Regia di Autumn De Wilde, con Ana Taylor Joy (Emma Woodhouse), Mia Goth (Harriet Smith),Johnny Flynn (John Knigthley), Callum Turner (Frank Chirchill), Amber Anderson (Jane Fairfax), Josh O'Connor (Mr Elton), Bill Ni (Mr. Woodhouse), Tanya Reynolds (Augusta Elton).
venerdì 27 novembre 2020
Emma, 2020
Regia di Autumn De Wilde, con Ana Taylor Joy (Emma Woodhouse), Mia Goth (Harriet Smith),Johnny Flynn (John Knigthley), Callum Turner (Frank Chirchill), Amber Anderson (Jane Fairfax), Josh O'Connor (Mr Elton), Bill Ni (Mr. Woodhouse), Tanya Reynolds (Augusta Elton).
giovedì 5 novembre 2020
30 caffè per innamorarsi (Brimming with love ). 2018
Regia di W.D. Hogan , con Kelsey Asbille (Allie Morgan ), Jonhatan Keltz (Sam Jenson ), George Newbern (Addison Rickford ), Alexandra Metz (Mia).
Allie è una giovane giornalista che sogna di diventare reporter per il giornale presso cui lavora. L'occasione sembra presentarsi quando la ragazza viene a conoscenza di un bar il cui proprietario, Sam, si vanta di essere arrivato alla conclusione- dopo tanti anni di lavoro- che ai suoi clienti in cerca d'amore debbano berne al massimo trenta per conoscere qualcuno ed innamorarsi....
Un simpatica commediola sentimentale vista durante la quarantena, niente di particolare o di originale ma di questi tempi bui va bene tutto per alleggerirsi l'animo.
I personaggi sono simpatici ma non particolarmente approfonditi e anzi un po' stereotipati: abbiamo la giovane che non crede più nell'amore dopo una brutta delusione e si è concentrata sulla carriera, i due colleghi che non si possono vedere che vengono messi a lavorare assieme ad un progetto (e come finirà lo intuiamo praticamente subito), il ragazzo sensibile che capisce perfettamente gli altri ma che quando si tratta dei suoi, di sentimenti, è una adorabile frana....insomma le solite cose, ma in questo caso il mi che ne esce è comunque carino, anche se la sottotrama riguardante i due giovani dipendenti del locale se la poteva pure risparmiare tanto è inutile.
La location è molto carina così come l'idea degli incontri a base di caffè per trovare l'anima gemella. Forse si poteva fare un piccolo sforzo in più per approfondire la figura del nonno dato che, a differenza di quelle dei due dipendenti di cui sopra, ha una maggiore importanza all'interno della storia, però da un prodotto di questo tipo non ci si può aspettare più di tanto.
martedì 28 agosto 2018
Crazy & rich (Crazy rich Asians), 2018
Regia di Jon M. Chu, con Constance Wu (Rachel Chu), Henry Golding (Nick Young), Sandra Oh (Eleonor Young), Gemma Chan (Astrid Leong. Teo), Lisa Lu (Shang Su Yi), Nico Santos (Oliver T'Sien).
Rachel Chu, giovane docente di economia all'università di New York, viene invitata dal fidanzato Nick Young a conoscere i suoi familiari nella città natale i Singapore, in occasione del matrimonio di un cugino. La giovane accetta emozionata, ignorando una realtà che Nick le aveva tenuto nascosta: il ragazzo è l'erede della famiglia più ricca e potente della città, e sua madre non vede di buon occhio il fidanzamento con una giovane che in pratica è americana, visto che vorrebbe che il figlio tornasse in patria e sposasse una "vera" cinese. Purtroppo non è l'unica a pensarla in questo modo.....
Graziosa commedia cinese che presumo piena di stereotipi, ma che assolve pienamente la sua funzione come prodotto di intrattenimento. Oltretutto è curioso, almeno per me, vedere una volta tanto un cast "All Asians" (presumo che l'unica attrice conosciuta in Italia di tutto il cast sia Sandra Oh, l'ex Christina di "Grey's anatomy"). E' tratta da un romanzo intitolato "Crazy rich Asians" di Kevin Kwan ( ), che non so se sia edito in Italia.
