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sabato 24 luglio 2021

Cartoni animati e letteratura

 Ecco un elenco (forse parziale) dei cartoni animati ispirati o tratti da romanzi o opere letterarie.



"Heidi" (1974 ), tratto dal romanzo di Johanna Spiry;

"Le avventure di Remì" (1976), tratto dal romanzo "Senza famiglia" di Hector Malot;

"Peline story" (1978 ), tratto dal romanzo "In famiglia" di Hector Malot;

"Le avventure di Huck e Jim" (1976 ), tratto dal romanzo "Le avventure di Huckleberry Finn" di Mark Twain

"Le avventure di Marco Polo"(1968), liberamente ispirato da "Il milione" di Marco Polo;

"La spada di King Arthur" (1979 ), ispirato al ciclo arturiano;

"Superbook- Storie della Bibbia" (1981 ), ispirato alla Bibbia;

"Anna dai capelli rossi" (1979 ), tratto dal romanzo omonimo di Lucy Maud Montgomery;

"Marco" (1976 ), tratto dal racconto "Dagli Appennini alle Ande" di Edmondo De Amicis;

"Bambino Pinocchio"(1976) e "Le avventure di Pinocchio" (1972 ), tratti dal romanzo di Carlo Collodi;

"Tom Story" (1980 ) tratto dal romanzo "Le avventure di Tom Sawyer" di Mark Twain;

"La piccola Nell" (1979 ) tratto dal romanzo  "La bottega dell'antiquario" di Charles Dickens;

"Il piccolo principe" (1981 ), ispirato al romanzo omonimo di Antoine De Saint Exupery;

"Piccole donne" (1981 ) e "Una per tutte, tutte per una" (1987 ) tratti dal romanzo "Piccole donne" di Louisa May Alcott;

"Il libro Cuore" (1981 ), tratto dall'omonimo romanzo di Edmondo De Amicis

"L'isola dei Robinson" (1981 ) tratto dall'omonimo romanzo di   Johann David Wyss;

"Laura" (1975 ) tratto dai primi romanzi della serie "La casa della prateria" di Laura Ingalls Wilder;

"Babar" (1989 ) tratto dall'omonimo romanzo per bambini di 

"Le avventure della dolce Katy" (1984 ), tratto da un  romanzo (inedito in Italia) della scrittrice finlandese Auni Nuolivaara;

"Rascal, il mio amico orsetto" (1977 ), tratto dal racconto "Un anno felice" di  Sterling North;

"Il cucciolo" (1983 ), tratto dal romanzo omonimo di Marjorie Kinnan Rawlings;

"Lovely Sara" (1985 ), tratto dal romanzo "La piccola principessa" di Frances H. Burnett;

"Il mago di Oz" (1986 ), ispirato ai primi due romanzi della serie di Frank Lyman Baum;

"Alice nel paese delle meraviglie" (1986 ), tratto dai romanzi di Lewis Carrol "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio";

"Don Chisciotte" (1980 ), tratto dal romanzo "Don Chisciotte della Mancia" di Miguel Cervantes;

"Sui monti con Annette" (1983 ), tratto dal romanzo "Tesori fra le neve" di Patricia Saint John;

"Il giro del mondo in 80 giorni" (1987 ), tratto dal romanzo omonimo di Jules Verne;

"Pollyanna" (1986 ), tratto dai romanzi "Pollyanna" e "Pollyanna cresce" di Eleonor H.Porter;

"Sherlock Holmes" (1981 ), liberamente ispirato ai romanzi di Arthur Conan Doyle;

"Il libro della jungla" (1990 ) tratto dai romanzi "Il libro della jungla" e "il secondo libro della jungla" di Rudyard Kipling;

"D'Artagnan e i moschettieri del re" (1988 ), tratto dal romanzo di Alexander Dumas;

"Il piccolo lord" (1989 ), tratto dal romanzo omonimo di Frances H.Burnett;

"Mary e il giardino segreto" (1991 ), tratto dal romanzo "Il giardino segreto" di Frances H. Burnett;

"Peter Pan" (1989 ) ispirato al romanzo "Peter Pan e Wendy" di James Matthew Barrie;

"Robin Hood" (1990 ), ispirato al romanzo omonimo di Alexander Dumas;

"D'artacan" (1983/1992 ), ispirato al romanzo "I tre moschettieri" di Aleander Dumas;

"I miserabili" (1992), ispirato al romanzo di Victor Hugo;

"Una classe di monelli per Jo" (1994 ), tratto dai romanzi "Piccoli uomini" e "I ragazzi di Jo" di Louisa May Alcott;

"Cantiamo insieme" (1995 ), tratto dal romanzo   "La famiglia Von Trapp" di          (da cui è stato tratto anche il film "Tutti insieme appassionatamente");

"Pippi Calzelunghe" (1998 ), ispirato al romanzo omonimo di Astrid Lindgren;

"Sandokan" (1994) e "Sandokan, la tigre della Malesia" (1998), ispirati ai romanzi di Emilio Salgari;

"Il corsaro nero" (1998), ispirato al romanzo di Emilio Salgari;

"Jolanda, la figlia del Corsaro Nero" (1999), ispirato ai romanzi di Emilio Salgari;

"Albert, il quinto moschettiere" (1993), liberamente ispirato ai personaggi creati da Alexander Dumas;

"L'ultimo dei Mohicani" (2004 ), liberamente ispirato al romanzo omonimo di James Fenimore Cooper;

"Spicchi di cielo tra baffi di fumo" (1995 ), tratto dal romanzo "I fratelli neri" di Lisa Tezner;

"Il cuore di Cosette" (2007), tratto dal romanzo "I miserabili" di Victor Hugo.









mercoledì 24 giugno 2020

L'incantevole Creamy (Mahō no tenshi Kurīmī Mami), 1983


Regia di Shichiro Kobayashi, con le voci italiane di: Donatella Fanfani (Yu/Creamy), Raffaele Farina (Toshio), Enrico Maggi (Midori), Lidia Costanzo e Graziella Porta (Posi e Nega), Sntonello Governale (Jingle Pentagramma), Lisa Mazzotti (Duenote), Antonio Paiola (Kidokoro), Gianfranco Gamba (Pino Pino). Serie tv in 52 episodi andata in onda per la prima volta in Italia nel 1985 su Canale 5, con la sigla cantata da Cristina D'Avena.

Yu è una vivace bambina giapponese che un giorno scorge nel cielo una magica arca di cristallo. Su di essa si trov a il folletto Pino Pino, che per ringraziare Yu di aver liberato i componenti dell'arca le dona un medaglione con il quale la bambina potrà tasformarsi in Creamy, una bella ragazza con la passione per il canto. Assieme ad esso lascia con Yu anche i due gattini Posi e Nega, per aiutarla con i suoi nuovi poteri....



