lunedì 12 novembre 2018

Il padrino- parte III, 1990



Regia di Francis Ford Coppola, con Al Pacino (Michael Corleone), Andy Garcia (Andrew Mancini), Diane Keaton (Kay Corleone), Sofia Coppola (Mary Corleone)



1979: ormai sessantenne, Michael Corleone vive solo e amareggiato la sua vecchiaia. Quando la sorella Connie gli rivela di aver conosciuto Vincent Mancini, figlio illegittimo del loro fratello Sonny e quindi loro nipote, Michael decide di "adottarlo" e farne il suo erede, coinvolgendolo negli affari di famiglia....




A dire la verità non credo si sentisse il bisogno di una terza parte, dopo la seconda che è praticamente un capolavoro, ma tant'è, evidentemente la moda del "raschiamo il barile" non è certo cosa odierna. Ed ecco quindi il tramonto di Michael Corleone e del suo impero malavitoso: in quanto tale quindi, un film triste, poco epico se paragonato ai precedenti, ma se vogliamo anche coerente con questo tipo di storia, che in quanto tratta di mafia non può certo avere un lieto fine.
Sono passati vent'anni dalla precedente parte, e Michael ormai è vecchio e stanco, oppresso dal peso delle disgrazie capitate e causate, inasprito dai conflitti familiari che non ha saputo evitare (il culmine, a mio avviso, si è raggiunto nel secondo episodio con l'uccisione del fratello Fredo), rimasto solo dopo che Kay lo ha lasciato, e se vogliamo non troppo contento nemmeno come padre, visto che il figlio Anthony si mostra non solo completamente disinteressato alle questioni di famiglia, ma le disprezza proprio, preferendo buttarsi in una carriera come cantante lirico. L'unica a portare un po' di consolazione al vecchio boss è la figlia Mary, giovane donna brillante che si occupa di varie associazioni di beneficenza intitolate alla nonna Carmela Corleone.
L' improvvisa riscossa sembrerebbe arrivare dalla scoperta di un nipote che non sapeva di avere, Vincent Mancini (Figlio illegittimo del fratello Sonny e di una sua amante):  sembrerebbe lui l'erede ideale, tant'è che Michael non esita a farlo entrare al suo servizio per istruirlo. Purtroppo tra intrighi familiari e non, gli andrà male anche stavolta fino ad arrivare alla punizione più terribile: l'uccisione di Mary in un attentato a lui rivolto.
La storia in realtà funziona abbastanza, gli interpreti anche, a parte la giovanissima Sofia Coppola un po' troppo rigida e inespressiva che per fortuna cambierà con successo carriera e diventerà regista; il fatto è che manca proprio quel qualcosa che io chiamo "quid", altri "Chimica" o come preferite, in un film sostanzialmente inutile, seppure non brutto.




venerdì 9 novembre 2018

Lo Schiaccianoci e i quattro regni (The Nutcracker and the four reams), 2018


 Regia di Lasse Hallstrom, con Mackenzie Foy (Clara), Morgan Freeman (il padrino), Jayden Fhora Knight (Philip. lo Schiaccianoci), Keira Knigthley (Fata Confetto), Helen Mirren (Madre cicogna), Matthew McFayden (Mr. Stalbhaum), Ellie Bamber (Luisa), Tom Sweet (Fritz).





La Vigilia di Natale la giovane Clara, da poco rimasta orfana di madre, riceve un regalo che la stessa madre aveva destinato alla figlia prima d morire: un uovo- carillon che si può aprire solo tramite una chiave che però nella confezione originale non si trova. Durante la Festa di Natale in casa di amici, Clara riceve come regalo dal proprio padrino, un misterioso filo d'oro; seguendolo, trova la famosa chiave, finita in un misterioso mondo parallelo. Prima però che Clara possa tornare indietro, la chiave le viene rubata da un topolino, e la ragazza si mette alla sua ricerca....


Un'odiosa moda moderna è quella di anticipare il Natale di almeno due mesi; ormai lo si fa in qualunque campo, cinema compreso evidentemente, dato che questo film era sicuramente più adatto per il periodo natalizio. Comunque sia sono andata a vederlo comunque, senza conoscere molto della storia originale (ricordavo a tratti il vecchio film di animazione "La favola del Principe Schiaccianoci", del 1990), e posso dire non mi è affatto dispiaciuto, è un film carino e rasserenante.
La cosa che ho preferito, oltre alla musica, è stata la fotografia, molto colorata con colori brillanti, che ovviamente serve a rendere l'insieme fiabesco al punto giusto. 

