Regia di Cinzia TH Torrini, con Vittoria Puccini (Elisa Scalzi),Alessandro Preziosi (Fabrizio Ristori),Jane Alexander (Lucrezia Van Necker),Antonella Fattori (Anna Ristori),Antonio Cupo (Christian Grey),Luca Ward (Ottavio Ranieri),Pierluigi Coppola (Angelo Buondio),Cesare Bocci (Antonio Ceppi), Raffaello Balzo (Armand Benac),Giovanni Guidelli (Victor Benac),Marzia Ubaldi (Amelia),Emanuela Garuccio (Celeste),Linda Battista (Isabella),Marco Leonardi (Gaetano),Sergio Assisi (Nicola di Conegliano),Fiorenza Marchegiani (Cristinella di Conegliano), Elisabetta Pellini (Juliette Benac). Elisa e Fabrizio vivono felici a Rivombrosa, la loro unione è stata allietata dalla nascita della piccola Agnese. Ma la loro felicità purtroppo è di breve durata: Ranieri, lungi dall’essere morto, ritorna e per vendetta uccide Fabrizio. A causa della carestia che ha imperversato rendendo sterili i suoi campi e per l’incuria e l’abbandono di questi a causa della lunga guerra che ha tenuto lui ed i giovani lontani, Fabrizio aveva contratto vari debiti nel tentativo di risollevare le sorti delle sue proprietà; così alla sua morte Elisa, oltre la dolore, si ritrova sola a dover combattere per salvare Rivombrosa e con essa la vita di tutti i suoi abitanti. A questo scopo decide di partire per Napoli, dove intende chiedere aiuto al Barone di Conegliano, un uomo a cui in passato Fabrizio aveva salvato la vita; per arrivare fin laggiù viaggerà sulla nave comandata dal capitano Christian Grey… Il clamoroso successo di "Elisa di Rivombrosa" non poteva rimanere senza un seguito; oggi si usa così, se uno sceneggiato ha successo è d’obbligo una seconda serie. Che, come molti seguiti, spesso non è all’altezza del primo, pur con tutte le buone intenzioni di attori, regista, autori ecc… ELISA 2 purtroppo non fa eccezione: la qualità e la cura sono le stesse del primo sceneggiato, ma purtroppo il risultato è ben inferiore. Innanzitutto, già la decisione di far morire alla terza puntata Fabrizio, che oltre a essere il protagonista è sicuramente il personaggio più amato assieme ad Elisa, non pare sia stata molto saggia: oltre ad aver portato un notevole calo di spettatori, ha pure portato un po’di sfortuna alla serie, visto che quello che doveva essere il suo sostituto, il capitano Christian Grey interpretato da Antonio Cupo, non è riuscito a fare breccia nel cuore degli spettatori, nonostante un personaggio potenzialmente intrigante.
Ma le pecche di questa seconda parte sono ben altre: è permanente la sensazione che manchi qualcosa, forse “quel certo non so che” che spesso funziona come calamita verso gli spettatori; e a parte questo alcune trovate discutibili non hanno certo contribuito al successo della serie:tra tutte, la “resurrezione” di Isabella, che nella prima seria veniva mostrata come certamente morta mentre ora non solo la ritroviamo improvvisamente a Napoli felicemente sposata con Gaetano e regina dei "guappi" (o dei "pazzi", non ricordo più bene), ma che fin da subito presenta al marito la protagonista come "la mia amica Elisa". Ora, se qualcuno se lo ricorda, è vero che verso la fine della prima serie Isabella si redimeva prendendo le distanze dalla crudele padrona e salvando la vita al piccolo Martino (che Lucrezia aveva rapito), ma proprio la sua "morte" le impediva di venire in contatto in qualche modo con i Ristori. Improbabile anche la vicenda che coinvolge Antonio Ceppi, degna tra l'altro di molti scandali in ambito sanitario che la cronaca purtroppo continua a propugnarci; almeno qui è finzione... Anche nel finale non solo delude il voltafaccia di Victor, ma non si capisce nemmeno bene se Elisa e Christian rimangono insieme.....penso che a volte gli sceneggiatori stessi dimentichino i particolari delle loro serie: Questa fiction non è certo il solo esempio.... La serie è comunque gradevole e ben fatta come la prima e certamente non deluderà troppo gli amanti del genere; la parte più interessante è quella di Napoli e devo dire che, per quanti intrighi e macchinazioni possano inventare i cattivi, forse se non ci fosse stata la parte legata al mondo dei vivaci popolani napoletani (anche se un po' di macchiette ci sono anche qui), la serie avrebbe perso ulteriormente appeal. E vabbè, come sempre non tutte le ciambelle escono col buco; la prima era uscita col buco, questa no.
