martedì 30 settembre 2014

Anche se è amore non si vede, 2011


Regia di Salvatore Ficarra e Valentino Picone,  con Salvatore  Ficarra (Salvo), Valentino Picone (Valentino), Ambra Angiolini (Gisella), Diane Fleri (Sonia), Sascha Zacharias (Natasha).

Valentino e Salvo sono due amici molto diversi fra loro: il primo è serio, tranquillo e da sempre fidanzato con l’hostess Gisella;  il secondo è svagato e farfallone, sempre a correre dietro a potenziali nuove conquiste. A Valentino succede l’impensabile: Gisella lo molla, stufa delle sue asfissianti prove d’amore. Mentre Valentino cade in depressione e Salvo si adopera per farlo reagire, quest’ultimo non si accorge che Sonia, l’amica di sempre, è innamorata proprio di lui…

Ficarra & Picone mi piacciono molto, li trovo due comici alla vecchia maniera in stile Franco & Ciccio, sanno fare ridere con battute brillanti e senza volgarità. Nel precedente film LA MATASSA, affrontavano anche  alcuni temi seri invitando lo spettatore a riflettere senza fare perdere il sorriso; come accade a proposito del tema principale, l’amore, in questo nuovo film.
I temi infatti sono molteplici: può l’amicizia diventare amore? Un amore fedele e vero ma troppo appiccicoso può rovinare il rapporto?Si può rinconquistare una persona tramite la gelosia? Tutti interrogativi  che credo chi abbia vissuto una storia d’amore si sia posto almeno una volta, affrontati in modo leggero e brioso ma non banale dall’ottimo duo; Valentino e Salvo sono opposti e  complementari e le loro comprimarie nle film sono abili nel tratteggiare i loro personaggi caratterizzandoli in modo che restino in mente allo spettatore.
La storia è ovviamente piena di gag divertenti, come quella dei poliziotti che intervengono per scigoliere il gorgo del traffico causato dal pullman dei due amici e finiscono coll’essere coinvolti nei loro problemi di cuore, così come i passeggeri del bus o quella del ricevimento di nozze andato male.
Anche qui un buon film italiano, da vedere. 





domenica 28 settembre 2014

Amici miei- atto II, 1982


Regia di Mario Monicelli,con Gastone Moschin (Rambaldo Melandri), Ugo Tognazzi (Raffaello Mascetti),Adolfo Celi (Alfeo Sassaroli), Renzo Montagnani (Guido Necchi ), Philippe Noiret (Giorgio Perozzi), Milena Vukotic (Alice), Paolo Stoppa (l'usuraio ).


I quattro amici del precedente capitolo si ritrovano al cimitero, sulla tomba del Perozzi, rievocando vecchie zingarate e progettandone nuove....



Anche per questo film vale ciò che ho scritto per "Flashdance":a volte capita che un film osannato da pubblico e critica non piaccia, e anzi, come in questo caso ci si ritrovi a chiedersi "ma sono io che non capisco nulla o è questo un vero film -zuppa"?
Premetto che non ho visto il primo capitolo, e a questo punto, non credo lo vedrò: il film non mi ha interessato, anzi in molte parti mi ha pure annoiato. Nemmeno le tanto celebrate zingarate mi sono sempre piaciute, anzi, alcune le ho proprio trovate disgustose :quella con il vedovo al cimitero e in modo particolare quella con la moglie picchiata perchè accusata di avere un amante, storia messa in piedi dal di lei marito per divertimento!!! Nonostante tutto alcune le ho trovate carine, sopratutto quella ambientata durante l'alluvione di Firenze...ma tutto sommato, nonostante non possa riconoscere la bravura degli attori nel caratterizzare i loro personaggi, sono arrivata alla fine del film con fatica.
Passo, lasciando il tutto ad amanti e intenditori più di me...




giovedì 25 settembre 2014

I cavalieri dello Zodiaco- Le dodici case dello zodiaco (Saint Seya: Sanctuary) 1990


Regia di Yasuhito Kikuchi e Kozo Morishita, serie animata in 114 episodi (completa)
Trasmesso in Italia per la prima volta da Odeon Tv e Italia 7 nel 1989/1990, sigla cantata da Massimo Dorati.




