Il 10 luglio è morta all'età di 96 anni l'attrice Valentina Cortese. Era nata a Milano nel 1923, debuttò nel cinema nel 1940 in "L'orizzonte dipinto"; la notorietà arrivò con "la cena delle beffe" (1942) che la consacrò come la più importante giovane attrice del cinema italiano degli anni '40 assieme ad Anna Magnani e Alida Valli. Ha avuto anche una lunga carriera teatrale e televisiva, ed era nlto nota anche all'estero. Tra in suoi film si ricordano: "I miserabili" (1948), "Le amiche" (1955), "La contessa scalza" (1955), "Barabba" (1961), "Giulietta degli spiriti" (1964), "Quando muore una stella" (1968), "Effetto notte" (1973),"fratello sole, sorella luna" (1973), "Storia di una capinera" (1993), "Via Montenapoleone" (1987), "Diva!" (2017).
Il 16 agosto è morto a Los Angeles l'attore Peter Fonda, all'età di 79 anni. Figlio d'arte (il padre era l'attore Henry Fonda), fratello dell'attrice Jane e padre dell'attrice Bridget, era nato a New York nel 1940, come molti figli d'arte non ebbe un'infanzia facile: diviso tra un padre donnaiolo e assente e una madre spesso ricoverata in clinica per problemi mentali, fu traumatizzato dal suicidio della madre quando aveva dieci annie l'anno dopo da un grave incidente mentre giocava con un'arma trovata in casa. Dopo aver studiato recitazione e aver lavorato in teatro, esordisce nel mondo del cinema nel 1963 nel film "Tammy and the doctor" (inedito in Italia). Per alcuni anni lavra assiduamente, ma con l'arrivo della controcultura vi aderisce cominciando una vita sregolata che però gli portò anche fortuna, visto che il grande successo di pubblico arriva con "Easy Rider" (1967), accanto a Dennis Hopper e Jack Nicholson. Il film diventa in breve il manifesto della controcultura e del movimento hippie e pacifista di quegli anni, considerato il "road movie" per eccellenza e uno dei migliori film del '900. In particolare la figura di Capitan America, il personaggio interpretato da Fonda, diventò iconica. Tra i suoi film si ricordano anche : "Fuga da Hollywood" (1971), "La corsa più pazza d'America" (1981), "Fuga da Los Angeles" (1996), "L'oro di Ulisse" (1999), "Ocean's Twelve" (2004), "Quel treno per Yuma" (2007), "Ghost Rider" (2007), "Un viaggio stupefacente" (2018).
Regia di Josie Rourke, con Saoirse Roan (Mary Stuart), Margot Robbie (Elizabeth I), Joe Alwyn (Robert Dudley), Jack Lowden (Henry Darnley),Guy Pearce (William Cecil), Ismael Cruz Cordova (Davide Rizzio),Gemma Chan (Bess di Hardwick). Nel 1561, alla morte del marito Francesco II di Francia, Mary Stuart ritorna in Scozia e si stabilisce presso il fratello James allo scopo di rivendicare il trono del proprio paese e farsi riconoscere come successore dalla cugina, Elizabeth I d'Inghilterra. In Inghilterra però la prospettiva di avere in futuro una regina cattolica non è affatto ben vista e Mary quindi è vista come un grosso pericolo da tenere sotto controllo; a tale scopo Elizabeth ordina a Mary di maritarsi con un nobile inglese ed ella sceglie Lord Darnley, che però le darà più problemi che altro. Nel frattempo anche in Scozia le rivolte contro Mary aumentano.... I film ad ambientazione storica mi attirano quasi sempre, e questo non ha fatto eccezione. E' stata una bella visione, pur non potendo non notare il difetto di strizzare troppo l'occhio a tematiche moderne che all'epoca non esistevano e che qui sono state inserite in maniera palesemente forzata. Punto di forza principale sono sicuramente le due bravissime protagoniste, Saoirse Roan e Margot Robbie, meritatamente tra le giovani attrici emergenti più quotate. In un certo senso si mangiano letteralmente la scena pur avendone una sola in comune (scena inventata, perchè storicamente non ci fu mai alcun incontro tra Mary ed Elizabeth), dando vita a due personaggi femminili in un certo senso soli contro tutti, a volte discriminate perchè donne nonostante il potere, abituate a vivere tra intrighi e tradimenti e a non fidarsi realmente di nessuno. Insomma alla fin fine non il massimo della vita, ho pensato io. Due donne forti con tante debolezze (per entrambe il desiderio di amare ed avere figli, per Mary il desiderio di essere accettata dalla sua gente, per Elizabeth il dolore di non averne e in più anche il dolore per l'aspetto fisico decadente per via delle vecchiaia e delle malattie), capaci tuttavia di prendere decisioni difficili se non spietate; purtroppo il mondo a quell'epoca era davvero molto complicato.
