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domenica 17 maggio 2026

Il diavolo veste Prada 2 (The devil wears Prada 2), 2026

 


Regia di  David Frankel , con Meryl Streep (Miranda Priestley), Anne Hathaway (Andy Sachs), Stanley Tucci (Nigel Kipling ), Emily Blount (Emily Charlton ), Lucy Liu (Sasha Barnes), Justin Theroux (Benji Barnes). 


New York : dopo vent'anni Andy Sachs ha realizzato il suo sogno di diventare una giornalista "impegnata", peccato che proprio durante una premiazione lei e i suoi collaboratori vengono licenziati in tronco . Delusa Andy approfitta del suo discorso di ringraziamento pe ribadire l'importanza del giornalismo "dal vivo" e della comunicazione tra persone. 

Il discorso diventa virale e Andy viene reclutata da Irvin Ravitz per fare da "feauters editor"    per "Runaway", la rivista dove la donna aveva lavorato come assistente venti anni prima, e che ora sta affrontando una doppia crisi, dovuta non solo alla crisi editoriale che colpisce tutto il mondo della stampa, ma anche a una dichiarazione di Miranda Priestly che, distrattamente, ha elogiato un marchio di "fast fashion"; la sua dichiarazione, diventata virale, l'ha messa praticamente alla gogna mediatica e con lei tutta la rivista

Andy torna così a lavorare con Miranda e Nigel, scoprendo che l'altra assistente Emily ha fatto carriera come brand manager. Grazie ad un articolo di Andy la situazione si risolleva un po', ma non basta: occorre fare i conti con i social....



Attesissimo seguito de "Il diavolo veste Prada", l'ho visto senza grandi aspettative visto che per me il primo film aveva concluso il proprio arco narrativo e ancora adesso va benone così. Come prevedibile, non mi è piaciuto molto. 

Ammetto che forse la mia visione amareggiata di come è cambiato il mondo in questi venti anni può avermi influenzato non poco, ma ho trovato questo film piuttosto triste. 

Abbiamo in pratica una riproposizione attualizzata delle dinamiche del primo film in un ambiente totalmente cambiato a causa dell'avvento dei social, con conseguente crisi dell'editoria, in un mondo della moda che pare non abbia più molto da dire, effettivamente. A mio avviso il pregio più grosso del film è, pe gli spettatori, rivedere i personaggi amati  e forse, nel finale (scusate lo spoiler) la nascita dell'amicizia tra Emily e Andy. Ma più di questo stop. 


Miranda è una vecchia tigre ormai sdentata, che nessuno teme più e di cui tutti aspettano la dipartita (lavorativa) per prenderne il posto: sempre talentuosa, anzi molto più delle nuove leve, sempre visionaria, sempre pungente e consapevole, ma tutto ciò nel mondo di oggi sembra non bastare più. Andy è riuscita a diventare una giornalista "impegnata", ma anche per lei il suo talento, gli articoli importanti, veritieri ecc non bastano, dato ch viene licenziata via mail e che, oltretutto, sembra non guadagnare nemmeno abbastanza per permettersi un appartamento decente. Nigel, dopo essere stato gabbato nel primo film, non riesce a staccarsi da Miranda (forse anche per motivi affettivi, dopo tanti anni) e a brillare di luce propria come meriterebbe, consapevole che ormai il suo treno è passato inutilmente. Emily, talentuosa e ambiziosa, non riesce a farsi strada comunque se non sfruttando un compagno miliardario e cercando d fregare Miranda. 

Anche sul lato affettivo, a mio avviso la tristezza impera: Miranda è una vecchia sola che deve accontentarsi di un ganimede insignificante (un Kenneth Branagh totalmente fuori posto), Andy è sola e il suo nuovo interesse amoroso inutile, così come Nigel e l'amica di Andy dal primo film. Tutti però dediti al lavoro. Certamente nel 2026 non è obbligatorio sposarsi, certamente è giusto che chi lo desidera si dedichi alla carriera ma.... ecco, è una delle tante derive narrative che a me non piacciono. 

Non fanno eccezione le parti tecniche: fotografia piatta e grigia, interni idem, costumi certamente non accattivanti come nel primo film. Niente, non ci siamo. 




venerdì 24 aprile 2026

.... che Dio perdona a tutti, 2026


 Regia di Pif, con Pif (Arturo), Giusy Buscemi (Flora), Carlos Hipolito (Papa Francesco), Francesco Scianna (Tommaso)


Arturo, agente immobiliare quasi ateo a con la passione dei dolci siciliani, si innamora di Flora, giovane pasticciera specializzata proprio in cannoli, cassate, iris alla ricotta & Co. Unico problema, la giovane donna è cattolica praticante, e tiene molto alla sua fede. Mentre pensa al da farsi, Arturo trova un aiuto insperato: Papa Francesco in persona gli appare con consigli e suggerimenti per diventare un buon cristiano.....


Tratto dall'omonimo libro (2018) di Pif, una gradevole commedia che affronta un tema niente affatto banale, a mio avviso: cosa significa essere un buon cristiano nella società odierna. 

Pur non essendo atea, non sono molto religiosa  e non frequento la chiesa, come molti al giorno d'oggi: tuttavia non ho quel rancore che molti hanno nei confronti dei cattolici e della fede. Ho quindi apprezzato questo film prima di tutto per come racconta in modo veritiero l'incoerenza di molti cattolici, la difficoltà di esserlo e anche di interpretare insegnamenti di duemila anni fa. Il simpatico Arturo (a proposito, ho notato che nei suoi film i protagonisti si chiamano sempre "Arturo"e "Flora", chissà perchè? Probabilmente sono due nomi a lui cari per qualche motivo) non sembra avere particolari qualità a parte una: la sua passione per i dolci che lo rende istintivamente un esperto nell'arte dolciaria. Per lui, i dolci sono come una colonna sonora della sua vita, e sinceramente ho invidiato il suo essere magro come un chiodo nonostante la quantità di dolci sbafati durante la durata della pellicola, oltre alla forza del suo apparato digerente nel sopportare tutto ciò. Ma quando si innamora ce la mette veramente tutta per conquistare la donna amata, la pasticcera Flora, che sarebbe proprio l'ideale per lui se non fosse per un particolare: è una cattolica praticante e molto religiosa, contrariamente ad Arturo che ha pregato per l'ultima volta 40 anni prima, in occasione dei Mondiali dell'82. 


