Visualizzazione post con etichetta Film di animazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Film di animazione. Mostra tutti i post

mercoledì 8 maggio 2024

Spy Family: Code White (2024)

 


Regia di   Takashi Katagiri, con le voci italiane di: Mattia Bressan (Loid Forger), Elisa Giorgio (Yor Briar), Valentina Pallavicino (Anya Forger), Francesco Orlando (Bond), Francesco Rizzi (Narratore)


ANTEFATTO DELL'ANIME

Loid Forger è un'abile agente segreto a cui viene affidato un delicato incarico nell'importante "Operazione Strix", in cui deve sventare i piani di Donovan  Desmond, leader militarista che cerca di scatenare una guerra tra i due paesi rivali: Ostania e Westsalis. Peccato che le uniche occasioni pubbliche a cui quest'ultimo partecipa siano gli eventi organizzati dal prestigioso collegio frequentato dal proprio figlio. 

Per farlo a Loid occorre una famiglia fittizia: così adotta un'orfana, la piccola Anya e sposa Yor, giovane impiegata. Peccato che a sua insaputa anche moglie e figlia abbiano un segreto: Yor è una sicaria che ah bisogno di un matrimonio fittizio come copertura per la sua reale professione, mentre Anya sa leggere nella mente delle persone. Non sfugge nemmeno Bond, il cane di famiglia, dotato di  una mente che sa vedere l'immediato futuro. Obiettivo: iscrivere Anya alla stessa scuola del figlio di Desmond in modo da cercare di agganciarlo....




TRAMA DEL FILM:

Mentre Loid rischia di perdere il suo ruolo nella "Operazione Strix" (il che comporterebbe la disgregazione della famiglia fittizia che ha formato), la scuola di Anya organizza una gara di cucina il cui vincitore otterrà una stella.  Sapendo che il dolce preferito del preside (giudice di gara) è la torta "Meremere", al capofamiglia viene l'idea di una gita di due giorni nella regione dove questa torta è nata, per procurarsi la ricetta originale. Che cosa potrà mai andare storto? (Cit. Avvocato Catania)



Per la consueta serata al cinema avevo scelto "Cattiverie a domicilio", ma arrivata alla cassa vengo informata che a causa di un guasto tecnico il film è in ritardo di 40 minuti; non avendo voglia di aspettare, decido di ripiegare sul film più vicino come orario, l'unico era questo cartone che non conoscevo. Sono quindi andata a scatola chiusa e....mi è piaciuto un sacco, l'ho trovato davvero carinissimo!

Una volta a casa mi sono informata meglio sulla trama dell'anime originale (che ora sto seguendo su Netflix), e per completezza l'ho riportata qui sopra assieme alla trama del film. 


Attenendomi al film nello specifico, la finta famiglia Forger (ormai piuttosto unita a quanto ho visto) decide di trascorrere un fine settimana di vacanza in un paesino dove si prepara un dolce tipico che poi Anya dovrà riprodurre in una gara di cucina a scuola. La storia è davvero graziosa e ben funzionante, sempre in bilico tra misteri, personaggi pericolosi e lo sforzo di vivere una vita normale dei tre protagonisti. In particolare mi ha fatto molta tenerezza la piccola Anya, che ama la sua strana famiglia e ha paura che si sfaldi, ma devo dire che anche Yor e Loid sono due bei personaggi: si vogliono bene come famiglia nei modi che più contano, anche se forse ancora non sono proprio consapevoli di ciò. Semmai non ho capito da dove derivi la gelosia di Yor, vista la situazione, ma come ho detto ho da poco cominciato a seguire il cartone originale e quindi probabilmente certe dinamiche tra i personaggi mi risultano incomprensibili per quello. 

L'animazione e i personaggi sono molto belli e anche la parte più movimentata della storia risulta gradevole e non noiosa. Insomma, una volta tanto una bella sorpresa! 



mercoledì 17 aprile 2024

I sospiri del mio cuore ( Mimi wo sumaseba), 1995


 Regia di Yoshifumi Kondo, con le voci italiane di: Emanuela Ionica (Shizuku), Manuel Meli (Seji), Franco Mannella (Baron), Giancarlo Padoan (Shirou) 





 Shizuku è una tredicenne che vive con i genitori e la sorella e sogna di diventare una scrittrice. Un giorno, seguendo un misterioso gatto incontrato sulla metropolitana, si ritrova in un quartiere ordinato e silenzioso  dove, curiosando nel negozio di un vecchio antiquario, incontra  suo nipote Seji , il cui desiderio è diventare liutaio...



Bellissimo film di animazione dello studio Ghibli, con sceneggiatura di Myazaki. Come ho scritto più volte sono nostalgica di questo tipo di storie e di animazione, quindi quando vedo un film come questo sono sempre un po' di parte, ma ritengo davvero che questo film in particolare sia una spanna sopra agli altri del suo genere a parte "il castello errante di Hawl" e "la collina dei papaveri". 


Come spesso  accade in questi casi è un racconto di formazione con protagonisti due adolescenti e i loro sogni, le loro fragilità,  la nascita del primo amore, che avviene tramite un primo incontro fortuito (e forse, come predestinato) nel  negozio di antiquariato del nonno del ragazzo, un posto magico e fuori dal mondo ma molto adatto a due ragazzini curiosi e sensibili come i due protagonisti. 

Il tutto raccontato in maniera divertente e anche poetica, realistica nella descrizione dei vari personaggi- anche quelli di contorno- dove fantasia e realtà sono ben bilanciate e dove la parte grafica impressiona per la sua accuratezza. E' una storia che parla alle persone di ogni età, con un'aura di malinconia accentuata dalla conoscenza del triste destino del regista, che poco dopo la realizzazione del film morì a 47 anni a causa del superlavoro. O forse....l'aura di malinconia è dovuta alla mia et che scorre, alla nostalgia che ogni tanto provo per la mia adolescenza, vissuta più o meno in quegli anni.

Insomma un film che vale la pena di vedere  e rivedere perchè davvero risolleva l'animo!













venerdì 8 marzo 2024

Manodopera ((Interdit aux chiens et aux Italiens), 2023


 Regia di Alain Ughetto, con le voci italiane di: Marina Tagliaferri (Cesira), Stefano Pagani (Luigi), Diego Giuliani (Antonio), Laura Devoti (Luisa).


