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venerdì 24 aprile 2026

.... che Dio perdona a tutti, 2026


 Regia di Pif, con Pif (Arturo), Giusy Buscemi (Flora), Carlos Hipolito (Papa Francesco), Francesco Scianna (Tommaso)


Arturo, agente immobiliare quasi ateo a con la passione dei dolci siciliani, si innamora di Flora, giovane pasticciera specializzata proprio in cannoli, cassate, iris alla ricotta & Co. Unico problema, la giovane donna è cattolica praticante, e tiene molto alla sua fede. Mentre pensa al da farsi, Arturo trova un aiuto insperato: Papa Francesco in persona gli appare con consigli e suggerimenti per diventare un buon cristiano.....


Tratto dall'omonimo libro (2018) di Pif, una gradevole commedia che affronta un tema niente affatto banale, a mio avviso: cosa significa essere un buon cristiano nella società odierna. 

Pur non essendo atea, non sono molto religiosa  e non frequento la chiesa, come molti al giorno d'oggi: tuttavia non ho quel rancore che molti hanno nei confronti dei cattolici e della fede. Ho quindi apprezzato questo film prima di tutto per come racconta in modo veritiero l'incoerenza di molti cattolici, la difficoltà di esserlo e anche di interpretare insegnamenti di duemila anni fa. Il simpatico Arturo (a proposito, ho notato che nei suoi film i protagonisti si chiamano sempre "Arturo"e "Flora", chissà perchè? Probabilmente sono due nomi a lui cari per qualche motivo) non sembra avere particolari qualità a parte una: la sua passione per i dolci che lo rende istintivamente un esperto nell'arte dolciaria. Per lui, i dolci sono come una colonna sonora della sua vita, e sinceramente ho invidiato il suo essere magro come un chiodo nonostante la quantità di dolci sbafati durante la durata della pellicola, oltre alla forza del suo apparato digerente nel sopportare tutto ciò. Ma quando si innamora ce la mette veramente tutta per conquistare la donna amata, la pasticcera Flora, che sarebbe proprio l'ideale per lui se non fosse per un particolare: è una cattolica praticante e molto religiosa, contrariamente ad Arturo che ha pregato per l'ultima volta 40 anni prima, in occasione dei Mondiali dell'82. 


Per conquistarla Arturo arriva a fingersi talmente devoto da accettare di rappresentare Gesù in una via Crucis che si rivelerà tragicomica e che sopratutto rivelerà l'inganno: ma in soccorso di Arturo arriva una guida spirituale molto particolare: Papa Francesco, che inizialmente il protagonista scambia per una visione allucinogena provocata da un indigestione di 35 "sciù". Il Pontefice consegna ad Arturo un Vangelo dicendogli che contiene tutto qunto occorre per essere un buon cristiano. Certo, dopo questa parte si può facilmente intuire dove si andrà a parare: l'ipocrisia m spesso anche la fatica (per chi ne è veramente intenzionato) di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù penso siano noti a tutti, piuttosto ho notato che a questo punto il film si perde un po' e la storia comincia a essere "tirata via", come se l'autore in realtà non sapesse davvero come concludere il tutto. 

Tutto ciò non ha inficiato la visione del film, in cui le scen migliori sono sicuramente le interazioni tr Arturo e Papa Francesco (non viene mai specificato il nome ma si capisce perfettamente che sia lui). 







venerdì 10 aprile 2026

Gli occhi degli altri, 2025

 


Regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena), Anna Ferzetti (Rossella), Matteo Olivetti (Cesare), Gennaro Apicella (Silverio). 


Il marchese Lelio e sua moglie Elena sono una coppia "aperta": entrambi amano i giochi erotici che coinvolgono altre persone, che vengono anche filmati dal marchese. Questa, oltre a feste lussuose e stravaganti, la base della loro vita, fino a che Elena comincia a rigettare tutto ciò entrando in depressione...



Il film rievoca- con i nomi cambiati-  uno dei delitti italiani più famosi degli anni '60, quello dei Marchesi Casati Stampa.

Già il titolo introduce perfettamente la tematica principale del film, al di là del puro fatto di cronaca: il rapporto morboso basato su un erotismo sfrenato e su voyuerismo esasperato tra i due coniugi, un rapporto a suo modo forte ed esclusivo ma anche tossico dato che, come prevedibile, è destinato a non durare a lungo: basta che uno dei due se ne distacchi e le cose prendono subito tutta un'altra piega, piuttosto prevedibile da un certo punto di vista. In questo caso è Elena, la moglie, la parte che rompe l'equilibrio, mostrando una donna che da complice diventa l'elemento di rottura dell'equilibrio della coppia, rifiutando un modo di vivere che evidentemente poco a poco al stava devastando dentro. 



La storia è interamente ambientata sull'isola sperduta roccaforte della coppia, dove ci sono solo loro e i domestici, a parte quando viene convocata la solita cerchia di amici stretti per partecipare a feste di vario tipo. Natura bellissima e quasi incontaminata, che però dà anche un senso di soffocamento e di "prigione", proprio per la sua inaccessibilità. 

Molto bravi i due protagonisti, che donano ai loro personaggi carattere e fisicità: lei molto bella e sensuale ma anche inquieta, scavata dalla depressione dell'infelicità, sentendosi schiacciata in un ruolo che non le appartiene più; lui carismatico, dall'aspetto implacabile e dai modi cortesi ma freddi, che nascondo una personalità capace di affascinare e allo stesso tempo terrorizzare. 







domenica 8 febbraio 2026

Agata Christian- Delitto sulle nevi, 2026

 


Regia di Eros Puglielli, con Christian De Sica (Christian Agata), Lillo Petruolo (Vanni Cuozzo ), Paolo Calabresi ( Bernardo Tarda ), Giorgio Colangeli (Carlo Gulmar ), Ilaria Spada ( ), Maccio Capatonda (Walter Gulmar), Alice Pagani (India Gulmar), Tony Effe (One Slot), Chiara Francini (Beatrice)


Il famoso criminologo Christian Agata accetta di fare da testimonial a un gioco da tavola a tema "crime", prodotto dalla famosa ditta di giocattoli Gulmar & Gulmar. Per realizzare lo spot del gioco viene ospitato a trascorrere qualche giorno assieme all'intera famiglia Gulmar nel loro castello in Val D'Aosta. La seconda sera, dopo alcuni strani avvenimenti del giorno precedente, il patron Carlo Gulmar viene ritrovato assassinato: il detective Agata, aiutato dal brigadiere Cuozzo e dall'appuntato Tarda, indaga....



