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sabato 4 luglio 2026

The Great- stagione 2, 2021

 


Regia di       , con Elle Fanning (Caterina), Nicholas Hoult (Pietro), Phoebe Fox (Marial), Adam Godley (Archie), Belinda Bromilow (Elisabetta), Sacha Dawan (Orlo), Douglas Hodge (Velementov), Gwylim Lee (Grigor), Gillian Anderson (Johanna). 



A quattro mesi dall'inizio del colpo di Stato, la guerra tra Caterina e Pietro è in una fase di stallo: il palazzo è diviso letteralmente in due- una parte per ogni fazione- e l'intero paese è bloccato. I due arrivano a un bizzarro accordo: lui la incoronerà Imperatrice di Russia con una pubblica cerimonia dove le cederà legalmente lo scettro pur senza perdere il proprio titolo, e accetterà di rimanere in una sorta di arresti domiciliari nei propri appartamenti. Caterina comincia così la propria attività politica di governante e riformatrice, trovando però molte difficoltà a causa della sua inesperienza e dell'inimicizia della corte. Paradossalmente, chi le sta più vicino in questo momento è proprio Pietro, ancora innamorato di lei; lentamente il rapporto tra i due cambia, complice anche l'avvicinarsi della nascita del figlio Paolo. 

Tutto ciò almeno fino all'arrivo di Johanna, l'insopportabile madre di Caterina....


Ho appena concluso anche la seconda stagione di "The Great", divisa tra il voler guardare anche due puntate alla volta e il lasciare passare alcuni giorni fra una puntata e l'altra, nel tentativo di farla durare di più. 

Certo, rispetto alla prima serie, c'è qualche piccola crepa a mio avviso, e principalmente riguarda alcuni personaggi: ad esempio la rottura della coppia Grigor- Giorgina e la formazione della nuova coppia Grigor- Marial, con motivazioni improbabili rispetto a come i personaggi venivano presentati nella prima serie, oppure l'ostinazione di Caterina a perseverare nel proprio piano quando appare piuttosto evidente che le converrebbe di più "sfruttare" il marito, che seppure ignorantello conosce le dinamiche di corte molto meglio di lei. La fragilità della giovane sovrana viene fuori in tutta la sua evidenza negli ultimi episodi, quando arriva in visita sua madre, con cui Caterina ha lo stesso rapporto di Pietro con il ricordo dei defunti genitori. 



E' comunque evidente che la parte centrale ormai è la relazione tra i due protagonisti, e qui mi spiace ma sarò totalmente di parte: io ADORO Pietro e Caterina (o Peter e Catherine, come nella versione originale che ho visto in parte), e vorrei che la serie durasse mille puntate solo per vedere sempre loro  magari anche alle prese con la loro vita quotidiana ecc ecc . Ovviamente, essendo un'inguaribile romantica, vorrei vederli finalmente felici e contenti con Paolo e tanti altri figli (so già che non sarà così, purtroppo, ma sognare non costa nulla) e difatti ho adorato due scene del quinto episodio: quella in cui loro camminano per i corridoi del palazzo tenendosi per mano e quella dove ballano, oltre naturalmente alla nascita di Paolo e all'episodio che segue. 

Non so se Elle Fanning e Nicholas Hoult abbiano ricevuto qualche premio per questa serie tv, se così non fosse sarebbe molto ingiusto dato che con le loro interpretazioni, sia da singoli che sopratutto in coppia, hanno fatto un lavoro davvero brillante e ottimo sia dal punto di vista fisico che psicologico per i loro personaggi: in particolare Pietro è davvero cambiato molto per amore di Caterina, anche se il conflitto con la sua natura è piuttosto evidente....e probabilmente ha ragione lui a chiedersi perchè lei non può amarlo per come è, a questo punto. Oltre a ciò, è davvero bello vedere la gioia con cui il personaggio accoglie da subito la notizia della gravidanza e come si comporta per tutto il periodo, è evidente che desideri davvero diventare padre. Per quanto riguarda Caterina invece è evidente come la sua fragilità si riveli sopratutto nella scarsa capacità di scindere i propri ideali da quella che è la realtà in cui vive; la pretesa di cambiare da capo a piedi la società russa "perchè sì" è assurda, e a mio avviso appare evidente come, invece che intestardirsi con un colpo di stato, le sarebbe convenuto molto di più rimettere a posto le cose dato che, ora che Pietro è innamorato di lei e felice, avrebbe potuto rigirarselo come voleva e fare esattamente quello che sta facendo ora, con in più accanto uno che, perlomeno,  meccanismi della corte li conosce e sa interpretarli meglio di lei, non essendo un idealista. Oltretutto è assurdo che continui a credersi migliore di lui quando invece usa gli stessi identici metodi. 


In generale sono una coppia di adorabili pazzoidi segnati nella vita da vari traumi (lui più di lei, alla fin fine), che hanno avuto la fortuna di trovarsi...solo, devono capirlo. O meglio, lo deva capire Caterina.

Accanto a loro, non si possono non nominare le interpretazioni di Belinda Bromilow  nel ruolo della zia Elisabetta, che dietro l'eccentricità e la promiscuità nasconde una storia tragica, Gillian Anderson nel ruolo di Johanna, la tipica suocera strxxxza ma con classe; in generale quasi tutti i comprimari sono ottimi. 

Nota di merito al reparto costumi e colonna sonora, entrambi notevoli. 

Ora sono passata alla terza stagione, e già sto piangendo....






lunedì 15 giugno 2026

The Great- stagione 1, 2020

 


Regia di,Matt Shacman, Colin Bucksey, Ben Chessel, Greta Patel, con Elle Fanning (Caterina), Nicholas Hoult (Pietro III), Belinda Bromilow (Elisabetta), Gwilym Lee (Grigor), Charity Wakefield (Georgina), Adam Godley (Archie), Phoebe Fox (Marial), Douglas Hodge (Velementov), Danusia Samal (Lady Svenska), Sebastian De Souza (Leo Voronsky), Sach Dhawan ( Grigory Orlov).


La giovane Caterina arriva dall'Austria in Russia per sposare l'imperatore Pietro III. Ingenua, romantica e idealista, viene presto delusa: il promesso sposo è immaturo, egoista, viziato e tendente alla crudeltà, e la sua corte arretrata e brutale che da subito la odia in quanto straniera. 

Dopo un doloroso periodo di adattamento, Caterina scopre che se l'imperatore muore o abdica il regno passerà a lei, e decide quindi che il suo destino sarà diventare "Caterina la Grande", l'imperatrice che trasformerà la Russia in una grande potenza moderna e illuminata. Comincia quindi a organizzare un piano per spodestare Pietro, ma nel frattempo il rapporto tra i due cambia.....



