sabato 21 marzo 2026
Notte degli Oscar 2026
domenica 9 marzo 2025
Notte degli Oscar 2025
Come ogni anno a Los Angeles si è svolta la consueta Notte degli Oscar, durante la quale sono stati assegnati i premi per l cinema inerenti all'anno 2022.
Ecco i vincitori nelle categorie principali:
Miglior Film: Anora
Miglior attore protagonista: Adrien Brody (The Brutalist)
Migliore attrice protagonista: Mikey Madison (Anora)
Migliore attore non protagonista: Kieran Culkin ( A real pain)
Migliore attrice non protagonista: Zoe Saldana (Emilia Perez)
Migliore regista: Sean Baker (Anora)
Miglior film straniero: Io sono ancora qui (Brasile)
C'è stato un tempo, molti anni fa ormai, in cui arrivavo alla notte degli Oscar informatissima anche sui film che non avevo visto (la maggior parte) e dopo aver fatto accurati pronostici ( a volte anche azzeccati). Dopo la vittoria, mi affrettavo a recuperare anche quelli che non avevo visto per poter dare un giudizio più preciso.
Come sembra lontano oggi tutto ciò! Da alcuni anni a questa parte quando leggo le nomination della maggior parte dei nominati so poco o nulla, a meno che non li abbia visti; anche dopo la vincita, molti di loro non mi attirano al punto di andare a vederli.
Credo che anche quest'anno sarà così: al massimo, tifavo per Isabella Rossellini in quanto italiana.
Momento "In memoriam": ormai rassegnata al fatto che le belle celebrazioni dei primi anni 2000 sono ormai lontane, quando penso che un filmato più brutto è impossibile farlo....beh, puntualmente arriva la cerimonia dell'anno dopo a dimostrarmi che sbaglio. E sicneramente quest'anno è stato decisamente pessimo, soprtutto vista la dimenticanza di parecchi attori importanti e famosi: non hanno messo Alain Delon, Marisa Paredes, Olivia Hussey e Marianne Faithfull!!! Ma ci rendiamo conto?!
Sono riusciti ad aggiungere Gene Hackman, ricordato anche da Morgan Freeman con un commosso ricordo, ma di questi morti "per tempo" (diciamo così) niente.
Davvero non ho più parole, solo parolacce!
mercoledì 13 marzo 2024
Notte degli Oscar 2024
Come ogni anno a Los Angeles si è svolta la consueta Notte degli Oscar, durante la quale sono stati assegnati i premi per l cinema inerenti all'anno 2022.
Ecco i vincitori nelle categorie principali:
Miglior film: Oppenheimer
Miglior attore protagonista: Cillian Murphy ("Oppenheimer")
Miglior attrice protagonista: Emma Stone (Povere creature)
Migliore attore non protagonista: Robert Downey jr ( )
Migliore attrice non protagonista:
Miglior regista: Christopher Nolan (Oppenheimer)
Migliore film Straniero: "La zona d'interesse"
Come ampiamente previsto, il grande protagonista è stato "Oppenhimer", vincitore di 7 premi tra cui tre nelle categorie principali. Devo dire che quest'anno per me le nomination non hanno avuto grande attrattiva dato che non ho visto quasi nessuno dei film candidati, quindi non ho seguito più di tanto le aspettative, anche perchè avevo pochi dubbi che "Oppenheimer" uscisse vincente in molte categorie.
Mi fa comunque piacere il premio a Robert Downey jr, attore carismatico ma dalla vita tormentata, anche molto sfortunato se vogliamo, che sembra essersi ripreso
Unica cosa, come sempre quando in gara c'è un film italiano, tifavo per "Io capitano" di Matteo Garrone, che concorreva nella cinquina di film in lizza per l'Oscar alla miglior pellicola estera. Non ho visto il film ma mi fa sempre piacere quando un film italiano riesce a imporsi a Hollywood uscendo dal circuito nazionale. Mi è un po' spiaciuto che non abbia vinto ma pazienza.
