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mercoledì 26 settembre 2018

Suicide Squad, 2016

 Regia di David Ayer, con Will Smith (Deathshot), Margot Robbie (Harley Quinn), Jared Leto (Joker), Viola Davis (Amanda WAlker),Jay Courtney (Capitan Boomerang),Jay Hernandez (El Diablo Santana), Karen Fukuhara (Katana), Ben Affleck (Bruce Wayne/ Batman), Adewale Akinnuoye- Agbaje (Killer Croc),


Da "Mymovies":

"E se domani Superman decidesse di rapire il Presidente degli Stati Uniti? Spaventati dal non saper rispondere a questa domanda i più alti ufficiali del governo americano accettano il folle piano di un agente dell'intelligence: costituire una squadra di metaumani, cioè umani con poteri, da tenere sotto il loro giogo e utilizzare per l'ordine interno ed estero. I prescelti sono necessariamente criminali, pericolosissimi ma anche manipolabili, soggetti a cui poter promettere qualcosa e da poter ricattare senza remore. L'evento di prova è l'inatteso (ma non immotivato) arrivo di un'antica e inarrestabile divinità sulla Terra. Con poco allenamento, nessun piano, vaghe promesse in caso di vittoria e una capsula esplosiva in corpo che li convince a non disertare, la squadra che si autodefinisce suicida è così mandata sul campo"




Orrido fumettone casinaro per adolescenti che, se non fosse stato per il personaggio iconico di Harley Quinn non avrei sicuramente visto. Di tutto il film infatti si salvano solo lei e la canzone della colonna sonora, versione moderna di "You don't own me", canzone degli anni '60 (la stessa cantata dal trio Goldie Hawn, Diane Keaton e Bette Midler nel mitico "Il club delle prime mogli").
L'idea di una gang di cattivi reclutati per salvare il mondo, in sè, non sarebbe malaccio nonostante non se ne veda il senso logico: il problema è che in questo film si fa più attenzione ai colpi di scena, alla parte fumettistica, al "fare casino", agli effetti speciali finendo per perdere interesse a qualunque spiegazione di tipo logico (anche solo una logica di una storia irreale, ovviamente).
Alcuni personaggi, come Harley Quinn, Deathshot, El Diablo sono ben caratterizzati e con storie interessanti, tutti gli altri sono delle figure che sembrano solo fare numero, compreso l'orrendo Joker in chiave psichedelica (e con apparecchio per i denti!) interpretato da Jared Leto: non voglio svalutare  il lavoro dell'attore, non credo che sia stato semplice interpretare un personaggio di questo tipo di cui tra l'altro si ricordano ancora oggi, a distanza di anni, le due fenomenali interpretazioni di Jack Nicholson e Heath Ledger. Ma forse è proprio la lettura che viene data dalla sceneggiatura a fare acqua da tutte le parti: non si capisce su che cosa si basi la sua storia con Harley, se non sull'abuso e sulla violenza psicologica, ma anche qui mi sembra un po' poco per un qualcosa che viene dipinto (e che in molti casi coì è stato recepito dagli spettatori, anche molto giovani) come una grande storia d'amore. Un messaggio molto pericoloso e brutto, di questi tempi. 

Storia d'amore a parte, è il personaggio in sè ad avere pochissima consistenza; tra l'altro ho letto da più parti che l'attore Jared Leto durante le riprese anche fuori dal set non è mai uscito, volontariamente, dal personaggio: chissà che delizia per i colleghi che hanno condiviso il set con lui!
Al contrario invece, Margot Robbie meriterebbe l'Oscar per la sua Harley Quinn, molto diversa anche nel look dall'originale: una psicopatica ma capace di un grande sentimento d'amore, seppure rivolto verso la persona sbagliata, e sotto sotto, anche di sentimenti di empatia con i personaggi della sua squadra. Per quanto riguarda il look, che dire? per fortuna il film non è uscito quando avevo vent'anni altrimenti sarei tornata a casa con i suoi stessi capelli!
Per il resto, totalmente inutile.


giovedì 14 dicembre 2017

Natale al Sud, 2016


Regia di Federico Marsicano, con Massimo Boldi (Peppino Colombo), Biagio Izzo (Ambrogio Esposito), Debora Villa (Bianca Colombo), Barbara Tabita (Celeste Esposito), Anna Tatangelo (Eva), Simone Paciello (Simone), Riccardo Dose (Riccardo), Enzo Salvi (Checco ), Paolo Conticini (Leo).


Riccardo e Simone sono due amici entrambi fidanzati virtualmente con due ragazze conosciute sul sito di incontri "Cupido. 0", che però non hanno mai davvero incontrato di persona. I rispettivi genitori sono molto preoccupati per questa realtà virtuale dei loro figli, e a loro insaputa organizza per entrambi una vacanza in Puglia con le rispettive fidanzate virtuali, con le quali si incontreranno per la prima volta. Peccato che nei piani rientra il fatto che entrambe le coppie di genitori andrà in vacanza "in incognito per controllare come andrà la vacanza....




