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mercoledì 17 maggio 2017

Let it be- Un giorno con i Beatles (Let it be), 1969



Regia di Michael Lindsay Hogg, con John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr, George Harrison, Yoko Ono. Mal Evans


L'ultimo lungometraggio dei Bealtes, girato quando il gruppo era sull'orlo della separazione, è praticamente un mini documentario su come si svolge un normale giorno di regsitrazione del gruppo, la cui parte migliore è il finale, ovvero la ripresa dello storico concerto sul tetto della casa discografica Apple che fu la vera ultima esibizione dal vivo dei Fabs.
Non è che ci sia tantissimo da dire: le tensioni di un gruppo un cui ormai ognuno faceva per sè e ci si riuniva solo quando estremamente necessario, rinfocolate (consapevolmente o meno) dalla presenza di compagne "forti" come Yoko e Linda e in cui bastava una parola o uno sguardo di troppo per litigare sono più che evidenti. Non si avverte più - a pelle- quella coesione che per lungo tempo aveva caratterizzato il gruppo, ognuno scrive i propri pezzi e poi li registrava e stop.
Tuttavia per ogni beatlesiano che si rispetti è un documento fondamentale sopratutto- come già detto- per il mitico concerto sul tetto della Apple, che effettivamente fu l'ultimo del gruppo e la cui esibizione improvvisata causò fermento per le strade e i palazzi nei dintorni (qualcuno arrivò addirittura ad allertare le forze dell'ordine per disturbo alla pubblica quiete! Inutilmente, credo, visto che pare che  i vigili si misero lì a godersi lo spettacolo). E ovviamente, per le canzoni, grazie alle quali il gruppo vinse uno (scontatissimo, ammettiamolo) Oscar per la migliore colonna sonora.




martedì 29 novembre 2016

La segretaria dei Beatles (Good Ol' Freda), 2014



Regia di Ryan Kelly, con Freda Kelly, John Lennon, George Harrison, Ringo Starr, Paul McCartney.





Freda Kelly fu per otto anni la segretaria di Brian Epstein, e quindi dei Beatles: dopo 45 anni di silenzio decide di raccontare la sua esperienza praticamente a fianco dei Fab....



C'è un detto che recita: "dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna": dietro quattro grandi, I Beatles, c'è stata per tutti i dieci anni della loro carriera come band una piccola grande donna, Freda Kelly, segretaria di Brian Epstein e guida del fan club ufficiale dei Fab dal 1963 fino alla fine.
La quale, dopo la fine della parabola beatlesiana, ha continuato la sua vita lontano dalle luci della celebrità dedicandosi alla famiglia e al lavoro; avrebbe potuto sfruttare la fama riflessa che le era derivata dal suo ruolo per guadagnarci qualcosa, invece per anni ha vissuto tranquillamente nell'ombra  fino a quando, nel 2014, ha deciso di aprire la sua persona "scatola dei ricordi"  a beneficio di noi fans.
Certamente il suo è un punto di vista ristretto e privilegiato (come ho letto in altre recensioni) ma non potrebbe essere altrimenti, visto che chiaramente  i ricordi della segretaria dei Beatles interesseranno principalmente ai fans dei Fab e non a quelli dei Pink Floyd o dei Queen; al di là quindi delle facili polemiche, bellissimo ripercorrere la storia del gruppo attraverso le parole della loro segretaria, una ragazza che quando fu assunta aveva poco meno della loro età e che ebbe il merito di creare e dirigere il primo fans club ufficiale del gruppo, un lavoro di non poco conto, sommato a tutto il resto!
Freda Kelly mi ha dato l'impressione di essere una persona semplice che si è ritrovata a vivere in un periodo straordinario cose straordinarie, e le racconta con tanta normalità come nulla fosse: a noi sembra davvero incredibile sentire parlare dei Fab, delle loro mogli o fidanzate, delle loro famiglie, degli altri personaggi che hanno costellato questa stupenda storia musicale in modo talmente normale...
Nonostante non racconti granchè di nuovo per i più esperti, è sicuramente da vedere per ogni beatlesiano che si rispetti...come resistere agli annedoti della buona, vecchia Frida? :) 






martedì 20 settembre 2016

Eight days a week: the touring years (2016)



Regia di Ron Howard, con John Lennon, George Harrison, Paul McCartney, Ringo Starr, Brian Epstein, George Martin.