Nei panni di Clara troviamo MacKenzie Foy, che otto  anni fa da bambina interpretò Renesmee, la figlia di Bella ed Edward nell'ultimo film della serie "Twilight"; ora, ovviamente cresciuta, interpreta Clara, la giovane protagonista, ragazza che da poco ha perso la madre e che, giustamente, non ha alcuna voglia di partecipare a festeggiamenti di alcun tipo, nemmeno per il Natale, nemmeno per fare piacere al proprio padre che si sforza di andare avanti per i figli. Alla Vigilia di Natale, Clara e i fratelli ricevono dei regali che la madre era riuscita a destinare loro prima di morire, e il suo è quello più particolare: un uovo- carillon accompagnato da uno strano messaggio,  la cui chiave è però introvabile. Grazie all'aiuto del suo padrino, abile inventore, Clara troverà la chiave in un misterioso mondo parallelo composto da quattro regni, di cui scopre che la madre era la regina (e devo dire che questo punto della storia non l'ho capito); regni che sono in crisi e in lotta fra di loro e Clara, come erede, verrà incaricata di portare la pace. Non tutto (e sopratutto non tutti) è ciò che sembrano, ma Clara potrà contare sull'aiuto del fedele soldato Schiaccianoci Philip. 
Inutile dire che l'avventura le servirà per crescere, accettare la morte della madre e ritornare con più serenità nel proprio mondo, dalla propria famiglia.
Come dicevo conosco poco della storia originale, personalmente ho trovato bastevolmente in parte gli interpreti (dai più famosi alla giovane Foy, che potrebbe anche avere successo in questa professione), anche se a un certo punto la trama sembra tirata un po' per i capelli, nonostante non sia certo un film lungo (poco più di un'ora e mezza).
Molto gradevole  e sopratutto, natalizio.....anche se in anticipo!




martedì 6 novembre 2018

The White Queen (2013), Ep. 10: The Battle



Con Aneurin Barnard (Riccardo), Faye Marsay (Anna), Freya Mavor (Elisabetta di York), Rebecca Ferguson (Elisabetta Woodville), Tom Mackay (Jasper Tudor),Rupert  Graves (Thomas Stanley), Amanda Hale (Margaret Beaufort), Michael Marcus (Enrico Tudor).



Riccardo consente a Elisabetta Woodville e alle figlie di ritirarsi in campagna a vita privata, e richiama a corte la giovane Elisabetta e Cecilia come dame di compagnia di Anna; mal gliene incoglie, visto che comincia la rovina. Il piccolo Ned si ammala e muore improvvisamente lasciando nella disperazione entrambi i genitori; mentre Anna si lascia andare per il dolore, tra Riccardo e la giovane nipote nasce un'attrazione. Tutto questo mentre Henry Tudor rivendica per sè il trono d'Inghilterra accusando Riccardo di mille nefandezze....



