sabato 17 agosto 2019

Franco Zeffirelli

Il   luglio è morto a 96 anni  Franco Zeffirelli, uno dei registi italiani più noti al mondo.
Aveva    anni ed era da tempo malato.
Zeffirelli era nato nel 1923 a Firenze, ed era figlio illegittimo; dopo aver frequentato l'Accademia     , esordì nel secondo dopoguerra come scenografo curando la messa in scena di "Troilo e Cressidra", di Luchino Visconti.
Sempre con Visconti compì i primi passi nel mondo del cinema, come aiuto regista in SEnso e LA terra trema"; esordì come regista di teatro nel 1954 con "La Cenerentola", mentre sul grande schermo esordì nel 1957 con "Camping".
Da allora nella sua carriera ha sempre alternato il cinema e il teatro. La sua passione per quest'ultimo e in particolare per l'opera di Shakespeare unì i due mondi nel 1967 con "La bisbetica domata" e nel 1968 con il celeberrimo "Romeo e Giulietta", film che lo portò alla ribalta internazionale vincendo anche due premi Oscar (costumi e fotografia) e svariati altri riconoscimenti.
Nel 1966 aveva diretto "Per Firenze" un documentario sull'alluvione della città. 
Del 1971 è "Fratello Sole, Sorella Luna", sulla vita di San Francesco e Santa Chiara.
Nel 1974 curò la regia televisiv in mondovisione dell'Apertura dell'Anno Santo.
Del 1976 è "gesù di Nazareth" che uscì in due parti al cinema per poi essere riadattato per la Tv; a seguire "Il campione" (), "Amore senza fine ( ), "Il giovane Toscanini" ( ), "Amleto" (1990), "Storia di una capinera" (1993), "Jane Eyre" (1996), "Un tè con Mussolini" (1999), "Callas Forever" (2002). 
Nel frattempo continua sempre la sua attività teatrale, sterminata.
Purtroppo nonostante il CV di tutto rispetto (è un eufemismo), dopo la sua morte Zeffirelli - che da ragazzo fu partigiano in una formazione liberale- è stato oggetto di insulti sui social network , per il fatto di essere sceso in politica a fianco di Sivlio Berlusconi negli anni '90, militando anche come senatore della Repubblica, interessandosi prevalentemente a temi culturali e ambientali. 
Segno che la stupidità di certa gente non ha proprio limiti....



martedì 23 aprile 2019

Se "The white Queen", fosse un film di animazione...

Rieccomi qui dopo mesi di assenza....anche se non so se tornerò definitivamente. Ma intanto rompo di nuovo il ghiaccio.
La nascita di questo post risale a qualche mese fa, quando una mia amica, vedendo la copertina di diario su FB (un disegno fatto dall'autrice Elisabetta Borsetti raffigurante Anne Neville e Richard III) mi ha chiesto che cartone fosse (visto che per lo stile dei personaggi ricordano molto un cartone).
La mia mente si è così attivata con il solito lavorìo di fantasia che, quando corre, è impossibile da fermare. E quindi...se "The White Queen" fosse un film di animazione, chi potrebbero essere i vari personaggi?
Ho cercato di dare una risposta utilizzando personaggi di cartoon già esistenti (sia Disney che non).
Ed ecco il risultato...


Edoardo IV : La Bestia quando diventa Principe (da "La bella e la bestia)






Elisabetta Woodville: Aurora "




George, duca di Clarence: Febo de "Il gobbo di Notre Dame"




Isabella Neville: Belle 




Richard, duca di Gloucester: Il protagonista de "L'incantesimo del lago"

Anne Neville: Anna di "Frozen" (con outfit decente, perchè ammettiamolo, la poverina è vestita da schifo in quel film!), oppure la protagonista de "L'incantesimo sul lago" con diverso colore di capelli (Anne era rossa).




Francis Lovell (personaggio fondamentale nella storia però eliminato dalla serie tv): John Rolf di "Pocaontas 2: viaggio nel nuovo mondo"




Margherita D' Angiò: la regina di "Biancaneve e i sette nani"




Edoardo di Lancaster: Caio de "La spada nella roccia"




Margaret Beaufort: Madre Gothel di "Rapunzel"




Lord Stanley: Gaston de "La bella e la bestia" (un po' meno imbecille)




Henry Tudor: Taron de "Taron e la pentola magica"




Elisabetta di York bambina & fratelli e sorelle: Wendy di "Peter Pan" (Elisabetta), Elsa da piccola (Cecily), Semola (Edward), Zephyr de "Il gobbo di Notre Dame 2" (Richard).

