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domenica 17 maggio 2026

Il diavolo veste Prada 2 (The devil wears Prada 2), 2026

 


Regia di  David Frankel , con Meryl Streep (Miranda Priestley), Anne Hathaway (Andy Sachs), Stanley Tucci (Nigel Kipling ), Emily Blount (Emily Charlton ), Lucy Liu (Sasha Barnes), Justin Theroux (Benji Barnes). 


New York : dopo vent'anni Andy Sachs ha realizzato il suo sogno di diventare una giornalista "impegnata", peccato che proprio durante una premiazione lei e i suoi collaboratori vengono licenziati in tronco . Delusa Andy approfitta del suo discorso di ringraziamento pe ribadire l'importanza del giornalismo "dal vivo" e della comunicazione tra persone. 

Il discorso diventa virale e Andy viene reclutata da Irvin Ravitz per fare da "feauters editor"    per "Runaway", la rivista dove la donna aveva lavorato come assistente venti anni prima, e che ora sta affrontando una doppia crisi, dovuta non solo alla crisi editoriale che colpisce tutto il mondo della stampa, ma anche a una dichiarazione di Miranda Priestly che, distrattamente, ha elogiato un marchio di "fast fashion"; la sua dichiarazione, diventata virale, l'ha messa praticamente alla gogna mediatica e con lei tutta la rivista

Andy torna così a lavorare con Miranda e Nigel, scoprendo che l'altra assistente Emily ha fatto carriera come brand manager. Grazie ad un articolo di Andy la situazione si risolleva un po', ma non basta: occorre fare i conti con i social....



Attesissimo seguito de "Il diavolo veste Prada", l'ho visto senza grandi aspettative visto che per me il primo film aveva concluso il proprio arco narrativo e ancora adesso va benone così. Come prevedibile, non mi è piaciuto molto. 

Ammetto che forse la mia visione amareggiata di come è cambiato il mondo in questi venti anni può avermi influenzato non poco, ma ho trovato questo film piuttosto triste. 

Abbiamo in pratica una riproposizione attualizzata delle dinamiche del primo film in un ambiente totalmente cambiato a causa dell'avvento dei social, con conseguente crisi dell'editoria, in un mondo della moda che pare non abbia più molto da dire, effettivamente. A mio avviso il pregio più grosso del film è, pe gli spettatori, rivedere i personaggi amati  e forse, nel finale (scusate lo spoiler) la nascita dell'amicizia tra Emily e Andy. Ma più di questo stop. 


Miranda è una vecchia tigre ormai sdentata, che nessuno teme più e di cui tutti aspettano la dipartita (lavorativa) per prenderne il posto: sempre talentuosa, anzi molto più delle nuove leve, sempre visionaria, sempre pungente e consapevole, ma tutto ciò nel mondo di oggi sembra non bastare più. Andy è riuscita a diventare una giornalista "impegnata", ma anche per lei il suo talento, gli articoli importanti, veritieri ecc non bastano, dato ch viene licenziata via mail e che, oltretutto, sembra non guadagnare nemmeno abbastanza per permettersi un appartamento decente. Nigel, dopo essere stato gabbato nel primo film, non riesce a staccarsi da Miranda (forse anche per motivi affettivi, dopo tanti anni) e a brillare di luce propria come meriterebbe, consapevole che ormai il suo treno è passato inutilmente. Emily, talentuosa e ambiziosa, non riesce a farsi strada comunque se non sfruttando un compagno miliardario e cercando d fregare Miranda. 

Anche sul lato affettivo, a mio avviso la tristezza impera: Miranda è una vecchia sola che deve accontentarsi di un ganimede insignificante (un Kenneth Branagh totalmente fuori posto), Andy è sola e il suo nuovo interesse amoroso inutile, così come Nigel e l'amica di Andy dal primo film. Tutti però dediti al lavoro. Certamente nel 2026 non è obbligatorio sposarsi, certamente è giusto che chi lo desidera si dedichi alla carriera ma.... ecco, è una delle tante derive narrative che a me non piacciono. 

Non fanno eccezione le parti tecniche: fotografia piatta e grigia, interni idem, costumi certamente non accattivanti come nel primo film. Niente, non ci siamo. 




venerdì 24 aprile 2026

.... che Dio perdona a tutti, 2026


 Regia di Pif, con Pif (Arturo), Giusy Buscemi (Flora), Carlos Hipolito (Papa Francesco), Francesco Scianna (Tommaso)


Arturo, agente immobiliare quasi ateo a con la passione dei dolci siciliani, si innamora di Flora, giovane pasticciera specializzata proprio in cannoli, cassate, iris alla ricotta & Co. Unico problema, la giovane donna è cattolica praticante, e tiene molto alla sua fede. Mentre pensa al da farsi, Arturo trova un aiuto insperato: Papa Francesco in persona gli appare con consigli e suggerimenti per diventare un buon cristiano.....


Tratto dall'omonimo libro (2018) di Pif, una gradevole commedia che affronta un tema niente affatto banale, a mio avviso: cosa significa essere un buon cristiano nella società odierna. 

Pur non essendo atea, non sono molto religiosa  e non frequento la chiesa, come molti al giorno d'oggi: tuttavia non ho quel rancore che molti hanno nei confronti dei cattolici e della fede. Ho quindi apprezzato questo film prima di tutto per come racconta in modo veritiero l'incoerenza di molti cattolici, la difficoltà di esserlo e anche di interpretare insegnamenti di duemila anni fa. Il simpatico Arturo (a proposito, ho notato che nei suoi film i protagonisti si chiamano sempre "Arturo"e "Flora", chissà perchè? Probabilmente sono due nomi a lui cari per qualche motivo) non sembra avere particolari qualità a parte una: la sua passione per i dolci che lo rende istintivamente un esperto nell'arte dolciaria. Per lui, i dolci sono come una colonna sonora della sua vita, e sinceramente ho invidiato il suo essere magro come un chiodo nonostante la quantità di dolci sbafati durante la durata della pellicola, oltre alla forza del suo apparato digerente nel sopportare tutto ciò. Ma quando si innamora ce la mette veramente tutta per conquistare la donna amata, la pasticcera Flora, che sarebbe proprio l'ideale per lui se non fosse per un particolare: è una cattolica praticante e molto religiosa, contrariamente ad Arturo che ha pregato per l'ultima volta 40 anni prima, in occasione dei Mondiali dell'82. 