Regia di Ethan e Joel Cohen, con Frances McDormand (Marge Gunderson),William H.Macy (Jerry Ludgeed),Steve Buscemi (Carl Showalter),Peter Stormare (Gaer Grimsrud). Minneapolis, 1987: Jerry, venditore d'auto pieno di debiti,progetta di far rapire la moglie Jean per chiedere un riscatto al ricco suocero che non vuole sovvenzionarlo. Per attuare il suo piano si reca in un bar della cittadina di Fargo,dove assolda due spiantati malviventi, Carl e Gaer, ai quali promette la metà del riscatto; dato però che i due delinquenti non solo sono degli inetti, ma che Carl è pure uno psicopatico le cose non vanno proprio come previsto, anzi.... Sul caso indaga Marge, poliziotta incinta di sette mesi.... Un giallo insolito, con toni da commedia nera, questo film dei fratelli Cohen che nel 1997 regalò l'Oscar come migliore attrice protagonista a Frances McDormand, moglie di Joel Cohen, e portò al grande successo i due registi, che non erano proprio sconosciuti ma che finora erano rimasti un po' "di nicchia". Ispirandosi a fatti realmente accaduti, i registi raccontano una storia dove il clima che si respira è quella della piccola provincia americana, tranquillo fino a essere sonnacchioso e per questo adattissimo a far esplodere crimini e delitti nelle persone più insospettabili; altro elemento che si nota fortemente è la stupidità dei criminali in questione; nel caso di Carlo (una delle migliori interpretazioni di Steve Buscemi) alla stupidità si aggiunge anche la cattiveria, ancora più stupida di quella del compagno.
Tant'è che sia Jerry, il pavido marito che organizza il sequestro della moglie a scopo di lucro, che la poliziotta incinta Marge non sembrano a loro volta particolarmente intelligenti; la seconda però usando qualche deduzione e non facendosi "intralciare" dal suo stato di gravidanza riesce a risolvere un caso senza venire a conoscenza di vari elementi che invece vengono resi noti allo spettatore. Facendo così intendere che il fatto di sangue di per sè unico e impressionante per lei e per molti altri è invece routine. Lo stile non è particolarmente mirato o veloce, ma la storia è coinvolgente e lo spettatore è invogliato a seguirla e a chiedersi come va a finire. Colpisce molto l'occhio dello spettatore la distesa innevata presente nel paesaggio e spesso mostrata nel suo contrasto con il sangue versato su di essa dagli omicidi.
