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domenica 17 settembre 2023

La casa dei fantasmi (Haunted Masion), 2023


 Regia di Justin Simien, con Rosario Dawson (Gabbie), Lakeith Stanfield (Ben), Owen Wilson (Padre Kent), Chase Dillom (Travis), Tiffany Haddish (Harriet), Danny De Vito (Bruce), Jamie Lee Curtis (Madame Leota).

La vedova Gabbie si trasferisce assieme al figlio Travis in una grande villa abbandonata che nei progetti della donna- dovrebbe essere trasformata in un bed and breakfast; peccato che i due scoprano ben presto che la casa è infestata dai fantasmi.

Per procedere alla disinfestazione viene contattata una stravagante squadra composta da un cercatore di fantasmi fallito (giacchè non ne ha mai trovati), un eccentrico professore, una medium e un sacerdote dai metodi insoliti che si trasferiscono nella magione in questione, scoprendo che la presenza di fantasmi è legata a un mistero risalente al secolo precedente....




Simpatico film dall'impianto un po' "Film per ragazzi" (probabilmente dovuto al fatto che è prodotto dalla Disney, la quale a sua volta si ispira a una celebre attrazione presente a Disneyland), di certo non è un horror come ho notato molti lo stanno scambiando. Personalmente anche se non l'ho trovato particolarmente appassionante mi ha divertito e l'ho trovato gradevole, ricorda per molti aspetti film come "Beetlejuice", "Mia moglie è una strega", "Casper"ecc...insomma, altri classici del genere.

Come ho detto, il film non è particolarmente appassionante: la sua qualità maggiore sono gli effetti speciali, ma la storia scorre via in modo piuttosto prevedibile e con qualche trovata "telefonata". Attori bravi e in parte, fa piacere rivedere sul grande schermo quella che da ragazzina era la mia attrice preferita, ovvero Wynona Ryder: so che ha preso parte ad altre produzioni e a una nota serie tv ma personalmente era un po' che non la vedevo. 














venerdì 20 gennaio 2023

Enola Holmes 2, 2022

 


Regia di Harry Bradbeer, con Millie Bobby Brown (Enola Holmes), Henry Cavill (Sherlock Holmes), Helena Bonham Carter (Eudoria      Holmes), Louis Partridge (Teweksbury), Hannah Dodd (Sarah 



Enola Holmes ha aperto una propria agenzia investigativa, ma fatica ad avviarla; un giorno però una bambina di nome Bessie si rvolge a lei chiedendole di ritrovare la sorella Sarah, scomparaa da alcuni giorni. Le due sorelle, appartenenti al ceto sociale più basso, lavorano entrambe presso una fabbrica di fiammiferi, sdove anche Enola si intrufola fingendosi operaia e scoprendo che Sarah lottava per i diritti delle lavoratrici dopo avere scoperto che la causa dei problemi di salute di molte di loro risiedeva in qualche lmaterial usato dalla fabbrica...


Secondo capitolo della serie dedicata a Enola Holmes (sorella minore di Sherlock Holmes) ipirata ai libri della scrittrice Nancy Springer; personalmente non conosco tutta la serie letteraria essendo arrivata solo al secondo romanzo, ma dato che questo film NON E' la trasposzione del secondo romanzo (come logica porterebbe a pensare), a questo punto non sono in grado di dire se sia la trasposizione di uno degli altri romanzi della saga o se- cosa molto probabile visto molte cose del film- gli autori della saga cinematografica hanno preso una direzione tutta loro discostandosi da quella letteraria.

Ritroviamo la giovane Enola, sorella minore di Sherlock Holmes, alle prese con i primi problemi professionali della sua neonata carriera di investigatrice: essendo donna, nessuno la prende sul serio. I clienti arrivano attirati dal nome del famoso fratello, ma quando poi scoprono che ad occuparsi del caso sarà una ragazza, se ne vanno. Ma dato che da qualche parte bisogna pur cominciare, Alla fine Enola accetta di occuparsi del caso sottopostole da Bessie, una piccola operaia la cui sorella Sarah è sparita. 


Per Enola, cresciuta comunque in una famiglia benestante, si apre il triste mondo dei sobborghi dell'800 londinese dove se ne vedono letteralmente di tutti i colori; e mentre la nostra eroina riuscirà a mettere in pratica gli insegnamenti femministi e di giustizia sociale della madre, la rivedremo alle prese anche con la "cotta" per il marchese Tewksbury.

Come già il precedente, è un film  per ragazzi molto carino che assolve pienamente alla sua funzione di intrattenimento, anche se lo sconsiglierei agli amanti di Conan Doyle: dei personaggi originali è rimasto solo il nome e poco altro, in particolare uno Sherlock Holmes talmente alticcio da non ricordare dove abita potrebbe essere un trauma da cui è difficile riprendersi. Del resto anche i difetti sono gli stessi del primo film: donne super/ultra femministe esperte nella lotta o nel maneggiare esplosivi, sempre bravissime/intuitive/supermegaintelligenti VERSUS uomini che o sono delle mexxxde totali oppure - anche in caso siano buoni, come Sherlock o Tewksbury- sono dei babbei che senza una donna non sanno nemmeno ritrovare la strada di casa: insomma i soliti difetti delle produzioni Netflix, niente di inaspettato. Meglio concentrarsi sulla trama e sul prodotto in sè.



martedì 20 dicembre 2022

Babe va in citta' (Babe: Pig in the city), 1998


 Regia di George Miller, con James Cromwell (Arthur Hoggett ), Magda Szubansky (Esme Hoggett ), Mary Stein (padrona della pensione ), Mickey Rooney (Fugly Floom) e le voci italiane di: Lorenzo De Angelis (Babe), Paolo Lombardi (narratore), Marco Mete (Ferdinand).


Dopo il successo alla fiera (vedi precedente film) Babe e il fattore Arthur tornano alla loro vita tranquilla alla fattoria. Purtroppo l'uomo si infortuna in maniera piuttosto seria e la moglie Esme da sola non ce la fa  a portare avanti tutto: a causa di alcuni debiti i coniugi rischiano così di perdere la fattoria.

Per ovviare a questo problema, Esme decide di portare Babe ad esibirsi in una fiera che si svolge in una città lontana; durante il viaggio per un contrattempo sono costretti a fermarsi in un'altra città, dove trovano alloggio presso in una pensione....




Simpatico ma non notevole seguito di "Babe maialino coraggioso" (1996), ha perso un po' la magia del primo film nonostante i personaggi siano rimasti sostanzialmente gli stessi. Stavolta il fattore interpretato da James Cromwell lascia un po' il posto alla moglie, un personaggio più in evidenza rispetto a prima.