Primi anni del 1900: Luigi Ughetto, assieme alla moglie Cesira, emigra in Francia in cerca di una vita migliore, come molti italiani all'epoca. Riusciranno ad averla, con tanto impegno e sacrificio....




Un bel film di animazione che , tramite la storia della famiglia di origine del regista, ripercorre le vicende proprie degli italiani emigrati in paesi stranieri: come si evince dal cognome infatti, i nonni erano italiani, provenienti dal paese montano di Ughettera, nel Piemonte.

E' nonna Cesira che racconta al proprio nipote la stori della famiglia, partendo dai primi anni del '900: l'incontro con il marito Luigi, il matrimonio, la decisione di varcare le Alpi dirigendosi in Francia per cercare un futuro migliore, la nascita dei figli, le fatiche, le gioie ma anche le tragedie che colpiranno la famiglia nel raggiungimento del proprio obiettivo. Un racconto semplice e lineare ma ricco di emozione, ho rivisto in molte cose i racconti dei miei nonni  di altre persone della mia famiglia emigrati in Svizzera nel secondo dopoguerra: lavoro molte volte sfruttato, la difficoltà di adattarsi, il dispiacere di lasciare nel paese natale i propri affetti, il premio nell'integrarsi e trovare davvero l'opportunità di costruire una vita migliore per la propria famiglia. 

Un film realizzato con la tecnica classica dello "Stop motion" (marionette fotografate fotogramma per fotogramma), che ho recuperato di recente al cinema nonostante fosse uscito a settembre. 







mercoledì 31 gennaio 2024

il flauto a sei puffi ( La Flutè a six ), 1976


 Regia di Peyo e Eddie Lateste, con le voci italiane di: Mauro Gravina (John), Matteo Guadagno (Solfamì), Mario Bardella (Il re), Franca Dominici (Madame Barbara), Arturo Dominici (Grande Puffo).


Dal Web

"Il cavaliere John e il menestrello Solfamì cercano di fermare l'astuto ladro Matteo Manolesta, giunto per rubare un flauto magico. Per aiutarli il mago Omnibus li spedisce nel villaggio incantato dei Puffi...."




Quando ero piccola uno dei film natalizi regolarmente mandati in onda dalla televisione era questo "Il flauto a sei puffi", per me imperdibile e che ovviamwnt da subito è diventato uno dei miei classici natalizi preferiti. 

Si tratta di una specie di prequel alle storie raccontate nel cartone animato, dato che i veri protagonisti sono John, Solfamì e gli altri popolani del villaggio; i puffi compaiono solo nella parte centrale, e questo è il primo incontro tra gli omini blu  e i loro amici umani (amicizia che viene data per assodata nella serie animata). 

Un cartone divertente e simpatico, ben fatto nella sua semplicità; a me piace ancora oggi e me lo riguardo volentieri, anche se francamente non so se potrebbe piacere ai bambini di oggi, abituati a una così diversa tecnica di animazione.





martedì 9 gennaio 2024

La sirenetta- Quando tutto ebbe inizio (The little Mermaid: Ariel's Beginning), 2008


 Regia di Peggy Holmes, con le voci italiane di: Paola Valentini (Ariel), Ronny Grant (Sebastian), Bruno Alessandro (RE Tritone), Ruggero Valli (Flounder), Alessandra Korompay (regina Atena), Letizia Scifoni (Acquata), Monica Ward (Attina), Ludovica Modugno (Marina Del Rey), Federica De Bortoli 



RE Tritone e la Regina Atena governano felicemente il regno sottomarino di Atlantica, ma un giorno la regina muore investita da un veliero umano e il re, per il dolore, bandisce la musica dal regno e dichiara odio agli umani. 

Le sette principesse marine crescono affidate alle cure della governante Marina Del Rey (che però odia il suo lavoro); un giorno la più piccola, Ariel, scopre un locale clandestino dove ancora si suona la musica vietata....



Una volta tanto, un prequel ben riuscito di un classico Disney, ovvero  "La Sirenetta", il quale stavolta ha il merito di dare ampio spazio anche alle sorelle di Ariel, che nel film del 1989 compaiono brevemente ( infatti mi sono sempre chiesta: a che servivano? Tanto valeva non metterle). 

La storia spiega come mai per lungo tempo nel regno di Atlantica la musica venne proibita dal re Tritone, vedovo inconsolabile della Regina Athena che era, appunto, appassionata di musica. La trama è piuttosto semplice e lineare, il vero merito del film è di introdurre nuovi personaggi che funzionano: oltre alle sette sorelle di Ariel (e non era nemmeno semplice da spiegare in modo soddisfacente sette caratteri e personalità differenti in un'unico cartone    ), abbiamo la loro madre Athena e la cattiva di turno, Marina Del Rey (non so se ci sia un qualche riferimento alla cantante italiana, ndr).

Certo non è un capolavoro ma nemmeno una ciofeca come la maggior parte dei prodotti che lo hanno preceduto riguardanti altri classici....



venerdì 22 dicembre 2023

Nightmare before Christmas (Tim Burton's Nightmare Before Christmas) 1993

 


Regia di Henry Selick, con le voci italiane di: Renato Zero (Jack Skeletron), Laura Boccanera (Sally), Ennio Coltorti (Bau Bau), 

Jack Skeletron, soprannominato "Re delle Zucche" è il sovrano del paese di Halloween, dove tutto è orrorifico e ruota attorno alla festa principale del 31 ottobre. Da tempo però Jack è in crisi perchè s è stufato di spaventare e basta; durante un suo girovagare capita in un paese terrestre dove si sta festeggiando il Natale,e viene immediatamente catturato da quell'atmosfera gioiosa, colorata e felice che decide di riprodurre nel proprio reame.....




Film di Natale del  1993 (0 '94?), nonostante non sia diretto da Tim Burton è innegabile la sua impronta in tutto il racconto: ambientazione di tipo gotico, personaggi a loro modo reietti (di quelli xhe nessuno sceglierebbe mai per primi), scontro tra realtà opposte in un tentativo di integrazione che non può compiersi forzatamente ma dovrebbe essere spontaneo. 