Anche la trama non è una novità: abbiamo il tipico figlio di miliardari che se n'è andato non solo dalla città natale ma addirittura ha cambiato continente, per liberarsi del giogo di essere considerato solo per la sua ricchezza e fama. In USA, Nick vive come uan persona qualunque, ed è così che può essere se stesso ed essere considerato per quello che è da Rachel, la donna che ama, a cui non ha mai rivelato nulla della sua famiglia. Nick e Rachel sono una coppia felice, ma arriva il momento in cui il ragazzo, che ha deciso di passare a intenzioni serie, decide proprio per questo di presentarla alla sua famiglia di origine, capeggiata dalla terribile madre Eleonor, una donna che si è praticamente fatta da sola (a quanto ho capito essendo anche rimasta vedova presto) e che per l'unico figlio sognava ben altro.
Ovviamente tutto questo viene fuori solo col procedere della trama: Rachel arriva addirittura a scoprire da sola il segreto di Nick, proprio perchè il ragazzo teme molto anche il fatto che lei possa spaventarsi e scappare da tutto ciò. Poco ci manca che questo avvenga, visto che la povera Rachel viene accolta bene dai cugini di lui, ma freddamente dalla suocera e addirittura, durante l'addio al nubilato della ragazza del cugino, rimane vittima della violenta persecuzione di una ex di Nick e di altre ragazze del jet set che speravano di impalmarselo loro. Nonostante- come detto prima- gli stereotipi non siano pochi (il cugino stilista gay, l'amica fuori di testa, la suocera granitica, il marito frustrato della cugina), lo svolgimento di alcune dinamiche è interessante, i personaggi principali non sono cosi banali e così anche il "come" si arriva all'inevitabile happy ending. Ho molto apprezzato la risoluzione della vicenda di Astrid, presa da un punto di vista a cui pochi pensano quando ci si trova in quelle situazioni (non faccio spoiler a riguardo).
Altra cosa che abbonda è il kitch; segnalo inoltre nella colonna sonora una curiosa versione di "Material Girl" di Madonna cantata in cinese.
giovedì 19 novembre 2015
Il ponte di Waterloo (Waterloo Bridge),1940
Regia di Mervyn Le Roy, con Vivien Leigh (Myra Lester), Robert Taylor (Roy Cronin ), Virginia Field (Kitty),Lucile Watson (Mrs Cronin).
1914: il soldato Roy conosce la ballerina Myra ed è subito amore: quando lui parte per la guerra Myra si trova in serie difficoltà, in quanto viene estromessa dal corpo di ballo ed è sola al mondo.
Purtroppo arriva una terribile notizia: Roy è morto al fronte. Davanti a quest'ennesimo colpo del destino, la povera Myra cede al dolore e comincia a prostituirsi.
Ma dopo qualche tempo, Roy torna: la notizia era falsa e il giovane, che ovviamente non sa nulla, torna come promesso dalla sua amata, per presentarla alla famiglia e chiederla in moglie....
Melodrammone ma con stile, il film è il remake dell'omonimo film del 1931 a sua volta tratto da una piece teatrale ( ) di Robert Sherwood.
Inizialmente Roy doveva essere interpretato da Laurence Olivier, all'epoca marito della protagonista Vivien Leigh e suo partner in vari film; non si sa per quale motivo, il divo rinunciò e venne chiamato al suo posto Robert Taylor, che così cominciò una breve ma intensa carriera come sex symbol.
La storia, come detto, è toccante e drammatica al massimo; anche chi non ne sa nulla presagisce sin dall'inizio (complice anche un inizio "a flashback") un senso di fatalità che incombe sul film. Molto buone le interpretazioni dei due protagonisti, entrambi al massimo della loro forma (ed in fatti i due attori dichiararono diverse volte, nel corso delle loro vita, che consideravano questo uno dei migliori film della loro carriera)- anche se io ho trovato lui un po' incolore- ed anche dei coprotagonisti, sopratutto la gentile madre di lui.
Uno degli elementi che contribuirono al successo del film è la scena del ballo in cui per la prima volta si sente il pezzo musicale noto come "Valzer delle candele", tratto da un'antica ballata scozzese.
NEl 1940 il film ricevette una nomination all'Oscar per la colonna sonora.
domenica 9 marzo 2014
Storia d'inverno (A Winter's tale) 2013
Regia di Akiva Goldsman , con Colin Farrell (Peter Lake), Jessica Brown Findlay (Beverly Penn),Russell Crowe (Pearly Soames), Jennifer Connelly(Virginia Gamely), Will Smith (Il giudice), Willian Hurt (Isaac Penn),Eva Marie Saint (Willa Penn anziana).