Credo che nessuno della mia generazione possa dire di non conoscere questo celeberrimo cartone animato, il primo (almeno in Italia) della serie denominata "delle maghette",uno dei filoni di maggior successo dei cartoni animati degli anni '80.
La protagonista è Yu Morisawa, vivace bambina che vive con i genitori Candida e Filippo, venditori ambulanti di crepes; e infatti il nome che la bambina sceglie per il suo alter-ego magico, Creamy, è in realtà proprio il nome del furgoncino dei genitori. Come da trama i poteri magici gli vengono donati da Pino Pino, un folletto capo (almeno credo) del pianeta "Stella Piumata", come ringraziamento per aver liberato, avvistandola in cielo, una magica arca sulla quale viaggiavano gli abitanti del pianeta (ma non ricordo esattamente perchè erano bloccati); essi dureranno però solo un anno, dopodichè quando Yu vedrà di nuovo l'arca in cielo saprà che sarà l'ora di ritornare alla vita di sempre.
La bambina utilizzerà i nuovi poteri per trasformarsi nella bella 16enne Creamy, dando la scalata al successo come cantante e riuscendo a diventare una delle più famose cantanti giapponesi: ma gestire questa nuova doppia vita senza farsi scoprire da nessuno non sarà certo facile, complice il fatto che Toshio, il migliore amico di Yu per cui lei ha una cotta, diventa fan della cantante e si prende a sua volt una cotta per lei, non conoscendone la vera identità. Insomma, un po' un gioco delle maschere...

La trama è abbastanza semplice e divertente, i personaggi simpatici (anche la "cattiva" Duenote alla fine è un personaggio comico), è molto colorato: unica cosa negativa, le canzoni di Creamy che, nell'adattamento italiano, facevano proprio pena!). 
In Italia come sappiamo il cartone ebbe grandissimo successo, anche se in realtà di maghette ne era già apparsa qualcuna negli anni precedenti (Bia, la maga Sally, la maga Chappy): però rispetto alle altre questo cartone era più moderno e in linea con quegli anni, dato che abbiamo una ragazzina che desidera trovare una propria indipendenza e rincorrere il sogno di sfondare nel mondo della musica. E se non sbaglio infatti il cartone fu creato per sponsorizzare una giovane cantante giapponese che, nella versione originale, era appunto la voce di Creamy a cui prestò anche le canzoni che essa canta nella serie (e che, diciamolo, nell'adattamento italiano erano l'unica cosa negativa del cartone: facevano proprio pena!). 
Tantissimi i gadget legati al cartone: io avevo l'album di figurine, la maglietta e gli adesivi "brillanti" in regalo con lo Sprint, oltre ovviamente al disco con la sigla; ma ricordo anche il costume di Carnevale, la bacchetta di Creamy e lo specchietto. Non ho mai visto bambole o peluche dei gattini Posi e Nega qui in Italia ma suppongo che in Giappone ci fossero. 
A quanto pare il cartone sta venendo replicato in Tv in questi giorni, per chi volesse approfittarne...!



domenica 12 agosto 2018

Laura ( Sōgen no shōjo Rōra?), 1975



Serie animata ideata da  Mitszuo Etszaki e Seji Endo , composta da  26 episodi, trasmessa per la prima volta in Italia su Canale 5 nel 1982. Sigla cantata da Cristina D'Avena.




La famiglia Ingalls, formata dal papà Charles, la mamma Caroline e le tre figlie Mary, Laura e Carrie  arriva in Wisconsin dall'Europa, costruendo uan casa nel territorio degli indiani Osage. La vita nella prateria è dura ma al contempo piena di soddisfazioni e gioia, sopratutto per una bambina vivace come Laura (di fatto la protagonista del cartone)...





Nei primi anni '80 molti alcuni film e telefilm hanno avuto anche una trasposizione in cartone animato: questa, ovviamente, è la versione del celebre telefilm "La casa nella prateria", che attualmente viene replicato da alcuni canali del digitale, e proprio il fatto che mio padre se lo sta riguardando mi ha riportato alla memoria il cartone.
Ero davvero molto piccola quando lo vedevo (la sigla è una delle primissime di Cristina D'Avena), e su youtube sono riuscita a recuperarne solo un pochino, perciò non lo ricordo tutto molto bene. Ricordo però ad esempio che, dato che nello stesso periodo guardavo anche il telefilm assieme a mia mamma, mi domandavo come mai a parte la famiglia Ingalls, mancassero gli altri personaggi (ad esempio il reverendo o la famiglia Oleson); la risposta è data dal fatto che il cartone animato è ambientato nel periodo precedente a quello del telefilm, dato che è la trasposizione dei primi romanzi di Laura Ingalls Wilder, autrice della serie autobiografica "La casa nella prateria", dove appunto narra la storia della sua famiglia
La storia è piuttosto semplice, si narra la vita di una famiglia di pionieri nell' America dei primi anni dell'800: una vita dura piena di difficoltà ma anche di speranza, mediata dallo sguardo delle tre bambine della famiglia, l'assennata Mary, la vivace Laura e la piccola Carrie, che ovviamente in quell'ambiente immerso nella natura trovano ampio spazio per i loro giochi e le loro avventure.
I disegni sono molto elementari e tendenti al "quadrato", i colori semplici, visto che è un cartone indirizzato proprio ai bambini più piccoli.
Mi pare che l'abbiano fatto solo una volta, perlomeno non l'ho mai visto replicato. Peccato, perchè ai bimbi molto piccoli sicuramente piacerebbe.


sabato 7 aprile 2018

Devilman crybaby, 2018







Regia di Maasaky Yuasa, con le voci italiane di: Jacopo Calatroni (Akira Fudo),Dario Sansalone (Ryo Asuka), Ludovica De Caro (Miki Makimura), Marina Thovez (Silene), Beatrice Caggiula (Miko).



Akira Fudo è un ragazzo timido e sensibile che vive con la famiglia Makimura dato che i genitori, due medici, per lavoro girano il mondo. Akira è molto amico di Rio, un ricco e misterioso ragazzo che studia in USA e che un giorno, tornato in Giappone, informa il vecchio amico che una nuova razza di demoni ha invaso la terra con l'obiettivo di stabilirvi il proprio dominio. Credendo che l'unico modo di sconfiggerli sia incorporare i loro poteri, Ryo convince Akira a lasciarsi possedere da Amon, il più potente fra loro: il ragazzo si trasforma così in Devilman, creatura demoniaca ma con cuore umano...


