, “La luna”, una piccola poetica storia che, tra l’altro, pare sia ispirata alle atmosfere dei romanzi di Italo Calvino e di Antoine de Saint Exupery. Raramente ricordo i corti che precedono i cartoni, ma questo sarebbe da vedere  e rivedere senza stancarsi mai!

BUON NATALE A TUTTI!







lunedì 22 dicembre 2014

Il ricco, il povero e il maggiordomo, 2014

Regia di Aldo Giovanni e Giacomo , Con Aldo Baglio (Aldo), Giovanni Storti (Giovanni), Giacomo Poretti (Giacomo), Giuliana Lojodice (Calcedonia), Francesca Neri (Assia), Guadalupe Lancho (Dolores), Massimo Popolizio( padre Amerigo).

Giacomo, un ricco broker che vive in una faraonica villa e colleziona edizioni originali di manoscritti di poeti, è anche il datore di lavoro del maggiordomo Giovanni, che ha una relazione con la cameriera Dolores ma tentenna nel confessare a Giacomo che stanno progettando il matrimonio.
Un giorno in due mentre sono in auto investono Aldo, venditore ambulante in crisi dato che non ha nemmeno i soldi per comprarsi una bancarella vera e propria; Giacomo cerca di fare il furbo per non risarcirlo, ma quando qualche giorno dopo la Borsa crolla e perde tutto, lui e Giovanni verranno ospitati fortunosamente dallo stesso Aldo, che vive in una casa popolare con la madre Calcedonia.
La forzata convivenza darà modo ai tre di riflettere sulle proprie vite e si svilupperà in un'amicizia che darà anche modo di provare un fantasioso tentativo per far rientrare Giacomo in possesso di ciò che ha perduto....


Quando esce un film con Aldo, Giovanni e Giacomo, l'appuntamento natalizio è da sempre imperdibile, anche se è vero che dopo "Chiedimi se sono felice" (a mio avviso un piccolo gioiello della commedia italiana) i risultati non sono sempre stati felicissimi, e che i picchi di quel film non sono più stati raggiunti.
Se si vogliono passare due ore in allegria, ridendo, sorridendo in maniera genuina e  non volgare e con qualche trovata profonda o poetica, comunque, il trio è l'ideale sopratutto sotto le feste; la formula è quella ormai collaudata da anni: L'incontro/scontro tra tre personaggi ben definiti (Il petulante Giacomo, Il saggio Giovanni e l'esuberante Aldo), l'ambientazione milanese, una linea narrativa che spesso devia uscendo dai binari con le improvvisazioni del trio. 
In questo contesto viene però affrontato il tema drammatico della crisi (Aldo costretto a vivere con la madre e a dipingersi di nero per trovare lavoro, Dolores costretta a lasciare la famiglia in Venezuela per lavorare come domestica in Italia) e del fallimento (Bellissima a questo proposito la parabola su vincenti e perdenti che Aldo in versione allenatore racconta ai bambini della squadra di calcio che allena). Fallimenti che qui sono molteplici: c'è Giacomo che fallisce come imprenditore e perde tutto (ma che paradossalmente sarà più autentico e migliore quando diventerà povero), Aldo che fallisce nell'aiutare Giacomo, Giovanni che rischia di far fallire la relazione con Dolores per la sua indecisione, persino (nel finale) la rivelazione del dispiacere del defunto padre di Aldo che non era riuscito a lasciare al figlio una bancarella ben avviata come avrebbe desiderato.
Assieme al trio tre comprimari di prim'ordine: Giuliana Lojodice nel ruolo della mamma un po' rompiscatole e ricattatrice e un po' comprensiva, Massimo Popolizio in quelli di Padre Amerigo, prete facile a spazientirsi e Guadalupe Lancho in quelli della caliente e simpatica Dolores.
Insomma se siete fan del trio non potete perdervelo!






sabato 20 dicembre 2014

Il capitalista (Has anybody seen my Gal), 1952


Regia di Douglas Sirk, con Piper Laurie (Millicent Blaisdell),Rock Hudson (Dan Stebbins),Charles Coburn (Samuel Fulton/John Smith),Lynn Bari (Harriet Blaisdell),Gigi Perreau (Roberta Blaisdell), William Reynold (Howard Blaisdell).

Boston, 1929: l'eccentrico miliardario Samuel Fulton decide di lasciare il suo ingente patrimonio (centomila dollari dell'epoca!) in eredità ai discendenti di una donna amata in gioventù. Sotto mentite spoglie, di reca nel paese in cui vivono per vedere se sono persone degne, stringendo amicizia con loro e decidendo quindi di lasciare i soldi.
Ma, come dice un celebre proverbio, i soldi non danno la felicità, e la famiglia Blaisdell lo scoprirà a sue spese...


Primo film del regista Douglas Sirk, che negli anni '50 diverrà noto come maestro di melodrammi, è una tipica commedia con storia e massaggio tipicamente natalizi: ovvero, coem da trama, i soldi non danno la felicità, meglio poveri ma onesti e circondati dalle persone che amiamo.
Le cose non sono sempre così semplici ma il messaggio, chiaramente, è apprezzabile.
Nonostante sia un genere molto diverso da quello per cui il regista diverrà celebre, si possono notare comunque alcune caratteristiche proprie di Sirk: eleganza, brio, cura di attori e personaggi, ambientazione un po' retrò ma sempre efficace. Per molti aspetti ricorda i film di Frank Capra, gentili e pieni di buoni sentimenti ma mai superficiali o ipocriti.
In questo film il regista lavora per la prima volta con Rock Hudson, suo attore feticcio e star di molti suo film, e tra le altre cose si segnala la primissima apparizione sullo schermo di James Dean, nel ruolo (muto e di pochi minuti) di un ragazzo che sta mangiando un gelato.








giovedì 18 dicembre 2014

Ciao Virna!