Si racconta che nei periodi di maggior crisi, quando la fine del mondo sembra vicina, l'umanita' puo' contare solo su una schiera di valorosi cavalieri, devoti ad Atena e protettori della giustizia: I Cavalieri dello Zodiaco.
I principali cavalieri sono Pegasus, Sirio Il Dragone, Cristal il Cigno, Phoenix e suo fratello Andromeda, e dopo avere concluso l'addestramento in vari luoghi del mondo, tornano a Nuova Luxor dove Lady Isabel-reincarnazione della Dea Atena-ha indetto un particolare Torneo, la "Guerra Galattica", in cui il Cavaliere che trionferà avrà in premio la Sacra Armatura del Sagittario.
Dopo varie peripezie che servono a cementare la loro amicizia, i nostri si recano ad Atene per incontrare Arles, il Grande Sacerdote sospettato fortemente di tradimento: ma appena arrivati ai piedi del Grande Tempio vengono attaccati da Betelgeuse, cavaliere mandato appunto da Arles che ferisce Lady Isabel con una freccia in pieno petto; per salvare la Dea,i cavalieri dovranno superare tutte le 12 Case  corrispondenti alle costellazioni zodiacali, ognuna delle quali custodita da un Cavaliere D'Oro, impresa finora mai riuscita a nessuno....


Posso iniziare dicendo che con questo cartone animato è stato AMORE  a prima vista?
Avevo dieci anni quando vidi la prima puntata de "I cavalieri dello zodiaco"; erano gli ultimi mesi di quinta elementare, un anno abbastanza brutto e triste, e questo gruppo di amici le cui avventure vennero trasmesse dapprima su Odeon TV e poi su Italia 7 mi conquistò da subito, non so dire per quale motivo esattamente: se per la storia inevitabilmente legata alla mitologia greca, se per il legame di amicizia che univa i protagonisti di cui in quel periodo sentivo particolarmente bisogno....no, non so bene da cosa nacque questo amore; ma come spesso succede negli amori di questo tipo, è durato anche dopo la fine del cartone (si interruppe alla terza serie,per poi riprendere nel 2008 con una quarta serie), tant'è vero che nel 2008 feci la raccolta in DVD delle prime due serie. Ogni tanto me le riguardo,e mi credete se ad ogni puntata ricordo i sentimenti che avevo provato tanti anni prima vedendola?La curiosità, il fiato sospeso,le litigate con mia madre se mi dovevo perdere una puntata, la gioia di condividere ogni puntata con la mia migliore amica di allora, Erica, con cui l'amicizia era nata proprio grazie al fatto che entrambe guardavamo la serie tv....a volte la tristezza, quando moriva un personaggio, l'ansia quando uno era in pericolo....no, non credo riuscirò mai a rendere davvero la passione per questo cartone.