Ho visto questo film nella sua primissima anteprima nazionale il  26 gennaio, presentato in sala da Christian De Sica e Lillo.   

Si tratta di un giallo-comico, evidentemente ispirato sin dal titolo a "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie, oltre che a classici cinematografici del genere, su tutti riconoscibile "Invito a cena con delitto".

Intreccio non particolarmente originale, ma il film è comunque piacevole e divertente (di questi tempi non è certo poco), il trio principale di attori (De Sica, Calabresi e Lillo) è quello meglio assortito fra i vari personaggi del film (alcuni di troppo). Io l'ho seguito volentieri e scuramente lo consiglierei per uan serata in allegria. 




giovedì 29 gennaio 2026

Carosello in love, 2025

 


Regia di Jacopo Bonvicini, con Giacomo Giorgio (Mario    ), Ludovica Martino (Laura Ceccarelli), Alessandro Tedeschi (Amedeo Righetti), Dora Romano (Gina Ceccarelli), 



Roma, fine anni '50: Mario e Laura vivono nello stesso quartiere e si conoscono fin da piccoli. Entrambi vengono assunti in Rai, lei come segretaria, lui come aiuto regista per una nuova trasmissione di spot , chiamata "Carosello"; dato che i due non si sopportano i battibecchi non mancano.....


Film per la tv prodotto dalla Rai per celebrare "Carosello", la mitica trasmissione tv rimasta nel cuore degli spettatori italiani .

Storiella banale ma simpatica, con protagonisti bravi  e simpatici (probabilmente il punto di forza del film, assieme al personaggio della nonna e dei dirigenti Rai), non si capisce bene dove stia l'omaggio a "Carosello" se non per il fatto che i due giovani lavorano in Rai alla trasmissione (il che francamente mi sembra un po' poco). Anche le schermaglie amorose dei due giovani vengono portate avanti un po' troppo a lungo, per arrivare alla fatidica sera del        , con l'ultima puntata di Carosello; ma nella vita reale ho visto nettamente di peggio, per cui pazienza. 

Bella la ricostruzione di scenari e costumi dell'epoca.

Comunque godibile. 




sabato 24 gennaio 2026

Attitudini: nessuna, 2025


 Regia di  Sophie Chiarello, con Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Marina Massironi, Silvana Fallisi. 



Documentario autobiografico in cui Aldo, Giovanni e Giacomo raccontano la loro carriera trentennale, ripercorrendo le rispettive infanzie e giovinezze, il loro incontro, come sono nati gli sketch e  personaggi più famosi, i loro film, come mai ora seguono progetti diversi pur non essendo divisi. 

Tutto ciò non può che essere interessante per i fan del trio, sopratutto quelli della prima ora come me: nei racconti e nelle immagini non solo rivive un quarto di secolo di cinema italiano e di teatro comico, ma attraverso di essi possiamo capire meglio il sodalizio umano e artistico del trio e il loro successo. Grande protagonista silente, la città di Milano, di ieri e di oggi.




venerdì 16 gennaio 2026

Buen Camino, 2025

 


Regia di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone (Checco), Letizia Arnò (Cristal), Beatriz Arjona (Alma), Martina Colombari (Linda)


Checco è un ricco e sfaccendato  50enne,  erede della fortuna messa insieme dal padre, un noto industriale, in 60 anni di lavoro. Un giorno Cristal, la figlia adolescente che vive con la ex moglie e con cui Checco ha sempre avuto un rapporto superficiale, scompare; avvisato della cosa l'uomo  va in cerca della ragazza e scopre che è partita per il famoso "Cammino di Santiago de Compostela". Cercando di capire il perchè di questa decisione e sopratutto di riallacciare un rapporto con Cristal Checco decide di unirsi a lei nel pellegrinaggio.....


Dopo cinque anni dal poco apprezzato (in generale) "Tolo tolo", torna al cinema Checco Zalone con un nuovo film che da subito è stato record di incassi. Per l'occasione torna a collaborare con il suo regista storico, Gennaro Nunziante, e seppure non ai livelli di "Sole a catinelle" (per me il migliore dei suoi film) il film è parecchio godibile, si ride e qualche volta si riflette anche.

Il nuovo personaggio interpretato da Luca Medici (questo il vero nome del comico) è un 50enne chiaramente ispirato a "influencer" e personaggi vari che negli ultimi anni hanno invaso il mondo dello spettacolo e dei social (primo fra tutti - riconoscibilissimo- Gianluca Vacchi ): uno sfaccendato che campa sul buon nome e sull'impero finanziario costruito dal padre imprenditore, non ha mai lavorato e ha speso la sua vita in modo superficiale collezionando auto e donne più giovani di lui. Anni prima è stato sposato ma poi il matrimonio è fallito e la ex moglie è andata a vivere altrove con la figlia Cristal, con la quale si intuisce il padre abbia sempre avuto un rapporto superficiale (a dirla gentilmente). Insomma, notevolmente più antipatico dei personaggi interpretati nei precedenti fil, che con tutti i loro difetti perlomeno erano brave persone amorevoli con i loro cari. 