Regia di Mario Martone, con Elio Germano (Giacomo Leopardi),Isabella Ragonese (Paolina Leopardi), Edoardo Natoli (Carlo Leopardi),Massimo Popolizio (Monaldo Leopardi),Michele Riondino (Antonio Ranieri), Anna Mouglasis (Fanny Targioni Tozzetti), Valerio Binasco (Pietro Giordani). Recanati, inizio '800 : Giacomo, figlio primogenito del conte Monaldo, è un giovane letterato e poeta dalla mente vivace e dalla forte voglia di vivere. E' costretto però a soffocare il suo desiderio di conoscere il mondo non solo dal dispotismo del padre, ma anche dalle sue cagionevoli condizioni di salute (è afflitto da vari malanni ed è anche gobbo). Con l'unico conforto dell'affetto dei fratelli Carlo e Paolina Giacomo non si dà per vinto e tenta addirittura (invano) la fuga; ma anche quando riuscirà ad andarsene, molti anni dopo, la vita avrà in serbo per lui solo amarezze..... Un degno omaggio ad un grande poeta italiano, meritevole di essere riscoperto e che al contrario di come viene presentato è molto attuale e moderno. Nota personale: nonostante non ami particolarmente la poesia, Leopardi è il mio poeta favorito fin da quando l'ho scoperto alle medie, l'ho sempre sentito molto vicino dapprima come sensibilità, dopo (purtroppo per me)perchè ho dovuto riconoscere la verità di molte delle cose che esprime nelle poesie. Come al solito noi italiani non perdiamo occasione per denigrare il nostro cinema, e quindi nonostante il successo avuto alla mostra del cinema di Venezia il film ha portato a casa solo la nomination al regista Mario Martone, preferendo premiare "Un piccione sedeva su una panchina riflettendo sull’esistenza " (che già dal titolo...ma vabbè non diamo giudizi su film che non abbiamo visto) e fare gli originali esterofili piuttosto che dare un riconoscimento valido a un film di qualità, bello, ben diretto e ottimamente interpretato.
La prima parte del film è completamente ambientata nei luoghi leopardiani e perciò il severo palazzo con l'immensa biblioteca del padre Monaldo sono proprio quelli di cui tanto abbiamo sentito parlare: nelle scene dovo i figli studiano, in particolare in quelle dove Giacomo scrive nello scrittoio posto sotto quella piccola finestrella, è possibile così percepire ancora meglio l'opprimente atmosfera e la tetraggine della famiglia e della casa, per Giacomo- il cui sguardo fuori dalla finestra spazia verso l'infinito (come poi scriverà nella celebre poesia)- gabbie ancora più gravi della gracilità fisica. I genitori poi...meglio archiviarli: perlomeno Monaldo con il suo amore per la cultura ha alimentato il sapere dei figli dando loro modo di acculturarsi, anche se poi reprimeva il loro voler "spiccare il volo" in nome delle sue idee conservatrici e antiche; ma la madre Adelaide, con poche efficaci pennellate e sopratutto con una terribile maschera sul viso, rende proprio l'idea della donna bigotta, fredda e forse anche cattiva, preda del suo fanatismo religioso che addirittura le fa ritenere che "è un giorno lieto quello in cui Dio chiama a sè una delle sue creature" (parole rivolte al padre della ragazza morta). In un clima simile è chiaro che i tre figli crescessero oppressi, vittime di ricatti morali e affettivi, sostanzialmente infelici (solo Carlo riuscì a evadere con il matrimonio) nonostante le loro doti personali e morali. Elio Germano è un Leopardi perfetto, coinvolgente, appassionato, un ribelle che rimane schiacciato dalle convenzioni e dalla rigidità dei familiari (vedi la scena deve "urla" la sua ribellione al padre e allo zio); dapprima giovane con speranze di vita e sogni, poi uomo che si lascia vivere dolorosamente, ormai disilluso, ma nonostante ciò che conserva ancora un suo orgoglio :"Non attribuite alla mia malattia «quello che si deve al mio intelletto". Giacomo non vuole essere compatito per le sue disgrazie fisiche, ma vuole essere considerato lucido e consapevole della sua vita e delle sue scelte. In una recensione su Ciak ho letto di un "Leopardi vivo e sentito", mentre in un'intervista l'ultimo discendente della famiglia ha detto che, mentre giravano il film "sembrava che Giacomo fosse di nuovo con noi"...se questo vi sembra poco! Anche gli altri interpreti sono ottimi, anche se personalmente avrei preferito un maggiore approfondimento della figura della sorella Paolina (Isabella Ragonese), anch'essa figura interessante e molto simile al fratello nell'animo. Anche alcuni eredi della famiglia Leopardi, che come detto all'inizio hanno messo a disposizione il palazzo per le riprese del film, hanno partecipato ricoprendo alcuni ruoli minori . Chi ha voglia di vedere un film appassionante nella sua semplicità vada pure a vedere questo, non si troverà pentito!
