
Regia di Bille August, con Liam Neeson(Jean Valjean), Uma Thurman (Fantine), Claire Danes (Cosette adulta).
nel 1815 Jean Valjean, forzato che è in galera da vent’anni per un furto, riesce ad evadere: la sua vita cambia grazie all’incontro con il caritatevole vescovo Myriel, che gli insegna l’importanza del perdono e lo convince indirettamente a rifarsi uan vita. Valjean cambia vita, col nome di Madeline diventa sindaco della cittadina di Montreuil sur mer, dove apre una fabbrica che tratta i lavoratori umanamente e con giustizia.Tutti lo amano, ma l’ispettore Javert che da anni lo insegue riesce a rintracciarlo. La vicenda di Valjean si incrocia con quella di Fantina, una giovane che dopo essere stata licenziata ingiustamente dalla fabbrica è costretta a prostituirsi per mantenere la figlia Cosetta, affidata ai locandieri Thenardier, che la usano come servetta trattandola crudelmente.Quando Fantina muore, Valjean promette di rintracciare la bambina e prendersene cura…
Ultima (per ora)versione cinematografica del capolavoro omonimo(1862) di Victor Hugo, è un film insulso e senza sale. Un compitino piatto come l’encefalogramma di un morto. Del romanzo originale rimane solo la superficie, ma essendo per ragioni di brevità tagliati via la maggior parte dei personaggi secondari e le vicende del libro, il film risulta un riassuntivo fatto da uno scolaretto che ha altro per la testa.
La scelta degli attori non è malvagia, ma la anche la loro interpretazione rimane superficiale, segno che probabilmente sono proprio la sceneggiatura e la regia il male maggiore. I notevoli cambiamenti poi peggiorano il tutto, soprattutto quando si sfiora l’assurdo: come è possibile che nell’arco di 15 anni Cosetta(giustamente)cresca e diventi donna, mentre Jean Valjean per tutto il film è sempre uguale?Evidentemente invece dei famosi candelieri il vescovo gli ha regalato un elisir di eterna giovinezza….
Di tutto quindi rimane solo la simbologia dei personaggi: Valjean, il buono e giusto riscattatosi dopo la galera; Javert, il persecutore incallito; Fantine, simbolo delle miserie della classe popolare; Cosetta, la nuova generazione cui passare il testimone per migliorare le cose.
Come direbbe la mitica Sandra Mondaini: che noia, che barba…

è ancora estremamente attaccato alla figura della moglie scomparsa;tutto ciò nonostante la simpatia e la dolcezza di Teresa lo intrighino molto.Riuscirà questo amore novello a superare l’enorme ostacolo di un fantasma?
Costner, giuggiolone dolente nell’imitazione di serie Z di Topo Gigio quando canta “Strapazzami di coccole”,e su quella della sgallettata Robin Wright Penn, a tratti persino fastidiosa nel suo voler a tutti i costi carpire il segreto del nostro giuggiolone, tant’è vero che a volte uno si chiede perché egli sia tanto attratto da una tale rompiscatole, che normalmente sarebbe stata rispedita a casa sua a calci nel didietro…l’unico che non perde la sua dignità è il grande Paul Newman,che forte della sua esperienza regala al film l’unico personaggio degno di nota.
















Un rapporto sconvolto da un fatto traumatico, ma tutto da ricostruire, e grazie al cammino intrapreso per riconciliarsi le due sorelle si riconcilieranno non solo con sé stesse, trovando la giusta dimensione della loro vita, ma anche col loro passato, affrontandone i fantasmi. Un film che tratta questi temi con toni comunque leggeri, senza angosciare e che farà felici le tantissime donne con la passione per le scarpe, molte delle quali probabilmente adotteranno il motto di Rose: “ quando voglio farmi un regalo, compro delle scarpe. Il piede è l’unica parte del corpo che non ingrassa”.