Alla mia veneranda età gli unici colpi di fulmine che ormai prendo sono per serie tv, libri ecc. non che prima sia mai stato diverso, eh....lo dico con grande amarezza. 

Ma lasciamo da parte quest'ultima, parlare di ciò infatti non si addice per nulla nella recensione di una serie tv comica/storica che mi ha veramente appassionato, al punto che - contrariamente a quanto faccio di solito- la prima stagione me la sono guardata anche a due puntate alla volta. 


Dato che il sottotitolo recita "una storia occasionalmente vera", viene messo bene in chiaro che lo scopo degli autori non è certo una biografia storica accurata; ragion per cui tutti i vari cambiamenti, aggiustamenti, look stravaganti, personaggi di vari colori ed etnie alla corte russa  del 1700 non stonano come in altre produzioni, anzi spesso aggiungono una nota comica in più. 

La storia narra quelle che sono le origini della futura Caterina la Grande una dei più grandi monarchi della storia russa. La giovanissima Caterina arriva in Russia piena di sogni romantici e belle speranze per sposare l'imperatore Pietro III, ma già dal primo incontro i suoi sogni si infrangono miseramente: Pietro è un cuorcontento superficiale, viziato, egoista, immaturo, dedito solo a gozzovigliare alle feste, a cacciare e scxxxxre con qualunque dama di corte. Non sa come trattare questa giovane moglie straniera che inizialmente vive come una palla al piede che  è costretto a sopportare per avere l'indispensabile erede, e in più è vittima di un complesso di Edipo grande come il palazzo in cui vive verso entrambi i genitori defunti. E inizialmente, Pietro è davvero insopportabile come personaggio. Ma nonostante tutto....non si riesce ad odiarlo; anzi, già dalla seconda puntata assistiamo a dei goffi tentativi di andare incontro a Caterina provando a farsi perdonare, cosa per lui assolutamente nuova essendo abituato a una corte di lecchini che gli ripetono quanto sia perfetto. E da lì, prende il via tutto. 

Una sceneggiatura acuta,  irriverente e politicamente scorretta è alla base di una serie comica particolare, dove abbondano humor nero e battute volgari (ecco, quelle forse un po' troppo....ma vabbè) e dove la coppia di protagonisti si mangia letteralmente tutto il resto del pur ottimo cast. Ai meno ingenui come me appare chiaro che Caterina e Pietro sono speculari e complementari fra di loro, destinati quindi a essere anime gemelle; come arrivare a tale risultato è il bello del resto della trama, assieme alle iniziative e complotti della giovane imperatrice per prendere il potere e spodestare il marito (tutto questo ovviamente di nascosto a lui, nonostante il legame che si viene man mano a creare). Tra Nicholas Hoult ed Elle Fanning c'è una innegabile chimica che rende ancora più facile per lo spettatore appassionarsi alla vicenda e tifare per loro, perdonando le manchevolezze caratteriali dei rispettivi personaggi ( gli accessi di violenza e la superficialità di lui, la tendenza a essere saputella e a sapere sempre cosa è meglio per gli altri per lei); sono due pazzoidi che si sono trovati a loro insaputa,  come dice il proverbio "Dio li fa e poi li accoppia". 

Nota di merito anche per i costumisti, in particolare quelli che hanno lavorato sui costumi indossati dai due protagonisti, che oltre ad aver creato abiti stupendi (cosa non scontata) caratterizzano perfettamente i due personaggi.

Ora mi sono buttata a pesce sulla seconda stagione, per me troppo corta...vorrei che ci fossero mille episodi con loro!

P.S: una volta tanto, se si riesce consiglio di guardarla in lingua originale: le voci degli attori sono molto più belle (nonostante il buon lavoro del doppiaggio italiano)






sabato 31 maggio 2025

Hanno ucciso l'uomo ragno- La leggendaria storia degli 883, 2024

 


Diretta e ideata da Francesco Agostini, Chiara Laudani, Giorgio Nerone e Sydney Sybilla, con Elia Nuzzolo (Max Pezzali), Matteo Oscar Giuggioli (Mauro Repetto), Ludovica Barbarito (Silvia), Davide Calgaro (Cisco), Carlo Palmieri (Rosario Fiorello), Roberto Zibetti (Claudio Cecchetto).

Pavia, fine anni '80: Max, aspirante musicista, durante l'estate lavora aiutando il padre nel negozio di famiglia. Compone una canzone per conquistare Silvia, la ragazza di cui è innamorato ma che lo vede solo con un'amico, e alla ripresa dell'anno scolastico conosce Mauro, suo compagno di banco anche lui appassionato di musica. Anche se i due ragazzi non lo sanno quel giorno hanno gettato le basi che porteranno alla fondazione degli 883...


Da fan della prima ora degli 883 attendevo da tempo questa serie tv, e sono molto felice del successo che ha ottenuto; quindi sappiate che questa recensione non sarà affatto imparziale! :)

Inevitabilmente, per quelli come me rappresenta un'operazione nostalgia di non poco conto: rivedere l'Italia della nostra infanzia e gioventù, un paese e una società ormai quasi del tutto scomparsi, è stata un'emozione piuttosto forte, sopratutto in questo periodo dove le cose (tanto per cambiare) non vanno bene.

La serie ha oltretutto il merito di rendere giustizia a Mauro Repetto, per anni ritenuto poco più di uno sfigatello anche da parecchi fans, e che qui scopriamo essere non solo autore dei testi assieme a Max Pezzali ma  anche in qualche modo anima e artefice delle sorti del gruppo, visto che viene mostrato come  un vulcano di idee, impegnato a convincere il più timoroso amico a cogliere ogni occasione per "buttarsi". 


Il successo anche fra le generazioni più giovani credo sia dovuto all'abilità con cui gli sceneggiatori sono riusciti  a presentare la storia di un duo musicale come la storia di due ragazzi normali e apparentemente senza doti particolari che però hanno saputo credere nel loro sogno portandolo avanti tra contrarietà e dubbi. Un tema "sempreverde" e per certi aspetti molto americano trasportato nella realtà italiana, una realtà piuttosto sonnacchiosa come quella della provincia del Nord dell'epoca con intelligenza, ironia e momenti di divertimento garantiti, in cui tra l'altro molti riconosceranno scene e temi propri delle canzoni degli 883. Due protagonisti perfetti come Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, così diversi ma allo stesso tempo così simili agli originali, attorniati da personaggi destinati a diventare famosi ma all'epoca anche loro esordienti (Fiorello) o che proprio si dedicavano ad altro (Maria De Filippi), insieme a gente già nota (Claudio Cecchetto, Jovanotti); non può mancare Cisco (Davide Calgaro), l'amico di sempre citato da Max in parecchie canzoni. Il personaggio di Silvia invece è la "summa" di alcune fidanzate/amiche dell'epoca (annedoto raccontato dalla moglie di Pezzali).