Per conquistarla Arturo arriva a fingersi talmente devoto da accettare di rappresentare Gesù in una via Crucis che si rivelerà tragicomica e che sopratutto rivelerà l'inganno: ma in soccorso di Arturo arriva una guida spirituale molto particolare: Papa Francesco, che inizialmente il protagonista scambia per una visione allucinogena provocata da un indigestione di 35 "sciù". Il Pontefice consegna ad Arturo un Vangelo dicendogli che contiene tutto qunto occorre per essere un buon cristiano. Certo, dopo questa parte si può facilmente intuire dove si andrà a parare: l'ipocrisia m spesso anche la fatica (per chi ne è veramente intenzionato) di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù penso siano noti a tutti, piuttosto ho notato che a questo punto il film si perde un po' e la storia comincia a essere "tirata via", come se l'autore in realtà non sapesse davvero come concludere il tutto. 

Tutto ciò non ha inficiato la visione del film, in cui le scen migliori sono sicuramente le interazioni tr Arturo e Papa Francesco (non viene mai specificato il nome ma si capisce perfettamente che sia lui). 







venerdì 10 aprile 2026

Gli occhi degli altri, 2025

 


Regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena), Anna Ferzetti (Rossella), Matteo Olivetti (Cesare), Gennaro Apicella (Silverio). 


Il marchese Lelio e sua moglie Elena sono una coppia "aperta": entrambi amano i giochi erotici che coinvolgono altre persone, che vengono anche filmati dal marchese. Questa, oltre a feste lussuose e stravaganti, la base della loro vita, fino a che Elena comincia a rigettare tutto ciò entrando in depressione...



Il film rievoca- con i nomi cambiati-  uno dei delitti italiani più famosi degli anni '60, quello dei Marchesi Casati Stampa.

Già il titolo introduce perfettamente la tematica principale del film, al di là del puro fatto di cronaca: il rapporto morboso basato su un erotismo sfrenato e su voyuerismo esasperato tra i due coniugi, un rapporto a suo modo forte ed esclusivo ma anche tossico dato che, come prevedibile, è destinato a non durare a lungo: basta che uno dei due se ne distacchi e le cose prendono subito tutta un'altra piega, piuttosto prevedibile da un certo punto di vista. In questo caso è Elena, la moglie, la parte che rompe l'equilibrio, mostrando una donna che da complice diventa l'elemento di rottura dell'equilibrio della coppia, rifiutando un modo di vivere che evidentemente poco a poco al stava devastando dentro. 



La storia è interamente ambientata sull'isola sperduta roccaforte della coppia, dove ci sono solo loro e i domestici, a parte quando viene convocata la solita cerchia di amici stretti per partecipare a feste di vario tipo. Natura bellissima e quasi incontaminata, che però dà anche un senso di soffocamento e di "prigione", proprio per la sua inaccessibilità. 

Molto bravi i due protagonisti, che donano ai loro personaggi carattere e fisicità: lei molto bella e sensuale ma anche inquieta, scavata dalla depressione dell'infelicità, sentendosi schiacciata in un ruolo che non le appartiene più; lui carismatico, dall'aspetto implacabile e dai modi cortesi ma freddi, che nascondo una personalità capace di affascinare e allo stesso tempo terrorizzare. 







martedì 17 marzo 2026

Hamnet- Nel nome del figlio (Hamnet ), 2025

 


Regia di Chloè Zhao, con Jessie Buckley (Agnes Shakespeare), Pail Mescal (William Shakespeare), Emily Watson (Mary Shakespeare), Joe Alwyn (Bartholomew Hathaway), Jacobi Jupe (Hmsnet Shakespeare), Olivia Lynes (Judith Shakespeare), Bodhi Rahe Breatnach (Susan Shekespeare)


Inghilterra, 1600: il giovane William Shakespeare ha un vero talent per la scrittura e per la letteratura, ma è costretto a dare lezioni di latino per vivere e ripagare i debiti del padre. Si innamora e sposa Agnes Hataway, una giovane donna del paese ritenuta una specie di strega per la sua vicinanza con la natura e i suoi atteggiamenti liberi e stravaganti; dopo la nascita della prima figlia William va in crisi dato che non può dare sbocco al suo talento, così Agnes lo incoraggia ad andare a Londra, dove avrà maggiori opportunità di scrivere e farsi conoscere. Anche dopo la nascita dei gemelli Hamnet e Judith la famiglia non si riunisce del tutto dato che Will continuer a fare la spola tra Londra e il villaggio; la conduzione familiare ricade quindi completamente su Agnes....



Tratto dal romanzo omonimo (2020) di     , il film racconta in chiave parecchio romanzata la storia della famiglia Shakespeare, in particolare il rapporto tra Wiilliam Shakespeare e sua moglie Anne Hathaway (qui Agnes,      ) e la tragedia che segnò la loro vita: la morte, all'età di 10 anni, del figlio Hamnet durante una pestilenza. 

Per quanto ne so (non molto, lo ammetto) il nucleo centrale del film è abbastanza corretto; gli inevitabili cambiamenti riguardano principalmente la figura di Agnes, di fatto la protagonista del film . Dato che del personaggio reale si sa poco o nulla, l'autrice del romanzo prima e la regista poi hanno adottato il solito espediente che va tanto di moda in questi anni: raffigurare Agnes come la solita eroina "diversa", selvaggia, una mezza strega o qualcosa di più, una che vuole sovvertire le regole ecc ecc. Ora, io mi domando quando come eroina avremo una donna normale, calata nella sua epoca; è così impossibile immaginare un personaggio simile? Che noia.

Tutto ciò senza nulla togliere all'attrice Jessie Buckley, molto brava nel tratteggiare il suo personaggio nel suo carattere anticonformista e nel suo rapporto con il marito, i figli, la suocera. Calatasi nel personaggio in maniera a tratti assoluta, come ad esempio nella straziante scena della morte del figlio, che sicuramente all'interno del film è quella che ha più toccato i cuori di moltissimi spettatori. 


Un personaggio che mi è piaciuto molto è stato quello della suocera, interpretata dalla bravissima Emily Watson: una donna della sua epoca dura, scorbutica, inizialmente ostile alla giovane nuora ma che, col passare del tempo, si rivela essere il vero pilastro della famiglia, Agnes compresa, che difatti alla fin fine saprà apprezzarne il valore. 

