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sabato 4 luglio 2026

The Great- stagione 2, 2021

 


Regia di       , con Elle Fanning (Caterina), Nicholas Hoult (Pietro), Phoebe Fox (Marial), Adam Godley (Archie), Belinda Bromilow (Elisabetta), Sacha Dawan (Orlo), Douglas Hodge (Velementov), Gwylim Lee (Grigor), Gillian Anderson (Johanna). 



A quattro mesi dall'inizio del colpo di Stato, la guerra tra Caterina e Pietro è in una fase di stallo: il palazzo è diviso letteralmente in due- una parte per ogni fazione- e l'intero paese è bloccato. I due arrivano a un bizzarro accordo: lui la incoronerà Imperatrice di Russia con una pubblica cerimonia dove le cederà legalmente lo scettro pur senza perdere il proprio titolo, e accetterà di rimanere in una sorta di arresti domiciliari nei propri appartamenti. Caterina comincia così la propria attività politica di governante e riformatrice, trovando però molte difficoltà a causa della sua inesperienza e dell'inimicizia della corte. Paradossalmente, chi le sta più vicino in questo momento è proprio Pietro, ancora innamorato di lei; lentamente il rapporto tra i due cambia, complice anche l'avvicinarsi della nascita del figlio Paolo. 

Tutto ciò almeno fino all'arrivo di Johanna, l'insopportabile madre di Caterina....


Ho appena concluso anche la seconda stagione di "The Great", divisa tra il voler guardare anche due puntate alla volta e il lasciare passare alcuni giorni fra una puntata e l'altra, nel tentativo di farla durare di più. 

Certo, rispetto alla prima serie, c'è qualche piccola crepa a mio avviso, e principalmente riguarda alcuni personaggi: ad esempio la rottura della coppia Grigor- Giorgina e la formazione della nuova coppia Grigor- Marial, con motivazioni improbabili rispetto a come i personaggi venivano presentati nella prima serie, oppure l'ostinazione di Caterina a perseverare nel proprio piano quando appare piuttosto evidente che le converrebbe di più "sfruttare" il marito, che seppure ignorantello conosce le dinamiche di corte molto meglio di lei. La fragilità della giovane sovrana viene fuori in tutta la sua evidenza negli ultimi episodi, quando arriva in visita sua madre, con cui Caterina ha lo stesso rapporto di Pietro con il ricordo dei defunti genitori. 



E' comunque evidente che la parte centrale ormai è la relazione tra i due protagonisti, e qui mi spiace ma sarò totalmente di parte: io ADORO Pietro e Caterina (o Peter e Catherine, come nella versione originale che ho visto in parte), e vorrei che la serie durasse mille puntate solo per vedere sempre loro  magari anche alle prese con la loro vita quotidiana ecc ecc . Ovviamente, essendo un'inguaribile romantica, vorrei vederli finalmente felici e contenti con Paolo e tanti altri figli (so già che non sarà così, purtroppo, ma sognare non costa nulla) e difatti ho adorato due scene del quinto episodio: quella in cui loro camminano per i corridoi del palazzo tenendosi per mano e quella dove ballano, oltre naturalmente alla nascita di Paolo e all'episodio che segue. 

Non so se Elle Fanning e Nicholas Hoult abbiano ricevuto qualche premio per questa serie tv, se così non fosse sarebbe molto ingiusto dato che con le loro interpretazioni, sia da singoli che sopratutto in coppia, hanno fatto un lavoro davvero brillante e ottimo sia dal punto di vista fisico che psicologico per i loro personaggi: in particolare Pietro è davvero cambiato molto per amore di Caterina, anche se il conflitto con la sua natura è piuttosto evidente....e probabilmente ha ragione lui a chiedersi perchè lei non può amarlo per come è, a questo punto. Oltre a ciò, è davvero bello vedere la gioia con cui il personaggio accoglie da subito la notizia della gravidanza e come si comporta per tutto il periodo, è evidente che desideri davvero diventare padre. Per quanto riguarda Caterina invece è evidente come la sua fragilità si riveli sopratutto nella scarsa capacità di scindere i propri ideali da quella che è la realtà in cui vive; la pretesa di cambiare da capo a piedi la società russa "perchè sì" è assurda, e a mio avviso appare evidente come, invece che intestardirsi con un colpo di stato, le sarebbe convenuto molto di più rimettere a posto le cose dato che, ora che Pietro è innamorato di lei e felice, avrebbe potuto rigirarselo come voleva e fare esattamente quello che sta facendo ora, con in più accanto uno che, perlomeno,  meccanismi della corte li conosce e sa interpretarli meglio di lei, non essendo un idealista. Oltretutto è assurdo che continui a credersi migliore di lui quando invece usa gli stessi identici metodi. 


In generale sono una coppia di adorabili pazzoidi segnati nella vita da vari traumi (lui più di lei, alla fin fine), che hanno avuto la fortuna di trovarsi...solo, devono capirlo. O meglio, lo deva capire Caterina.

Accanto a loro, non si possono non nominare le interpretazioni di Belinda Bromilow  nel ruolo della zia Elisabetta, che dietro l'eccentricità e la promiscuità nasconde una storia tragica, Gillian Anderson nel ruolo di Johanna, la tipica suocera strxxxza ma con classe; in generale quasi tutti i comprimari sono ottimi. 

Nota di merito al reparto costumi e colonna sonora, entrambi notevoli. 

Ora sono passata alla terza stagione, e già sto piangendo....






lunedì 15 giugno 2026

The Great- stagione 1, 2020

 


Regia di,Matt Shacman, Colin Bucksey, Ben Chessel, Greta Patel, con Elle Fanning (Caterina), Nicholas Hoult (Pietro III), Belinda Bromilow (Elisabetta), Gwilym Lee (Grigor), Charity Wakefield (Georgina), Adam Godley (Archie), Phoebe Fox (Marial), Douglas Hodge (Velementov), Danusia Samal (Lady Svenska), Sebastian De Souza (Leo Voronsky), Sach Dhawan ( Grigory Orlov).


La giovane Caterina arriva dall'Austria in Russia per sposare l'imperatore Pietro III. Ingenua, romantica e idealista, viene presto delusa: il promesso sposo è immaturo, egoista, viziato e tendente alla crudeltà, e la sua corte arretrata e brutale che da subito la odia in quanto straniera. 

Dopo un doloroso periodo di adattamento, Caterina scopre che se l'imperatore muore o abdica il regno passerà a lei, e decide quindi che il suo destino sarà diventare "Caterina la Grande", l'imperatrice che trasformerà la Russia in una grande potenza moderna e illuminata. Comincia quindi a organizzare un piano per spodestare Pietro, ma nel frattempo il rapporto tra i due cambia.....