Per il resto una favola basata su vari stereotipi che da sempre esistono nella dicotomia campagna/città, il che però non sempre rappresenta per forza un difetto; in un film dalla trama semplice e basica come questo, ad esempio, a mio avviso ci può stare.






domenica 8 novembre 2020

Peter Pan, 1924

 


Regia di Herbert Brenon, con Betty Bronson (Peter Pan), Mary Brian (Wendy), Jack Murphy (John),Philippe De Lacy (Michael), Virginia Brown (Campanellino), Ernest Torrance (Capitan Uncino), Anna May Wong (Giglio Tigrato),Eward Kipling (Spugna).


Londra, inzio ‘900. I tre fratellini Darling Wendy, John e Michael  amano tantissimo ascoltare e rivivere giocando le avventure del loro eroe preferito Peter Pan, il bambino che vola e non vuole crescere. Una sera Peter, che è tornato a prendere la sua ombra rubatagli dal cane Nana, viene scoperto dai bambini e, dopo aver fatto amicizia,  egli  ha un’idea: portarli con sè nella sua Isola che non c'è. 
Inizia così una fantastica avventura che comprende anche la gelosa fatina Campanellino, la principessa indiana  Giglio Tigrato e soprattutto il temibile Capitan Uncino, acerrimo nemico di Peter…


La prima versione cinematografica dei romanzi di James Matthew Barry "Peter Pan nei giardini di Kensington" e "Peter Pan e Wendy" ( ) è davvero un bel film. L'autore, all'epoca ancora in vita, collaborò attivamente alla realizzazione del film e alla sua sceneggiatura.
Il film segue abbastanza fedelmente la trama del romanzo e in alcuni punti gli sceneggiatori mantennero anche gli stessi dialoghi; gli effetti speciali non mancano, da quelli più tecnici (concentrati prevalentemente nella rappresentazione di Campanellino (con la figura dell'attrice che la interpreta ridotta a livelli minuscoli e circondata da una sfera di luce) a quelli "casalinghi" (l'ombra di Peter, le sirene, il volo dei bambini) che non sfigurano assolutamente di fronte agli altri ma anzi contribuiscono a creare un'atmosfera magica, allegra e anche accolgiente nelle scene ambientante nella stanza dei bambini (la mia parte favorita).
La parte del protagonista fu assegnata dallo stesso Barrie a una giovane attrice da poco esordiente, Betty Bronson, che dona al personaggio di Peter una grazia e una leggerezza da folletto che ben si addicono al personaggio.

Non so se gli altri attori bambini avessero già qualche esperienza di recitazione alle spalle (forse solo la Bronson e l'attrice che interpreta Wendy), ma in ogni caso li ho trovati veramente bravi e incisivi nei loro ruoli, un gruppetto molto ben assortito che non sfigura affatto a confronto con gli attori adulti; tra i quali credo che all'epoca il più noto fosse Ernest Torrance, un Capitan Uncino che dà veramente un'impressione di cattiveria ed è irredimibile. Una menzione speciale per George , l'attore che "interpreta" il cane Nana: travestito in un comune (e un poco inquietante a mio avviso) costume da cane, riesce comunque a dare una personalità al personaggio non limitandosi al semplice "fare il cane".
Scenografie e ambientazioni semplici ma  molto curate nei dettagli e il colorito seppia e blu tipico di molti film dell'epoca contribuiscono fortemente alla bellezza della pellicola.
Nel 2000 l'unica copia esistente della pellicola è stata inserita nella lista di film da salvaguardare, e pare inutile aggiungere che da questo film Walt Disney trasse fortemente ispirazione per il suo lungometraggio del 1953, viste le somiglianze.




sabato 7 settembre 2019

La befana vien di notte, 2017

Regia di Michele Soavi, con Paola Cortellesi (Paola ), Stefano Fresi (Mr Johnny), Fausto Maria Scialappa (Giacomo), Cloe Romagnoli (Sveva), Odette Adado (Emilia), Diego Delpiano (Ivan), Robert Ganea (Leo), Francesco Mura (Riccardo).


Paola, maestra elementare in un paesino della Val D'Aosta, nasconde un segreto: è in realtà la Befana, che durante tutto l'anno lavora con alacrità per confezionare i regali per i bambini e poi, la notte del 6 gennaio, li consegna a cavallo della scopa. 
Un giorno Paola viene rapita da Mr Johnny, uno stravagante inventore di giocattoli a cui quando era bambino, per errore, aveva rovinato la Befana innescando una serie di eventi che portarono alla separazione dei suoi genitori; diventato adulto vuo,e vendicarsi e impadronirsi del suo ruolo.
Ma alcuni alunni di Paola scoprono la cosa e decidono di correre in aiuto della maestra...




Una simpatica favoletta natalizia per i bambini, che però non è un granchè come film e sopratutto non lascia molto alla fine di esso. Non amo particolarmente la Cortellesi ma talvolta è brava a interpretare ruoli gradevoli e comici, e qui è uno di questi casi: il film si basa quasi totalmente sulla sua performance e su quella del più bravo Fresi, altrimenti non esisterebbe visto che  nè l'attore che interpreta il fidanzato nè i giovani attori che interpretano gli alunni di Paola brillano per doti recitative o di presenza.
E anche la vicenda è piuttosto sconclusionata: non si sentiva molto la necessità di una Befana "svecchiata", con fidanzato inconsapevole al seguito, che di giorno fa la maestra e di notte nel suo laboratorio segreto confeziona i giocattoli per i bambini (e quando dorme?!); forse sulla carta l'idea era più appetibile, ma il film risulta alla fine noioso, un po' troppo allungato in certe parti e forzato come trama in altre, e pure nel finale. Si salva un po' il messaggio finale "uniti si vince", però più di tanto non c'è. Tra gli attori adulti ho trovato molto bravo Stefano Fresi, ma anche lì non è stato molto aiutato dalla trama che lo riguarda. 
C'è di peggio intendiamoci...