Non sono riuscita a trovare un prestavolto per Warwick e Jacquetta...

giovedì 7 marzo 2019

Luke Perry

Una notizia che davvero non avrei mai voluto sentire, e come penso la maggior parte di quelli della mia generazione: è morto Luke Perry, l'attore che per vari anni ha interpretato il ruolo di Dylan in "Beverly Hills 90210", telefilm che ha segnato gli anni '90.
Luke Perry aveva 52 anni e qualche giorno fa era stato colpito da un ictus, da subito era risultato gravissimo; oltre a Beverly Hills aveva girato anche vari film, tra cui "Buffy l'ammazzavampiri" (da cui poi deriverà la famosa serie tv), "8 secondi" e "vacanze di Natale '95", e la serie Tv "Riverdale".

Per me è davvero un giorno molto triste: quando è iniziato Beverly Hills avevo 12 anni, ero alle medie ed è stato un telefilm che ho seguito per molti anni (non fino alla fine perchè le ultime stagioni non le ho viste) e che ha segnato la mia adolescenza: quanti ricordi, ma davvero!
Da qualche parte ho ancora due scatoloni con album di figurine, poster, foto, gadget, articoli di giornale...avevo anche tre magliette, di cui una proprio con Brenda & Dylan; ricordo il piacere di apsettare il giovedì sera, appuntamento fisso, e poi il giorno dopo parlare della puntata con i compagni di classe (cosa che oggi, con il moderno modo di fruire delle serie tv, credo si sia persa), e anche il piacere di rimanere con il fiato sospeso visto che era molto difficile avere anticipazioni in tempi brevi, e quelle che venivano pubblicate dai giornali spesso erano false.
Ricordo la gioia quando vinse il Telegatto come migliore telefilm straniero (due volte credo). 
Ricordo scambiare materiali con compagne di scuola fan di altre cose, ricordo quando andavamo al mercato e cercavamo le magliette, o le litigate con i genitori che pensavano avessi troppi poster in camera...insomma, di ricordi che mi legano a questa serie tv ce ne sono un infinità.
Questo anche se non fosse stata, come invece è- uno spartiacque nei programmi tv per adolescenti: finalmente era il primo telefilm che parlava di ragazzi  adolescenti (seppure con interpreti un po' più in là negli anni...) e dei lor problemi a tutto tondo, seppure in un ambiente edulcorato come quello di Beverly Hills. 
Che dire....da oggi mi sembra davvero che la gioventù se ne sia andata definitivamente.
Ciao Luke!




giovedì 28 febbraio 2019

Notte degli Oscar 2019

Come da consueto domenica notte sono stati assegnati i premi Oscar inerenti all'anno 2018. Ecco i vincitori nelle categorie principali:


MIGLIOR FILM : "Green book" di Peter Farrelly



MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA: Rami Malek per "Bohemian Rapsody"



MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA: Maershala Ali per "Green Book"



MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA: Olivia Colman per "La favorita"



MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA: Regina King  per "Se la strada potesse parlare"



MIGLIORE REGISTA:  Alfonso Cuaron per "Roma" 



MIGLIORE FILM STRANIERO:  "Roma", di  Alfonso Cuaron ( )




Sono molto soddisfatta in quanto come migliore attore per me era scontato che vincesse Rami Malek, e "Green book" mi è piaciuto davvero molto. Gli altri titoli  non li ho visti quindi non posso giudicare.

mercoledì 2 gennaio 2019

Bohemian Rapsody, 2018

Regia di Bryan Singer, con Rami Malek (Freddy Mercury), Gwilym Lee (Brian May), Ben Hardy (Roger Taylor), Joseph Mazzello (John Deacon), Lucy Boiton (Mary Austin), Tom Hollander (Jim Beach).



Inghilterra, primi anni '70: Farouk Boulsara (che cambia nome diventando Freddy Mercury) è un giovane appassionato di musica che sogna di diventare una grande rockstar; dopo molte vicissitudini, ci riuscirà con quelli che passeranno alla storia come i Queen, gruppo che non ha bisogno di presentazioni. Ma la fama ha il suo prezzo e per Freddy a un certo punto questo vorrà dire fare i conti con la terribile malattia, appena scoperta dell'AIDS...