Per conquistarla Arturo arriva a fingersi talmente devoto da accettare di rappresentare Gesù in una via Crucis che si rivelerà tragicomica e che sopratutto rivelerà l'inganno: ma in soccorso di Arturo arriva una guida spirituale molto particolare: Papa Francesco, che inizialmente il protagonista scambia per una visione allucinogena provocata da un indigestione di 35 "sciù". Il Pontefice consegna ad Arturo un Vangelo dicendogli che contiene tutto qunto occorre per essere un buon cristiano. Certo, dopo questa parte si può facilmente intuire dove si andrà a parare: l'ipocrisia m spesso anche la fatica (per chi ne è veramente intenzionato) di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù penso siano noti a tutti, piuttosto ho notato che a questo punto il film si perde un po' e la storia comincia a essere "tirata via", come se l'autore in realtà non sapesse davvero come concludere il tutto. 

Tutto ciò non ha inficiato la visione del film, in cui le scen migliori sono sicuramente le interazioni tr Arturo e Papa Francesco (non viene mai specificato il nome ma si capisce perfettamente che sia lui). 







domenica 8 febbraio 2026

Agata Christian- Delitto sulle nevi, 2026

 


Regia di Eros Puglielli, con Christian De Sica (Christian Agata), Lillo Petruolo (Vanni Cuozzo ), Paolo Calabresi ( Bernardo Tarda ), Giorgio Colangeli (Carlo Gulmar ), Ilaria Spada ( ), Maccio Capatonda (Walter Gulmar), Alice Pagani (India Gulmar), Tony Effe (One Slot), Chiara Francini (Beatrice)


Il famoso criminologo Christian Agata accetta di fare da testimonial a un gioco da tavola a tema "crime", prodotto dalla famosa ditta di giocattoli Gulmar & Gulmar. Per realizzare lo spot del gioco viene ospitato a trascorrere qualche giorno assieme all'intera famiglia Gulmar nel loro castello in Val D'Aosta. La seconda sera, dopo alcuni strani avvenimenti del giorno precedente, il patron Carlo Gulmar viene ritrovato assassinato: il detective Agata, aiutato dal brigadiere Cuozzo e dall'appuntato Tarda, indaga....



Ho visto questo film nella sua primissima anteprima nazionale il  26 gennaio, presentato in sala da Christian De Sica e Lillo.   

Si tratta di un giallo-comico, evidentemente ispirato sin dal titolo a "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie, oltre che a classici cinematografici del genere, su tutti riconoscibile "Invito a cena con delitto".

Intreccio non particolarmente originale, ma il film è comunque piacevole e divertente (di questi tempi non è certo poco), il trio principale di attori (De Sica, Calabresi e Lillo) è quello meglio assortito fra i vari personaggi del film (alcuni di troppo). Io l'ho seguito volentieri e scuramente lo consiglierei per uan serata in allegria. 




venerdì 16 gennaio 2026

Buen Camino, 2025

 


Regia di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone (Checco), Letizia Arnò (Cristal), Beatriz Arjona (Alma), Martina Colombari (Linda)


Checco è un ricco e sfaccendato  50enne,  erede della fortuna messa insieme dal padre, un noto industriale, in 60 anni di lavoro. Un giorno Cristal, la figlia adolescente che vive con la ex moglie e con cui Checco ha sempre avuto un rapporto superficiale, scompare; avvisato della cosa l'uomo  va in cerca della ragazza e scopre che è partita per il famoso "Cammino di Santiago de Compostela". Cercando di capire il perchè di questa decisione e sopratutto di riallacciare un rapporto con Cristal Checco decide di unirsi a lei nel pellegrinaggio.....


Dopo cinque anni dal poco apprezzato (in generale) "Tolo tolo", torna al cinema Checco Zalone con un nuovo film che da subito è stato record di incassi. Per l'occasione torna a collaborare con il suo regista storico, Gennaro Nunziante, e seppure non ai livelli di "Sole a catinelle" (per me il migliore dei suoi film) il film è parecchio godibile, si ride e qualche volta si riflette anche.

Il nuovo personaggio interpretato da Luca Medici (questo il vero nome del comico) è un 50enne chiaramente ispirato a "influencer" e personaggi vari che negli ultimi anni hanno invaso il mondo dello spettacolo e dei social (primo fra tutti - riconoscibilissimo- Gianluca Vacchi ): uno sfaccendato che campa sul buon nome e sull'impero finanziario costruito dal padre imprenditore, non ha mai lavorato e ha speso la sua vita in modo superficiale collezionando auto e donne più giovani di lui. Anni prima è stato sposato ma poi il matrimonio è fallito e la ex moglie è andata a vivere altrove con la figlia Cristal, con la quale si intuisce il padre abbia sempre avuto un rapporto superficiale (a dirla gentilmente). Insomma, notevolmente più antipatico dei personaggi interpretati nei precedenti fil, che con tutti i loro difetti perlomeno erano brave persone amorevoli con i loro cari. 



Quando Cristal scompare misteriosamente anche il padre viene mobilitato nella sua ricerca, riuscendo (con metodi non proprio "politicamente corretti") a scoprire l'inghippo: la ragazza non ancora maggiorenne ha falsificato i documenti per partecipare al Cammino di Santiago de Compostela assieme ad altri pellegrini. Dato che ogni tentativo del padre di ricondurla indietro fallisce, quest'ultimo non si dà per vinto e - intuendo di avere un'occasione per riavvicinarsi alla figlia e ricostruire un rapporto con le- decide di seguirla in questa avventura. Scontati gli scontri iniziali, non solo tra i due personaggi ma tra Checco, la sua mentalità e la vita di lusso e superficialità  vissuta finora , e la ricerca interiore di Cristal; a fare da mediatrice Alma, una simpatica donna che sa vedere al di là della facciata superficiale del protagonista quello che di buono c'è in lui e che il cammino potrebbe fare emergere.