A quasi 50 anni dal fumetto originale, Netflix ha realizzato questa serie di grande successo dedicata al famoso fumetto di Go Nagai di cui ho già parlato nella recensione del famoso cartone arrivato da noi negli anni '80.
A detta di tutti gli esperti di fumetti e animazione, una serie meravigliosa sotto ogni punto di vista, un vero e proprio capolavoro.
Partendo dal fatto che il manga lo conosco poco e non sono affatto un' epserta ma una semplice spettatrice....la mia opinione non è proprio così positiva, anzi.
Certamente è positivo il fatto che abbiano deciso finalmente di fare una serie fedele al manga, visto che il cartone animato non lo era molto, ma a mio avviso potevano pure farla meglio già che c'erano. 

E non discuto della storia, molto bella, ma proprio della parte tecnica; innanzitutto i disegni: sarà che non sono un'intenditrice e nemmeno un appassionata di manga, ma cosa volete che vi dica....questi disegni moderni per me sono bruttissimi! I personaggi troppo minimali e spesso sproporzionati, i demoni talmente ridicoli che alcuni mi hanno ricordato i disegni dei miei bambini all'asilo, colori sbiaditi, espressioni ridicole anche quando vorrebbero essere sofferenti o tragiche; ma per favore!
L'animazione a mio avviso è la vera nota dolente, ma non l'unica: ho trovato fastidioso anche il ritmo con cui vengono narrati i fatti, per alcuni episodi tutto piuttosto lento, poi negli ultimi tutto velocissimo, tralasciando alcuni personaggi più interessanti di altri e sopratutto il rapporto tra Akira e Miki, trattato in modo molto superficiale.
Non ho apprezzato nemmeno la colonna sonora ma non ho trovato che fosse un difetto, la versione della storia è modernizzata rispetto a quella del manga quindi ci sta che si sia dato spazio al rap giapponese (purtroppo per le mie orecchie).
Ultima cosa: ridicolo il fatto che nessuno si accorga della trasformazione di Akira quando praticamente è totalmente diverso da prima (e chi ha visto la serie sa a cosa mi riferisco). 
Alla fine non è nemmeno tutto 'sto orrore, ma sicuramente poteva essere fatto meglio, magari sviluppando la trama meno frettolosamente con qualche puntata in più...e sopratutto...i disegni.
A conti fatti di tutte le versioni che ho visto quella che ho preferito è sicuramente un cartone degli anni '90 o primi 2000, quella sì fedele alla trama ma anche bella da vedere ed emozionante.

martedì 23 gennaio 2018

Devilman ( (デビルマン Debiruman), 1972




Regia di Masayuky Akeih e Tomoharu Katsumata, serie animata in trasmessa in Italia per la prima volta nel 1983  da   . Sigla dei Cavalieri del re.


Devilman è un giovane demone che viene mandato sulla Terra per far trionfare il Male. Per mettere in atto il suo piano Devilman si incarna in Akira, un ragazzo a cui ha in precedenza ucciso il padre, e che essendo rimasto orfano viene affidato ai coniugi Makimura, amici del padre. Akira si trasferisce a casa loro, ed è costretto a riprendere la vita di un normale adolescente umano, scuola compresa. Così facendo però il giovane demone sente prendere il sopravvento della sua parte umana, sopratutto quando si innamora di Miki, la figlia dei Makimura....


Scoperto quando ero alle medie- quindi non negli anni '80- nonostante il genere non sia mai stato tra i miei preferiti è stato un vero e proprio colpo di fulmine questo cartone tratto da un famoso manga degli anni '70 di Go Nagai, e di cui di recente hanno realizzato su Netflix "Devilman crybaby",  una nuova versione più fedele al fumetto, visto che questa versione già di base stravolge notevolmente la storia originale.
Del resto, a parte la figura del ragazzo in moto (che su di me ha sempre avuto un notevole fascino, lo ammetto), anche la trama del cartone sembra fatta apposta per strizzare un occhio al pubblico femminile, con la storia del demone dal lato umano che si innamora di una ragazza e per amore finisce per tradire la sua specie e mettersi dalla parte degli umani: un tipo di storia che oggi va molto di moda, ad esempio.
Non conosco il manga di persona ma so che il cartone è una versione molto leggera ed edulcorata della storia, sopratutto nel finale (che da noi è uno dei tanti non-finali presenti nei cartoni, nel senso che ad un certo punto si interrompe e stop); questo nonostante l'abbondanza di cruente scene da combattimento, cosa molto comune per i cartoni di quegli anni appartenenti al genere ( e a cui tutti siamo sopravvissuti).
La storia è abbastanza semplice, e si adegua ai canoni dei cartoni dell'epoca: Devilman (disegnato tipo robottone orrido tutto blu) è un giovane demone che viene ingaggiato da Satana assieme a tutti i demoni per conquistare la Terra; ovviamente dovrà inserirsi nel mondo degli umani portando discordia e odio in modo da renderli più deboli. Per farlo, si impossessa del corpo di un ragazzo di nome Akira, ed entrerà a far parte del mondo dello stesso: famiglia, scuola, amici ecc. Solo che stando a contatto degli umani comincia ad apprezzarli e ad esserne influenzato: è vero, hanno tante debolezze, ma sono anche capaci di sentimenti come amore e amicizia, e talvolta anche di atti di coraggio. Sentimenti che- man mano prevale la sua parte umana- anche lui comincia a provare, sopratutto l'amore per Miki, che inizia come un'amicizia "litigarella" e poi si trasforma man mano (anche se talvolta la ragazza appare insopportabile....). Come andrà a finire è facilmente intuibile, anche se come dicevo prima un vero finale non c'è. 
A un certo punto non manca nemmeno l'elemento comico, impersonato da Lala, una giovane demone invaghita di Devilman, che prendendo sembianze umane per ricondurlo all'ovile infernale, si metterà in competizione con Miki, per poi inevitabilmente passare anche lei dalla parte degli umani. 
Il cartone in Italia ha avuto vita travagliata: se dapprima era odiato dai fan del manga per la poca attinenza- anche grafica- con l'originale, poi è stato odiato da varie associazioni dei genitori che hanno per anni bloccato la sua messa in onda, per via delle scene di violenza. Recentemente è uscito in DVD (io subito ho fatto la raccolta).
Che dire, io l'ho adorato! E la sigla dei Cavalieri del Re mi fa emozionare ancora oggi, che sono una "vecchiona" di 38 anni....





martedì 1 novembre 2016

C'era una volta...Pollon ( Ochamegami monogatari korokoro Poron),1982



Serie animata in 46 episodi, trasmessa per la prima volta in Italia nel 1984 da Canale 5, con la sigla "Pollon, Pollon combinaguai" cantata da Cristina D'Avena.