Alla mia veneranda età gli unici colpi di fulmine che ormai prendo sono per serie tv, libri ecc. non che prima sia mai stato diverso, eh....lo dico con grande amarezza. 

Ma lasciamo da parte quest'ultima, parlare di ciò infatti non si addice per nulla nella recensione di una serie tv comica/storica che mi ha veramente appassionato, al punto che - contrariamente a quanto faccio di solito- la prima stagione me la sono guardata anche a due puntate alla volta. 


Dato che il sottotitolo recita "una storia occasionalmente vera", viene messo bene in chiaro che lo scopo degli autori non è certo una biografia storica accurata; ragion per cui tutti i vari cambiamenti, aggiustamenti, look stravaganti, personaggi di vari colori ed etnie alla corte russa  del 1700 non stonano come in altre produzioni, anzi spesso aggiungono una nota comica in più. 

La storia narra quelle che sono le origini della futura Caterina la Grande una dei più grandi monarchi della storia russa. La giovanissima Caterina arriva in Russia piena di sogni romantici e belle speranze per sposare l'imperatore Pietro III, ma già dal primo incontro i suoi sogni si infrangono miseramente: Pietro è un cuorcontento superficiale, viziato, egoista, immaturo, dedito solo a gozzovigliare alle feste, a cacciare e scxxxxre con qualunque dama di corte. Non sa come trattare questa giovane moglie straniera che inizialmente vive come una palla al piede che  è costretto a sopportare per avere l'indispensabile erede, e in più è vittima di un complesso di Edipo grande come il palazzo in cui vive verso entrambi i genitori defunti. E inizialmente, Pietro è davvero insopportabile come personaggio. Ma nonostante tutto....non si riesce ad odiarlo; anzi, già dalla seconda puntata assistiamo a dei goffi tentativi di andare incontro a Caterina provando a farsi perdonare, cosa per lui assolutamente nuova essendo abituato a una corte di lecchini che gli ripetono quanto sia perfetto. E da lì, prende il via tutto. 

Una sceneggiatura acuta,  irriverente e politicamente scorretta è alla base di una serie comica particolare, dove abbondano humor nero e battute volgari (ecco, quelle forse un po' troppo....ma vabbè) e dove la coppia di protagonisti si mangia letteralmente tutto il resto del pur ottimo cast. Ai meno ingenui come me appare chiaro che Caterina e Pietro sono speculari e complementari fra di loro, destinati quindi a essere anime gemelle; come arrivare a tale risultato è il bello del resto della trama, assieme alle iniziative e complotti della giovane imperatrice per prendere il potere e spodestare il marito (tutto questo ovviamente di nascosto a lui, nonostante il legame che si viene man mano a creare). Tra Nicholas Hoult ed Elle Fanning c'è una innegabile chimica che rende ancora più facile per lo spettatore appassionarsi alla vicenda e tifare per loro, perdonando le manchevolezze caratteriali dei rispettivi personaggi ( gli accessi di violenza e la superficialità di lui, la tendenza a essere saputella e a sapere sempre cosa è meglio per gli altri per lei); sono due pazzoidi che si sono trovati a loro insaputa,  come dice il proverbio "Dio li fa e poi li accoppia". 

Nota di merito anche per i costumisti, in particolare quelli che hanno lavorato sui costumi indossati dai due protagonisti, che oltre ad aver creato abiti stupendi (cosa non scontata) caratterizzano perfettamente i due personaggi.

Ora mi sono buttata a pesce sulla seconda stagione, per me troppo corta...vorrei che ci fossero mille episodi con loro!

P.S: una volta tanto, se si riesce consiglio di guardarla in lingua originale: le voci degli attori sono molto più belle (nonostante il buon lavoro del doppiaggio italiano)






sabato 6 giugno 2026

La legge di Lidia Poet, stagione 3. 2026


 Regia di Letizia Lamartire, con Matilda De Angelis (Lidia Poet), Pierluigi Pasino (Enrico Poet), Edoardo Scarpetta (Jacopo Barberis), Sara Lazzaro (Teresa Barberis), Gianmarco Saurino ( Pierluigi Fourneau), Liliana Bottone (Grazia Fontana), Giovanni Cantamessa (Ninni Bruschetta), Alejandra Meco (Consuelo Vega del Carmen), Maurizio Di Carmine (Giuseppe Zanardelli). 



Siamo ora nel 1887: Enrico Poet, eletto deputato, porta avanti in Parlamento la legge che consentirebbe alle donne di votare. Intanto Grazia Fontana, una cara amica di Lidia, fugge con la figlia dal marito violento e chiede aiuto all'amica; le due vengono ospitate in casa Poet ma un giorno Grazia viene trovata in una stanza con le man sporche di sangue davanti al cadavere del marito (che era riuscito a rintracciarla). Enrico decide di assumerne la difesa ma la donna si proclama innocente, contro ogni evidenza....


Siamo ormai arrivati alla terza stagione della serie tv con protagonista Lidia Poet, la prima donna avvocato in Italia; una serie che, dopo le perplessità sollevate dalla prima stagione dal tipo di narrazion scelto, mi è comunque piaciuta molto al punto di decidere di continuarne la visione, in maniera peraltro soddisfacente. 

La terza stagione chiude il cerchio (almeno per ora) in modo soddisfacente, non punta a grossi colpi di scena ma ad una soluzione coerente e a una storia lineare. 

Come sempre Lidia, che non può esercitare la professione di avvocata perchè le è stata revocata l'abilitazione (che le venne riconsegnata solo negli anni '20)    ma aiuta comunque il fratello Enrico, risolve vari casi di omicidio ; il principale riguarda la sua amica Grazia, accusata di avere ucciso il marito ma che si proclama innocente. Enrico e Lidia si giocheranno il tutto per tutto per difenderla (lui più di lei per dire la verità, visto che di giocherà la sua carriera politica) difendendo al contempo i diritti delle donne, all'epoca ancora poco considerati. Al contempo assistiamo a dilemmi sentimentali di Lidia, divisa tra Jacopo (ora fidanzato con la spagnola Consuelo) e  il procuratore generale, oltre alla vicenda di Teresa (cognata di Lidia), che con la figlia ormai adulta a Parigi sente che le proprie giornate sono prive di uno scopo. 


Le varie storie sono credibili e tutto sommato variegate, e anche l'intreccio dei rapporti tra i vari personaggi funziona, come sempre per me il rapporto migliore è quello tra Enrico e Lidia: due fratelli complici, affettuosi, con Enrico che mette in gioco anche cose molto importanti per lui pur di aiutare Lidia e sostenere la causa dei diritti delle donne. Litigano anche, ma tra fratelli spesso anche questo è un modo per dimostrare affetto.  Mi piace anche il rapporto tra Enrico e la moglie Teresa, tra Teresa e il fratello Jacopo e tra Lidia e Jacopo...insomma, tutte dinamiche ben riuscite. Unico personaggio inutile, Consuelo, e legato a lei l'unico particolare finale che non mi ha soddisfatto: non potevano semplicement lasciarla andare? Mah. 