Colonna sonora targata 883 solo in parte (dato che all'epoca erano sconosciuti/esordienti),  con pezzi di Sandy Marton, Luca Carboni, Vasco Rossi, Jovanotti ecc; bella la citazione di Alessandro Canino, che con loro vinse "Vota la voce" 1992 e che quell'anno aveva furoreggiato con la canzone "Brutta" (che, ne sono certa, è ancora oggi nel cuore di moltissime ex ragazzine dell'epoca, come me). 

Ora però attendo la seconda stagione, anticipata dato il finale aperto e alcune scene in cui ci mostrano la vittoria degli 883 al Festivalbar dell'anno dopo, 1993. 





mercoledì 8 maggio 2024

Spy Family: Code White (2024)

 


Regia di   Takashi Katagiri, con le voci italiane di: Mattia Bressan (Loid Forger), Elisa Giorgio (Yor Briar), Valentina Pallavicino (Anya Forger), Francesco Orlando (Bond), Francesco Rizzi (Narratore)


ANTEFATTO DELL'ANIME

Loid Forger è un'abile agente segreto a cui viene affidato un delicato incarico nell'importante "Operazione Strix", in cui deve sventare i piani di Donovan  Desmond, leader militarista che cerca di scatenare una guerra tra i due paesi rivali: Ostania e Westsalis. Peccato che le uniche occasioni pubbliche a cui quest'ultimo partecipa siano gli eventi organizzati dal prestigioso collegio frequentato dal proprio figlio. 

Per farlo a Loid occorre una famiglia fittizia: così adotta un'orfana, la piccola Anya e sposa Yor, giovane impiegata. Peccato che a sua insaputa anche moglie e figlia abbiano un segreto: Yor è una sicaria che ah bisogno di un matrimonio fittizio come copertura per la sua reale professione, mentre Anya sa leggere nella mente delle persone. Non sfugge nemmeno Bond, il cane di famiglia, dotato di  una mente che sa vedere l'immediato futuro. Obiettivo: iscrivere Anya alla stessa scuola del figlio di Desmond in modo da cercare di agganciarlo....




TRAMA DEL FILM:

Mentre Loid rischia di perdere il suo ruolo nella "Operazione Strix" (il che comporterebbe la disgregazione della famiglia fittizia che ha formato), la scuola di Anya organizza una gara di cucina il cui vincitore otterrà una stella.  Sapendo che il dolce preferito del preside (giudice di gara) è la torta "Meremere", al capofamiglia viene l'idea di una gita di due giorni nella regione dove questa torta è nata, per procurarsi la ricetta originale. Che cosa potrà mai andare storto? (Cit. Avvocato Catania)



Per la consueta serata al cinema avevo scelto "Cattiverie a domicilio", ma arrivata alla cassa vengo informata che a causa di un guasto tecnico il film è in ritardo di 40 minuti; non avendo voglia di aspettare, decido di ripiegare sul film più vicino come orario, l'unico era questo cartone che non conoscevo. Sono quindi andata a scatola chiusa e....mi è piaciuto un sacco, l'ho trovato davvero carinissimo!

Una volta a casa mi sono informata meglio sulla trama dell'anime originale (che ora sto seguendo su Netflix), e per completezza l'ho riportata qui sopra assieme alla trama del film. 


Attenendomi al film nello specifico, la finta famiglia Forger (ormai piuttosto unita a quanto ho visto) decide di trascorrere un fine settimana di vacanza in un paesino dove si prepara un dolce tipico che poi Anya dovrà riprodurre in una gara di cucina a scuola. La storia è davvero graziosa e ben funzionante, sempre in bilico tra misteri, personaggi pericolosi e lo sforzo di vivere una vita normale dei tre protagonisti. In particolare mi ha fatto molta tenerezza la piccola Anya, che ama la sua strana famiglia e ha paura che si sfaldi, ma devo dire che anche Yor e Loid sono due bei personaggi: si vogliono bene come famiglia nei modi che più contano, anche se forse ancora non sono proprio consapevoli di ciò. Semmai non ho capito da dove derivi la gelosia di Yor, vista la situazione, ma come ho detto ho da poco cominciato a seguire il cartone originale e quindi probabilmente certe dinamiche tra i personaggi mi risultano incomprensibili per quello. 

L'animazione e i personaggi sono molto belli e anche la parte più movimentata della storia risulta gradevole e non noiosa. Insomma, una volta tanto una bella sorpresa! 



mercoledì 17 aprile 2024

I sospiri del mio cuore ( Mimi wo sumaseba), 1995


 Regia di Yoshifumi Kondo, con le voci italiane di: Emanuela Ionica (Shizuku), Manuel Meli (Seji), Franco Mannella (Baron), Giancarlo Padoan (Shirou) 





 Shizuku è una tredicenne che vive con i genitori e la sorella e sogna di diventare una scrittrice. Un giorno, seguendo un misterioso gatto incontrato sulla metropolitana, si ritrova in un quartiere ordinato e silenzioso  dove, curiosando nel negozio di un vecchio antiquario, incontra  suo nipote Seji , il cui desiderio è diventare liutaio...



Bellissimo film di animazione dello studio Ghibli, con sceneggiatura di Myazaki. Come ho scritto più volte sono nostalgica di questo tipo di storie e di animazione, quindi quando vedo un film come questo sono sempre un po' di parte, ma ritengo davvero che questo film in particolare sia una spanna sopra agli altri del suo genere a parte "il castello errante di Hawl" e "la collina dei papaveri". 


Come spesso  accade in questi casi è un racconto di formazione con protagonisti due adolescenti e i loro sogni, le loro fragilità,  la nascita del primo amore, che avviene tramite un primo incontro fortuito (e forse, come predestinato) nel  negozio di antiquariato del nonno del ragazzo, un posto magico e fuori dal mondo ma molto adatto a due ragazzini curiosi e sensibili come i due protagonisti. 

Il tutto raccontato in maniera divertente e anche poetica, realistica nella descrizione dei vari personaggi- anche quelli di contorno- dove fantasia e realtà sono ben bilanciate e dove la parte grafica impressiona per la sua accuratezza. E' una storia che parla alle persone di ogni età, con un'aura di malinconia accentuata dalla conoscenza del triste destino del regista, che poco dopo la realizzazione del film morì a 47 anni a causa del superlavoro. O forse....l'aura di malinconia è dovuta alla mia et che scorre, alla nostalgia che ogni tanto provo per la mia adolescenza, vissuta più o meno in quegli anni.

Insomma un film che vale la pena di vedere  e rivedere perchè davvero risolleva l'animo!













mercoledì 31 gennaio 2024

il flauto a sei puffi ( La Flutè a six ), 1976


 Regia di Peyo e Eddie Lateste, con le voci italiane di: Mauro Gravina (John), Matteo Guadagno (Solfamì), Mario Bardella (Il re), Franca Dominici (Madame Barbara), Arturo Dominici (Grande Puffo).