Altra nota italiana durante la serata, Andrea Boccelli e il figlio Matteo hanno cantato "Con te partirò", scelta come canzone d'accompagnamento per il momento "In memoriam". A proposito di questo momento, da sempre uno dei miei favoriti in quanto vengono ricordate le persone scomparse del mondo del cinema, ormai non posso che confermare la pessima realizzazione che viene messa in pratica: come l'anno scorso i nomi scorrevano troppo velocemente e spesso nemmeno si riusciva a leggerli. Almeno per gli attori scomparsi hanno messo una scena di un loro film, ma sempre di pochi secondi, giusto il tempo di farci vedere la faccia della persona ricordata, e stop. Basta anche con l'inevitabile balletto che correda la musica ma fa in modo che lo schermo dove scorrono le immagini degli artisti scomparsi venga ripreso male per riprendere i ballerini che si esibiscono.
giovedì 16 marzo 2023
Notte degli Oscar 2023
Come ogn anno a Los Angeles si è svolta la consueta Notte degli Oscar, durante la quale sono stati assegnati i premi per l cinema inerenti all'anno 2022.
Ecco i vincitori nelle categorie principali:
Miglior film: Everything Everywhere all at once
Migliore attrice protagonista: Michelle Yeoh (Everything everywhere all at once)
Migliore attrice non protagonista: Jamie Lee Curtis (Everything Everywhere all at once)
Migliore attore protagonista: Brendan Fraser (The whale)
Migliore regista: Daniel Kwan e Daniel Schneirt (Everything Everywhere all at once)
Miglior film straniero: "Niente di nuovo sul fronte occidentale" (Germania)
Se qualcuno nei primi anni 2000 mi avesse detto che avrei perso interesse per la Notte Degli Oscar non ci avrei creduto....eppure, devo tristemente ammettere che è proprio ciò che è avvenuto, da un po' di anni a questa parte. Quest'anno mi ero persino dimenticata la data, figuriamoci!
Non conosco la maggior parte dei film candidati, nemmeno questo "Everything Everywhere all at once" che è stato l'asse pigliatutto della serata ; unico film che conoscevo quello su Elvis che sicuramente avrebbe meritato qualcosa in più. E spesso, contrariamente a quanto è sempre stato di mia abitudine, non mi interessa nemmeno più recuperare i film delle nomination. Mi sento un po' triste per questo ma non posso farci nulla, magari chissà...un giorno le cse torneranno come prima.
Ennesima delusione per il cinema italiano: "Le pupille" di Alice Rorwarcher, candidato come miglior cortometraggio, non ha vinto.
Unico momento di interesse della serata, il filmato "In memoriam" che, come già detto negli anni scorsi, è sempre peggio: almeno stavolta il tema musicale di Lenny Kravitz è stato bello e adatto alla celebrazione, peccato che è proprio il filmato a lasciare a desiderare.
E vedendo in questo filmato molti attori che hanno accompagnato in qulche modo la mia vita fin dall'infanzia, confesso che comincio a sentirmi vecchia....
domenica 22 maggio 2022
Vangelis
E' morto a 79 anni il musicista Vangeli, autore di molte colonne sonore famose.
Nato nel 1943 - vero nome Evangelos Odysseas Papathanassiou - alla fine degli anni '60 aveva ottenuto grande notorietà con il gruppo Aphrodite's childs di cui faceva parte anche Demis Roussos; dopo lo scioglimento del gruppo ha continuato la sau carriera di musicista affiancandola a quella di autore di colonne sonore. Tra i suoi lavori più noti: "Momenti di gloria" (1981) con il quale vinse il Premo Oscar come migliore colonna sonora, "Missing- Scomparso" ( ), "1492" (1992 ), "Luna di fiele" (1993), "Alexander" (2004 ), "Blade runner" ( 1982).
