Regia di Umberto Riccioni Carteni, con Anna Ferzetti ( ), Zoe Massenti (Sofia), Fabio Bizzarro ( Francesco), Sara Silvestro (Alessandra), Morgan Sebastian Wahr (Daniele), Lorenzo Bagalà (Flavio)
In un liceo linguistico della periferia romana, arriva una nuova insegnante di inglese. Idealista e motivata, la prof deve vedersela con una realtà forse ben più dura di quanto immaginasse: i giovanissimi alunni provengono quasi tutti da realtà e famiglie disastrate, in cui la cultura e l'istruzione non sono certamente una priorità....
Tratto dal romanzo omonimo di Gaia Cenciarelli, è un tipico film del filone scolastico, con la solita trama dell'insegnante idealista mandata in una scuola di buzzurri che riusciranno- almeno in parte, e comunque non tutti- a riscattarsi.
Nulla di particolarmente originale, quindi, ma questo di per sè non è una cosa negativa: sono infatti convinta che buona parte del successo di un film quasi sempre derivi dall'adesione (più o meno ) di un determinato topos narrativo, cosa che vale per ogni genere cinematografico. Quello che conta sono l'interpretazione degli attori e il "come" si arriva a una determinata narrazione e conclusione.
Il pregio principale di questo film è evitare l'effetto "Attimo Fuggente" in cui purtroppo cadono la maggior parte dei film a tema scolastico (come già detto in passato non sono particolarmente estimatrice del film e dei presunti ideali che porta). Certo è spesso in bilico tra realismo, effetto tv patinata, effetto "Mare fuori" che va tanto di moda ecc, ma alla fine il regista trova un buon equilibrio narrativo e ci si appassiona abbastanza alla storia, affezionandosi anche a questi giovani così drammaticamente soli, spesso segnati da situazioni familiari degradate in cui è difficile intravedere una via d'uscita. Altro dettaglio che ho notato è la solitudine della stessa professoressa, almeno per come viene mostrata: non viene spiegata ma è uan cosa che la rende probabilmente più vicina ai suoi alunni.
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