Davvero una brutta notizia dal mondo del cinema italiano: è morta a 78 anni Virna Lisi, a mio avviso una delle più belel e brave attrici italiane.
Il suo vero nome era Virna Pieralisi, ed era nata ad Ancona nel 1936; cominciò a lavorare nel mondo del cinema nel 1950, ricoprendo vari ruoli minori in molti film del genere strappalacrime. il primo ruolo importante risale al 1955 con il film "Le diciottenni", accanto a Marisa Allasio,  due anni dopo arrivò la popolarità con la  pubblicità del dentifricio Chlorodont in cui viene accompagnata dal celebre slogan "con quella bocca può dire ciò che vuole".
Nel 1957 interpretò Elizabeth Bennett nello sceneggiato RAI "Orgoglio e pregiudizio", una perla rara della tv italiana oggi quasi introvabile; in seguito interpretò altri sceneggiati: "Ottocento" (1959) di Anton Giulio Majano,  "Il padrone delle ferriere" (1959) sempre dello stesso regista, "Una tragedia americana" ( )
Nel 1960 sposò l'architetto Franco Pesci, da cui ebbe il figlio Corrado; continuò a lavorare sia per il cinema italiano che per quello francese ("Eva" di Joseph Losey, "Il tulipano nero" di Christian Jacques); nello stesso periodo ebbe una proposta per interpretare una Bond Girl in "AGente 007- Dalla Russia con amore".
L'attrice rifiutò, ma a quel punto era chiaro che era stata notata anche dal cinema internazionale....e difatti nel 1965 dopo essersi trasferita a Hollywood con la fmaiglia girò il suo primo film americano "Come uccidere vostra moglie" di Richard Quinn, accanto a Jack Lemmon. Hollywood fu conquistata dal suo talento e dalla sua bellezza, e la considerava addirittura un'erede di Marylin Monroe... ma, dato che le regole imposte dalle major erano troppo rigide, non l'avrebbero valorizzata e oltretutto le avrebbero impedito di seguire come voleva la famiglia e il figlio, Virna decise di rinunciare e tornare in Italia, dedicandosi al cinema italiano ed europeo.
Tra i suoi innumerevoli film ricordiamo: "Il segreto di Santa Vittoria" ( ) accanto a Anthony Quinn e Anna Magnani,"La cicala" (1980),"Sapore di mare"(1983), "Vacanze di Natale" (1983), "E non se ne vogliono andare!"(1985), "La regina Margot" (1994),"Va dove ti porta il cuore" (1996), "Il più bel giorno della mia vita" (2002).
Ma vale la pena di ricordare che l'attrice, decisamente non snob come altri (basti guardare la sua filmografia, dove accanto a grandi titoli e film di qualità campeggiano anche film minori e addirittura alcuni famigerati "Cinepanettoni") negli ultimi vent'anni si è dedicata molto anche alla tv: ricordiamo "Le ali della vita" 1 e 2, accanto a Sabrina Ferilli nel ruolo della cattivissima Suor Alberta, "Il bello delle donne", "L'onore e il rispetto", "Piccolo mondo antico" "Il sangue e la rosa", "I ragazzi della via Paal", "la serie "Caterina e le sue figlie", "A casa di Anna", "Fidati di me","Baciamo le mani" e l'ultima "Madre, aiutami".
Come ho detto all'inizio, una delle mie attrici preferite: una presenza luminosa nel cinema italiano,davvero penso che  con il suo fascino e la sua bravura illuminava qualsiasi film e fiction. I suoi ruoli sono sempre stati naturali e mai stereotipati, personaggi sempre accurati psicologicamente e mai banali. In particolare devo dire che ho apprezzato moltissimo la fiction drammatica "Fidati di me", dove interpreta una nonna che combatte per restituire serenità e verità alla propria famiglia e alla propria nipotina. Al cinema invece ho apprezzato molto la malinconica quarantenne di "Sapore di mare".
Virna Lisi detiene, assieme a Margherita Buy, il record di Nastri D'argento vinti: in tutto sei (per i film "Al di là del bene e del male", "Sapore di mare", "Buon Natale e Buon Anno", "La regina Margot", "Và dove ti porta il cuore"e "Il più bel giorno della mia vita"). Vinse anche quattro DAvid di Donatello, tre Grolle D'oro, due Globi D'oro, un premio Cesar e un premio al Festival di Cannes per "La regina Margot".









Sergio Fiorentini

E' morto a Roma all'età  80 anni l'attore Sergio Fiorentini, noto caratterista del cinema e della tv italiana: tra i suoi film ricordiamo "Io loro e Lara" (2010) con Carlo Verdone, "Il muro di gomma" di Marco Risi (1991),W L'Italia (2012) di Massimiliano Bruno, "Una famiglia perfetta" di Paolo Genovese (2012).
In tv lo ricordiamo sopratutto per il ruolo del brigadiere Cacciapuoti nella serie  "Il maresciallo Rocca", ma anche in "Distretto di polizia", "La squadra 5-6-7", "Papa Luciani- Il sorriso di Dio","La buona battaglia- Don Pietro Pappagallo" e altri.
Era noto anche come doppiatore: sua la voce italiana di Gene Haclman, Eli Wllach, Mel Brooks,Bill cosby, Ernest Borgnine, ma anche del nonno di Heidi, la scimmia Rafiki ne "Il re Leone",E il Generale Mandibola in "Z la formica".





lunedì 15 dicembre 2014

La principessa Sissi (Princess Sissi),1997



Serie animata in 52 episodi, trasmessa per la prima volta in Italia nel 1997 da Rai Due.



La principessa Sissi vive nel paesino di Possi assieme ai familiari; i genitori pur essendo nobili hanno deciso di vivere lontani dalla corte perchè preferiscono l'ambiente più libero e sereno della provincia.
Durante una vacanza Sissi incontra il principe Franz, erede al trono dell'impero austroungarico; i due giovani si innamorano ma la loro unione non viene vista di buon occhio dall'imperatrice Sofia, madre di Franz, che con l'aiuto di Elena, altra principessa che ha messo gli occhi sull'erede al trono, cerca sempre di mettere Sissi in cattiva luce e separare i due innamorati.....