Nella New York del primo '900, il ladro di strada Peter Lake si innamora, ricambiato, della ricca Beverly Penn, la quale però, malata di tisi, ha poco da vivere.
Il boss ( e qualcosa di più...)Pearly Soames, padre adottivo di Peter dal quale il giovane si è separato per via della sua crudeltà diventando da allora il suo nemico più acerrimo, tenta di impedire questo amore, swnza riuscirci a causa di una profezia che permetterà ai due giovani di vivere un amore brevissimo ma talmente intenso da valicare i confini del tempo...
...e per la serie "Le ultime parole famose":
"Comincia molto bene questo 2014 cinematografico!" (Recensione di "American Hustle")
"Prosegue sempre meglio questo 2014 al cinema (mi manca però la recensione di un bel film che ho visto prima di questo "La mia classe", con Valerio Mastandrea) con l'ultima fatica di Scorsese..." (Recensione di "The wolf of Wall Street")
"Non avevo sentito nominare questo film, nemmeno su Ciak, prima che mi venisse proposto; è stata davvero una gradita sorpresa" (Recensione "La mia classe")
...arriva ora la prima ciofecona del 2014 al cinema, presto in effetti, ma d'altronde non è che si possa pretendere. In confronto a questo film (tratto dall'omonimo romanzo-1993 - di Mark Helprin ) anche la mitica "Boiata pazzesca" di fantozziana memoria appare come un film da circolo culturale...del resto ci vuole poco: avrei dovuto capire già dal trailer che un film che riunisce come protagonisti due degli attori più cani del cinema di oggi (Russel Crowe e Colin Farrell) non poteva promettere bene, e infatti inizialmente non era nei miei pensieri andaro a vederlo; ma poi si sa...l'insistenza di un'amica e- MEA MAXIMA CULPA, so che non si fa!!!- una locandina davvero accattivante hanno fatto in modo che dessi una chance a questo film.
Sono stata giustamente punita per la mia superficialità da 113 minuti di st@@@te che si susseguono a ritmo frenetico, non sempre con un filo logico a unirle (ma ovviamente è sbagliato a priori pretenderlo da un film del genere) con vistosi buchi nella sceneggiatura, spiegazioni non date (ho dovuto leggermi alcune recensioni sul romanzo per capire molte cose!), svarioni temnporali (fatemi capire: nel 1914 la piccola Willa ha otto anni...nel 2014 è ancora viva?!) , fatti completamente slegati l'uno dall'altro, avvenimenti improbabili anche per un fantasy (il film è un minestrone di generi, prevalentemente fantasy-romantico-drammatico).
Per non parlare della recitazione ridicola (mi è piaciuta solo Jessica Brown Findlay, davvero luminosa non solo come bellezza ma proprio come presenza), dell'orrido taglio di capelli di Colin Farrell (Balottelli ante litteram)....beh, mi pare davvero abbastanza!!!!
Amo le storie romantiche, sopratutto ambientate nel passato, e se vanno oltre i confini del tempo ancora meglio....ma a tutto c'è un limite, sul serio.
Dato che potenzialmente la storia mi interessava, ho però letto varie recensioni del romanzo, e quasi tutte sono concordi nell'affermare che con il film c'entra poco o nulla (come spesso capita in queste occasioni): ecco, forse darò una possibilità al libro, ma il film è decisamente da dimenticare (e mi permetto di sconsigliarlo anche agli appassionati fanatici integralisti del genere!!!).
sabato 2 febbraio 2013
Mansfield Park, 2000
Inghilterra, fine '700: Fanny Price ancora bambina viene mandata dai genitori a vivere con i ricchi zii Bertram, che la cresceranno e la educheranno togliendola dalla povertà in cui è sempre vissuta.
Fanny cresce quindi come "parente povera", nonostante la vicinanza con i tre cugini Edmund, Julia e Mariah; con Edmund in particolare si stabilisce un legame affettivo molto forte.
Un giorno arrivano in visita i fratelli Henry e Mary Crawford che, molto diversi e più liberi rispetto ai compunti Bertram, causeranno molto scompiglio...
Tratto dall'omonimo romanzo (1814 ) di Jane Austen, è un film che sicuramente piacerà agli amanti del genere "in costume", ma non so quanto soddisferà gli appassionati della Austen dato che la storia è stata modificata molto rispetto al romanzo.