Quando Cristal scompare misteriosamente anche il padre viene mobilitato nella sua ricerca, riuscendo (con metodi non proprio "politicamente corretti") a scoprire l'inghippo: la ragazza non ancora maggiorenne ha falsificato i documenti per partecipare al Cammino di Santiago de Compostela assieme ad altri pellegrini. Dato che ogni tentativo del padre di ricondurla indietro fallisce, quest'ultimo non si dà per vinto e - intuendo di avere un'occasione per riavvicinarsi alla figlia e ricostruire un rapporto con le- decide di seguirla in questa avventura. Scontati gli scontri iniziali, non solo tra i due personaggi ma tra Checco, la sua mentalità e la vita di lusso e superficialità  vissuta finora , e la ricerca interiore di Cristal; a fare da mediatrice Alma, una simpatica donna che sa vedere al di là della facciata superficiale del protagonista quello che di buono c'è in lui e che il cammino potrebbe fare emergere.

Insomma, niente di particolarmente nuovo od originale ma un film comunque godibile, che nel finale trova anche il modo di rasserenare gli animi, e di questi tempi non è affatto poco. 





domenica 16 novembre 2025

Gita a Brescello

 Domenica scorsa assieme ai miei genitori sono andata a visitare Brescello, il paese di Don Camillo e Peppone, dove Giovanni Guareschi ambientò le sue storie e dove venne girata la celeberrima serie di film con protagonisti Gino Cervi e Fernandel.

Ecco la celeberrima piazza del paese con la Chiesa:


Lato sinistro della piazza, la casa di Peppone nel film


Di fronte alla piazza





Il Municipio

Statua di Peppone fuori dal Municipio E Statua di Don Camillo fuori dalla Chiesa. Le due statue sono messe ai due lati opposti della piazza ma messe come se si stessero salutando. 


 La sede della Rizzoli, lì accanto sono appesi alcuni articoli d giornale dell'epoca e foto di come era la sede all'epoca




Il famoso crocifisso di Don Camillo, esposto in Chiesa

Manifesti che riprendono quelli che compaiono nel film durante le elezioni. Sono sempre appesi i muri anche se non si è in periodo di elezioni ovviamente




lunedì 19 maggio 2025

Fatti di gente perbene, 1974


 Regia di Mauro Bolognini, con Catherine Deneuve (Linda Murri ), Giancarlo Giannini (Tullio Murri ),Fernando Rey (Augusto Murri), Giacomo Rossi Stuart (Riccardo Murri), Paolo Bonacelli (Francesco Bonmartini), Rina Morelli (Giannina Murri), Tina Aumont (Rosina Bonetti), Corrado Pani (Pio Naldi), Ettore Manni (Carlo Secchi).



Bologna, 1902: il conte Francesco Bonmartini viene ritrovato assassinato in casa sua, inizialmente si pensa a un delitto passionale visto il ritrovamento di alcuni indumenti femminili nella sua camera da letto. Poco dopo però Tullio Murri, cognato del conte in quanto fratello della moglie Linda, confessa l'omicidio. Tullio e Linda sono figli di Augusto Murri, uno dei più noti luminari dell'epoca in Italia e all'estero; inevitabile quindi che la vicenda si trasformi in uno dei più noti casi mediatici dell'epoca, che rimarrà nella storia del crimine italiano......



Il film ripercorre un celebre caso di cronaca italiano, il "Delitto Murri", avvenuto a Bologna nel 1902, che fece parlare l'Italia per anni.

Molto accurato esteticamente, si limita a raccontare i fatti con uno stile asciutto ed essenziale che però sacrifica parecchio della psicologia dei personaggi, che risultano piuttosto patinati; si può notare qualche concessione ai pettegolezzi dell'epoca, che facevano illazioni su un presunto legame incestuoso tra i due fratelli Murri ma che appunto rappresentarono solamente delle falsità. 

Nonostante la figura del debosciato Bonmartini venga piuttosto annacquata, il film rende molto bene l'idea dell'ambiente in cui il delitto maturò. 

Tra gli attori figura Kim Rossi Stuart, allora bambino, assieme alla sorella Loretta: i due bambini interpretano Maria e Federico,  i figli di Linda Murri e Francesco Bonmartini.

Nel 1975 il film vinse il David di Donatello e il Nastro D'argento come miglior film. 







sabato 4 gennaio 2025

Cortina Express, 2024

 




Regia di Eros Puglielli, con Christian De Sica (Lucio De Roberti ), Lillo (Dino Doni), Isabella Ferrari ( Patrizia Giordano), Paolo Calabresi (Alexei Smirnoff), Beatrice Modica (Giorgia), Riccardo Maria Manera (Andrea).


Lucio, sfortunato giocatore d'azzardo pieno di debiti, si reca a Cortina per conoscere Guendalina, fidanzata del nipote Andrea e figlia di Patrizia, discografica manipolatrice e senza scrupoli. La quale a sua volta, essendo sull'orlo del fallimento, per evitare di pagare i debiti cerca di cedere la casa discografica all'ingenuo Dino Doni, cantante in declino alla ricerca di un riscatto, sopratutto per recuperare il rapporto con la figlia Giorgia....



Classico cinepanettone simpatico e senza particolari guizzi o cose che restano in mente della trama. Piacevole da vedere e con alcuni attori (il comico Lillo, Veronika Logan, se vogliamo anche Isabella Ferrari nel ruolo della cattiva di turno) azzeccati, ovviamente per chi non è contro questo genere a prescindere (e io, come sapete, non lo sono). 





venerdì 6 settembre 2024

Ricomincio da taaaac!, 2024


 Regia di  Petro Belfiore, Davide Bonacina, Davide Rossi, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella, con: GErmano Lanzoni (Signor Imbruttito), Brenda Lodigiani (Imbruttita), Valerio Ariò (il Giargiana), Laura Locatelli (la Wife), Leonardo Uslengo (il Nano), Claudio Bisio (ex Capo), Paolo Calabresi (nuovo Capo), 


Una brutta sorpresa per l'Imbruttito e i suoi colleghi: il Capo ha venduto l'azienda a un nuova multinazionale, e non si sa se tutti riusciranno a conservare il proprio posto di lavoro. Ol nuovo Capo infatti è fissatissimo con il "green", l'ecologia, la sostenibilità, l'inclusione ecc



Il Milanese Imbruttito Germano Lanzoni torna al cinema dopo il successo di "Mollo tutto e apro un chiringuito", con quello che potrebbe essere un seguito ideale della prima storia. 