Jack Skeletron, scheletro simpatico e tutt'altro che spaventoso, è stufo del solito andazzo nel paese natale e rimane folgorato (durante uno dei suoi giri) dal mondo umano e in particolare del Natale: calore e gioia, che lui effettivamente sente alla perfezione ma che- all'atto pratico- non riesce a trasportare nel proprio mondo popolato di mostri, scheletri, ragni ecc. Infatti per me la parte migkiore del film è proprio quella dove gli umani ricevono i regali di Natale ad opera dei nuovi spiritelli che hanno addirittura sequestrato Babbo Natale: l'effetto paradosso tra le buone intenzioni e la reale reazione dei destinatari è ovviamente di sconcerto e paura di fronte ai dono orrorifici. 

Molto innovativo all'epoca della sua uscita, devo ammettere che pur essendomi piaciuto non mi è rimasto in mente più di tanto, nonostante il bellissimo adattamento italiano con un quantomai adatto Renato Zero a prestare la propria voce al protagonista. 





giovedì 17 agosto 2023

Il mio vicino Totoro (Tonari no Totoro), 1988


 Regia di Hayao Miyazaki, con le voci italiane di: Letizia Ciampa (Satsuki),Liliana Caputo (Mei),Oreste Baldini (il papà),Roberta Pellini (la mamma), Vittorio Amandola (Totoro),Liù Bosisio (La nonnina).



Le sorelline Satsuki e Mei assieme al padre (la mamma è momentaneamente ricoverata in ospedale) si trasferiscono in un piccolo villaggio di campagna. Mentre la sorella maggiore è a scuola e il pap lavora, Mei è spesso sola e così comincia a passare il tempo girovagando per la campagna; in una di queste personali esplorazioni, la bambina fa amicizia con Totoro, un animale fantastico dotato di poteri sopranaturali che prender in simpatia la famigliola più volte...



Ferragosto al cinema con questo bel cartone di     che avevo già visto anni fa; una storia per bambini ma gradevole anche per gli adulti; tratta temi importanti magari in modo non approfondito ma comunque comprensibile per i bambini scegliendo come protagoniste due di loro, due sorelline che vivono un momento particolare dato che, mentre la mamma è in ospedale, traslocano anche in una casa nuova. Per fortuna sono accompagnate da un papà allegro e gioviale che cerca di far vivere loro questa esperienza nel modo più ottimistico possibile. 

La nuova casa e il nuovo villaggio sono fonti di costante scoperta per le bambine, sopratutto per la piccola Mei che ha quattro anni: ci sono alcuni spiritelli appartenenti alle leggende giapponesi detti "nerini del buio",nuovi vicini simpatici,  e in particolare la natura che le circonda, dotata di una vita propria che coesiste perfettamente con quella degli umani che la abitano; una natura generosa e disponibile con chi la rispetta...e questo è, probabilmente, il messaggio più importante. 


Come già detto altre volte, il fatto che l'animazione sia quella classica è a mio avviso un punto a favore notevole per il film, dato che questo tipo di animazione rispetto a quella odierna sa trasmettere molto di più sensazione e sentimenti, raccontando storie che non hanno nulla da invidiare ai film "non di animazione". Anche nel rappresentare gli ambienti in cui si svolge la storia- la casa della famiglia, la campagna, l'ospedale- il livello di accuratezza è impressionate: impossibile poi non rimanere affasciati dalla vastità di colori profusa nel realizzare il paesaggio. 

I personaggi principali sono ben sviluppati, riguardo a quelli secondari avrei preferito un poco più di spazio per l'amico di Satsuki ma in genere anche quelli secondari funzionano bene all'interno della storia. Piccola curiosità: per il personaggio di Mei il regista prese come modello una sua nipotina.







sabato 12 agosto 2023

Luca, 2021


 Regia di Enrico Casarosa, con le voci italiane di: Alberto Vannini (Luca), Luca Tesei (Alberto), Sara Ciocca (Giulia), Luca Argentero (Lorenzo), Marina Massironi (Signora Marsigliese), Luciana Littizzetto (Pinuccia).


Italia, 1958: Luca è un giovane paguro (mostro marino che se tocca la terraferma prende sembianze umane, quindi può vivere in entrambi gli ambienti) desideroso di scoprire il modo degli imani e della Terra, motivo per cu decide di scappare di casa andando a vivere su di essa. Qui conosce Alberto, suo coetaneo anche lui mutaforma che da tempo vive lì confondendosi con gli umani. Girando per il paese di Portorosso i due amici vengono a conoscenza di una gara annuale in cui in palio come primo premio c'è una bellissima Vespa, che loro tanto sognano: decidono così di partecipare alleandosi con Giulia, una bambina del posto che vuole in questo modo sconfiggere il bullo del paese Ercole, vincitore storico....



Simpatico cartone Pixar ambientato nell'Italia degli anni '50, ambientazione a me particolarmente cara dato che amo molto i film ad ambientazione estiva dell'epoca; e pazienza per l'inevitabile quantità di stereotipi che descrivono come ci vedono ancora oggi in USA...

Finalmente un cartone semplice indirizzato prevalentemente ai bambini, gradevole anche per gli adulti ma non appesantito da messaggi e tematiche che sempre più spesso strizzano l'occhio più agli adulti che al pubblico infantile. 

Personalmente ritengo superflua l'idea di scegliere due paguri che diventano umani come protagonisti: la tematiche dell'accettazione del diverso sarebbe stata ben sviluppata pure se Luca e Alberto fossero stati semplicemente due ragazzini poveri, ma questa è solo un'idea personale. 

Luca e Alberto, giovani paguri approdati sulle terraferma per motivi diversi, stringono una solida amicizia volta a realizzare un obiettivo: vincere a una gara una Vespa che consentir loro di girare come gli pare ed essere indipendenti. Per fare ciò si alleano con Giulia, una bambina (umana) anche lei desiderosa di vincere la gara per sconfiggere i bulli del paese; nasce così una bella amicizia sullo sfondo di un piccolo bordo dela Liguria che sembra uscito dalla location di un tipico film degli anni '50/'60.

Premetto che amo questo tipo di ambientazione, ma possibile che per gli americani l'Italia si ferma solo al sud, giriamo solo con la Vespa, non mangiamo altro che pasta ecc ecc? Ma rimodernarsi un poco no?

In compenso molto buona la colonna sonora, che comprende canzoni italiane di varie decadi.