Ecco l'ultima, dolorosa puntata. Non solo per la mia passione personale verso tali personaggi, ma perchè effettivamente permeata dal dolore e dalla sofferenza: Anna e Riccardo, imbruttiti e sofferenti, non sono più loro, si stanno allontanando, complice anche (previa maledizione della Woodville) la "bitch princess" Elisabetta, che come una gattamorta non si sa fino a che punto innocente (io direi molto poco, visto che per tutta la puntata non fa altro che augurarsi sorridente che la regina tolga il disturbo in modo da poterle lasciare campo libero!), richiamata a corte si insinua come elemento destabilizzante nella coppia, fin da subito, con Riccardo che le presta più attenzione che alla moglie, apparentemente con la scusa dichiarata di ridicolizzare Enrico Tudor, fidanzato della ragazza e già nemico del re in carica. Purtroppo, quelle che nella realtà storica furono una delle tante voci di corridoio smentite, dalla Pippa Gregory e dagli sceneggiatori della fiction viene trasformata in verità , mettendo in scena nientemeno che un'attrazione incestuosa tra zio e nipote...e in che modo poi! Tutto sotto gli occhi della povera Anna, con la "bitch princess" che nemmeno al funerale del cugino si trattiene , cercando di prendere di nascosto la mano di Riccardo sotto il naso della moglie....per non parlare di ciò che succede DOPO la morte della poveretta, la sera prima della fatale battaglia di Bosworth. Come se non bastasse la fine della dinastia degli York e della coppia più amata della serie  non ci è stato risparmiato nemmeno questo schifo di scena, che la BBC si è rifiutata giustamente di mandare in onda, costringendo la produzione a un doppio finale dove (nella versione BBC) l'incesto viene smentito. E indovinate quale dei due finali è arrivato da noi in Italia?!
In mezzo a ciò....tristezza infinita. Tristezza vedere l'allontanamento di Anna e Riccardo, la morte di Ned, la morte solitaria di Anna durante l'eclissi che simboleggia la fine della dinastia degli York (ma Riccardo, ma nemmeno la mano gli hai tenuto?!), la sofferenza di Riccardo per la morte di Ned (particolarmente toccante quando urla al figlio morto di vivere perchè glielo ordina il re), la sofferenza di Anna che la porta alla morte in meno di un anno, non prima di avere dichiarato "se potessi tornare indietro, non vorrei più essere regina", facendo capire che si è resa conto che la loro ambizione è stata anche la loro rovina, la morte di Riccardo sul campo di battaglia circondato dai traditori, con il corpo dilaniato e mutilato.....ho guardato la puntata con le lacrime agli occhi per tutto il tempo, anche se sarebbe stato meglio guardarla bendata, a questo punto. La mia impressione è che fra loro non sia mai venuto a mancare l'amore, ma purtroppo la fiducia sì, da quel maledetto episodio dei principini: Riccardo si è sentito messo da parte perchè sa che Anna è in dubbio riguardo alla sorte dei ragazzini, aggiungiamoci la crisi per la morte di Ned e il risultato è stato questo...
La Bitch princess alla fine, con la frase sprezzante "qualunque sarà l'esito di questa battaglia, io sarò regina" si rivela per quello che è..meglio ovviamente non dire cosa, ma il suo sbandierato amore per Riccardo questo nasconde: l'ambizione per il trono e stop. Però, secondo i suoi fan, il diavolo era Anna...sì come no!
Odiosa e insopportabile, la mia unica consolazione è che a lungo termine sarà ricordata come la madre di uno dei più sanguinari sovrani inglesi (Enrico VIII), e a breve termine, che avrà Margaret Beaufort come suocera....
Un appunto: mi sembra totalmente improbabile che le donne potessero circolare liberamente in un campo di battalgia alla vigilia di quest'ultima, e in particolare che un comandante e soldato esperto- come lo era Riccardo- abbia deciso di XXXXXX proprio la notte prima, invece di risparmiare energie...ma tant'è, in questa serie le inverosimiglianze sono di casa. 
Ed ecco conclusa questa serie tv che mi ha appassionato, e su cui farò ancora qualche piccola riflessione....

P.S: piccola autoconsolazione personale: sono sicura che alla fine, Riccardo avrà trovato la sua Anna ad aspettarlo...e si saranno riuniti lontani da tanto dolore....

sabato 3 novembre 2018

The White Queen (2013), Ep.9: The Princes in the Tower



Con Rebecca Ferguson (Elisabetta Woodwille), Aneurin Barnard (Riccardo), Amanda Hale (Margaret Beaufort), Faye Marsay (Anna Neville), Tom Mackay (Jasper Tudor),Rupert  Graves (Thomas Stanley), Freya  Mavor (Elisabetta di York), Michael Marcus (Henry Tudor), Emily Berrington (Jane Shore).


Il regno di Riccardo III non comincia sotto i migliori auspici: il popolo non approva che il nuovo re abbia preso il posto del piccolo principe Edoardo, e sopratutto non approva il trattamento riservato ai due fratelli rinchiusi nella Torre. Inoltre Elisabetta, assieme al figlio Thomas Grey e ad alcuni fedelissimi, tra cui i coniugi Stanley, organizza una rivolta con lo scopo di liberare i due bambini; quando questa fallisce, si scopre che i principini non si trovano più, sono spariti. Comincia a girare la voce che Riccardo li abbia uccisi, ma Elisabetta si rende conto che in realtà,a parte suo figlio, son gli altri suoi alleati che avevano più motivi di volerli vedere morti...