A causa di una forte crisi aziendale, stavolta l signor Imbruttito si ritroverà ad essere "dall'altra parte della barricata"; ovvero, causa licenziamento, diventerà il Giargiana di turno attraversando in una forte cristi esistenziale che lo porterà ad allontanarsi anche dalla famiglia e a incontrare un mondo per lui sconosciuto: quello dei precari costretti a fare anche più lavori per arrivare a stento a fine mese, condividendo casa con altre persone, senza poter fare progetti a lungo termine e spesso con difficoltà anche nel prenotare una visita medica. Per breve tempo anche l'Imbruttito diventerà uno di loro e sarà addrittura costretto a fare il rider; certo la parte è tirata un po' troppo in lungo e risolta con un colpo di scena piuttosto telefonato, ma per i fans del personaggio credo che l'interesse primario sia ritrovare il loro beniamino assieme a tutti i personaggi che compongono il suo mondo (La Wife, il Giargiana, L'Imbruttita, il Nano ecc) in un contesto nuovom senza comunque troppi scossoni. 

Ciò ovviamente non impedisce di realizzare un film molto gradevole. 

Il film esce nelle sale il 26 settembre, io l'ho visto in anteprima a Ferragosto.





mercoledì 21 agosto 2024

Un mondo a parte, 2024

 


Regia di  Riccardo Milani, con Antonio Albanese (Michele Cortese ), Virginia Raffaele (Agnese ), Sergio Saltarelli (Nunzio), Alessandra Barbonetti (Maria Antonietta). 



Michele, maestro elementare a Roma, a causa dell'eccessivo stress     chiede ed ottiene il trasferimento nel piccolo paese di Rupe, un borgo isolato dell'Abruzzo nel cuore del Parco Nazionale. Qui scopre che la Scuola Primaria sua nuova sede, diretta dall'energica maestra Virginia, ha una sola classe composta da sei bambini e da tempo lotta per non essere chiusa. 

Dopo qualche difficoltà iniziale Michele si ambienta nel paesino sostenendo la lotta di Virginia e del paese per tenere aperta la loro scuola....


Simpatico film che racconta un problema purtroppo sempre attuale: lo spopolamento dei piccolo borghi e paesini che rimangono pian piano abbandonati. 

Un problema ahimè per ora senza troppe soluzioni, dato che oggettivamente non si può costringere la gente a rimanere a vivere in posti dove a volte non c'è nemmeno il medico di base; posti che magari sono bellissimi e pieni d potenzialit, ma (come viene sottolineato più volte durante il film) solo per i turisti che ci arrivano d'estate, senza la neve e senza tante altre problematiche che chi ci vive tutto l'anno deve purtroppo affrontare.

E inizialmente anche Michele, maestro elementare a Roma stufo della metropoli e disilluso dal mondo della scuola in generale, rimane vittima di questo errato modo di pensare: si trova invece di fronte a problematiche a lui sconosciute, gente tutt'altro che semplice, abituata a una vita di sacrificio in un posto bellissimo ma "dimenticato da Dio" (come si suol dire) e dove l'unica classe non solo è formata da una decina di bambini, ma tutti di età diverse. Eppure la preside cerca il più possibile di non mollare, consapevole che in un piccolo borgo già provato dalla chiusura anche di attività essenziali se chiude anche la scuola, può voler dire la fine. 



Un problema che in questo caso viene risolto (almeno temporaneamente) in maniera un po' troppo spiccia, bypassando la burocrazia e quindi le leggi; non proprio un bel messaggio ma pazienza, anche se c'è da dire che il film dopo un po' comincia a perdersi,  a parare su rapporti scontati fra i personaggi, a trovare soluzioni rasserenanti ma non certo esaustive, sopratutto su lungo termine. Insomma perde il ritmo e finisce per avvitarsi su sè stesso, anche se a mio avviso finale, con quegli splendidi paesaggi e in sottofondo la splendida canzone "Agnese" di Ivan Graziani (originario di quei luoghi) vale da solo il resto del film.

Bravissimo come sempre Antonio Albanese, molto bravi i bambini, Virginia Raffaele passabile. 












domenica 28 aprile 2024

Flaminia, 2024

 


Regia di Michela Giraud, con Michela Giraud ( Flaminia), Rita Abela (Ludovica), Antonello Fassari (Guido), Lucrezia Lante Della Rovere ( Francesca), Edoardo Purgatori (Alberto). 


Flaminia è una trentenne ricercatrice all'Università "La Sapienza", proviene da una ricca famiglia della Roma bene e sta per sposarsi con il fidanzato Alberto. Pochi giorni prima del matrimonio la sua vita viene sconvolto dall'arrivo in casa della sorellastra Ludovica, figlia di primo letto del padre: la giovane vive da anni in un centro di cura per disturbi mentali e viene rimandata temporaneamente a casa dopo aver cercato di appiccare un incendio proprio nella comunità dove vive. Flaminia si trova così suo malgrado  a doversi occupare di Ludovica che si rivela essere una vera e propria mina vagante...



Esordio al cinema per Michela Giraud, attrice comica impostasi all'attenzione del pubblico con il canale Youtube "Educazione cinica". Nonostante l'importanza del tema trattato (il rapporto tra due sorelle di cui una affetta da disturbo dello spettro autistico), nonostante il film non sia proprio male... nn sono riuscita a farmelo piacere pù di tanto; insomma, non è scattato quel "Quid" che, a volte, è necessario anche con un libro o un film. Succede, eh.....


