E' morto a Roma all'età di 85 anni l'attore Nino Castelnuovo.
Era nato nel 1936, esordì nel programma tv "Zurlì il mago del giovedì" (1957), mentre al cinema esordì due anni dopo nel film "Un maledetto imbroglio" di Pietro Germi. Nel 1967 arriva la grande popolarità di pubblico con il ruolo di Renzo Tramaglino nello Sceneggiato "I promessi sposi" di Sandro Bolchi.
Tra i suoi lavori sia al cinema che in tv si ricordano: "Ritratto di donna velata" ( ), "certo, certissimo...anzi probabile" (1969), "La collegiale" (1975), "Il paziente inglese" (1997), "Le affinità alettive" (1979), "Affari di famiglia" (1987), "Il maresciallo Rocca" (1997), "Incantesim 6", "le tre rose di Eva", oltre al famosissimo spot dell'Olio Cuore negli anni '80.
E' morto a Parigi all'età di 88 anni Jean Paul Belmondo, uno dei più grandi attori francesi.
Era nato nel 1933, esordì nel 1956 con il cortometraggio "Moliere"; dopo aver interpretato alcune pellicole di successo (tra cui "La ciociara", 1960), ottiene il primo grande successo di pubblico e critica nel 1961 con "Fino all'ultimo respiro"; impostosi come sex symbol oltre che come attore di grande spessore a livello mondiale, tra i suoi film si ricordano "Peccatori in blue jeans" (1958), "Asfalto che scotta" (1960),"Rapina al sole" (1965),"Parigi brucia?" (1966),"La mia droga si chiama Julie" (1969),"Borsalino" (1970), "Gli sposi dell'anno secondo" (1971), "Una vita non basta" (1988), "I miserabili" (1995), "Uno dei due" (1998), "Un uomo e il suo cane" (2008).
Regia di Giorgio Capitani, con Giancarlo Giannini (Carlo Alberto Dalla Chiesa), Stefania Sandrelli (Dora Dalla Chiesa),Milena Mancini (Rita Dalla Chiesa),Marco Vivio (Nando Dalla Chiesa),Chiara Mastalli (Simona Dalla Chiesa),Francesca Cavallin (Emanuela Setti Carraro), Teo Bella (Francesco Coco),Ninni Bruschetta (Pio La Torre),FRancesco Pannofino (Capitano Liggeri).
In occasione del 38 anniversario dell'uccisione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell'autista Domenico Russo Su Canale 5 è stata mandata in onda (condensata in una sola serata, visto che erano due puntate) questa miniserie biografica del 2007.
Un lavoro per forza di cose agiografico ma in questo caso nel senso buono della parola, dato che - inevitabilmente- l'accento è posto sulla figura del protagonista (interpretato da un bravissimo Gianni che, nonostante la differenza fisica, fornisce un'interpretazione intensa e mai sopra le righe)facendone risaltare le qualità umane e la straordinaria rettitudine morale che lo contraddistinsero sia nella vita pubblica che in quella privata, oltre all'amore per la prima moglie Dora e per i figli, e in seguito per la seconda moglie molto più giovane di lui; infine- purtroppo, ma doveroso mostrarlo- risalta molto la solitudine in cui il Generale fu lasciato nella lotta alla mafia (e il perchè è facilissimo intuirlo) da parte dello Stato che, dopo averlo mandato in Sicilia presumibilmente per come aveva condotto con successo la lotta al terrorismo, lo abbandonò ignorando le sue doverose richieste.
A fronte di tutto ciò si possono perdonare alcuni svarioni ed errori storici, seppure fastidiosi vista l'importanza dell'argomento trattato.
E' morto ad Atene all'età di 95 anni il compositore greco Mikis Theodorakis.
Nato nell'Isola di Chio nel 1925, ha composto le musiche dei film "Zorba il greco" ( ), "Z- L'orgia del potere" (1969),"Serpico" (1973) , oltre a varie canzoni anche in Italia tra cui "un fiume amaro" di Iva Zanicchi. Perseguitato in quanto oppositore politico durante la dittatura dei Colonnelli (durante la quale la sua musica fu proibita) mise in musica anche le composizioni letterario di Panagulis.
Regia di Gianluca Maria Tavarelli, con Kim Rossi Stuart (Dario Maltese ), Claudio Castrogiovanni (Gianni Peralta),Francesco Scianna (Mauro Licata),Rike Schmid (Elisa Ripstein),Enrico Lo Verso (Luciano Consalvo),Eros Pagni (procuratore Leonci), Cloe Romagnoli (Noa Maltese)
Fine anni '70: il commissario di polizia Dario Maltese, da anni residente a Roma, torna nella città natale Trapani per assistere al matrimonio dell'amico Gianni ; qualche giorno prima però l'uomo viene ucciso in un agguato mafioso assieme alla fidanzata proprio davanti agli occhi di Maltese, che sconvolto giura di assicurare alla giustizia i responsabili. Fattosi trasferire definitivamente in Sicilia, scopre che l'amico stava seguendo un indagine su alcuni traffici riguardanti appalti e traffico di soldi e decide quindi di continuare , nel tentativo di scoprire il responsabile del duplice delitto....