Altro cartone animato che ricordo perchè tra i preferiti di mia sorella da bambina (per una Santa Lucia le arrivò anche una bella Sissi in carrozza!), ovviamente ispirato alla leggenda ('chè la vita reale fu nettamente diversa...) della bella Imperatrice che tanto ha fatto sognare il popolo nel corso dei secoli, così come la serie di film ancora oggi tanto amati dal pubblico e interpretati da Romy Schneider e Karl Heinz Bohm.

A dire la verità la trama del cartone è molto più vicina proprio ai film che a tutto il resto, anche se con vari cambiamenti, tra cui il più importante riguarda il personaggio di Elena, non più la buona sorella di Sissi inizialmente scelta dall'imperatrice Sofia per sposare il figlio, ma ora nemica (non imparentata) della stessa, anche se la sua cattiveria è più comica che altro.
Le puntate vertono proprio sull'immancabile dispetto o intrigo di Elena per "riprendersi" Franz e screditare Sissi, e che invece sortisce proprio l'effetto opposto, oltre a gettare ridicolo sulla stessa Elena.
Il resto dei personaggi sono già conosciuti a chi ha visto i film: oltre a Franz, Sissi ed Elena ci sono Max e Ludovica, i genitori di Sissi, simpatici e anticonformisti nobili (il padre poi se non sbaglio è il sindaco del paesino); Carl, il fratello di Franz, amico dei due innamorati anche se segretamente innamorato di Sissi; Korad, Kail e Tina , i fratelli minori  di Sissi; Tommy, un bambino amico dei gemelli; il conte Arkas, il cattivo "cattivo" della situazione, che mira a spodestare il duca Max come capo di Possi.
Non esaltante (nemmeno come grafica, i personaggi sono abbastanza bruttaroli e spigolosi!) ma abbastanza carino; da notare che la Bambola Sissi era molto più bella del personaggio del cartone....






sabato 13 dicembre 2014

Hercules, 1997


Regia di John Clements e Ron Musker, con  le voci italiane di : Raoul Bova e Alex Baroni (Hercules),Vernoica Pivetti e Barbara Cola (Megara), Giancarlo Magalli (Filottete), Massimo Venturiello (Ade),Gianni Musy (Zeus),Aurora Canciano (Era), Zuzzuro (Pena), Gaspare (Panico).


L'Olimpo è in festa per la nascita di Hercules, figlio di Zeus ed Era; l'unico che sembra non gradire tanta gioia è Ade, fratello di Zeus e Dio degli Inferi, il quale, grazie a una predizione delle Parche, viene a conoscenza del fatto che fra 18 anni, grazie ad un allineamento dei pianeti, avrebbe potuto liberare i Titani e con essi sferrare l'attacco a Zeus per detronizzarlo. Il tutto a meno che non intervenga il figlio Ercole, dotato fin da neonato di una forza straordinaria.
Per eliminare il pericolo Ade fa rapire Ercole dai due scagnozzi Pena e Panico, con l'obiettivo di eliminarlo; ma i due pasticcioni sbagliano, e il piccolo viene ritrovato e adottato dal contadino Anfitrione e dalla moglie Alcmena.
18 anni dopo, il giovane ignaro della propria identità ,è ancora dotato della forza sovrumana che lo contraddistingue, viene a sapere la verità dai genitori adottivi e si mette alla ricerca delle proprie origini....



35mo cartoon Disney, visto all'epoca portando mia sorella al cinema, è uno dei miei film Disney favoriti,  e non poteva essere altrimenti dato che amo molto la mitologia greca. So che all'epoca molti puristi storsero il naso di fronte alle grandi variazioni rispetto alla storia vera, ma pure io che mi ritengo una purista moderata non posso non considerare che, come già fatto per "Il gobbo di Notre Dame", questi cambiamenti sono stati fatti per rendere più semplice la storia al pubblico dei bambini, ai quali il film è principalmente diretto.
E giustamente direi: sappiamo tutti che gli dei dell'Olimpo non andavano per il sottile ed erano dei libertini....

Ecco quindi che i genitori di Ercole sono Zeus e sua moglie Era, mentre Anfitrione e Alcmena sono i genitori adottivi; Filottete ha addestrato tutti i più grandi eroi della Grecia, mentre in realtà era un arciere a cui Ercole, prima di morire, donò il proprio arco, mentre l'ero fu addestrato dal centauro Chirone; Pegaso era il cavallo di Perseo; le Parche appartengono alla mitologia romana, in quella greca in realtà si chiamano Moire; Megara fu la prima moglie di Ercole, ma fu da lui uccisa in un momento in cui era stato reso pazzo da Era...e via discorrendo.
Il risultato è un cartone divertente e piacevole ma che in alcuni punti tratta temi un po' "oscuri",  come la morte, il sentirsi - o l'essere effettivamente- diversi da tutti gli altri, la ricerca delle origini....oltretutto Megara è una eroina "nuova" rispetto a tutte quelle che l'hanno preceduta: ha infatti un infelice passato sentimentale, dato che aveva venduto la propria anima ad Ade per salvare un ex fidanzato che poi l'aveva abbandonata.
Le canzoni non mi sono molto piaciute, tranne quella iniziale in versione "gospel", con una  simpatica scena con protagoniste le Muse e le figure delle anfore greche; molti riferimenti anche alla cultura moderna, sopratutto nella parte in cui Ercole diventa famoso e si innesca quindi un fenomeno stile "Beatle mania" che lo vede protagonista.
Terribile però la scelta di far cantare la versione italiana della canzone principale al duo Paola e Chiara...ma non c'era qualcun'altro disponibile?




giovedì 11 dicembre 2014

Ogni maledetto Natale, 2014


Regia di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca, Vendruscolo, con Alessandra Mastronardi (Giulia Colorado), Alessandro Cattelan (Massimo Marinelli Lops),Marco Giallini (zio Fano/Silvestro),Francesco Pannofino (Aldo/Marcantonio), Laura Morante (Maria/Ludovica), Corrado Guzzanti (zio Sauro/Benji),Valerio Mastandrea (Tiziano/Baldovino),Caterina Guzzanti(Antonella/Tiziana), Stefano Fresi (Rino/poliziotto), Andrea Sartoretti (Gaetano/poliziotto 2).