Visto il 26 dicembre 2018




mercoledì 26 settembre 2018

Suicide Squad, 2016

 Regia di David Ayer, con Will Smith (Deathshot), Margot Robbie (Harley Quinn), Jared Leto (Joker), Viola Davis (Amanda WAlker),Jay Courtney (Capitan Boomerang),Jay Hernandez (El Diablo Santana), Karen Fukuhara (Katana), Ben Affleck (Bruce Wayne/ Batman), Adewale Akinnuoye- Agbaje (Killer Croc),


Da "Mymovies":

"E se domani Superman decidesse di rapire il Presidente degli Stati Uniti? Spaventati dal non saper rispondere a questa domanda i più alti ufficiali del governo americano accettano il folle piano di un agente dell'intelligence: costituire una squadra di metaumani, cioè umani con poteri, da tenere sotto il loro giogo e utilizzare per l'ordine interno ed estero. I prescelti sono necessariamente criminali, pericolosissimi ma anche manipolabili, soggetti a cui poter promettere qualcosa e da poter ricattare senza remore. L'evento di prova è l'inatteso (ma non immotivato) arrivo di un'antica e inarrestabile divinità sulla Terra. Con poco allenamento, nessun piano, vaghe promesse in caso di vittoria e una capsula esplosiva in corpo che li convince a non disertare, la squadra che si autodefinisce suicida è così mandata sul campo"




Orrido fumettone casinaro per adolescenti che, se non fosse stato per il personaggio iconico di Harley Quinn non avrei sicuramente visto. Di tutto il film infatti si salvano solo lei e la canzone della colonna sonora, versione moderna di "You don't own me", canzone degli anni '60 (la stessa cantata dal trio Goldie Hawn, Diane Keaton e Bette Midler nel mitico "Il club delle prime mogli").
L'idea di una gang di cattivi reclutati per salvare il mondo, in sè, non sarebbe malaccio nonostante non se ne veda il senso logico: il problema è che in questo film si fa più attenzione ai colpi di scena, alla parte fumettistica, al "fare casino", agli effetti speciali finendo per perdere interesse a qualunque spiegazione di tipo logico (anche solo una logica di una storia irreale, ovviamente).
Alcuni personaggi, come Harley Quinn, Deathshot, El Diablo sono ben caratterizzati e con storie interessanti, tutti gli altri sono delle figure che sembrano solo fare numero, compreso l'orrendo Joker in chiave psichedelica (e con apparecchio per i denti!) interpretato da Jared Leto: non voglio svalutare  il lavoro dell'attore, non credo che sia stato semplice interpretare un personaggio di questo tipo di cui tra l'altro si ricordano ancora oggi, a distanza di anni, le due fenomenali interpretazioni di Jack Nicholson e Heath Ledger. Ma forse è proprio la lettura che viene data dalla sceneggiatura a fare acqua da tutte le parti: non si capisce su che cosa si basi la sua storia con Harley, se non sull'abuso e sulla violenza psicologica, ma anche qui mi sembra un po' poco per un qualcosa che viene dipinto (e che in molti casi coì è stato recepito dagli spettatori, anche molto giovani) come una grande storia d'amore. Un messaggio molto pericoloso e brutto, di questi tempi. 

Storia d'amore a parte, è il personaggio in sè ad avere pochissima consistenza; tra l'altro ho letto da più parti che l'attore Jared Leto durante le riprese anche fuori dal set non è mai uscito, volontariamente, dal personaggio: chissà che delizia per i colleghi che hanno condiviso il set con lui!
Al contrario invece, Margot Robbie meriterebbe l'Oscar per la sua Harley Quinn, molto diversa anche nel look dall'originale: una psicopatica ma capace di un grande sentimento d'amore, seppure rivolto verso la persona sbagliata, e sotto sotto, anche di sentimenti di empatia con i personaggi della sua squadra. Per quanto riguarda il look, che dire? per fortuna il film non è uscito quando avevo vent'anni altrimenti sarei tornata a casa con i suoi stessi capelli!
Per il resto, totalmente inutile.


venerdì 13 aprile 2018

L'oro di Scampia, 2014

 Regia di Marco Montecorvo, con Beppe Fiorello (Enzo Capuano), Gianluca Di Gennaro (Tony Capuano),Gaetano Bruno (Nicola), Anna Bellezza (Leda),Domenico Pinelli (Felice), Anna Foglietta (Teresa Capuano), Christian Palati (Lello).


A Scampia, Enzo Capuano gestisce una piccola palestra dove, assieme all'amico Nicola, insegna judo ad alcuni ragazzi del quartiere: l'obiettivo è quello di tenerli il più possibile lontano dal mondo della criminalità, realtà purtroppo troppo radicata in quel quartiere. Proprio per questo verrà preso di mira dai boss che non gliela faranno passare liscia...




Il film è ispirato alla storia vera di  Pino Maddaloni, campione olimpico di judo alle Olimpiadi di Sidney nel 2000, raccontata nel libro "La mia vita sportiva" di Gianni Maddaloni, padre di Pino.
e rientra nel filone dei film con sfondo sociale, in particolare racconta una storia di redenzione e speranza attraverso lo sport. Nulla di particolarmente originale, quindi, ma trovo che questo tipo di film sia sempre utile per trasmettere esempi e messaggi positivi sopratutto nei più giovani.
La storia è ambientata nel quartiere napoletano di Scampia, che penso non abbia bisogno di presentazioni per la sua fama (purtroppo) negativa: la camorra spadroneggia, e spesso anche chi in situazione di normalità tenta di non lasciarsi sopraffare e  di vivere normalmente viene comunque coinvolto, visto che i boss non ci pensano due volte ad incendiare attività consdierate fastidiose: tra queste la palestra dove il protagonista Enzo assieme all'anziano amico Nicola organizza corsi di judo per bambini e ragazzi, con l'obiettivo di tenerli lontano dalla camorra, insegnare loro le regole dello sport che poi possono applicare anche nella vita, e magari dare loro una prospettiva per un futuro diverso. Enzo vive assieme alla moglie Teresa e ai figli, è l'unico che ha un lavoro, la famiglia dipende da lui; le pressioni sono tante ma tutto sommato la sua vita è serena, consapevole sopratutto di dare il buon esempio ai propri figli, il maggiore dei quali frequenta la palestra del padre. Tutto troppo pericolo ìso per la malavita locale, che ha paura di trovarsi sprovvista della "carne da cannone" sui cui solitamente fa leva, causa l'alto abbandono della scuola e la disoccupazione. Ed ecco che incendiano la palestra, causando la morte di Nicola, ecco che tirano dalla loro parte il giovane Sasà, ecco che cercano di impedire l'ingresso di Leda, una ragazzina costretta a prostituirsi e che viene salvata un poliziotto che la indirizza alla palestra;  per Enzo, rimasto solo dopo la morte di Nicola, è veramente dura. Ma essendo un personaggio altamente positivo e con valori "validi" (come lo sono spesso quelli interpretati da Beppe Fiorello) il lieto fine non manca, dopo un allontanamento con il figlio che poi però gli darà grandi soddisfazioni.
Come sempre Beppe Fiorello molto bravo, bravi e simpatici anche i giovanissimi, in una storia di buoni sentimenti ma a mio avviso non banale proprio perchè vera, raccontata con un buon ritmo narrativo coinvolgente.




domenica 17 dicembre 2017

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (Harry Potter and the prisoner of Azkaban), 2004

 Regia di Alfonso Cuaròn, con Daniel Radcliffe (Harry Potter), Rupert Grint (Ron Weasley), Emma Watson (Hermione Granger),Tom Felton (Draco Malfoy), Gary Oldman (Sirius Black), Alan Rickman (Severus Piton), Emma Thompson (Sibilla Cuman).