Francamente, penso che la storia si può tranquillamente concludere qui, ma mai dire mai con le fiction di questi anni.....




mercoledì 21 gennaio 2026

Il commissario Ricciardi 3, 2025


 Regia di     con Lino Gunciale (Luigi Alfredo Ricciardi), Antonio Milo (Raffaele Maione), Maria Vera Ratti (Enrica Colombo), Serena Iansiti (Livia Lucani), Adriano      (Bambinella), Enrico Ianiello (Bruno Modo), Marco Palvetti (Falco), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Fiorenza D'antonio (Bianca Palmieri), Mario Pirrello (Angelo Garzo), Martin Gruber (Manfred  von Brauchitsch ), Veronica D'Elia (Nelide), Massimiliano Rossi (Duca Marangolo), Domenico  (Tanino)



Finalmente Luigi Alfredo Ricciardi ha trovato il coraggio di farsi avanti con Enrica, che lo ricambia con gioia. I due si sposano, mentre Livia sprofonda nella solitudine e nella disperazione, mostrando segni di squilibrio psichico. Nel frattempo Raffaele e Lucia Maione decidono di adottare Benedetta. una bambina rimasta orfana in uno dei casi di cui si occupa Ricciardi, che subito dopo dovrà indagare anche sull'assassinio di Manfred.....


La terza stagione della serie "Il commissario Ricciardi" risulta un po' meglio della precedente: certo, la mancanza di Alessandro D'Alatri continua a sentirs e per quanto mi riguarda si sentirà sempre,  ma - forse complice l'atteso "passo in avanti" nella relazione tra Ricciardi ed Enrica- stavolta la situazione sembra abbia avuto un certo "aggiustamento", e le storie scorrono meglio, con qualche lieve cambiamento che però non va ad inficiare il quadro generale. 


Per fortuna, perchè l'episodio "Per mano mia" è il mio preferito della serie (anche nei libri) e tremavo all'idea di come sarebbe stato adattato; d invece è il più riuscito anche di questa stagione. Come da trama, comunque, la parte del leone stavolta la fa la relazione tra Ricciardi ed Enrica, tanto attesa dal pubblico, che finalmente sfocerà nel tanto atteso matrimonio e nella nascita della figlia Marta (con finale tragico che, stavolta sì, ho sperato fino all'ultimo che fosse cambiato). I casi, come già nei libri, vengono un po' messi sullo sfondo per concentrarsi sulle vicende personali dei personaggi e le dinamiche fra loro, e non è certo un male visto che - anche se per poco- possiamo vedere dei momenti di gioia e normalità tra Enrica e Ricciardi; ed è bello vedere che gli aurori della serie (De Giovanni compreso) hanno dato più spessore e un diverso andamento alla coppia Nelide- Tanino, la ma preferita dopo i due protagonisti; come sempre spicca Bambinella, che meriterebbe più scene e una storia migliore . 


Si è calcato un po' la mano con la degradazione di Livia, anche qui aggiungendo particolari che nel libro non ci sono ma che non stonano; molto brava l'attrice  a reggere questo tipo di prova, credo che il ruolo stavolta sia stato più complesso che nelle precedenti edizioni. 

Certo il finale come detto lascia l'amaro in bocca; ma già si parla di una quarta serie, con gli ultimi tre libri. Vedremo.....


sabato 31 maggio 2025

Hanno ucciso l'uomo ragno- La leggendaria storia degli 883, 2024

 


Diretta e ideata da Francesco Agostini, Chiara Laudani, Giorgio Nerone e Sydney Sybilla, con Elia Nuzzolo (Max Pezzali), Matteo Oscar Giuggioli (Mauro Repetto), Ludovica Barbarito (Silvia), Davide Calgaro (Cisco), Carlo Palmieri (Rosario Fiorello), Roberto Zibetti (Claudio Cecchetto).

Pavia, fine anni '80: Max, aspirante musicista, durante l'estate lavora aiutando il padre nel negozio di famiglia. Compone una canzone per conquistare Silvia, la ragazza di cui è innamorato ma che lo vede solo con un'amico, e alla ripresa dell'anno scolastico conosce Mauro, suo compagno di banco anche lui appassionato di musica. Anche se i due ragazzi non lo sanno quel giorno hanno gettato le basi che porteranno alla fondazione degli 883...


Da fan della prima ora degli 883 attendevo da tempo questa serie tv, e sono molto felice del successo che ha ottenuto; quindi sappiate che questa recensione non sarà affatto imparziale! :)

Inevitabilmente, per quelli come me rappresenta un'operazione nostalgia di non poco conto: rivedere l'Italia della nostra infanzia e gioventù, un paese e una società ormai quasi del tutto scomparsi, è stata un'emozione piuttosto forte, sopratutto in questo periodo dove le cose (tanto per cambiare) non vanno bene.

La serie ha oltretutto il merito di rendere giustizia a Mauro Repetto, per anni ritenuto poco più di uno sfigatello anche da parecchi fans, e che qui scopriamo essere non solo autore dei testi assieme a Max Pezzali ma  anche in qualche modo anima e artefice delle sorti del gruppo, visto che viene mostrato come  un vulcano di idee, impegnato a convincere il più timoroso amico a cogliere ogni occasione per "buttarsi". 


Il successo anche fra le generazioni più giovani credo sia dovuto all'abilità con cui gli sceneggiatori sono riusciti  a presentare la storia di un duo musicale come la storia di due ragazzi normali e apparentemente senza doti particolari che però hanno saputo credere nel loro sogno portandolo avanti tra contrarietà e dubbi. Un tema "sempreverde" e per certi aspetti molto americano trasportato nella realtà italiana, una realtà piuttosto sonnacchiosa come quella della provincia del Nord dell'epoca con intelligenza, ironia e momenti di divertimento garantiti, in cui tra l'altro molti riconosceranno scene e temi propri delle canzoni degli 883. Due protagonisti perfetti come Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, così diversi ma allo stesso tempo così simili agli originali, attorniati da personaggi destinati a diventare famosi ma all'epoca anche loro esordienti (Fiorello) o che proprio si dedicavano ad altro (Maria De Filippi), insieme a gente già nota (Claudio Cecchetto, Jovanotti); non può mancare Cisco (Davide Calgaro), l'amico di sempre citato da Max in parecchie canzoni. Il personaggio di Silvia invece è la "summa" di alcune fidanzate/amiche dell'epoca (annedoto raccontato dalla moglie di Pezzali).