giovedì 31 marzo 2022
Notte degli Oscar 2022
Come ogni anno si è svolta a Los Angeles la Notte degli Oscar, inerente al 2021. Ecco i vincitori delle principali categorie:
Miglior Film: I segni del cuore, di
Miglior attore protagonista: Will Smith per "Una famiglia vincente-King Richard"
;igliore attrice protagonista: Jessica Chastain per "Gli occhi di Tammy Faye"
Migliore attrice non protagonista: Ariana De Bose per "West Side Story"
Migliore attore non protagonista: Troy Kotsur per "I segni del cuore"
Migliore regista: Jane Campion per "il potere del cane"
Migliore film straniero: Drive my car
Come ormai tutti sanno il momento clou della notte è stato lo schiaffo dato da Will Smith al presentatore Chris Rock dopo un infelice battuta di quest'ultimo riguardante l'aspetto di Jada Pinkett (moglie di Smith), sofferente di una grave forma di alopecia (problema di cui l'attrice ha parlato tempo fa con lo scopo di informare e sensibilizzare a riguardo). Smith si è poi scusato ma potrebbe rischiare l'Oscar vinto interpretando Richard Williams, padre delle tenniste Venus e Serena nel film "Una famiglia vincente- King Richard". A riguardo del fatto ho ancora qualche dubbio che la cosa non fosse preparata, ma in caso fosse spontanea non me la sento di dare del tutto torto all'attore, nonostante il gesto in sè sia deprecabile.
Delusione ma non troppo per il cinema italiano: come detto anche da Paolo Sorrentino, lui nemmeno se l'aspettava.
Stendiamo un velo pietoso sul filmato "In memoriam", che ogni anno è sempre peggio: stavolta a peggiorare il tutto ci si è messa una perfomance di ballerini su cui si è concentrata l'attenzione di chi filmava la scena, che per riprenderli al meglio ha dovuto talvolta coprire il già esiguo spazio concesso al filmato in memoria degli appartenenti al mondo del cinema deceduti nell' 2021. Il quale , come ormai abitudine, è fatto esclusivamente da una carrellata automatica composta da nome+ foto e stop: nemmeno un divo come Jean Paul Belmondo ha avuto l'opportunità di essere ricordato con qualche scena tratta dai sui film . I bei filmati commoventi degli anni passati sono ormai un ricordo, ed è un vero peccato in un ambito come il cinema che viene da sempre soprannominato "la fabbrica dei sogni" non a caso.
venerdì 13 agosto 2021
Cabaret, 1972
Regia di Bob Fosse, con Liza Minelli (Sally Bowles), Michael York (Brian Roberts),Helmut Grien (Max Von Heune), Joel Grey (maestri di cerimonie), Elisabeth Neuman Viertel (Sig.na Schneider),Marisa Berenson (Natalia Landauer).
Berlino 1931: Brian, timido e inibito insegnante inglese, si trasferisce a Berlino dove incontra Sally Bowles, giovane donna anticonformista che vive esibendosi come cantante in un locale trasgressivo della città. La storia tra i due, iniziata come amicizia, col tempo diventa sentimentale fino a quando non incontrano Max, un ricco aristocratico tedesco dal quale entrambi rimangono affascinati....
Ispirato ad alcuni racconti contenuti nella raccolta semiautobiografica "Addio a Berlino" ( ) di Christopher Isherwood, è uno dei musical più noti al mondo che lanciò la figlia d'arte Liza Minelli, la vera "stella" del film grazie a una interpretazione davvero carismatica e che, a mio avviso, è uno dei maggiori pregi del film.
Seppure non ritenga la storia in sè particolarmente interessante (è il solito triangolo pruriginoso con sfumature gay che forse nei primi anni '70 poteva risultare originale o scandaloso, e che sicuramente lo era nell'epoca in cui è ambientata la storia), è un bel film energico, trascinante ma anche inquietante: li vicende dei protagonisti si svolgono a Berlino nel primissimo periodo dell'avvento del nazismo, quando nonostante le limitazioni non fossero ancora al livello che sappiamo qualcosa si cominciava già ad intravedere il disastro futuro. Il film infatti- così come il romanzo- è permeato di un atmosfera decadente e inquieta , ritratto di una società che corre allegramente verso il baratro e che cerca divertimenti ed eccessi come per esorcizzare il pericolo che ormai si è già insinuato. Il simbolo di tutto ciò, a mio avviso, è il presentatore del locale di vaudeville dove Sally si esibisce, interpretato magistralmente da Joel Grey: personaggio che non ha un nome (credo apposta) ma che viene mostrato come uan specie di spiritello dal ghigno mefistofelico, un maschera inquietante che invita il pubblico a dimenticare le proprie preoccupazioni in quel posto dove "la vita è meravigliosa, le ragazze sono meravigliose, tutto è meraviglioso" e non esiste alcun problema (perchè i problemi stanno fuori, e come....!).