Dal Web

"Il cavaliere John e il menestrello Solfamì cercano di fermare l'astuto ladro Matteo Manolesta, giunto per rubare un flauto magico. Per aiutarli il mago Omnibus li spedisce nel villaggio incantato dei Puffi...."




Quando ero piccola uno dei film natalizi regolarmente mandati in onda dalla televisione era questo "Il flauto a sei puffi", per me imperdibile e che ovviamwnt da subito è diventato uno dei miei classici natalizi preferiti. 

Si tratta di una specie di prequel alle storie raccontate nel cartone animato, dato che i veri protagonisti sono John, Solfamì e gli altri popolani del villaggio; i puffi compaiono solo nella parte centrale, e questo è il primo incontro tra gli omini blu  e i loro amici umani (amicizia che viene data per assodata nella serie animata). 

Un cartone divertente e simpatico, ben fatto nella sua semplicità; a me piace ancora oggi e me lo riguardo volentieri, anche se francamente non so se potrebbe piacere ai bambini di oggi, abituati a una così diversa tecnica di animazione.





sabato 25 marzo 2023

Il commissario Ricciardi 2, 2023

 


Regia di     con Lino Gunciale (Luigi Alfredo Ricciardi), Antonio Milo (Raffaele Maione), Maria Vera Ratti (Enrica Colombo), Serena Iansiti (Livia Lucani), Adriano      (Bambinella), Enrico Ianiello (Bruno Modo), Marco Palvetti (Falco), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Fiorenza D'antonio (Bianca Palmieri), Mario Pirrello (Angelo Garzo), Martin Gruber (Manfred Kaspar von Brauchitsch ), Veronica D'Elia (Nelide), Massimiliano Rossi (Duca Marangolo), Domenico  (Tanino)



Il commissario Luigi Alfredo Ricciardi è alle prese con alcuni nuovi casi di omicidio: durante uno di questi conosce la contessa Bianca Palmieri di Roccaspina, che lo aiuta a discolparsi dall'accusa di omosessualità con cui Livia lo ha denunciato ai fascisti per vendicarsi del suo rifiuto. Nel contempo, il commissario è alle prese con la gelosia suscitata dalla comparsa sulla scena di Manfred, ufficiale tedesco che corteggia con insistenza Enrica con l'approvazione della madre di lei, nonostante le reticenze della ragazza...



Dopo due anni ecco finalmente la seconda parte delle avventure de Commissario Ricciardi, nato dalla penna di Maurizio De Giovanni in uan stupenda serie di libri che ho scoperto proprio due anni fa grazie a questa fiction. Peccato solo che sia stato bypassato "Per mano mia", il più bello dei romanzi.

Serie tanto attesa che ha riconfermato la bellezza della storia ma che, contemporaneamente, mi ha un po' delusa. Il cambio di regista purtroppo si vede: spiace dirlo ma se la fiction è stata comunque un successo non è certamente merito del nuovo regista, che non si sa perchè trascura o abolisce del tutto le atmosfere dark e un po' fumose che davano gran fascino alla prima serie, trascura le storie delle vittime degli omicidi e dà poco spazio visivamente parlando alla "maledizione" di Ricciardi; tutto sembra più meccanico e asciutto, ed è un vero peccato perchè così si perde la sfera intimista tant ben resa invece nei romanzi.


Cambiamento in peggio anche per la colonna sonora, partendo dalla sigla, che non è più "    " di Pino Daniele, ma un anonimo motivetto 

Decisamente, qualcosa purtroppo si è perso di strada, e se nonostante tutto il prodotto non dispiace mi pare che al 90% sia merito  dei bravissimi attori, che non hanno cambiato nulla del loro modo di rendere i personaggi, e del fatto che fra gli sceneggiatori c'è lo stesso De Giovanni, e quindi i pochi cambiamenti tra film e libri sono motivati e credibili rispetto al resto: tra questi devo dire che il più riuscito a mio avviso riguarda i personaggi di Nelide e Tanino e il loro rapporto: sono la mia coppia preferita dopo Ricciardi ed Enrica!

I nuovi personaggi, ovvero Manfred, la contessa Bianca Palmieri, il duca Marangolo e Tanino detto "O' Sarracino" si integrano perfettamente all'interno del racconto anche se - forse per colpa del difetto prima nominato- a mio avviso fanno meno presa di quelli "storici" della prima serie. 

Tutto sommato, da non perdere... e visto come andranno gli eventi, la terza serie è quasi scontata....






venerdì 13 gennaio 2023

Incastrati, 2022

 


Regia di Ficarra e Picone, con Salvatore Ficarra (Salvo ) Valentino Picone (Valentino ), Anna Favella (Ester), Marianna Di Martino (Agata), Mary Cipolla (Antonietta), Maurizio Marchetti (Padresantissimo), Tony Sperandeo (Tonino Macaluso)



Salvo e Valentino sono due cognati e amici da sempre, che hanno in comune un'impresa di pulizie. Un giorno recandosi in casa di un cliente nuovo lo trovano riverso senza vita nella vasca da bagno; presi dal panico cercano di andarsene facendo come nulla fosse, ma dato che il defunto era un boss mafioso vengono rapiti e presi in ostaggio dai suoi nemici...



Una divertente serie tv trasmessa di recente in chiaro dopo l'esordio su Netflix l'anno scorso. Niente di particolarmente originale e anzi ci sono non pochi stereotipi, ma comunque un serie piacevole e ben fatta, che diverte e assolve pienamente il suo compito di intrattenimento.

Ficarra e Picone ripropongono il loro solito ruolo di Valentino & Salvo, amici da sempre  e anche parenti dato che il secondo è sposato con la sorella del primo; un sodalizio perfetto di due persone che si compensano (Salvo più furbo e sgamato, Valentino il classico bambinone che vive ancora con la madre). Entrambi non sono soddisfatti della loro vita, che ritengono troppo tranquilla e che Salvo movimenta appassionandosi a una serie tv gialla di cui non perde una puntata, con somma irritazione della moglie Ester che da tempo si sente trascurata; tranquillità che avranno modo di rimpiangere quando la mafia (per un qualche motivo che non viene scoperto in questa stagione, preludio quindi di una seconda, come si capisce dal finale aperto), li "incastra" addirittura  nell'uccisione di un boss; presi in ostaggio dai mafiosi i nostri dovranno fingersi dei loro, con le coseguenze che si possono facilmente immaginare.