Dal 1962 (anno in cui si esibirono ad Amburgo) al 1966 i Beatles cambiarono il mondo con la loro musica: non a caso in quegli anni fu coniata l'espressione "Beatlemania" perchè un tale fenomeno a livello non solo musicale, ma anche d'immagine e mediatico, prima non si era mai visto, In quegli anni i quattro ragazzi di Liverpool girarono il mondo con i loro concerti, fino a dire basta nel 1966 non solo per varie difficoltà tecniche e per stanchezza ma anche perchè i singoli componenti stavano maturando....




 Biglietto prenotato per la prima serata (era da luglio che, periodicamente, andavo alla mutlisala chiedendo informazioni a riguardo che non mi sapevano dare visto il larghissimo anticipo con cui l cercavo...ma mica volevo correre il rischio di rimanere senza!) con un'altra amica beatlesiana arrivo lì gasatissima, portando orecchini dei Beatles perchè non mi è venuto in mente di indossare la maglietta Beatlesiana d'ordinanza come invece ho visto hanno fatto molte altre persone, compreso un bambino.Visto  con grande entusiasmo, bellissima ed emozionante serata Beatlesiana: Ho perdonato perfino quelli che accendevano lo smartphone durante la visione (e, se l'avete visto alla Multisala Oz di Brescia e siete stati fra quelli, vi avviso: avete rischiato grosso!). Ma i Fab sono i Fab e non si discute!
Con collegamento da Londra per la premiere (quasi un'ora di passerella di personaggi famosi + Paul e Ringo con Olivia Harrison e Yoko Ono senza una parola di sottotitoli... ma potevano almeno sprecarsi, eh!), si assiste a un bel documentario che sviscera i primi anni di formazione della band e sopratutto, gli anni in cui i Beatles girarono il mondo con i loro concerti.
Viene messo bene in risalto l'entusiasmo e l'energia dei quattro ragazzi durante le loro esibizioni nei primi anni, pian piano scemato per ovvi e naturali motivi: l stanchezza che subentrava dovendo mostrare per settimane di seguito lo stesso identico entusiasmo e mostrarsi (definizione loro) come un "animale con quattro teste perfettamente uguali", il fastidio davanti alle scene di isterismo e ai disordini spesso causati dalle migliaia di fans che accorrevano a vederli, la pressione subita per soddisfare le aspettative di tutti, l'interesse personale verso altre tematiche o verso altri sound (che poi svilupperanno nel corso della seconda parte della carriera). Lo stress di dover passare in pochi giorni in vari paesi del mondo, passando da un aereo all'altro, da un treno all'altro, da un albergo all'altro (nel filmato uno di loro racconta che spesso quando si svegliava faticava a ricordarsi dov'era esattamente).
La goccia che fece traboccare il vaso fu il concerto allo Shea Stadium   , durante il quale a causa del terribile frastuono provocato dal pubblico i Fab faticarono a sentirsi l'un l'altro nonostante fossero sullo stesso palco; da allora ciò che covava da tempo esplose e 
Il documentario è montato molto bene, e al contrario di quanto è stato pubblicizzato contiene molti pochi inediti, almeno per un vero beatlesiano; comunque sia è davvero emozionante ripercorrere assieme al regista e ai Fab la loro parabola ascendente e i loro anni migliori, sentire in maniera palpabile la loro semplicità e il loro entusiasmo e la gioia di vivere che trasmettevano (una delle cose per cui li ho amati fin da subito).
So che ci sono state molte critiche da puristi ed espertoni, ma a mio avviso questa è gente pedante non in grado di godersi la bellezza che in simile viaggio nel tempo trasmette. sono quelli di cui Ringo Starr diceva: mi ricordo che molte volte leggendo le recensioni dei critici "non capivamo ciò che loro dicevano che noi avevamo voluto dire"....