All'epoca avevo letto per un certo periodo anche il fumetto: unico manga della mia vita, dato che dopo non ne ho letti. Però, dato che non me lo compravano ogni volta, ho  smesso dopo poco e quindi non sono purtroppo espertissima di tutte le differenze tra le due opere...ma quando nel 2008 uscirono i DVD in edicola a puntate, mi sono svenata per collezionarli tutti (o almeno, le prime due serie,visto che la terza non mi era piaciuta), e uno dei miei grandi rimpianti è non essere riuscita a vedere la serie di Hades....non la trovo da nessuna parte!!!
Altro particolare per darvi l'idea della mia passione per questo cartone, all'epoca (frequentavo la seconda media), dedicai ai Cavalieri una delle mie prime opere letterarie: un dizionario completo di tutta la serie,con tutti i personaggi (anche quelli minori)descritti nei minimi particolari (poteri e colpi compresi) ...e mia sorella, che all'epoca andava all'asilo, una volta fece un lavoro sulla famiglia dove, accanto alla foto di ogni componente, c'erano caratteristiche anagrafiche (tipo: Nome: Tiziana; in famiglia: Sorella; anni: 12;professione: studia alla scuola media) e alla fine , la dicitura "Cosa le/gli piace"...e mia sorella cosa rispose? "I Cavalieri"!!!!
Scusate questi annedoti, ma da dove cominciare, cosa dire su questa splendida serie tv, che io considero una delle migliori mai realizzate?Per me chi vi ha lavorato (tra cui gli stessi disegnatori di "Lady Oscar"  Shingo Araki e Michi Himeno) è un mago nel suo campo, non può essere altrimenti; per creare una storia così coinvolgente,personaggi così belli e interessanti (anche i minori: come non pensare al gigante Cassios e alla sua toccante vicenda?),saghe così avvincenti non si può che essere tali. Devo dire che sul web ho scoperto che anche l'adattamento italiano è stato particolarmente curato: cito da Wikipedia: "La caratteristica più famosa (ed unica) di quest'adattamento riguarda invece l'aspetto meramente linguistico formale, volto a sottolineare il clima cavalleresco ed epico della narrazione. Rispetto alla versione originale, infatti, i Cavalieri utilizzano un linguaggio molto meno informale, quasi aulico in diverse occasioni, con picchi che si toccano quando i doppiatori italiani prendono in prestito citazioni colte da alcuni noti poeti e scrittori italiani (come ad esempio nell'episodio 11 dove si parla di "spirto guerrier, [che] entro mi rugge", citazione evidente dai sonetti di Ugo Foscolo). " o "In Italia la serie ha avuto un doppiaggio, e quindi un adattamento, di stile epico e cavalleresco caratterizzato da un'ottima interpretazione da parte dei doppiatori; nonostante qualche differenza nell'adattamento e lo scarso numero di attori impiegato, l'anime ha avuto un successo senza precedenti". 

All'epoca, i miei personaggi preferiti erano Crystal e Phoenix tra i Cavalieri di bronzo, Scorpio e Micene tra i cavalieri d'oro, disegnavo continuamente Lady Isabel, mi infastidiva un tantinello Tisifone con il suo amore per Pegasus (chissà perchè), ho pianto lacrime amare per le seguenti vicende: puntata alla casa di Micene di Sagitter, morte di Crystal, morte di Phoenix, morte di Andromeda, ultima puntata (in cui temevo fossero morti tutti!!)e ricordo dei Cavalieri d'Oro morti da parte degli amici,storia dell'infanzia di Phoenix e Andromeda e dell'addestramento di Phoenix all'Isola della Regina Nera....devo dire poi che grazie a questa serie, non solo ho ampliato la mia conoscenza della mitologia greca, ma anche di quella nordica che non conoscevo per nulla!
Pegasus invece mi stava un po' sulle scatole nonostante fosse simpatico perchè ho sempre avuto l'impressione che fosse un tantinello il raccomandato di turno,il cocco di Lady Isabel a cui tutti gli altri devono in qualche modo sacrificarsi; per non parlare di Sirio, che proprio non sopportavo (senza ricordare il perchè!)...
E che dire delle prime due sigle? La prima è tra le mie personali dieci migliori sigle dei cartoni animati, la seconda un poco senza senso nel testo (ammetto di non aver mai capito cosa voglia dire "La tensione impressionante è uno sforzo massacrante"; inoltre il pezzo in cui dice "Quante notti senza fine, troppe regole malsane/di una vita che sapori non ha/Tanto dura è l'esistenza, c'è fin troppa avidità/l'amicizia non ha più dignità" è davvero esagerato, sopratutto se consideriamo che per i cavalieri l'amicizia è il valore più importante!) ma comunque molto carina visto che si salva nel ritornello. Stendiamo un lenzuolo pietoso sulle altre due: passi per "Pegasus Fantasy" che perlomeno è ricalcata sulle musiche della serie, ma l'altra, quella cantata da Giorgio Vanni, è un vero e proprio ORRORE!!!!Quando l'ho sentita avrei cucito la bocca del cantante con il filo di ferro.....vabbè, passi, non l'ascolto e stop.
Essendo questo post un tantinello più lungo rispetto al normale, ed essendo solo il primo di una serie dedicata ai Cavalieri dello Zodiaco, meglio che termino qui....mi sa che ho detto troppo! :)







martedì 23 settembre 2014

I segreti di Borgo Larici, 2014



Regia di   , con Giulio Berruti (Francesco Sormani),Serena Iansiti (Anita Sclavi),Simone Colobari (Giulio Sormani),Adalberto Maria Merli (Giovanni Sormani),Davide Iacopini (Ludovico Sormani), Nathalie Rapti- Gomez (Claudia Beltrami), Daniela Virgilio (Sonia Ghelfi),Jesus Emiliano Coltorti (Ettore Giardini),Andrea Tidona (Augusto Beltrami), Massimo Wertmuller (Don Costante).