Mi sa tanto che il cinepanettone come l'avevamo sempre conosciuto è ufficialmente deceduto. So bene che in molti lo disprezzano, ma a me i vecchi cinepanettoni non sono mai dispiaciuti del tutto, presi esclusivamente per quello che sono, ovvero film con evasione di poche pretese per strappare una risata e un sorriso. Ma ormai da qualche tempo a questa parte- in particolare dopo la rottura del sodalizio tra boldi e De Sica, principali protagonisti del genere- ormai non si ride nemmeno più, non c'è una trama anche labile, ma solo uan serie di gag deficienti che non invogliano nemmeno a scaricare il film da Emule, figuriamoci spendere otto euro al cinema!
A parte che non si capisce il bisogno di mettere il Natale nel titolo quando poi il resto del film è ambientato in estate (sic!)....cosa ci sarebbe da dire? Al limite, posso notare l'idea (apprezzabile sulla carta) di deridere gli odierni modi di usare il web e i social network, ma poi tutto viene cancellato dalla recitazione pessima di ogni singolo membro del cast, da gag che come ho detto non fanno ridere nemmeno i polli e...da tutto il resto. Non c'è una cosa che si salvi in questo film!
















mercoledì 20 settembre 2017

Matrimonio al Sud, 2015



Regia di Paolo Costella, con Massimo Boldi (Lorenzo Colombo ), Biagio Izzo (Pasquale Esposito), Barbara Tabita (Anna), Deborah Villa ( Giulia), Paolo Conticini (Gegè), Fatima Trotta (Sofia), Enzo Salvi (Lello),Luc Peracino (Teo).





I giovani Teo e Sofia decidono di sposarsi, ma c'è un problema: lui è figlio di un industriale con fabbrichetta nel Nord, lei di un pizzaiolo napoletano. ed entrambi i genitori sono attaccatissimi alla propria terra d'origine, con gravi pregiudizi per quella altrui.....



Come sapete io i cinepanettoni non li disprezzo a priori: è un genere di intrattenimento che va preso così com'è, un genere che altro scopo non ha se non far passare due ore spensierate ridendo un po'.
Negli anni mi è capitato di vederne di carini come di orrendi, e questo sicuramente appartiene s quest'ultima categoria; un film  talmente sciocco e inutile che anche i tre euro del noleggio mi sono sembrati sprecati. Trama raffazzonata, personaggi tremendi, e come umorismo più in là del meridionale che dic e"polentone" a quello del Nord e quello del Nord che dice "terrone" a quello del Sud non si va. E ovviamente questo NON E' umorismo.
Usare come ambientazione "La Sonrisa", il celebre castello ristorante di Don Antonio Polese reso celebre dal programma "Il boss delle cerimonie" non basta e non aiuta. E speriamo che il povero Don Antonio non si sia rivoltato nella tomba....

domenica 21 agosto 2016

Notte prima degli esami- Oggi, 2007



Regia di  Fausto Brizzi, con Nicolas Vaporidis (Luca), Eros Galbiati (Riccardo),Sarah Maestri (Alice), Andrea De Rosa (Massimiliano),Chiara Mastalli (Simona), Serena Autieri (Prof.Elisabetta Palliani), Giorgio Panariello (Paolo Molinari), Carolina Crescentini (Azzurra).


Giugno 2006: la scuola è finita e per Luca e i suoi amici comincia il periodo di studio prima della maturità. Ovviamente si fa per dire, visto che tra feste, voglia di vacanze e partire dei Mondiali per i ragazzi lo studio è un'occupazione secondaria; in particolare Luca conosce Azzurra, addestratrice di delfini di cui s'innamora e con cui ha una breve relazione, dato che la ragazza sta per trasferirsi a Parigi....






Come spesso accade, il seguito di un film di successo non è altrettanto riuscito; e questo è proprio uno dei casi in cui non solo il film (nonostante gli incassi più che soddisfacenti) non è riuscito, ma è proprio bruttino e privo di senso,
Manca la magia del primo capitolo, una colonna sonora forse vintage ma di forte richiamo, una storia più compatta, personaggi meglio delineati e sopratutto figure adulte di spessore come erano il terribile prof. Martinelli di Faletti e la stupenda nonna di Valeria Moriconi.
Qui i personaggi (con gli stessi nomi degli omonimi del precedente film) si muovono attraverso storie spezzettate, poco interessanti e  inconcludenti, con meno ingenuità e più malizia "Vuota" rispetto ai predecessori, tanto da ridursi alla fine proprio solo a macchiette stereotipate. Se la storia tra luca e Azzurra è poco credibile, il peggio del film stavolta sono proprio gli adulti, dipinti come falsi, sciocchi, inaffidabili e molto più immaturi dei ragazzi: anche volendo stendere un velo pietoso sui personaggi della Autieri e di Panariello, non + che gli altri siano meglio. Si intravede anche qui un nonno (Franco Interlenghi in una delle sue ultime apparizioni) che forse avrebbe potuto regalare l'unico personaggio valido se non fosse solo un cameo relegato nei minuti finali.
Probabilmente nelle intenzioni del regista l'aver scelto come ambientazione l'estate del 2006 (quella degli ultimi mondiali vinti dall'Italia) bastava a costruire attorno a quella vittoria -non proprio mitica a dire la verità, visto che quella rimasta nella memoria collettiva ancora oggi è quella dell'82, da cui infatti partirà la fiction Rai del 2011- una storia che desse l'impressione di essere rimasta memorabile perlomeno per coloro che l'hanno vissuta; e invece.....




venerdì 4 dicembre 2015

A Natale mi sposo, 2010



Regia di  Paolo Costella  , con Massimo Boldi (Gustavo), Massimo Ceccherini (Cecco ), Enzo Salvi (Rocky), Nancy Brilli (Sara), Vincenzo Salemme (Antonio), Elisabetta Canalis (Paloma), Teresa Mannino (Gina), Lucrezia Piaggio (Kris), Jacopo Sarno (Fabio).
 