martedì 17 maggio 2016

George Harrison- Living in a material world, 2011

Regia di Martin Scorsese 

Nel 2011, in occasione del primo decennale dalla morte di George Harrison (2001), il regista Martin Scorsese ha voluto omaggiare l’ex Beatle realizzando un documentario di quasi 4 ore che racconta la sua storia. Un evento speciale che a Brescia è uscito per un solo giorno, potevo forse perdermelo?
No, ovviamente!
Devo dire che, nonostante la sua lunghezza,il documentario scorre via in modo tutto sommato leggero e coinvolgente, in modo da non annoiare lo spettatore nonostante le tre ore e mezza; il regista si è avvalso della collaborazione della moglie Olivia e del figlio Dhani, utilizzando anche filmati e fotografie appartenenti all’album personale della famiglia Harrison. Tra canzoni e ricordi di parenti (sono stati intervistati due cugini di Liverpool) e soprattutto amici (Eric Clapton, Ringo Starr, Paul McCartney, Yoko Ono, Terry Gilliam, la prima moglie Patty Boyd, Phil Spector e altri) viene narrata la parabola artistic e umana del “Beatle Tranquillo” come era soprannominato per la sua riservatezza.
Molto spazio viene riservato ovviamente al suo interesse per la religione e la spiritualità, un cammino durato tutta la vita e vissuto in maniera viva e sentita, e che grande importanza ha avuto anche nella sua carriera musicale ). Insomma il ritratto di un artista completo, dato che ha lavorato molto anche nel campo del cinema. Molto interessante per qualsiasi vero Beatlesiano!



domenica 8 maggio 2016

The Beatles cartoon, 1965




Prodotto da Al Broadax e Sylban Buck ; serie animata in 39 episodi trasmessa per la prima volta nel 1965, con sigla di apertura "Help!" e sigla di chiusura "A hard day's night".




John, Paul, George e Ringo sono quattro amici di Liverpool appassionati di musica che sono riusciti a mettere insieme un gruppo ottenendo successo in tutto il mondo, i Beatles. La fama non ha cambiato i quattro ragazzi a cui piace girare per il mondo e stringere amicizie,ma purtroppo devono sempre fare i conti con l'entusiasmo dei fan che li inseguono dappertutto....



Trasmessi per l'ultima volta in Italia da Telemontecarlo nel 1994, sono una vera e propria chicca e chi all'epoca riuscì a registrarne alcune puntate (come la sottoscritta) è bene se le tenga strette, perchè non esistono nemmeno in DVD (solo in inglese)!
All'epoca, già Beatlesiana, non sapevo affatto che esistesse un cartone sui Fabs  e mi alzavo alle sette di mattina per registrarlo; è stata sicuramente una piacevolissima sorpresa!
Il cartone è semplice  e simpatico, i quattro di Liverpool sono protagonisti quasi assoluti, con altri personaggi sempre diversi in ogni episodio a seconda delle storie. I nostri si trovano ad affrontare varie avventure, con unica costante il problema del dover continuamente sfuggire agli assalti della fans appostate dappertutto, cosa che spesso riescono a fare con travestimenti di ogni genere tipo bebè nella culla o Babbi Natale. Completano ogni episodio (ognuno intitolato come una canzone) dei piccoli sketch e due canzoni dei Beatles versione karaoke.
I caratteri dei personaggi ricalcano a grandi linee i caratteri dei rispettivi Beatles: John è il capo, filosofo, genio e un po' pigro, Paul è il giocherellone fantasioso, George il riflessivo e calmo e Ringo il simpaticone sventato.
Imperdibile per ogni vero beatlesiano...e anche un ottimo modo per far conoscere i Fab ai più piccoli, no? :)


P.S: nonostante abbiano accettato di pubblicizzare il cartone, ai Beatles la serie inizialmente non piaceva; la apprezzarono solo nel corso degli anni. Non diedero nemmeno le voci ai loro personaggi nel cartone.