Borgo Larici, 1922: Francesco Sormani, nipote del fondatore dell'azienda tessile che domina il borgo e che gli ha dato vita, torna dopo alcuni anni trascorsi all'estero facendo il pilota per fare luce sulla morte della madre, avvenuta quando lui e il fratello Ludovico erano ancora bambini; secondo un anonimo biglietto ricevuto dal giovane, la madre non si è suicidata, come da sempre raccontato ai figli.
In paese incontra Anita Sclavi, maestra nella locale scuola elementare e figlia di un operaio dell'azienda Sormani; i due si innamorano ma Francesco è costretto con un inganno a sposare Claudia Beltrami, figlia di un onorevole con cui poco prima aveva avuto una storia....


Tra le fiction della scorsa stagione recuperate quest'estate (ma questa solo in parte, dato che alcune puntate le avevo già viste) c'è questa, molto sponsorizzata e che inizialmente ha avuto una storia un po' travagliata, dato che l'inizio è stato più volte rimandato.
Sulla carta gli elementi perchè me ne appassionassi c'erano tutti: periodo storico, un giallo ambientato in una piccola cittadina, una protagonista femminile non banale e scontata e Giulio Berruti, attore che molti non considerano granchè, ma la cui presenza basta per la sottoscritta per sciropparsi qualunque cosa (succede anche con Gabriel Garko...lo so, è una mia debolezza).
In realtà, non è andata così: anzi, ho fatto molta fatica a seguirla, l'ho trovata noiosa e se l'ho finita è solo perchè l'unica cosa veramente interessante era il mistero legato alla mamma di Francesco; come spesso accade nelle fiction targate Mediaset, troppi intrighi e troppi personaggi inutili hanno inficiato una storia potenzialmente interessante.
Peccato, perchè il personaggio di Anita aveva mantenuto le promesse: una donna più avanti rispetto al tempo in cui vive, intelligente, determinata, si interessa delle scienze e legge i romanzi di Sherlock Holmes da cui trae spesso le deduzioni che le servono per proseguire nelle indagini: è innamorata ma non è disposta a trasformarsi in uno zerbino per amore, è decisa a farsi rispettare. Devo dire che Anita, assieme al padre, è anche l'unico personaggio degno di nota: anche il protagonista Francesco, nonostante il fascino, non mi ha comunicato granchè ( ritornando al discorso di prima, probabilmente se non fosse stato interpretato da Berruti non mi avrebbe comunicato proprio nulla).Il personaggio di Claudia (interpretato da Natalie Rapti Gomez, attrice che nelle ultime fiction pare votata al ruolo dell'antagonista antipatica ma sotto sotto vittima) mi ha suscitato pena più che antipatia, è una giovane donna soggiogata alla figura del padre e talmente bisognosa di affetto da accettare di fare qualunque cosa egli le ordini, compreso fingersi incinta per incastrare Francesco (nonostante si intuisca che la ragazza, se fosse solo per lei, vorrebbe sì ottenere l'amore del ragazzo ma non a questi livelli), e di mendicare l'amore di un marito che le ha detto chiaramente che la sposa solo per dovere.
Personaggi sostanzialmente inutili la piccola cugina di Francesco (bambina insolitamente petulante, antipatichina), le cameriere e i domestici (che hanno una loro sottotrama che poi non approda a nulla), il fratello Ludovico e la perfida cognata Sonia: le loro storie non appassionano abbastanza, anzi spesso si accavallano l'una sull'altra confodendo lo spettatore.
Molto bella comunque l'ambientazione anni 20 (appena prima della marcia su Roma), e i costumi.
E poi: nell'ultima puntata, dopo che Claudia ha svelato il suo inganno, viene lasciata da Francesco che sposa Anita in chiesa...ma come?! Negli anni '20 non c'era il divorzio.
Ma non basta questo, per fare una fiction ben riuscita....


domenica 21 settembre 2014

Fuori controllo (Edge of darkness),2010

Regia di Martin Campbell, con Mel Gibson (Thomas Craven), Bojana Novakovic (Emma Craven), Danny Winston (Darius Jedburg), Danny Houston (Bennett).