Colonna sonora targata 883 solo in parte (dato che all'epoca erano sconosciuti/esordienti),  con pezzi di Sandy Marton, Luca Carboni, Vasco Rossi, Jovanotti ecc; bella la citazione di Alessandro Canino, che con loro vinse "Vota la voce" 1992 e che quell'anno aveva furoreggiato con la canzone "Brutta" (che, ne sono certa, è ancora oggi nel cuore di moltissime ex ragazzine dell'epoca, come me). 

Ora però attendo la seconda stagione, anticipata dato il finale aperto e alcune scene in cui ci mostrano la vittoria degli 883 al Festivalbar dell'anno dopo, 1993. 





mercoledì 10 aprile 2024

Vita da Carlo- stagione 2, 2023


 Regia di Carlo Verdone, con Carlo Verdone, Monica Guerritore (Sandra), Caterina De Angelis (Maddalena),Filippo Contri (Giovanni), Max Tortora, Sangiovanni, Maria Paiato (Annamaria), Antonio Bannò (Chicco), Stefania Rocca (Sofia), Claudia Potenza (Ivana), Fabio Traversa. 


Tramontata l'ipotesi di diventare sindaco di Roma, Carlo Verdone sta per realizzare il sogno di dirigere un nuovo film completamente diverso da quelli realizzati finora: un film d'autore autobiografico, ispirato a un episodio della sua gioventù. Per interpretare sè stesso da giovane gli viene imposto il cantante Sangiovanni, che Carlo inizialmente accoglie di malavoglia, ma che frequentandolo comincia ad apprezzare. Nel frattempo il figlio Giovanni ottiene il suo primo processo difendendo la vittima di un malavitoso, mentre Maddalena, incinta, torna a vivere dal padre...



Premessa: sono una nostalgica delle vecchie serie tv tipo "Happy days" e "Vita da Strega", prodotti leggeri, gradevoli, divertenti, che facevano trascorrere un'oretta della propria giornata con serenità, senza trascurare ogni tanto anche temi più seri. Sono piuttosto stufa delle serie tv di oggi, dove per la maggior parte ci sono stupri, omicidi, rapimenti, violenze di ogni tipo, drammi, ecc: non che non vadano bene, ma francamente a volte dopo una giornata di lavoro ho voglia di vedere qualcosa che mi appassioni ma mi strappi anche un sorriso. Ho finalmente trovato ciò che cercavo con "Vita da Carlo", di cui ho visto recentemente la seconda stagione.


Ho letto molte critiche riguardo questa  serie, ma a me è piaciuta davvero tanto, e anche la seconda stagione è stata una bella conferma della prima: mi sono appassionata alle tragicomiche vicende del povero Verdone, che cerca tra mille ostacoli di realizzare il suo sogno di dirigere un serio film d'autore mentre nella vita privata deve vedersela con la x moglie in crisi, la figlia incinta e incasinata, il figlio esposto in quanto sta affrontando un boss tipo Casamonica in tribunale, l'ex fidanzato della figlia che cerca di riconquistarla anche a suon di bugie, le paturnie dell'amico Max, una nuova fiamma pazzerella e la domestica Annamaria che anche lei trova l'anima gemella.....il tutto narrato e interpretato con garbo, leggerezza, simpatia, senza trascurare alcuni temi inerenti al mondo dello spettacolo, ad esempio la difficoltà di cambiare genere di film quando si è legato il proprio nome ad un genere particolare, scontri e incontri tra regista e attori e produttori, il rischio per un attore di rimanere incastrato nel ruolo che gli ha regalato la fama: quest'ultimo problema è rappresentato  da Fabio Traversa, il famoso Fabris di "Compagni di scuola", che qui interpreta molto bene sè stesso in versione rancorosa. 



Certo, dieci puntate della durata di poco più di mezz'ora ciascuna non consentono di approfondire particolarmente altri temi che si intravedono sottotraccia e che magari sarebbero stati altrettanto interessanti, ma d'altra parte nessuno è perfetto, e visto l'attuale panorama delle serie tv mi va più che bene. Mi sono molto affezionata ai personaggi, in particolari ai giovani Caterina De Angelis, Antonio Bannò e Sangiovanni (che non conoscevo come cantante ma che qui non mi è sembrato fuori posto, nonostante non credo sia tagliato per fare anche l'attore). Peccato non poter avere tra il cast l'amico- cognato Christian De Sica perchè l'episodio dove compare come "guest star" secondo me è il migliore. Unico neo: il personaggio di Stefania Rocca, mi spiace per l'attrice ma l'ho trovato un personaggio inutile e fuori luogo. Lieto fine assicurato, ma anche commovente. 

Vari e simpatici camei di personaggi famosi, colleghi e amici di Verdone: tra questi Claudia Gerini, Gabriele Muccino, Maria De Filippi , Ibrahimovic. 

E chissà che non ci sia una terza stagione? Io personalmente ho già una serie di idee per come vorrei si svolgesse:  Verdone se mi leggi mi contatti pure!



sabato 25 novembre 2023

I bastardi di Pizzofalcone- stagione 4, 2023

 


Regia di Riccardo Mosca   , con Alessandro Gassman (Giuseppe Lojacono), Carolina Crescentini ( Laura Piras),Massimiliano Gallo (Luigi Palma), Tosca D'Aquino (Ottavia Calabrese), Gianfelice Imparato (Giorgio Pisandelli), Antonio Folletto (Marco Aragona), Gennaro Silvestro (Francesco Romano), Simona Tabasco (Alex Di Nardo), Serena Iansiti (Rosaria Martone), Miriam Candurro (Giorgia Romano), Alessia Lamoglia (Marinella Lojacono).



Dopo essere rimasto per tre settimane nelle mani di Rocco Squillace, che lo ha torturato n vari modi per vendicarsi del presunto omicidio del fratello, Lojacono viene liberato intimandogli però di sparire e farsi credere morto da tutti, pena la vita della figlia Marinella. L'unico posto dove Lojacono può rifugiarsi è uno scantinato del commissariato, dove viene protetto inizialmente da Palma e poi da tutto il gruppo, mentre il resto del mondo lo crde morto....


Quarta stagione così cosi per la serie tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni: sono rimasta un po' indietro con la lettura dei libri, quindi non posso fare il confronto con questi ultimi anche se mi è stato detto che già dalla serie precedente la trasposizione tv differisce parecchio da quella letteraria.


Forse questo potrebbe spiegare una stagione non certo brutta ma piuttosto moscia, in cui si è dato più risalto alle dinamiche di gruppo (e fin qui mi sta bene, non è questo il problema), cosa più che normale dato che senza questo non si sarebbe potuta spiegare la vicenda di Lojacono. Le vicende personali dei vari personaggi sono rimaste sullo sfondo e alcune tirate per le lunghe (l'inutile diverbio tra Romano e la moglie) o poco credibili (Aragona e la sua nuova fiamma), mentre invece ho trovato molto carine le vicende di Pisanelli e della coppia Ottavia e Palma (con qualche incongruenza sull'autismo del figlio Riccardo, ma forse ricordo male io). Anche le vicende dei delitti risolti dalla squadra non mi hanno interessato quasi per nulla. 