Per inciso, alla sottoscritta pur essendo una fan della scrittrice inglese MANSFIELD PARK è l'unico suo romanzo che non è piaciuto, quindi non avevo grosse aspettative riguardo al film; dato che però alcuni personaggi e situazioni sono stati eliminati, e altri totalmente modificati a partire dalla stessa protagonista (nel romanzo timida e dimessa ai limiti dell'incolore, nel film giovane donna energica, vivace, con buone doti intellettuali ma solo un po' repressa causa rigida educazione e posizione di inferiorità rispetto ai parenti ricchi), dubito che gli ammiratori del romanzo possano gradire la cosa,perlomeno susciterà molte perplessità.
Gli attori forniscono comunque buone interpretazioni e le ambientazioni della campagna inglese fine '70 soddisfano sempre, almeno dal punto di vista estetico. Suggerisco quindi di provare a vedere il film e valutare poi, non è detto nemmeno che i cambiamenti debbano per forza risultare sgradevoli!
sabato 5 gennaio 2013
Settimo cielo (Seventh Heaven), 1927
Regia di Frank Borzage, con Janet Gaynor ( Diane),Charles Farrell ( Chico).
Parigi,1914.Diane è una giovane donna che vive nei bassifondi di Parigi con la crudele sorella che la maltratta e, a un suo tentativo di scappare, cerca di ucciderla.In suo difesa interviene Chico, uno spazzino che mette in fuga la cattiva e cerca di dissuadere la sventurata Diane dall’idea del suicidio.Mosso a compassione dalla sorte cui andrebbe incontro Diane, che è sola al mondo come lui, il giovane decide di ospitarla in casa propria, una soffitta di un palazzo popolare, da cui si vede tutta Parigi.
Vivendo insieme i due s’innamorano e si sposano, ma scoppia la Prima Guerra mondiale e Chico è costretto a partire…
Tratto da un racconto dello sconosciuto ( almeno per me, non ho trovato nulla su questo autore nemmeno su Internet) Austin Strong-intitolato anch’esso SETTIMO CIELO,1922-, mi rendo conto che ora quasi nessuno lo conosce:ed è veramente un peccato.Perchè questo è un film talmente bello,talmente ben fatto ( il regista Borzage denota una maestria e una sensibilità rare), talmente…super, che in un breve commento non trovo tutte le parole per descriverlo come merita. Vedere la storia d’amore tra i due giovani poveri che trovano il loro angolo di paradiso in una soffitta è come leggere una poesia, e questo film è una vera poesia d’amore. E’ un film muto, ma sicuramente molto più espressivo di molti film sonori( soprattutto di oggi), e non solo grazie alla bravura del regista,ma anche grazie all’alchimia tra i due protagonisti Charles Farrell e Janet Gaynor, una delle coppie più belle mai viste al cinema,alla fotografia che ci mostra le fantastiche vedute di Parigi dalla soffitta in un’aura quasi magica e la bellissima colonna sonora ( ovviamente, per la nostra epoca, abbastanza datata, ma a me è piaciuta tantissimo.
Per cercare di dare un’ulteriore idea della bellezza e della poesia espresse in questo film cito il parere di Martin Scorsese nel suo documentario VIAGGIO NEL CINEMA AMERICANO:” …Borzage non era una persona colta, il suo stile era istintivo…ciò che lo ispirava era la forza stessa delle emozioni.Era questo il grande mistero che elevava i suoi melodrammi al rango di pure canzoni d’amore”.
Il film fu uno dei grandi protagonisti della prima Notte Degli Oscar nel 1928:vinse tre premi Oscar ( Borzage come miglior regista, Janet Gaynor come miglior attrice e miglior sceneggiatura.