Come dicevo il personaggio catalizzante del film è Sally Bowles, interpretata da Liza Minelli che a mio avviso dà davvero tutta sè stessa al personaggio, sia fisicamente che psicologicamente: una giovane donna atipica e originale che vive una vita sopra le righe perchè non vuole essere come tutti gli altri ma il cui atteggiamento nasconde, nel contempo, grandi insicurezze.
Impossibile non citare canzoni e relativi numeri musicali travolgenti e giustamente entrati nella storia dello spettacolo.
Nel 1973 il film vinse otto premi Oscar: miglior film, miglior regista, attrice protagonista (Liza Minelli), attore non protagonista (Joel Grey),fotografia, scenografia, montaggio, colonna sonora e sonoro. La Minelli e Grey vinsero anche il Golden Globe nelle stesse categorie.
lunedì 14 giugno 2021
Le sei mogli di Enrico VIII (The private life of Henry VIII), 1933
Regia di Alexander Korda, con Charles Laughton (Enrico VIII), Merle Oberon (Anna Bolena), Elsa Lanchester (Anna di Cleves),Wendy Barrie (Jane Seymour), Binnie Barnes (Caterina Howard), Everley Gregg (Caterina Parr), Robert Donat (Tommaso Culpeper).
Inghilterra, 1536: dopo aver fatto giustiziare la seconda moglie Anna Bolena per tradimento, Enrico VIII sposa Jane Seymour, che muore poco dopo dando alla luce l'erede al trono, principe Edoardo. Poco dopo Enrico Sposa la principessa tedesca Anna di Cleves, ma questo matrimonio non viene consumato e i due divorziano di comune accordo; è la volta della giovane Caterina Howard, destinata a finire come la cugina Anna Bolena, ed infine di Caterina Parr, che sopraviverà al marito.....
Come da trama e da titolo, il film ripercorre la vita matrimoniale di Enrico VIII, personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni. E lo fa in modo altamente romanzato, dato che quasi tutta la storia e i personaggi delle mogli sono completamente stravolte, scelta che forse il regista ha fatto per tenere il film sui toni della commedia nonostante la trama reale non ha molto di questo genere. Difatti, il film salta completamente sia la prima moglie Caterina D'Aragona -con la motivazione data dalla voce fuori campo che "era una donna perbene quindi di alcun interesse" (WTF??????)- che la seconda Anna Bolena e tutta la parte riguardante lo scisma anglicano; si inizia direttamente il giorno dell'esecuzione della Bolena (interpretata in un bel cameo dall'attrice Merle Oberon), mentre Enrico fa già progetti matrimoniali con la giovane Jane Seymour. Viene poi stravolta la storia con Anna di Cleves (in meglio per lei, visto che viene dipinta come una furbacchiona che riuscì a scampare nel migliore dei modi a un matrimonio indesideratissimo), Caterina Howard (la parte più cospicua del film, Caterina viene dipinta come la più importante per Enrico, almeno fino alla tragedia ) e infine Caterina Parr (dipinta praticamente come la badante rompiscatole dell'ormai anziano sovrano).
La storia quindi fila in modo abbastanza veloce e - come sopra detto- con un tono sempre un po' leggero, che peraltro in almeno due momenti ci dà un'idea di come le esecuzioni pubbliche venivano ritenute una specie di "spettacolo" al quale era meglio non mancare. Quello che funziona molto bene in questo film è l'interpretazione di Charles Laughton (che per questo vincerà il premio Oscar come migliore attore protagonista, che presenta un Enrico VIII perfettamente aderente con l'immagine storiografica che ne viene data, sia fisicamente che come psicologia (esuberante, godereccio ma in fondo incapace di amare e farsi amare), unita ad una buonissima e ricca ricostruzione di ambienti e costumi.