Il penultimo episodio è quello in cui mi sono preparata a dare l'addio ai miei amati Riccardo e Anna; e nonostante sapessi già quello che mi avrebbe aspettato- come ho già ampiamente detto, avevo letto la serie di libri prima di vedere la serie tv- la sofferenza è stata grande.
L'episodio è dedicato alla tragica vicenda dei "Principini nella Torre": i due figli maschi di Edoardo IV e suoi eredi furono messi nella Torre dallo zio Riccardo III prima che egli prendesse il trono, ma a un certo punto sparirono e non se ne seppe più nulla. Qualche decennio fa vennero ritrovate delle ossa umane sepolte nei pressi della Torre, ma a quanto pare si è riusciti a stabilire che non fossero ossa di bambini o ragazzino. La leggenda per secoli ha accusato Riccardo di aver fatto uccidere i nipoti, solo di recente sono state fatte ipotesi più probabili e lui è stato "scagionato", se non altro per mancanza di prove.
La puntata inizia con una scena che già ci indica quanto sarà fragile il regno di Riccardo, fin da subito: il nostro dà importanti riconoscimenti a tre personaggi dei quali sono uno, Robert Brackenbury, gli è davvero fedele; gli altri due, Stanley e Buckingham, sono dei doppiogiochisti che già tramano contro di lui. Del resto, già dal primo momento appare chiaro che i nostri, nonostante tutto, sono degli ingenui circondati da serpi, da intrighi e strategie di potere che non sono in grado di gestire e che piano piano li stanno fagocitando allontanandoli. Non sono certo degli agnelli nemmeno loro (la frase di Anna sui principini è stata orribile), ma degli sprovveduti, nonostante tutto, sì.

Riccardo sopratutto è convinto di poter essere un buon re per il proprio Paese, mentre gli sceneggiatori continuano a propinarci la versione Anna- Lady Macbeth, assolutamente poco credibile per chi non solo ha letto il libro ma ha capito qualcosa di più del personaggio: Anna, nonostante abbia pronunciato quella tremenda frase, non sarebbe mai stata capace di fare una cosa simile, anche per non danneggiare il marito visto che le voci già correvano quando i ragazzi erano ancora vivi.
Ci viene presentato finalmente Edward, detto Ned, il loro figlio che abbiamo visto solo una volta da piccino, che in una  delle rare scene familiari in cui li abbiamo visti viene nominato dal padre Principe di Galles, e in un'altra lo vediamo bambino preoccupato per il padre in battaglia. Tralasciando che potevano scegliere un piccolo attore che facesse una faccia meno depressa (allusione all'imminente triste sorte del bambino?), due scene tenere in un mare di ferocia e tristezza.
Di nuovo, avrei apprezzato Lizzie che continua a ribellarsi alla madre e a cantargliele sonoramente, se non fosse per quanto accadrà tra poco; possiamo quindi annoverare la principessa di York tra i personaggi che la Gregory ha massacrato, rovinandone il potenziale (almeno in questa serie, non ho visto ancora "The white princess").
Drammatiche le scene finali, in cui Riccardo disperato cerca i nipoti scomparsi, e Anna teme che qualcuno abbia dato seguito alla sconsiderata frase da lei pronunciata: è iniziata la crisi tra i due, che sarà poi acuita da quanto succederà nell'ultimo episodio, cosa che gli sceneggiatori (capeggiati dall'autrice del libro, dato che questo è stato scritto anche lì) hanno fatto digerire al pubblico con la scusa della maledizione lanciata dalla solita Woodville e dalla figlia.  Che a questo punto, manco la strega di Biancaneve e quella della Sirenetta messe assieme....Jacquetta, quanto ci manchi!




martedì 30 ottobre 2018

Il ragazzo di campagna, 1984



Regia di Castellano e Pipolo, con Renato Pozzetto (Artemio), Clara Colosimo (Giovanna),Sandra Ambrosini (Maria Rosa), Massimo Boldi (Severino),Donna Osthenbur (Angela).