Emma Craven viene assassinate da un misterioso killer sulla porta di casa mentre è in compagnia del padre, il poliziotto Thomas Craven; il quale da subito decide di condurre delle indagini per proprio conto, non fidandosi della pista ufficiale seguita dai colleghi.
E fa bene: mettendo insieme gli ultimi momenti vissuti insieme alla figlia e altri elementi molto labili, Craven scopre che la figlia aveva scoperto e denunciato i maneggi illegali della Northmoor, la società per cui lavorava….

Dopo otto anni, Mel Gibson torna al cinema come attore. Per farlo sceglie un film che rientra parzialmente nel target in cui è specializzato, cioè i film d’azione; ma questo film ha anche alcuni interessanti aspetti introspettivi e psicologici.
Non che mi sia piaciuto molto, lo consiglierei di più per una serata DVD, a meno che non siate appassionati del genere o dell’attore; ma non è nemmeno da buttare.
Personalmente, l’ho trovato prima di tutto un film sulla genitorialità: oltre al protagonista, quasi tutti gli altri personaggi, anche i cattivi, hanno figli e quindi si ritrovano prima o poi a confrontarsi con questa realtà, con la realtà di un uomo che ha perso la figlia, e che quindi potrebbe capitare anche a loro.
Ci sono un po’ troppi intrighi che si intersecano, e quindi alla fine ho fatto fatica a capire tutti i collegamenti, comunque ho trovato molto efficace Mel Gibson nel ruolo del porto agonista, soprattutto nelle scene in cui esprime il dolore per la morte della figlia anche con il corpo, l’espressione, la gestualità: probabilmente lo ha aiutato il fatto di avere otto figli!
Oltre a Gibson mi è piaciuto il ruolo del misterioso uomo che lo aiuta, e che alla fine nonostante sia un serial killer si rivela molto più umano degli altri personaggi.
Atmosfera inquietante e buia, in sintonia con la storia narrata.






mercoledì 17 settembre 2014

Beverly Hills 90210, 1991-2000



Regia di con Jason Priestley (Brandon Walsh), Shannen Doherty (Brenda Walsh), Luke Perry (Dylan McKay), Jenny Garth (Kelly Taylor), Gabrielle Carteris (Andrea Zuckerman), Tori Spelling (Donna Martin), Brian Austin Green (David Silver),Ian Ziering (Steve Sanders), Douglas Emerson (Scott Scanlon), Mark Damon Espinoza (Jesse Vasquez),Tiffany Amber Thiessen (Valerie Malone), Carol Potter (Cindy Walsh),James Eckhouse (Jim Walsh),Joe E. Tata (Nat Bussicchio).


A causa del nuovo lavoro del padre, la famiglia Walsh si trasferisce dal Minnesota a Beverly Hills; i membri della famiglia su cui il cambiamento radicale ha più impatto sono i due gemelli adolescenti Brandon e Brenda, che dovranno frequentare il liceo cittadino, il West Beverly High, frequentato prevalentemente da ragazzi ricchi e con uno stile di vita completamente diverso da quello a cui finora sono stati abituati.
Tra di essi ci sono la viziata Kelly, la svampita Donna, il dj David, l'atletico Steve, il ribelle Dylan, la "secchiona" Andrea, che dopo iniziali diffidenze diventeranno i migliori amici dei gemelli, e ospiti fissi in casa Walsh....