Meritano una menzione anche i tre giorvanissimi e bravissimi attori che interpretano i tre figli della coppa, e in particolare Jacobi Jupe, il piccolo interprete di Hamnet.

La seconda parte è dedicata alla genesi di "Amleto", reazione di Will al dolore per la morte di Hamnet, è interessante notare come la narrazione ci venga mostrata all'intero di quelli che erano i veri teatri dell'epoca, teatri popolari in spazi aperti con il pubblico in piedi e l'opera pubblicizzata da strilloni.





mercoledì 25 febbraio 2026

Domani interrogo, 2026


 Regia di Umberto Riccioni Carteni, con  Anna Ferzetti ( ), Zoe Massenti (Sofia), Fabio Bizzarro ( Francesco), Sara Silvestro (Alessandra), Morgan Sebastian Wahr (Daniele), Lorenzo Bagalà (Flavio)



In un liceo linguistico della periferia romana, arriva una nuova insegnante di inglese. Idealista e motivata, la prof deve vedersela con una realtà forse ben più dura di quanto immaginasse: i giovanissimi alunni provengono quasi tutti da realtà e famiglie disastrate, in cui la cultura e l'istruzione non sono certamente una priorità....



Tratto dal romanzo omonimo  di Gaia Cenciarelli, è un tipico film del filone scolastico, con la solita trama dell'insegnante idealista mandata in una scuola di buzzurri che riusciranno- almeno in parte, e comunque non tutti- a riscattarsi. 

Nulla di particolarmente originale, quindi, ma questo di per sè non è una cosa negativa: sono infatti convinta che buona parte del successo di un film quasi sempre derivi dall'adesione (più o meno   ) di un determinato topos narrativo, cosa che vale per ogni genere cinematografico. Quello che conta sono l'interpretazione degli attori e il "come" si arriva a una determinata narrazione e conclusione. 

Il pregio principale di questo film è evitare l'effetto "Attimo Fuggente" in cui purtroppo cadono la maggior parte dei film a tema scolastico (come già detto in passato non sono particolarmente estimatrice del film e dei presunti ideali che porta). Certo è spesso in bilico tra realismo, effetto tv patinata, effetto "Mare fuori" che va tanto di moda ecc, ma alla fine il regista trova un buon equilibrio narrativo e ci si appassiona abbastanza alla storia, affezionandosi anche a questi giovani così drammaticamente soli, spesso segnati da situazioni familiari degradate in cui è difficile intravedere una via d'uscita. Altro dettaglio che ho notato è la solitudine della stessa professoressa, almeno per come viene mostrata: non viene spiegata ma è uan cosa che la rende probabilmente più vicina ai suoi alunni.






domenica 8 febbraio 2026

Agata Christian- Delitto sulle nevi, 2026

 


Regia di Eros Puglielli, con Christian De Sica (Christian Agata), Lillo Petruolo (Vanni Cuozzo ), Paolo Calabresi ( Bernardo Tarda ), Giorgio Colangeli (Carlo Gulmar ), Ilaria Spada ( ), Maccio Capatonda (Walter Gulmar), Alice Pagani (India Gulmar), Tony Effe (One Slot), Chiara Francini (Beatrice)


Il famoso criminologo Christian Agata accetta di fare da testimonial a un gioco da tavola a tema "crime", prodotto dalla famosa ditta di giocattoli Gulmar & Gulmar. Per realizzare lo spot del gioco viene ospitato a trascorrere qualche giorno assieme all'intera famiglia Gulmar nel loro castello in Val D'Aosta. La seconda sera, dopo alcuni strani avvenimenti del giorno precedente, il patron Carlo Gulmar viene ritrovato assassinato: il detective Agata, aiutato dal brigadiere Cuozzo e dall'appuntato Tarda, indaga....



Ho visto questo film nella sua primissima anteprima nazionale il  26 gennaio, presentato in sala da Christian De Sica e Lillo.   

Si tratta di un giallo-comico, evidentemente ispirato sin dal titolo a "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie, oltre che a classici cinematografici del genere, su tutti riconoscibile "Invito a cena con delitto".

Intreccio non particolarmente originale, ma il film è comunque piacevole e divertente (di questi tempi non è certo poco), il trio principale di attori (De Sica, Calabresi e Lillo) è quello meglio assortito fra i vari personaggi del film (alcuni di troppo). Io l'ho seguito volentieri e scuramente lo consiglierei per uan serata in allegria. 




sabato 24 gennaio 2026

Attitudini: nessuna, 2025


 Regia di  Sophie Chiarello, con Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Marina Massironi, Silvana Fallisi. 



Documentario autobiografico in cui Aldo, Giovanni e Giacomo raccontano la loro carriera trentennale, ripercorrendo le rispettive infanzie e giovinezze, il loro incontro, come sono nati gli sketch e  personaggi più famosi, i loro film, come mai ora seguono progetti diversi pur non essendo divisi. 

Tutto ciò non può che essere interessante per i fan del trio, sopratutto quelli della prima ora come me: nei racconti e nelle immagini non solo rivive un quarto di secolo di cinema italiano e di teatro comico, ma attraverso di essi possiamo capire meglio il sodalizio umano e artistico del trio e il loro successo. Grande protagonista silente, la città di Milano, di ieri e di oggi.




venerdì 16 gennaio 2026

Buen Camino, 2025

 


Regia di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone (Checco), Letizia Arnò (Cristal), Beatriz Arjona (Alma), Martina Colombari (Linda)


Checco è un ricco e sfaccendato  50enne,  erede della fortuna messa insieme dal padre, un noto industriale, in 60 anni di lavoro. Un giorno Cristal, la figlia adolescente che vive con la ex moglie e con cui Checco ha sempre avuto un rapporto superficiale, scompare; avvisato della cosa l'uomo  va in cerca della ragazza e scopre che è partita per il famoso "Cammino di Santiago de Compostela". Cercando di capire il perchè di questa decisione e sopratutto di riallacciare un rapporto con Cristal Checco decide di unirsi a lei nel pellegrinaggio.....