Che dire, forse il brodo comincia ad allungarsi un po' troppo?

sabato 2 settembre 2023

Hollywood, 2020

 


Diretta e ideata da Ian Brennan e Ryan Murphy, con DAvid Corenswet (Jack Castello), Jeremy Pope (ARchie coleman), Darren Criss (Raymond    ), Samara Weaving (Claire Wood), Jack Picking (Rock Hudson), Dylan Mcdermott (Ernie West), Laura Harrier (Camille Washington), Patty Lupone (Avis Amberg), Rob Reine (Ace Amberg). 


Nella los Angeles dell'immediato dopoguerra il reduce Jack Castello, da poco sposato con Henrietta, insegue il sogno di diventare attore. le sue vicissitudini finiranno per intrecciarsi con altri personaggi con lo stesso obiettivo: Archie, ragazzo di colore e gay che sogna di diventare sceneggiatore, Raymond un giovne aspirante regista fidanzato con Camille, giovane donna di colore anch'essa aspirante attrice, Roy altro giovane gay destinato a diventare famoso con il nome di rock Hudson....


Miniserie di Netflix che ripercorre la nascita di uno dei periodi d'oro di Hollywood, cioè l'immediato dopoguerra che anticipa i fasti degli anni '50 e '60. 

Imperdibile quindi per una amante del cinema come me;  è sicuramente un prodotto gradevole anche se non si può dire che si siano sforzati troppo nell'approfondimento di personaggi e situazioni, e forse hanno anche un po' calcato la mano su certe cose. Che dietro le quinte di Hollywood, da sempre, succeda di tutto e di più non è certo una novità, ma alla fin fine nessuno dei protagonisti è stato scelto per i propri meriti e nemmeno con un normale provino svolto in modo regolare, ma sono stati tutti raccomandati o in qualche modo si sono prostituiti per fare carriera (non solo nel senso biblico, come nel caso del protagonista principale). 


Dato che si parla di una serie tv Netflix del 2020, non si può prescindere dalle nuove regole non scritte del politically correct, cosa che qui però non è affatto fuori luogo vista l'epoca e sopratutto visto che uno dei temi principali trattati nelle sette puntate sono le discriminazioni e difficoltà che all'epoca subivano tutti coloro che appartenevano a qualche minoranza: i gay che dovevano nascondersi e fare finta di non esserlo, i neri o asiatici che non trovavano ruoli che non fossero quello di servi, schiavi o personaggi stereotipati, l'abitudine a spremere le star fino al midollo per poi gettarle come nulla nel dimenticatoio rovinando loro la carriera, le donne che non faticavano ad assurgere a ruoli di potere nelle case di produzione. Oggi per fortuna le cose sono cambiate anche se su parecchi aspetti c'è ancora strada da fare, ma certo il cammino è stato duro: e difatti l'ultima puntata, intitolata "Finale in stile Hollywood", è praticamente un sogno di come le cose sarebbero dovute andare, rendendo giustizia anche ad alcune situazioni discriminanti a danno di alcuni attori.

Accanto a personaggi originali ci sono anche personaggi realmente esistiti: Anna May Wong, Hattie McDaniel, Vivien Leigh, e un giovane esordiente gay di nome Roy che diventerà famoso come Rock Hudson. Ecco, a proposito di questo personaggio, non ho affatto capito perchè dipingerlo come un tontolone che pn riusciva a tenere a mente nemmeno una frase; non ho grande conoscenza di questo attore ma non mi risulta nemmeno fosse in quel modo. 

Notevoli invece fotografia e scenografia. 






lunedì 29 maggio 2023

Rocco Schiavone- stagione 5, 2023

 


Regia di Simone Spada , con Marco Giallini (Rocco Schiavone), Ernesto D'Argenio (Italo Pierron), Valeria solarino (Sandra Buccellato), Miriam Dalmazio (Marina Schiavone), Tullio Sorrentino (Brizio), Francesco Acquaroli (Sebastiano), Lorenza Indovina (Michela Gambino), Mirko Frezza (Furio), Massimiliano Caprara (Michele Deruta), Christian Ginepro (Domenico D'Intino), Alberto Lo Porto (Antonio Scipioni), Andrea Germani (Federico).


Tornato al lavoro dopo una lunga convalescenza, Rocco deve affrontare un po' i soliti casi: l'omicidio di una anziana professoressa, quello di un uomo che non si capisce se sia orto fuori o dentro dal confine italiano e sopratutto il ritorno di Enzo Baiocchi che vuole vendicare la morte del fratello Luigi. Nel frattempo, all'agente Deruta (segretamente gay) viene dato un aut aut dal compagno Federico, che stufo di rimanere nell'ombra vorrebbe che rendesse pubblica la loro relazione andando a convivere.....





La serie sul vicequestore Rocco Schiavone è giunta alla quinta stagione, e seppure ben riuscita come sempre qualche piccolo segno di cedimento comincia a mostrarlo.

Le storie, ad esempio, a mio avviso non sono più così intriganti come lo erano le prime: in questa ultima serie ho fatto un po' fatica a seguirle, sopratutto la prima; l'atmosfera un po' gotica e nordica che è uno degli elementi maggiormente di successo della serie rimane, ma un po' come contorno. Insomma in questa serie sono state più interessanti le storie e le dinamiche personali fra i vari personaggi che i "gialli". Altra cosa, non ho affatto apprezzato la sostituzione di Isabella Ragonese con     nel ruolo di Marina: nulla da dire sulla nuova attrice, ci mancherebbe , ma mi ero affezionata all'altra anche perchè secondo me meglio corrispondeva alle caratteristiche del personaggio. 

Stufa anche il fatto che met delle donne che Rocco incontra perdono sempre la testa per lui al primo incontro , oggettivamente ci si chiede che cosa vedano in lui che faccia nascere tutte 'ste grandi passioni. 


Ho apprezzato invece la "sospensione" in cui viene messa la vicenda dell'amico Sebastiano (che forse stavolta è stata portata a compimento, forse no), e anche come è stata trattata l'inserimento di una tematica delicata come quella della vicenda dell'agente Deruta. Sono un po' indietro con la lettura dei libri della serie quindi non so dire se in questo caso sono rimasti fedeli  o meno alla trama originale, ma anche così non fosse mi ha fatto piacere vedere che - a differenza di come ormai va di moda al cinema o altrove- la storia è stata trattata con garbo, delicatezza e in modo assolutamente realistico e non banale, non solo nella narrazione ma anche nella psicologia dei personaggi. Le serie tv italiane vengono spesso denigrate da molti (non da me, come avrete capito), ma stavolta si può ben dire che il lavoro fatto nel trattamento di tale tematica è, oggettivamente, molto meglio di ciò che ormai siamo abituati a vedere dagli USA. 