Ma come ho fatto a trascurare finora quella che non solo è stata la serie cult per eccellenza degli anni '90, ma che ha rappresentato un nuovo modo di fare televisione, dato che per la prima volta si raccontavano gli adolescenti com'erano nella realtà, con le loro problematiche anche più scomode, come il sesso, l'alcol, la droga, il suicidio...e che per la sottoscritta ha rappresentato il secondo colpo di fulmine tv (il primo era "Happy days"), durato anni e che alle medie mi ha oltretutto aiutato non poco a socializzare con alcuni compagni di scuola con cui fino ad allora non avevo troppo legato?
Ebbene sì, sono stata una ragazzina affetta dalla Beverly Hills mania...fino al 1996 ho collezionato TUTTO il possibile: foto, poster, articoli di giornale, collanine,magliette, quaderni, adesivi, la cassetta con la colonna sonora, i due album di figurine...dimentico qualcosa? Probabilmente sì.e ho ancora tutto racchiuso in un capiente scatolone!!
E' ora di rimediare e rendere omaggio a questo telefilm, di cui da anni aspetto l'uscita in DVD: una serie tv seguita in tutto il mondo con ascolti altissimi, che ha rappresentato un fenomeno televisivo di costume, anche se devo dire che tra i suoi protagonisti quella che ha avuto un futuro durevole come attrice è stata la scapestrata Shannen Doherty che, già da bambina nel cast de "La casa nella prateria", dopo BH è stata protagonista di un'altro telefilm di successo (E un'altro dei miei preferiti), "Streghe" ed è tornata per breve tempo a rivestire il ruolo di Brenda nello spin off "90210", dove compariva anche Jennie Garth.
Gli altri non è che abbiano brillato particolarmente, o almeno non lo hanno fatto secondo le aspettative che si avevano su di loro, sopratutto....che fine ha fatto Luke Perry,all'epoca considerato il nuovo James Dean?

Al contrario, fece fortuna un'attrice
I loro nomi restano quindi ancora legati alla serie tv per eccellenza degli anni '90, prevalentemente per gli adolescenti ma con un occhio anche ai più adulti, dato che le tematiche affrontate sono varie e quindi possono riguardare tutti, e in particolare c'è il rapporto genitori-figli, in cui Walsh a parte, non è che i primi brillino molto: quasi tutti hanno i genitori divorziati, la madre di Kelly è un'alcolizzata e il padre assente, i genitori di Steve assenti anche se lo viziano per compensare le assenze, il padre di Dylan è un delinquente...insomma, per la serie "anche i ricchi piangono", alla fine i ragazzi ricchi troveranno più conforto nella famiglia Walsh (che diventa un punto di riferimento per tutti loro) che, in fondo, nei loro molti soldi. questo perchè in fondo anche loro sono ragazzi che sotto la patina superficiale che si sono dati (a parte Andrea, l'intellettualoide del gruppo) hanno delle buone qualità, un animo buono...insomma sono persone che valgono.
Nel corse delle serie, le coppie si formano e si sfasciano: la coppia principi inizialmente è quella formata dal ribelle maledetto Dylan e dalla bella e ingenua Brenda, poi quando i due si lasceranno e Brenda andrà Londra per studiare recitazione (e non tornerà più, espediente trovato per congedare la Doherty che si era rivelata via via sempre più insopportabile sul set) Dylan si metterà con Kelly, che nel corso della storia si metterà successivamente anche con Brandon, per poi altalenarsi con Dylan; il playboy Steve cambierà varie ragazze, prima di convolare a nozze con la collega Janet; Andrea, che per lungo tempo coltiverà una sorta di amicizia-cotta con Brandon, dopo una storia con un professore dell'università metterà su famiglia con Jesse, un ragazzo di colore; l'unica coppia che resisterà per tutte le serie (e il cui matrimonio infatti si celebrerà nell'ultima puntata) sono David e Donna, nonostante vari problemi e tradimenti causati principalmente da una stranissima ossessione per la verginità di lei (che francamente mi sembrava anacronistica pure a 14 anni).