Il film scorre, nulla da dire, ma come ho accennato prima cede a quella che è una moda del momento: infilare a tutti i costi tematiche "moderne" in trame che nulla c'entrano con esse, sopratutto per le epoche in cui è ambientata la storia. Due esempi su tutti: il presunto femminismo di Mary ed Elizabeth con accenna a una presunta "sorellanza" che ci dovrebbe essere fra loro (quando Mary scrive che loro due si dovrebbero sostenere perchè sole in un mondo di uomini, cosa vera solo fino a un certo punto) o la solita omosessualità, precisamente nella coppia Rizzio- Darnley,infilata stravolgendo la realtà storica: ci furono delle voci riguardo a ciò, ma Rizzio fu ritenuto anche l'amante di Mary per lungo tempo, quindi non capisco perchè dare per certe quelli che erano solo pettegolezzi di palazzo. Il finale della vicenda è ben noto, da notare come può essere curioso il destino: Elizabeth fece di tutto per ostacolare Mary fino a tenerla in prigione quasi vent'anni e condannandola poi a morte, ma dato che lei di figli non ne ebbe poco prima della sua morte fu costretta nominare proprio erede James, il figlio di Mary. Nel 2019 il film ha ricevuto tre nominations agli Oscar: trucco, acconciatura e costumi. Visto al cinema nel febbraio 2019.
E' morto a Roma all'età di 82 anni il grande attore italiano Carlo Delle Piane. Era nato a Roma nel 1936 e aveva esordito nel 1948, la notorietà arrivò nel 1951 con il film "Guardie e ladri", dove interpretava il figlio di Totò, rinsaldata subito dopo con "Un americano a Roma" (1954) dove interpreta il migliore amico del protagonista, Alberto Sordi. Da allora la sua carriera è sempre stata in salita, seppure poco da protagonista, ma con ruoli caratteristici che sono rimasti impressi nella memoria del pubblico. Ha lavorato con i più grandi registi italiani dagli anni '50 in poi, e anche in molte produzioni minori; si ricorda in particolare il suo sodalizio con Pupi Avati, cominciato negli anni '70 dopo che l'attore si era appena ripreso da un grave incidente automobilistico, a causa del quale era rimasto in coma per un mese. Il primo film del loro sodalizio fu "Tutti defunti...tranne i morti" (1974), che mise in luce la bravura dell'attore anche nelle parti drammatiche. Con Pupi Avati girò vari film: "REgalo di Natale" (1986 ) e il suo seguito "La rivincita di Natale" (2004 ), "Festa di laurea" (1985 ), "Una gita scolastica" (1983 ), "La via degli angeli" (1999 ), "Dichiarazioni d'amore" (1994). Tra gli altri film si ricordano: "La famiglia Passaguai" (1951), "Ladro lui, ladra lei" (1958), "L'amico del giaguaro" (1959), "Ferragosto in bikini" (1960), "Il monaco di Monza" (1963), "Totò e Cleopatra" (1964), "Pensiero d'amore" (1969), "Teresa la ladra" (1973), "I cavalieri che fecero l'impresa" (2001), "Chi salverà le rose" (2017). Carlo delle Piane ha vinto la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia come miglior attore per "Regalo di Natale" nel 1986, il Nastro D'argento come miglior attore per "Una gita scolastica" nel 1984 e nel 2013 il Premio "Massimo Troisi" alla carriera.
Il luglio è morto a 96 anni Franco Zeffirelli, uno dei registi italiani più noti al mondo. Aveva anni ed era da tempo malato. Zeffirelli era nato nel 1923 a Firenze, ed era figlio illegittimo; dopo aver frequentato l'Accademia , esordì nel secondo dopoguerra come scenografo curando la messa in scena di "Troilo e Cressidra", di Luchino Visconti. Sempre con Visconti compì i primi passi nel mondo del cinema, come aiuto regista in SEnso e LA terra trema"; esordì come regista di teatro nel 1954 con "La Cenerentola", mentre sul grande schermo esordì nel 1957 con "Camping". Da allora nella sua carriera ha sempre alternato il cinema e il teatro. La sua passione per quest'ultimo e in particolare per l'opera di Shakespeare unì i due mondi nel 1967 con "La bisbetica domata" e nel 1968 con il celeberrimo "Romeo e Giulietta", film che lo portò alla ribalta internazionale vincendo anche due premi Oscar (costumi e fotografia) e svariati altri riconoscimenti. Nel 1966 aveva diretto "Per Firenze" un documentario sull'alluvione della città. Del 1971 è "Fratello Sole, Sorella Luna", sulla vita di San Francesco e Santa Chiara. Nel 1974 curò la regia televisiv in mondovisione dell'Apertura dell'Anno Santo. Del 1976 è "gesù di Nazareth" che uscì in due parti al cinema per poi essere riadattato per la Tv; a seguire "Il campione" (), "Amore senza fine ( ), "Il giovane Toscanini" ( ), "Amleto" (1990), "Storia di una capinera" (1993), "Jane Eyre" (1996), "Un tè con Mussolini" (1999), "Callas Forever" (2002). Nel frattempo continua sempre la sua attività teatrale, sterminata. Purtroppo nonostante il CV di tutto rispetto (è un eufemismo), dopo la sua morte Zeffirelli - che da ragazzo fu partigiano in una formazione liberale- è stato oggetto di insulti sui social network , per il fatto di essere sceso in politica a fianco di Sivlio Berlusconi negli anni '90, militando anche come senatore della Repubblica, interessandosi prevalentemente a temi culturali e ambientali. Segno che la stupidità di certa gente non ha proprio limiti....