Anche stavolta quindi prodotto promosso, anche se co riserva, comunque è una fiction che vale sempre la pena di seguire. 








giovedì 27 aprile 2023

Incastrati 2, 2023


Regia di  Salvatore Ficarra e Valentino Picone, con Salvatore Ficarra (Salvo), Valentino Picone (Valentino),  Anna Favella (Ester), Marianna De Martino (Agata), Tony Sperandeo (Cosa Inutile), Maurizio Marchetti (Padre Santissimo), Leo Gullotta (Procuratore Nicolosi).


Valentino e Salvo investono per sbaglio con il loro furgone un uomo: quando scendono per soccorrerlo si accorgono che è Padre Santissimo, il boss con cui avevano avuto a che fare poco tempo prima. Obbedendo agli ordini di Cosa Inutile (che sostituisce il boss momentaneamente infortunato) sono costretti a portarlo in un casolare isolato in campagna e a occuparsi di lui, di nascosto ovviamente da tutti, compresa Agata che con la sua squadra sta ancora cercando di catturare il boss....


 Seconda stagione della simpatica serie con Ficarra e Picone, ben riuscita come la prima e addirittura profetica nel finale (dato che le riprese sono concluse prima dell'arresto di Matteo Messina Denaro).

L'azione si svolge alcuni mesi dopo il finale (aperto) della prima, riagganciandosi con l'ultima scena: a quanto pare Valentino e Salvo pur essendo ritornati alla loro vita di prima non hanno imparato nulla dalla precedente esperienza visto che si ritrovano ancora invischiati con il boss Padre Santissimo e il suo scagnozzo Cosa Inutile, stavolta costretti ad aiutarlo nella latitanza. Tutto questo mentre, parallelamente, Valentino sta cercando di far progredire la sua relazione con Agata e Salvo seppure separato dalla moglie Ester non sa prendere una decisione definitiva perchè in realtà ancora innamorato (peraltro ricambiato). A questo giro verranno coinvolti loro malgrado la madre di Valentino ed Ester e due ingenui Testimoni di Geova, Pio e Camilla; arriva anche Robertino, il figlio di Agata (per fortuna non coinvolto nei maneggi dei mafiosi), che darà a Salvo parecchi punti in quanto appassionato come lui di serie tv.

Niente di particolarmente nuovo rispetto al primo episodio ma intreccio gradevole, interpretazioni ottime, lettura dell'attualità in chiave comica ma non troppo (la manìa delle serie tv e qualche concessione finale al "politicamente corretto" che non infastidisce e non stona. Ma il commovente finale, da solo, vale tutta la serie.  




sabato 25 marzo 2023

Il commissario Ricciardi 2, 2023

 


Regia di     con Lino Gunciale (Luigi Alfredo Ricciardi), Antonio Milo (Raffaele Maione), Maria Vera Ratti (Enrica Colombo), Serena Iansiti (Livia Lucani), Adriano      (Bambinella), Enrico Ianiello (Bruno Modo), Marco Palvetti (Falco), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Fiorenza D'antonio (Bianca Palmieri), Mario Pirrello (Angelo Garzo), Martin Gruber (Manfred Kaspar von Brauchitsch ), Veronica D'Elia (Nelide), Massimiliano Rossi (Duca Marangolo), Domenico  (Tanino)



Il commissario Luigi Alfredo Ricciardi è alle prese con alcuni nuovi casi di omicidio: durante uno di questi conosce la contessa Bianca Palmieri di Roccaspina, che lo aiuta a discolparsi dall'accusa di omosessualità con cui Livia lo ha denunciato ai fascisti per vendicarsi del suo rifiuto. Nel contempo, il commissario è alle prese con la gelosia suscitata dalla comparsa sulla scena di Manfred, ufficiale tedesco che corteggia con insistenza Enrica con l'approvazione della madre di lei, nonostante le reticenze della ragazza...



Dopo due anni ecco finalmente la seconda parte delle avventure de Commissario Ricciardi, nato dalla penna di Maurizio De Giovanni in uan stupenda serie di libri che ho scoperto proprio due anni fa grazie a questa fiction. Peccato solo che sia stato bypassato "Per mano mia", il più bello dei romanzi.

Serie tanto attesa che ha riconfermato la bellezza della storia ma che, contemporaneamente, mi ha un po' delusa. Il cambio di regista purtroppo si vede: spiace dirlo ma se la fiction è stata comunque un successo non è certamente merito del nuovo regista, che non si sa perchè trascura o abolisce del tutto le atmosfere dark e un po' fumose che davano gran fascino alla prima serie, trascura le storie delle vittime degli omicidi e dà poco spazio visivamente parlando alla "maledizione" di Ricciardi; tutto sembra più meccanico e asciutto, ed è un vero peccato perchè così si perde la sfera intimista tant ben resa invece nei romanzi.


Cambiamento in peggio anche per la colonna sonora, partendo dalla sigla, che non è più "    " di Pino Daniele, ma un anonimo motivetto 

Decisamente, qualcosa purtroppo si è perso di strada, e se nonostante tutto il prodotto non dispiace mi pare che al 90% sia merito  dei bravissimi attori, che non hanno cambiato nulla del loro modo di rendere i personaggi, e del fatto che fra gli sceneggiatori c'è lo stesso De Giovanni, e quindi i pochi cambiamenti tra film e libri sono motivati e credibili rispetto al resto: tra questi devo dire che il più riuscito a mio avviso riguarda i personaggi di Nelide e Tanino e il loro rapporto: sono la mia coppia preferita dopo Ricciardi ed Enrica!

I nuovi personaggi, ovvero Manfred, la contessa Bianca Palmieri, il duca Marangolo e Tanino detto "O' Sarracino" si integrano perfettamente all'interno del racconto anche se - forse per colpa del difetto prima nominato- a mio avviso fanno meno presa di quelli "storici" della prima serie. 

Tutto sommato, da non perdere... e visto come andranno gli eventi, la terza serie è quasi scontata....






mercoledì 22 febbraio 2023

La legge di Lidia Poet, 2022

 


Regia di Matteo Rovere e Letizia Lamartire, con Matilde De Angelis (Lidia Poet), Pierluigi Pasino (Enrico Poet), Edoardo Scarpetta (Jacopo), Sara Lazzaro (Teresa), Dario Aita (Andrea), Sinead Thornill (Marianna).