Dopo cinque anni dal poco apprezzato (in generale) "Tolo tolo", torna al cinema Checco Zalone con un nuovo film che da subito è stato record di incassi. Per l'occasione torna a collaborare con il suo regista storico, Gennaro Nunziante, e seppure non ai livelli di "Sole a catinelle" (per me il migliore dei suoi film) il film è parecchio godibile, si ride e qualche volta si riflette anche.

Il nuovo personaggio interpretato da Luca Medici (questo il vero nome del comico) è un 50enne chiaramente ispirato a "influencer" e personaggi vari che negli ultimi anni hanno invaso il mondo dello spettacolo e dei social (primo fra tutti - riconoscibilissimo- Gianluca Vacchi ): uno sfaccendato che campa sul buon nome e sull'impero finanziario costruito dal padre imprenditore, non ha mai lavorato e ha speso la sua vita in modo superficiale collezionando auto e donne più giovani di lui. Anni prima è stato sposato ma poi il matrimonio è fallito e la ex moglie è andata a vivere altrove con la figlia Cristal, con la quale si intuisce il padre abbia sempre avuto un rapporto superficiale (a dirla gentilmente). Insomma, notevolmente più antipatico dei personaggi interpretati nei precedenti fil, che con tutti i loro difetti perlomeno erano brave persone amorevoli con i loro cari. 



Quando Cristal scompare misteriosamente anche il padre viene mobilitato nella sua ricerca, riuscendo (con metodi non proprio "politicamente corretti") a scoprire l'inghippo: la ragazza non ancora maggiorenne ha falsificato i documenti per partecipare al Cammino di Santiago de Compostela assieme ad altri pellegrini. Dato che ogni tentativo del padre di ricondurla indietro fallisce, quest'ultimo non si dà per vinto e - intuendo di avere un'occasione per riavvicinarsi alla figlia e ricostruire un rapporto con le- decide di seguirla in questa avventura. Scontati gli scontri iniziali, non solo tra i due personaggi ma tra Checco, la sua mentalità e la vita di lusso e superficialità  vissuta finora , e la ricerca interiore di Cristal; a fare da mediatrice Alma, una simpatica donna che sa vedere al di là della facciata superficiale del protagonista quello che di buono c'è in lui e che il cammino potrebbe fare emergere.

Insomma, niente di particolarmente nuovo od originale ma un film comunque godibile, che nel finale trova anche il modo di rasserenare gli animi, e di questi tempi non è affatto poco. 





giovedì 5 giugno 2025

L'estate di Cleo (Ama Gloria), 2023


Regia di Marie Amachoukeli , con Ilca Moreno (Gloria), Louise Maouroy- Panzani (Cleo), Abnara Gomes Varela (Fernanda), Fredy Gomes Tavares (Cesar).



Cleo è una bambina di cinque anni, affidata dopo la morte della madre alle cure della tata Gloria, che la cresce come una figlia. A un certo punto però Gloria deve tornare a Capo Verde, suo paese Natale, dai suoi figli  Fernanda e Cesar ; rimane d'accordo però con il padre di Cleo affinchè per l'estate mandi la bambina da lei a passare le vacanze. 
Cosa che puntualmente avviene con grande gioia di entrambe, ma qui Cleo scopre che non può avere Gloria tutta per sè come avveniva a Parigi; a grandi divertimenti, giochi, scoperte di libertà si affiancano anche difficoltà dovute principalmente alla gelosia provata da Cleo verso la famiglia dell'amata Gloria.....





Delizioso ed emozionante film francese che rappresenta un particolare "romanzo di formazione", dato che la protagonista è una bimba di cinque anni, la dolcissima Cleo. La scena iniziale mi ha ricordato molto il primo racconto del libro "Il mare non bagna Napoli" della scrittrice Anna Maria Ortese: anche qui Cleo, miope, comincia a vedere realmente il mondo quando mette il primo paio di occhiali. Ma è comunque il mondo di una bambina piccola, felice nonostante la mancanz della mamma morta e l'assenza per lavoro del papà, che sta per conoscere il suo primo vero distacco: Gloria, l'amata tata, decide di tornare a Capoverde, sua terra natale, per stare con i due figli, anche perchè la figlia maggiore è incinta e disoccupata.
Il rapporto tra le due però è tanto simbiotico che non si interrompe, tant'è che Gloria ottiene dal padre che cleo venga mandata a trascorrere le vacanze da lei. Qui la piccola affronterà varie esperienze sentimentali che la faranno crescere, anche attraverso piccoli dispiaceri: ad esempio dover dividere Gloria non solo con i suoi figli ma pure con il nipotino appena nato che - inevitabilmente- catalizza ogni attenzione da parte degli adulti.


Tra scoperte di libertà, superamento dei limiti, scoperta di un nuovo mondo, Cleo imparerà a rapportarsi con un mondo e persone diverse da quelle a cui è abituata, e imparerà anche a gestire il sentimento di gelosia che prova nei confronti dell'amata Gloria, accentando anche l'inevitabile distacco.
Bravissimi tutti gli attori,e in particolare, oltre alla piccola stupenda Louise Maouroy Panzani, anche Ilca Moreno nei panni di Gloria: il rapporto tra le due è reso in maniera davvero realistica e gioiosa, molto bello a vedersi.
Come si può immaginare il punto di vista della narrazione è quello di Cleo, una bambina piccola,per questo durante la lavorazione molto spesso la telecamera è stata messa alla sua altezza, per riprendere le cose dal suo punto di vista esatto. 



domenica 25 maggio 2025

Le assaggiatrici, 2025

 


Regia di Silvio Soldini, con  Elisa Schlott (Rosa Sauer), Alma Hasun (Elfride), Thea Rasche (Augustin), Albert Ziegler (Max Riemelt), Berit Vander (Ulla), Emma Falck (Leni). 



La giovane Rosa Sauer vive assieme ai suoceri in un paesino di campagna in provincia di Berlino, mentre il marito è al fronte; assieme ad altre donne viene reclutata per guadagnarsi da vivere come assaggiatrice, ovvero: dovranno assaggiare ogni giorno i cibi che il cuoco personale di Hitler prepara per lui, in modo da smascherare qualsiasi possibile avvelenamento...


Tratto dal romanzo omonimo (2018) di Rosella Postorino, caso editoriale di quell'anno, è a sua volta tratto da una storia vera tenuta nascosta per decenni dalla protagonista e voce narrante, Rosa Sauer appunto.