Visto a novembre 2018

Da tempo attendevo con ansia questo film, dato che sono una fan dei Queen (anche se non allo stesso livello dei Beatles). E finalmente, l'ho visto.
Che dire? Ho sentito molti pareri, positivi e negativi: per me è stato un film bellissimo, che mi ha fatto conoscere un po' meglio la figura di Freddy Mercury (anche se di nuovo non ho trovato nulla, ma non è un problema).
In particolare, non ho potuto non trovare straordinaria l'interpretazione di Rami Malek nel ruolo (difficilissimo, vista anche l'enorme popolarità del personaggio in questione ancora oggi) di uno dei cantanti più amati in assoluto: in alcune scene sembrava proprio di veder il vero Freddy (anche se a me pare che l'originale fosse più alto). La candidatura all'Oscar, a mio avviso, è assicurata. 
Si comincia ovviamente dalle origini, quando il giovane Freddy si chiama ancora Farouk e vive con i genitori (di origine parsi e molto radicati nella loro cultura), sbarcando il lunario come facchino in aereoporto e intanto scrivendo canzoni che non riesce a piazzare; con una bella faccia tosta e sopratutto con l'intima convinzione di essere destinato alla gloria, una sera riesce a farsi ingaggiare da tre ragazzi di un complesso sconosciuto rimasti senza cantante: sono Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Nascono così i Queen, ma la strada è ancora tutta in salita: nonostante comincino a farsi un nome, faticano anche a imporsi visto che l'idea dell'album "A Night at the Opera", con relativa canzone "Bohemian Rapsody" viene rifiutata dal produttore che voleva ingaggiarli.

Per fortuna Freddy è dotato di notevole testardaggine e non demorde...il che li porta in breve tempo a fare le scelte giuste con le persone giuste, e quindi alla fama. Che però- come sempre in queste storie- alla lunga presenta un conto salato da pagare: la perdita della privacy, l'allontanamento dalla famiglia di origine, a un certo punto- causa anche la relazione con una persona sbagliata, che cercava di isolare Freddy da tutto e tutti- la crisi del gruppo. 
E ovviamente, la bisessualità (o omosessualità, a essere sincera non ho capito tantissimo questo punto) di Freddy, che la scopre quando è in procinto di sposarsi con la fidanzata Mary alla quale è legato da sincero amore, e per la quale ha scritto una delle sue canzoni più belle "Love of my life"; Mary sarà sempre il suo punto fermo anche se la loro storia finirà, e al di là dei gusti sessuali sarà davvero (in un modo poco comprensibile ai più, compresa la sottoscritta) il suo vero amore, la persona che lo ha conosciuto più a fondo di tutti, quella che gli rimarrà vicino anche quando entrambi avranno altri compagni, nonostante le difficoltà che un tipo di rapporto comporta. 
Il ritmo del film è buono, praticamente non ci si accorge del passare del tempo; e oltre all'ottimo Malek, devo citare anche le altrettanto ottime performance attoriali di Lucy Boiton, una Mary che ha tutte le carte per rimanere nel cuore degli spettatori, e dei tre attori che interpretano gli altri Queen: non solo molto somiglianti, ma a mio avviso in grado- sia nelle scene singole che in gruppo- di richiamare perfettamente i reali personaggi, rendendo molto bene le dinamiche di affetto e rivalità al suo interno.
Superfluo citare la colonna sonora a firma Queen, con ovvio rischio che gli spettatori in sala si mettano a cantare (ma sempre meglio che accendere il telefono!!).
Mi rendo conto che come recensione non è granchè e non dice molto, ma credetemi, questo è uno di quei film che vale davvero la pena di essere visto, magari anche se non siete fan dei Queen.




venerdì 28 dicembre 2018

Classifica 2018

Rieccomi qui sul blog, dopo tanto tempo. Non avevo mai lasciato trascorrere tanto tempo senza scrivere nulla, ma una spiegazione c'è, ed è questa: ho ripreso una delle mie passioni, la scrittura di racconti e fanfiction.
Per me è una particolare soddisfazione, non solo perchè da anni ormai ero ferma, avevo solo idee che riuscivo a buttare giù in riassunti, ma mai a concretizzare in racconti veri e propri, ma perchè scrivere queste cose mi dà davvero una gioia che da tempo non provavo. 
Pensate che alcune sere le passo a scrivere senza fermarmi un minuto!
Mi sono iscritta a due siti e lì pubblico le mie storie.
Purtroppo non ho grande riscontro, visto che per ora ho postato tre storie delle quali solo una ha ricevuto dei commenti; ma già solo vedere pubblicati dei lavori "miei" è per me fonte di grande soddisfazione. 
Comunque sia presto riprenderò anche con le recensioni di libri e film.
Intanto passiamo al solito bilancio di fine anno.
Filmescamente parlando, ni: non ci sono stati grandi picchi o grandi entusiasmi, ma nemmeno troppe schifezze. La maggior parte dei film mi è un po' scivolata addosso con indifferenza, ma qualcosa che mi è piaciuto l'ho trovato.
Come vita personale, devo dividere il tutto in due parti: la parte lavorativa è andata benissimo, ho avuto belle esperienze con belle persone e ho lavorato fino alle vacanze di Natale in maniera continuativa; vita privata....ormai ho finito i veli pietosi, e sto cercando di rassegnarmi. Che vi devo dire gente...non tutti sono Anna e Riccardo (che a un certo punto della loro vita però hanno avuto un'escalation di disgrazie fino alla morte, quindi anche no).

