Il 30 dicembre è morto a Roma all'et di 82 anni l'attore Renato Scarpa, famoso come caratterista del cinema italiano.
Era nato a Milano nel 1939 e aveva esordito al cinema alla fine degli anni '60. Tra i suoi film si ricordano "Nel nome del padre" (1972), "Suspiria" (1977),"Un borghese piccolo piccolo" (1977), "Un sacco bello" (1980), "Ricomincio da tre" (1981), "Ladri di saponette" (1989), "Volere volare" (1991), "La riffa" (1991), "Sud" (1993), "Il postino" (1994), "Il talent di Mr. Ripley" (1999), "La stanza del figlio" (2001), "Ravanello pallido" (2001), "The tourist" (2010), "Habemus papam" (2011), "Mia madre" (2015), "Il racconto dei racconti" (2015), "Domani è un altro giorno" (2019), oltre a varie serie tv.
Regia di Rob Marshall, con Emily Blunt (Mary Poppins), Lin Manuel Miranda (Jack),Ben Wishaw (Michael Banks),Emily Mortier (Jane Banks), Pixie Davies (Annabelle), Nathanael Saleh (John Banks), Joel Dawson (George Bancs),Meryl Streep (Topsy),
Londra, 1935: Jane e Michael Banks sono ora adulti, vivono nella stessa casa di famiglia di Viale dei Ciliegi con l'anziana domestica Ellen e Annabel, John e Georgie, i tre figli di Michael (che è vedovo).
Sono gli anni della Grande Depressione e la famiglia vive in ristrettezze economiche, anche perchè la casa rischia di essere pignorata dal signor Wilkins, proprietario della Banca dove lavorava Mr Banks un tempo e dove ora lavora Michael.
Finchè un giorno in aiuto ai bambini vecchi e a quelli nuovi arriva di nuovo Mary Poppins....
All'epoca dell'uscita del film al cinema non ho voluto vedere questo "sequel" di "Mary Poppins", dato che non amo molto remake e affini di classici di questo tipo.
In seguito la curiosit ha avuto la meglio e l'ho recuperato, e devo dire che sono rimasta picacevolmente sorpresa: ho trovato un bel film piacevole ben interpretato e perfetto come classico "moderno" disneyano. Nonostante qualche pecca (inevitabile notare le ripetizioni, con personaggi diversi, delle stesse situazioni dell'originale) non mi è affatto dispiaciuto.
Per fortuna a differenza di parecchi remake di questi anni il film si astiene dall'infilare in una storia che non c'entra nulla morali odierne, escludendo il femminismo già presente nel primo film con il personaggio di Jane adulta (ricalcato su quello della madre, suffragetta). I messaggi lanciati dal film e dalla nuova tata ricalcano anch'essi i vecchi e quindi non snaturano la storia, e in generale ho avuto la sensazione ci fosse tra attori, regista ecc- una consapevolezza di non ricalcare s tutti i costi il precedente film ma di fare qualcosa a parte (il che secondo me non ha guastato).
Emily Blunt supera positivamente la prova come Mary Poppins in carica; volente o nolente il confronto è inevitabile, ma ho trovato la sua prova d'attrice molto buona nel creare un personaggio originale che non scimmiotta quello precedente ma ne d una nuova e diversa interpretazione; bravi anche i bambini e Colin firth una volta tanto nei panni del cattivo di turno. Purtroppo si sente la mancanza di una spalla come Bert, dato che Lin Manuela Miranda, l'attore che interpreta il lampionaio, assolve molto bene al suo ruolo in sè ma come personaggio è piuttosto inesistente: in questo caso purtroppo il confronto è davvero inevitabile. Impeccabile come sempre Meryl Streep nei panni di Topsy, la svitata cugina di Mary, menzione speciale per Angela Lansbury nel piccolo ruolo della Signora che vende i palloncini al parco.