Gustavo è proprietario di una trattoria a Roma, ma sogna le famose cinque stelle sulla guida del Gambero Rosso; per questo accetta con entusiasmo di occuparsi del catering per un matrimonio che avverrà a Sant Moritz.
Gustavo parte col suo staff: il figlio Fabio, il cuoco Rocky e l’aiutante Cecco, ignaro di tutto ciò che sta dietro: in realtà è stato proprio Fabio, innamorato della futura sposa Chris, a combinare l’ingaggio per tentare di fermare le nozze...
 
 
Come ho detto altre volte, i cinepanettoni mi piacciono:è un genere certamente banale e con molte pecche, ma in fondo sincero: se vai a vedere un cinepanettone, sai già esattamente cosa aspettarti. Mentre invece quante ciofeche, soprattutto americanate, vengono pubblicizzate come “grandi film”, “commedie intelligenti” ecc.?Poi uno va a vederle, spendendo magari otto euro, e si trova davanti ad un film inguardabile…
Detto questo, come si sa in questo genere la trama non conta poi molto, e qui si vede: sceneggiatori e registi hanno lavorato il minimo sindacale per la riuscita di un film, usando gag di cattivo gusto o trite e ritrite più che in altri film del genere. Francamemte, uno di quei film che dà ragione ai sooi stessi detrattori!

Molto altro da dire non c’è, se non che la simpatica Teresa Mannino(quella degli spot con Raoul Bova, per intenderci) merita di più. Speriamo di vederla presto in ben altri film!





lunedì 14 luglio 2014

Stayng alive, 1983


Regia di Sylvester Stallone, con John Travolta (Tony Manero),Cynthia Rhodes (Jackie), Finola Hughes (Laura).

Andatosene da Brooklyn, Tony Manero si è trasferito a Manhattan dove cerca di sfondare come ballerino, senza successo; per vivere è infatti costretto a integrare qualche lezioni di ballo con il lavoro di cameriere in un locale notturno.
nonostante abbia una relazione stabile con Jackie,anche lei ballerina, non disdegna certo avventure di ogni tipo, in particolare con l'affascinante Laura...







Da fan de "La febbre del sabato sera", non sentivo davvero la necessità di un seguito della storia, ma dato che poche sere fa in tv lo hanno trasmesso ho deciso di guardarlo.
Pentendomene: è vero che solitamente i seguiti sono meno riusciti dei primi capitoli, ma capita spesso di trovarsi comunque di fronte a film perlomeno guardabili. In questo caso invece mi sono trovata di fronte semplicemente a un film brutto, grossolano nei contenuti e con storia inesistente, il cui unico punto di forza è l'interpretazione di John Travolta (sopratutto quando balla) e la scena madre in cui Tony ri-attraversa il famoso ponte per tornare indietro nel vecchio quartiere-scena simbolica dato che alla fine del primo film l'aveva attraversato per uscirne.
Non si sa perchè il fisico all'epoca ancora snello e scattante di Travolta ora compaia gonfiato stile Schwarzenegger in "Conan"...forse perchè all'epoca (primi anni '80) cominciava a diffondersi la moda dei body builder o dei fisici di quel tipo, certo è che anche questo particolare appare piuttosto stonato e di cattivo gusto, come di cattivo gusto è la scelta di inasprire alcuni difetti che il personaggio di Tony già aveva manifestato nel  film originale,seppure stemperati comunque  da una certa sensibilità e correttezza verso gli altri. Sto parlando del maschilismo che qui raggiunge veramente livelli di intollerabile insopportabilità, mostrando Tony fidanzato (più o meno) con una ragazza che puntualmente non solo tradisce ma prende in giro (le promette di andare a prenderla poi la lascia per ore ad aspettare per strada perchè è con l'altra,le fa fare il tappabuchi quando l'altra lo manda in bianco ecc), e tratta male quando lei lo lascia dicendogli in faccia che non intende continuare con questa mancanza di rispetto, offendendosi (lui,non lei!).Però si mostra geloso quando lei gli presenta un amico; inoltre continua a provarci con l'altra ragazza condannandola però perchè lei ha nei confronti degli uomini lo stesso identico atteggiamento che lui tiene nei confronti delle donne. 

Stomachevole perfino per una che non è certo una femminista incallita!
Qua e là riaffiorano gentilezza d'animo  e qualcosa d'altro, ma poco:in sostanza il simpatico ragazzo italoamericano è stato trasformato nell'insopportabile bulletto che si era voluto evitare nel primo film.
Travolta a parte, non è che gli altri interpreti brillino,ma c'è da dire che i personaggi sono quasi tutti stereotipati e poco approfonditi, non è del tutto colpa degli attori, è proprio la sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti: durante il film non succede praticamente nulla, se non fosse per l'orrido balletto finale, che potrebbe tranquillamente entrare nella storia del cinema come una delle scene di più cattivo gusto.
Del resto lo si doveva capire dal titolo: quando si sente il bisogno di replicare il vecchio soggetto,qui gatta ci cova...



domenica 9 marzo 2014

Storia d'inverno (A Winter's tale) 2013



Regia di Akiva Goldsman , con Colin Farrell (Peter Lake), Jessica Brown Findlay (Beverly Penn),Russell Crowe (Pearly Soames), Jennifer Connelly(Virginia Gamely),  Will Smith (Il giudice), Willian Hurt (Isaac Penn),Eva Marie Saint (Willa Penn anziana).