giovedì 16 agosto 2012
Ho cercato il tuo nome (The lucky one), 2011
domenica 22 luglio 2012
Angelica (Angelica, Marquise Des Anges),1964
domenica 12 febbraio 2012
Shakespeare in love , 1998
mercoledì 4 gennaio 2012
Persuasione ( Persuasion), 1995
La giovane Anne, figlia di un baronetto, s’innamora ricambiata di Frederick, un giovane militante della Marina, inviso però alla sua famiglia,che la convince a lasciarlo per paura delle chiacchiere della gente ( essendo lui di una classe sociale inferiore).Nove anni dopo, all’età di 28 anni, Anne è ormai considerata una zitella senza speranza, che dolcemente si occupa dell’anziano padre, dei nipotini , delle sorelle.Apparentemente scialba e senza pensieri, in realtà Anne ama ancora il suo Frederick con una passione che nessuno immaginerebbe in lei.E viene premiata quando lo rincontra a un ricevimento di conoscenti:ora lui è un ricco Capitano di Marina, quindi non ci sarebbero problemi, ma è ancora ferito dal rifiuto passato( anche se ancora innamorato).Il film è la storia di un amore che sboccia dopo tanti anni, e che deve superare difficoltà e pregiudizi esterni ed interni ai due protagonisti.
Tratto dall’ultimo romanzo di Jane Austen, pubblicato postumo nel 1818, è un’ottima trasposizione del difficile ( per l’epoca)romanzo:infatti, rispetto ai precedenti romanzi, la Austen narrò una storia un poco più malinconica e profonda, meno briosa, scegliendo stavolta come protagonista una giovane donna intelligente ma anche non bella e silenziosa,chiusa nel ricordo del suo amore che crede perduto.Giovane per noi, ma per l’epoca già zitella senza speranza:ecco perché dico una protagonista insolita( le precedenti erano tutte giovani e abbastanza svagate), quindi considerata fuori dalla portata di un qualsiasi amore…la Root, attrice di origine shakspiriana,rende molto bene questo personaggio con una interpretazione volutamente silenziosa, scialba, che rifiorisce e prospera dopo aver ritrovato l’amore e superato le difficoltà.Il migliore,secondo me, tra i film tratti dai romanzi della Austen.Da notare anche l’intesa colonna sonora( premiata ai British Awards) e i bellissimi paesaggi della costa e della campagna inglese.Anche la costumista Alexandra Byrne vinse i British Awards nella categoria dei migliori costumi.
giovedì 29 dicembre 2011
Una lunga domenica di passioni ( Un long dimanche de fiançailles), 2004
Il film è affollato di personaggi a loro modo speciali e particolari: la vendicativa prostituta corsa, il prete incline a rivelare la verità solo a metà, un pappone vigliacco che si riscatterà solo dopo morto, il giovane e romantico guardiano del faro catapultato nella terribile realtà della guerra e tanti altri, capitanati dalla protagonista Mathilde,cui Audrey Tatou presta il suo volto infantile e ingenuo in un personaggio che ricorda molto il film che le regalò successo planetario, IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE ( tanto che il film venne soprannominato all’uscita “Amelie va alla guerra” ).
Il finale è inaspettato e spiazzante, ma comunque penso che a molti piacerà.
martedì 27 dicembre 2011
One day, 2011
Nel 1988 Emma e Dexter, due giovani laureandi, passano assieme la notte e la giornata del 15 luglio: quel giorno nasce un’amicizia che durerà tutta la vita e li porterà a incotrarsi ogni anno il 15 luglio per fare il punto delle rispettive vite. Dopo 15 anni di avvenimenti finalmente arriverranno a capire la vera natura del loro legame, ma il destino è in agguato…
Tratto dal romanzo UN GIORNO (2009 ) di David Nicchols , a essere sincera questo film non solo non mi è piaciuto ma nemmeno l’ho capito più di tanto. Lo spunto iniziale è interessante e originale, ma il film scorre troppo in fretta, lascia fuori troppe cose che andavano meglio approfondite sia tra i protagonisti, sia tra i personaggi seconda, sia nella storia stessa.
Insomma si corre fino al tragico finale un poco spiazzante. Ma si corre male…peccato perché i due protagonisti Jim Sturgesse e Anne Hataway sono davvero belli come coppia e bravi come attori, avrebbero meritato di più!
Interessante la colonna sonora.
venerdì 9 dicembre 2011
Come un uragano (Nights in Rodhante), 2008
Romeo e Giulietta, 1968
Regia di Franco Zeffirelli, con Olivia Hussey ( Giulietta), Leonard Whiting ( Romeo), Michael York ( Tebaldo),John McEnry ( Mercuzio),Pat Heiwood ( la Balia),Milo o’Shea (frate Lorenzo).
Nella città di Verona, in pieno Medioevo, ad una festa in maschera si incontrano e innamorano Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti, figli dei capi di due famiglie rivali.L’amore tra i due giovani, che tentano in ogni modo di superare le imposizioni familiari finirà, come si sa, in tragedia.