Come dice la stessa autrice all'inizio, il film è ambientato a Roma Nord, tipica sede di ricchi cafoni e strxxxzi che abbiamo imparato a conoscere in innumerevoli film: anche la protagonista appartiene a questo mondo, anche se non del tutto dato che, essendo il padre un chirurgo plastico, la famiglia viene considerata "arricchita" e quindi guardata con un certo disprezzo. Pur essendo una giovane donna intelligente, spigliata e con un marcato senso dell'umorismo Flaminia si è lasciata influenzare dalle aspettative materne e si è adeguata a ogni costo a un modo di vivere in cui essere fighi è il valore essenziale. Nonostante il suo fisico poco longilineo (o forse, proprio per quello) le sue giornate trascorrono tra centri benessere, shopping, amiche oche e un fidanzato bello con cui c'è un rapporto particolare ma non certo di amore. 

Ovvio che in una vita come questa l'arrivo di Ludovica, sorella con spettro autistico che vive da tempo in comunità quasi "nascosta" dalla famiglia, rappresenta un terremoto che potrebbe sconvolgere ka perfetta vita della sorella fin dalle fondamenta; e così sarà, ma in un modo alla fine fine positivo, che porta Flaminia e anche altri accanto a lei a togliersi le maschere dell'ipocrisia e a tornare una dimensione più umana. Certo l'impatto non sarà privo di conseguenze, in particolare nel rapporto con il fidanzato. 

Detto questo, la sceneggiatura a mio avviso ha parecchie buche: non viene ben spiegato cosa sia successo in famiglia durante l'infanzia delle due sorelle, vengono piazzati un po' a caso personaggi che si intuisce siano stati importanti per la vita di Flaminia tempo prima, ma non si spiega quasi nulla, lasciando tutto all'intuito dello spettatore. Forse si poteva fare meglio da questo punto di vista. 

Belle le interpretazioni degli attori, in particolare di Rita Abela nel difficile ruolo di Ludovica; Michela Giraud recita un po' con il freno a mano rispetto a come la conosciamo noi si youtube ma non credo sia una cosa negativa, in quanto così riesce a dosare anche i momenti seri e drammatici che per il suo personaggio non mancano del tutto. 




sabato 23 marzo 2024

Cuori puri, 2017


Regia di Roberto De Paolis, con Selene Caramazza (Agnese), Simone Liberati (Stefano), Edoardo Pesce (Lele), Barbara Bobulova (Marta), Stefano Fresi (Don Luca).




Nella periferia di Roma vivono Agnese e Stefano: lei ha 18 anni, molto religiosa, frequenta la parrocchia di Don Luca; lui ha 25 anni, dopo un passato difficile lavora come custode del parcheggio di un centro commerciale. I due giovani si incontrano e si innamorano, ma in un contesto degradato anche con le buone intenzioni non è facile costruirsi una vita decente...


Film visto durante il lockdown - ormai 4 anni fa, per dire come sono in ritardo con alcune recensioni!- mi ha colpito in positivo perchè l'ho trovato originale sotto molti aspetti. 
Ambientato in un'assolata periferia romana (ecco, sicuramente l'originalità non sta nell'ambientazione....), ho provato molta tenerezza per i due giovani protagonisti e per le difficoltà che si trovano ad affrontare, in una società che tende sempre più alla chiusura e alla divisione. Seppure con background diversi, entrambi vivono come chiusi in gabbie: Agnese in una prigione "dorata" con una madre molto religiosa che pretenderebbe di decidere per la vita sentimentale e sessuale della figlia, Stefano (che il carcere l'ha conosciuto per davvero) in una prigione di legami e di affetti che però ne ostacolano il reinserimento in società e sopratutto l'aspirazione a vivere una vita migliore in un contesto di onestà. Sono due prigioni insidiose in quanto condivise dai due protagonisti: ho apprezzato in questo senso la descrizione della parrocchia frequentata da Agnese e dalla madre come un luogo normale, non fanatico, diretto da un sacerdote che davvero crede in ciò che fa e non disprezza chi agisce diversamente. 
E' un film che- a mio avviso- in altri tempi sarebbe potuto appartenere al filone del neorealismo, dato che descrive la realtà della periferia romana per quella che è, dove spesso è difficile distinguere del tutto anche tra buoni (o meglio onesti) e cattivi, dato che spesso tali caratteristiche convivono tra le persone. 






mercoledì 14 febbraio 2024

Adagio, 2023


 Regia di Stefano Sollima, con Piefrancesco Favino (Cammello ), Valerio Mastandrea ( Polniuman), Toni Servillo (Daytona ), Gianmarco Franchini (Manuel), Adriano Giannini (Vasco). 


Tre ex criminali un tempo molto amici, ma le cui strade sono divise da anni, si ritrovano improvvisamente di nuovo legati nel tentativo di salvare il figlio 16enne di uno di loro, che rischia grosso essemdosi messo in una brutta situazione ricattato da dei carabineri corrotti....


Stefano Sollima è il regista di "Romanzo criminale- La serie", una delle mie serie tv preferite. Anche in questo suo ultimo film siamo a Roma, ma ai giorni nostri, con tre personaggi che potrebbero benissimo essere colleghi del Libanese & C. se questi ultimi avessero avuto il tempo di invecchiare. 

Sullo sfondo di una Roma notturna vitale ma anche tragica e piena di miserie morali, si consuma una storia che nonostante tutto è di riscatto e speranza: riscatto per tre vecchi criminali un tempo amici che la vita ha diviso, il loro riscatto consiste nell'allearsi un'ultima volta per salvare il giovane figlio di uno dei tre, che rischia di prendere una brutta strada. Lo faranno senza nemmeno riunirsi nè interloquire fra di loro, prchè il legame che li unisce è più forte anche di rancori, vendette e disgrazie varie. 

La speranza è quella per il giovane Manuel, che grazie al sacrificio (che lui non conosce) dei tre ex criminali potrà avere una seconda possibilità dopo essersi cacciato (per ingenuità più che per malignità) in un pasticcio più grosso di lui che potrebbe costargli caro. 


Una storia a suo modo toccante- forse in un modo insolito- raccontata con un ritmo serrato e atmosfere classiche  da crime movie, molto basato sulle interpretazioni degli attori, davvero notevoli anche dal punto di vista fisico: è uno di quei casi dove gli attori mettono la loro fisicità a disposizione del personaggio, facendone un tutt'uno con la personalità. 