Artemio è un contadino che da sempre vive con la madre nel paesino di Borgo Tre Case; la sua vita si è sempre divisa tra i campi, la casa e qualche puntatina all'osteria del paese. Il giorno del suo quarantesimo compleanno decide che è ora di cambiare la sua vita di cui da tempo è insoddisfatto e trasferirsi a Milano, per trovare un nuovo lavoro e vivere una vita più moderna.
Le difficoltà però saranno notevoli...



Il mio "film di famiglia" per eccellenza (ovvero, quei film che si guardano fin da quando si è bambini con tutta la famiglia riunita apposta), tanto è vero che con i miei genitori e mia sorella stiamo progettando di andare a visitare il paesino dove è stato girato, in cui pochi giorni fa con un flash mob tra i fans sono stati festeggiati i 34 anni della pellicola
Ho letto da qualche parte che nasce come una favola su quanto è meglio la vita sana e genuina della campagna rispetto a quella stressante della città (messaggio che in quegli anni era particolarmente in voga); data l'impostazione del film è sicuramente così, ma personalmente, al di là di qualsiasi valore abbia la pallicola, non posso essere imparziale nella recensione dato il ricordo affettivo che per me rappresenta.
Il protagonista è Artemia, contadino 40enne che, nonostante siamo nei primi anni '80, vive praticamente quasi come in un'epoca passata (e credetemi: io, una casa simile alla sua, l'ho conosciuta per davvero....); sua madre Giovanna cerca di appiopparlo a Maria Rosa, la bruttina del paese, ma lui a quanto pare sogna la modernità e altre eccitanti avventure, tanto è vero che decide di raggiungere a Milano il cugino Severino che vive da anni lì, per cambiare vita. Da subito lo scontro sarà duro, seppure comico: in primis il cugino si rivela essere uno che vive di furti e scippi, cosa impossibile per il senso morale di Artemio, che andando a restituire il maltolto a una delle sue vittime conosce così Angela, una donna in carriera tipica rappresentante della "Milano da bere" di quegli anni. La donna, credendo alla buona fede di Artemio, lo ospita in casa sua e cerca di aiutarlo a inserirsi nell'ambiente milanese, suscitando nell'ingenuo contadino un non ricambiato sentimento amoroso; inutile dire che fra loro la cosa sarà impossibile, ma le scene con Angela sono quelle che mettono più a confronto la mentalità cosidetta contadina (pura e sincera) contro quella cittadina (ipocrita, frenetica e stressante, che genera solo solitudine). 





Un messaggio un tantino datato già all'epoca, sopratutto in alcune parti (siamo negli anni '80, e anche fra i contadini come è possibile che uno possa proporre a una donna di sposarla dopo una notte di sesso perchè pensa di averla disonorata?), ma che comunque non inficia la visione di un film divertente e con gag entrate nella storia del cinema italiano e di costume: il famoso "Taaaac!" di Pozzetto nel miniappartamento, le telefonate della signora Giovanna all'osteria, la gag del gatto e quella del treno, ad esempio. Attori bravi e adatti alle loro parti che recitano garbatamente e mai sopra le righe una storia tutto sommato semplice e fluida contribuiscono sicuramente a un successo che dura da più di trent'anni, e non accenna a diminuire. 
Potete dire ciò che volete ma.....questo film è un cult!




mercoledì 24 ottobre 2018

The White Queen (2013), Ep.8: Long live the King


Con Rebecca Ferguson (Elisabetta Woodwille), Max Irons (Edoardo VI),, Aneurin Barnard (Riccardo), Amanda Hale (Margaret Beaufort), Faye Marsay (Anna Neville), Tom Mackay (Jasper Tudor),Rupert  Graves (Thomas Stanley), Freya  Mavor (Elisabetta di York), Ben Lamb (Anthony Woodville), Michael Marcus (Henry Tudor), Emily Berrington (Jane Shore).


Dopo 18 anni circa di regno, Edoardo IV muore improvvisamente, designando come tutore del figlio ed erede al trono Edoardo il fratello Riccardo; Elisabetta, che invece patrocinava il fratello Anthony, non accetta questa decisione e comincia a progettare una ribellione contro Riccardo, alleandosi segretamente con Margaret Beaufort e Thomas Stanley (alleanza che viene suggellata fidanzando la giovane Elisabetta con Henry Tudor). Mentre Riccardo cerca di venire a una soluzione ragionevole, si scopre che Edoardo all'epoca del matrimonio con Elisabetta era già segretamente sposato con un'altra donna. Il secondo matrimonio quindi non è valido, e i figli da esso nati vengono dichiarati illegittimi. Nonostante sia titubante Riccardo comincia ad accarezzare l'idea di impadronirsi del trono per evitare una guerra civile, caldeggiato dalla made e da Anna.....