Insomma, niente di particolarmente nuovo od originale ma un film comunque godibile, che nel finale trova anche il modo di rasserenare gli animi, e di questi tempi non è affatto poco. 





venerdì 6 settembre 2024

Ricomincio da taaaac!, 2024


 Regia di  Petro Belfiore, Davide Bonacina, Davide Rossi, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella, con: GErmano Lanzoni (Signor Imbruttito), Brenda Lodigiani (Imbruttita), Valerio Ariò (il Giargiana), Laura Locatelli (la Wife), Leonardo Uslengo (il Nano), Claudio Bisio (ex Capo), Paolo Calabresi (nuovo Capo), 


Una brutta sorpresa per l'Imbruttito e i suoi colleghi: il Capo ha venduto l'azienda a un nuova multinazionale, e non si sa se tutti riusciranno a conservare il proprio posto di lavoro. Ol nuovo Capo infatti è fissatissimo con il "green", l'ecologia, la sostenibilità, l'inclusione ecc



Il Milanese Imbruttito Germano Lanzoni torna al cinema dopo il successo di "Mollo tutto e apro un chiringuito", con quello che potrebbe essere un seguito ideale della prima storia. 

A causa di una forte crisi aziendale, stavolta l signor Imbruttito si ritroverà ad essere "dall'altra parte della barricata"; ovvero, causa licenziamento, diventerà il Giargiana di turno attraversando in una forte cristi esistenziale che lo porterà ad allontanarsi anche dalla famiglia e a incontrare un mondo per lui sconosciuto: quello dei precari costretti a fare anche più lavori per arrivare a stento a fine mese, condividendo casa con altre persone, senza poter fare progetti a lungo termine e spesso con difficoltà anche nel prenotare una visita medica. Per breve tempo anche l'Imbruttito diventerà uno di loro e sarà addrittura costretto a fare il rider; certo la parte è tirata un po' troppo in lungo e risolta con un colpo di scena piuttosto telefonato, ma per i fans del personaggio credo che l'interesse primario sia ritrovare il loro beniamino assieme a tutti i personaggi che compongono il suo mondo (La Wife, il Giargiana, L'Imbruttita, il Nano ecc) in un contesto nuovom senza comunque troppi scossoni. 

Ciò ovviamente non impedisce di realizzare un film molto gradevole. 

Il film esce nelle sale il 26 settembre, io l'ho visto in anteprima a Ferragosto.





mercoledì 21 agosto 2024

Un mondo a parte, 2024

 


Regia di  Riccardo Milani, con Antonio Albanese (Michele Cortese ), Virginia Raffaele (Agnese ), Sergio Saltarelli (Nunzio), Alessandra Barbonetti (Maria Antonietta). 



Michele, maestro elementare a Roma, a causa dell'eccessivo stress     chiede ed ottiene il trasferimento nel piccolo paese di Rupe, un borgo isolato dell'Abruzzo nel cuore del Parco Nazionale. Qui scopre che la Scuola Primaria sua nuova sede, diretta dall'energica maestra Virginia, ha una sola classe composta da sei bambini e da tempo lotta per non essere chiusa. 

Dopo qualche difficoltà iniziale Michele si ambienta nel paesino sostenendo la lotta di Virginia e del paese per tenere aperta la loro scuola....


Simpatico film che racconta un problema purtroppo sempre attuale: lo spopolamento dei piccolo borghi e paesini che rimangono pian piano abbandonati. 

Un problema ahimè per ora senza troppe soluzioni, dato che oggettivamente non si può costringere la gente a rimanere a vivere in posti dove a volte non c'è nemmeno il medico di base; posti che magari sono bellissimi e pieni d potenzialit, ma (come viene sottolineato più volte durante il film) solo per i turisti che ci arrivano d'estate, senza la neve e senza tante altre problematiche che chi ci vive tutto l'anno deve purtroppo affrontare.

E inizialmente anche Michele, maestro elementare a Roma stufo della metropoli e disilluso dal mondo della scuola in generale, rimane vittima di questo errato modo di pensare: si trova invece di fronte a problematiche a lui sconosciute, gente tutt'altro che semplice, abituata a una vita di sacrificio in un posto bellissimo ma "dimenticato da Dio" (come si suol dire) e dove l'unica classe non solo è formata da una decina di bambini, ma tutti di età diverse. Eppure la preside cerca il più possibile di non mollare, consapevole che in un piccolo borgo già provato dalla chiusura anche di attività essenziali se chiude anche la scuola, può voler dire la fine. 



Un problema che in questo caso viene risolto (almeno temporaneamente) in maniera un po' troppo spiccia, bypassando la burocrazia e quindi le leggi; non proprio un bel messaggio ma pazienza, anche se c'è da dire che il film dopo un po' comincia a perdersi,  a parare su rapporti scontati fra i personaggi, a trovare soluzioni rasserenanti ma non certo esaustive, sopratutto su lungo termine. Insomma perde il ritmo e finisce per avvitarsi su sè stesso, anche se a mio avviso finale, con quegli splendidi paesaggi e in sottofondo la splendida canzone "Agnese" di Ivan Graziani (originario di quei luoghi) vale da solo il resto del film.

Bravissimo come sempre Antonio Albanese, molto bravi i bambini, Virginia Raffaele passabile. 












domenica 18 agosto 2024

Fly me to the moon- Le due facce della luna ( Fly me to the moon), 2024




 

Regia di Greg Berlanti, con Scarlett Johnasson (Kelly Jones), Channing Tatum (Cole  Davis), Woody Harrelson (Moe Berkus), Jim Rash (Lance Vespertine), Anna Garcia (Ruby Martin). 

 
Usa, anni '60: Kelly Jones è una pubblicitaria che viene assunta dalla Nasa per creare un battage pubblicitario che ridia lustro al non ancora avvenuto sbarco sulla Luna, impresa dalla popolarità decisamente appannata dopo la tragedia dell'Apollo 1. La giovane, intraprendente e con pochi scrupoli, si dà da fare con gran successo nonostante l'ostilità di un ambiente totalmente maschile....