Massimo e Giulia sono due giovani innamorati che vivono a Roma e si conoscono da poco tempo (dieci giorni); nonostante ciò Giulia invita Massimo a passare il Natale con la sua famiglia, nel viterbese. Il povero Massimo, che probabilmente si aspetta che anche i familiari siano persone normali come la ragazza, si trova invece in un cascinale diroccato dove tutto sembra essere rimasto all'età della pietra o quasi, compresa mentalità e personalità dei componenti della famiglia. Dopo essere stato preso di mira in vari modi, reagisce male e viene cacciato.
Torna così a casa della sua famiglia d'origine, i Marinelli Lops che al contrario appartengono alla "upper class"...anche troppo: ricchissimi, nevrotici, sofisticati, dovranno vedersela nientemeno con il suicidio di un cameriere filippino....



Una commedia cattivella a Natale non mi dispiace affatto come idea, solitamente poi quando escono sno fra i film più riusciti; stavolta però mi pare l'operazione sia riuscita solo a metà, nonostante un cast più che promettente.
Non so perchè ma la prima parte non mi ha convinto; non mi ha divertito- come probabilmente era intenzione degli autori- anzi mi ha piuttosto angosciato; stereotipi a parte (ma comunque, sappiatelo: io ho conosciuto una famiglia che vive ancora così!), mi ha colpito l'isolamento a cui in un certo senso Giulia è sottoposta essendo più evoluta; non perchè i familiari non le vogliano bene, ma perchè  a causa della loro arretratezza cercano di imporle il loro desiderio di farla diventare sindaco del paese, senza nemmeno ascoltarla o capire ciò che dice!e che dire di quella madre a cui "una cosa solo mi interessa, sapere quando devo morì"?! Nemmeno della figlia le interessa.Inoltre non ho capito l'utilità di alcuni personaggi, come la sorella e il cognato.
La seconda parte invece mi è parsa molto azzeccata, il ritratto della ricca famiglia ipocrita e piena di problemi che del resto ci si aspettava; certamente un plauso agli attori che hanno interpretato tutti doppi ruoli in modo nettamente opposto gli uni con gli altri.
Forse con un po' più di coraggio si poteva raggiungere "Parenti serpenti", ma anche qui non so se sarebbe stato positivo.

P.S: mai capito perchè, dopo solo dieci giorni, Giulia non solo vuole presentare una famiglia di quel tipo a Massimo, ma quando lui reagisce alle prese di mira è lei che lo caccia.....



martedì 9 dicembre 2014

Questo nostro amore '70, 2014




Regia di , con Anna Valle (Anna Ferraris), Neri Marcorè (Vittorio Costa), Aurora Ruffino (Bendetta Costa),Karen Ciaurro (Marina Costa), Noemi Abbrescia (Clara Costa),Nicola Rignanese (Salvatore Strano),Manuela Ventura (Teresa Strano),Dario Aita (Bernardo Strano),Marzia Ubaldi (Alberta Ferrari),Claudio e Alberto Varsalona (Domenico e Fortunato Strano),Vera Dragone (Gisella),Stella Egitto (Immacolata Strano), Diane Fleri (Emanuela),Marco Foschi (Diego De Regis).

Sono passati tre anni dal 1967: nel frattempo molte cose sono cambiate per le famiglie Strano e Costa. Il divorzio è stato approvato, ma Anna e Vittorio non hanno ancora deciso di sposarsi; Benedetta e Bernardo si sono lasciati e-mentre  lui è andato a lavorare in Germania- lei ha avuto un figlio, Marco, da una breve relazione.
Marina inizia il liceo e vivrà le prime cotte, mentre Salvatore e Vittorio mettono su una loro fabbrica




Come ho scritto nel post ad esso dedicato "Questo nostro amore" è una delle mie fiction preferite, una di quelle che più mi ha appassionato e divertito, una di quelle ai cui personaggi mi sono più affezionata...ovvio che attendessi con ansia la seconda serie.
Che invece mi ha deluso molto.
E' vero che solitamente è molto difficile ritrovare in un seguito la stessa "magia" che ci ha conquistato nel primo, ma ci sono state seconde serie comunque interessanti; qui invece si è caduti a causa di alcune trovate da me poco apprezzate, perchè considerate fuori luogo e inutili.
Perchè rendere Benedetta uan ragazza madre che ha avuto un figlio dopo una storia di due giorni (sopratutto: perchè proprio due giorni? Dato che lei e Bernardo si erano già lasciati non offendeva nessuno se la facevano durare un attimino di più, se non altro per rendere la cosa un tantino più credibile)...non mi è piaciuto, trovo che la maturazione del personaggio poteva essere resa in altro modo. Se aggiungiamo poi il particolare che il padre non sapeva nulla perchè è stata lei a decidere di tenerglielo nascosto.....vabbè, sarò moralista io....
Perchè sopratutto mettere un tradimento nella coppia Anna-Vittorio? le tentazioni ci stanno, ma avrei preferito che il tradimento venisse evitato. Perchè la trovata di Gisella lesbica? sopratutto dopo che nella serie precedente il personaggio era chiaramente etero....una concessione alla modernità, forse? 