Rieccomi qui dopo mesi di assenza....anche se non so se tornerò definitivamente. Ma intanto rompo di nuovo il ghiaccio. La nascita di questo post risale a qualche mese fa, quando una mia amica, vedendo la copertina di diario su FB (un disegno fatto dall'autrice Elisabetta Borsetti raffigurante Anne Neville e Richard III) mi ha chiesto che cartone fosse (visto che per lo stile dei personaggi ricordano molto un cartone). La mia mente si è così attivata con il solito lavorìo di fantasia che, quando corre, è impossibile da fermare. E quindi...se "The White Queen" fosse un film di animazione, chi potrebbero essere i vari personaggi? Ho cercato di dare una risposta utilizzando personaggi di cartoon già esistenti (sia Disney che non). Ed ecco il risultato... Edoardo IV : La Bestia quando diventa Principe (da "La bella e la bestia)
Elisabetta Woodville: Aurora "
George, duca di Clarence: Febo de "Il gobbo di Notre Dame"
Isabella Neville: Belle
Richard, duca di Gloucester: Il protagonista de "L'incantesimo del lago" Anne Neville: Anna di "Frozen" (con outfit decente, perchè ammettiamolo, la poverina è vestita da schifo in quel film!), oppure la protagonista de "L'incantesimo sul lago" con diverso colore di capelli (Anne era rossa).
Francis Lovell (personaggio fondamentale nella storia però eliminato dalla serie tv): John Rolf di "Pocaontas 2: viaggio nel nuovo mondo"
Margherita D' Angiò: la regina di "Biancaneve e i sette nani"
Edoardo di Lancaster: Caio de "La spada nella roccia"
Margaret Beaufort: Madre Gothel di "Rapunzel"
Lord Stanley: Gaston de "La bella e la bestia" (un po' meno imbecille)
Henry Tudor: Taron de "Taron e la pentola magica"
Elisabetta di York bambina & fratelli e sorelle: Wendy di "Peter Pan" (Elisabetta), Elsa da piccola (Cecily), Semola (Edward), Zephyr de "Il gobbo di Notre Dame 2" (Richard). Non sono riuscita a trovare un prestavolto per Warwick e Jacquetta...
Una notizia che davvero non avrei mai voluto sentire, e come penso la maggior parte di quelli della mia generazione: è morto Luke Perry, l'attore che per vari anni ha interpretato il ruolo di Dylan in "Beverly Hills 90210", telefilm che ha segnato gli anni '90. Luke Perry aveva 52 anni e qualche giorno fa era stato colpito da un ictus, da subito era risultato gravissimo; oltre a Beverly Hills aveva girato anche vari film, tra cui "Buffy l'ammazzavampiri" (da cui poi deriverà la famosa serie tv), "8 secondi" e "vacanze di Natale '95", e la serie Tv "Riverdale". Per me è davvero un giorno molto triste: quando è iniziato Beverly Hills avevo 12 anni, ero alle medie ed è stato un telefilm che ho seguito per molti anni (non fino alla fine perchè le ultime stagioni non le ho viste) e che ha segnato la mia adolescenza: quanti ricordi, ma davvero! Da qualche parte ho ancora due scatoloni con album di figurine, poster, foto, gadget, articoli di giornale...avevo anche tre magliette, di cui una proprio con Brenda & Dylan; ricordo il piacere di apsettare il giovedì sera, appuntamento fisso, e poi il giorno dopo parlare della puntata con i compagni di classe (cosa che oggi, con il moderno modo di fruire delle serie tv, credo si sia persa), e anche il piacere di rimanere con il fiato sospeso visto che era molto difficile avere anticipazioni in tempi brevi, e quelle che venivano pubblicate dai giornali spesso erano false. Ricordo la gioia quando vinse il Telegatto come migliore telefilm straniero (due volte credo). Ricordo scambiare materiali con compagne di scuola fan di altre cose, ricordo quando andavamo al mercato e cercavamo le magliette, o le litigate con i genitori che pensavano avessi troppi poster in camera...insomma, di ricordi che mi legano a questa serie tv ce ne sono un infinità. Questo anche se non fosse stata, come invece è- uno spartiacque nei programmi tv per adolescenti: finalmente era il primo telefilm che parlava di ragazzi adolescenti (seppure con interpreti un po' più in là negli anni...) e dei lor problemi a tutto tondo, seppure in un ambiente edulcorato come quello di Beverly Hills. Che dire....da oggi mi sembra davvero che la gioventù se ne sia andata definitivamente. Ciao Luke!