A mio avviso uno dei migliori film di animazione degli ultimi anni, particolarmente adatto a questi giorni estivi.






martedì 16 maggio 2023

Suzume (Suzume No Tojimari), 2023


 Regia di Makoto Shinkai, con le voci italiane di: Chiara Fabiano (Suzume), Manuel Meli (Souta), Emanuele Ruzza (Serizawa), Francesca Manicone (Tamaki)



Suzume è una ragazza di 17 anni, rimasta orfana a causa dello tsunami del 2011; da allora vive in un paesino con la zia Tamaki.

Un giorno incontra Souta, un giovane alla ricerca di antiche rovine; eli in realtà è un "chiudiporta", che si occupa di chiudere le porte che immettono nel passato e nell'aldilà, mantenendo l'equilibrio tra i due mondi. Dopo che Souta viene trasformato in una seggiolina dal gatto Daijin, Suzume deve aiutarlo non solo a recuperare la forma umana ma anche nel suo compito....



Interessante cartone del regista che è stato nominato erede di Myazaki (secondo me è esagerato), come già il precedente "Your name" di grande successo sfiora il tema dello tsunami  e di quello che ha voluto dire per chi l'ha vissuto. 

Mi pare che il film funzioni seppure con alcune parti lasciate in sospeso e con altre che avrebbero potuto tranquillamente non esserci. Il film mi è piaciuto, anche perchè mostra un argomento che mi affascina molto, quello delle porte sul tempo che permettono di viaggiare nel tempo, inoltre alcune trovate (il gatto che diventa divo dei social e le scene della seggiolina) sono molto carine e riuscite. 


Anche i personaggi principali non sono male: Suzume è un'adolescente cui la vita ha già  riservato dure prove ma non per questo ha perso la sua vivacità  e il suo buon carattere, anche se il ricordo della madre morta la tormenta in qualche modo e dovrà far pace con quanto le è accaduto per risolvere il suo conflitto interiore. Meno delineato Souta, nonostante sia evidente in lui il conflitto fra le schiaccianti responsabilità derivate dal suo compito e il suo desiderio di vivere una vita comune. 

E' un film un po' difficile da spiegare ma comunque molto bello,soddisfacente anche dal punto di vista visivo (almeno per chi, come me, ama l'animazione vecchio stile).





domenica 30 aprile 2023

La bottega dei suicidi ( Le Magasin des suicides), 2012

 


Regia di Patrice Leconte, con le voci italiane di: Pino Insegno (Mishima), Fiamma Izzo (Lucrece Touvache), Maria Laura Baccarini (Marylin Touvache), Luca Baldini (Alain Touvache)



Mishima Touvachè e la moglie Lucrece gestiscono con successo un negozio piuttosto particolare: la "bottega de suicidi" dove si può trovare qualunque cosa a riguardo del togliersi la vita. E dato che la vita nella città dove vivono è impossibile tra depressioni, caro vita, difficolt nelle relazioni, l'attività prospera a causa dell'alto numero di suicidi.

I problemi per la famiglia Touvache arrivano con la nascita di Alain, il figlio terzogenito: un bambino che, al contrario dei familiari, è "affetto" da un'incontenibile gioia di vivere...


Simpatico e originale film del 2012 tratto dal  romanzo "Il negozio dei suicidi" di Jean Teulè, per fortuna realizzato con la vecchia tecnica a disegni animati che personalmente mi manca  e che mi pare renda molto meglio sfumature ed emozioni. Con qualche perplessità sulla parte finale e su alcuni momenti della storia, comunque.

Famiglia Touvache a parte, lo scenario descritto nel film è purtroppo molto vicino alla realtà odierna: quante sono le notizie sui giornali di gente che si suicida o che viene trovata morta dopo mesi? Tante, purtroppo. Eppure tutto ciò non costituisce minimamente allarme sociale, a differenza di quanto comincia ad avvenire ad un certo punto del film, nella città dove vivono i protagonisti (tutta nera e grigia, dove guarda caso l'unico posto colorato e vitale è proprio "La bottega dei suicidi").


Gli aspiranti suicidi trovano accoglienza presso il negozio di Mishima e Lucrece Touvache (lui ricorda molto Gomez Addams, lei una versione cicciosa di Lucille Ball) , dove veleni, corde, foulard per strangolarsi, funghi e chi più ne ha più ne metta vengono vnduti con la massima gentilezza e competenza, coinvolgendo anche i due figli della coppia Vincent e Marylin che- seppure riluttanti- devono controllare che il decesso sia effettivamente avvenuto. Tutto fila liscio fino alla nascita di Alain, il terzogenito, che fin dai primissimi giorni di vita con un bel sorrisone stampato in faccia dà parecchia preoccupazione ai genitori; preoccupazione che cresce con il passare del tempo visto che il bambino si rivela affetto da un grave "handicap", la gioia di vivere.

La storia racconta appunto i tentativi di ribellione di Alain, che resosi conto del mondo in cui vive decide- assieme ai suoi amici- di fare la differenza contrastando la moda dei suicidi, cominciando dal negozio di casa fino a intercettare (e risolvere, in parte) il malessere della sorella Marylin, con grnde scorno del padre che rappresenta l'osso duro della famiglia. Insomma una commediola nera di animazione che però ben presto (forse troppo repentinamente) vira verso il lieto fine, inframezzata da canzoni che francamente ho trovato noiosette e di cui si poteva tranquillamente fare a meno. 

Nonostante qualche scivolone vale la pena d vederlo per la sua originalità. Piccolo appunto:  Vincent e Marylin hanno i nomi di Vincent Van Gogh e Marylin Monroe, morti suicidi. Non credo sia una scelta casuale ma del resto non ho trovato notizie su un famoso Alain suicida...



.



mercoledì 25 gennaio 2023

Peter Pan 2- Ritorno all'Isola che non c'è (Return to Neverland), 2002


 Regia di Robin Budd e Donovan Cook, con le voci italiane di: Veronica Puccio (Jane), Alessio   (Peter Pan), Paola Valentini (Wendy), Carlo Reali (CApitan Uncino), Enzo Garinei (Sougna)



Londra, 1917: Wendy Darling, ormai cresciuta, affronta come molti inglesi le paure e le ristrettezze della guerra assieme ai figli Jane e Danny, mentre il marito Edward è al fronte. Per consolare i figli Wendy racconta loro le avventure di Peter Pan ma Jane si arrabbia e le risponde che non crede alle fate, pirati, bimbi Sperduti: e così poco dopo ecco comparire Peter che, non potendo portare Wendy sull'Isol decide di portare Jane....