Ho apprezzato invece la trasformazione di Vittorio e Salvatore da dipendenti a imprenditori, con tutto ciò che ne consegue (in particolare il senso di onnipotenza che prende il secondo, facendolo diventare uguale a quelli che finora aveva criticato e ritenuto sfruttatori)e le frequentazioni femministe della tradizionalista Teresa; belle come sempre le strie che coinvolgono i ragazzini, molto bravi anche come interpreti.
Insomma una trama che poteva essere sviluppata meglio se non ci si fosse lasciati andare alla tentazione di mettere elementi fuori luogo ma probabilmente ritenuti trasgressivi.....se non fosse stato per quel pizzico di cuirosità verso Bernardo e Benedetta poi, avrei lasciato perdere già alla seconda puntata.
Confesso inoltre che, essendomi addormentata durante l'ultima puntata, non ho visto interamente il finale, ho letto solo poche cose qua e là.
Neri Marcorè in un'intervista aveva parlato di un finale "insolito", ma da quello che ho letto non mi sembra proprio. Comunque aspetto di rivedere l'ultima puntata per capirne di più.


lunedì 8 dicembre 2014

Manuel De Sica

E' morto a Roma all'età di 65 anni per un infarto Manuel De Sica, famoso compoistore di colonne sonore per cinema e tv.
Figlio di Vittorio De Sica e della seconda moglie Maria Mercader e fratello maggiore dell'attore Christian, aveva cominciato la sua carriera a 20 anni componendo le musiche per il film "Amanti", diretto dal padre.
Tra i suoi lavori: "Cose di Cosa Nostra", "Io non vedo, tu non parli, lui non sente", "il viaggio", "Il giardino dei Finzi Contini" (che gli valse una nomination all'Oscar come colonna sonora, mentre il film vinse come miglior film straniero), "Ladi di saponette", "Al lupo, al lupo", "Celluloide" (per cui vinse il David Di Donatello), "Vado a vivere da solo", "Vacanze in America","Dellamorte, dellamore","Volere volare",lo sceneggiato televisivo "Cuore" (bellissima colonna sonora!) e molti altri.






sabato 6 dicembre 2014

La banda dei Babbi Natale, 2010



Regia di Paolo Genovese, con Aldo Baglio (Aldo), Giovanni Storti (Giovanni), Giacomo Poretti (Giacomo), Angela Finocchiaro (Commissario Irene), Mara Maionchi (suocera di Giovanni),Sara D'Amario (Elisa), Silvana Fallisi (Monica), Antonia Liskova (Veronica ), Lucia Ocone (Marta).


Durante la notte di Natale Aldo, Giovanni e Giacomo vengono sorpresi a rubare in un appartamento vestiti da Babbo Natale e prontamente portati al commissariato di Polizia, dove vengono interrogati dall'ispettrice Bestetti, che li accusa di appartenere alla "Banda dei Babbi Natale", un gruppo di rapinatori che agisce in quel periodo vestiti da Babbo Natale.
I tre amici passeranno la notte a raccontare all'ispettrice come mai si sono trovati in quella situazione....



Ultimo film (ma ne deve uscire uno a breve) del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, per me da anni una garanzia di risate e divertimento conditi talvolta con un pizzico di surreale romanticismo e ironia.
E difatti anche questa è una surreale storia natalizia: i tre amici fanno parte di un squadra di "campioni" di bocce, passione che li condurrà appunto alla rocambolesca decisione che li porterà in commissariato la notte della Vigilia, le cui vite private sono abbastanza particolari e- a loro modo- inguaiate: Giovanni ha una moglie a Milano e una in Svizzera, e quindi non sa come affrontare il problema del Natale che arriva e non sa con chi trascorrerlo senza togliere nulla a nessuno; Aldo è un nullafacente che vive alle spalle della fidanzata Silvana, che pure ama; Giacomo è un vedovo che parla ancora con la foto della moglie, corteggiato da una bella e giovane collega ma talmente bloccato nelle sue abitudini da non accorgersene.
La situazione si snoda arrivando al gran finale sulla neve che scioglie (o forse no) i nodi e i segreti venuti a galla durante la narrazione, condita da scene poetiche come la Cena sul tram e ambientata in una milano classica, spopolata, tranquilla che sembra uscita da un racconto natalizio.
Da segnalare la strepitosa parte di Mara Maionchi, la suocera rompiballe di Giovanni, in cui la presentatrice tv, pur non uscendo dal personaggio che si è costruita, si fa apprezzare anche come attrice.
Apprezzato (a differenza del precedente "Il cosmo sul comò") anche dalla critica, è un film che di certo non deluderà i fan del trio, anche se non raggiunge le vette di "Chiedimi se sono felice".






mercoledì 3 dicembre 2014

Qualunque cosa succeda, 2014




Regia di , con Pierfrancesco Favino (Giorgio Ambrosoli),Anita Caprioli (Annalori ), Massimo Popolizio (Michele Sindona),Roberto Herlitzka (Enrico Cuccia),Giovanni Esposito (Giulio Andreotti).


1974: La Banca Privata Italiana, il colosso appartenente a Michele Sindona, viene messa in liquidazione, lasciando nella disperazione i piccoli risparmiatori che in essa avevano investito i risparmi di una vita. Sindona si trasferisce in America come latitante; per cercare di salvare l'enorme capitale e liquidare BPI viene ingaggiato l'avvocato Giorgio Ambrosoli, che però oltre a cercare di salvare gli interessi dei risparmiatori truffati, scopre truffe e infiltrazioni mafiose messe in atto da Sindona.....





Tratto dall'omonimo libro scritto nel 2009   dal figlio Umberto, la fiction racconta la storia di Umberto Ambrosoli, onesto avvocato ucciso nel 1979 da un sicario assoldato da Michele Sindona per la sua opposizione agli intrallazzi mafiosi del faccendiere.