Per quanto non indimenticabile (e secondo me non a livello di Romanzo criminale, ma qui sapete che sono di parte) un film davvero godibile.


domenica 4 febbraio 2024

Enea, 2023


 Regia di Pietro Castellitto, con  Pietro Castellitto (Enea), Sergio Castellitto ( Celeste), Chiara Noschese (Marina), Cesare Castellitto (Brenno), Benedetta Porcaroli (Eva), Giorgio Quarzo Varascio (Valentino). 


Enea ha 30 anni, vive a Roma con i genitori e il fratello 15enne Brenno. Nonostante provenga da una famiglia ricca, assieme all'amico Valentino decide di entrare nel mondo dello spaccio ad alto livello della Roma- bene, con conseguenze prevedibilissime....




Lo ammetto subito: il film mi è piaciuto anche se non ho capito nulla.

Ambientato nella Roma dei quartieri alti, abbiamo il ritratto del tipico giovane proveniente da una famiglia benestante, colta, almeno a parole di sani principi e a suo modo unita. In realt, i problemi ci sono e sono parecchi: il fratello 15enne Brenno ha evidenti difficoltà scolastiche e relazionali, i due genitori hanno problemi che tengono per sè e lo stesso Enea (che ufficialmente gestisce un locale di sushi) vive di stravizi, tra mega feste, nottate in discoteca e vizi che pur essendo benestante può permettersi solo pippando e spacciando droga assieme all'amico Valentino. 

Ovvio che con una vita così non si possa stare del tutto tranquilli, difatti i due finiranno coinvolti in una vicenda che man mano saranno incapaci di gestire; nel frattempo Enea si innamora di Eva, conosciuta al corso di tennis, ma questa storia non pare cambiare più di tanto il corso delle cose. Sopratutto per il fatto che come storia d'amore funziona molto poco: non c'è coinvolgimento, non c'è profondità, non c'è nulla secondo me, nemmeno nell'unica scena di sesso. Francamente non si capisce il senso di inserirla visto che non serve a nulla.

Non che il resto del film sia troppo approfondito: nè i rapporti con i familiari, nè il personaggio stesso di Enea riescono a risultare coinvolgenti o perlomeno credibili, anche se singolarmente gli attori funzionano e Castellitto jr è abbastanza simpatico da permettere di affezionarsi al personaggio quel tanto che basta per chiederci come andrà a finire. Però tutto viene lasciato in balìa di spezzoni, accenni, cose che apparentemente non c'entrano nulla e che in effetti, non spiegano un bel niente all'interno del film. 


Ad esempio a un certo punto Enea dice: "tutto quello che faccio è per far ridere le persone che amo", peccato che poi all'interno del film non solo non si vede nulla di tutto ciò, ma le persone che ama non sembrano già di loro particolarmente allegre, nemmeno quando sono con lui. Gli unici due personaggi che regalano qualche soddisfazione sono i due criminali con cui Enea si ritroverà invischiato, destinati purtroppo a breve vita. 

Visivamente ed esteticamente regala invece parecchie soddisfazioni, l'ambientazione romana poi - una fra le mie favorite- da sola varrebbe il biglietto. Colpo di scena finale da infarto. 






sabato 27 gennaio 2024

50 km all'ora, 2023


 Regia di Fabio De Luigi, con Fabio De Luigi (Rocco), Stefano Accorsi (Guido), alessandro Haber (Corrado ). 



Rocco e Guido sono due fratelli che, a causa di dissapori familiari, non si vedono da una ventina di anni. Alla morte del padre     i due si ritrovano- inizialmente loro malgrado- per esaudire l'ultimo desiderio del defunto: essere sepolto accanto alla ex moglie (e madre dei due figli) al cimitero di Rimini. I due fratelli partono a bordo dei due motorini che il padre aveva costruito per loro quando erano ragazzi...


Il primo film al cinema del 2024 è una bella commedia italiana con uno dei miei attori preferiti, Stefano Accorsi. Fabio De Luigi invece non mi è mai piaciuto, ma devo dire che in questo film è stato una piacevo,e sorpresa sia come regista che come attore.

Seppure narrata con i toni della commedia, la storia è quella triste di una famiglia divisa da anni a causa della separazione dei genitori, dato che i due figli si sono schierati ognuno con il genitore preferito; per più d venti anni i due non si sono parlati, si ritrovano solo in occasione della morte del padre, e pur ritrovando un affetto evidentemente rimasto intatto capiscono anche di essersi perso un pezzo di vita senza l'altro. Ed è davvero triste che sia così. 


Il pregio principale del film a mio avviso, è proprio la chimica stabilitasi fra i due attori, che davvero sembrano fratelli, seppure totalmente diversi: Rocco più chiuso, non si è mai staccato dal paese natale e dalla figura paterna, che si intuisce si stata piuttosto esuberante, Guido giramondo e irresponsabile ma anche dotato di una leggerezza che al fratello manca. Il viaggio on the road servirà per riscoprire un legame ancora forte ma rovinato dalle vicissitudini familiari.

Un film agrodolce con sorpresa finale e con qualche momento di troppo che però non va ad inficiare il risultato finale. Si ride,si riflette, ci si commuove  e per quelli della mia età o poco più vecchie si fa anche un viaggio della memoria nel nostro più recente passato attraverso riferimenti musicali e di oggetti di uso comune. 




domenica 14 gennaio 2024

Cento domeniche, 2023

 


Regia di Antonio Albanese, con Antonio Albanese (Antonio), Sandra Ceccarelli (Margherita), Liliana Bottone (Emilia), Elio De Capitani (Carlo). 


La vita dell'ex tornitore Antonio è semplice ma serena: vive con l'anziana madre di cui si prende cura, ha un buon rapporto con la ex moglie, adora la figlia Emilia, nonostante sia in prepensionamento ogni tanto va a dare una mano agli ex colleghi della fabbrica. Quando la figlia annuncia che si sposerà col fidanzato, Antonio è entusiasta perchè da sempre desidera organizzare per lei una grande cerimonia; decide quindi di rivolgersi alla banca di cui è da sempre cliente, ma le cose non sono molto chiare....