Harry & soci si apprestano a cominciare il nuovo anno scolastico, quando una notizia sconvolge Hogwarts: Sirius Black, il pericoloso criminale che ha causato la morte dei genitori di Harry e di molte altre persone, è fuggito dal carcere di Azkaban dove era rinchiuso e ora si appresta a finire ciò che aveva cominciato, uccidendo Harry...





Tratto dall'omonimo romanzo (1999) di Joanne K. Rowling, è il film che più mi è piaciuto fra quelli che ho visto (non tutti, visto che non sono un'appassionata della serie) dopo il secondo.
Sono passati molti anni (precisamente, 13) da quando ho visto il film al cinema e, per correttezza, devo specificare che non lo ricordo proprio tutto benissimo; ricordo però che mi era sembrata una buna storia in stile "giallo" riguardante il misterioso Sirius Black, temibile assassino responsabile del tradimento che condusse alla morte dei genitori di Harry, e che è evaso dal carcere di Azkaban per completare l'opera, ovvero uccidere il giovane maghetto.
In realtà la verità è tutt'altra, e ci si arriverà piano piano con un sottile gioco di indizi svelati a poco a poco, dove ogni cosa è tutt'altro rispetto a ciò che è veramente. Nulla di nuovo riguardo ai vari personaggi, se non che percepiamo meglio il difficile ruolo di Severus Piton, che dal primo episodio sembra proprio essere il più cattivo della situazione e invece si intuisce anche lui nasconda un segreto dietro l'aspetto inquietante. Molto bravi gli attori più giovani, ottimi i più grandi con personaggi di secondo piano ma molto caratteristici, come spesso si usa in questo tipo di film.
Atmosfere più "dark" rispetto ai film precedenti, sottolineate da colori molto spesso scuri.




giovedì 9 novembre 2017

Hannah Montana_ Il film (Hannah Montana: The Movie), 2009




Regia di Peter Chelsom ,con Miley Cyrus(Miley Stewart/Hannah Montana),Billy Ray Cyrus (Robbie Ray Stewart),Jason Earles(Jackson Stewart),Lucas Till (Travis),Margo Martindale(nonna Ruby).


Hannah Montana, la pop star californiana idolo di milioni di adolescenti, è in realtà Miley Cyrus, una semplice sedicenne che vive una vita comune a tante sue coetanee.Solo il padre (che è anche manager della figlia),il fratello, la migliore  amica e la nonna conoscono il suo segreto;finora Miley ha saputo giostrarsi bene tra le sue due vite, ma una serie di incidenti fa capire al padre che la ragazza rischia di “esplodere”,inducendo l’uomo a riportare  la figlia nel nativo Montana per un periodo di vacanza.
La cosa sembra funzionare,infatti Miley riprende contatto con una vita meno stressante e si innamora anche di un ex compagno di scuola, ma l’ombra di Hannah incombe…

Che cosa spinse ormai otto anni fa ,in una calda sera di maggio, una trentenne in perenne crisi esistenziale a vedere questo tipico  teen movie invece di IL SANGUE DEI VINTI, film che la interessava molto di più e di cui da tempo attendeva l’uscita?Voglia di vedere qualcosa di leggero dopo una settimana pesante,regressione al bel tempo andato,un pizzico di curiosità nei confronti di questo famoso personaggio di cui parlano anche molti bambini all’asilo…certo non è che avessi grandi aspettative verso questo film.
Devo però dire, nonostante tutto, che sono uscita dal cinema con un piacevole senso di leggerezza e con la sensazione di non aver sprecato i 7 euro e 50 del biglietto(visto che non mi sono ricordata di prendere quello gratis ho dovuto pagare).Il film è carino,scorrevole,piacevole:la protagonista canta delle graziose canzoncine, è simpatica e carina( fisicamente molto più bella nei suoi panni reali che come Hannah!),anche gli altri personaggi sono simpatici.Certo la storiellina è piuttosto banale e piena di gag stracotte(incidenti con porte girevoli,indirizzi appositamente sbagliati,la protagonista che non riesce a entrare al suo stesso concerto non essendo stata riconosciuta dal suo stesso staff in quanto si è presentata come Miley e non come il suo alter ego),con messaggi un po’ troppo retorici(ma forse la vedo così perché sono in un periodo di pessimismo),come “la vita di campagna e più sana e vera di quella di città” e “il bruco diventa farfalla”( a questo purtroppo non ci credo più!),ma chi come me cercava solo un po’ di evasione credo rimarrà soddisfatto.Del resto sarebbe sbagliato pretendere da un teen movie cose che non può dare…fa comunque riflettere come queste giovani star siano a contatto con una vita che rischia di bruciarli, ma questo è un altro discorso.
Il film è la versione cinematografica di una sitcom per adolescenti prodotta dalla Disney, che ha avuto un successo planetario tra i giovanissimi,pari al precedente HIGH SCHOOL MUSICAL.La protagonista mantiene nel nella finzione il suo vero nome, così come il padre di Miley è interpretato dal vero padre di Miley,Billy Ray Cyrus, cantante country trasformatosi nel manager della figlia.





martedì 22 agosto 2017

Prima di domani (Before I fall), 2017



Regia di Ry Russo-Yung, con Zoey Deutch (Samantha),Roisin Nicosia (Lindsay),Cinthy Wu (Ally),Medalion Rahimi (Elodie), Logan Miller (Kent), Elena Kampouris (Juliet).




Samantha è una diciottenne americana come tante altre: frequenta l'ultimo anno di liceo, è brava a scuola e popolare all'interno della stessa, è fidanzata con il ragazzo più bello e divide il tempo con le sue tre migliori amiche Lindsay, Ally e Elodie. Una sera le ragazze vanno a una festa, ma tornando a casa in macchina hanno un incidente e Samantha muore.
Tuttavia, il giorno dopo si risveglia nel suo letto...e la giornata ricomincia esattamente come il giorno prima, fino all'ora dell'incidente. La mattina dopo, di nuovo....