Torino, 1883: Lidia Poet è una giovane avvocata, la prima in Italia che dopo aver risolto brillantemente il suo primo caso suscita invidie tali che la sua iscrizione all'Albo viene dichiarata illegittima e le viene quindi impedito di esercitare la professione. Lidia non si scoraggia e decide di affiancare il fratello Enrico, anch'egli avvocato, che sta preparando il ricorso.....





Lidia Poeta (1855-1949  ) fu la prima donna avvocato in Italia; io personalmente non sapevo proprio chi fosse quindi ben venga una serie tv su un personaggio così importante.

MA...

Eh già, c'è sempre un ma...e anche più di uno. 

Quando ho visto che a produrre la serie era Netflix ho cominciato a sentire istintivamente "puzza di caxxata", aumentata quando ho visto un'immagine pubblicitaria con la protagonista seduta alla scrivania con i piedi sul tavolo mentre fuma la pipa. Ma fin qua potevano essere pregiudizi miei.


Dopo aver terminato la visione della serie, posso dire che i pregiudizi sono stati ampliamente confermati. La serie in sè- intesa come prodotto di intrattenimento- è gradevole, accattivante, gli attori sono tutti bravi ma ...siamo alle solite, ovvero ai soliti problemi che affliggono ormai la maggior parte delle serie tv di questi ultimi anni. 

Data l'importanza del personaggio , avrei preferito una serie di tipo biografico che ci facesse conoscere la sua storia; e invece qui abbiamo niente più che la solita serie tv gialla ambientata nell'800 che abbiamo visto in mille salse, con una protagonista che è la solita Supereroina Mary Sue del caso: bellissima, intelligentissima, bravissima, geniale, sfida tutti senza un minimo tentennamento, beve, fuma (anche oppio), dice parolacce in pubblico; si differenzia dal tipico modello "Arya Stark" tanto in voga in questi anni solo perchè non mena, ma per il resto ci siamo capiti. Oltretutto è talmente geniale che risolve qualunque caso di cui venga a conoscenza; e in sei n sei puntate e in un arco temporale di un anno circa la protagonista (abitante in un piccolo paese in provincia di Torino) questi sono solo omicidi. Mai che le capiti una truffa, un imbroglio, un incidente, una lite per l'eredità....Un po' poco e sopratutto banale per un personaggio che con la sua vita ha davvero segnato una svolta nei diritti delle donne.

 Gli altri personaggi intorno a lei quando va bene sono dei fessacchiotti che sembra quasi debbano ringraziarla se si accorge della loro esistenza (sopratutto se sono uomini); quando va male sono dei monoliti di pregiudizi, rigidità e perbenismo (in particolare il personaggio della cognata, che però migliorerà nel corso delle puntate).

Infine, breve appunto: la primissima scena della prima puntata- quella in cui oltretutto ci viene presentata la protagonista che entra in scena- è lei che xxxx con l'uomo con cui ha una relazione. Non ritengo di essere una bacchettona ma quando l'ho vista mi sono chiesta "ma perchè?!": proprio non capisco perchè presentare puntualmente una donna- al di là della sua importanza come personaggio storico- in questo modo. Non sono femminista ma dubito che in una serie tv su Garibaldi o Gramsci verrebbero presentati in questo modo.

In tanti parlano male delle fiction Rai ma sinceramente io le preferisco, forse avrebbero fatto un lavoro un po' Agiografico ma non così manchevole. 






sabato 4 febbraio 2023

Emily in Paris- Stagione 3, 2022


 Serie televisiva ideata da Darren Starr, con Lily Collins (Emily Cooper), Philippine Leroy Gateau (Sylvie  Gateau), Lucas Bravo (Gabriel),Ashley Park (mindy),Camille Razat (Camille),Bruno Gouery (Luc), Jean Christophe Bouvet (Pierre Cadeau), Lucien Laviscount (Alfie),Kate Walsh (Madeleine). 

A un anno dal suo arrivo in Francia, Emily sceglie di rimanere a Parigi, ma dato che è stata scoperta a lavorare sia per l'azienda di Madeleine che per quella di Sylvie viene licenziata e si ritrova senza lavoro. Non per molto dato la nuoa azienda fondata da Sylvie a quanto pare non può fare a meno delle sue capacità, e quindi Emily tornerà a lavorare con loro.....




Proseguono per la terza stagione le avventure della giovane Emily Cooper, senza grandi  variazioni rispetto alle precedenti  se non qualche svarione temporale e qualche cosa totalmente contraria a quanto finora abbiamo visto. 

Dopo aver letto alcuni commenti in giro per il web per fortuna mi sono resa conto di non essere l'unica a rimanere un po' spiazzata dall'inizio della storia visto come ricordavo il finale della seconda stagione; del resto abbiamo già appurato ( e accettato) ch la credibilità non è uno dei pregi della serie, basti pensare al fatto che tutto ciò che accade nelle prime due stagioni avvine nell'arco di tempo di nove mesi ( la gravidanza di Madeleine), senza contare i continui ribaltamenti di argomenti, trama e rapporti interpersonali che impediscono di mettere in scena delle più interessanti dinamiche tra le coppie e i personaggi.


Detto questo, è un po' sempre la solita serie leggera e simpatica che apprezzo proprio per questo motivo: come sempre Emily gira con amici e fidanzato (alfie, alla fine rimasto in carica), partecipa a feste, va in vacanza, conquista personalità del mondo della moda....solo nelle prime puntate abbiamo qualche problema dovuto al fatto che, incapace inizialmente di compiere una scelta lavorativa degna di questo nome, la protagonista si ritrova a fare il doppio gioco lavorando per entrambe le aziende di Sylvie e Madeleine. Ma basta poco per ritrovare la fiducia perduta dei colleghi e ricominciare a lavorare con loro. 

Purtroppo la mano lunga del politically correct è arrivata anche qui, rovinando il personaggio di Camille facendole prendere una svolta lesbica o perlomeno bisessuale, visto che continua a stare con Gabriel. Non ho apprezzato questa scelta perchè mi sembra una ridicola forzatura, non c'è bisogno della rappresentanza gay perchè si sono già Luc e l'altro collega di Emily che interpretano ottimamente i loro personaggi (anzi, io personalmente gradirei di vedere per loro una storyline più incisiva invece di farli esistere unicamente un funzione del personaggio di Emily o di Sylvie). Anche per Sylvie apprezzerei un altro tipo d storia, sono caduti un po nel clichè della panterona ricca con fidanzato toy boy ma penso che il personaggio meriterebbe una storia meno banale.






venerdì 13 gennaio 2023

Incastrati, 2022

 


Regia di Ficarra e Picone, con Salvatore Ficarra (Salvo ) Valentino Picone (Valentino ), Anna Favella (Ester), Marianna Di Martino (Agata), Mary Cipolla (Antonietta), Maurizio Marchetti (Padresantissimo), Tony Sperandeo (Tonino Macaluso)



Salvo e Valentino sono due cognati e amici da sempre, che hanno in comune un'impresa di pulizie. Un giorno recandosi in casa di un cliente nuovo lo trovano riverso senza vita nella vasca da bagno; presi dal panico cercano di andarsene facendo come nulla fosse, ma dato che il defunto era un boss mafioso vengono rapiti e presi in ostaggio dai suoi nemici...