Film intenso e importante, dedicato ai vari casi di piccoli risparmiatori truffati in vari scandali finanziari (Parmalat, Banca Etruria,Cirio ecc) , che ha avuto la sfortuna di essere uscito quasi in contemporanea con "C'è ancora domani" venendo fagocitato dall'enorme successo di quest'ultimo; nonostante ciò per fortuna  è riuscito comunque a ritagliarsi un suo spazio all'interno della distribuzione e non è stato cancellato dopo pochi giorni, a differenza di altri film italiani che non hanno avuto la stessa fortuna. Purtroppo in Italia non siamo più abituati ai film di denuncia civile e sociale.

Inizialmente ho invidiato il protagonista perchè- lo ammetto- la sua vita è quella che avrei voluto avere io (matrimonio fallito a parte): una persona serena e contenta della propria vita, membro attivo di una comunità piccola ma solida come spesso lo sono i piccoli comuni. Certo, non ci sono grandiosit, ma ci sono amici sinceri, affetti importanti, persone di cui prendersi cura, picocle ritualità che però riempiono in modo soddisfacente la giornata. Per molti una vita noiosa e senza attrattive, per me un sogno che purtroppo non sono riuscita a realizzare 


Una realtà che Albanese conosce molto bene, essendo lui stesso un ex operaio nella nativa provincia di Como (se non ricordo male), stessa location che- pur senza nominarla direttamente ha scelto come ambientazione per questa dolorosa storia: tra l'altro la fabbrica dove il protagonista ha lavorato è la stessa in cui albanese lavorò alcuni anni prima di intraprendere la carriera artistica.

E proprio perchè conosce bene questo tipo di realtà e le dinamiche fra i vari personaggi il regista realizza un film sensibile, la storia di un uomo comune la cui "colpa" è quella di essere troppo fiducioso, di credere ancora a certi valori che gli impediscono di accorgersi di essere circondato da squali senza scrupoli pronti a 

Il dramma di Antonio si consuma poco alla volta, senza apparentemente che vi sia alcun grande cambiamento dato che attorno a lui tutto continua a essere come prima, ma la tragedia si insinua piano piano, in modo subdolo e irreparabile. Indimenticabile la scena dell'abbraccio dell'anziana madre (interpretata in modo magistrale dall'attrice Giulia Lazzarin ) apparentemente svanita ma che in realtà sa ancora cogliere le emozioni di quelli che ama- al figlio disperato. Una scena che da sola vale più di mille parole. 





mercoledì 27 dicembre 2023

Merry Christmas, 2001

 


Regia di Neri Parenti, con Massimo Boldi (Enrico Carli), Christian De Sica (Fabio Trivellone), Enzo Salvi (Cesare Mandrione), Bruno Arena (Bruno), Max Cavallari (Max), Emanuela Folliero (Serena), Sarah Calogero (Martina), Biagio Izzo (il portiere).


In un lussuoso albergo di Amsterdam durante le vacanze di Natale si incrociano le vicende di vari personaggi:

- il pilota Fabio non solo è fedifrago ma pure bigamo dato che ha sposato due donne: Serena e Selvaggi (ovviamente inconsapevoli l'una dell'altra). Finora è riuscito a districarsi abilmente tra le duen famiglie, ma quest'anno per una serie di coincidenze le due famiglie si ritrovano nel medesimo albergo per passare le vacanxe con lui....

- Enrico, industriale milanese nel campo dei panettoni, si trova a trascorrere le vacane in compagnia di Cesare, fidanzato della figlia che lui non sopporta. Lo scopo della vacanza sarebbe fare in modo che i due si conoscano meglio e si prendano in simpatia, ma lo scopo di Enrico è fare in modo che la figlia lasci il ragazzo a ogni costo....

- I Fichi D'India Bruno e Max sono due impresari di pompe funebri con l'incarico di consegnare le ceneri di un nobile alla moglie ad Amsterdam. Giunti in albergo però l'urna si rompe, i due pensano bene di riversare le ceneri in un vaso che però scompare....



Cinepanettone del 2001, se non ricordo male all'epoca sorpassò negli incassi il primo Harry Potter. 

Divertente anche se abbastanza greve in alcuni punti (sopratutto nella storia di De Sica) e  non particolarmente originale, ma del resto aspettarsi originalità da questo tipo di film è sbagliato. L'episodio che mi è piaciuto di più è stato quello con Boldi ed Enzo Salvi. 





sabato 9 dicembre 2023

Tre uomini e una gamba, 1997


 Regia di Aldo, Giovanni e Giacomo e Massimo Venier, con Aldo Baglio (Aldo), Giovanni Storti (Giovanni), Giacomo Poretti (Giacomo), Marina Massironi (Chiara), Carlo Croccolo (Eros Cecconi), Luciana Littizzetto (Giuliana).


Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre amici imparentati fra di loro(i primi due sono sposati con due sorelle, il terzo è fidanzato con la terza sorella) che gestiscono il negozio di ferramenta del suocero. Dopo aver chiuso per ferie il negozio, si mettono in viaggio verso Gallipoli, dove di lì a pochi si celebrerà il matrimonio tra Giacomo e Giuliana: su richiesta del suocero, devono consegnargli anche una gamba di legno realizzata da un famoso scultore e il cane Ringhio. 

Durante il viaggio a causa di un tamponamento conoscono Chiara, una ragazza che si sta recando al Sud in vacanza e che si unisce a loro...



Non è un film natalizio nel vero  senso della parola, ma io l'ho sempre considerato tale per svariati motivi, tra cui il fatto che mi ricordo bene la sua uscita nell'inverno 1997, e fu campione d'incassi in quel periodo assieme a "La vita è bella". 