La versione cinematografica più famosa della omonima tragedia shakspiriana è probabilmente anche quella più fedele alla storia soprattutto nel tratteggiare i personaggi.
Prima di tutto è la prima in cui come protagonisti sono stati scelti due attori giovanissimi e quindi molto vicini d’età ai loro personaggi( non certo come la versione del 1936!!!), sia come ambientazione, in quanto il film fu girato in Italia..però in vari luoghi: la festa in casa Capuleti si trovava a Pienza, il convento di Frate Lorenzo si trovava nel Lazio,la piazza dove Tebaldo uccide Mercuzio si trova nei pressi di Tuscania ( provincia di Viterbo)…e così via.Della città di Verona rimane solo,all’inizio del film, una visione del centro storico.
E’ un film giovane, accurato, elegante,sensuale, tragico…in poche parole, bellissimo.E se lo dico io che non amo particolarmente la storia di Romeo e Giulietta….
Buona parte del merito va ovviamente agli attori, tutti perfettamente in linea con i loro personaggi: partendo dai due giovani e dolci protagonisti Leonard Whiting e Olivia Hussey, appassionati e ingenui nel loro amore, citando poi lo scanzonato e tragico Mercuzio di John Mc Enry, l’odioso Tebaldo di Michael York, l’esuberante Balia di Pat Heirwood, l’arcigna madre di Giulietta ( interpretata da Natasha Parry): tutte interpretazioni degne del miglior cinema.
Il film fu girati interamente in inglese a causa della produzione internazionale e della presenza, nel cast, di numerosi attori stranieri( quasi tutti praticamente); la voce narrante della storia è di Vittorio Gassman.
A causa della passionalità intecorsa tra i due giovanissimi protagonisti e soprattutto di una scena di nudo in cui si vedeva il seno della Hussey il regista dovette richiedere uno speciale permesso della censura per inserire la suddetta scena nel film; tutto ciò non servì a togliere al film il giudizio di “film per adulti”, tanto è vero che Olivia Hussey non potè vedersi al cinema proprio a causa della scena da lei stessa girata!Situazione semplicemente paradossale, tant’è vero che l’attrice commentò che era incredibile impedirle di vedere quello che vedeva tutti i giorni allo specchio….
Rimasto nella storia del cinema, il film ha tutt’oggi un grandissimo successo e spalancò definitivamente a Zeffirelli le porte di Hollywood: ROMEO E GIULIETTA ricevette quattro nomination all’Oscar, compresa quella al miglior film e come miglior regista.Ne vinse due: quello alla fotografia ( Pasqualino de Santis) e per i migliori costumi ( Danilo Donati).Zeffirelli vinse anche il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior regista.
Splendida la colonna sonora di Nino Rota.
Tiziana
domenica 4 dicembre 2011
Anna Karenina, 1997
Margherita Gauthier (Camille),1936
Il film è un grande classico, ma a dire il vero è anche abbastanza noioso: notare che comunque sono un po’ di parte, perché questa storia non mi ha mai conquistato del tutto.
Della storia, oltre alla famosa opera di Verdi, esistono altre versioni: la prima risale al 1915, diretta dal regista Baldassarre Neuroni, segue una del 1934, del 1953, e una fiction in due puntate del 2005, protagonisti Francesca Negri e Sergio Muniz, diretta dal regista Marco Alessi. Tutte queste versioni sono intitolate
I passi dell'amore (A walk to remember),
Certo nulla di nuovo sotto il sole,soprattutto a livello di recitazione:la cantante Mandy Moore qui debutta (per la prima e unica volta)come attrice nel delicato ruolo di Jamie,che facilmente sarebbe potuto cadere nello stereotipo della ragazza sdolcinata e “vittima”(in tutti i sensi…):non certo un’interpretazione indimenticabile( tant’è vero che subito dopo film la tizia è sparita sia dagli schermi che dalla musica), non altrettanto bene è riuscito il ruolo di Landon, il tipico bulletto redento, bella faccia, ma spessore zero o poco più…belli anche i personaggi di contorno,anche questi non particolarmente incisivi.
Comunque sia, un film gradevole e con un bel messaggio,per chi vuole passare due ore sognando un po’…e anche lacrimando.










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