Ormai ci siamo abituati al ritmo serrato di questa serie tv per cui, da un episodio con l'altro, improvvisamente passano anni: e difatti qui ne sono passati dieci dalla fine della scorsa puntata. Lo spettatore è quindi pronto per un'altro lutto, quello di Edoardo: re non troppo capace e perspicace, ma comunque un personaggio buono che dispiace ci lasci (sopratutto, vista la consorte...vabbè, pensiero maligno). Il re paga probabilmente una vita di bagordi e stravizi, anche se comunque non era raro all'epoca morire a quell'età per i motivi più disparati: e sinceramente la scena della sua dipartita, quando rivolto all'amata Elisabetta la saluta dicendo "Grazie per avermi aspettato sotto quella quercia" ricordando il loro primo incontro tanti anni prima, una lacrimuccia la strappa di sicuro. Purtroppo, il difetto della poca perspicacia accompagna Edoardo anche nella morte: non ha ancora finito di pronunciare la frase "Rimanete uniti" rivolta ai familiari che- per l serie "Le ultime parole famose"-  già è iniziata la faida, che purtroppo porterà alle conseguenze che tutti sappiamo, sopratutto per i miei amati Riccardo e Anna. Edoardo infatti nomina il fratello Lord protettore dell'erede al trono principe Edoardo (il ragazzino era minorenne e quindi non avrebbe potuto governare da solo), con grande scorno di Elisabetta che voleva a tutti i costi il fratello Anthony. Ora, francamente non si capisce perchè la regina (ormai solo regina madre) non si fidi di Riccardo: si è sempre dimostrato fedele al re, ha combattuto al suo fianco, ha amministrato con coscienza la parte nord del paese facendola prosperare, non ha mai rotto a nessuno...ma lei non si fida, non lo può proprio vedere. Anche quando Riccardo propone di crescere il giovane Edoardo assieme all'altro zio Anthony (dato che il bambino era cresciuto con quest'ultimo e l'altro zio l'aveva visto poche volte in vita sua) 'sta donna si impunta ostinatissima, dando il via a una nuova faida familiare di cui rimarrà vittima dato che la primissima conseguenza sarà che 1- deve nuovamente rifugiarsi nei sotterranei dell'abbazia; 2- il figlio Edoardo per sicurezza deve essere chiuso nella Torre fino all'incoronazione.
 Qui entrano in scena le altre donne, mostrate come le vere artefici della vicenda: se non avevamo dubbi sulla capacità di complottare arrivando a sdoppiarsi di Margaret e del marito, che fanno il doppio gioco con chiunque porga loro orecchio, vedere la povera Anne dipinta come uan Lady Macbeth che "puccia" a forza nel marito l'idea di prendersi il trono costi quello che costi (alla faccia del "sono così felice qui, lontano dalla corte" pronunciato appena una puntata fa) mi ha fatto veramente arrabbiare, seppure rassegnata al fatto che gli sceneggiatori odiano questa coppia e la vogliono rovinare ad ogni costo. Anna e Riccardo in questa puntata cominciano a imbruttirsi e oscurarsi anche fisicamente, segno di quanto accadrà in seguito. Ovviamente è già partita da parte di chi sappiamo noi la maledizione preventiva contro di loro , che coinvolge pure l'incolpevole figlio Ned, cagionevole di salute.

In questa puntata esordisce anche un personaggio che acquisterà importanza negli ultimi due episodi: la ormai 18enne Elisabetta di York, figlia maggiore dei sovrani, da me prontamente ribattezzata "The bitch princess" per i motivi che si potranno facilmente comprendere nelle prossime due puntate. La ragazza esordisce come figlia affezionata ma ribelle, visto che rimprovera alla madre la sua ostinata volontà di andare contro Riccardo e la sua smisurata ambizione che, dice lei anticipando i tempi, pagheranno loro figli. Se non avessi saputo cosa farà in seguito, mi sarebbe anche piaciuta....