Tratto dall'omonimo romanzo (2016 ) di Lauren Oliver, è un film che ho trovato interessante nonostante il target di riferimento sia rivolto agli adolescenti: ma come sapete questo non mi ha mai fermato dall'apprezzare o meno un film o un romanzo.
Il tema è molto importante: che immagine hanno di noi gli altri? Immagine non in senso fisico o visivo, ma immagine propria come persona. Se dovessimo morire che ricordo lasceremmo? Quanto possono esser importanti le nostre azioni e le nostre parole nel rapporto con chi ci circonda? Il film cerca di affrontare tutto ciò in modo abbastanza originale anche se non proprio nuovo: prima del finale, la protagonista è costretta a rivivere più volte in un loop il suo ultimo giorno, arrivando a modificarlo ogni volta con piccoli gesti o parole, inizialmente con lo scopo di evitare l'incidente fatale, poi più concentrata sulle persone che la circondano, più consapevole degli effetti che le nostre parole e i nostri comportamenti possono aver sugli altri. Ed ecco che Samantha, da ragazza popolare e quasi bulletta( seppure non attivamente), comincia a prendere in considerazione Kent, l'amico d'infanzia timido che invece è sempre aperto e disponibile per gli altri, Anna, la ragazza isolata perchè lesbica e sopratutto Juliet, la ragazza bullizzata fin da bambina per colpa di Lindsey. Samantha riuscirà a entrate in contatto con Juliet, a percepire il suo dolore, le bugie di Lindsey che non è così forte come tutti pensano....alla fine Samantha riuscirà a cambiare le cose, anche se non nel modo che ci aspetteremmo.
Gli attori sono giovani e sconosciuti (perlomeno io non li avevo mai sentiti), ma bene in parte e sopratutto la giovane attrice che interpreta Samantha a mio avviso promette molto bene. Si segnala, nel ruolo minore della mamma di sam, Jennifer Beals, la ex protagonista di "Flashdance".




sabato 1 aprile 2017

La Bella e la Bestia (Beauty and the Beast), 2016



Regia di Bill Condon,con Emma Watson (Belle), Dan Stevens (Bestia),Kevin Kline (Maurice), Luke Evans (Gaston), Emma Thompson (Mrs Brick), Ewan McGregor (Lumiere), Ian McKellen (Tockins), Josh Gad (Le Tont), Nathan Mack (Chicco).




La giovane Belle vive in un paesino di campagna col padre Maurice, stravagante inventore.Anche la figlia, ragazza intelligente a cui piace leggere e immergersi in altri mondi,viene considerata dal paese “diversa”, nonostante sia corteggiata (in malo modo e piuttosto insistentemente)dall’antipatico Gaston, l’uomo più popolare del paese.
Un giorno Maurice si perde nel bosco e trova rifugio in un vecchio castello abbandonato;come il poveretto terrorizzato non tarda a scoprire, il padrone di casa è un individuo mezzo uomo e mezzo bestia, che lo minaccia di morte per aver violato la sua casa.Per fortuna arriva Belle che si offre come ostaggio al posto del padre,accettando di rimanere a vivere con la bestia.Dopo qualche iniziale incomprensione, e grazie all’aiuto dei simpatici domestici Tockins, Lumiere e Mrs Brick ( un orologio, un candelabro e una teiera),i due imparano a conoscersi bene e nasce una dolce simpatia tra di loro, che però dovrà affrontare mille pregiudizi e…un magico incantesimo.



Sono già passati 25 anni (26 dalla realizzazione del film) da quando, in terza media, andai a vedere al cinema "La bella e la Bestia" di Walt Disney, rimasto nel tempo uno dei film d'animazione mai realizzati a mio avviso. Ed ecco che oggi mi ritrovo al cinema a vedere questo remake con attori in carne ed ossa, di cui non mi pare si sentisse il bisogno ma pazienza....

Iniziamo dicendo che è , in sè, un film gradevole e carino, che si lascia vedere e coinvolge lo spettatore quel tanto che basta. Purtroppo il paragone con l'originale è inevitabile, e ne esce sconfitto seppure con alcuni punti di forza.
L'atmosfera gotica spesso presente nel cartone è andata perduta, cosi come la forza dei personaggi di contorno come i servitori-mobili: Tockins, Lumiere, Mrs Brick, Spolverina, l'armadio ecc- seppure finemente riprodotti con la tecnologia- non regalano lo stesso brio alle scene in cui compaiono come invece  succedeva nel cartone animato, cosa che fece dei piccoli personaggi caratteristi uno dei punti di forza del film. E il cambiamento delle canzoni che senso ha? Hanno preso e ridoppiato le stesse canzoni del film del 1991, cambiando alcune parole, in alcuni casi facendo diventare la cosa un po' ridicola :ad esempio, nella "Canzone di Belle" iniziale, Belle dice "è dal giorno in cui arrivammo/ che mio padre e io pensiamo che sia cosi provinciale", riferito al paesino dove vive. Ora, a parte che fa passare Belle come una snob che non può apprezzare la vita semplice di un piccolo villaggio e i suoi abitanti...ma che cosa pensavano di trovare in uno sperduto paesino di provincia, la vita della metropoli parigina da cui provenivano?!


Per quanto riguarda invece gli attori, non mi è dispiaciuta Emma Watson nei panni di Belle, una ragazza dinamica e moderna che lotta per realizzare le sue aspirazioni, mi è sembrato un tantinello incolore    nei panni della Bestia- e spesso si sforza troppo di imitare quello del cartone- mi è piaciuto molto Luke Evans nei panni di Gaston, ridicolo e orribile allo stesso tempo. In generale tutti funzionano bene, senza grandi picchi. 
Una novità che mi è piaciuta molto è il personaggio di Le Tont: non più l'amico cretino sempre agli ordini di Gaston, ma un personaggio con una sua personalità, un po' ridicolo ma non stupido e cattivo, che alla fine si redime. La presunta polemica sulla sua "omosessualità" per me è fondata sul nulla: per tutta la durata del film infatti il personaggio non fa o dice nulla che possa far pensare, anche solo lontanamente, al fatto che sia innamorato di Gaston (e non ci sarebbe stato nulla di male), e solo alla fine, nella scena del ballo, si intravede per due secondi Le Ton che balla con un uomo, ma la cosa viene fatta passare per un semplice scambio di ballerini mal riuscito. 
Nel complesso comunque promosso, se preso come film a sè- e come ennesima traposizione cinematografica della favola- è un film molto godibile per tutti.



domenica 21 agosto 2016

Notte prima degli esami- Oggi, 2007



Regia di  Fausto Brizzi, con Nicolas Vaporidis (Luca), Eros Galbiati (Riccardo),Sarah Maestri (Alice), Andrea De Rosa (Massimiliano),Chiara Mastalli (Simona), Serena Autieri (Prof.Elisabetta Palliani), Giorgio Panariello (Paolo Molinari), Carolina Crescentini (Azzurra).


Giugno 2006: la scuola è finita e per Luca e i suoi amici comincia il periodo di studio prima della maturità. Ovviamente si fa per dire, visto che tra feste, voglia di vacanze e partire dei Mondiali per i ragazzi lo studio è un'occupazione secondaria; in particolare Luca conosce Azzurra, addestratrice di delfini di cui s'innamora e con cui ha una breve relazione, dato che la ragazza sta per trasferirsi a Parigi....