Uno dei pochissimi seguiti riusciti di un classico disneyano, in questo caso "Le avventure di Peter Pan" (1953); la storia inizia proprio dove il libro originale finiva: ovvero Peter torna dopo molti anni a trovare Wendy, scoprendo che ormai è cresciuta e ha messo su famiglia. Al suo posto sull'Isola che non c'è andrà sua figlia Jane.


La narrazione del film è leggermente diversa, dato che inizia in piena Prima Guerra Mondiale  e ci mostra pienamente la vita familiare di Wendy (Gianni e Michele spariti, mai nemmeno nominati all'interno del film), ex bambina ormai adulta e madre di Jane e Danny; il marito è al fronte e le scarse notizie su di lui non sono certo rassicuranti. I figli di Wendy crescono così in clima cupo e in cui bisogna crescere in fretta per potere affrontare le difficoltà che la vita quotidiana in un contesto di questo tipo impone. Difatti Jane è una bambina che per la grande sofferenza non crede più nelle storie che la madre le racconta, arriva proprio a non sopportarle: chi più di lei quindi ha bisogno dell'intervento del bambino che non vuole crescere?

Da qui si dipanano tutta una serie di avventure che in alcuni casi (Trilly rischia di morire perchè Jane non crede più nelle fate) si possono ricondurre alla storia originale, con gli stessi personaggi e dinamiche che tutti abbiamo amato. La storia fila perchè tenuta assieme in modo credibile, e il personaggio di Jane pur essendo nuovo si amalgama perfettamente con gli altri. Il fatto che l'animazione del 2002 fosse ancora prevalentemente classica è un altro punto a favore del film.






mercoledì 4 gennaio 2023

Un mostro a Parigi (Un monstre a Paris), 2011


 Regia di Bibo Bergeron, con le voci italiane di: Arisa (Lucille), Enrico Brignano (Raoul), Raf (Francoeur), Enzo Decaro (Emile),


Parigi, 1900: Emile e Raoul sono due amici che un giorno, mentre si trovano per caso nel laboratorio di uno scienziato, mescolando fra di loro alcune boccette senza accorgersene creano una strana pozione che colpisce una pulce che si trova sul pavimento. Quest'ultima cresce trasformandosi in un mostro, che fuggendo da laboratorio cerca un nascondiglio dato che tutti hanno paura di lui. 

Il  nuovo essere trova rifugio presso Lucille, giovane aspirante cantante di cui Emile è innamorato, la quale lo ribattezza Francouer e, dopo aver scoperto che è dotato di una meravigliosa voce e di particolari abilità musicali, decide di inserirlo nel suo spettacolo.....




Ho molto apprezzato questo bel cartone dall'impianto ancora classico, e con un'animazione che, seppure non essendo più "vecchio stile" per ovvi motivi, tuttavia si mantiene pulita e non particolarmente pesante o calcata come purtroppo avviene al giorno d'oggi.

La storia- ambientata nella Parigi dei primi anni del '900 e vagamente ricordante "Il fantasma dell'Opera"- è quella di Francouer, una pulce che dopo aver subito gli effetti di una strana pozione creata per sbaglio da due amici pasticcioni, Emile e Raoul, si trasforma in un mostro che ha però una voce meravigliosa e un innato talento musicale. Viene adottato da Lucille, una giovane aspirante cantante di cui Raoul è innamorato, che conquistata dalle sue doti cerca di aiutarlo a inserirsi nel nostro mondo dopo averlo opportunamente travestito; si arriva al punto che Francouer viene assunto come "spalla2 di Lucille nel suo spettacolo ottenendo enorme successo. 






Parallelamente assistiamo alla parte sentimentale del film, con la formazione di due coppie di innamorati (Lucille/ Raoul ed Emile/   ), e sopratutto alla parte d'azione, dove Francouer viene preso di mira dal cattivo di turno, il prefetto Maynott, pronto a ucciderlo con lo scopo di farsi passare per l'eroe della città. 

Un cartone intelligente ma senza essere pesante- come purtroppo sembra essere di moda tra molti cartoni di oggi- e sopratutto senza perdere di vista il pubblico infantile cui dovrebbe essere principalmente indirizzato; personaggi non banali, una sceneggiatura ben scritta che sorregge il tutto, un buon ritmo e una buona dinamica fra momenti divertenti e più seri caratterizzano questo intelligente cartone che purtroppo ha avuto scarso successo. Per la versione italiana aggiungiamoci anche il doppiaggio, con artisti del calibro di Raf e Arisa nelle parti cantanti.










martedì 13 dicembre 2022

Oliver & Company, 1989

 


Regia di George Scribner,con le voci italiane di : Francesco Venditti (Oliver), Claudio Sorrentino (Dodger),Miriam Catania (Jenny), Glauco Onorato (Sykes), Gigi Angelillo (Fagin),.



Nella New York di fine anni '80 il piccolo Oliver, un gattino abbandonato che vive per strada, viene adottato da un gruppo di cani randagi capitanati dal vivace Dodger, che vivono su una vecchia barca assieme al senzatetto Fagin, mantenendosi con vari espedienti. 

Fagin ha contratto un debito con Sykes, un pericoloso gangster che "preme" perchè il devito venga saldato a ogni costo.....


Cartone Disney uscito alla fine degli anni '80 e caduto col tempo nel dimenticatoio tanto che nemmeno quando c'erano i Disney Store ho trovato del merchandising riguardante i suoi personaggi. Del resto mi pare di ricordare che nemmeno all'epoca ebbe grande successo: chissà perchè visto che non mi pare peggio di tanti altri. 