Breve nota riguardo alla colonna sonora: musicalmente parlando nulla da dire e anzi, finalmente si risentono delle musiche in uno stile classico disneyano; ma sono le parole delle canzoni a essere la nota stonata, visto che (come ormai tutte le canzoni dei moderni film Disney) risultano piatte e sciocche (quel "stupendosa idea" non si può proprio sentire, a me ricorda tanto l'Italico "petaloso"!).
L'anno scorso abbiamo tutti salutato il 2020 con un sospiro di sollievo e la speranza che il 2021 peggio di così non poteva essere; diciamo che le speranze collettive e le mie personali si sono avverate solo a metà.
Per quanto mi riguarda, i problemi sul lavoro continuano in uan scuola diversa ma con situazione altrettanto pesante di quella dell'anno scorso.
A livello di salute, anno decisamente negativo: risolti parzialmente i problemi dell'anno scorso, ne sono spuntati altri che a distanza di mesi non si riesce a identificare; oltretutto anche mia mamma e mia sorella stanno avendo problemi di salute molto seri, per questo l'attuale situazione sanitaria mi fa preoccupare ancora di più
Livello personale: situazione non pervenuta, ma comunque ho iniziato un percorso che spero mi possa aiutare in qualche modo se non a cambiare la mia vita, perlomeno ad accettare ciò che non può essere cambiato. La strada comunque è ancora lunga, problemi vecchi di decenni non si possono risolvere in poco tempo.
Insomma le uniche cose positive di quest'anno sono stati i vaccini e il ritorno al cinema dopo un anno e mezzo...un po' poco anche per i miei standard non altissimi.
Per quanto riguarda le mie visioni cinematografiche e non, l'unico colpo di fulmine di quest'anno è stata la serie tv "Il commissario Ricciardi" con relativi libri, per il resto ho visto cose belle e cose meno belle ma poco di entusiasmante.
Ecco la mia classifica 2021, come sempre non in ordine di preferenza:
- Il commissario Ricciardi (serie tv)
- Come un gatto in tangenziale- Ritorno a Coccia di Morto;
Regia di con Luca Marinelli (Diabolik), Miriam Leone (Eva Kant), Valerio Mastandrea (Ispettore Ginko), Serena Rossi (Elisabeth Grey), Alessandro Roja (Giorgio Caron).
Clearville, anni '60: Diabolik è un imprendibile criminale, spina nel fianco dell'ispettore Ginko che nonostante gli sforzi non riesce a catturarlo. Nel tentativo di rubarle un raro diamante in suo possesso Diabolik conosce l'ereditiera Eva Kant e si innamora di lei, che a sua volta conquistata diventa la sua compagna e complice. Eva però è corteggiata dal viceministro della Giustizia Giorgio Caron, che per "convincerla" la ricatta....
Ultimo film di quest'anno al cinema , inizio premettendo che conosco sommariamente l'opera delle sorelle Giussani da cui il film è stato tratto quindi non posso fare grandi confronti con l'originale.
Il film mi è piaciuto e tecnicamente è bello e fatto molto bene: bravissimi gli attori, belle le ambientazioni e la colonna sonora, storia un po' inverosimile e tirata un po' in lungo con troppi accenni lasciati in sospeso (preludio ad altri sequel?). Unica cosa (e non di poco conto): l'ho trovato piuttosto freddino, non mi ha trasmesso alcuna emozione (se non il dispiacere per tutti quei poveretti fatti fuori da Diabolik senza alcuno scrupolo).
La storia si concentra sull'incontro tra il Re del Terrore e la sua amata storica Eva Kant e sull'inizio della loro relazione: nelle intenzioni dei registi probabilmente era l'incontro tra due anime gemelle "particolari" (eufemismo) e perennemente avulse dal mondo e dal contesto in cui vivono, che si trovano riconoscendosi e compensandosi a vicenda. Bellissimo, peccato che non ci sia alcuna vera alchimia tra i due personaggi, pur essendo Luca Marinelli e Miriam Leone (presi singolarmente) bravissimi e coinvolgenti nei loro ruoli...ma ripeto, è proprio come coppia che non si vedono, se non per brevi attimi (quando comunicano con il codice Morse ad esempio). Lui poi nelle scene in cui lo si vede con la "fidanzata finora in carica" Elisabeth Grey ( una Serena Rossi sprecatissima) viene voglia di farlo prendere a pizze in faccia da Hulk; qualcuno molto più bravo e competente di me riguardo a recensioni dei film ha scritto che in Diabolik probabilmente si nasconde l'animo di un Furio o di un Raniero almeno riguardo alle donne, e sono completamente d'accordo visto che è una cosa che penso da sempre quando mi capita di leggere o vedere di questi "bei tenebrosi oscuri". Attenta cara Eva!