Come spesso accade, il seguito di un film di successo non è altrettanto riuscito; e questo è proprio uno dei casi in cui non solo il film (nonostante gli incassi più che soddisfacenti) non è riuscito, ma è proprio bruttino e privo di senso,
Manca la magia del primo capitolo, una colonna sonora forse vintage ma di forte richiamo, una storia più compatta, personaggi meglio delineati e sopratutto figure adulte di spessore come erano il terribile prof. Martinelli di Faletti e la stupenda nonna di Valeria Moriconi.
Qui i personaggi (con gli stessi nomi degli omonimi del precedente film) si muovono attraverso storie spezzettate, poco interessanti e  inconcludenti, con meno ingenuità e più malizia "Vuota" rispetto ai predecessori, tanto da ridursi alla fine proprio solo a macchiette stereotipate. Se la storia tra luca e Azzurra è poco credibile, il peggio del film stavolta sono proprio gli adulti, dipinti come falsi, sciocchi, inaffidabili e molto più immaturi dei ragazzi: anche volendo stendere un velo pietoso sui personaggi della Autieri e di Panariello, non + che gli altri siano meglio. Si intravede anche qui un nonno (Franco Interlenghi in una delle sue ultime apparizioni) che forse avrebbe potuto regalare l'unico personaggio valido se non fosse solo un cameo relegato nei minuti finali.
Probabilmente nelle intenzioni del regista l'aver scelto come ambientazione l'estate del 2006 (quella degli ultimi mondiali vinti dall'Italia) bastava a costruire attorno a quella vittoria -non proprio mitica a dire la verità, visto che quella rimasta nella memoria collettiva ancora oggi è quella dell'82, da cui infatti partirà la fiction Rai del 2011- una storia che desse l'impressione di essere rimasta memorabile perlomeno per coloro che l'hanno vissuta; e invece.....




mercoledì 6 aprile 2016

Un bacio, 2016



Regia di Ivan Cotroneo, con Rimau Grillo Riztberger (Lorenzo),Valentina Romani (Blu),Leonardo Pazzagli (Antonio), Simonetta Solder (Nina),Thomas Trabacchi (padre di Lorenzo).





Blu, Antonio e Lorenzo sono tre compagni di scuola, emarginati per diversi motivi da un gruppo di bulletti: la prima perchè ritenuta una che va con tutti, il secondo perchè ritenuto un mezzo ritardato e il terzo perchè gay.
Spinti dalla solitudine e dall'emarginazione i tre si avvicinano e fra loro nasce una bellissima amicizia, in cui le rispettive diversità si trasformano in punti di forza....




Raccontare l'adolescenza non è mai facile: sia che lo si faccia in un libro, film, serie tv il rischio di cadere in tutta una serie di stereotipi che purtroppo accompagnano questo periodo della vita ("Il periodo più felice", "i migliori anni", "gli anni più belli" o anche "l'età della stupidera" ecc ecc ) è sempre altissimo, sopratutto se vengono raccontati secondo la prospettiva (quasi sempre nostalgica) di un adulto.
Finora, che io ricordi, l'unico che è riuscito in questa difficile impresa è stato Stephen King nel suo racconto "Il corpo", da cui è stato tratto il  bellissimo ( e altrettanto fedele allo spirito del racconto) "Stand by me- Ricordo di un'estate". O anche, se vogliamo il cult anni '80 "The breakfast club".
Ora si aggiunge anche questo film di Ivan Cotroneo, bellissimo e spiazzante, sensibile e coraggioso, che omaggia il celebre "Jules e Jim" ma che, a mio avviso, è molto meglio.
E' un film sponsorizzato come "contro il bullismo e l'omofobia"...ma non è solo questo.
Tre ragazzi che inizialmente nemmeno si guardano, nonostante siano compagni di classe, con famiglie normali che li amano anche se tutti e tre hanno un background di non sempre facile gestione: Lorenzo è appena stato adottato dopo aver vissuto da sempre in una casa-famiglia, il fratello di Antonio è morto un anno prima in un incidente, e il ragazzo spesso lo immagina accanto a lui come guida; Blu vive con due genitori uniti ma nascondendo alla madre, aspirante scrittrice, le lettere di rifiuto dei vari editori, per proteggerla dalle delusioni.
I loro genitori li amano e li accettano così come sono.
A scuola la musica è totalmente diversa: le stravaganze di Lorenzo e il suo essere dichiaratamente gay lo rendono da subito il bersaglio migliore per i bulli, che già emarginavano Antonio perchè lento di comprendonio e Blu perchè "troia"(storia dietro alla quale si celerà ben altra verità rispetto a quella raccontata dalla stessa ragazza); il primo reagisce chiudendosi sempre di più in sè stesso, la seconda invece scatta a muso duro con tutti, ben consapevole che non c'è nessuno a difenderla se non lei stessa. Le storie di questi tre teneri e allo stesso tempo forti ragazzi, soli contro tutti, mi ha intenerita e commossa, anche perchè in ognuno di loro ho rivisto qualcosa di me stessa alla loro età: in Lorenzo ho rivisto la fantasia di diventare famoso perchè "così tutti ti vogliono bene", in Blu ho rivisto- oltre alla passione per la scrittura- lo scattare con tutti perchè sempre sulla difensiva, il sentirsi giudicata ingiustamente dalla madre e quel dire "vabbè, tanto fra due anni sono maggiorenne e me ne vado",o quel pensare che poi nella vita si sarebbe presa tutto con gli interessi (Tseeeeeeeeee!!!! ma a 16 anni giustamente è meglio non dirlo), in Antonio ho rivisto il silenzio, il non riuscire ad aprirsi verso gli altri e quel desiderio di voler essere come loro pur desiderandolo. Ho invidiato il loro forte legame perchè- seppure per un breve periodo- li rende felici. E anche qui è un'esperienza che mi è mancata, riguardo alle amicizie.

Ho tifato per loro, mi sono affezionata e ho sperato...il finale inaspettato e spiazzante mi ha lasciato l'amaro in bocca, ma anche in questo si riconferma la scelta di non stereotipare la storia.
Quello che ho trovato purtroppo poco credibile sono i genitori: a parte quelli di Lorenzo (meravigliosi), questi cercano un dialogo con i propri figli, vanno loro incontro, cercano di capirli, li appoggiano....in particolare la mamma di Blu, dopo aver litigato con la figlia, riconosce di essere nel torto e si allontana da casa per qualche giorno per renderle più facile farsi passare la rabbia!!!!! Sarò troppo condizionata dalla mia non felice esperienza in tal senso, ma mi sono sembrati quasi irreali.
Ottimi i tre giovanissimi protagonisti e anche gli altri comprimari, ottima location e colonna sonora, che rispecchia il target giovanilistico senza cadere in scelte stereotipate. Ho provato tante emozioni e credo che a un film a volte non si può chiedere di meglio.





mercoledì 16 marzo 2016

Percy Jackson e il mare dei mostri (Percy Jackson: Sea of monsters), 2013



Regia di Thor Freudenthal, con Logan Lermhan (Percy Jackson), Alexandra D'Addario (Annabeth),Brandon T. Jackson (Grover Underwood),Douglas Smith (Tyson),Leve Rambin (Clarisse La Rue),Jake Abel (Luke Castellan),Stanley Tucci (Dionisio), Nathan Fillion (Ermes).