Versione Disneyana di "Oliver Twist" di Charles Dickens, nemmeno a me è piaciuto granchè: simpatico, musiche accattivanti, scenografie e disegni tipici del cinema dell'epoca (New York era una ambientazione molto di moda allora), anche valido come adattamento del libro originale pur con tutti i dovuti cambiamenti...ma non so, non c'è stato quel "Quid" che io ritengo necessario per apprezzare o ricordare un film. Questo non vuol certo dire che non meriti almeno una visione: sicuramente può piacere agli amanti di cani e gatti, e ai bambini specie se molto piccoli. 






martedì 6 settembre 2022

Minions 2- Come Gru diventa cattivissimo (The rise of Gru ), 2022


 Regia di Kyle Balda, con le voci italiane di: Max Giusti (Gru), Pierre Coffin (Minions), Carlo Valli (Willy Krudo), Manuela Andrei (mamma di Gru).


1976: Gru ha 11 anni e da grande sogna di diventare un Super Cattivo; le sue abilit in tal senso vengono notate dai Malefici 6, un gruppo dei più Cattivi Supercattivi della Terra, che lo contattano per un colloquio "di lavoro". Gru viene però scartato e, per vendicarsi, ruba un prezioso monile 




Capitolo conclusivo (almeno credo, dato che ritengo che questa storia non abbia più nulla da dare) della saga di Gru e dei Minions i quali, partiti dall'essere spalle comiche nel primo "Cattivissimo me" (2008 ), man mano sono diventati le vere star di questa serie oscurando un poco le vicende dei personaggi umani. 

Film simpatico ma che francamente mi ha lasciato ben poco: la storia non è niente di che, e paradossalmente sono proprio le avventure di Gru & soci a risultare più noiose; le avventure dei tre Minions principali Stuart, Bob e Kevin risultano più accattivanti, perlomeno perchè ci si chiede man mano come finirà l'avventura a San Francisco dei tre e cosa combineranno. La cosa più gradevole a mio avviso sono le tante citazioni musicali o di altri film, di cui il film è zeppo. 






mercoledì 31 agosto 2022

Il castello errante di Howl (Hauru no ugoku shiro ), 2004


 Regia di Hayao Miyazaki  , con le voci italiane di: Roberta Pellini (Sophie), Francesco Bulkaen (Howl), Ludovica Modugno (Strega Delle Lande), Luigi Ferraro (Calcifer), Furio Pergolani (Markel).



Dopo la morte del padre la giovane Sophie lavora per portare avanti la cappelleria di famiglia; un giorno, mentre si reca a trovare la sorella, viene importunata per la strada da due soldati e salvata da un affascinante giovane. La ragazza non sa di avere incontrato Howl, un mago potente e famoso per essere senza cuore; per questo la Strega delle Lande per ripicca le lancia una maledizione che la trasforma in una vecchietta, condannata per di più a non poter rivelare ad alcuno ciò che è successo.

A Sophie non resta quindi che fuggire attraverso le Lande; casualmente trova rifugio proprio nel castello di Howl- un castello magico che si muove e funziona da solo-  presentandosi come donna delle pulizie. Qui fa amicizia con Markel, il piccolo apprendista di Howl, con il fuoco Calcifer che ha il compito di alimentare il castello, e con lo stesso Howl. Nel frattempo scoppia una guerra e anche il mago viene richiamato a dare il proprio contributo....



Ho passato il Ferragosto al cinema rivedendo questo bellissimo film che avevo già visto al cinema in occasione della sua uscita, nel 2005. Che dire: nonostante l'abbia visto parecchie volte nel corso degli anni, riesce ancora a emozionarmi come la prima volta, nonostante ormai non sia più una giovane e sognante ragazza (perchè sì, mi ha fatto anche sognare) ma sia ormai avviata verso la mezza età.

E' di fronte a film come questo che rimpiango l'animazione vecchio stile, perchè quella moderna per quanto tecnicamente perfetta (e comunque non è nemmeno così) non è assolutamente in grado nè di regalare le stesse emozioni   nè di raccontare le storie come la prima ; se "La città incantata" ha vinto l'Oscar come miglior film di animazione, questo cosa meritava?


La storia è quella di Sophie, una giovane cappellaia con poca autostima che conduce una vita solitaria e noiosa, che cambia il giorno in cui la vendicativa Strega Delle Lande la trasforma in una donna anziana; disperata per non potersi più mostrare a nessuno Sophie fugge attraversando le lande. Il cambiamento di aspetto la mette in un certo senso al riparo disavventure, molestie e sfortune varie: perchè una innocua vecchietta che attenzioni può attirare?

Ed ecco che la nostra eroina trova rifugio proprio nel castello errante del famigerato mago Howl, la cui occupazione preferita pare essere spezzare i cuori delle ragazze con la sua crudeltà; in realtà questo atteggiamento nasconde molto altro, e Sophie (che si integra perfettamente con gli abitanti della casa: l'apprendista Markel, il fuoco Calcifer e lo stesso Howl, formando una stramba ma affettuosa famiglia) avrà modo col tempo di penetrare questo animo complesso finendone influenzata al punto da innamorarsene. Ma è un esempio di amore positivo in cui due solitudini si uniscono a smorzare i difetti dell'altro e a cambiare in positivo non solo le proprie vite, ma anche quelle degli altri (alla famigliola si unirà la ex Strega che, privata dei suoi poteri e riportata al proprio aspetto reale, diventa una placida nonnina dal cuore sempre giovane).

Pellicola che riunisce in sè vari generi e che va al di là del semplice cartone animato, con un'animazione tecnicamente perfetta e una caratterizzazione di personaggi, ambienti e paesaggi minuziosamente descritti anche nei minimi particolari, è uno di quei film che quando lo stai guardando vorresti non finisse mai. Anche se lo stai rivendendo per la miliardesima volta, come me. 







domenica 27 marzo 2022

Oceania (Moana), 2016

 


Regia di Ron Clements e Jon Musker, con le voci italiane di: Emanuela Ionica (Vaiana),Fabrizio Vidale (Maui),Angela Finocchiaro (nonna Tala), Raphael Gualazzi (Tamatoa).


La giovane Vaiana, figlia del capovillaggio dell'isola di Motuni, è incuriosita da un divieto che da sempre vige fra la sua gente: quello di non superare mai, per nessun motivo, i confini dell'isola. A un certo punto però i pesci cominciano a scarseggiare e al popolazione rischia di patire la fame; per risolvere il problema Vaiana propone di spingersi più al largo ma anche stavolta la proposta viene bocciata, pur essendo in stato di bisogno. 