Simpatica commediola un po' troppo lunga che si basa su uno de miti complottari più famosi: ovvero, quella teoria secondo cui l'uomo non è mai andato sulla Luna e i filmati che mostrarono alla tv nel 1969 erano in realtà filmati girati a Hollywood con attori e ricostruiti  in studios segreti. Ora, non ho certo intenzione di stare qui a riprendere punto per punto certe fesserie, chi fosse interessato approfondisca in altro modo :).
La protagonista è una Stefania Nobile americana più carina e meno stxxxza, che ha fatto della truffa ad alto livello la sua filosofia di vita e si mantiene grazie a quello, spostandosi da una parte all'altra degli Usa per motivi che ci verranno chiariti durante la trama; essendo dotata di bellezza e faccia tosta se la cava ottimamente, ma- come la maggior parte di film con protagonisti simili a lei ha ampiamente chiarito- il pericolo di essere prima o poi scoperta (con conseguenza il doversi continuamente trasferire da una parte all'altra degli USA, cambiando continuamente identità, senza poter vivere normalmente) incombe continuamente come uan spada di Damocle. Ed è proprio su questo elemento che punta Moe Berkus, uno di quei misteriosi individui che, lavorando nelle alte sfere, sanno tutto di tutti, anche i segreti più scottanti: su pomessa di cancellare definitivamente il suo passato e poter cominciare una nuova vita definitiva, Kelly viene assunta dalla Nasa per curare il marketing dell'impresa lunare e anche per filmare un finto "allunaggio" da mandare in onda in caso quello vero fallisse per aualche motivo. 

Il resto è facilmente prevedibile, seppure raccontato talvolta in modo macchinoso.
Tra gli attori, quello che se la cava meglio è Woody Harrelson, veramente bravo in un rulo secondario ma importante; la Jonahsson brava ma in stile "compitino svolto perbenino", niente più. Il vero mistero è come ha fatto ad avere una carriera (seppure non a livelli altissimi) l'ingessatissimo e mono espressivo Channing Tatum. Se proprio vogliamo il vero interesse del film è vedere ambinetazioni, luoghi, moda dell'epoca, tutti curati molto bene. Parecchi richiami a "Il diavolo veste Prada". 








domenica 28 aprile 2024

Flaminia, 2024

 


Regia di Michela Giraud, con Michela Giraud ( Flaminia), Rita Abela (Ludovica), Antonello Fassari (Guido), Lucrezia Lante Della Rovere ( Francesca), Edoardo Purgatori (Alberto). 


Flaminia è una trentenne ricercatrice all'Università "La Sapienza", proviene da una ricca famiglia della Roma bene e sta per sposarsi con il fidanzato Alberto. Pochi giorni prima del matrimonio la sua vita viene sconvolto dall'arrivo in casa della sorellastra Ludovica, figlia di primo letto del padre: la giovane vive da anni in un centro di cura per disturbi mentali e viene rimandata temporaneamente a casa dopo aver cercato di appiccare un incendio proprio nella comunità dove vive. Flaminia si trova così suo malgrado  a doversi occupare di Ludovica che si rivela essere una vera e propria mina vagante...



Esordio al cinema per Michela Giraud, attrice comica impostasi all'attenzione del pubblico con il canale Youtube "Educazione cinica". Nonostante l'importanza del tema trattato (il rapporto tra due sorelle di cui una affetta da disturbo dello spettro autistico), nonostante il film non sia proprio male... nn sono riuscita a farmelo piacere pù di tanto; insomma, non è scattato quel "Quid" che, a volte, è necessario anche con un libro o un film. Succede, eh.....


Come dice la stessa autrice all'inizio, il film è ambientato a Roma Nord, tipica sede di ricchi cafoni e strxxxzi che abbiamo imparato a conoscere in innumerevoli film: anche la protagonista appartiene a questo mondo, anche se non del tutto dato che, essendo il padre un chirurgo plastico, la famiglia viene considerata "arricchita" e quindi guardata con un certo disprezzo. Pur essendo una giovane donna intelligente, spigliata e con un marcato senso dell'umorismo Flaminia si è lasciata influenzare dalle aspettative materne e si è adeguata a ogni costo a un modo di vivere in cui essere fighi è il valore essenziale. Nonostante il suo fisico poco longilineo (o forse, proprio per quello) le sue giornate trascorrono tra centri benessere, shopping, amiche oche e un fidanzato bello con cui c'è un rapporto particolare ma non certo di amore. 

Ovvio che in una vita come questa l'arrivo di Ludovica, sorella con spettro autistico che vive da tempo in comunità quasi "nascosta" dalla famiglia, rappresenta un terremoto che potrebbe sconvolgere ka perfetta vita della sorella fin dalle fondamenta; e così sarà, ma in un modo alla fine fine positivo, che porta Flaminia e anche altri accanto a lei a togliersi le maschere dell'ipocrisia e a tornare una dimensione più umana. Certo l'impatto non sarà privo di conseguenze, in particolare nel rapporto con il fidanzato. 

Detto questo, la sceneggiatura a mio avviso ha parecchie buche: non viene ben spiegato cosa sia successo in famiglia durante l'infanzia delle due sorelle, vengono piazzati un po' a caso personaggi che si intuisce siano stati importanti per la vita di Flaminia tempo prima, ma non si spiega quasi nulla, lasciando tutto all'intuito dello spettatore. Forse si poteva fare meglio da questo punto di vista. 

Belle le interpretazioni degli attori, in particolare di Rita Abela nel difficile ruolo di Ludovica; Michela Giraud recita un po' con il freno a mano rispetto a come la conosciamo noi si youtube ma non credo sia una cosa negativa, in quanto così riesce a dosare anche i momenti seri e drammatici che per il suo personaggio non mancano del tutto. 




martedì 2 aprile 2024

Ragazze vincenti (A league of their own), 1992

 


Regia di Penny Marshall, con Geena Davis (Dottie ), Lory Petty ( Kit ), Tom Hanks (Jimmy Dougal ), Megan Cavanagh(Marla ), Madonna ( Mae), Rosie O'Donnel ( ), Betty Schram (Evelyn ), Gary Marshall (Walter Harvey)


USA, 1943: a causa della mancanza di giocatori uomini- impegnati al fronte- il campionato di baseball rischia di saltare; l'industriale dolciario Walter Harvey ha così l'idea di aprire il baseball anche alle donne, finanziando un campionato di baseball femminile. Vengono reclutate giocatrici da ogni parte d'America, tra cui spiccano le sorelle Dottie e Kit, la vivace May con l'amica Doris, la timida e bruttina Marla e molte altre, che formano una squadra chiamata "Rockford Peaches"; ad allenarle Jimmy Dougal, un ex campione di baseball caduto nel dimenticatoio a causa dell'alcolismo....




Oggi torniamo agli anni '90 con un bel film al femminile che racconta una storia vera: la nascita della "All American Girls professional Baseball League", il primo campionato di baseball femminile, che si giocò dal 1943 al 1954. Durante la guerra infatti, non essendo disponibili giocatori uomini perchè impegnati al fronte, si decise di aprire lo sport alle donne per la prima volta. 