Percy Jackson si è ormai ambientato al Campo Mezzosangue, imparando a farsi valere e cementando la sua amicizia con Grover e Annabeth. Un giorno il campo viene attaccato da un toro meccanico chiamato "Toro della Colchide" che non solo danneggia la barriera che protegge il campo dal mondo reale, ma danneggia anche il pino di Talia, che protegge l'ingresso al campo.
L'unico rimedio per guarirlo è il Vello D'oro, che si trova nel Triangolo delle Bermuda sul fondo del cosiddetto "Mare dei mostri"; la missione di recupero viene affidata a Clarisse e al suo gruppo, ma Percy (che nel frattempo ha fatto la conoscenza di un fratellastro, il ciclope Tyson) decide di partire con gli amici di nascosto da tutti.....



Tratto dal secondo romanzo della omonima serie di Rick Riordan, a quanto pare è anche l'ultimo tratto da essa: a differenza di altre serie tratte da romanzi per ragazzi, questa al cinema non ha avuto il successo sperato.
Peccato, perchè stranezze a parte a me non è dispiaciuta questa saga fantasy con una versione moderna della mitologia greca, e anche questo episodio mi ha incuriosito e divertito; la storia è avventurosa e simpatica, adatta per i ragazzi (target di riferimento del film); stavolta ai vecchi personaggi se ne aggiunge uno molto simpatico e tenero: Tyson, un giovane ciclope fratellastro di Percy, sempre vissuto in isolamento anche a causa del suo aspetto temibile, e che per questo quando trova suo fratello gli si attacca come una cozza nel disperato tentativo di conquistare il suo affetto....cosa che alla fine succederà.
Per il resto, non ci sono particolari picchi di genialità o di novità, a parte lo svilupparsi del personaggio di Clarisse, che da bulla attaccabrighe diventa ora alleata di Percy & S. mostrando un lato migliore del proprio carattere, e la comparsa nel finale di Thalia, la figlia di Zeus "resuscitata"; ovviamente, essendo la produzione dei film interrotta, la sua storia non potrà essere sviluppata.
Comunque molto gradevole, sia per i ragazzi che per chiunque ami questo tipo di intrattenimento.






lunedì 1 febbraio 2016

17 again- Ritorno al liceo (17 again), 2009


Regia di Burr Steers, con Zack Efron (Mike O'Donnel ragazzo ), Matthew Perry (Mike O'Donnel adulto), Leslie Mann (Scarlett adulta),Allison Miller (Scarlett ragazza),Michelle Tatchenberg (Maggie),Sterling Knight (Alex),Thomas Lennon (Ned).





La vita del 37enne Mike O'Donnel è in crisi: si sta per separare dalla moglie Scarlett e non riesce ad avere un buon rapporto con i due figli adolescenti Maggie e Alex.
In preda allo sconforto, mentre è a casa del migliore amico Ned esprime il desiderio di tornare indietro nel tempo fino ai suoi 17 anni, quando rinunciò ad una promettente carriera come giocatore di basket per sposare Scarlett che era rimasta incinta.
Inaspettatamente il suo desiderio viene accontetato e l'uomo si ritrova di nuovo 17enne, frequentatore dello stesso liceo dei suoi figli; decide di utilizzare questa occasione per cambiare la sua vita, e ci riuscirà, ma non come si intendeva lui.....




Il tema "Torno indietro e cambio vita" (tra l'altro uno dei miei sogni impossibili) è trito e ritrito; sono davvero innumerevoli il film con questo tipo di trama, e quasi tutti si svolgono nello stesso modo.
Non fa eccezione questa commedia, che comunque trovo molto carina e gradevole e con un protagonista (Zac Efron) che non sarà da Premio Oscar ma che all'epoca era abbastanza accattivante per attirare le simpatie del pubblico, e non solo di quello femminile.
Come da trama Mike (interpretato da un po' sfatto Matthew Perry, ec Chandler di "Friends") sta vivendo un momento della sua vita veramente difficile. Parcheggiatosi presso il disincantato amico Ned (il tipico bamboccione rimasto adolescente a quasi 40 anni), rimuginando sui suoi problemi si ritrova ad esprimere un desiderio: tornare ai suoi 17 anni, per impedire il momento in cui la sua vita cambiò, cioè quando decise di sposare la fidanzata incinta e abbandonare una promettente carriera sportiva: scelta che fece senza rimpianti e con gioia, almeno fino ad adesso.
Peccato che- come spesso capita in questi film-in realtà il protagonista, nel vedere accontentato il suo desiderio, ritorna sì fisicamente ai suoi 17 anni, ma sapendo cosa è successo dopo; e quindi per quani sforzi faccia per cambiare, alla fine tornerà sempre a quel punto, anche se per strade diverse.Aggiungiamoci pure che qui Mike non sembra davvero troppo convinto di voler cambiare le cose....
In questo film il protagonista si troverà a vivere situazioni surreali, come essere corteggiato dalla propria figlia mentre cerca di riconquistare la ex moglie (che non ci sta perchè pensa che sia un ragazzino), o insegnare la figlio a difendersi dai bulli che lo attaccano. Nulla di originale insomma, ma comunque una storia gradevole che si lascia vedere volentieri.
E fa sognare anche noi su quell'impossibile "Ritorno al futuro"...




giovedì 18 luglio 2013

Niente può fermarci, 2013

Regia di Luigi Cecinelli  , con   Emanuele Propizio (Augusto), Federico Costantini (Leonardo),Vincenzo Alfieri (Guglielmo),Guglielmo Amendola (Mattia),Maria Chiara Augenti (Regina), Serena Autieri (Madre di Leo), Gianmarco Tognazzi (Padre di Guglielmo), Massimo Ghini (padre di Augusto),Paolo Calabresi (padre di Mattia).