Ma passiamo ai migliori film visti cl cinema in questo 2018:

- Come un gatto in tangenziale;
- Tonya;
- La stanza delle meraviglie;
- Mamma mia! Ci risiamo;
- Bohemian Rapsody.

Il 31 verrò traghettata nell'anno nuovo da "moschettieri del re", che attendo con trepidazione da tempo...e chissà che gli amici della mia infanzia non mi portino un po' di fortuna per il 2019.

E quindi, auguro buon anno a tutti...vi prometto che presto riprenderò a scrivere e a farmi sentire sui vari blog amici!

sabato 8 dicembre 2018

L'amica geniale (My brilliant friend), 2018- Puntata 1 e 2




Regia di Saverio Costanzo, con Elisa Del Genio (Elena Greco), Ludovica Nasti (Raffaella Cerullo), Anna Rita Vitolo (Immacolata Greco),Luca Gallone (Vittorio Greco), Valentna Acca (Nunzia Cerullo), Antonio Buonanno (Fernando Cerullo), Dora Romano (Maestra Oliviero), Antonio Pennarella (Don Achille Carracci), Tommasi Rusciano (Rino Cerullo), Christian Di Giacomo (Stefano Carracci), Alessandro Nardi (Nino Sarratore), Francesca Bellamoli (Carmen Peluso), Vincenzo Vaccaro (Enzo Scanno), Alice D'Antonio (Gigliola Spagnuolo)


Elena (detta Lenù) e Raffaella (detta Lila) sono due amiche che vivono nello stesso rione popolare di Napoli; sarebbe meglio dire "amiche-rivali", visto che la lora evidente complicità nasconde anche una buona dose di rivalità che però risulta stimolante, sopratutto per Elena. Entrambe condividono sopratutto l'amore per lo studio e la lettura; e anche se nel corso degli anni sarà Elena ad avere la possibilità di proseguire gli studi fino al liceo classico, anche Lila- nonostante debba cominciare presto a lavorare nel negozio del padre scarparo- non rimarrà indietro e soddisferà la sua sete di sapere leggendo e studiando da autodidatta....


Finalmente è andata in onda l'attesissima serie tv tratta dal primo romanzo della serie "L'amica geniale" di Elena Ferrante, best seller internazionale da anni (e difatti anche questa è una coproduzione internazionale). Ovviamente il picco d'ascolti e l'entusiasmo della critica erano quasi scontati, e  a mio avviso meritati. Anche se non tutti gli spettatori si sono poi trovati entusiasti in modo unanime: ad esempio so che molti non hanno apprezzato il fatto che la serie sia girata al 95% in napoletano, quindi con relativi sottotitoli; un po' li capisco, anche a me scoccia passare quasi tutto il tempo a leggerli, ma d'altra parte non si poteva fare altrimenti. Se la serie fosse stata girata in italiano non solo sarebbe stata poco realistica (siamo in un rione napoletano nei primi anni '50), ma avrebbe perso una delle sue principali particolarità, questo nonostante il libro stesso sia scritto in italiano.

Per il resto, ho trovato queste prime due puntate veramente ben fatte, e in particolare ho trovato meritevoli di nota le due piccole attrici, Elisa Del Genio nel ruolo di Lenù e Ludovica Nasti in quello di Lila; nonostante la giovanissima età entrambe hanno saputo caratterizzare al meglio i loro personaggi, la loro diversità ma anche le somiglianze, e la profonda amicizia che le legherà per tutta la vita. 
Il rione dove le bambine vivono, un vero e proprio microcosmo dove succede di tutto e dove convivono personaggi variegati, è stato ricostruito in studio: ho appreso la cosa leggendo i giornali, a essere sincera vedendolo così in tv non l'avrei mai detto (per fortuna, vuol dire che è stato fatto un buon lavoro).  

Trovo che siano state rese molto bene anche le dinamiche che intercorrono tra i vari personaggi, destinate a intrecciarsi ed approfondirsi nel corso della storia, ed è stata resa molto bene anche l'atmosfera di sostanziale degrado che vige nel rione, dove comandano i soliti malavitosi ai quali è quasi impossibile opporsi, e che comandano appunto con ls silenziosa connivenza anche di coloro che sono onesti (come i genitori di Lila e Lenù).
Purtroppo, tutto ciò va di pari passo con la scelta di un ritmo narrativo in alcune parti piuttosto lento e introspettivo, che non sempre può essere gradito al pubblico e talvolta indurre il suddetto all'effetto-abbiocco (lo ammetto, è successo anche a me).
Tutto sommato il voto è positivo, e gli ascolti del pubblico per ora hanno premiato Lila e Lenù. 
Vedremo per le restanti puntate....