Nonostante il film sia obiettivamente di poche pretese e miri principalmente a intrattenere e raccontare una bella storia, funziona probabilmente proprio per queste caratteristiche, che non necessariamente sono un difetto: anzi in questo caso sono il pregio principale del film, assieme a un cast azzeccato ed eterogeneo, dove vengono rappresentati svariati personaggi: le sorelle - rivali, la ragazza timida, il maschiaccio (interpretata da Madonna in un ruolo molto adatto per lei), la madre costretta a portarsi dietro il pestifero figlioletto, la ragazza probabilmente lesbica, il campione decaduto in crisi, l'impresario con mentalità moderna che decide di dare una chance alle ragazze; ogni interprete ben compreso nel suo ruolo e amalgamato con gli altri, in modo da dare vita a una serie di personaggi che, seppure a volte non troppo approfonditi (anche se c'è da dire che, per cogliere determinate sfumature e caratterizzazioni, bisogna vedere il film più di una volta), rimangono nel cuore dello spettatore riuscendo ad accendere il suo interesse sia per le storie dei singoli che per le sorti della squadra (anche in chi non conosce il baseball, sport per eccellenza in USA ma da noi non troppo considerato, sopratutto all'epoca dell'uscita del film nelle sale italiane).

Si ride, si riflette su argomenti importanti e ancora oggi attuali (anzi, a mio avviso si riflette più con questo film che con parecchie opere moderne "politicamente corrette") ci si commuove, si fa anche il tifo; alla fine ci si sente anche invogliati ad approfondire la vera storia delle giocatrici e del loro campionato, e si prova soddisfazione per quanto appena visto. Il che non è affatto poco, sopratutto al giorno d'oggi.







sabato 27 gennaio 2024

50 km all'ora, 2023


 Regia di Fabio De Luigi, con Fabio De Luigi (Rocco), Stefano Accorsi (Guido), alessandro Haber (Corrado ). 



Rocco e Guido sono due fratelli che, a causa di dissapori familiari, non si vedono da una ventina di anni. Alla morte del padre     i due si ritrovano- inizialmente loro malgrado- per esaudire l'ultimo desiderio del defunto: essere sepolto accanto alla ex moglie (e madre dei due figli) al cimitero di Rimini. I due fratelli partono a bordo dei due motorini che il padre aveva costruito per loro quando erano ragazzi...


Il primo film al cinema del 2024 è una bella commedia italiana con uno dei miei attori preferiti, Stefano Accorsi. Fabio De Luigi invece non mi è mai piaciuto, ma devo dire che in questo film è stato una piacevo,e sorpresa sia come regista che come attore.

Seppure narrata con i toni della commedia, la storia è quella triste di una famiglia divisa da anni a causa della separazione dei genitori, dato che i due figli si sono schierati ognuno con il genitore preferito; per più d venti anni i due non si sono parlati, si ritrovano solo in occasione della morte del padre, e pur ritrovando un affetto evidentemente rimasto intatto capiscono anche di essersi perso un pezzo di vita senza l'altro. Ed è davvero triste che sia così. 


Il pregio principale del film a mio avviso, è proprio la chimica stabilitasi fra i due attori, che davvero sembrano fratelli, seppure totalmente diversi: Rocco più chiuso, non si è mai staccato dal paese natale e dalla figura paterna, che si intuisce si stata piuttosto esuberante, Guido giramondo e irresponsabile ma anche dotato di una leggerezza che al fratello manca. Il viaggio on the road servirà per riscoprire un legame ancora forte ma rovinato dalle vicissitudini familiari.

Un film agrodolce con sorpresa finale e con qualche momento di troppo che però non va ad inficiare il risultato finale. Si ride,si riflette, ci si commuove  e per quelli della mia età o poco più vecchie si fa anche un viaggio della memoria nel nostro più recente passato attraverso riferimenti musicali e di oggetti di uso comune. 




venerdì 19 gennaio 2024

Love actually- L'amore davvero, 2003


 Regia di Richard Curtis, con Hugh Grant (Primo Ministro), Colin firth (Jamie Bennet),Keira Knghtley (Juliet), Emma Thompson aren), Laura Linney (Sarah), Alan Rickman (Harry), Liam Neeson ( )


Dal web:

"Nella città di Londra le storie di nove personaggi si intrecciano per raccontare la complessità dei rapporti umani e dell'amore..."



Graziosa commedia natalizia a episodi di grande successo all'epoca. 

Francamente non mi ha provocato troppo entusiasmo, anche se non si può non notare il cast di primordine e la perfetta confezione natalizia che appunto ne decretò il successo; però devo dire che- nonostante mi ritenga abbastanza flessibile come gusti e non troppo pretenziosa- ho trovato le varie situazioni troppo irreali quando non proprio fastidiose, in particolare quella più famosa con protagonista Keira Knightley, ma anche quella con Hugh Grant primo ministro. Ciononostante, ripeto, non è un brutto film e capisco perchè molti lo amino ancora oggi. 






sabato 9 dicembre 2023

Tre uomini e una gamba, 1997


 Regia di Aldo, Giovanni e Giacomo e Massimo Venier, con Aldo Baglio (Aldo), Giovanni Storti (Giovanni), Giacomo Poretti (Giacomo), Marina Massironi (Chiara), Carlo Croccolo (Eros Cecconi), Luciana Littizzetto (Giuliana).


Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre amici imparentati fra di loro(i primi due sono sposati con due sorelle, il terzo è fidanzato con la terza sorella) che gestiscono il negozio di ferramenta del suocero. Dopo aver chiuso per ferie il negozio, si mettono in viaggio verso Gallipoli, dove di lì a pochi si celebrerà il matrimonio tra Giacomo e Giuliana: su richiesta del suocero, devono consegnargli anche una gamba di legno realizzata da un famoso scultore e il cane Ringhio. 

Durante il viaggio a causa di un tamponamento conoscono Chiara, una ragazza che si sta recando al Sud in vacanza e che si unisce a loro...



Non è un film natalizio nel vero  senso della parola, ma io l'ho sempre considerato tale per svariati motivi, tra cui il fatto che mi ricordo bene la sua uscita nell'inverno 1997, e fu campione d'incassi in quel periodo assieme a "La vita è bella". 