Regia di Andy Tennat, con Gerard Butler(Mylo Boyd), Jennifer Aniston (Nicole Cassidy), Dorian Missick (Bobby), Christine Baransky (Kitty Cassidy).
La giornalista Nicole Cassidy, fiutando l’occasione della sua vita lavorativa (ovvero un misterioso suicidio dietro cui si nasconde ben altro), non si presenta in tribunale dove era stata convocata per oltraggio a pubblico ufficiale, preferendo inseguire alcuni indizi sulle giusta pista da seguire. E viene quindi dichiarata fuorilegge. Sulle sue tracce viene messo un cacciatore di taglie, che guarda caso è proprio Mylo Boyd, l’ex marito di Nicole, al quel non pare vero di poter mettere le manette alla donna che lo ha fatto soffrire. Così infatti avviene, ma sulla strada del ritorno Mylo viene coinvolto da Nicole suo malgrado nelle indagini, e decide di aiutarla…
Ero andata al cinema a vedere questo film non proprio convintissima, anzi, diciamo pure che l’ho scelto perchè avevo voglia di andare al cinema e tra tutti i film di questo periodo mi è sembrato l’unico passabile! E invece non ne sono rimasta delusa, anzi: è una commedia molto gradevole, romantica e frizzante, che riprende il canovaccio dei due ex litigiosi ma ancora innamorati, che lo scopriranno nel corso della storia, mentre agli spettatori è ben evidente da subito. La storia è prevalentemente romantica anche se condita di giallo, e i protagonisti Jennifer Aniston e Gerard Butler funzionano molto bene come coppia; lui poi, nonostante sia lontano anni luce dalla forma sfoggiata ne IL FANTASMA DELL’OPERA, è uno che “fa sangue”.E tanto anche, inspiegabilmente almeno per me… Non ho molta voglia oggi di scrivere, la recensione termina qui ma sappiate che ve lo consiglio, vale davvero la pena di vederlo!
Regia di con Andy Whitfield (Spartacus),John Hanna (Quinto Lentulo Batiato),Manu Bennett (Crisso),Peter Mensah (Enomao), Lucy Lawless (Lucrezia),Dustin Clare (Gannicus),Lesley Ann Brandt (Nevia),Viva Bianca (Ilizia),Jay Courtney (Varro),Craig Parker (Gaio Claudio Glabro). Il trace Spartacus viene catturato e venduto come schiavo assieme alla moglie Sura dai romani e trasportato a Roma. Diviso dalla moglie viene acquistato dal legato Claudio Glabro e destinato a diventare gladiatore. Per questo viene mandato nella scuola di addestramento per gladiatori di proprietà del patrizio Quinto Lentulo Batiato, dove sotto la guida del maestro Enomao viene iniziato al combattimento. Oltre alla sopravvivenza Spartacus ha un motivo particolare per accettare questa sorte: Batiato infatti gli ha promesso che se darà lustro al casato del suo padrone egli ritroverà Sura e la riporterà dal marito; purtroppo però le intenzioni del romano sono tutto l'opposto: quando riesce a ritrovare la donna la fa uccidere da un sicario, sapendo che una volta riunitosi alla moglie Spartacus avrebbe abbandonato l'arena e preteso la sua libertà. Batiato cerca di far passare la morte di Sura per un incidente, ma Spartacus non gli crede e da qui comincia a odiare un odio profondo, unito a quello che già provava per le infime condizioni di vita a cui i romani condannavano gli schiavi. Tutto ciò scatenerà un'atroce vendetta.... Le serie tv a sfondo storico sono tra quelle che ritengo più appassionanti, e anche questa non ha fatto eccezione. Come già ne "I Tudors" però, tra