Accanto ai due protagonisti abbiamo due figure femminili di tutto rispetto (contraltari dei maschi pasticcioni), cioè Agata (ispettrice di polizia di cui Valentino è da sempre innamorato) e Ester, moglie insoddisfatta che si pente  del proprio errore e cerca di rimediarvi, attirando le simpatie dello spettatore per la sua sincerità. C'è anche l'insopportabile madre di Valentino e Ester; tra i mafiosi si distinguono il boss "Padresantissimo e gli scagnozzi Tonino "Cosa inutile" e "Signorino". 








martedì 27 dicembre 2022

I Bricchetti, 2022

 Regia di Franco Bertan , con Sergio Isonni (Sergio), Maria Teresa Danieli (Teresa), Mara Bricchetti (Carla), Riccardo Zandalini (Attilio)


Sergio e Teresa Bricchetti sono due anziani coniugi bresciani alle prese con fatti e avventure della vita di ogni giorno...


Oggi voglio parlarvi una piccola chicca bresciana: "I Bricchetti", mini serie tv in sole quattro puntate (per ora), nata da una serie di spot di successo per Bricchetti, azienda bresciana che si occupa di impianti acustici  (L'Amplifon bresciano per intenderci), trasmessi su Teletutto, una rete locale. 

 I protagonisti sono due anziani coniugi, Sergio e Teresa: lui estroverso artista amante della lirica, lei casalinga peperina e comandina (ma anche più pratica), conducono una tranquilla vita alle prese con i problemi di tutti i giorni, tra i quali gli acciacchi dell'età (tra cui appunto, il calo dell'udito, cui negli spot sopperisce l'apparecchio pubblicizzato). Attorno a loro svariati personaggi, tra cui in queste puntate si sono distinti in particolare la coppia di vicini Carla  e attilio.

Isonni e la Danieli sono due bravi attori del teatro dialettale bresciano piuttosto noti, funzionano molto bene in coppia e anche nella caratterizzazione dei personaggi. Le quattro puntate (durate una ventina di minuti circa l'una) sono quasi totalmente parlate in bresciano,  i due protagonisti sono prontamente stati soprannominati "i Sandra e Raimondo bresciani" (per ovvi motivi).

Insomma grazie ai Bricchetti un po' di orgoglio bresciano anche in tv!




domenica 4 dicembre 2022

La Famiglia Addams 2 (Addams Family Values), 1993

 


Regia di Barry Sonnenfeld, con Raul Julia (Gomez), Anjelica Houston (Morticia), Christopher Lioyd (Zio Fester), Christina Ricci (Mercoledì), Jimmy Workman  (Pugsley), Carol Kane (nonna Addams), Joan Cusack (Debby). 


In casa Addams si festeggia la nascita di Pubert, terzogenito di Gomez e Morticia; a seguito di ciò viene assunta Debby, una governante con il compito di occuparsi dei tre figli della coppia. Zio Fester si innamora della giovane, ricambiato, almeno apparentemente.....




Film che fa eccezione alla regola "i seguiti sono meno belli del primo capitolo", almeno per me che l'ho preferito al precedente. 

Senza nulla togliere al primo film, questo ha una storia più divertente e coinvolgente, dal ritmo più serrato ma senza esagerare, con l'introduzione di un nuovo personaggio "cattivo" ma comico ottimamente interpretato da Joan Cusack; viene inoltre dato più spazio a Mercoledì e Pugsley che hanno una vera e propria storyline tutta per loro in un luogo proibito per gli Addams:un campeggio estivo con ragazzi "normali"...!


La caratterizzazione dei personaggi è sostanzialmente quella del primo film, anche se troviamo i coniugi Addams alle prese con  la nascita di un terzo figlio, il piccolo Pubert, che da subito rivela di essere un "vero Addams" con tanto di baffetti ereditati dal papà. La presenza del piccino smuove gli equilibri della famiglia, in particolare quella dei due fratelli maggiori che reagiscono con una sorta di gelosia, organizzando giochi tipo "La rivoluzione francese" (con Pubert portato alla ghigliottina con mini carriola); pr gestire al meglio la situazione senza rimanerne travolti Morticia e gomez decidono di assumere una tata. Ecco così arrivare Debby, bionda e avvenente tipica donna americana stile "cheerleader": sempre sorridente, sempre affettuosa, entra subito in empatia con tutti i membri della famiglia, e in particolare con lo zio Fester che- guarda un po'- da qualche tempo è in crisi perchè anche lui vorrebbe avere una compagna e una propria famiglia..... 




Quali sono le vere mire di Debby lo spettatore medio lo capisce presto, assieme a Mercoledì e Pugsley, gli unici a non lasciarsi abbindolare dalle moine della bionda, e per questo "eliminati" mandandoli in un campeggio estivo per adolescenti.  Da qui in poi le due vicende si alternano: da una parte i maneggi di Debbie per fare fuori il neo maritino e intascare la cospicua eredità, dall'altra i problemi di Pugsley e Mercoledì in un campo boy scout che mette in pratica solo apparentemente i principi di solidarietà e amicizia per cui questa associazione è nota: proprio in questa parte della storia abbiamo trovare a mio avviso geniali come il punire i ragazzini riottosi chiudendoli in una casetta a vedere cartoni Disney  film smielati o la recita finale, dove la storia dei Padri Pellegrini verrà stravolta da Mercoledì e soci raccontando anche la parte più oscura e non solo quella della tradizione tanto amata dagli americani. 

Ma nonostante tutto anche l'iconica ragazzina troverà l'amore...

Davvero: dopo 30 anni ogni volta che lo riguardo (prevalentemente durante le festività natalizie, difatti come ho già spiegato l'anno scorso questi due film sono due dei miei "classici natalizi" preferiti, pur non appartenendo a tale filone ) sembra sempre la prima volta. Sotto vi metto le mie due scene preferite! 


P.S: e comunque....sulla Barbie Malibu ha ragione Debby! ;)







domenica 23 ottobre 2022

I fratelli Karamazov, 1969


 Regia di Sandro Bolchi, con Corrado Pani (Dimitri Karamazov), Umberto Orsini (Ivan Karamazov),  Carlo Simoni (Aleksej Karamazov),Salvo Randone (Fedor Karamazov), Lea Massari (Grusenka),  Carla Gravina (Katerina Ivanovna), Antonio Salines (Smerdjakov).     


.Dimitri,Ivan e Alekseji Karamazov sono tre fratelli, figli del vecchio e depravato Fedor Karamazov,che ha dissipato in gozzoviglie e vizi tra i più laidi tutto il patrimonio suo e pure quello che i figli avevano ricevuto in eredità alla morte delle rispettive madri( Dimitri è figlio della prima moglie, gli altri due della seconda).

Ciò è motivo di un’accesa disputa tra Dimitri e il padre, accresciuta dal fatto che entrambi sono invaghiti di Grusènka,una giovane popolana molto bella.Gli altri due fratelli assistono al conflitto impotenti; quando Fedor viene ritrovato assassinato, Dimitri è l’indiziato principale, ma questi giura di essere innocente…


Versione Rai dell'omonimo romanzo di Fedor     ( ), è uno dgli sceneggiati più di successo nella storia delle televisione italiana (con una media di 15 milioni di spettatori a puntata, un record anche per l'epoca), acclamato anche dalla critica. 