Riprendendo il titolo del film del 1993 diretto da Michele Placido, il primo a raccontare questa storia dopo tanti anni, Ambrosoli è stato davvero "Un eroe Borghese", che ha pagato con la vita il mettere in pratica i valori di onestà e correttezza in cui credeva, venendo non solo sbeffeggiato da Giulio Andreotti (che in un'intervista disse "Ambrosoli era uno che se le andava cercando") ma dimenticato per anni. 

Giusto quindi ricordare la sua figura e la sua storia, con una bella fiction con attori validi e una buona sceneggiatura. Pierfrancesco Favino aggiunge un'altra ottima interpretazione al suo curriculum di attore: seppur nettamente diverso fisicamente dal vero Ambrosoli, ha saputo rendere - a mio avviso- molto bene il carattere e la personalità di una persona che probabilmente si è trovata coinvolta in una vicenda più grande di lui, ma che ha saputo mettere da parte la paura per l'incolumità sua e della sua famiglia o le pressioni sociali e psicologiche per fare spazio a cose "vetuste" come la correttezza verso i risparmiatori e la lotta al crimine.
Cose per cui fu lasciato- che ve lo dico a fà- completamente solo e potè contare solo su un maresciallo della Guardia di Finanza e  sul Capo dell'Ufficio Vigilanza.
La fiction unisce questi fatti pubblici (in cu vengono sviscerati i vari intrallazzi tra mafia e politica) con la dimensione privata del protagonista, marito e padre di famiglia premuroso e affettuoso che cerca di educare i figli più con l'esempio che con le parole.
Bravi anche gli altri interpreti: Popolizio è un Sindona furbo e spietato, Herlitka è un Cuccia a cui non interessa sapere ed Esposito un viscido Andreotti. Anita Caprioli è la dolce ma determinata moglie Annalori.
E' un bene che si facciano fiction come questa, spero che il trend continui con altri personaggi di questo stampo.



lunedì 1 dicembre 2014

Una promessa è una promessa (Jingle all the way), 1996


Regia di Brian Levant, con Arnold Schwarzenegger (Howard Langston),Sinbad (Byron Larrabee),Rita Wilson (Liz Langston),Kake Lloyd (Jamie Langston),Chris Parnell (Johnny Larrabee).

A causa del lavoro il manager Howard Langston è sempre impegnatissimo, al punto da trascurare la famiglia (la moglie Liz e il figlio Jamie); per farsi perdonare le innumerevoli assenze a recite scolastiche e partite, decide di regalare al bambino per Natale il pupazzo di Turbo Man. il suo eroe preferito.
Ma , rimandando l'acquisto di giorno in giorno arriva all'antivigilia che non ha ancora acquistato il pupazzo; si mette alla ricerca ma a quanto pare tutti i Turbo Man sono esauriti!
finalmente ne trova uno, ma non sa che nelle sue stesse condizioni c'è anche il postino Byron, anch'egli determinato ad assicurarsi Il supereroe per il figlio Johnny.....



Dicembre è cominciato e come sempre la maggior parte dei post del mese verterà su film natalizi; il primo è questa simpatica commedia del 1996 con Arnold Schwarzennegger, che  ho sempre preferito in ruoli come questo rispetto a quelli da action movie per cui è diventato famoso.
La trama è semplice e tutto sommato banale: il padre affettuoso ma superimpegnato con il lavoro che per farsi perdonare le varie assenze decide di regalare a tutti i costi al figlio il giocattolo preferito e a causa di ciò si trova invischiato in una situazione di tragicomica lotta con un'altro papà nelle sue stesse condizioni sarebbe di per sè un messaggio non troppo positivo, se non fosse perchè- come sempre- alla fine la morale fa capire che comunque sia il regali materiali hanno poca importanza rispetto alle persone e al loro affetto.
Le gag sono divertenti anche se ricalcano stereotipi tipici di questo genere di film: vicini stronzi,bambini terribili,poliziotti pedanti...niente di nuovo o particolarmente originale; non certo un film che è passato alla storia (infatti credo lo ricorderanno in pochissimi) ma comunque una gradevole commedia per chi ama i film tipicamente natalizi.





Il mastino dei Baskerville (The Hound of the Baskervilles ), 1939



Regia di Sidney Lanfield,  con Richard Greene (Sir Henry Baskerville), Basil Rathbone (Sherlock Holmes), Nigel Bruce (Dr. Watson), Wendy Barrie (Berly Strapletone),Ralph Forbes (Sir Hugo Baskerville),Morton Lowry (John Stapleton).


Sherlock Holmes e Watson devono indagare su un misterioso caso che coinvolge la famiglia Baskerville: Sir Henry, nipote del defunto capofamiglia, viene da tempo minacciato da ignoti che vogliono costringerlo a cedere le proprietà di famiglia.
Già Sir Charles, zio di Henry, era rimasto ucciso da un misterioso cane assassino che si aggirerebbe nella brughiera perché aveva rifiutato di cedere la ricatto…


Tratto dall’omonimo romanzo (1901 ) di Sir Arthur Conan Doyle, appartenente alla celeberrima serie dedicata al più famoso investigatore della storia- ovvero Sherlock Holmes- questo film è un buon esempio di giallo classico.
Non ho mai letto i romanzi di Doyle, quindi non posso dire quanto sia fedele o meno la racconto in questione, ma certamente è un buon film, ben fatto, con un ritmo serrato, atmosfere da brivido in alcuni punto necessari (probabilmente se le sequenze con il mastino le avessi viste da ragazzina invece che da adulta, un po' di c@@@@lla mi sarebbe venuta, nonostante non sa mai stata particolarmente impressionabile), suspence fino all'ultimo.