gli elementi principali che caratterizzano la serie c'è un numero spropositato di sangue, violenza e sesso che oltretutto, essendo la serie realizzata e trasmessa da una tv privata, non ha subito censure e quindi lo spettatore si deve pippare gente sgozzata, tagliata a pezzi, impiccata, stuprata, infilzata,crocifissa e chi più ne ha più ne metta una scena sì e una no; oltre a rapporti sessuali mostrati quasi nel minimo dettaglio con chiunque. Qui la cosa non è storicamente attendibilissima: è vero che gli antichi Romani per certi aspetti non erano il massimo della finezza, ma è vero anche che conservavano comunque una certa riservatezza; tutto avveniva all'interno delle case e non si sarebbero mai sognati di fare sesso con qualcuno in mezzo alla strada! Quanto descritto sopra può risultare disturbante per qualcuno, non solo per sensibilità personale ma anche perchè, come sempre, il troppo stroppia e dopo un po' ti viene voglia di dire "ma bastaaaaaaa, ho capito che i romani erano lussuriosi e crudeli!!!". Personalmente a volte quando le stragi e le trxxxte duravano troppo a lungo ne approfittavo per andare in bagno o a bere, o fare zapping....
Per il resto come detto il telefilm mi è piaciuto molto ed è una delle poche serie che ho seguito fino, appunto, all'ultima serie; certo se cercate somiglianze con l'omonimo film di Kubrick con Kirk Douglas è meglio che vi rivediate il DVD dello stesso, ma in sostanza la storia è appassionante e i personaggi variegati e ben costruiti. In questa prima serie e nel prequel Spartacus è interpretato da Andy Whitfield, attore morto nel 2011 a causa del linfoma di Hodgkin; venne poi sostituito da Liam McIntyre. E' un eroe sofferente, a causa della schiavitù ma soprattutto della separazione dall'amata Sura, a causa della quale accetta il suo destino di diventare gladiatore; spera infatti che così facendo la moglie gli verrà restituita, ma quando ciò non avverrà la sua ira si tramuterà in tremenda vendetta, che arriverà a coinvolgere tutti gli schiavi, assumendo così un significato non più solo personale, ma universale. Accanto a Spartacus troviamo il rivale Crisso, già gladiatore dell'arena e dapprima suo acerrimo rivale, ma che poi passerà dalla sua parte, Il maestro Enomao, che si guadagnerà il suo rispetto dimostrando di essere un uomo d'onore e non crudele,Gannicus, gladiatore star dell'arena che in questa stagione è di un'antipatia unica ma che in seguito si rivelerà uno dei personaggi più interessanti. Dalla parte dei romani troviamo in primis Quinto Batiato (interpretato dall'attore cinematografico John Hannah), debole e schiacciato dalla personalità del padre, per conquistarsi il favore del quale arriva a compiere azioni che intimamente forse aborre, affiancata alla perfida e scaltra Lucrezia (la ex Xena Lucy Lawless con capelli rossi), pronta a tutto per sostenere il marito e conquistare con lui quel posto la sole che tanto desiderano. Lucrezia è probabilmente il migliore personaggio femminile, un personaggio che rimane indimenticabile e anche affascinante nonostante la sua cattiveria, e tale rimarrà nella seconda stagione. Riassumerla più di così diventa complicatino anche per tutta la serie di intrecci che coinvolge i vari personaggi, comunque sia se amate il genere non potrete non provarla.