Nella New York del primo  '900, il ladro di strada Peter Lake si innamora, ricambiato, della ricca Beverly Penn, la quale però, malata di tisi, ha poco da vivere.
Il boss ( e qualcosa di più...)Pearly Soames, padre adottivo di Peter dal quale il giovane si è separato per via della sua crudeltà diventando da allora il suo nemico più acerrimo, tenta di impedire questo amore, swnza riuscirci a causa di una profezia che permetterà ai due giovani di vivere un amore brevissimo ma talmente intenso da valicare i confini del tempo...

...e per la serie "Le ultime parole famose":

"Comincia molto bene questo 2014 cinematografico!" (Recensione di "American Hustle")

"Prosegue sempre meglio questo 2014 al cinema (mi manca però la recensione di un bel film che ho visto prima di questo "La mia classe", con Valerio Mastandrea) con l'ultima fatica di Scorsese..." (Recensione di "The wolf of Wall Street")

"Non avevo sentito nominare questo film, nemmeno su Ciak, prima che mi venisse proposto; è stata davvero una gradita sorpresa" (Recensione "La mia classe")


...arriva ora la prima ciofecona del 2014 al cinema, presto in effetti, ma d'altronde non è che si possa pretendere. In confronto a questo film (tratto dall'omonimo romanzo-1993 - di Mark Helprin ) anche la mitica "Boiata pazzesca" di fantozziana memoria appare come un film da circolo culturale...del resto ci vuole poco: avrei dovuto capire già dal trailer che un film che riunisce come protagonisti due degli attori più cani del cinema di oggi (Russel Crowe e Colin Farrell) non poteva promettere bene, e infatti inizialmente non era nei miei pensieri andaro a vederlo; ma poi si sa...l'insistenza di un'amica e- MEA MAXIMA CULPA, so che non si fa!!!- una locandina davvero accattivante hanno fatto in modo che dessi una chance a questo film.
Sono stata giustamente punita per la mia superficialità da 113 minuti di st@@@te che si susseguono a ritmo frenetico, non sempre con un filo logico a unirle (ma ovviamente è sbagliato a priori pretenderlo da un film del genere) con vistosi buchi nella sceneggiatura, spiegazioni non date (ho dovuto leggermi alcune recensioni sul romanzo per capire molte cose!), svarioni temnporali (fatemi capire: nel 1914 la piccola Willa ha otto anni...nel 2014 è ancora viva?!) , fatti completamente slegati l'uno dall'altro, avvenimenti improbabili anche per un fantasy (il film è un minestrone di generi, prevalentemente fantasy-romantico-drammatico).

Per non parlare della recitazione ridicola (mi è piaciuta solo Jessica Brown Findlay, davvero luminosa non solo come bellezza ma proprio come presenza), dell'orrido taglio di capelli di Colin Farrell (Balottelli ante litteram)....beh, mi pare davvero abbastanza!!!!
Amo le storie romantiche, sopratutto ambientate nel passato, e se vanno oltre i confini del tempo ancora meglio....ma a tutto c'è un limite, sul serio.
Dato che potenzialmente la storia mi interessava, ho però letto varie recensioni del romanzo, e quasi tutte sono concordi nell'affermare che con il film c'entra poco o nulla (come spesso capita in queste occasioni): ecco, forse darò una possibilità al libro, ma il film è decisamente da dimenticare (e mi permetto di sconsigliarlo anche agli appassionati fanatici integralisti del genere!!!).









mercoledì 27 novembre 2013

La fidanzata di papà, 2008



Regia di Enrico Oldoini,con Massimo Boldi(Massimo),Simona Ventura( Angela),Nino Frassica (Nino),Enzo Salvi (Eros),Biagio Izzo(Maria),Davide Silvestri(Matteo).Martina Pinto( Barbara),Elisabetta Canalis(Felicity).

Matteo, figlio di Massimo,albergatore a Cortina, vive negli Stati Uniti con la fidanzata Barbara che aspetta un bambino.In concomitanza col lieto evento, tutta la famiglia di Matteo viene invitata in America ospite nella villa di Angela, madre di Barbara e importante manager.
Arrivano così papà Massimo, che da subito prende in antipatia( ricambiata)la consuocera, la sorella Lara che fa amicizia con Maria, la segretaria di Angela che in realtà è un uomo vestito da donna, e zio Eros, stralunato e casinaro fratello di Massimo, che s’innamora di Maria.Ovvio che la convivenza tra le due famiglie non sarà facile,aggravata pure dalla nascita di un bimbo nero…


Questa volta il solito film comico con Massimo Boldi, che a me piace comunque nonostante tutti storcano il naso,non mi è piaciuto per nulla.
Già prima di andare a vederlo dubitavo del fatto che un film in cui è presente Simona Ventura potesse piacermi, ma ho confidato che,cessa a parte, tutto il resto( perché il cast è esattamente uguale agli altri film)potesse piacermi.Invece nisba.
Le gag sono inutili e alcune pure squallide, soprattutto quella dello scambio dei bambini in culla, nonché la trovata della one night stand della Ventura addirittura con Barack Obama!Non viene mai detto nel film, credo per motivi di censura, ma si capisce benissimo di chi sta parlando!E ancora un po’ più in su no?!
Insulsa la trovata degli errori di parlata di Nino Frassica, nonché la scarsa originalità secondo cui metà dei personaggi del film si chiama esattamente come gli attori che li interpretano.
No comment sulla presenza degli ormai appassiti Fichi d’India:capisco che devono campare pure loro poveretti, ma non è possibile ricollocarli in altro ambiente?!