Ottimi interpreti e quel bianco e nero che sicuramente giova ai film gialli dando ad una storia già di per sè misteriosa quell'alone di mistero in più completano il quadro.
A suo modo, un film emozionante.



sabato 29 novembre 2014

Andiamo a quel paese, 2014


Regia di Salvatore Ficarra e Valentino Picone, con Salvatore ficarra (Salvo), Valentino Picone (Valentino), Tiziana Lodato (Donatella),Fatima Trotta (Roberta),Lilly Tirinnanzi (Zia Lucia), Mariano Rigillo (padre Benedetto), Nino Frassica (Il barbiere).


Valentino e Salvo, due amici disoccupati, decidono di tornare (Da Palermo) al paese natale Valentino e di Donatella( moglie di Salvo), dove la vita costa di meno e potranno contare sull'aiuto degli anziani parenti, tutti con buona pensione.
Proprio l'età avanzata dei parenti ispira Salvo a creare un ricovero casalingo a casa della suocera, ospitando gli anziani in cambio della loro pensione; peccato che, quando uno dopo l'altro vengono a mancare per cause naturali (o quasi), si rischia di tornare da capo. A questo punto Salvo cerca di convincere Valentino (che nel frattempo spera di riconquistare la ex fidanzata Roberta) a sposare zia Lucia, l'ultima anziana rimasta, per assicurarsi la pensione.....


Ancora una volta la coppia comica Ficarra&Picone fa centro al cinema con questo simpatico film che tratta un tema purtroppo attualissimi: la crisi economica che ha messo in crisi, di riflesso, un'intera società, con giovani- o anche non più tanto giovani- che non riescono a trovare lavoro e che quindi sono costretti ad appoggiarsi ai risparmi e alle pensioni dei familiari anziani.
Un tema non proprio leggerissimo che i nostri comici scelgono di affrontare in maniera comica, anche se la cosa dà comunque da pensare in vari momenti; nonostante tutto il risvolto comico è presto risolto e consiste non solo nell'ideare un "ricovero familiare" dove confluiscono tutte le pensioni messe a disposizione dai parenti, ma nel far vivere alle anziane del paese una seconda primavera in quanto ambitissime prede dai maschi...per motivi economici, ovviamente.

La vicenda si risolverà con un quasi ritorno alla normalità, anche troppo, visto che per trovare un lavoro i due protagonisti saranno costretti a fare quello che fino ad ora avevano aborrito: scegliere l'italica strada della raccomandazione...anche se, in questo caso, sui generis.
Si ride e si riflette in questo film, e le risate sono- a volte- amare; ma è un film comico gradevole, ben diretto e con buoni attori (oltre ai due protagonisti, Tiziana Lodato nel ruolo della moglie di Salvo,Lilly Tirinnanzi nel ruolo malinconico di zia Lucia e anche una partecipazione di nino Frassica nel ruolo del barbiere del paese).
Come da titolo, l'ispirazione viene dalla famosa canzone di Alberto Sordi, non  a caso scelta come colonna sonora del film.




martedì 25 novembre 2014

Buon compleanno, Sofia!

Arrivo con due mesi circa di ritardo....questo perchè inizialmente non avevo pensato di scrivere questo post. Di solito quando si tratta di compleanni mi accodo sempre ad altri blogger più autorevoli di me, ma stavolta nessuno ha pensato a un Sophia Loren's day....e mi sono detta: "e perchè non posso fare un post mio personale, se mi fa piacere?". Francamente non credo che nessuno mi sbranerà.
Il 20 settembre 2014 Sophia Loren (ma io preferisco sempre togliere il "ph"), l'attrice italiana più famosa al mondo (non dico la più brava, perchè secondo me la più brava attrice italiana di tutti i tempi è Anna Magnani), ha compiuto 80 anni: è nata infatti il 20 settembre 1934.
La mia preferenza verso di lei è dettata, oltre al suo fondamentale contributo al cinema italiano, anche da un ricordo affettivo personale: durante la mia adolescenza è stata una degli "amici" cinematografici che mi hanno fatto compagnia, che mi hanno divertito, consolato, raccontato storie e mostrato mondi diversi....per questo scelgo di farle gli auguri con la recensione di uno dei miei preferiti fra i suoi film:

Peccato che sia una canaglia, 1954

Regia di Alessandro Blasetti, con Sofia Loren (Lina Stroppiani ), Marcello Mastroianni (Paolo Silvestrelli ), Vittorio De Sica(Professor Stroppiani), Marcella Melnati (nonna Stroppiani),Memmo Carotenuto (il commissario).

Paolo, ingenuo e onesto tassista romano, s'innamora di Lina, una bella ladra figlia di un'intera famiglia di ladri di antica dinastia che non solo non capisce dove sbaglia, ma addirittura ha tutta l'intenzione di continuare per la propria strada.
Con il suo amore Paolo spera comunque di poter redimere Lina, ma data al vicinanza della famiglia di lei la cosa si fa piuttosto difficoltosa....


Nella sua recente biografia intitolata "Ieri, oggi e domani- La mia vita", Sofia Loren dedica una parte speciale a questo film, dato che su questo set conobbe Marcello Mastroianni, amico di una vita. Una delle frasi con cui descrive la lavorazione del film è "Quanto ci divertivamo!Eravamo giovani e incoscienti e il mondo ci sorrideva".