Primo film del trio, è una viaggio on the road attraverso l'Italia per presenziare al matrimonio (a Gallipoli) di Giacomo con la figlia del padrone del negozio dove i tre amici lavorano (Aldo e Giovanni sono già sposati con le altre due figlie). Lo sposo in realtà non è che sia entusiasta, comprensibilmente visto che il suocero (un fantastico Carlo Croccolo) è un vero despota e cafone pure a distanza di km, figuriamoci ad averlo vicino (la sposa è Luciana Littizzetto che, in un breve cameo, ci fa comunque capire come la figliola sia più o meno come il padre. Da qui si può ben immaginare il destino del povero Giacomino!). 


 Il film si avvale di una sceneggiatura intelligente che non si limita appunto a infilare una sfilza di gag famose ma costruisce una vera storia con una buona caratterizzazione dei personaggi senza snaturare le personalità che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni : Aldo il meridionale espansivo e sgamato, Giovanni il milanese pignolo e precisetto, Giacomo l'intellettuale del gruppo; grazie all'incontro con al giovane Chiara e a ritardi nel viaggio i nostri troveranno il modo di avere la propria rivincita e forse di rivoluzionare la propria vita. 

Se l'avete visto inutile ripetere le varie scene e battute per cui viene ricordato; se non l'avete visto beh...quale migliore occasione per scoprirlo proprio in questi giorni?





mercoledì 6 dicembre 2023

C'è ancora domani, 2023


Regia di Paola Cortellesi, con Paola Cortellesi (Delia), Valerio Mastandrea (Ivano), Romana Maggiora Viganò (Marcella), Giorgio Colangeli (Ottorino), Vinicio Marchioni (Nino),  


Roma 1946: Delia è una casalinga che vive nello scantinato di un palazzo popolare assieme al marito Ivano, ai tre figli e al suocero invalido Ottorino. A guerra appena terminata ci si arrangia come si può e Delia integra il magro bilancio familiare con vari lavoretti, sopportando un marito violento e un suocero ancora peggio con rassegnazione.

Quando la figlia maggiore Marcella annuncia il fidanzamento con Giulio, figlio dei proprietari del bar di quartiere, Delia spera che almeno la ragazza si sottragga a un destino simile al suo, ma alcuni segnali le fanno temere il contrario. Intanto, la portiera le consegna una misteriosa lettera indirizzata a lei...


Uscito nei primi giorni di novembre,  il film di esordio come regista di Paola Cortellesi è ormai diventato campione di incassi nel cinema, diventando un vero fenomeno di costume (non solo per gli effettivi meriti del film, ma anche per un notevole battage pubblicitario, martellante come poche volte si è visto per altri film). Attorno ad esso si è scatenata una vera isterìa comune, sopratutto dopo i recenti fatti di cronaca dell'ultimo femminicidio, a tal punto da essere diventato quasi impossibile dare un parere anche fuori dal coro o con delle osservazioni per non essere travolti dagli insulti di quelli che gridano "Capolavorooooooo!!!", "

Come sempre essendo fuori da certe logiche di pensiero, cerco di esprimere il mio parere rispettando quello altrui: tengo comunque presente che, al giorno d'oggi, qualcuno che si offende lo trovi sempre, qualunque cosa dici e fai. 


Il film mi è piaciuto molto: senza scomodare il neorealismo, uno spaccato di vita popolare dell'Italia dell'epoc,a appena uscita dalla guerra, in cui tanta povertà conviveva con la voglia di farcela e di lasciarsi definitivamente alle spalle la sofferenza. Questo vale anche per Delia, moglie infelice e rassegnata vittima di un marito violento che prende ogni minimo pretesto per riempirla di botte nonostante la presenza di tre figli, che ciononostante sogna un futuro migliore per la figlia maggiore Marcella (gli altri due, non pervenuti). Nella vita della poveretta ci sono ben pochi momenti di serenità, rappresentati perlopiù dalle chiacchiere con l'amica Marisa e dall'innocente filarino con il meccanico Nino innamorato di lei da una vita ma in procinto di emigrare a Milano per migliorare la propria condizione economica, la simpatia di un soldato americano che avendo intuito la sua condizione tenta di familiarizzare con lei per aiutarla.

Quando Marcella si fidanza con il figlio dei proprietari del bar del quartiere, dopo l'iniziale contentezza Delia comincia a temere che il futuro che si prospetta alla ragazza sia come il suo e decide di agire per evitarlo; da qui partirà tutta una serie di eventi a catena che porterà a una finale un po' a sorpresa e non proprio in linea con le aspettative che il pubblico ha fino ad allora intuito, un finale di un forte significato simbolico e molto bello ma che non ho ben capito in che modo dovrebbe impattare sulla vita della protagonista, che si presume tornata a casa tornerà a prendere mazzate come avvenuto finora. 


Interpreti bravissimi e davvero azzeccati, la migliore la giovane attrice Romana Maggiora Vergano nel ruolo di Marcella, che si esprime molto con gesti, sguardi ed espressioni spesso più significativi di tante parole. La Cortellesi e Mastandrea funzionano benissimo sia come coppia (inquietante la scene delle botte raccontata come fosse un balletto) che singolarmente, mostrando forza e fragilità dei loro personaggi in modo giusto. Nota di merito anche a Nicola Colangeli, il vero cattivo della storia: nonno Ottorino, vero responsabile della cattiva educazione del figlio, che continua a sobillare a una mentalità patriarcale già disprezzata in gran parte all'epoca. 

Come sempre amo molto l'inserimento di canzoni in un'epoca diversa dalla loro, e in questo film viene fatto in modo egregio: la scena con protagonisti Nino e Delia con sottofondo di Concato è la più bella del film, quella che più mi ha emozionato. 

Personalmente ho trovato alcune cose non troppo comprensibili (forse volutamente), ma di queste mie osservazioni parlerò in altro post. Nonostante tutto il film è molto bello e merita il successo che sta avendo, oltretutto è sempre un piacere quando un film italiano riesce a riportare la gente in sala e a fare incassi da record.