sabato 5 ottobre 2013

Kate Winslet Day: Jude (1996)




Dato che oggi Kate Winslet, una delle mie attrici preferite da sempre, compie 38 anni, aderisco al Kate Winslet Day, anche se ho deciso di celebrarla parlando di uno dei suoi film più brutti: "Jude", di Michael Winterbottom, tratto dal romanzo "Giuda l'oscuro"( ) di Thomas Hardy.
Voi direte, che modo è celebrare una delle tue attrici preferite parlando di uno dei suoi film più brutti? Sopratutto visto e considerato che in questo blog sono già presenti alcuni suoi film: "Ragione e sentimento", "Neverland- Un sogno per la vita", "Iris- Un'amore vero", "The reader- A voce alta".
Risposta: per dimostrare come, in alcuni (rari) casi, la bravura e bellezza di un singolo interprete possono valere la visione di un "orrifilm"!

Jude, 1996

Regia di Michael Winterbottom, con Christopher Eccleston (Jude Fawley), Kate Winslet (Sue Bridehead), Rachel Griffiths (Arabella),Liam Cunningham (Philotson).


Nell'Inghilterra di fine '800, lo scalpellino Jude deve mettere da parte i suoi sogni di gloria e di iscriversi all'università dopo il matrimonio con una ragazza di campagna. Dopo essere stato abbandonato dall'infedele moglie, il giovane decide di riprendere in mano i suoi studi e si reca a Londra, dove incontra la cugina Sue. Tra i due nasce l'amore, inizialmente soffocato da convenzioni e benpensanti. Ma quando decidono di mandare a quel paese questi due elementi i due giovani non hanno idea di quel che li aspetta...

Come sopra detto, in assoluto uno dei più brutti film che abbia mai visto: cupo, atroce nel finale, senza un benché minimo lato positivo e spiraglio di luce (anche l'amore alla fin fine è solo una follia che non porta altro che dolore e guai); cupi anche i colori della fotografia (quasi sempre scuri), le atmosfere (quasi sempre nebbiose o piovose...tanto siamo in Inghilterra), cupe le musiche di accompagnamento (mancava solo la "Messa da Requiem"!), espressione perennemente depressa del protagonista maschile (e ne aveva ben motivo, d'altronde), insomma...anche vederlo se ci si trova in stato di grazia è rischioso!

In tutto questo l'unica luce è data proprio dalla presenza di Kate Winslet. Qui l'attrice aveva 21 anni  e all'attivo tre soli film, di cui due però importanti ("Creature del cielo" di  Peter Jackson e "Ragione e sentimento" di Ang Lee,la sua prima nomination all'Oscar) ; dà una prova attoriale ottima nella parte di un personaggio dolce, passionale ma anche estremamente drammatico sotto molti aspetti. Sue è una donna che crede nell'indipendenza delle donne, nel non essere sottomesse all'uomo, nell'avere pari diritti, sopratutto per quanto riguarsa l'istruzione; per questo a lungo resiste all'attrazione che prove per Jude, per la paura che i suoi sogni e le sue aspirazioni si risolvano in un nulla di fatto, nonostante lui condivida le sue vedute.
Cosa che puntualmente avviene: la nascita dei figli e le difficoltà economiche, derivanti spesso dai pregiudizi della gente dell'epoca verso le coppie non sposate - ai due capita spesso di essere scacciati o di perdere il lavoro per questo- li getta nella povertà più nera. Kate dà un'interpretazione molto fisica del personaggio, comprese scene di nudo e una scena del parto molto efficaci, più una trasformazione fisica (da giovane donna vestita con colori allegri a mamma povera e vestita di stracci) che colpisce lo spettatore in quanto la bellezza del personaggio rimane, anche dopo la catastrofe finale che la precipiterà nella follia.
Insomma, i primi passi di una meritatamente bella carriera....tanto auguri Kate!




lunedì 13 agosto 2012

La leggenda del cacciatore di vampiri (Abrahm Lincoln, the Vampire Hunter), 2011


Regia di Timur Bekmambetov , con Benjamin Walker(Abraham Linclon), Mary Elizabeth Winstead (Mary Todd), Dominic Cooper (Henry Sturgess),Rufus Sewell (Adam), Jimmy Simpson (Joshua Speed).

Agli inizi del 1800 il piccolo Abrahm Lincoln assiste all’omicidio della madre da parte di un vampiro. Da allora la sua vita è segnata: il desdierio di vendetta lo port, da adulto a dare la caccia al vampiro che ha ucciso la madre e, dopo l’amicicia con Henry Sturgess, un vampiro buono che combatte i suoi simili, a sterminare qualunque vampiro trovi sul suo cammino.
La gravosa missione non gli impedisce di studiare legge, sposarsi con Mary  e diventare presidente degli Stati Uniti..

Decisamente, in questi anni per quanto riguarda il filone vampiresco si è visto di tutto, persino la versione “zombie” di ORGOGLIO E PREGIUDIZIO e  I PROMESSI SPOSI (in letteratura…). Ma mai avrei pensato che qualcuno avrebbe avuto l’idea di far diventare cacciatore di vampiri addirittura Abramo Lincoln!!!
Ma nel cinema, come nella vita, tutto è possibile e quindi ecco servito questo fumettone (tratto dal solito romanzo di  Seth Grahm Smith) in realtà non proprio da buttare ma- sarà perché rivolto prevalentemente a un target di adolescenti- che a me ha ispirato un sacco di grasse risate!
Già di per sé la storia è surreale, ma se ci mettiamo un Lincoln che trova il tempo per : studiare, lavorare, allenarsi fisicamente, cacciare vampiri, corteggiare la fidanzata, fare politica, diventare presidente degli Stati Uniti,          ma che è?! Superman?
Poi, notare la rilettura della storia americana:  durante la guerra di Secessione quelle poche battaglie che i sudisti hanno vinto le hanno vinte per un semplicissimo motivo: oltre a essere sudisti bastardi erano pure tutti vampiri! Per fortuna Lincoln ha scoperto il complotto e si è potuto organizzare dotanto l’esercito nordista di una cospiscua quantità di argento ( che i vampiri non tollerano), così da Gettysburg in poi hanno vinto la guerra.