Ho comunque apprezzato il fatto che i personaggi non siano stati snaturati: Diabolik viene mostrato per quel che è, un genio del Male che non si fa scrupolo a eliminare poveri Cristi capitati per sbaglio sulla sua strada, con una sua morale (poca); Ginko tenace e malinconico (Valerio Mastandrea, il migliore dei tre); Eva bellissima, altera, stufa della sua vita e desiderosa di emozioni di ben altro genere (e anche lei con qualcosa di torbido nell'animo, altrimenti non si capisce come possa legare con Diabolik).
In due brevi ruoli appaiono anche Claudia Gerini e Vanessa Scalera, la Imma Tataranni dell'omonima serie tv.
P.S: spero che la Bolla mi perdonerà l'affettuosa citazione.
Regia di Neri Parenti, con Massimo Boldi (Enrico Ombroni ), Christian De Sica (Fabio Ciulla ), Biagio Izzo (Gennaro Saltalaquaglia),Enzo Salvi (Oscar Tufello), i Fichi D'India (Max e Bruno),Lucrezia Piaggio (Lorella).
Per distrarre la figlia adolescente Lorella dal suo proposito di diventare Letterina di un programma tv il generale dei Carabinieri Enrico decide di trascorrere le vacanza di Natale con lei facendo una crociera in Egitto. Alla stessa crociera partecipano anche l'avvocato Ciulla che sta cercando di riconquistare la ex moglie, e Max e Bruno, due ingenu fratelli entrati in possesso di due anelli antichissimi a loro insaputa magici: uno porta fortuna e l'altro porta jella....
Uno dei cinepanettoni più noti e di successo, anche se francamente non ho mai capito perchè visto che non ha nulla di diverso rispetto agli altri.
I siparietti comici dei vari personaggi e le loro caratterizzazioni sono più o meno gli stessi di quelli ripetuti nel tempo in questo genere di film, così come i personaggi stessi: abbiamo De Sica che fa il marito traditore pentito (o quasi), Boldi più serio nel ruolo di un padre in contrasto con le aspirazioni della figlia adolescente (e che riserverà una piccola sorpresa nel finale), i Fichi D'India sono due fratelli pasticcioni, Enzo Salvi il solito romano squinternato ecc ecc.
Rispetto ad altri credo che la cosa bella del film sia percepire il fatto che gli stessi interpreti si siano divertiti durante il loro lavoro, al di là del tipo di comicità talvolta eccessiva.
Regia di William Lau, con le voci italiane di: Daniela Fava (Annalisa, Erika, Narratore), Simone D'Andrea (Dominik), Riccardo Niessem Onorato (Julian).
In un minuscolo regno nascono nello stesso giorno due bambine: la principessa Annalisa, figlia del Re, ed Erika, figlia di popolani. Trascorsi 18 anni, Annalisa è soffocata dai doveri e dalle imposizione della Corte, nonchè dalla consapevolezza che presto la aspetta un matrimonio combinato; per evadere (letteralmente) da Palazzo la giovane comincia a girovagare in incognito per il Regno, dove incontra Erika. Entrambe sorprese dalla propria somiglianza e dopo aver scoperto la comune passione per il canto le due ragazze fanno amicizia...
Versione "Barbifera" del classico di Mark Twain "Il principe e il povero" ( ), è il film di Barbie che mi è piaciuto di più tra quelli che ho visto (pochi).
Non che abbia qualcosa di speciale rispetto agli altri ma mi ha divertito un po' di più.