Curiosità: Elsa Lanchester, l'attrice che interpreta Anna di Cleves, era la vera moglie di Charles Laughton e Merle Oberon (Anna Bolena) qualche anno dopo sposerà il regista Korda; Charles Laughton riprenderà di nuovo il ruolo di Enrico VIII in un breve cameo nel film "La regina vergine" (1953), versione romanzata della vita della figlia Elisabetta I.
venerdì 30 aprile 2021
Notte degli Oscar 2021
Si è svolta a Losa Angeles la Notte degli Oscar, la prima dopo l'inizio della pandemìa nel 2020.
Come ogni anno ecco i vincitori nelle principali categorie:
MIGLIOR FILM: "Nomadland"
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA: Anthony Hopkins per "The Father- Nulla è come sembra"
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA: Frances McDormand per "Nomadland"
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA: Daniel Kaluuya per "
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA: Yoon Yeo-jeong per "Nomadland"
MIGLIORE REGIA:Chloe Zao per "Nomadland"
Avendo seguito poco o nulla del cinema da un anno a questa parte non so dare un giudizio su nessuno dei vincitori e attendo magari di vedere i relativi film, anche se posso dire che "Nomadland" non mi ispira molto (e quindi non so nemmeno se lo vedrò). Da italiana mi sarebbe piaciuto vedere almeno un premio delle candidature italiane : Laura Pausini per la canzone " " (dalla colonna sonora del film "La vita davanti a sè" di Edoardo Ponti), e il film "Pinocchio" di Matteo Garrone, candidati per costumi e trucco.
Il filmato "In memoriam" in onore delle persone del mondo del cinema scomparse durante l'anno, è stato di nuovo piuttosto brutto (come ormai succede da alcuni anni a questa parte): canzone di sottofondo brutta, troppo veloce e sbrigativo, foto che passavano troppo rapidamente sullo schermo senza nemmeno una scena di un film nel caso degli attori
Mi è spiaciuto inoltre vedere che non hanno inserito Lucia Bosè, ma forse in USA era poco nota....
martedì 13 aprile 2021
Chicago, 2002
Regia di Rob Marshall, con Catherine Zeta-Jones (Velma Kelly), Reneè Zellwegger (Roxie Hart), Richard Gere (Billy Flinn), John C. Reilly (Amos), Queen Latifah (Mama).
Chicago, 1925: Roxie Hart, giovane casalinga frustrata sposata col meccanico Amos, uccide il proprio amante dopo aver scoperto che non è minimamente in grado di farla entrare nel mondo del cinema (come lei deisdera e come lui le aveva raccontato per ingraziarsela); per questo viene arrestate e condotta nello stesso carcere dove, tra le altre detenute, c'è anche Velma Kelly, stella del cabaret arrestata per l'omicidio del marito e della sorella.
Dato che per Roxie le cose si stanno mettendo davvero male, il marito riesce a reclutare come avvocato Billy Flynn,il migliore avvocato della città, famoso per la sua totale assenza di scrupoli, che è anche l'avvocato di Velma...
venerdì 8 gennaio 2021
Parasite (기생충?, 寄生蟲), 2019
Regia di Bong Joon- Ho, con Song Kang-Ho (Kim Ki- taek), Chang Hyae-jiin (Kim Chung -sook), Choi Woo-shilk (Kim Ki-woo), Park So-damn (Kim Ki-jung),Lee Sun-kyun (Park Dong-ik), Jung Ziso (Park Da-Hye)
La famiglia Kim, composta dal padre Ki-taek, la madre Chung-sook e i figli Ki-woo e Ki-jung, vive nello scantinato di un palazzo sbarcando il lunario grazie a un misero sussidio di disoccupazione visto che nessuno di loro riesce a trovare lavoro. Grazie al suggerimento di un amico Ki-woo si finge studente universitario e viene assunto per dare ripetizioni a Da- Hye, la figlia adolescente dei ricchi coniugi Park. Abbagliato dalla ricchezza che vede in quella casa e approfittando dell'ingenuità dei coniugi Park il ragazzo inventa un piano per cui riesce a fare assumere tutti i suoi familiari (il padre come autista, la madre come governante e la sorella come insegnante di arteterapia per il figlio minore), senza ovviamente rendere noto il legame di parentela.
Quando la famiglia parte per le vacanze i Kim si appropriano della casa per quel periodo, ma non tutto andrà come previsto....
