giovedì 24 novembre 2011

I diari della motocicletta (Diarios de motocicleta ), 2004

 Regia di Walter Salles, con Gael Garcia Bernal (Ernesto Guevara), Rodrigo de la Serna (Alberto Granado).
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Nel 1952 due studenti universitari, Ernesto Guevara e Alberto Granado, partono per un viaggio in motocicletta attraverso il continente sudamericano. Quello che, nelle loro intenzioni, doveva essere solamente un’avventura giovanile si trasforma progressivamente in una presa di coscienza dei problemi sociali ed economici in cui versano gran parte delle popolazioni di ogni paese visitato, spingendoli a maturare due decisioni opposte ma che cambieranno le loro vite…



Tratto dai veri diari di viaggio di Alberto ( intitolati “un gitano sedentario”) ed Ernesto ( intitolati “Latinoamericana”), è un classico film on the road che, a mio avviso, non può che conquistare per la sua semplicità e bellezza.
Come noto, il giovane Ernesto qui studente universitario altri non è se non il futuro “Che”, uno
dei grandi protagonisti della storia sudamericana; ma chiunque abbia voluto o voglia vedere in questo film connotazioni politiche di qualsiasi tipo si sbaglia di grosso.
La storia, in tipico stile “Easy rider”, è narrata secondo il prototipo del “viaggio di formazione” on the road, che i due studenti universitari progettano e iniziano come grande e spensierata avventura e che si trasformerà nell’esperienza che darà la svolta definitiva alle loro vite. E’ un film che mostra la gioventù come “luogo” in cui scoprire valori e ideali personali, un film di cui al giorno d’oggi c’è molto bisogno, che andrebbe mostrato in molte scuolegael-garcia-bernal-e-rodrigo-de-la-serna-in-una-scena-de-i-diari-della-motocicletta-4257
I due efficaci interpreti forniscono due interpretazioni semplici ma intense, in cui un ruolo fondamentale viene giocato dai loro sguardi, che simboleggiano lo sguardo interiore verso il mondo, la società, la vita: più idealista quello di Ernesto, più concreto e mirato quello di Alberto.
Ovviamente bellissimi i paesaggi valorizzati da una sapiente fotografia.
Il film fu presentato in concorso al 57mo Festival di Cannes, dove nonostante non abbia vinto ebbe moltissimi applausi. Vinse un Oscar nel 2005 per la migliore canzone originale (“Al otro lado del río”
di Jorge Drexler).







1 commento:

  1. Commentio di SAR in data 21 febbrio 2011

    "L'ho visto, un bel film. Saluti da Sar."

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