Per il resto, tutto come sempre: c'è Barbie nei panni di una principessa ribelle stile "Vacanze romane", stavolta con un alter ego con cui ci sarà un'ovvia storia di scambio partendo da un assunto totalmente assurdo, ovvero: che le due protagoniste siano totalmente identiche (Come anche narrata dalla canzone "Sono uguale a te" che accompagna il loro primo incontro). Ma dove, che non si assomigliano nemmeno per le unghie?!
Difatti quando si scambiano tutti i coinvolti credono all'errore sostanzialmente perchè in realtà non hanno mai visto Annalisa di persona....comunque vi assicuro che nemmeno i bambini all'epoca hanno creduto alla storia dello scambio!
Abbiamo Ken nella parte del Principe di turno, i soliti animali da accompagnamento (stavolta un cane e due gatti, leggermente ridicoli), un complotto che viene sventato dalla forza dell'amore e dell'amicizia ecc ecc.
Si lascia vedere senza infamia nè lode, ricordo che le Barbie corrispondenti erano molto carine sopratutto quella di Erika.
Regia di Mark Dindal, con le voci italiane di: Luca Bizzarri (Kuzco), Adalberto Maria Merli (Pascha),Anna Marchesini (Yzma),Paolo Klessisoglu (Kronk).
Kuzco è un giovane e viziato imperatore Inca, che come regalo per il suo 18esimo compleanno decide di costruire un parco acquatico personale su una collina già abitata da alcuni contadini. Quando Pascha, il capo del villaggio, si reca da Kuzco per esternare le proprie rimostranze, questi non se ne cura affatto e lo caccia via, sprezzante.
Il regnante non sa che nel frattempo la strega Yzma ha ordito un complotto contro di lui per avvelenarlo e prendere il potere al suo posto; ma a causa della sbadataggine dell'aiutante Kronk la pozione bevuta da Kuzco lo trasforma in un lama, che viene abbandonato alle pendici del villaggio e ritrovato proprio da Pacha....
CArtoon Disney poco conosciuto rispetto ad altri, se non per i personaggi di Yzma e sopratutto di Kronk, diventati a loro modo iconici.
Storia simpatica e diversa dai canoni disneyani fino ad allora in voga; forse per questo ha ottenuto meno successo e anche oggi è fra i cartoon meno ricordati. Eppure io- che l'ho visto solo pochi anni fa avendolo perso all'epoca- l'ho trovato fresco come stile, moderno e originale, con personaggi anch'essi diversi dai soliti presenti in questi cartoni.
Innanzitutto Kuzco, il protagonista, giovane imperatore egoista e viziato dedito a soddisfare esclusivamente i propri desideri, ma anche ingenuo e in fondo solo, visto che non riesce a credere alle cattive intenzioni di Yzma fino a quando non ci sbatte il muso.
La serie di eventi raccontati nella trama lo porterà a dover arrangiarsi da solo e a sperimentare la vita di qualcuno che non solo viene del tutto ignorato dagli altri ma che comunque deve pure affidarsi a qualcuno se vuole avere qualche chance di sopravvivenza; il caso vuole che questo qualcuno sia proprio Pascha, il capovillaggio che aveva trattato con disprezzo poco prima.
La storia verte sul viaggio che i due intraprendono per riportare Kuzco a Palazzo e smascherare la strega; ovviamente gli ostacoli sono intervallati da numerose situazioni comiche, dove le due coppie (Pascha- Kuzco e Yzma-Kronk) si ritrovano in situazioni parallele che rischiano di mandare il loro piano a monte; la parte più divertente in tal senso è quella del locale dove sostano, e in cui Kronk rivela inaspettate doti di chef alla Cannavacciuolo.
Se i protagonisti principali sono simpatici e funzionano adeguatamente, i personaggi che rimangono più in mente però sono proprio la cattiva Yzma (una Crudelia de Mon più comica) e Kronk, ingenuo e ottuso ma non cattivo; molto carina anche la simpatica e peperina moglie di Pascha, personaggio femminile diverso dai soliti disneyani.