 Pollon, unica figlia del dio Apollo, vive con il padre e le altre divinità sull'Olimpo ed è una bambina vivace e curiosa che ama passeggiare per la Terra incontrando gli umani assieme al suo migliore amico Eros, dio dell'Amore. Simpatica e gentile, il sogno di Pollon è quello di diventare una dea brava come tutte le sue zie dell'Olimpo, per questo nonno Zeus le ha regalato un magico salvadanaio a forma di trono: per ogni buona azione che Pollon compierà in favore degli altri lui le regalerà una moneta....




Uno dei mie cartoni preferiti di sempre ha avuto sicuramente il merito di introdurre la mia generazione alla conoscenza della mitologia greca, seppure in modo inusuale- e anticipando di qualche anno "I cavalieri dello zodiaco", che trattava il tema in maniera "seria"; molti infatti (lo so per certo) si sono sentiti incuriositi dalle storie raccontate in questo cartone e, qualche anno dopo, hanno voluto approfondirle anche nei casi in cui non l'avevano studiata a scuola. Certo, c'è ancora chi crede che Icaro si sia salvato o che Apollo avesse davvero una figlia sola, ma tutto sommato mi pare siano solo "effetti collaterali" trascurabili, visto
Nonostante la trama abbastanza lineare caratterizzata da una serie di episodi riguardanti ognuno un mito, un filo conduttore c'è, e divide il cartone in tre periodi: nel primo, Pollon è una semplice bambina che, animata dalle buone intenzioni e dal desiderio di aiutare gli altri, combina un sacco di guai ai quali spesso deve porre riparo nonno Zeus; il secondo inizia quando il nonno, vedendo il forte desiderio della nipote, le regala un magico salvadanaio a forma di trono degli dei: ogni volta che Pollon compirà una buona azione il nonno le regalerà una speciale moneta che lo farà crescere e quando la bambina riuscirà a sedersi su di esso, diventerà una vera Dea. Quindi Pollon è invogliata a maturare e cercare di risolvere i problemi con meno pasticci. Il terzo inizia quando Pollon prende coscienza che una vera Dea deve aiutare gli altri per il piacere di dare gioia e pace all'umanità e non solo per raggiungere uno scopo. Alla fine la nostra piccola amica diventerà la Dea della Speranza, sostituendo la "Dea delle Dee" che tanto l'aveva aiutata nelle sue avventure.
I personaggi sono caratterizzati da una grafica che mantiene le caratteristiche delle rispettive divinità (Apollo il bello, Afrodite vanitosa sempre allo specchio, Atena con l'elmo ecc) ma con personalità totalmente opposte al mito e al compito stesso che essi rappresentano: ad esempio Eros, il dio dell'amore, un bambino bruttissimo e rifiutato dalla sua stessa madre AFrodite (che in pubblico pretende di essere chiamata zia), Apollo pigro e distratto, che spesso si dimentica di far sorgere il sole all'laba provocando manifestazioni di protesta dei greci sotto l'Olimpo, Poseidone un gigante atletico che ha paura dell'acqua perchè non sa nuotare....insomma una divina armata Brancaleone non certo meglio dei terrestri.
Un cartone divertentissimo, la cui sigla fu scritta da Piero Cassano dei Matia Bazar (particolare di cui non ero a conoscenza fino a poco tempo fa); per me una pietra miliare che non mi stanco mai di rivedere!












venerdì 5 agosto 2016

Top Ten- I dieci cartoni animati preferiti


Dato che ogni tanto parlo anche di cartoni animati, oggi vi mostro la mia personale top ten a riguardo!

1- I cavalieri dello zodiaco




2-Il tulipano nero




3- Lovely Sara




4-Il mistero della pietra azzurra






5- Una per tutte, tutte per una




6- D'artagnan e i moschettieri del re





7- Alice nel paese delle meraviglie




8-Il giro del mondo in ottanta giorni




9- L'incantevole Creamy




10- Lady Oscar





....e si, ce ne sono anche altri; ma come sempre ho dovuto limitarmi (con grande sforzo).

domenica 8 maggio 2016

The Beatles cartoon, 1965




Prodotto da Al Broadax e Sylban Buck ; serie animata in 39 episodi trasmessa per la prima volta nel 1965, con sigla di apertura "Help!" e sigla di chiusura "A hard day's night".




John, Paul, George e Ringo sono quattro amici di Liverpool appassionati di musica che sono riusciti a mettere insieme un gruppo ottenendo successo in tutto il mondo, i Beatles. La fama non ha cambiato i quattro ragazzi a cui piace girare per il mondo e stringere amicizie,ma purtroppo devono sempre fare i conti con l'entusiasmo dei fan che li inseguono dappertutto....



Trasmessi per l'ultima volta in Italia da Telemontecarlo nel 1994, sono una vera e propria chicca e chi all'epoca riuscì a registrarne alcune puntate (come la sottoscritta) è bene se le tenga strette, perchè non esistono nemmeno in DVD (solo in inglese)!
All'epoca, già Beatlesiana, non sapevo affatto che esistesse un cartone sui Fabs  e mi alzavo alle sette di mattina per registrarlo; è stata sicuramente una piacevolissima sorpresa!
Il cartone è semplice  e simpatico, i quattro di Liverpool sono protagonisti quasi assoluti, con altri personaggi sempre diversi in ogni episodio a seconda delle storie. I nostri si trovano ad affrontare varie avventure, con unica costante il problema del dover continuamente sfuggire agli assalti della fans appostate dappertutto, cosa che spesso riescono a fare con travestimenti di ogni genere tipo bebè nella culla o Babbi Natale. Completano ogni episodio (ognuno intitolato come una canzone) dei piccoli sketch e due canzoni dei Beatles versione karaoke.
I caratteri dei personaggi ricalcano a grandi linee i caratteri dei rispettivi Beatles: John è il capo, filosofo, genio e un po' pigro, Paul è il giocherellone fantasioso, George il riflessivo e calmo e Ringo il simpaticone sventato.
Imperdibile per ogni vero beatlesiano...e anche un ottimo modo per far conoscere i Fab ai più piccoli, no? :)


P.S: nonostante abbiano accettato di pubblicizzare il cartone, ai Beatles la serie inizialmente non piaceva; la apprezzarono solo nel corso degli anni. Non diedero nemmeno le voci ai loro personaggi nel cartone.





venerdì 25 marzo 2016

Lady Oscar ((ベルサイユのばら Berusaiyu no bara), 1982




 Regia di Osamu Dezaki e Tadao Nahgham , serie animata di 40 episodi trasmessa per la prima volta in Italia nel 1982. Sigla cantata da "I Cavalieri del Re". Nel 1990 cambia titolo in "Una spada per Lady Oscar", con sigla cantata da Cristina D'Avena.