Primo film del trio, è una viaggio on the road attraverso l'Italia per presenziare al matrimonio (a Gallipoli) di Giacomo con la figlia del padrone del negozio dove i tre amici lavorano (Aldo e Giovanni sono già sposati con le altre due figlie). Lo sposo in realtà non è che sia entusiasta, comprensibilmente visto che il suocero (un fantastico Carlo Croccolo) è un vero despota e cafone pure a distanza di km, figuriamoci ad averlo vicino (la sposa è Luciana Littizzetto che, in un breve cameo, ci fa comunque capire come la figliola sia più o meno come il padre. Da qui si può ben immaginare il destino del povero Giacomino!). 


 Il film si avvale di una sceneggiatura intelligente che non si limita appunto a infilare una sfilza di gag famose ma costruisce una vera storia con una buona caratterizzazione dei personaggi senza snaturare le personalità che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni : Aldo il meridionale espansivo e sgamato, Giovanni il milanese pignolo e precisetto, Giacomo l'intellettuale del gruppo; grazie all'incontro con al giovane Chiara e a ritardi nel viaggio i nostri troveranno il modo di avere la propria rivincita e forse di rivoluzionare la propria vita. 

Se l'avete visto inutile ripetere le varie scene e battute per cui viene ricordato; se non l'avete visto beh...quale migliore occasione per scoprirlo proprio in questi giorni?





giovedì 16 novembre 2023

L'ultima volta che siamo stati bambini, 2023


 Regia di Claudio Bisio, con Vincenzo Sebastiani (Italo), Alessio di Domenicantonio (Cosimo), Lorenzo Mcgovern (Riccardo), Carlotta De Leonardis (Wanda), Federico Cesari (Vittorio), Marianna Fontana (Suor Agnese), Antonello Fassari (nonno di Cosimo), Claudio Bisio (padre di Vittorio e Italo). 



Roma, 1944: Riccardo, Cosimo, Italo e Wanda sono quattro amici che trascorrono assieme le loro giornate giocando nelle strade devastate dalla guerra. Quando Riccardo, ebreo, viene portato via assieme alla sua famiglia, gli altri tre amici decidono di andare direttamente in Germania a salvarlo. Si incamminano così su un binario di un treno che     ; poco dopo sulle loro tracce si mettono Vittorio, giovane fascista fratello di Italo, e Suor Agnese, una suora del convento in cui Wanda viene cresciuta in quanto orfana....


Tratto dal romanzo omonimo (2021 ) di Fabio Bartolomei, una tenera storia di amicizia come spesso solo quella tra bambini sa essere: forte, sincera, disinteressata, unica. Con vari riferimenti (non credo del tuto casuali) a classici del cinema che trattano questo tema come "I Goonies" e "Stand by me ricordo di un'estate", Bisio racconta una doppia storia ambientata in un'Italia tragicamente allo sbando a causa della guerra e delle leggi razziali.

La storia principale è quella dei quattro protagonisti: quattro bambini di estrazione sociale diversa (un ebreo figlio di commercianti agiati, un'orfana, un popolano figlio di un oppositore mandato al confino e il figlio di un caporione fascista) sono uniti da un'amicizia più salda delle divisioni politiche  e sociali imperanti in quel momento; per loro tutto è un gioco e un'avventura, persino gli allarmi che annunciano l'imminente bombardamento o le leggi razziali che superano agevolmente (dato che Riccardo è ebreo) facendo un "patto di sputo", come nelle migliori alleanze. 


Nulla può dividerli, e difatti quando Riccardo e la sua famiglia vengono portati via dai nazisti durante il rastrellamento del ghetto, per i tre rimasti è del tutto naturale decidere di andare in Germania per liberarli. Equipaggiati di tutto punto (sopratutto Italo, che in virtù del background familiare esegue a puntino tutto quanto ha imparato durante le esercitazioni del sabato fascista), si incamminano sui binari ferroviari dei treni che portavano gli ebrei, in quella che loro non sanno essere la loro ultima avventura di bambini. 

Le scene che vedono protagonisti i quattro bravissimi e giovanissimi attori (Carlotta De Leonardis era già tra gli interpreti de "L'Arminuta") sono di una delicatezza e poetica difficili da riprodurre al giorno d'oggi; a loro si affiancano in un viaggio parallelo, con identica bravura dei loro interpreti, Vittorio (fratello di Italo ed eroe di guerra) e Suor Agnese, la suora dell'orfanotrofio a cui Vanda è più legata. Anche la loro storia è carina e delicata, e ammetto che il mio lato romantico purtroppo ben presente nonostante l'età e le batoste mi ha fatto sperare in quel finale qui solo accennato, ma che si può immaginare sia andato così. 

Ottima fotografia che riprende paesaggi molto belli. 







lunedì 28 agosto 2023

I peggiori giorni, 2023


 Regia di Massimiliano Bruni ed Edoardo Leo, con Anna Foglietta (Stefania Felici ), Edoardo Leo (Alessandro Felici ), Massimiliano Bruno (Luca Felici), Giuseppe Battiston (Tonio ), Fabrizio Bentivoglio (Stefano ), Rocco Papaleo (Vittorio ), Ricky Memphis (Vincenzo ), Claudia Pandolfi (Tiziana ), Giovanni Storti ( ), Neri Marcorè (Guido ), Anna Ferzetti (Flavia ), Sara Baccarini (Matilde). 


Film a episodi.

Natale: Durante la cena di Natale l'anziano e ricco Flaminio rivela ai tre figli Stefania, Alessandro e Luca di avere bisogno di un trapianto di rene e chiede a uno di loro di essere il donatore. I tre fratelli non sanno che fare...

Primo maggio: Stefano, imprenditore fallito e pieno di debiti, è solo nella sua fabbrica ormai in rovina e vorrebbe suicidarsi, quando irrompe il cugino d ex operaio Antonio che .- pistola alla mano- intende sequestrarlo se non gli ridarà gli stipendi arretrati....


Ferragosto: durante la grigliata di Ferragosto Guido e Flavia si recano dai loro vicini di spiaggia Vincenzo e Tiziana informandoli che, a una festa in spiaggia avvenuta la sera prima, i loro due figli hanno molestato la figlia della coppia. Inizialmente i genitori dei due accusati non ci credono, ma esistono delle foto compromettenti....