Amenità a parte, tutto sommato il film non è malaccio, gli attori forniscono buone prove (notare la somiglianze del protagonista Benjamin Walker con l’attore Liam Neeson: sembra proprio suo figlio!), il ritmo della storia regge, il film in fondo in fondo si lascia vedere…come ho detto,poi, da un certo punto di vista le grasse risate abbondano.
A quando un George Washington, un Sandro Pertini, un Winston Churchill ecc cacciatori di vampiri?

N.B:in extremis, mentre sto per postare, scopro che Seth Grahm Smith, autore del romanzo da cui il film è stato tratto, è lo stesso che ha scritto “orgoglio, pregiudizio e zombie” sopra citato….brrrrrrrrrrrrrrrrr!!! Dovremo aspettarci ancora altre pastrocchiature del genere?



martedì 8 maggio 2012

The Rum Diary- Cronache di una passione, 2012

Regia di Bruce Robinson, con Johnny Depp (Paul Kemp), Aaron Eckhart (Sanderson), Amber Heard (Chenault),Giovanni Ribisi (Moberg), Michael Rispoli (Bob Sala).

All’inizio degli anni ’60 l’aspirante scrittore Paul Kemp si trasferisce a Puerto Rico pserando di far eil salto di qualità e in cerca di ispirazione per un romanzo che intende scrivere; trova lavoro per un quotidiano locale sull’orlo del fallimento. Entra in contatto con Sanderson, un americano riccone che ha comprato un’isoletta incontaminata con l’intenzione di trasformarla in zona turistica di lusso, e conosche così Chenault, la bellissima fidanzata dell’uomo, della quale si innamora…

La passione per un attore del cinema (in questo caso, Johnny Depp) fa fare qualsiasi cosa, ad esempio andare a vedere un film che già leggendo la trama non ha attirato il tuo interesse dati i rimandi dell’abinetazione e della storia con SULLA STRADA romanzo Di Kerouac che non ti è mai piaciuto e di cui ti sei sempre chiesta a cosa fosse dovuta ‘sta benedetta fama di capolavoro mondiale della letteratura di tutti i tempi di cui gode.
Film che si è rivelato una noia mortale, a tal punto che non sono nemmeno riuscita a resistere fino alla fine, e me ne sono andata via dopo 1 h e 45 circa ( che però a me sono sembrate il doppio!).
Motivi principali: un ritmo narrativo molto lento, nonostante le numerose scene di corse in macchina o di episodi con personaggi stravaganti che interagiscono col protagonista; scene continue di sbevazzamenti a gogò di qualsiasi cosa liquida passi sottomano dei personaggi (e qui devo dire una cosa: sarò eccessivamente sensibile ma vedere gente che si riempie così di alcol mi ha fatto venire una leggera nausea!); poca alchimia nella coppia di amanti….insomma, a parte costumi, ambientazione e colonna sonora apprezzabili,tutto il resto è stato noia (come dice la famosa canzone di Franco Califano).
Un appunto su Johnny Depp, che a quasi 50 anni riesce a interpretare in modo credibile (per quanto ancora?!) un personaggio che ha la metà degli anni; la lei di turno è la solita biondona stile Scarlett Johnasson, niente di che. Molto meglio i comprimari Giovanni Ribisi e Ben Sala.
Basta, mi sto annoiando pure a scriverne la recensione!
 
 

venerdì 30 dicembre 2011

The Box, 2010

   

Regia di Richard Kelly,  con Cameron Diaz (Norma Lewis), James Marsden (Arthur Lewis), Frank Langella (Arlington Stewart), Sam Oz Stone (Walter Lewis), James Rebhorn (Norm Cahill).


1975, Norma e Arthur Lewis sono una comune coppia Americana, lei insegnante e lui tecnico della Nasa (o altro ente faci simile, da quello che ho capito).
Una Norma trova davanti alla porta di casa un pacchetto contenente una strana scatola e un biglietto, che avvisa che il signor Steward passerà nel pomeriggio alle cinque; ciò succede , e il misterioso uomo sfigurato che si presenta in casa Lewis presenta a Norma una terribile proposta: se premeranno il pulsante sulla scatola, una  persona a loro sconosciuta morirà ma avranno un milione di dollari; se invece rinunceranno  premerlo avranno solo cento dollari come risarcimento per il disturbo. Per decidere hanno a  disposizione ventiquattro ore.
Se inizialmente i due coniugi sono ben fermi nel rifiutare tale proposta, col passare delle ore la tentazione si fa più forte, complice anche una buona dose di incredulità; ma le conseguenze di ogni gesto saranno veramente imprevedibili e catastrofiche…