Regia di Hossein Amini, con Viggo Mortensen (Chester McFarland ), Kirsten Dunst(Colette McFarland ), Oscar Isaac (Rydell ), Daisy Bevan ( ). Atene,1962: i coniugi americani Colette e Chester fanno amicizia con il connazionale Rydell, che per una serie di circostanze finisce sempre ad aiutarli. Tutti e tre nascondono, a modo loro, inquietanti segreti che finiranno per intrecciare sempre di più le loro vite.... Tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, è un film di stampo e ispirazione chiaramente hitchockiana, che però al contrario dei film del grande regista rimane algido, freddo e assolutamente poco coinvolgente da ogni punto di vista. Anzi, spesso si ha la sensazione che il pistolotto venga tirato in lungo solo per giungere perlomeno alla canonica ora e mezza di durata (anche se il film dura di più ); certo i rapporti torbidi e intricati tra i tre protagonisti costituiscono il cuore della narrazione, ma non basta; tecnicamente è anche un film abbastanza patinato e con grande attenzione per i dettagli di costumi e ambientazioni, con una Grecia da cartolina valorizzata da una buona fotografia; gli attori poi mi pare diano il massimo, ma nulla da fare, non sono riuscita ad apprezzarlo più di tanto. Ora attendo con ansia il film su Leopardi, confidando sia meglio....
Regia di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone (Checco),Roberto Dancs (Nicolò),Miriam Dalmazio (Daniela), Aurore Erguy (Zoe),Ruben Aprea (Lorenzo), Matilde Caterina (zia Rita). Checco è uno dei più abili venditori di Folletto, tant'è che vince il premio come "venditore dell'anno"; il successo gli dà alla testa, comincia a fare finanziamenti su finanziamenti per comprare elettrodomestici supertecnologici e supercostosi; ma quando le vendite cominciano a calare drasticamente (e con esse, ovviamente, anche i guadagni), arriva Equitalia a pignorare tutto quanto. La moglie Daniela, operaia in una fabbrica in crisi, decide di tornare dai genitori portando con sè il figlio Nicolò, al quale il padre ha promesso che, se verrà promosso con tutti dieci, avrà in regalo una vacanza da sogno. Quando il bambini viene effettivamente promosso con il massimo dei voti, il padre si trova a dover mantenere l'ingombrante promessa; inizialmente non pùò fare altro che andare in Molise a casa della vecchia zia Rita, ma una sorpresa è dietro l'angolo.... Durante il viaggio di andata in pullman per Parigi, abbiamo visto questo ultimo film di Checco Zalone, uno dei personaggi che meno sopporto nel panorama del cinema italiano; antipatia immotivata-i film non sono malaccio- ma purtroppo..."a pelle" non mi ha mai fatto alcuna simpatia. Il film è una favola dei nostri tempi: un papà separato e in bolletta, costretto ad andare a mangiare alla Caritas, grazie ad un incontro fortuito con una ricca signora che gli offre una vacanza gratis per ringraziarlo di aver fatto parlare il figlio che non parlava da un anno (dopo il divorzio dei genitori), riesce non solo ad esaudire la promessa fatta al proprio figlio,ma anche a ricompattare la famiglia perduta a causa della sua scempiaggine. Per alcuni aspetti Checco maturerà, ma sostanzialmente gli è solo andata di lusso.... Ovviamente il film è incentrato sul personaggio Zalone, pugliese con tutti i pregi e difetti della categoria, personaggio su cui il comico ha costruito la sua fortuna, ma il migliore (anche su ammissione dello stesso comico in un'intervista su Ciak) è il piccolo attore che interpreta Niccolò, molto espressivo e simpatico, e a cui spesso sono affidati i momenti migliori del film. I momenti divertenti non mancano,sopratutto quando i due protagonisti hanno a che fare con la vecchia zia ossessionata dalla bolletta della corrente, ma è proprio la presenza di Zalone che inficia il film, sono apprezzabili solo le divertenti canzoncine che lo stesso comico, come d'abitudine, distribuisce nel film