Halloween: dopo la morte della moglie, il vedovo Vittorio  trascorre le sue giornate guardando vecchi filmini familiari e ricordando quanto erano felici. Un giorno per aiutare la figlia Matilde, animatrice alle feste dei bambini, accetta di rispolverare dei vecchi trucchi di magia interpretando il mago alla festa di Halloween organizzata da un ricco signore per gli amici del figlio.....



Sulla scia del grande successo de "I migliori giorni" arriva anche questo "I peggiori giorni", tra l'altro con tempismo perfetto: il titolo infatti si riferisce al fatto che per molte persone i giorni considerati canonicamente delle festività sono tutt'altro che felici, e anxi a volte sono proprio i peggiori giorni dell'anno per svariati motivi: per chi si sente solo, per chi è davvero solo, per chi non ha un lavoro e non riesce a trovarlo, per chi ha perso qualcuno di caro, 



I vari personaggi degli episodi rappresentano tutti più o meno le varie categorie sopra nominate: abbiamo la famiglia che si riunisce forzosamente per Natale, l'imprenditore fallito che tenta il suicidio ma viene sequestrato da un operaio licenziato nel giorno della festa dei lavoratori, le due coppie che devono affrontare un pessimo Ferragosto per via dei loro figli, il vedovo che a una festa di Halloween reincontra dopo molti anni l'amico a cui aveva "rubato" la fidanzata...insomma tutte persone che per svariati motivi non sanno o non possono apprezzare le festività, che per loro rappresentano un momento di infelicità dove fare un bilancio - fallimentare- delle loro vite, senza però trovare una soluzione; forse solo i fratelli del primo episodio alla fine riescono a ritrovarsi, così come il padre e la figlia dell'episodio di Halloween, ma negli altri c'è ben poca speranza.


Certo come film non è nulla di particolare, ma gli attori sono bravi e in certi momenti si riesce anche a riflettere, ad esempio con l'episodio di Ferragosto grazie purtroppo anche ai recenti fatti di cronaca o quello del Primo Maggio, con una situazione che purtroppo è diventata la normalità in ambito lavorativo ed economico. Insomma tutto sommato il risultato è piacevole, per una serata estiva va più che bene. 





martedì 1 agosto 2023

Barbie, 2023


 Regia di Greta Gerwig, con Margot Robbie (Barbie), Ryan Gosling (Ken), America Ferrera (Gloria), Will Ferrel (Amminstratore delegato Mattel), Rhea Perlman (Ruth Handlee), Kate McKinnon (Barbie Stramba), Ariana Greenblat (Sasha)


Barbie vive circondata da sue simili a Barbieland, un mondo tutto rosa dove non si fa altro che sorridere, fare feste, andare in spiaggia, dove tutto è perfetto e gioioso, ma un giorno comincia ad avere pensieri di morte, le diventano i piedi piatti ecc. Recatasi da Barbie Stramba scopre che la causa di tutto ciò sono pensieri negativi che probabilmente ha la bambina che gioca con lei, quindi per riportare tutto come era prima Barbie parte per il mondo reale accompagnata da Ken....




Da amante di Barbie e bambole potevo non vedere questo film? Certo, gi da prima dell'uscita se ne è parlato talmente tanto che sono andata al cinema già conoscendo intere parti del film, ma pazienza: ormai è difetto della nostra società con cui si deve convivere. E d'altra parte non avevo grandi aspettative, visto che la regista è la stessa che rovinato "Piccole donne". 

Ho letto cose come "rivoluzionario", "geniale", "necessario alla nostra società per il suo significato politico", " il primo film che spiega il patriarcato"; ora, non voglio discutere i gusti e sentimenti personali, ma qualcuno mi spiega in cosa consiste tutta 'sta genialità, 'sta rivoluzione? Davvero prima di andare a vedere questo film nn sapevate cosa è il patriarcato?

Come dicevo, non avevo grandi aspettative, e difatti non sono stata smentita. La prima parte funziona molto bene, è accattivante e se segue con piacere, ma la seconda è molto noiosa rispetto alla prima, piena di spiegoni come neanche in Lady Oscar; sicuramente poi non è un film per bambini, almeno bambini piccoli, si può provare dagli otto anni in su. 

Barbie vive assieme ad amiche e fidanzati nel suo mondo tutto rosa e perfetto, ma quando qualcosa comincia ad andare storto e ad incrinare tutta questa perfezione verrà a conoscenza dell'esistenza del mndo reale, nel quale deve recarsi per capire i pensieri della bambina umana che gioca con lei; sia lei che Ken verranno a conoscenza della vita reale, con effetti opposti....

Ora, io voglio spendere due parole a riguardo: non è che 'sto povero Ken avesse tutti i torti eh...!

E' vero che il personaggio originale è stato creato apposta come appendice di Barbie, e quindi non bisogn pretendere troppo; però è anche vero che c'è la casa di Barbie, la macchina di Barbie, la piscina di Barbie, il cavallo di Barbie ecc. ma lui, quando la sera esce dalla festa di Barbie, non sa nemmeno dove andare....quindi sono i Ken che, a Barbieland, vivono in funzione delle amiche/fidanzate. 


Perchè i Ken non possono vivere e lavorare alla pari con le Barbie, e devono essere rappresentati come dei cretini mentre solo le Barbie sono intelligenti? 

Il film è infatti improntato al solito femminismo piagnone ma solo per quello che fa comodo: alla fine le Barbie vincono, viene riabilitata anche Barbie stramba, l'unica che rimane ai margini trattata da tutti come una pezza da piedi è Barbie incinta. Concetto ribadito anche nei titoli di coda quando viene mostrata Skipper Baby Sitter che piange con in braccio due bambolini. Quindi puoi essere ciò che vuoi: presidente, dottoressa, scrittrice, pilota di aerei, premio nobel, ma se decidi di essere madre sei una povera sfigata. 

Il punto forte del film sono gli attori, partendo dai due protagonisti Robbie e Gosling che rappresentano la vera incarnazione dei loro personaggi fino all'ex Ugly Betty America Ferrera (il personaggio migliore del film) e anche la bambina che interpreta la figlia. Belle le citazioni di altri film e canzoni, la colonna sonora (tra cui non poteva mancare la famosa Barbie girl" degli Acqua) e la riproduzione del mondo rosa e del guardaroba (escludendo la terribile pelliccia di Ken). 