Tratto dal romano omonimo di Richard Matheson , è uno di quei film tanto cari agli americani, con la Cia, la Nasa, l’ FBI e chi più ne ha più ne metta che complottano a tutto spiano coinvolgendo ignari cittadini ( che manco a dirlo saranno gli unici a fare le spese della loro malvagità) per avere il potere nel mondo.
Naturalmente le cose sono talmente inverosimili ed esagerate che solo agli amanti del genere, o al limite a quelle persone che vedono il nemico dappertutto, potrà piacere; alla sottoscritta certamente no, tant’è vero che, nonostante le buone interpretazioni degli attori e il ritmo sostenuto, tutti questi colpi di scena e complotti uno di seguito all’altro hanno ispirato solo una grandissima noia….devo avere pure dormicchiato!
Tant’è vero che, durante la visione, la mia mente andava a questi pensieri:

-          Domani devo stirare, che balle!
-          Ad Anastasia bisogna fare proprio tutto, pure sparecchiargli il bicchiere dal tavolo, ma non è possibile, non se lo può fare da solo?!
-          E speriamo che, se viene il temporale mentre io e G. siamo fuori, gli venga in mente di alzarsi a chiudere le finestre in TUTTE le stanze della casa ! ( Eh si, manco quello a volte fa….)…altrimenti che disastro!
-          Su La5 fanno KISS ME LICIA, evvaiiiiiiii!
-          Sempre su La5, rifanno IL SANGUE E LA ROSA, se sono a casa lo guardo ma solo per vedere Gabriel Garko nudo….
-          Che balle questo film , per fortuna domani sera mi consolo con THE TUDORS….
-          Questa settimana ho mangiato troppo, la prossima devo regolarmi!
-          Certo che gli americani non devono avere molta fiducia nelle istituzioni deputate alla loro sicurezza per pensare le minchiate narrate in questa storia….


Tiziana



domenica 4 dicembre 2011

Montecristo (The count of Montecristo), 2002


Regia di Kevin Reynolds, con Jim Caviziel (Edmond Dantes), Guy Pearce (Fernando Mondego), Dagmara Domincyz(Mercedes), Richard Harris (abate Faria), Luiz Guzman (Jacopo).

Edmond Dantes e Fernando Mondego sono due giovani e promettenti marinai, entrambi innamorati della bella Mercedes, che sceglie Edmond; la gelosia cancella l’amicizia  e Fernando denuncia Edmond come cospiratore al servizio di Napoleone. Il poveretto pur essendo innocente non viene creduto e viene condannato alla prigione a vita nel carcere di Montecristo, dove conosce l’abate Faria che gli rivela il segreto per entrare in possesso di un grande tesoro.
Dopo 13 anni di prigionia Edmond riesce a fuggire e ad entrare in possesso del tesoro: assume il nome di Conte di Montecristo e rientra in società, pianificando la sua vendetta contro Fernando, che nel frattempo ha sposato Mercedes…

Ultima versione cinematografica de  IL CONTE DI MONTECRISTO  di Alexander Dumas padre, il film è entrato, ancora prima della fine, nella mia personale “schifo lista”, cioè la lista dei film più brutti che abbia mai visto.
Sono rimasta orribilmente schifata da quello che è,scusate il termine, lo stupro di uno dei miei romanzi preferiti: ma scusate, non è possibile!Ma se uno vuole rimaneggiare completamente le storie altrui snaturandole, a questo punto, che se ne inventi una per sé e non rovini quello che altri hanno scritto!
Non mi dilungherò sulle interpretazioni di livello scarso, quando non addirittura nullo: è proprio lo stravolgimento di storia e personaggi la cosa più fastidiosa!
In questo film Fernando fa tutto da solo, gli latri complici Caderousse e Danglars vengono completamente eliminati; Fernando, seppur bastardo, è davvero innamorato di Mercedes e lo rimane fino alla fine…qui invece si trasforma in un bastardo anche con lei; Albert è figlio di Fernando e Mercedes, mentre qui si scopre essere figlio di Edmond; il servo italiano Bertuccio qui è Jacopo, e viene eliminata tutta la vicenda che lo vede protagonista..come del resto gran parte del romanzo.
Insomma, recatami la cinema quasi sicura di vedere un bel film, ne sono uscita letteralmente disgustata..e poi dicono che solo i film italiani hanno un impianto televisivo!Evidentemente quelli che lo dicono non hanno visto questo film…fortunati loro!
A noi fedelissimi non resta che consolarci con le le altre trasposizioni (peraltro numerosissime)al cinema e in tv.Tra queste ricordiamo:

-          IL CONTE DI MONTECRISTO(1929), prima trasposizione cinematografica diretta da Henri Fescourt;
-          Ia trasposizione del 1934, diretta da Rowlnad Lee, con Robert Donat;
-          La versione del 1946, di Henry Levin, con Louis Hayward;
-          La versione del 1975, con Richard Chamberlain;
-          Lo sceneggiato televisivo del 1966 diretto da Edmo Fenoglio, con Andrea Giordana;
-          Lo sceneggiato televisivo del 1998 diretto da Josee Dayan, con Gerard Depardieu;
-          Un cartone animato giapponese del 2004.

Tiziana

mercoledì 30 novembre 2011

Le parole che non ti ho detto (Message in a bottle), 1999


Regia di Luis Mandoki, con Robin Wright Penn ( Teresa Osborne), Kevin Costner(Garrett Blake), Paul Newman (Dodge Blake), Jesse James (Jason).