Particolare e insolito questo film che l'anno scorso ha vinto il Premio Oscar come Miglior film (primo film non occidentale nella storia dell'Academy ), ma devo ammettere che non conosco il cinema coreano e quindi forse mi è sembrato tale per questo motivo.
L'azione è divisa in due ambientazioni principali, che rappresentano le rispettive famiglie e i ceti sociali da cui provengono: il seminterrato della famiglia Kim e la ricca casa elegante, supertecnologica e con enormi vetrate che espongono tutto ciò che c'è all'interno della famiglia Park. Nel primo caso abbiamo quattro persone costrette in pochi metri quadrati all'altezza della strada, dove dalle uniche finestre gli tocca di sopportare quelli che gli pisciano quasi in testa; nel secondo abbiamo colori prevalentemente chiari ed estrema pulizia. Inevitabile che anche le famiglie che ci vivono siano l'una l'opposto dell'altra: segnati dalla vita e dalle difficoltà, con un livello morale piuttosto basso e desiderosi di risalire la china i Kim, ingenui (per meglio dire boccaloni) , noncuranti (dato che danno il loro benessere per scontato) e pieni di manìe i Park.
Insomma una moderna denuncia sociale, due mondi che verranno brevemente a contatto con l'inganno, perpetrato inizialmente dal figlio con la scusa di trovare un lavoro (e quindi con la scusante del bisogno) ma che poi continua fno ad arrivare a livelli davvero estremi: per accaparrarsi gli altri posti di lavoro a disposizione nella ricca famiglia, i membri della famiglia Kim non esitano a rovinare e mettere nei guai i dipendenti che già vi prestavano servizio, cioè l'autista (il cui posto verrà preso dal padre) e la governante (sostituita dalla madre). Proprio un segreto legato a quest'ultima però sarà il detonatore che innescherà la catena di eventi che porterà al ribaltamento finale.
Devo dire che nonostante tutte le scusanti, non ho provato particolare simpatia per questa famiglia di scrocconi che mettono nei guai persone innocenti, non condivido quella che mi pare di aver capito essere la tesi del regista( e ciò che essere persone oneste è un lusso come tanti), anche se certamente vivere in condizioni sociali come quelle dei Kim può portare facilmente a non farsi troppi problemi pur di uscire dal disagio e ottenere condizioni di vita degne di questo nome.
In Italia il film è stato notato sopratutto per il fatto che, a colonna sonora di una delle scene più cruente, c'è la canzone "In ginocchio da te" di Gianni Morandi (una delle mie canzoni preferite, tra l'altro).
sabato 14 novembre 2020
Forrest Gump, 1994
Regia di Robert Zemeckis, con Tom Hanks (forrest Gump), Robin Wright (Jenny), Sally Field (signora Gump ) Gary Snise (Tenente Dan), Mykelti Williamson (Buba).
Alla fermata dell'autobus, Forrest Gump racconta la storia della sua vita ad ascoltatori occasionali.
Nato in Alabama e figlio di una madre single, fin da piccolo Forrest a causa di un lieve ritardo mentale ha dovuto fare i conti con i bulli che tormentavano lui e l sua migliore amica Jenny; per reazione (e quasi per caso) ha cominciato a sviluppare altre abilità fisiche ed emotive che li porteranno ne corso della sua vita ad essere alla ribalta pur senza cercarlo veramente. Sopravvive al Vietnam e in ricordo dell'amico morto Buba riesce a fondare un impero sulla pesca dei gamberi, vivrà varie vicissitudini prima di ritrovare Jenny....
Spulciando il blog mi sono accorta che nel passaggio da Splinder a Blogger nel 2011 sono andati perse numerose recensioni, cosa di cui mi accorgo solo ora.
E quindi ora mi tocca rimediare con pazienza, cominciando da uno dei miei film favoriti che non poteva assolutamente non essere presente su questo blog e che tra l'altro quest'anno compie 25 anni.
A mio parere Forrest Gump è uno dei film che ha più segnato la mia generazione e il cinema degli anni '90, basti pensare a come alcune frasi pronunciate nel film (prima fra tutte il celeberrimo "La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita") siano entrate nel linguaggio comune o alle citazioni che ha a sua volta avuto in tanti film.

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