Una divertente serie tv trasmessa di recente in chiaro dopo l'esordio su Netflix l'anno scorso. Niente di particolarmente originale e anzi ci sono non pochi stereotipi, ma comunque un serie piacevole e ben fatta, che diverte e assolve pienamente il suo compito di intrattenimento.

Ficarra e Picone ripropongono il loro solito ruolo di Valentino & Salvo, amici da sempre  e anche parenti dato che il secondo è sposato con la sorella del primo; un sodalizio perfetto di due persone che si compensano (Salvo più furbo e sgamato, Valentino il classico bambinone che vive ancora con la madre). Entrambi non sono soddisfatti della loro vita, che ritengono troppo tranquilla e che Salvo movimenta appassionandosi a una serie tv gialla di cui non perde una puntata, con somma irritazione della moglie Ester che da tempo si sente trascurata; tranquillità che avranno modo di rimpiangere quando la mafia (per un qualche motivo che non viene scoperto in questa stagione, preludio quindi di una seconda, come si capisce dal finale aperto), li "incastra" addirittura  nell'uccisione di un boss; presi in ostaggio dai mafiosi i nostri dovranno fingersi dei loro, con le coseguenze che si possono facilmente immaginare.

Accanto ai due protagonisti abbiamo due figure femminili di tutto rispetto (contraltari dei maschi pasticcioni), cioè Agata (ispettrice di polizia di cui Valentino è da sempre innamorato) e Ester, moglie insoddisfatta che si pente  del proprio errore e cerca di rimediarvi, attirando le simpatie dello spettatore per la sua sincerità. C'è anche l'insopportabile madre di Valentino e Ester; tra i mafiosi si distinguono il boss "Padresantissimo e gli scagnozzi Tonino "Cosa inutile" e "Signorino". 








martedì 27 dicembre 2022

I Bricchetti, 2022

 Regia di Franco Bertan , con Sergio Isonni (Sergio), Maria Teresa Danieli (Teresa), Mara Bricchetti (Carla), Riccardo Zandalini (Attilio)


Sergio e Teresa Bricchetti sono due anziani coniugi bresciani alle prese con fatti e avventure della vita di ogni giorno...


Oggi voglio parlarvi una piccola chicca bresciana: "I Bricchetti", mini serie tv in sole quattro puntate (per ora), nata da una serie di spot di successo per Bricchetti, azienda bresciana che si occupa di impianti acustici  (L'Amplifon bresciano per intenderci), trasmessi su Teletutto, una rete locale. 

 I protagonisti sono due anziani coniugi, Sergio e Teresa: lui estroverso artista amante della lirica, lei casalinga peperina e comandina (ma anche più pratica), conducono una tranquilla vita alle prese con i problemi di tutti i giorni, tra i quali gli acciacchi dell'età (tra cui appunto, il calo dell'udito, cui negli spot sopperisce l'apparecchio pubblicizzato). Attorno a loro svariati personaggi, tra cui in queste puntate si sono distinti in particolare la coppia di vicini Carla  e attilio.

Isonni e la Danieli sono due bravi attori del teatro dialettale bresciano piuttosto noti, funzionano molto bene in coppia e anche nella caratterizzazione dei personaggi. Le quattro puntate (durate una ventina di minuti circa l'una) sono quasi totalmente parlate in bresciano,  i due protagonisti sono prontamente stati soprannominati "i Sandra e Raimondo bresciani" (per ovvi motivi).

Insomma grazie ai Bricchetti un po' di orgoglio bresciano anche in tv!




domenica 27 novembre 2022

Emily in Paris, stagione 2

 


Ideata da Darren star, con Lily Collins (Emily Cooper), Ashley Park (Mindy),Lucas Bravo (Gabriel), Camille Razat (Camille), Philippine LeroyBeaulieu (Sylvie), Bruno Gouery (Luc),Lucien Laviscount (Alfie), Kate Walsh (Madeleine)


Proseguono le avventure della giovane americana Emily, trasferitasi per lavoro a Parigi. Ora ha un ruolo più di responsabilità all'interno della Savoir, ma se le cose sul lavoro tutto sommato sembrano filare liscio sono le relazioni interpersonali il lato problematico della sua vita: dimenticare ciò che c'è stato fra lei e Gabriel sembra quasi impossibile sopratutto per le insistenze di lui, creando grandi momenti di imbarazzo; la conoscenza di Emily con Alfie, suo compagno al corso di francese, potrebbe però rimescolare le carte....



E' incredibile come non  solo abbia ancora da recensire cose viste nel lockdown 2020, ma come abbia dimenticato pure cose che- una volta tanto- sono riuscita a vedere in tempo reale alla loro uscita: in questo caso, ormai un anno fa.

Detto questo, come da trama Emily è rimasta a Parigi e lavora ancora per Sylvie. A causa delle polemiche dei niente affatto permalosi cugini d'Oltralpe alcune cose sono cambiate: meno stereotipi (e fin qui niente di male), interi pezzi di dialoghi in francese (non sono riuscita a vederli sottotitolati quindi è stato molto fastidioso capire dei dialoghi a metà), la stessa Emily è diventata meno saccente nei confronti del Paese ospitante (ma forse questa è solo la giusta evoluzione del personaggio). 



Nonostante l'abbia trovata generalmente un poco meno divertente della prima (la situazione tra Emily e Gabriel è stucchevole ed è incredibile che regga ancora per una stagione) , anche questa seconda stagione comunque si lascia vedere volentieri: sono contenta di vedere finalmente una serie tv leggera, rasserenante, senza pretese di lanciare messaggi particolari anche se qua e là si possono trovare spunti di riflessione. I personaggi non presentano significative novità; al cast originale si aggiungono tre new entry: Alfie, compagno di corso di Emily con cui nasce un'intesa, Madeleine, la "capa" americana della giovane, che piomba a Parigi convinta di poter comandare chiunque (interpretata da Kate Walsh, ex Addison di "Grey's anatomy" e "Private practice", e il ragazzo che diventa il nuovo interesse amoroso di Mindy, l'amica di Emily che ha deciso di proseguire il suo sogno di diventare cantante (scusate, ma dopo un anno non ne ricordo il nome).

Vedrei volentieri anche una terza stagione ma a tutt'oggi non ho ancora sentito se la faranno o meno.