Buona come trasposizione letteraria (salvo i soliti cambiamenti che non mancano mai), funziona anche come film narrando senza particolari fronzoli la storia di questo gruppo di donne che è come se vivessero divise a metà: da un lato, in una Germania ormai prossima alla disfatta, sono considerate privilegiate perchè mangiano ogni giorno, al contrario di quanto ormai sta avvenendo per la gente comune; dall'altro, ogni pasto per loro è una possibile condanna a morte, in caso appunto di cibo avvelenato. Oltretutto, non possono rifiutarsi per ovvi motivi, e anche in caso stessero male non verrebbero nemmeno soccorse perchè la priorità assoluta è la sicurezza del Fhurer 

Insomma, una situazione tutt'altro che simpatica in un contesto già di per sè tragico come quello di un paese in una guerra che sta perdendo; il regista mette in luce la solidarietà che giocoforza si sviluppa tra le assaggiatrici, la cui posizione a tavola ricorda vagamente (a mio avviso) l'Ultima Cena, e forse non è una casualità 

Da vedere sicuramente se avete amato il libro. 






sabato 4 gennaio 2025

Cortina Express, 2024

 




Regia di Eros Puglielli, con Christian De Sica (Lucio De Roberti ), Lillo (Dino Doni), Isabella Ferrari ( Patrizia Giordano), Paolo Calabresi (Alexei Smirnoff), Beatrice Modica (Giorgia), Riccardo Maria Manera (Andrea).


Lucio, sfortunato giocatore d'azzardo pieno di debiti, si reca a Cortina per conoscere Guendalina, fidanzata del nipote Andrea e figlia di Patrizia, discografica manipolatrice e senza scrupoli. La quale a sua volta, essendo sull'orlo del fallimento, per evitare di pagare i debiti cerca di cedere la casa discografica all'ingenuo Dino Doni, cantante in declino alla ricerca di un riscatto, sopratutto per recuperare il rapporto con la figlia Giorgia....



Classico cinepanettone simpatico e senza particolari guizzi o cose che restano in mente della trama. Piacevole da vedere e con alcuni attori (il comico Lillo, Veronika Logan, se vogliamo anche Isabella Ferrari nel ruolo della cattiva di turno) azzeccati, ovviamente per chi non è contro questo genere a prescindere (e io, come sapete, non lo sono). 





venerdì 6 settembre 2024

Ricomincio da taaaac!, 2024


 Regia di  Petro Belfiore, Davide Bonacina, Davide Rossi, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella, con: GErmano Lanzoni (Signor Imbruttito), Brenda Lodigiani (Imbruttita), Valerio Ariò (il Giargiana), Laura Locatelli (la Wife), Leonardo Uslengo (il Nano), Claudio Bisio (ex Capo), Paolo Calabresi (nuovo Capo), 


Una brutta sorpresa per l'Imbruttito e i suoi colleghi: il Capo ha venduto l'azienda a un nuova multinazionale, e non si sa se tutti riusciranno a conservare il proprio posto di lavoro. Ol nuovo Capo infatti è fissatissimo con il "green", l'ecologia, la sostenibilità, l'inclusione ecc



Il Milanese Imbruttito Germano Lanzoni torna al cinema dopo il successo di "Mollo tutto e apro un chiringuito", con quello che potrebbe essere un seguito ideale della prima storia. 

A causa di una forte crisi aziendale, stavolta l signor Imbruttito si ritroverà ad essere "dall'altra parte della barricata"; ovvero, causa licenziamento, diventerà il Giargiana di turno attraversando in una forte cristi esistenziale che lo porterà ad allontanarsi anche dalla famiglia e a incontrare un mondo per lui sconosciuto: quello dei precari costretti a fare anche più lavori per arrivare a stento a fine mese, condividendo casa con altre persone, senza poter fare progetti a lungo termine e spesso con difficoltà anche nel prenotare una visita medica. Per breve tempo anche l'Imbruttito diventerà uno di loro e sarà addrittura costretto a fare il rider; certo la parte è tirata un po' troppo in lungo e risolta con un colpo di scena piuttosto telefonato, ma per i fans del personaggio credo che l'interesse primario sia ritrovare il loro beniamino assieme a tutti i personaggi che compongono il suo mondo (La Wife, il Giargiana, L'Imbruttita, il Nano ecc) in un contesto nuovom senza comunque troppi scossoni. 

Ciò ovviamente non impedisce di realizzare un film molto gradevole. 

Il film esce nelle sale il 26 settembre, io l'ho visto in anteprima a Ferragosto.





mercoledì 21 agosto 2024

Un mondo a parte, 2024

 


Regia di  Riccardo Milani, con Antonio Albanese (Michele Cortese ), Virginia Raffaele (Agnese ), Sergio Saltarelli (Nunzio), Alessandra Barbonetti (Maria Antonietta). 



Michele, maestro elementare a Roma, a causa dell'eccessivo stress     chiede ed ottiene il trasferimento nel piccolo paese di Rupe, un borgo isolato dell'Abruzzo nel cuore del Parco Nazionale. Qui scopre che la Scuola Primaria sua nuova sede, diretta dall'energica maestra Virginia, ha una sola classe composta da sei bambini e da tempo lotta per non essere chiusa. 

Dopo qualche difficoltà iniziale Michele si ambienta nel paesino sostenendo la lotta di Virginia e del paese per tenere aperta la loro scuola....


Simpatico film che racconta un problema purtroppo sempre attuale: lo spopolamento dei piccolo borghi e paesini che rimangono pian piano abbandonati. 

Un problema ahimè per ora senza troppe soluzioni, dato che oggettivamente non si può costringere la gente a rimanere a vivere in posti dove a volte non c'è nemmeno il medico di base; posti che magari sono bellissimi e pieni d potenzialit, ma (come viene sottolineato più volte durante il film) solo per i turisti che ci arrivano d'estate, senza la neve e senza tante altre problematiche che chi ci vive tutto l'anno deve purtroppo affrontare.

E inizialmente anche Michele, maestro elementare a Roma stufo della metropoli e disilluso dal mondo della scuola in generale, rimane vittima di questo errato modo di pensare: si trova invece di fronte a problematiche a lui sconosciute, gente tutt'altro che semplice, abituata a una vita di sacrificio in un posto bellissimo ma "dimenticato da Dio" (come si suol dire) e dove l'unica classe non solo è formata da una decina di bambini, ma tutti di età diverse. Eppure la preside cerca il più possibile di non mollare, consapevole che in un piccolo borgo già provato dalla chiusura anche di attività essenziali se chiude anche la scuola, può voler dire la fine. 