Francia, 1770 circa: Oscar François de Jarjayes, figlia del conte De Jarjayes , sin dalla culla è stata educata come un ragazzo  in quanto il padre, dopo altre femmine desiderava tantissimo un figlio maschio che continuasse la stirpe; all'arrivo dell'ennesima femmina decise di allevarla comunque come una maschio, indirizzandola verso la carriera militare con notevole successo: a soli 14 anni Oscar è comandante della Guardia Nazionale ed il suo primo incarico è quello di scortare a Versailles la coetanea Maria Antonietta D'Austria che giunge in Francia per sposare l'erede al trono Luigi Augusto, nipote di Luigi XV.
Da quel momento il rapporto tra le due donne, entrambe destinate a una vita  grande e terribile assieme(seppure in modo diverso), sarà improntato alla stima e amicizia reciproca...



Tratto dal manga "La rosa di Versailles" di Ryoko Ikeda, è sicuramente uno dei cartoni animati più noti e amati in Italia, di quelli che hanno fatto la storia del suo genere. Non credo ci sia nessuno, dalla mia generazione in poi, che non l'abbia visto almeno una volta? Chi non ha imparato attraverso di esso le basi della storia della Rivoluzione Francese, o (in caso l'avesse già studiata) messo a confronto le proprie conoscenze con quanto descritto nel cartone?
La storia è talmente nota da non aver bisogno di essere riassunta e spiegata, e di certo si è detto di tutto e di più sulle sue possibili interpretazioni; e chiaramente non c'è bisogno di dire che gran parte di tali interpretazioni si basano molto sull'elemeno sessuale, nel cartone molto marcato e anche molto censurato (in Italia, all'estero non so).
La modifica più grossa fu fatta sull'assunto di base iniziale: nel manga nessuno, a parte i familiari, sa che Oscar è una donna: e quindi le dame alla corte la guardano con desiderio, e persino Maria Antonietta ha un'iniziale cottarella per lei. Nell'edizione nostrana, cambiarono tutto facendo che tutti sanno la strana storia di Oscar, e quindi i sospiri delle dame di corte sono di ammirazione, idem la simpatia di Maria Antonietta. Riesce quindi incredibile per il pubblico italiano credere che nella Francia del Re Sole il capitano delle guardie reali fosse una ragazzina di 14 anni...ci sono altri dettagli cambiati dalla censura, come nel caso dell'"intrigo della collana", ma il pubblico italiano, che non può notare tutto ciò non avendo visto l'originale, rimase conquistato (giustamente) da una storia affascinante, con personaggi indimenticabili ottimamente tratteggiati e sviluppati in un'arco temporale di una ventina d'anni circa, anche se devo ammettere che i miei preferiti non sono mai stati Oscar e Andrè (ma caxxarola, ma Oscar non poteva accorgersi prima di essere innamorata di Andrè?No, se ne accorge nel momento in cui muore.....), ma Maria Antonietta ( da giovane principessa vanesia e felice a regina triste, incolpata anche di ciò che non era vero, fino alla sua dignitosa morte), la cattiva Jean Balò (una dei migliori cattivi dei cartoni animati) e sua sorella Rosalie, la terribile Du Barry (altra cattiva di spessore) e Alain, l'amico di Oscar e Andrè.
Tante storie e tanti personaggi , alcuni veri e altri no, che si intrecciano in una rincorsa verso il disastro in un turbinìo di sentimenti, passioni e intrighi, che rendono questo cartone amatissimo ancora oggi, a più di trent'anni dal suo debutto.
Come spesso succede, per molti anni il cartone fu un completo insuccesso nel paese natale, il Giappone, mentre in Italia riscosse un successo enorme: addirittura la bellissima sigla cantata dai Cavalieri del Re raggiunse i primi posti della hit parade (cosa insolita per la sigla di un cartone animato), e nacquero vari libri e album dedicati a Oscar. C'era anche una bambolina, oggi pezzo rarissimo e quasi introvabile.



sabato 20 febbraio 2016

Daria, 1997




Serie tv animata composta da 65 episodi, creata da Glenn Elchler e Susie Lewis Lynn, trasmessa in Italia su MTV dal 1997 al 2002.


Daria Mongendorferr è una sedicenne americana altamente intelligente e molto matura per la sua età, cinica, misantropa e anticonformista. Vive con i genitori Jake ed Helen e con la sorella minore Quinn, che contrariamente a lei ha, come unico interesse di vita, il "Club della moda" di cui è vicepresidentessa a scuola.
Daria ha una sola amica, Jane, aspirante pittrice proveniente da una famiglia di frichettoni new age con lo stesso carattere della protagonista; nè la famiglia nè la scuola riescono a evitare che le due protagoniste si sentano piuttosto sole e finiscano nell'elenco dei cosiddetti alternativi, anche se spesso volontariamente...




Debuttava nel 1997 su MTV questo spin off di "Beavis and Butthead", allora cartone di punta del canale  che io non ho mai sopportato, mentre sin da subito mi sono appassionata alla strampalata Daria...forse perchè quasi identica alla me dell'epoca, anche fisicamente (anche se io avevo almeno 30 kg di più, come sempre....!).

Daria è un'adolescente atipica: altamente intelligente, precocemente matura e cinica osserva il mondo attorno a lei con occhi cinico e disincantato, prendendo atto di essere circondata da casi umani: la madre donna in carriera, il padre che soffre di complesso di inferiorità nei confronti della moglie, la sorella vanesia che si vergogna di lei e addirittura a scuola dice di essere una sua lontana parente adottata per carità,professori frustrati e frustranti, compagni di scuola che vanno dalla cheerleader e dall'atleta beoti (e che fanno pure coppia) ai due studenti afro intelligenti e per questo più in sintonia con la protagonista, all'amica alternativa con fratello alternativo (ma in realtà si capisce nullafacente), e tutta una serie di personaggi che fungono da critica alla società americana. La stessa Daria fa parte del sistema, in quanto più volte si percepisce in lei la consapevolezza della sua diversità e il disagio che ne deriva, e il fatto che in realtà la protagonista sogni (senza nemmeno rendersene conto) la "normalità"e l'essere accettata e apprezzata dagli altri. Non per nulla l'ultima puntata è in realtà un film animato, intitolato "E' già ora di andare al college?", in cui si racconta addirittura di un ragazzo che si innamora di Daria, la quale- come si evince dal titolo- si prepara a lasciare i tristi anni del liceo sperando in qualcosa di meglio al college.
La protagonista comunque nel corso delle puntate si ammorbidirà un poco nei confronti degli altri, e persino Quinn  maturerà un attimino avvicinandosi un po' alla sorella.Lo stesso avverrà per altri personaggi, quindi alla fine non  tutto il male viene per nuocere.
Come altri cartoni americani moderni, anche questo è pieno di riferimenti alla cultura pop e al mondo del cinema e della musica, il che rende ancora più interessante la visione, anche se con Daria solitamente si ride, ma un po' amaro.







