sabato 6 giugno 2026

La legge di Lidia Poet, stagione 3. 2026


 Regia di Letizia Lamartire, con Matilda De Angelis (Lidia Poet), Pierluigi Pasino (Enrico Poet), Edoardo Scarpetta (Jacopo Barberis), Sara Lazzaro (Teresa Barberis), Gianmarco Saurino ( Pierluigi Fourneau), Liliana Bottone (Grazia Fontana), Giovanni Cantamessa (Ninni Bruschetta), Alejandra Meco (Consuelo Vega del Carmen), Maurizio Di Carmine (Giuseppe Zanardelli). 



Siamo ora nel 1887: Enrico Poet, eletto deputato, porta avanti in Parlamento la legge che consentirebbe alle donne di votare. Intanto Grazia Fontana, una cara amica di Lidia, fugge con la figlia dal marito violento e chiede aiuto all'amica; le due vengono ospitate in casa Poet ma un giorno Grazia viene trovata in una stanza con le man sporche di sangue davanti al cadavere del marito (che era riuscito a rintracciarla). Enrico decide di assumerne la difesa ma la donna si proclama innocente, contro ogni evidenza....


Siamo ormai arrivati alla terza stagione della serie tv con protagonista Lidia Poet, la prima donna avvocato in Italia; una serie che, dopo le perplessità sollevate dalla prima stagione dal tipo di narrazion scelto, mi è comunque piaciuta molto al punto di decidere di continuarne la visione, in maniera peraltro soddisfacente. 

La terza stagione chiude il cerchio (almeno per ora) in modo soddisfacente, non punta a grossi colpi di scena ma ad una soluzione coerente e a una storia lineare. 

Come sempre Lidia, che non può esercitare la professione di avvocata perchè le è stata revocata l'abilitazione (che le venne riconsegnata solo negli anni '20)    ma aiuta comunque il fratello Enrico, risolve vari casi di omicidio ; il principale riguarda la sua amica Grazia, accusata di avere ucciso il marito ma che si proclama innocente. Enrico e Lidia si giocheranno il tutto per tutto per difenderla (lui più di lei per dire la verità, visto che di giocherà la sua carriera politica) difendendo al contempo i diritti delle donne, all'epoca ancora poco considerati. Al contempo assistiamo a dilemmi sentimentali di Lidia, divisa tra Jacopo (ora fidanzato con la spagnola Consuelo) e  il procuratore generale, oltre alla vicenda di Teresa (cognata di Lidia), che con la figlia ormai adulta a Parigi sente che le proprie giornate sono prive di uno scopo. 


Le varie storie sono credibili e tutto sommato variegate, e anche l'intreccio dei rapporti tra i vari personaggi funziona, come sempre per me il rapporto migliore è quello tra Enrico e Lidia: due fratelli complici, affettuosi, con Enrico che mette in gioco anche cose molto importanti per lui pur di aiutare Lidia e sostenere la causa dei diritti delle donne. Litigano anche, ma tra fratelli spesso anche questo è un modo per dimostrare affetto.  Mi piace anche il rapporto tra Enrico e la moglie Teresa, tra Teresa e il fratello Jacopo e tra Lidia e Jacopo...insomma, tutte dinamiche ben riuscite. Unico personaggio inutile, Consuelo, e legato a lei l'unico particolare finale che non mi ha soddisfatto: non potevano semplicement lasciarla andare? Mah. 

Francamente, penso che la storia si può tranquillamente concludere qui, ma mai dire mai con le fiction di questi anni.....