Un problema che in questo caso viene risolto (almeno temporaneamente) in maniera un po' troppo spiccia, bypassando la burocrazia e quindi le leggi; non proprio un bel messaggio ma pazienza, anche se c'è da dire che il film dopo un po' comincia a perdersi,  a parare su rapporti scontati fra i personaggi, a trovare soluzioni rasserenanti ma non certo esaustive, sopratutto su lungo termine. Insomma perde il ritmo e finisce per avvitarsi su sè stesso, anche se a mio avviso finale, con quegli splendidi paesaggi e in sottofondo la splendida canzone "Agnese" di Ivan Graziani (originario di quei luoghi) vale da solo il resto del film.

Bravissimo come sempre Antonio Albanese, molto bravi i bambini, Virginia Raffaele passabile. 












domenica 18 agosto 2024

Fly me to the moon- Le due facce della luna ( Fly me to the moon), 2024




 

Regia di Greg Berlanti, con Scarlett Johnasson (Kelly Jones), Channing Tatum (Cole  Davis), Woody Harrelson (Moe Berkus), Jim Rash (Lance Vespertine), Anna Garcia (Ruby Martin). 

 
Usa, anni '60: Kelly Jones è una pubblicitaria che viene assunta dalla Nasa per creare un battage pubblicitario che ridia lustro al non ancora avvenuto sbarco sulla Luna, impresa dalla popolarità decisamente appannata dopo la tragedia dell'Apollo 1. La giovane, intraprendente e con pochi scrupoli, si dà da fare con gran successo nonostante l'ostilità di un ambiente totalmente maschile....




Simpatica commediola un po' troppo lunga che si basa su uno de miti complottari più famosi: ovvero, quella teoria secondo cui l'uomo non è mai andato sulla Luna e i filmati che mostrarono alla tv nel 1969 erano in realtà filmati girati a Hollywood con attori e ricostruiti  in studios segreti. Ora, non ho certo intenzione di stare qui a riprendere punto per punto certe fesserie, chi fosse interessato approfondisca in altro modo :).
La protagonista è una Stefania Nobile americana più carina e meno stxxxza, che ha fatto della truffa ad alto livello la sua filosofia di vita e si mantiene grazie a quello, spostandosi da una parte all'altra degli Usa per motivi che ci verranno chiariti durante la trama; essendo dotata di bellezza e faccia tosta se la cava ottimamente, ma- come la maggior parte di film con protagonisti simili a lei ha ampiamente chiarito- il pericolo di essere prima o poi scoperta (con conseguenza il doversi continuamente trasferire da una parte all'altra degli USA, cambiando continuamente identità, senza poter vivere normalmente) incombe continuamente come uan spada di Damocle. Ed è proprio su questo elemento che punta Moe Berkus, uno di quei misteriosi individui che, lavorando nelle alte sfere, sanno tutto di tutti, anche i segreti più scottanti: su pomessa di cancellare definitivamente il suo passato e poter cominciare una nuova vita definitiva, Kelly viene assunta dalla Nasa per curare il marketing dell'impresa lunare e anche per filmare un finto "allunaggio" da mandare in onda in caso quello vero fallisse per aualche motivo. 

Il resto è facilmente prevedibile, seppure raccontato talvolta in modo macchinoso.
Tra gli attori, quello che se la cava meglio è Woody Harrelson, veramente bravo in un rulo secondario ma importante; la Jonahsson brava ma in stile "compitino svolto perbenino", niente più. Il vero mistero è come ha fatto ad avere una carriera (seppure non a livelli altissimi) l'ingessatissimo e mono espressivo Channing Tatum. Se proprio vogliamo il vero interesse del film è vedere ambinetazioni, luoghi, moda dell'epoca, tutti curati molto bene. Parecchi richiami a "Il diavolo veste Prada". 








mercoledì 29 maggio 2024

Mothers' instict, 2024

 


Regia di Benoit Delhomme, con Anne Hathaway (Celine       ), Jessica Chastain (Alice      )



Usa, primi anni '60: due giovani coppie formate da Alice e il marito Damian , e Celine e il marito Simon      sono vicini di casa e amici, e così i loro due figli Theo e Max. Quando quest'ultimo muore in un incidente, Celine comincia a invadere un po' troppo casa dell'amica, mostrandosi morbosamente attaccata al piccolo Theo....



Tratto dal romanzo "Oltre la siepe" di Barbara Abel  ( ), il film è a sua volta il remake di un film francese, "Doppio sospetto".

Non ho visto l'originale quindi non posso fare alcun confronto, ma preso da solo il film non è per niente male, un bel thriller psicologico che ricorda molto quelli classici alla Hitchcock, non solo per le atmosfere ma anche per le ambientazioni. 


Molto brave le due protagoniste (amiche anche nella realtà) Jessica Chastain e Anne Hathaway a reggere un perenne confronto tra due personaggi che, dietro uan facciata di perbenismo, nascondono entrambi più di una pecca. Entrambe mogli e madri felici, perfette padrone di casa, membri attivi nella loro comunità, assieme ai mariti e ai figli sono perfettamente in linea con gli anni in cui si svolge la storia (l'America pre- kennedyana): tutto patinato, non propriamente falso ma sicuramente una facciata che nasconde non detti e alcuni problemi precedentemente vissuti e tenuti accuratamente nascosti l'una all'altra (forse anche per pudore, non lo escludo, visto che parlare di certe cose è sempre delicato). 

La morte di uno dei due bambini manda pian piano tutto all'aria, in particolare il rapporto tra le due amiche, in un crescendo narrativo di mistero e angoscia, in cui ho trovato le due attrici molto brave a reggere questo ritmo interpretando i loro personaggi, l'una il doppio e l'antitesi dell'altra. 