Incoraggiata dalla nonna e venuta a conoscenza di una leggenda riguardante la dea fondatrice dell'isola (e che potrebbe essere all'origine delle difficoltà attuali), Vaiana decide comunque di partire....



Film Disney tra i più recenti e sottovalutati ( a mio avviso), segue l'attuale tendenza della casa di produzione di dare spazio anche a personaggi e storie di altre culture non occidentali. 

E stavolta abbiamo uno scenario totalmente nuovo: le Isole del Pacifico, dove vive una tribù Maori in cui una delle regole principali è di non navigare mai al di là del confine (sostanzialmente breve) della barriera corallina; anzi ai bambini viene spesso ordinato anche di non addentrarsi troppo in mare quando giocano. Inconsapevole di tutto ciò Vaiana, figlia del capo villaggio, mostra sin da piccolissima una tendenza  a ribellarsi a questa regola che pure si sforza di rispettare, spesso spalleggiata dalla nonna che le rivela anche la leggenda alla base di questa severa regola. 

Quando Vaiana è ormai grande gli abitanti dell'isola cominciano ad avere grossi problemi: il pesce non basta più per sfamare gli abitanti e anche le altre risorse naturali dell'isola si stanno assottigliando. L'unica salvezza potrebbe essere superare il confine stabilito ed esplorare nuovi territori ma gli abitanti sono atterriti alla sola idea di ciò che li aspetta nel caso infrangessero la regola: così Vaiana si ritrova, da sola, a prendere l'iniziativa e a partire, affiancata da Maui, semidio sbruffone che nasconde un drammatico passato, anche lui alla ricerca della propria identità.

I personaggi di questo film sono davvero molto belli: inusuali nel panorama disneyano ma non forzati o assoggettati alle mode del momento, senza superpoteri ma con pregi e difetti , che devono trovare in sè stessi la forza per seguire i propri sogni e anche (almeno nel caso di Vaiana) il bene della comunità (e non esclusivamente il proprio egoistico interesse). Vaiana è un eroina a tutto tondo molto interessante e costruita in modo valido: una principessa moderna, curiosa e ansiosa di rendersi indipendente, per la quale questo viaggio rappresenterà un "viaggio di formazione", così come per Maui, che imparerà ad accettare i propri limiti e a collaborare con qualcuno. 


Scontato che la grafica sia curata e accattivante, mentre ho trovato la colonna sonora più interessante di quella delle produzioni Disney degli ultimi anni. 

Piccola curiosità: il nome originale della protagonista non è stato cambiato per via di una (inesistente) allusione alla pornostar Moana Pozzi- come era circolato inizialmente- dato che è stato cambiato non solo in Italia ma in tutta Europa. Francamente mi sarebbe sembrato il massimo della ridicolaggine.....






sabato 25 dicembre 2021

Barbie- La principessa e la povera (Barbie as The Princess and the Pauper), 2004

 


Regia di William Lau, con le voci italiane di: Daniela Fava (Annalisa, Erika, Narratore), Simone D'Andrea (Dominik), Riccardo Niessem Onorato (Julian).

In un minuscolo regno nascono nello stesso giorno due bambine: la principessa Annalisa, figlia del Re, ed Erika, figlia di popolani. Trascorsi 18 anni, Annalisa è soffocata dai doveri e dalle imposizione della Corte, nonchè dalla consapevolezza che presto la aspetta un matrimonio combinato; per evadere (letteralmente) da Palazzo la giovane comincia a girovagare in incognito per il Regno, dove incontra Erika. Entrambe sorprese dalla propria somiglianza e dopo aver scoperto la comune passione per il canto le due ragazze fanno amicizia...



Versione "Barbifera" del classico di Mark Twain "Il principe e il povero" ( ), è il film di Barbie che mi è piaciuto di più tra quelli che ho visto (pochi).

Non che abbia qualcosa di speciale rispetto agli altri ma mi ha divertito un po' di più. 

Per il resto, tutto come sempre: c'è Barbie nei panni di una principessa ribelle stile "Vacanze romane", stavolta con un alter ego con cui ci sarà un'ovvia storia di scambio partendo da un assunto totalmente assurdo, ovvero: che le due protagoniste siano totalmente identiche (Come anche narrata dalla canzone "Sono uguale a te" che accompagna il loro primo incontro). Ma dove, che non si assomigliano nemmeno per le unghie?!

Difatti quando si scambiano tutti i coinvolti credono all'errore sostanzialmente perchè in realtà non hanno mai visto Annalisa di persona....comunque vi assicuro che nemmeno i bambini all'epoca hanno creduto alla storia dello scambio!

Abbiamo Ken nella parte del Principe di turno, i soliti animali da accompagnamento (stavolta un cane e due gatti, leggermente ridicoli), un complotto che viene sventato dalla forza dell'amore e dell'amicizia ecc ecc. 

Si lascia vedere senza infamia nè lode, ricordo che le Barbie corrispondenti erano molto carine sopratutto quella di Erika.






mercoledì 22 dicembre 2021

Le follie dell'imperatore (The Emperor's New Groove), 2000


Regia di Mark Dindal, con le voci italiane di: Luca Bizzarri (Kuzco), Adalberto Maria Merli (Pascha),Anna Marchesini (Yzma),Paolo Klessisoglu (Kronk).


Kuzco è un giovane e viziato imperatore Inca, che come regalo per il suo 18esimo compleanno decide di costruire un parco acquatico personale su una collina già abitata da alcuni contadini. Quando Pascha, il capo del villaggio, si reca da Kuzco per esternare le proprie rimostranze, questi non se ne cura affatto e lo caccia via, sprezzante.
Il regnante non sa che  nel frattempo la strega Yzma ha ordito un complotto contro di lui per avvelenarlo e prendere il potere al suo posto; ma a causa della sbadataggine dell'aiutante Kronk la pozione bevuta da Kuzco lo trasforma in un lama, che viene abbandonato alle pendici del villaggio e ritrovato proprio da Pacha....