lunedì 14 settembre 2015

La principessa Sofia (Sofia The First),2013





Serie animata in 46 episodi, trasmessa in Italia su RAi 2, con la sigla "Arriva Sofia" cantata da 



Sofia, figlia della regina Miranda e del re Roland, è una bambina simpatica e vivace, meno snob e perfettina  della sorella Amber con la quale studia alla scuola per principesse e bambine nobili, che ha per insegnanti le tre fatine della "Bella Addormentata nel bosco". Diventare principessa non è facile e, tra avventure di vario genere (compresi complotti per rovesciare il regno, orditi in particolare dalla malvagia Signorina Ortica) Sofia avrà bisogno della guida delle sue più famose colleghe Disney: Biancaneve, Aurora, Ariel, Jasmine ecc.....



Per ragioni lavorative, mi tengo abbastanza aggiornata (o meglio, mi tengono aggiornata i bambini) sui cartoni dei bambini di oggi; qualche mese fa ho scoperto questo "Principessa Sofia", realizzato in seguito al successo di un film Disney del 2012 "Sofia-C'era una volta una principessa"
Diciamo subito che, inevitabilmente, è più un cartone "Da bambine", che però piace anche a molti maschietti; disegni scintillanti e zuccherosi, colori pastello, trama semplice con pochi personaggi fissi e vari personaggi che si presentano di puntata in puntata, e i soliti animali parlanti amici dei protagonisti (in questo caso un coniglio, un pony e due uccellini, se non ricordo male) sono gli ingredienti principali delle puntate, in cui vengo trattati i soliti temi dell'amicizia, della gentilezza, della bontà ecc ecc in maniera comunque simpatica: dal punto di vista di Sofia, anche avere una splendida stanza e una carrozza trainata da cavalli volanti non basta a fare una principessa, che è una cosa molto più complicata....
Il cartone ha tantissimi rimandi ai personaggi storici della Disney: oltre alle "principesse guida", troviamo l'aiutante della signorina Ortica che assomiglia al fiore di "Alice nel paese delle meraviglie" e la zia Tilly che ricorda molto Mary Poppins.
Un cartone simpatico e senza troppe pretese, molto godibile e che ricorda vagamente quello (graficamente peggiore) di LAdy Lovely. Ovvio che  il mercato sia poi stato invaso da bambole, giochi, oggettistica per la scuola e libri a tema "Principessa Sofia"...però devo dire che le bambole di Amber e Sofia sono troppo carine, me le comprerei pure io!!!!



venerdì 4 settembre 2015

Quando c'era Marnie (Omoide no Marnie), 2014



Regia di Hiromasha Yonebayashi, con le voci di: Sara Labidi (Anna), Benedetta Gravina (Marnie),Agnese Marteddu (Sayaka).Sergio Lucchetti (zio di Anna), Daniela Debolini (zia di Anna),Antonella Giannini (Hisako).




La dodicenne Anna, introversa aspirante pittrice, viene mandata dalla madre adottiva in vacanza dagli zii in campagna per curare l'asma da cui è afflitta.
Girovagando per il paese, scopre una bellissima e antica villa decaduta nei pressi di un acquitrino, in cui vive Marnie, ragazzina solitaria come Anna e apparentemente ignorata dagli adulti che la circondano. Le due ragazzine fanno amicizia....



Basato sul romanzo omonimo (1967 ) di Joan Gale Robinson, è il cartone che segna la chiusura- per ora solo temporanea- dello studio Ghibli.
E' una storia bellissima, poetica e intensa,trasportata in Giappone dall'originale Inghilterra (per questo alcuni nomi, situazioni e costumi suonano un po' fuori luogo), che racconta il forte legame di amicizia tra due solitarie ragazzine: una, Anna, reale e con una vita già difficile a soli dodici anni, dato che essendo rimasta orfana piccolissima è stata adottata, ma che ha un rapporto difficile con la madre adottiva, dato che con la donna è un continuo fraintendimento (e il vero perchè lo scopriremo seguendo la storia); l'altra è Marnie, bionda e misteriosa abitante di un'altrettanto misteriosa vecchia villa che si trova nel paese degli zii dove Anna viene mandata in vacanza, che compare solo all'imbrunire, veste con abiti di un'altra epoca e non può lasciare i dintorni dell'acquitrino in cui sorge la villa.
Tra le due è subito affetto e amicizia reciproca, per la prima volta Anna si trova bene con qualcuno della sia età che l'accetta per quello che è, senza voler cambiare il suo carattere (da tutti ritenuto antipatico e presuntuoso)e dandole a modo suo affetto e sicurezza, spontaneamente e pienamente ricambiate. Dal canto suo Marnie, che è sempre sola, trova per la prima volta un'amica con cui condividere il proprio tempo, intervallato dalle feste che i suoi genitori danno le rare volte che vengono a trovarla; tra anna e Marnie non ci sono troppe spiegazioni e troppe domande, perchè entrambe si accettano così come sono, entrambe sono consapevoli della natura della loro amicizia e della sua precarietà, 
La storia subisce una svolta quando Anna incontra Sayaka, vivace e occhialuta bambina che assieme alla sua famiglia va ad abitare nella vecchia villa che viene ristrutturata; anche qui è Marnie che le unisce, in quanto Sayaka trova il diario di Marnie e si appassiona alla sua lettura, condividendola con Anna (pur senza incontrare Marnie di persona); qui la storia accellera gradatamente e sarà solo con l'intervento della signora Hisako, personaggio centrale ma discreto conosciuto da Anna perchè hanno in comune la passione per la pittura, che la misteriosa storia di Marnie verrà finalmente dipanata chiarendone il senso.