Tutto sommato piacevole per il periodo estivo in cui non c'è molto altro da vedere. 






mercoledì 7 giugno 2023

La scuola, 1995


Regia di Daniele Lucchetti, con Silvio Orlando (Prof. Vivaldi), Anna Galiena (Prof Maiello ), Fabrizio Bentivoglio (Vicepreside Sperone), Roberto Nobile (Prof Mortillaro).


Giugno 1994, ultimo giorno di scuola in un istituto tecnico della periferia romana: gli insegnanti sono riuniti in palestra per gli scrutini, in quanto pochi giorni prima il tetto della biblioteca era crollato. 
Attraverso le parole dei prof scorre l'intero anno scolastico, mentre fuori gli alunni aspettano gli esiti finali...




Il tempo passa per tutti, anche per me anche se a volte non me ne accorgo (e altre invece, me ne accorgo anche troppo....); ho rivisto di recente questo film che avevo vist la prima volta alla sua uscita nel 1995, quando avevo 15 anni.
In questo casi l'effetto "Nostalgia canaglia" è sempre in agguato, e stavolta si è fatto sentire di brutto, in particolare perchè ora del mondo della scuola faccio parte dal cosidetto "lato opposto della barricata" e posso ben dire che non solo non è cambiato nulla, ma che le cose sono nettamente peggiorate; tra l'altro quella mostrata nel film è la realtà di una scuola di periferia nel 1995, oggi è diventata la realtà pressochè di parecchie scuole italiane anche in quartieri cosiddetti "normali...
Tornando al film, è uno spaccato perfettamente riuscito della scuola dell'epoca, con situazioni e personaggi talvolta macchietistici ma che comunque rappresentano tipi di personaggi realmente esistenti che si potevano trovare nell'ambiente scolastico ( e di nuovo sottolineo, si possono trovare anche oggi).

In una scuola dove è appena crollato il tetto della biblioteca seppellendo una prof, abbiamo il prof idealista dalla parte degli alunni, la prof alle prime armi timida e ansiosa, il prof menefreghista che non vede l'ora di finire per andarsene a casa, la prof carismatica ricercata da alunni e colleghi sul lavoro ma con grossi problemi familiari a casa,, quello severissimo che d brutti voti a rotta di collo  ecc ecc: tutti riuniti per l'ultimo giorno di scrutini, per decidere le sorti dei vari alunni. Vengono fuori differenze di carattere, ideologiche di una classe di lavoratori già allora vessata da pretese e poco valorizzata, come se la disillusione comunque riguardasse solo gli insegnanti e non fosse, invece , una caratteristica fissa arrivati a una certa età. 
Anche gli alunni sono nettamente delineati: c'è il bulletto, il secchione, le tre amiche del cuore che si muovono solo in gruppo anche per andare in bagno...studenti stanchi, già proiettati nelle vacanze ma nonostante tutto affezionati ai loro professori. 
Nel corso del film si intrecciano dinamiche di vario tipo fra i personaggi, temporalmente risalenti al resto dell'anno scolastico e in particolare alla gita a Verona di qualche mese prima; alcune si risolveranno, altre rimarranno in sospeso...fino a settembre, forse (come spesso avviene appunto nelle scuole).
A corollario di tutto la mitica frase (che io stessa ho fatto mia anche se preferisco non usarla tanto spesso): "La scuola è una guerra!".
Un film che in sostanza definirei dolceamaro, ma come ho detto subito la mia opinione in questo caso non è molto obiettiva.






mercoledì 24 maggio 2023

No grazie, il caffè mi rende nervoso, 1982


 REgia di Lodovico Gasparini, con Lello Arena (Michele), Massimo Troisi (sè stesso), Maddalena Crippa (Lisa)

A Napoli, l'organizzazione del Festival "Nuova Napoli" è turbata dai messaggi di un misterioso personaggio (che si firma "Funiculì Funiculà") che minaccia di uccidere chiunque vi partecipi.

Quando alcuni dei partecipanti vengono effettivamente ritrovati cadavere, i giornalisti Lisa e Michele decidono di indagare...




Insolito film nella filmografia di Massimo Troisi e un po' anche nel panorama del cinema italiano degli anni '80, a quanto ho capito rappresenterebbe la parodia del genere horror/Thriller in voga nel decennio precedente,

Nonostante a tratti abbia avuto personalmente la sensazione di una storia strampalata il film è godibile, lascia anche una certa suspence sull'identità del killer misterioso (o almeno, per me è stata una sorpresa), inoltre vedere in coppia due grandi artisti come Troisi e Lello Arena, oltretutto nei loro anni migliori, è un piacere a prescindere. A distanza di 41 anni poi posso dire che di fronte a certe cose capisco perfettamente la reazione del killer XD





giovedì 20 aprile 2023

Senti chi parla 2 (Look who's talking too), 1990


 Regia di Amy Heckerling, con John Travolta (James), Kirsty Alley (Molly), Lorne Sussman (mickey), Olympia Dukakis (Nonna Rosie),Elias Koteas (Stuart).


Due anni dopo il primo film: Molly e James sono sposati, e aspettano il secondo figlio. Nasce una bambina, Julie, che da subito si metterà in competizione con il fratello Mickey reclamando il proprio ruolo all'interno della famiglia in modo forte e chiaro....


Seguito del film del 1989, è uno dei rari casi di seguiti riusciti bene, se non meglio, del primo episodio. Come già annunciato nel breve spezzone finale del precedente film, a fare compagnia a Mickey arriva una sorellina, Julie: inizialmente entusiasta del suo ruolo di fratello maggiore, il bambino deve scontrarsi con una dura realtà....non solo le attenzioni dei grandi sembrano rivolgersi molto di più alla nuova arrivata, ma anche Julie è dotata di un caratterino bello tosto e da subito si metterà in competizione col fratello rifiutandone l'autorità e facendo a modo suo. 

Battibecchi familiari e problematiche fra bambini (ai due fratellini si aggiunge Eddie, amichetto di Mickey) sono la trama del film, semplice ma molto divertente, in Italia arricchito dai doppiatori: oltre al già presente Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro come voce di Julie (in inglese Roseanne Barr, e secondo me col cambio ci si guadagna in questo caso) e Lino Banfi per Eddie (in originale Eddie Murphy). 

Come si suol dire: Squadra che vince non si cambia!