Meritatamente, perchè nonostante all'epoca la qualità di tutti gli sceneggiati fosse piuttosto alta, questo in particolare si distingue, oltre che per l'alto livello degli attori e dei professionisti coinvolti nella lavorazione, per il fatto di rendere  un romanzo molto complesso non solo ottimamente come adattamento ma rendendolo comprensibile e fruibile per il grande pubblico, il quale si appassionò alla storia talmente tanto da rilanciare le vendite del libro. 


Per me che amo molto questo romanzo è sempre un piacere vedere la cura e l'attenzione che traspaiono da questa trasposizione, l'impegno di attori già ottimi di loro nl calarsi in personaggi difficili rendendoli in maniera ottimale e facendo percepire al pubblico sentimenti, passioni e pensieri di ognuno di loro: in particolare ho apprezzato Corrado Pani che alterna irruenza e fragilità  nei panni di Dimitri, Salvo Randone che centra perfettamente l'ambiguità del padre Fedor, viscido e amorale ma per il quale allo stesso tempo non si riesce a fare a meno di provare simpatia, gli altri due fratelli Umberto Orsini (il tormentato Ivan) e il tranquillo Alesa.

Ma anche sugli altri personaggi nulla da dire, sebbene personalmente per quelli femminili avrei talvolta scelto altre attrici, ma questo è solo un dettaglio. Resa particolarmente bene la difficile parte del processo e anche quella del "Grande Inquisitore", che può forse risultare noiosa per alcuni visto che dura quasi mezz'ora ed è impostata in modo molto teatrale ma, se si ha la pazienza di superare questo scoglio, rende molto bene il momento e il senso di quanto narrato.


Al limite, un difetto che ho trovato è quello di non raccontare (neanche in minima parte) il prologo della vicenda, cioè la storia dei due matrimoni di Fedor Karamazov e quindi l'origine della disputa tra Dimitri e il padre.

Per me è sempre in piacere rivederlo. Piccola nota: quando ho letto la prima volta il romanzo avevo 13 anni e non conoscevo lo sceneggiato, che ho visto solo nel 2010... e sono rimasta di sasso visto che, leggendo, Alesa me l'ero immaginata identico all'attore che lo ha effettivamente interpretato qui! :)

Di recente Umberto Orsini ha ripreso il personaggio di Ivan in uno spettacolo teatrale intitolato "Io sono Ivan Karamazov", attualmente in programma nei teatri italiani.




domenica 16 ottobre 2022

Ritorno al futuro (Back to the future), 1985


Regia di Robert Zemeckis, con Michael J. Fox (Marty McFly ), Christopher Lloyd (Doc Emmett Brown), Lea Thompson (Lorraine McFly), Crispin Glover (George McFly), Thomas F. Wilson (Biff),Claudia Wells (Jennifer).



Marty McFly, 17enne svogliato a scuola e con ambizioni da rockstar, è il migliore amico di Doc, uno strampalato inventore sempre in attesa dell'invenzione che gli cambierà la vita.
che in effetti arriva presto: Doc crea una macchina del tempo trasformando una DeLorean e dà appuntamento a Martin per mostrargliela e spiegarne il funzionamento, ma per una serie di circostanze il ragazzo si ritrova catapultato nel 1955, giusto in tempo per conoscere i suoi genitori da giovani.
Per tornare al 1985 Marty dovrà cercare di non modificare assolutamente il corso delle cose e dell vite altrui, m non è facile....



Compirà 40 anni tra circa tre anni anche questo film, capostipite di una fortunata serie e amatissimo ancora oggi.
Si può dire "40 e non li dimostra"? Secondo me sì, considerato il successo che continua a ottenere anche presso un pubblico di giovanissimi

L'idea del viaggio nel tempo non è particolarmente originale anche se funziona perchè - almeno credo-  è uno di quei desideri irrisolti dell'umanità (sicuramente lo è per me!). Più interessante il fatto che il giovane Marty, arrivato negli anni '50, scopre che non erano poi così idilliaci come solitamente vengono dipinti, e in particolare i rapporti fra i suoi genitori sono tutto l'opposto di quello che lui finora aveva pensato; anzi, gli stessi genitori adolescenti non sembrano nemmeno delle persone così desiderabili da conoscere. E tuttavia Marty si trova costretto a intervenire nelle vicende del passato per modificarle, in quanto se Lorraine e George  non si innamoreranno (e quindi in seguito sposeranno) Marty rischia di non nascere....come andranno le cose non è troppo scontato, e nemmeno il risultato di tale intrusione nella vita della famiglia McFly negli anni '80 (alla faccia della regole solitamente presente quando si tratta di viaggi nel tempo: "il futuro non può essere cambiato in alcun modo"). 

Per il resto credo che il film funzioni ancora oggi perchè mantiene un sua freschezza: le trovate tecnologiche/scientifiche oggi possono anche fare sorridere ma all'interno della storia hanno un loro perchè, le interpretazioni degli attori sono ottime e accattivanti (Michael J. Fox è un adolescente in cui molti si possono riconoscere ancora oggi, e Christopher Loyd per me è al suo massimo), senza contare anche le interpretazioni dei comprimari. Riguardo al protagonista, ancora più notevole è la sua perfomrmance sapendo che all'epoca recitava di giorno nel telefilm "Casa Keaton" e per Zemeckis la sera fino alle due di notte : tanto di cappello perchè io non ce l'avrei fatta! 
La colonna sonora inoltre è godibile ancora oggi, e sotto molti aspetti il film può considerarsi uno dei manifesti degli anni '80 attualmente tanto di moda.
Io me lo rivedo sempre volentieri!





mercoledì 31 agosto 2022

Il castello errante di Howl (Hauru no ugoku shiro ), 2004


 Regia di Hayao Miyazaki  , con le voci italiane di: Roberta Pellini (Sophie), Francesco Bulkaen (Howl), Ludovica Modugno (Strega Delle Lande), Luigi Ferraro (Calcifer), Furio Pergolani (Markel).



Dopo la morte del padre la giovane Sophie lavora per portare avanti la cappelleria di famiglia; un giorno, mentre si reca a trovare la sorella, viene importunata per la strada da due soldati e salvata da un affascinante giovane. La ragazza non sa di avere incontrato Howl, un mago potente e famoso per essere senza cuore; per questo la Strega delle Lande per ripicca le lancia una maledizione che la trasforma in una vecchietta, condannata per di più a non poter rivelare ad alcuno ciò che è successo.