In Anna ho rivisto me stessa quando avevo la sua età (taglia a parte...): stesso carattere, stessa passione che fa compagnia e soddisfa in parte i bisogni affettivi (solo che io avevo la passione per la lettura....), stesse difficoltà con le persone e pregiudizi da parte di queste verso una persona con un carattere non perfettamente allineato....sì, devo dire che proprio per questo mi sono molto affezionata a lei. Che oltretutto ha avuto la fortuna di avere come figure di riferimento degli adulti positivi che sanno aiutarla, a differenza di quanto capitato a me. Anna, a causa del fatto di essere rimasta orfana, cova un forte senso di colpa misto ad abbandono che per fortuna verrà gradatamente sanato.
Oltre a tutto ciò, anche io sono molto attratta dalle vecchie case ed edifici in disuso: anche se ormai l'età suggerisce più prudenza che altro e quindi non mi avvicino più di tanto a guardarli, all'età di Anna uno dei miei sogni era sicuramente trovare una casa così e vivere un'avventura di questo tipo. Mi hanno sempre ispirato le vecchie case, sono convinta che contengano storie lontane nel tempo ma magari ancora vicine a noi, magari storie belle e speciali nella loro semplicità della vita di tutti i giorni...e magari, perchè no, qualche fantasma interessante come Marnie.
Graficamente curato tanto da sembrare in molte scene (sopratutto nelle gite in barca al chiaro di luna di Anna e Marnie) un dipinto, il film è una gioia per gli occhi, per il cuore e l'animo, nel finale lascia un senso di ottimismo e speranza che al giorno d'oggi non è certo poca cosa.
Insomma, giustamente considerato una perla, vale tutti i suoi 10,40 euro.




sabato 24 gennaio 2015

I cavalieri dello zodiaco: Asgard (Saint Seya: Asgard)





Dopo la fine della battaglia al Grande Tempio, Pegasus e soci si prendono un  meritato periodo di riposo di cui approfittano per far forgiare ai Cavalieri D'Oro rimasti delle nuove armature. Durante la loro assenza Lady Isabel viene attaccata nel giardino di casa da Mizar, un Cavaliere di Asgard, città del Nord governata dalla regina Ilda di Polaris. il quale annuncia alla giovane che la loro regina intende dare battaglia per conquistare il mondo e il diritto a terre più calde. Ovviamente tutto ciò metterebbe in serio pericolo la pace e Lady Isabel, accompagnata dai Cavalieri, decide di recarsi ad Asgard per verificare di persona la situazione. Grazie all'aiuto di Flare, sorella di Ilda, capisce che la regina è soggiogata da un maleficio derivato da un misterioso anello dal quale non si separa mai, e per questo non solo ha dichiarato guerra ma ha anche smesso di pregare il Dio Odino perchè mantenga alti i ghiacci, che infatti si stanno sciogliendo rapidamente mettendo in ancor più grave pericolo la già precaria situazione dell'umanità. Isabel si offre così di pregare lei stessa, mentre i Cavalieri- tramite il Maestro dei Cinque Picchi- scoprono che per rompere il maleficio dovranno impossessarsi dei sette zaffiri incastonati nelle cinture di ognuno dei sette Cavalieri di Asgard: Thor, Luxor, Artax, Mime, Mizar, Megres e Orion. Per farlo hanno solo sette ore di tempo.....



In realtà il consueto post mensile sul cartone animato doveva riguardare altro soggetto; ma come molti di voi sapranno, si è verificato un fatto molto grave: lo stupro di una delle serie animate più belle della storia del cartone animato a opera di   , regista del film da poco uscito nella sale "  ".
Da amantissima dei VERI  Cavalieri - e non di questa innominabile schifezza trash!!!- ho deciso quindi di controbattere a cotanto oltraggio con il secondo post dedicato alla seconda serie, la saga dei Cavalieri del Nord.,;
Questa serie in realtà è stata realizzata appositamente per il passaggio tv, nel manga non esiste; come da trama, la storia si rifà ai miti della mitologia nordica e ogni cavaliere è rappresentato da una stella della costellazione dell'Orsa Maggiore.
All'epoca (primi anni '90) la serie era la mia preferita per via del mezzo inciucio mostrato tra Crystal (il mio cavaliere preferito) e Flare, ma riguardandola ad anni di distanza ho trovato molti elementi che confermano questa preferenza, nonostante la prima serie sia la migliore in assoluto: ad esempio ho notato che in ben tre casi narra storie di difficili rapporti familiari e soprattutto drammatici e sofferti rapporti genitori-figli: molto toccante la vicenda di Mime e del padre adottivo Folken, altrettanto particolare quella d Mizar e del gemello segreto Alcor o la vicenda del padre di Megres, ma abbiamo anche le due sorelle Hilda e Flare, divise dal maleficio che ha soggiogato la prima.
Si nota come i Cavalieri di Asgard vengano investiti delle loro armature solo quando la loro terra è in pericolo e soprattutto come solo alcuni abbiano ricevuto un addestramento per diventare cavalieri, mentre altri lo ricevono per vi ereditaria; ciò non diminuisce il loro valore e la loro preparazione.

Certo, alcuni appunti sono da fare: perché le nuove armature sono così brutte? Perché Lady Isabel va ad Asgard col vestito sbracciato? Lo capivamo comunque che il clima è gelido, almeno uno scialletto poveraccia!E i Cavalieri appaiono notevolmente dimagriti: colpa dei km di scale al Grande Tempio?L'utilità di Kiki e Castalia, stavolta?
Per non parlare delle ripetizioni: Sirio deve combattere accecandosi (ma poveraccio, che sfiga!), Andromeda viene puntualmente tirato fuori dalla peste dal fratello, Pegasus è sempre più il cocco di Atena che immancabilmente affronta la battaglia finale e vince...direi che stavolta qualcosina potevano modificarlo!
Una serie degna di nota, che non fa certo rimpiangere la prima (l contrario dell'orrido film, l'ho capito solo dal manifesto!).




lunedì 15 dicembre 2014

La principessa Sissi (Princess Sissi),1997



Serie animata in 52 episodi, trasmessa per la prima volta in Italia nel 1997 da Rai Due.



La principessa Sissi vive nel paesino di Possi assieme ai familiari; i genitori pur essendo nobili hanno deciso di vivere lontani dalla corte perchè preferiscono l'ambiente più libero e sereno della provincia.
Durante una vacanza Sissi incontra il principe Franz, erede al trono dell'impero austroungarico; i due giovani si innamorano ma la loro unione non viene vista di buon occhio dall'imperatrice Sofia, madre di Franz, che con l'aiuto di Elena, altra principessa che ha messo gli occhi sull'erede al trono, cerca sempre di mettere Sissi in cattiva luce e separare i due innamorati.....



Altro cartone animato che ricordo perchè tra i preferiti di mia sorella da bambina (per una Santa Lucia le arrivò anche una bella Sissi in carrozza!), ovviamente ispirato alla leggenda ('chè la vita reale fu nettamente diversa...) della bella Imperatrice che tanto ha fatto sognare il popolo nel corso dei secoli, così come la serie di film ancora oggi tanto amati dal pubblico e interpretati da Romy Schneider e Karl Heinz Bohm.