Mentre fa jogging sulla spiaggia la giornalista Teresa, divorziata e con un figlio a carico, trova una bottiglia portata a riva dalle onde contente un messaggio d’amore per una certa Catherine. Affascinata da questo antico modo di comunicare e dallo struggente messaggio, scrive sul suo giornale un’articolo così bello che suscita l’interesse della gente, divenendo un caso.Il direttore le impone di trovare l’autore del messaggio e lei non se lo fa dire due volte, si mette alla ricerca, e alla fine lo trova:è Garret, un costruttore di barche vedovo che vive con l’anziano padre,e che dopo la morte dell’amatissima moglie ( la Catherine del messaggio) cerca di comunicare con lei affidando alle onde i suoi messaggi d’amore. Tra i due nasce un sentimento che potrebbe anche evolvere (ed è quello che spera anche Dodge, il padre di Garret) se non fosse che lui _314451_new_newman300è ancora estremamente attaccato alla figura della moglie scomparsa;tutto ciò nonostante la simpatia e la dolcezza di Teresa lo intrighino molto.Riuscirà questo amore novello a superare l’enorme ostacolo di un fantasma?


Tratto dall’omonimo romanzo (1998)di Nicholas Sparks,  premetto che non ho letto il libro perché dopo la visione di questo film non ne ho avuto il  coraggio!Un film mieloso e zuccheroso all’inverosimile il che per qualcuno vuol dire sentimentale ma non per me… qui infatti i sentimenti rimangono in superficie, sulla faccia degli attori che si danno un gran daffare in smorfie e smorfiette per esprimere un minimo di serietà, senza peraltro essere molto convinti loro stessi. Stendiamo quindi un velo pietoso sull’interpretazione di Kevin kevin_costner4Costner, giuggiolone dolente nell’imitazione di serie Z di Topo Gigio quando canta “Strapazzami di coccole”,e su quella della sgallettata Robin Wright Penn, a tratti persino fastidiosa nel suo voler a tutti i costi carpire il segreto del nostro giuggiolone, tant’è vero che a volte uno si chiede perché egli  sia tanto attratto da una tale rompiscatole, che normalmente sarebbe stata rispedita a casa sua a calci nel didietro…l’unico che non perde la sua dignità è il grande Paul Newman,che forte della sua esperienza regala al film l’unico personaggio degno di nota.
Tema portante della colonna sonora è il brano MESSAGE IN A BOTTLE cantato in inglese da Laura Pausini.

martedì 29 novembre 2011

Il mandolino del Capitano Corelli (Captain Corelli's Mandolin), 2001


Regia di John Madden, con Penelope Cruz ( Pelagia), Nicholas Cage( Capitano Antonio Corelli),Irene Papas ( Drosoula),Christian Bale ( Mandras).

Cefalonia, 1941.L’esercito italiano invade il Sud della Grecia, compresa Cefalonia. Pelagia, una giovane greca il cui fidanzato Mandras è partito per unirsi ai partigiani, è costretta ad ospitare in casa propria il capitano Antonio Corelli, con cui col tempo nasce un forte sentimento che va al di la di qualsiasi possibile ostacolo, soprattutto il fatto che per tutti lui è un invasore, anche se in realtà Corelli ama più la musica lirica della guerra,ed è un giovane buono e rispettoso.
Purtroppo l’8 settembre 1943 è vicino…

Tratto dall’omonimo romanzo( 2003) di Luis de Bernieres, è un film che lascia sconvolto qualsiasi italiano con un minimo di buonsenso, che rimarrà inorridito nel rendersi conto di quale sia l’opinione che all’estero hanno di noi…e ancor più inorriditi si resta se si viene a sapere ( e forse era meglio non saperlo!)che è stata scelta questa ambientazione per rendere omaggio ai martiri di Cefalonia!!!!
Personalmente, già dalla scelta dell’attore più orrido della storia del cinema, Nicholas Cage, nei panni dell’italiano Antonio Corelli uno dovrebbe capire di che considerazione godiamo…ma uno può anche pensare: i gusti sono gusti, magari chi ha fatto il casting lo trova bellissimo, l’importante è l’interpretazione.E allora ok, basiamoci solo su quella:a parte che la capacità recitativa di Cage è limitata al cambio costumi, vista la fissità di espressione e la rigidità di movimenti ,al cui confronto uno stoccafisso è snodato…ma è proprio il carattere impresso al personaggio che da sui nervi!ma possibile che gli italiani sappiano solo “mangiare,bere e fare all’amore”( parole di Corelli)?Ovvio che mangino solo spaghetti e pasta al pomodoro,e al massimo gli piace pure cantare, solo canzoni napoletane però!!!!Perchè ovvio che in Italia c’è solo il sud, da Roma in su tutto il resto non esiste!!!
Oltretutto sembra  che  i soldati italiani più che in guerra fossero in un villaggio vacanze: sempre a cantare, mangiare, bere e ovviamente fare l’amore…poi all’improvviso, puf, arriva l’otto settembre e succede quel che tutti sappiamo.
Certo che i greci non è che siano messi meglio: se  quella racchiona di Penelope Cruz rappresenta la bellezza greca, le greche dovrebbero incavolarsi non poco, anche perché la capacità recitativa ed espressiva è uguale a quella del collega americano.Inoltre non ci si può fare a meno di domandare: ma quanto è cretina Pelagia?Scrive lettere al fidanzato al fronte pur sapendo che è analfabeta?!Ma ditemi voi….
Certo almeno ci si può consolare con i bellissimi paesaggi( non so se davvero greci) presenti nel film, purtroppo non sempre lo sfondo basta…se di sostanza ce n’è poca o nulla, e quella poca che c’è è pure per decerebrati,allora siamo messi proprio male!

Tiziana