A Sophie non resta quindi che fuggire attraverso le Lande; casualmente trova rifugio proprio nel castello di Howl- un castello magico che si muove e funziona da solo-  presentandosi come donna delle pulizie. Qui fa amicizia con Markel, il piccolo apprendista di Howl, con il fuoco Calcifer che ha il compito di alimentare il castello, e con lo stesso Howl. Nel frattempo scoppia una guerra e anche il mago viene richiamato a dare il proprio contributo....



Ho passato il Ferragosto al cinema rivedendo questo bellissimo film che avevo già visto al cinema in occasione della sua uscita, nel 2005. Che dire: nonostante l'abbia visto parecchie volte nel corso degli anni, riesce ancora a emozionarmi come la prima volta, nonostante ormai non sia più una giovane e sognante ragazza (perchè sì, mi ha fatto anche sognare) ma sia ormai avviata verso la mezza età.

E' di fronte a film come questo che rimpiango l'animazione vecchio stile, perchè quella moderna per quanto tecnicamente perfetta (e comunque non è nemmeno così) non è assolutamente in grado nè di regalare le stesse emozioni   nè di raccontare le storie come la prima ; se "La città incantata" ha vinto l'Oscar come miglior film di animazione, questo cosa meritava?


La storia è quella di Sophie, una giovane cappellaia con poca autostima che conduce una vita solitaria e noiosa, che cambia il giorno in cui la vendicativa Strega Delle Lande la trasforma in una donna anziana; disperata per non potersi più mostrare a nessuno Sophie fugge attraversando le lande. Il cambiamento di aspetto la mette in un certo senso al riparo disavventure, molestie e sfortune varie: perchè una innocua vecchietta che attenzioni può attirare?

Ed ecco che la nostra eroina trova rifugio proprio nel castello errante del famigerato mago Howl, la cui occupazione preferita pare essere spezzare i cuori delle ragazze con la sua crudeltà; in realtà questo atteggiamento nasconde molto altro, e Sophie (che si integra perfettamente con gli abitanti della casa: l'apprendista Markel, il fuoco Calcifer e lo stesso Howl, formando una stramba ma affettuosa famiglia) avrà modo col tempo di penetrare questo animo complesso finendone influenzata al punto da innamorarsene. Ma è un esempio di amore positivo in cui due solitudini si uniscono a smorzare i difetti dell'altro e a cambiare in positivo non solo le proprie vite, ma anche quelle degli altri (alla famigliola si unirà la ex Strega che, privata dei suoi poteri e riportata al proprio aspetto reale, diventa una placida nonnina dal cuore sempre giovane).

Pellicola che riunisce in sè vari generi e che va al di là del semplice cartone animato, con un'animazione tecnicamente perfetta e una caratterizzazione di personaggi, ambienti e paesaggi minuziosamente descritti anche nei minimi particolari, è uno di quei film che quando lo stai guardando vorresti non finisse mai. Anche se lo stai rivendendo per la miliardesima volta, come me. 







giovedì 1 luglio 2021

Luna Nera, 2020

 


Regia di Francesca Comencini,  con Nina Fotaras (Ade),Giorgio Belli (Pietro),Giada Gagliardi (Valente),Manuela Mandracchia (Tebe),Adalgisa Manfrida (Persepolis), Lucrezia Guidone (Leptis),Federica Fracassi (Janara),Giandomenico Cupaiolo (Sante), Barbara Ronchi (Antalia), Filippo Scotti (Spirto),Roberto De Francesco (Marzio Oreggi),Gloria Carovana (Cesaria).


        Italia ,1600: la giovane levatrice Ade deve abbandonare assieme al fratellino Valente il villaggio di Torre Rossa dove era sempre vissuta, dopo che la nonna Antalia è stata bruciata viva dai Benandanti, cacciatori di streghe. Ade stessa è sospettata di stregoneria e trova rifugio nella comunità segreta di donne con poteri magici di cui un tempo aveva fatto parte anche la madre, capeggiata da Tebe. Anche Ade manifesterà dei poteri particolari e si sentirà divisa tra l'affetto per la sua nuova famiglia e l'amore nel frattempo nato per Pietro, il figlio di Sante, capo dei Benandanti...


 Credo di essere l'unica persona ad avere apprezzato questa serie tv- nonostante generalmente non ami il fantasy- vista l'anno scorso durante il primo lockdown, dato che ho trovato esclusivamente articoli e recensioni negativissimi; cosa a mio avviso esagerata, visto che nonostante i difetti non mi pare che faccia così schifo. Ma chissà perchè, quando si tratta di serie tv italiane sembra ci sia una gara a chi ne parla più male (dicendo peraltro quasi tutti le stesse cose)!


Tratta dal primo romanzo di quella che dovrebbe essere una trilogia- ma di cui finora mi pare sia stato pubblicato solo il primo libro, "Le città perdute" di Tiziana Triana- ha inizialmente catturato il mio interesse per il fatto che tratta la tematica della caccia alle streghe in Italia, tema piuttosto trascurato dalla cultura in generale, nonchè (non lo nascondo) per il nome della protagonista, Ade, evidente rimando al dio dell'Oltretomba nella mitologia greca. 

Nel corso della storia non sono pochi i difetti, visto che quella che dovrebbe essere la tematica principale viene trattata superficialmente rimanendo sullo sfondo, lasciando il posto alle dinamiche tra i vari protagonisti e alla storia d'amore tra Ade e Pietro, oltrechè al conflitto interiore tra bene  e male di cui la stessa Ade sarà il personaggio più rappresentativo. Dinamiche che oltretutto non sempre sono spiegate in modo chiaro: del personaggio di Cesaria (concessione femminista inutile visti gli altri personaggi) dapprima sappiamo che è la sorella di Pietro, poi diventa la sorellastra visto che è figlia adottiva di Sante e della moglie, però la si vede in rapporto praticamente solo col padre adottivo. Il passato delle streghe capeggiate da Tebe viene spiegato in modo confuso per pochi minuti, si capisce solo la storia di Persepolis e inoltre nelle ultime due puntate alcuni personaggi subiscono dei voltafaccia totalmente improvvisi e assolutamente non credibili. 


Per il resto stranamente mi sono appassionata, non ho trovato gli attori così "cani" come sono stati universalmente dipinti (ma credo che l'impostazione teatrale della recitazione degli interpreti dei personaggi adulti sia stata la causa principale di queste opinioni negative, visto che spesso non si accorda molto bene con le caratteristiche e i ritmi  di una serie tv, diversi da quelli del teatro), e mi è piaciuta particolarmente la scelta di inserire brani moderni nella colonna sonora. Ho apprezzato molto la scena della danza in maschera nell'ultima puntata. Tra l'altro trovo che questa serie sia piuttosto originale e anche innovativa, visto che il fantasy qui da noi non è un genere molto praticato.