Film ben fatto anche se parecchio angosciante, ottima fotografia, scenografia e costumi. 







mercoledì 8 maggio 2024

Spy Family: Code White (2024)

 


Regia di   Takashi Katagiri, con le voci italiane di: Mattia Bressan (Loid Forger), Elisa Giorgio (Yor Briar), Valentina Pallavicino (Anya Forger), Francesco Orlando (Bond), Francesco Rizzi (Narratore)


ANTEFATTO DELL'ANIME

Loid Forger è un'abile agente segreto a cui viene affidato un delicato incarico nell'importante "Operazione Strix", in cui deve sventare i piani di Donovan  Desmond, leader militarista che cerca di scatenare una guerra tra i due paesi rivali: Ostania e Westsalis. Peccato che le uniche occasioni pubbliche a cui quest'ultimo partecipa siano gli eventi organizzati dal prestigioso collegio frequentato dal proprio figlio. 

Per farlo a Loid occorre una famiglia fittizia: così adotta un'orfana, la piccola Anya e sposa Yor, giovane impiegata. Peccato che a sua insaputa anche moglie e figlia abbiano un segreto: Yor è una sicaria che ah bisogno di un matrimonio fittizio come copertura per la sua reale professione, mentre Anya sa leggere nella mente delle persone. Non sfugge nemmeno Bond, il cane di famiglia, dotato di  una mente che sa vedere l'immediato futuro. Obiettivo: iscrivere Anya alla stessa scuola del figlio di Desmond in modo da cercare di agganciarlo....




TRAMA DEL FILM:

Mentre Loid rischia di perdere il suo ruolo nella "Operazione Strix" (il che comporterebbe la disgregazione della famiglia fittizia che ha formato), la scuola di Anya organizza una gara di cucina il cui vincitore otterrà una stella.  Sapendo che il dolce preferito del preside (giudice di gara) è la torta "Meremere", al capofamiglia viene l'idea di una gita di due giorni nella regione dove questa torta è nata, per procurarsi la ricetta originale. Che cosa potrà mai andare storto? (Cit. Avvocato Catania)



Per la consueta serata al cinema avevo scelto "Cattiverie a domicilio", ma arrivata alla cassa vengo informata che a causa di un guasto tecnico il film è in ritardo di 40 minuti; non avendo voglia di aspettare, decido di ripiegare sul film più vicino come orario, l'unico era questo cartone che non conoscevo. Sono quindi andata a scatola chiusa e....mi è piaciuto un sacco, l'ho trovato davvero carinissimo!

Una volta a casa mi sono informata meglio sulla trama dell'anime originale (che ora sto seguendo su Netflix), e per completezza l'ho riportata qui sopra assieme alla trama del film. 


Attenendomi al film nello specifico, la finta famiglia Forger (ormai piuttosto unita a quanto ho visto) decide di trascorrere un fine settimana di vacanza in un paesino dove si prepara un dolce tipico che poi Anya dovrà riprodurre in una gara di cucina a scuola. La storia è davvero graziosa e ben funzionante, sempre in bilico tra misteri, personaggi pericolosi e lo sforzo di vivere una vita normale dei tre protagonisti. In particolare mi ha fatto molta tenerezza la piccola Anya, che ama la sua strana famiglia e ha paura che si sfaldi, ma devo dire che anche Yor e Loid sono due bei personaggi: si vogliono bene come famiglia nei modi che più contano, anche se forse ancora non sono proprio consapevoli di ciò. Semmai non ho capito da dove derivi la gelosia di Yor, vista la situazione, ma come ho detto ho da poco cominciato a seguire il cartone originale e quindi probabilmente certe dinamiche tra i personaggi mi risultano incomprensibili per quello. 

L'animazione e i personaggi sono molto belli e anche la parte più movimentata della storia risulta gradevole e non noiosa. Insomma, una volta tanto una bella sorpresa! 



domenica 28 aprile 2024

Flaminia, 2024

 


Regia di Michela Giraud, con Michela Giraud ( Flaminia), Rita Abela (Ludovica), Antonello Fassari (Guido), Lucrezia Lante Della Rovere ( Francesca), Edoardo Purgatori (Alberto). 


Flaminia è una trentenne ricercatrice all'Università "La Sapienza", proviene da una ricca famiglia della Roma bene e sta per sposarsi con il fidanzato Alberto. Pochi giorni prima del matrimonio la sua vita viene sconvolto dall'arrivo in casa della sorellastra Ludovica, figlia di primo letto del padre: la giovane vive da anni in un centro di cura per disturbi mentali e viene rimandata temporaneamente a casa dopo aver cercato di appiccare un incendio proprio nella comunità dove vive. Flaminia si trova così suo malgrado  a doversi occupare di Ludovica che si rivela essere una vera e propria mina vagante...



Esordio al cinema per Michela Giraud, attrice comica impostasi all'attenzione del pubblico con il canale Youtube "Educazione cinica". Nonostante l'importanza del tema trattato (il rapporto tra due sorelle di cui una affetta da disturbo dello spettro autistico), nonostante il film non sia proprio male... nn sono riuscita a farmelo piacere pù di tanto; insomma, non è scattato quel "Quid" che, a volte, è necessario anche con un libro o un film. Succede, eh.....


Come dice la stessa autrice all'inizio, il film è ambientato a Roma Nord, tipica sede di ricchi cafoni e strxxxzi che abbiamo imparato a conoscere in innumerevoli film: anche la protagonista appartiene a questo mondo, anche se non del tutto dato che, essendo il padre un chirurgo plastico, la famiglia viene considerata "arricchita" e quindi guardata con un certo disprezzo. Pur essendo una giovane donna intelligente, spigliata e con un marcato senso dell'umorismo Flaminia si è lasciata influenzare dalle aspettative materne e si è adeguata a ogni costo a un modo di vivere in cui essere fighi è il valore essenziale. Nonostante il suo fisico poco longilineo (o forse, proprio per quello) le sue giornate trascorrono tra centri benessere, shopping, amiche oche e un fidanzato bello con cui c'è un rapporto particolare ma non certo di amore. 

Ovvio che in una vita come questa l'arrivo di Ludovica, sorella con spettro autistico che vive da tempo in comunità quasi "nascosta" dalla famiglia, rappresenta un terremoto che potrebbe sconvolgere ka perfetta vita della sorella fin dalle fondamenta; e così sarà, ma in un modo alla fine fine positivo, che porta Flaminia e anche altri accanto a lei a togliersi le maschere dell'ipocrisia e a tornare una dimensione più umana. Certo l'impatto non sarà privo di conseguenze, in particolare nel rapporto con il fidanzato. 