I vari personaggi cresceranno, matureranno, prenderanno strade diverse separandosi e reincontrandosi come nella vita vera, ma la loro amicizia resterà sempre salda; vari personaggi incroceranno i nostri nel corso degli anni, tra cui ricordiamo l'antipatica Valerie, la dolce Claire (fidanzata di Steve),la sbandata Emily (per un  periodo fidanzata anche nella vita di Jason Priestley), Nat, il proprietario del Peach Pit, locale di ritrovo dei ragazzi, Scott l'amico di David che si suiciderà presto,Ray, un giovane operaio che sarà fidanzato per qualche tempo con Donna, Erica, la sorellina segreta di Dylan, Gina, la giovane moglie di Dylan che morirà in un attentato....insomma, davvero tanti, con tante storie diverse e intriganti.
Dato che non amo la lunghissima serialità, ho perso le ultime tre serie, ma credo che Beverly Hills ancora oggi sia uno dei telefilm che meritano di essere visti anche a distanza di tanti anni.
Purtroppo in Italia la serie in DVD non è ancora arrivata....speriamo presto!





lunedì 15 settembre 2014

Figli delle stelle, 2010



Regia di Lucio Pellegrini, con Claudia Pandolfi (Marilù), Pierfrancesco Favino (Pepe ), Giorgio Tirabassi (Stella),Giuseppe Battiston (Bauer ),Fabio Volo (Toni).


Toni, operaio portuale colpito dalla morte di un collega per incidente sul lavoro, Marilù (giornalista che predilige temi sociali), Pepe (insegnante di ginnastica precario che per sbarcare il lunario lavora in una mensa),Ramon (carcerato da poco uscito ma con zero prospettive) e Bauer (disoccupato filosofico e a carico della ricca moglie) decidono di dare una svolta alle proprie vite e ai propri problemi sequestrando l'onorevole Gerardi, ma sbagliano persona e sequestrano invece il sottosegretario Stella, portandolo in un appartamento ad Aosta. Quando si accorgono dell'errore decidono comunque di tenere l'ostaggio....



Insolita commedia che tratta vari temi di attualità piuttosto scottanti e scomodi: il precariato, le morti bianche, la disoccupazione, in un modo realistico e asciutto, senza troppi sentimentalismi e oltretutto senza un vero happy end.
I quattro protagonisti sono dei sognatori sfortunati: per motivi diversi e in situazioni completamente diverse, non solo hanno perso il treno della vita ma, in questa nostra Italia alla deriva, scoprono che non possono nemmeno più anelare a quanto è sempre stato ritenuto un diritto: un posto di lavoro sicuro per mantenersi dignitosamente e costruire un avvenire, lavorare in sicurezza, potersi curare quando si è malati....ormai ci viene detto quasi quotidianamente che quelli che ritenevamo diritti acquisiti, conquistati con anni di lotte e sacrifici, sono privilegi intollerabili e che dobbiamo sacrificarci per il bene dell'Italia, della ripresa ecc....
Questo dopo che per anni ci è stato detto che chi ha voglia di lavorare verrà sicuramente premiato al merito e troverà sempre qualcosa, e chi ha studiato troverà il lavoro adatto alle proprie competenze....una mentalità schizofrenica tra le cause, a mio avviso della deriva del nostro Paese.
Allo sbando totale i nostri, dopo una marea di porte sbattute in faccia, cercando di "urlare" il loro bisogno con un gesto estremo, un sequestro di persona; ma essendo appunto più simili (per fortuna) all'armata Brancaleone che a un commando delle BR, sequestrano la persona sbagliata, un onesto sottosegretario che si sta prodigando per far passare una cura innovativa e oltretutto molto costosa per non ricordo quale malattia.
Per loro inizialmente non fa differenza, un sottosegretario è sempre qualcuno che si occupa di politica, quindi disonesto e colpevole; la reclusione forzata assieme a lui invece farà capire loro che le cose non stanno proprio così, anche se sostanzialmente, alla fine le posizioni rimarranno sempre quelle.Non ci sarà un miglioramento per i nostri Brancaleone, tutto rimarrà sostanzialmente come prima; forse l'unica cosa è che avranno più consapevolezza (ma con solo quella non magni)...
A parte il solito insopportabile FabioVolo (no, non l'ho digerito nemmeno in questo film!), ho apprezzato gli altri interpreti, misurati e seri senza essere seriosi, in particolare il cinico Battiston e l'incompreso (almeno all'inizio) Tirabassi.
Il titolo ovviamente si riferisce alla canzone di Alan Sorrenti, presente nella colonna sonora.