CArtoon Disney poco conosciuto rispetto ad altri, se non per i personaggi di Yzma e sopratutto di Kronk, diventati a loro modo iconici. 
Storia simpatica e diversa dai canoni disneyani fino ad allora in voga; forse per questo ha ottenuto meno successo e anche oggi è fra i cartoon meno ricordati. Eppure io- che l'ho visto solo pochi anni fa avendolo perso all'epoca- l'ho trovato fresco come stile, moderno e originale, con personaggi anch'essi diversi dai soliti presenti in questi cartoni. 
Innanzitutto Kuzco, il protagonista, giovane imperatore egoista e viziato dedito a soddisfare esclusivamente i propri desideri, ma anche ingenuo e in fondo solo, visto che non riesce a credere alle cattive intenzioni di Yzma fino a quando non ci sbatte il muso.

La serie di eventi raccontati nella trama lo porterà a dover arrangiarsi da solo e a sperimentare la vita di qualcuno che non solo viene del tutto ignorato dagli altri ma che comunque deve pure affidarsi a qualcuno se vuole avere qualche chance di sopravvivenza; il caso vuole che questo qualcuno sia proprio Pascha, il capovillaggio che aveva trattato con disprezzo poco prima. 
La storia verte sul viaggio che i due intraprendono per riportare Kuzco a Palazzo e smascherare la strega; ovviamente gli ostacoli sono intervallati da numerose situazioni comiche, dove le due coppie (Pascha- Kuzco e Yzma-Kronk) si ritrovano in situazioni parallele che rischiano di mandare il loro piano a monte; la parte più divertente in tal senso è quella del locale dove sostano, e in cui Kronk rivela inaspettate doti di chef alla Cannavacciuolo.
Se i protagonisti principali sono simpatici e funzionano adeguatamente, i personaggi che rimangono più in mente però sono proprio la cattiva Yzma (una Crudelia de Mon più comica) e Kronk, ingenuo e ottuso ma non cattivo; molto carina anche la simpatica e peperina moglie di Pascha, personaggio femminile diverso dai soliti disneyani.




domenica 28 novembre 2021

Strappare lungo i bordi, 2021


 Regia di Zerocalcare, con le voci di Zerocalcare e Valerio Mastandrea (Armadillo).


Zero e i suoi amici Sara e Secco vivono nella periferia romana; un giorno partono per Biella, città di origine di Alice, una quarta amica (e per lungo tempo interesse amoroso inespresso di Zero) alla quale è successo qualcosa....




Ho guardato da profana ( ovvero, senza conoscere l'opera del fumettista Michele Rech, in arte ZeroCalcare) questa serie tv, spinta esclusivamente da curiosità viste le lodi sperticate che ho letto praticamente ovunque. 

Mi è piaciuta, l'ho trovata ben fatta e intelligente seppure non mi pare proprio quel capolavoro assoluto cui molti gridano; presumo che l'autore abbia più o meno la mia età visto che quelli dei personaggi narrati sono i problemi di quelli della mia generazioni, ex giovani a cui era stato promesso un proprio "posto nel mondo", e che alla fine spesso si sono ritrovati fregati, tra lavori precari che non ti consentono di farti una vita normale, una famiglia e nemmeno di mantenerti senza ricorrere all'aiuto dei genitori; un mondo cambia troppo velocemente sia a livello di tecnologia che di valori, lasciando inevitabilmente indietro chi è più fragile o semplicemente più "normale", senza grandi ambizioni o capacità. In fondo, come fa notare uno dei personaggi, nessuno nasce con un libretto di istruzioni per la vita.

Personaggi simpatici e umani in cui ciascuno di noi può riconoscere oltre a sè stesso anche amici, parenti e le persone che conosciamo, con in più l'Armadillo, spietata coscienza di Zero, ingombrante come tutte le coscienze. Non ho avuto alcun problema a capire il romanesco con il quale i personaggi si esprimono ma credo sarebbe comunque meglio mettere i sottotitoli per chi dovesse effettivamente non capire.









venerdì 24 settembre 2021

Si alza il vento ( 風立ちぬ Kaze tachinu), 2013


Regia di Hayao Miyazaki, con le voci italiane di: Emiliano Coltorti (Jiro), Agnese Marteddu (Nahoro),Angelo Maggi (signor Caproni).


Giappone, 1918: Jiro è un ragazzino che sogna di diventare costruttore di aerei come l'ingegnere italiano Caproni, il suo mito; una volta cresciuto diventa ingegnere, inizia a lavorare allo stabilimento della Mitsubishi e viene assegnato a un team di progettisti di aerei da caccia. La sua abilità gli varrà una carriera di tutto rispetto all'interno dell'azienda, fino all'avvento della seconda guerra mondiale.
Nel frattempo conosce Nahoko, una giovane pittrice: i due si innamorano e si fidanzano ma dovranno fare i conti con la TBC, malattia da cui la giovane è affetta... 


Quello che inizialmente era stato presentato come l'ultimo film di Myazaki (che però nel 2017 ritornò sui propri passi)  narra un pezzo di storia giapponese poco conosciuto (almeno da noi, per quanto io sappia): la storia (qui fittizia) di Jiro Horikoshi, inventore degli aerei da caccia usati dalla Marina Giapponese durante la seconda guerra mondiale. 
L'ambientazione è quella del Giappone degli anni '40, in cui convivono modernità e tradizioni antiche, anche nella vita delle persone (la maggior parte di loro indossava ancora i costumi tradizionali e viveva in case di quel tipo), in cui il giovane ingegnere Jiro trova l'occasione per realizzare il suo sogno: diventare costruttore di aerei, proprio come il suo ispiratore, l'italiano Giovan Battista Caproni, ingegnere areonautico e pioniere dell'aviazione italiana che nel corso della vita del protagonista interagirà con lui in sogno, ispirandolo.

Tra iniziali insuccessi che presto si trasformeranno in successi c' è spazio anche per una storia d'amore tenera e purtroppo di breve durata, ma così profonda da segnare la vita del protagonista. 
Credo che la storia di Jiro si possa considerare alla stregua del cosiddetto "romanzo di formazione", dato che il protagonista parte dall'essere un giovane sognatore di belle speranze a un uomo maturo e consapevole- anche dolorosamente- della vita; senza snaturarsi ma semplicemente crescendo. Tutto ciò che gli accade concorrerà ad aiutarlo a fare avverare il suo sogno. 
Una storia a suo modo poetica ed epica,un film che molto spesso emoziona grazie a scene che ricordano molto una "messa in scena" dal vivo, realizzato con un disegno animato tradizionale a mio avviso molto più adatto di quello ormai in voga nei film di animazione di oggi.