Mi è quindi dispiaciuto sapere che non ci sarà una seconda stagione, forse anche per la mancanza di materiale originale visto che- come dicevo sopra- la trilogia letteraria non è stata completata: ero davvero curiosa di vedere come sarebbe proseguita la storia!




martedì 8 giugno 2021

Alida, 2020

 


Regia di Mimmo Verdesca, con Pierpaolo De Mejo, Carlo De Mejo, Larry De Mejo, Vanessa Redgrave, Charlotte Rampling, Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci,Maurizio Ponzi, Tatiana Farnese, Dario Argento



Omaggio ad Alida Valli, una delle più grandi attrici del cinema italiano, interprete versatile che nella sua carriera coprì 60 anni di storia del cinema italiano ed estero, sperimentando quindi tanti momenti storici e e generi, oltre a costruire non più giovanissima una buona carriera teatrale. Nata a Pola e cresciuta in una famiglia dell'alta borghesia, fin da ragazza dimostrò di desiderare l'indipendenza e per questo, vincendo anche la sua naturale timidezza, cominciò a frequentare l mondo del cinema nel periodo dei cosiddetti film dei "telefoni bianchi", divenendo ben presto una delle attrici di punta di quel cinema e riuscendo, incredibilmente, a restare tale anche per tutto il resto della sua vita riguardo al cinema italiano. 


Attraverso la voce narrante di Giovanna Mezzogiorno, il nipote Pierpaolo mette a disposizione del regista le lettere della nonna a familiari e amici nel corso della sua lunga vita: dalla corrispondenza emerge il ritratto di una donna sensibile e determinata, dal forte carisma, che pur dando importanza alla propria carriera lavorativa dava la priorità agli affetti e alla famiglia. Un' artista sensibile, affascinante e curiosa verso nuovi generi e nuove sfide all'interno del mondo del cinema, che ha lasciato una forte impronta non solo nel cinema italiano ma anche in quello internazionale (come dimostrano le numerose testimonianze di attori e registi stranieri, tra cui Vanessa Redgrave, Charlotte Rampling e altri) e che era in grado di fare ciò anche con apparizioni di pochi minuti. 

Il documentario mi è piaciuto davvero molto, 105 minuti di pura immersione nel mondo del cinema che sono davvero volati via...a un certo punto avrei voluto che continuasse di più! E mi ha fatto venire voglia di riscoprire i film di questa fantastica attrice....





sabato 6 marzo 2021

Il commissario Ricciardi, 2021

 


Regia di Alessandro D'alatri, con Lino Guanciale (Luigi Alfredo Ricciardi), Antonio Milo (Raffaele Maione), Enrico Ianniello (Bruno Modo), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Maria -vera Ratti (Enrica Colombo), Serena Iansiti (Livia Lucani), Nunzia Schiano (Rosa Vaglio),Adriano Falivene (Bambinella), Mario Pirrello (Angelo Garzo), Marco Palvetti (Falco).


Napoli, 1931: Luigi Alfredo Ricciardi è un commissario di polizia che custodisce un segreto molto particolare: se passa in un luogo che è stato teatro di un delitto o di un fatto violento, vede i fantasmi delle vittime che ripetono l'ultima frase che stavano dicendo o pensando nel momento della morte, fino a quando non hanno ricevuto giustizia. A causa di questa pesante situazione rifiuta ogni legame sentimentale- fatta eccezione per la fidata governante Rosa, che lo ha cresciuto dopo la morte della madre- anche se è innamorato di Enrica, la giovane dirimpettaia che vive nel condominio di fronte a casa sua...



Tratto dalla serie di romanzi di Maurizio De Giovanni, inizio subito dicendo che è una delle più belle serie tv degli ultimi anni, mi ha appassionato davvero tanto, come da tempo non capitava con altri prodotti che pure mi sono piaciuti. 

Ambientato in una Napoli insolitamente silenziosa e malinconica, la cui bellezza antica viene sottolineata da una fotografia dai colori scuri e quasi fumosi in linea con la cupezza delle storie e dell'animo del protagonista: Luigi Alfredo Ricciardi è un commissario di polizia in realtà di nobili origini, che ha scelto questo lavoro per soddisfare almeno in parte il suo senso della giustizia che gli deriva anche da una particolarità che non ha mai condiviso con nessuno: è dotato di una specie di "potere" che lui chiama "Il fatto" che gli permette di vedere gli spettri delle persone morte in modo violento nei luoghi del decesso, mentre ripetono ossessivamente la frase che stavano dicendo o pensando nel momento del trapasso, fino a che non viene resa loro giustizia.


Questo segreto condiziona pesantemente la sua vita, perchè non potendo condividerlo con qualcuno ha deciso di isolarsi e persino di non formare una famiglia, avendo paura di trasmettere "il fatto2 a eventuali figli (lui stesso l'ha ereditato dalla madre). Tuttavia i suoi affetti, seppure pochi, sono forti e sinceri: l'anziana tata Rosa che l'ha cresciuto dopo la morte della madre, il fidato brigadiere Maione, il medico legale dottor Modo ed Enrica, la giovane dirimpettaia di cui è innamorato e con cui scambia da tempo intensi sguardi dalla finestra, senza avere il coraggio di farsi avanti (sempre per il suddetto motivo) e tenendo la ragazza nell'incertezza. Gli sguardi tra Ricciardi ed Enrica sono pura poesia, un modo di corteggiare antico che forse qualcuno di noi ricorda per averlo sentito da storie dei nostri nonni o bisnonni e a cui da tempo non siamo più abituati non solo nella finzione ma anche nella realtà, e sono sicuramente una delle cose più belle e meglio riuscite della serie. 

Le storie che compongono le sei puntata mantengono come titolo il romanzo di turno a cui fanno riferimento: storie di miseria morale causata talvolta (ma non sempre) da quella materiale, storie di un umanità variegata e misteriosa, dove passioni, drammi,segreti  guidano spesso le azioni delle persone anche in maniera inconsapevole e dove a volte non sempre il colpevole materiale è il cattivo della situazione. Dato che siamo negli anni '30 non può che avere una parte preponderante la violenza del fascismo, dato che Ricciardi per i suoi modi liberi appare subito inviso all'antipatico questore e alle squadracce che girano per la città. Tra i personaggi secondari ho amato in particolare modo il brigadiere Maione e la sua famiglia, una bella famiglia unita nonostante il dolore, e Bambinella, il femminiello informatore di Maione (una grande prova per l'attore Adriano Falivene). 

In ultimo non posso non citare la sigla "Maggio se ne va", un vecchio pezzo di Pino Daniele che si adatta perfettamente alla storia e secondo me ne racchiude le caratteristiche principali. 

Concludo qui non avendo citato tutti i personaggi e tutti ciò che mi è piaciuto per non dilungarmi troppo; non vedo l'ora che facciano una seconda serie e anche di leggere i romanzi di questa serie!