Credo che questa frase riassuma perfettamente lo spirito di questo film, perlomeno è quello che è arrivato a me giovanissima spettatrice (avevo 15 anni la prima volta che lo vidi): un film divertente e gioioso, in cui anche gli attori di divertirono a girare mettendo non solo il loro talento ma anche molta spontaneità, inoltre è ben evidente la sintonia e il legame che si era creato tra i due giovani attori Loren e Mastroianni, "guidati" dal vecchio leone De Sica.
La commedia - tratta da "Il fanatico", un racconto di Alberto Moravia contenuto nella raccolta "Racconti romani"- è simpatica e incentrata, a mio avviso, più sui caratteri che sulla trama in sè. Alessandro Blasetti era uno dei registi di punta del cinema italiano all'epoca dei "telefoni bianchi" e, sopravvissuto alla guerra e alla rivoluzione del neorealismo, mostra di non aver perso il suo smalto e gira un film dal ritmo agile e con due personaggi non comuni (De Sica e la Loren), che riesce a rendere simpatici nonostante siano, di fatto degli imbroglioni e ladri che vivacchiano approfittando della sbadataggine altrui.
Come non rimanere affascinati dalle schermaglie d'amore dei due giovani protagonisti sullo sfondo di una Roma appena uscita dal duro dopoguerra, e che si sta riprendendo tra corse in macchina, in Vespa, bagni estivi nel fiume, locali da ballo? A ben vedere è un film che in qualche modo anticipa quel filone di "neorealismo rosa" che arriverà solo l'anno dopo con "Poveri ma belli".
Inutile poi parlare degli attori, bravissimi, vivaci, e belli. Insomma, un film di quelli che si rivedono sempre volentieri e che trasmettono tanta allegria!








domenica 23 novembre 2014

Vita da strega (Bewitched),1964-1972




Regia di William Asher , con Elizabeth Montgomery (Samantha Stephens),Dick York/Dirk Sargent (Darrin Stephens), Agnes Moorhead (Endora), David White (Larry Tate),Marion Lorne (zia Clara),Alice Pearce (Gladys Kravitz),George tobias (Abner Kravitz),Erin Murphy (Tabatha Stephens),David Lawrence (Adam Stephens), Maurice Evans (Maurice).


Samantha e Darrin Stephens sono due simpatici coniugi americani con una vita normale: lui pubblicitario, lei casalinga. C'è solo un piccolo particolare: Samantha è in realtà una strega che ha rinunciato a vivere nel mondo della magia per amore, ma che ha mantenuto intatti i propri poteri. Pur cercando di vivere il più normalmente possibile senza i poteri magici le situazioni in cui la particolarità di Samantha viene fuori sono sempre in agguato, anche a causa dei vari parenti di Samantha che gravitano attorno a casa Stephens, a cominciare dalla terribile madre Endora, che non ha mai accettato la decisione della figlia e per questo è sempre ai ferri corti con il genero....


"Vita da strega" è sicuramente uno dei telefilm più amati della storia della tv, tanto da aver dato il via (assieme al quasi contemporaneo "Strega per amore")a un filone di telefilm "Fantasy" che continua ancora oggi; tant'è vero che la serie è stata citata più volte in uno dei telefilm in questione ("Streghe", in cui c'è stata addirittura una puntata-omaggio) e nel titolo italiano di un'altra ("Sabrina, vita da strega").
I meriti del successo possono essere tanti: una trama semplice e simpatica con elementi fantastici, un cast di attori bravi e affiatati, una buona regia e sceneggiatura, assenza di violenza e volgarità che forse sarebbe da riscoprire: tutti elementi che nei vecchi telefilm americani non mancavano mai, se ci si pensa.
E' uno dei telefilm della mia infanzia, lo guardavo sempre con mia mamma (fan della prima ora)e- come credo tutti i bambini che abbiano mai visto una sola puntata- quante volte ho provato a muovere il naso come Samantha?!

Su "mymovies" ho trovato scritto questo: "Vita da strega" è stata una delle tante serie televisive ed una delle più sciocche. Una di quelle appunto che hanno contribuito ad instupidire le masse tra nuvole di zucchero filato e la rappresentazione della classe media americana, obbligata ad uno status banale e convenzionale. Erano le avanguardie dei personaggi di Oltre il giardino e Forrest Gump, vale a dire: statevene a casa e fate i bravi. Ed infatti il personaggio del marito della protagonista era interpretato da Dick York, attore mediocre dall'espressione stolida. Era il trionfo del matriarcato. Nata negli anni 60, la serie si è protratta oltre il sopportabile. La protagonista era l'insipida figlia dell'attore Robert Montgomery, di qualche fama negli anni 40: Elisabeth Montgomery."...non sono proprio d'accordo!
A parte che bisognerebbe smetterla di prendere noi poveri spettatori come degli idioti che prendono per oro colato tutto ciò che arriva dal tubo catodico (e in questo caso si sta prendendo per rintronati almeno due generazioni di persone in tutto il mondo...tutti deficienti?), è chiaro che la trama oggi risulta anacronistica, ma è anche vero che rappresenta una classe media americana che, per molti aspetti viveva così. Non sono nemmeno d'accordo sul fatto che Elizabeth Montgomery fosse insipida: è vero, non l'ho mai vista in altri ruoli, ma l'ho sempre trovata bella, simpatica, un personaggio e un'attrice gradevole; a volte anche questo può bastare. Agnes Moorhead era un'attrice che prima di approdare alla tv con il ruolo di Endora ha fatto molto cinema e uno dei due attori che hanno interpretato Darrin (non ricordo più se Dick York o Dick Sargent) ha lavorato anche nella serie Tv "Alfred Hitckock presenta"...tutti cretini?!
Forse certi critici prima di scrivere dovrebbero recuperare il piacere di vedere un prodotto senza sovrastrutture e senza considerarsi dei onnipotenti sempre dalla parte della ragione rispetto a noi poveri mortali.
Solo così forse potrebbero godersi i battibecchi con  la terribile guastafeste Endora (che non rinuncia mai a mettere lo zampino per fare un dispetto al povero Darrin), a ridere delle strampalate idee dello zio Arthur e della svampitaggine della zia Clara, o dei vicini: l'impicciona Signora Kravitz, sempre sul punto di scoprire quale segreto nascondono quelli che ritiene una strana coppia, e l'impassibile Abner.
O forse potrebbero anche apprezzare la bella sigla a cartoni animati, chissà che non li addolscisca un po' e non ritrovino il piacere di telefilm come questo nel marasma di serie tv piene di omicidi, violenza e cadaveri a cui, a quanto pare, si sono purtroppo abituati!