Serie tv di alcuni anni fa, gradevole e ben fatta anche se dal titolo si può capire che non sia niente di particolarmente nuovo o originale (il titolo stesso sembra rifarsi a "Romanzo criminale", serie del tutto diversa come contenuti)
La storia è ambientata nella Sicilia fine anni '70/primi anni '80, periodo particolarmente drammatico per la lotta alla mafia e costellato da una lunga scia di sangue e vittime innocenti. Nei vari personaggi e vicende della storia infatti chi conosce la storia a riguardo riconoscerà parecchi personaggi realmente esistiti che hanno contribuito alla lotta in questo campo a volte sacrificando la loro vita.
Soggetto quindi non propriamente una novità (ammettiamolo, in casa nostra storie di questo tipo si sprecano), ma nonostante ciò la fiction è riuscita seppure non brilli particolarmente nel suo genere.
Il protagonista, interpretato da un sempre bravo Kim Rossi Stuart un poco ingessato, è un commissario di polizia dal passato tormentato, abile nel suo lavoro ma con una vita privata a pezzi, che viene quasi tirato per i capelli all'interno del mondo delle indagini sulla mafia e che prende consapevolezza della cosa a poco a poco, pagando anche un prezzo alto con la morte di amici e collaboratori fidati.
Il ritmo della storia è serrato e non concede spazio a sbrodolature (anche se pare impossibile evitare la solita parte sentimentale che anche qui, come in molte storie, sembra totalmente fuori luogo), il che vito il tema della fiction è un bene. Ottima ricostruzione dell'ambientazione dell'epoca.
Regia di Riccardo Milani, con Antonio Albanese (Giovanni), Paola Cortellesi (Monica), Sonia Bergamasco (Luce), Alice Maselli (Agnese), Claudio Amendola (Sergio), Simone De Bianchi (Alessio), Luca Argentero (Don Davide), Alessandra Giudicessa (Sue Ellen), Valentina Giudicessa (Pamela),Sarah Felberbabum (Camilla).
A causa delle intemperanze delle gemelle Pamela e Sue Ellen, Monica si ritrova in carcere pur essendo innocente. Per questo contatta Giovanni, il quale interessandosi al suo caso riesce a ottenere che la donna sconti solo due mesi facendo volontariato in un centro di accoglienza parrocchiale, gestito dall'energico e moderno Don Davide. Per Monica non è facile adattarsi alla nuova situazione e Giovanni decide di aiutarla....
Come avrete visto dal post precedente, sono finalmente tornata al cinema dopo UN ANNO E MEZZO! Davvero, questa è una delle cose che MAI avrei pensato che mi sarebbero capitate nella vita. Ma del resto, avrei ritenuto più probabile una guerra piuttosto che quello che è accaduto da febbraio/marzo 2020...
Comunque sia, torniamo al film: seguito di "Come un gatto in tangenziale" del 2018, è bel film gradevole pur con vari difetti: forzate le gag per introdurre i personaggi di Amendola e della Bergamasco, inutile il personaggio della Felberbaum, vari svarioni di sceneggiatura (se Monica è innocente, perchè quando entra i prigione tutte le fanno la "Ola" come se la conoscessero? Viene accennato che Monica ha paura della suore, ma il perchè non viene spiegato, così come rimane inutile e inspiegata la breve parentesi criminale delle gemelle) oltre a calcare la mano sugli stereotipi riguardanti la periferia e i suoi abitanti.
Tutto ciò non inficia il risultato finale del film, totalmente positivo: si ride e si riflette (e non poco) ci sono momenti di pura poesia (la gita per la Roma notturna di Giovanni e Monica mi ha fatto sognare!), si passano due ore gradevoli coinvolti dalle peripezie dei personaggi proprio come quelle che gli abitanti di Bastogi in una scena trascorrono n un cinema all'aperto guardando Marcello Mastroianni e Monica Vitti in "Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)" (ottima citazione cinefila). Si ritrovano personaggi già apprezzati nel primo film non molto cambiati (ma questo è positivo), con l'eccezione di Luce, più simpatica e meno snob di prima; anzi è stato bello vedere come lei e Monica abbiano familiarizzato.
Personalmente non ho apprezzato moltissimo la scelta "sentimentale" fra i due protagonisti, come coppia li avrei visti meglio come grandi amici, perchè non è necessario una storia d'amore a tutti i costi. E ammetterò un piccolo desiderio: uno spin off interamente dedicato alle gemelle Sue Ellen e Pamela, che ovviamente voglio vedere fidanzate!