A dire la verità la trama del cartone è molto più vicina proprio ai film che a tutto il resto, anche se con vari cambiamenti, tra cui il più importante riguarda il personaggio di Elena, non più la buona sorella di Sissi inizialmente scelta dall'imperatrice Sofia per sposare il figlio, ma ora nemica (non imparentata) della stessa, anche se la sua cattiveria è più comica che altro.
Le puntate vertono proprio sull'immancabile dispetto o intrigo di Elena per "riprendersi" Franz e screditare Sissi, e che invece sortisce proprio l'effetto opposto, oltre a gettare ridicolo sulla stessa Elena.
Il resto dei personaggi sono già conosciuti a chi ha visto i film: oltre a Franz, Sissi ed Elena ci sono Max e Ludovica, i genitori di Sissi, simpatici e anticonformisti nobili (il padre poi se non sbaglio è il sindaco del paesino); Carl, il fratello di Franz, amico dei due innamorati anche se segretamente innamorato di Sissi; Korad, Kail e Tina , i fratelli minori  di Sissi; Tommy, un bambino amico dei gemelli; il conte Arkas, il cattivo "cattivo" della situazione, che mira a spodestare il duca Max come capo di Possi.
Non esaltante (nemmeno come grafica, i personaggi sono abbastanza bruttaroli e spigolosi!) ma abbastanza carino; da notare che la Bambola Sissi era molto più bella del personaggio del cartone....






domenica 16 novembre 2014

E' un po' magia per Terry e Maggie (Mirakuru☆Gāruzu),1993


Serie animata in 51 episodi, trasmessa in Italia per la prima volta nel 1996.
Sigla cantata da Cristina D'Avena.



Terry e Maggie sono due gemelle adolescenti come tante: vanno a scuola, hanno degli hobby, degli amici e sono anche fidanzate, rispettivamente con Calvert e Nelson.
Hanno però una particolarità: fin da piccolissime prendendosi per mano sono in grado di effettuare il teletrasporto, arrivando in pochi secondi in qualsiasi luogo desiderino....



Qualche tempo fa girovagando su youtube ho trovato alcuni spezzoni di questo cartone animato degli anni '90, che ricordavo bene in quanto uno dei preferiti di mia sorella quando era piccola (e non solo, lo guardavano anche alcune mie compagne di scuola!).
Come tanti anche questo è tratto da un manga, che comprende quattro serie: due dedicate a ognuna delle due gemelle (in originale, Tomomi e Mikage); la serie italiana però tralascia completamente i primi due dedicati a Terry per cominciare direttamente dal terzo- cioè da primo dedicato a Maggie .
Per questo, nonostante l'adattamento ripercorra comunque anche parte della storia precedente quando serve, negli spettatori viene lasciata l'impressione che nonostante le protagoniste siano due venga dedicato più spazio a Maggie; tuttavia non mi pare che ciò causi grandi mancanze o buchi della sceneggiatura.
E' un cartone allegro, divertente, positivo: non ci sono grandi tragedie (Terry e Maggie sono fra i pochi protagonisti di cartoni animati a non essere orfane di almeno un genitore....), grandi problemi o difficoltà, persino il loro potere magico viene inizialmente usato quasi esclusivamente per agevolare le due sorelle quando devono andare da qualche parte e sono in ritardo. E' tutto molto concentrato sullo spaccato di vita di due sorelle adolescenti con i problemi tipici dell'età, in particolare i problemi di cuore, visto che le due sono fidanzate con due ragazzi della loro età carini e simpatici (e anche loro senza grandi tormenti, al contrario dei vari Terence, Abel, Mirko ecc); al limite si può segnalare il distacco forzato tra Maggie e Calvert quando lui decide di andare a studiare in Inghilterra. Situazione da cui scaturirà la seconda parte del cartone, quella che coinvolge i personaggi in un giallo che movimenta la storia quel tanto che basta per non ripetere sempre le stesse situazioni fino alla fine.
Anche gli unici due "cattivi" sono, appunto, cattivi fra virgolette: il professore mezzo pazzo che vorrebbe smascherare il segreto delle gemelle per fare fortuna è in realtà uno di quei cattivi-comici, mentre Marie, la ragazza antipatica e viziata che segue Calvert al ritorno in Giappone in realtà nasconde una triste storia familiare e cambierà nel corso della storia.
All'epoca lo seguivo poco anche se lo sentivo sempre nominare, oggi mi piacerebbe recuperarlo.....



sabato 11 ottobre 2014

Superbook- Storie della Bibbia (Anime Oyako Gekijō), 1981


Serie animata di 26 episodi trasmessi in Italia per la prima volta nel 1982  da Antenna 3 (credo, non ho notizie certe a riguardo).
Sigla cantata da I Sorrisi.



In ogni puntata i fratellini Chris e Susie, assieme al robot Gizmo,entrano nel cosiddetto "Superlibro" (la Bibbia) incontrando di persona i vari personaggi e vivendo con loro le varie storie....

Di recente durante uno dei miei giri su Youtube mi è capitato di rivedere questo vecchio cartone animato che da piccola ho guardato poco perchè lo facevano sempre sui cosiddetti "Canali alti" (quelli per inciso, che o ci mettevi tre ore per trovarli o che prendevano una volta sì e venti no....). Ricordavo in particolare la sigla, che mi piaceva essendo orecchiabile per i bambini.
Ho potuto constatare che è un cartone carino e ben fatto, una co-produzione nippo-americana finanziata dalla CBS (rete americana di stampo cattolico). Le storie raccontate,come da trama, sono tratte dalla Bibbia (che nel cartone non viene mai nominata, il libro si chiama Superlibro"); ovviamente sono le più conosciute e meno violente (Adamo ed Eva, l'arca di Noè, Isacco e Rebecca, Mosè, Re Salomone ecc), e anche in questi casi molto epurate da alcune parti non idonee ai bambini (tipo, Noè Ubriaco).Al limite, due eccezioni potrebbero essere considerati gli episodi di Caino e Abele e del Sacrificio di Isacco, ma anche qui ho notato che le due scene più violente  non vengono mostrate ma lasciate intuire su quanto possa essere accaduto.
I due piccoli protagonisti, Chris e Susie, sono carini e simpatici, ma non ho mai capito l'utilità del robot che si portano dietro.....
A mio avviso un cartone carino, semplice  e adatto anche a bambini molto piccoli.Una nota di menzione per la sigla, come dicevo prima semplice e orecchiabile ma con un testo per nulla banale.