Augusto (Internet-dipendente), Mattia ( narcolettico), Guglielmo (affetto da sindrome di Tourette) e Leonardo (maniaco della pulizia ossessivo compulsivo) sono quattro ventenni che vengono mandati un’estate dai genitori a Villa Angelica per curare i rispettivi disturbi psicologici e comportamentali.
I ragazzi (di cui due ospiti fissi della clinica già da varie estati) però decidono di passare la loro estate come le persone “normali”: rubano l’auto del direttore e si dirigono alla volta di Ibiza. Durante il viaggio incontrano Regina, una ragazza in fuga da un uomo con cui ha appena chiuso una burrascosa storia d’amore, che si unisce a loro nel viaggio, mentre i loro genitori li inseguono, finendo per vivere a loro volta una bizzarra avventura on the road….



Una commedia giovanile che parte da un assunto originale ma che poi purtroppo si perde per strada.
Originale perché solitamente il tema della malattia mentale al cinema viene trattato sempre con toni seri, mentre è già stato dimostrato (ad esempio in “Si può fare” del 2009) che può essere trattato anche in toni di commedia senza banalizzarlo, magari riuscendo a far percepire al pubblico i protagonisti affetti da questo tipo di problemi in modo “normale”.
In questo modo si snoda la prima parte del film, con i quattro amici che decidono di provare per una volta a vivere come i cosiddetti “normali” eludendo la sorveglianza di genitori e medici e partendo per Ibiza, meta agognata da moltissimi giovani, dove cercheranno non solo di trovare una propria indipendenza ma anche di  confondersi tra “gli altri”.
Fin qui la prima parte, che comprende anche le avventure iniziali della prima parte del viaggio; poi comincia la seconda parte (la capatina a casa Depardieau e l’arrivo a Ibiza) sono invece progressivamente via va più stiracchiate e inverosimili, arrivando al finale veramente tirato per i capelli.
Così vengono penalizzati pure gli attori, sia i giovani protagonisti (bravi, a mio avviso) che i famosi comprimari, a cui va riconosciuto il merito di saper interpretare misuratamente i propri personaggi facendosi da parte lasciando spazio ai colleghi più giovani. 
In sostanza, quella che si dice un’occasione sprecata….




sabato 19 gennaio 2013

Ragazze a Beverly Hills (Clueless), 1995

 

Regia di Amy Heckerling, con Alicia Silverstone (Cher Horowitz), Stacey Dash (Dionne Davenport),Brittany Murphy (Taj Fraiser), Paul Rudd (Josh Lucas),Dan Hedaya (Mel Horowitz).

La sedicenne Cher vive a Beverly Hills col padre vedovo e trascorre il suo tempo tra scuola, feste e shopping, assieme all'inseparabile amica Dionne.
Ma l'aspirazione primaria di Cher è quella di darsi da fare perchè la vita tutti coloro che la circondano sia il più felice possibile; in nome di questo principio si intromette nella vita privata di professori, conoscenti, compagni di scuola, con risultati imprevedibili....

Versione moderna (come dichiarato dalla stessa regista) di EMMA di Jane Austen ( ), è un film che all'epoca (avevo 15 anni....!) fu considerato un piccolo cult per adolescenti, molto pubblicizzato da MTV e lanciò quella che in quel periodo era considerata uan delle attrici giovani più promettenti, poi caduta- a mio avviso immeritatamente- nel dimenticatoio, cioè Alicia silverstone, che aveva già una certa fama per aver girato due video di canzoni degli Aerosmith, tra cui la splendida CRAZy assieme a Liv Tyler, figlia di STeven Tyler e altra attrice giovane emergente.
Il film non è affatto male, nonostante sia ormai catalogato come "film per adolescenti" credo possa rappresentare una piacevole visione anche per gli adulti, in quanto fornisce la satira della ricca società californiana e dei suoi abitanti in modo ironico e intelligente, usando una protagonista tutto sommato simpatica e carina nonosante i suoi evidenti difetti comportamentali (come,del resto, lo era Emma nel romanzo della Austen).
Impossibile provare antipatia per la generosa Cher, nonostante la sua generosità non sia proprio disinteressata, anche perchè essa alla fine imparerà dai suoi errori il vero signficato della parola "altruismo".
Trovo inoltre che il film sia curato anche nei dettagli (vestiti, trucco, look dei personaggi, che li descrivono e li rappresentano qui più del solito), ottima colonna sonora (tipica delle generazioni anni '90), insomma, come detto da qualcuno, lo spaccato di una generazione (beh, con qualche evidente modifica rispetto ai coetanei italiani! :) ).
Il film diede inoltre origine al termine "cluelessly", mai arrivato in Italia ma che in USA in quegli anni denominava il gergo degli adolescenti.
Per questo film Alicia Silverstone vinse un MTV movie awards"  come miglior attrice.
Da recuperare nell'ambito di un'operazione nostalgia, ma di quelle forti!!




lunedì 19 novembre 2012

Un giorno speciale, 2012



Regia di Cristina Comencini, con Giulia Valentini (Gina), Filippo Scicchitano (Marco).


Marco e Gina si incontrano per una fortuita circostanza: lui è al suo primo giorno di lavoro come autista, lei deve recarsi da un onorevole amico della madre che la aiuterà a entrare nel mondo dello spettacolo.


Dato che per un contrattempo l’onorevole non potrà ricevere subito Gina, Marco viene incaricato di intrattenerla per l’intera giornata; i due iniziano cosi a girare per Roma….




Tratto dal romanzo IL CIELO CON UN DITO ( 2010) di Claudio Bigagli, è un film carino senza troppe pretese, rivolto al pubblico giovanile ma con un occhio pure per gli adulti.


I due protagonisti sono due giovani figli dei tempi della crisi, e ciò viene avvertito per tutto il film.


Soprattutto lei, la bella Gina, che accetta passivamente il compromesso con l’onorevole facendo finta di non sapere di cosa si tratta e solo perché spinta dalla madre, perché il suo obiettivo è quello di lavorare nel cinema, ma che in realtà è una comune ragazza con dei sogni, dei sentimenti, un bisogno di affetto e di autenticità che a mio avviso la giovane e sconosciuta attrice che la interpreta rende molto bene.


Marco, il protagonista maschile, è un ragazzo apparentemente scanzonato e contento, soprattutto del suo primo giorno di lavoro, ma in realtà anche dentro di lui cova una traccia di insoddisfazione non così nascosta come si potrebbe pensare; l’essere stato raccomandato, la consapevolezza di quello a cui gina sta per piegarsi lo portano alla ribellione finale, ma in sostanza questi ragazzi pensano e agiscono “alla giornata”, senza riflettere troppo sulle conseguenze di quello che fanno e ritagliandosi, in fondo, uno spazio per pretendere di poter vivere ancora con incoscienza e spensieratezza.


Il film non è lungo ma passa ancora più in fretta dato che al regista sa tenere molto bene viva l’attenzione degli spettatori e coinvolgerli nella vicenda. Ottima colonna sonora e splendide (e non poteva essere altrimenti….)vedute di Roma.