La puntata è un crescendo di complotti, minacce, e sopratutto "non so di chi posso fidarmi" da parte di ogni singolo protagonista, cosa che porta a chiedersi: se il prezzo da pagare per il potere è questo, come mai tutti sono così smaniosi del trono? Non solo Anna e Riccardo, che saranno quelli a rimetterci di più, ma pur gli altri vivrebbero sicuramente più sereni lontano da lì. Alla fine, il prezzo viene pagato, visto che Riccardo farà giustiziare Anthony e Richard Grey (come sempre, sembra che sia senza motivo....e invece, nel libro. subito dopo il funerale di Edoardo Anthony ed Elisabetta complottavano eccome per far fuori Riccardo!), e subito dopo lui e Anna verranno incoronati, scambiandosi una sguardo soddisfatto una volta sul trono. 
E pur sapendo cosa li aspetta, non ho potuto fare a meno comunque di tremare, vista l'atmosfera greve...



Scena cult della puntata: Edoardo morente dice "nomino Riccardo Lord Protettore del principe di Galles", ed Elisabetta: "Volevi dire Anthony?".
No cara, dato che Anthony e Riccardo sono due nomi che nemmeno si assomigliano, voleva proprio dire quello che ha detto, rassegnati....


sabato 20 ottobre 2018

Lezioni di cioccolato 2, 2011

 Regia di Alessio Maria Federici , con Luca Argentero  (Mattia), Hassani Shapi (Kamal), Nabiha Akkari (Nawal), Vincenzo Salemme (cuoco), Angela Finocchiaro (Amelia)
 
 
Dopo aver vinto la gara di cioccolato,le strade di Mattia e Kamal si sono divise per qualche anno: il primo ha ripreso a lavorare nell’edilizia, e il secondo ha aperto una cioccolateria. Ma qualche anno dopo le cose non vanno affatto bene; la cioccolateria di Kamal non decolla e lui si è parecchio indebitato, mentre nemmeno Mattia riceve più richieste per il proprio cantiere e oltretutto è stato mollato dalla fidanzata. I due amici si reincontrano e ricominciano a collaborare, anche perché Kamal decide di aiutare Mattia a conquistare una misteriosa e reticente ragazza egiziana; certo non sospetta che sia sua figlia Nawal, per la quale sogna un futuro tradizionale con matrimonio con bravo ragazzo egiziano….
 
Solitamente i seguiti non sono mia riuscitissimi anche quando sono gradevoli, ma questo film rappresenta una felice eccezione; il primo LEZIONI DI CIOCCOLATO era infatti un film molto carino, ma questo suo seguito gli tiene degnamente testa, se non addirittura superandolo per certi aspetti. 


Se già dall’inizio veniamo informati che Mattia si è lasciato anche con Cecilia (la ragazza conosciuta nel primo film e interpretata da Violante Placido), certo non ci aspettavamo che per la coppia Mattia- Kamal le cose non sarebbero andate così bene come si sperava nel primo film; ma in tempi di crisi economica è la soluzione più credibile.
Luca Argentero e Hassani Shapi formano un’ottima coppia, complementari nella loro diversità fisica e culturale ancora di più che nel primo episodio, mettendo in scena uno “scontro” tra culture che sottolinea differenze ma anche punti in comune delle due culture a cui appartengono.Forse come attore è molto più incisivo il secondo, ma assieme formano una delle coppie cinematografiche più belle degli ultimi anni.
L’insipida Violante Placido è per fortuna stata sostituita dalla bella e carismatica Nabiha Akkari, attrice che vedo per la prima volta e che spero abbia una lunga carriera in quanto mi è piaciuta molto, certo è ancora giovane ma vedo in lei delle buone potenzialità recitative (che avevo già notato nell’orrendo CHE BELLA GIORNATA con Checco Zalone, sttore che riuscirebbe a rovinare pure VIA COL VENTO!); molto brava l’attrice (non ricordo il nome) che interpreta Shamila, la grintosa moglie di Kamal. Sempre ottima Angela Finocchiaro, una delle migliori attrici italiane che sa passare con naturalezza da ruoli seri a ruoli brillanti.
Risate e riflessioni si incrociano in questo film, che rappresenta davvero un ottimo modo per passare una serata sia da soli che in compagnia.