Detto questo, la sceneggiatura a mio avviso ha parecchie buche: non viene ben spiegato cosa sia successo in famiglia durante l'infanzia delle due sorelle, vengono piazzati un po' a caso personaggi che si intuisce siano stati importanti per la vita di Flaminia tempo prima, ma non si spiega quasi nulla, lasciando tutto all'intuito dello spettatore. Forse si poteva fare meglio da questo punto di vista. 

Belle le interpretazioni degli attori, in particolare di Rita Abela nel difficile ruolo di Ludovica; Michela Giraud recita un po' con il freno a mano rispetto a come la conosciamo noi si youtube ma non credo sia una cosa negativa, in quanto così riesce a dosare anche i momenti seri e drammatici che per il suo personaggio non mancano del tutto. 




domenica 7 aprile 2024

Priscilla, 2023


 Regia di Sofia Coppola, con Cailee Spaeny (Priscilla Beaulieu), Jacob Elordi (Elvis Presley), Ari Cohen (Capitano Beaulieu), Dagmara Dominczyk (Anne Beaulieu), Tim Post (Vernon Presley). 



Nel    la 14enne Priscilla conosce Elvis Presley mentre quest'ultimo svolge il servizio militare; nonostante la forte differenza di età ( ) i due si innamorano e iniziano una complicata relazione, inizialmente ostacolata dai genitori della ragazza, che solo dopo molte lotte si convincono alla fine a lasciarla andare a vivere nella casa della sua famiglia, Graceland. Qui Priscilla, non ancora maggiorenne,  si ritrova di fatto rinchiusa in una gabbia dorata.... 




Basato sul libro autobiografico "Elvis e io"  (1985 ), come si evince dal titolo è la storia d'amore tra Elvis Presley e la moglie Priscilla raccontata dal punto di vista di lei. 

Niente di particolarmente nuovo visto che chi conosce almeno un po' la storia del re del rock (come me, grazie a mia mamma che è una sua fan) conosce anche questa parte della sua vita, magari non proprio nei dettagli e concentrandosi più sulla parte "glamour" della storia. In questo film l'intento della regista è concentrare l'attenzione su Priscilla, sulla sua esperienza (non proprio felicissima e anzi, con parecchie ombre) e sul suo percorso di donna. 


Si comincia quindi dal loro primo incontro, avvenuto in una base militare della Germania mentre lui svolgeva il servizio militare e lei viveva lì con la famiglia al seguito del padre  militare; all'epoca Priscilla aveva solo 14 anni, e conoscere Elvis inizialmente rappresenta il coronamento dei suo sogni di adolescente, quindi la sua infatuazione per lui è più comprensibile. Lo è meno quella di lui per lei dato che all'epoca aveva  24 anni ; probabilmente in un mondo superficiale e vizioso come quello dello spettacolo lui rimane colpito dalla sua ingenuità e dai suoi modi un poco infantili; il film non è molto chiaro su questo, e anche la parte del trasferimento di Priscilla a Graceland si svolge in maniera piuttosto frettolosa, sta di fatto che da subito la giovanissima fidanzata- bambina del divo più amato del mondo si trova in una prigione dorata, dove è servita e riverita ma anche lasciata da sola per lunghi periodi assieme ai parenti di lui (non sempre gentili con lei e anzi, spesso carcerieri non troppo inconsapevoli, come il padre Vernon) , dove deve rimanere nascosta per non turbare i fans che lo credono ancora single, dove anche quando Elvis c'è i motivi di frustrazione non sono pochi, dato che lui pretende che lei sia sempre disponibile per lui senza limiti, pretende di decidere il suo look e i vestiti che deve indossare, non considera i bisogni sessuali che si manifestano nella giovane donna imponendole una morale religiosa che va al di là di valori che comunque si possono anche considerare accettabili anche se non li si condivide. 

Per ovvi motivi i due protagonisti primeggiano su tutti gli altri, per altrettanti ovvi motivi il personaggio femminile di Priscilla risalta su quello di Elvis, che qui purtroppo non fa una bellissima figura dato che viene dipinto come un uomo in fondo buono ma con mille manie e pretese, comprese quelle religiose. Della sua musica c'è poco o nulla, probabilmente per una questione di diritti. 

Un film che potrà interessare gli appassionati di Elvis ma che tutto sommato ha parecchi difetti che ne inficiano la visione, rendendolo piuttosto noioso. Molto buona invece la fotografia, scenografia e costumi. 



venerdì 29 marzo 2024

Past lives, 2023

 


Regia di Celine Song, con Greta Lee (Nora ), Theo Yoo (Hae Sung ), John Magaro (Arthur)


Corea del Sud, 2000: Na Young e Hae Sung sono due fidanzatini 12enni che devono separarsi quando lei emigra con la famiglia in Canada;


Ventiquattro anni dopo, i due si ritrovano tramite Internet: lei ora si chiama Nora, è sposata con l'americano Arthur, vive a New York e aspira  a diventare scrittrice. Nonostante tutto Hae Sung chiede di andare a trovarla....




Gradevole film romantico ma non sentimentale nel senso comune della parola; anzi, a mio avviso forse un po' insolito.

Un film che, sopratutto, non ha fretta; si prende il tempo necessario per mostrarci in modo credibile una storia alla "Sliding doors": occasioni mancate, qualche rimpianto, trovarsi a un certo punto della vita a pensare "cosa sarebbe successo se...?". In questo caso abbiamo un giovane coreano,   , che non ha mai dimenticato la fidanzatina di quando aveva 12 anni,   , emigrata da vent'anni in USA con la famiglia e ora aspirante scrittrice. Nonostante le vite di entrambi siano regolarmente continuate (Nora è pure sposata con un americano), il suo ricordo non ha mai abbandonato     , che a un certo punto dopo averla rintracciata tramite Internet decide di andare a trovarla per scoprire se i suoi ricordi, i suoi sentimenti e sensazioni siano ancora reali. 

Anche Nora (personaggio che sotto molti aspetti autobiografici è ispirato alla regista stessa) non lo ha mai dimenticato, e la sua visita innesca una specie di viaggio interiore da parte di entrambi e anche del marito di lei, coinvolto suo malgrado nei pensieri della moglie.

Un film coinvolgente dove non succedono grandi cose, ma