Regia di Giovanni Veronesi, con Piefrancesco Favino (D'artagnan), Rocco Papaleo (Athos), Valerio Mastandrea (Porthos), Sergio Rubini (Aramis), Margherita Buy (Regina Anna), Matilde Gioli (Costanza), Anna Mouglasis (Milady), Alessandro Haber (Cardinale Mazarino) 1650 circa: dopo vent'anni dalle vicende che li resero famosi e ormai ritiratisi a vita privata D'artagnan, Athos, Porthos e Aramis vengono richiamati dalla Regina Anna per salvare la Francia, devastata dalle guerre di religione. Cinici, disillusi ma sempre abilissimi con spade e moschetti accetteranno di portare a termine la rocambolesca missione... Come quasi sempre ormai, ho deciso di trascorrere il mio Ultimo dell'anno al cinema; e quest'anno chi meglio dei miei amati moschettieri poteva traghettarmi nel 2019? La cosa, devo dire, mi fa sperare bene per il nuovo anno! In un'intervista a Ciak il regista Giovanni Veronesi ha definito il film "un regalo di Natale" del regista agli spettatori; se è così è davvero da ringraziare! Prima di tutto c'è da dire che non è una rivisitazione fedele del romanzo, nè del suo seguito "Vent'anni dopo", anche se si svolge appunto proprio vent'anni dopo dai fatti più famosi. I nostri moschettieri da anni hanno appeso la spada al chiodo, le loro strade si sono separate e hanno vissuto vite totalmente diverse, invecchiando non benissimo: D'Artagnan è un proprietario terriero con famiglia non proprio felice, Aramis ha preso i voti, Athos di diletta in avventure sessuali di poco gradimento e Porthos, affetto da depressione, vive schiavo dell'oppio e del vino e inizialmente si vergogna talmente tanto della sua condizione che nemmeno si fa trovare dai suoi vecchi amici. Anche la Regina Anna è invecchiata, è svanita, ma deve tirare avanti perchè il figlio Luigi XIV è un incapace e per di più di salute cagionevole causa stravizi; la Francia però è devastata dalle guerre di religione e la sovrana non riesce a venire a capo di tutti questi problemi. In extremis le viene in mente ci chiedere l'aiuto di quelli che un tempo furono i suoi uomini più fidati, trovandosi di fronte una specie di Armata Brancaleone", dotata però di tanta voglia di riscatto. Non è il massimo ma non ci sono alternative, e così i nostri moschettieri, accompagnati da un servitore chiamato "Servo Muto" (ma D'artagnan lo chiama Sergio) parton per quella che sarà soprannominata la "penultima missione". Da qui tutta una serie di avventure a volte troppo strampalate pur considerando lo stile e il contesto del film, una riproposizione della storia dei moschettieri in salsa pop, con elementi classici che si mescolano a elementi moderni, sopratutto nel look dei personaggi, in un susseguirsi che riesce comunque a mantenere un buon ritmo narrativo filare fino alla fine del film, nonostante qualche buco nella trama e sopratutto un finale in salsa moderna che non c'entra nulla e francamente si poteva evitare.
Gran parte del merito va anche al cast di attori, bravissimi e affiatati: ai quattro moschettieri di Favino (un D'artagnan sempre in bilico tra il romantico e lo sporcaccione), Papaleo (Athos disilluso), Rubini (Aramis saggio) e Mastandrea (Porthos votato alla massima sincerità) si aggiungono le donne, la svanita Regina Anna di Margherita Buy, la vivace dama di compagnia Matilde Gioli e la Milady di Anna Mouglasis a cui viene data per la prima volta un interpretazione un po' diversa ma realistica: è cattiva, sì, ma diventata tale a causa di tutte le violenze e sofferenze subìte nella sua vita. E il finale che la riguarda la scia sul suo personaggio un retrogusto amaro. Da non trascurare la colonna sonora, perfettamente in linea con lo stile del film, che mischia brani classici a brani di musica pop. Insomma è proprio il caso di dire "cominciamo bene", ma in senso buono! Visto il 31 dicembre 2018
Il 5 agosto è morto ad Assisi all'età di 79 anni il regista Alberto Sironi, famoso per aver diretto tutta la serie del Commissario Montalbano da 1997. Era nato a Busto Arsizio nel 1940, e si era formato alla scuola d'arte del "Piccolo Teatro di Milano" e dopo varie esperienze teatrali negli anni '70 cominciò a collaborare con la Rai con alcune inchieste sportive e di cronaca. Nel 1978 esordisce come sceneggiatore di due telefilm tratti dalla raccolta "Il centodelitti" di Giorgio Scerbanenco. Tra i suoi lavoris si ricordano: "Il grande Fausto" (1995), "Una sola debole voce" (1998), "Salvo D'Acquisto" (2003), "Virginia, la monaca di Monza" (2004), "Pinocchio" (2008), "Eroi per caso" (2011).
Regia di Wayne Roberts, con Johnny Depp (Richard) Rosemay De Witte (Veronica),Odessa Young (Olivia), Danny Houston (rettore). Richard, professore universitario di letteratura, scopre di avere circa un anno di vita a causa di un male incurabile. Decide così di modificare drasticamente la propria vita: caccia dalle lezioni gli studenti che non gli aggradano, affronta il fallimento del proprio matrimonio con la moglie Veronica, si dà ai bagordi mentre cerca di ottenere un permesso dal lavoro per realizzare il sogno di scrivere un romanzo.... Un film che cerca di ricalcare (negli intenti e in parte della trama) il celeberrimo "L'attimo fuggente", non riuscendoci. Johnny Depp è bravo come sempre ma da solo non può sempre bastare nei film, e qui abbiamo una trama che si perde per strada e poco supportata dalla sceneggiatura. Il protagonista è Richard, professore universitario stanco del suo lavoro e di un matrimonio evidentemente fallito (visto che oltretutto la moglie lo tradisce proprio con il rettore della sua Università), al quale viene dato al massimo un anno di vita per un tumore ormai inoperabile. La notizia ovviamente sconvolge il poveretto, il quale decide di rivoluzionare la sua vita permettendosi d fare e dire tutto ciò che fino ad allora non aveva fatto. Si lascia quindi andare a tutta una serie di esperienze di vario tipo di cui non si intuisce bene il senso, anche perchè lui dichiara che il suo più grande desiderio è scrivere un romanzo nel breve lasso di tempo che gli rimane da vivere; ma nessuna di queste esperienze può servirgli qualche modo. Gli unici rapporti positivi sono quelli con la figlia e il migliore amico (un po' insistente ma generoso); anche il rapporto con gli alunni sotto sotto non è così libero e spontaneo come vuole far credere, a mio avviso è apparso molto forzato. Non parliamo poi del rapporto amore- odio con la moglie, che per quanto possa risultare veritiero lascia un senso di amaro, visto che nemmeno di fronte all'imminente tragedia questa coppia sembra risolvere qualcosa, nemmeno quando hanno un lacunoso chiarimento finale. Il film si trascina stancamente fino al misterioso epilogo, che anch'esso ricalca un famoso film, "Cast away" con Tom Hanks. Insomma, la tipica occasione persa. Visto a giugno 2019
Il 31 luglio è morto all'età di 94 anni l'attore e presentatore Raffaele Pisu. Era nato a Bologna nel 1925 esordì ai microfoni di Radio Bologna nell'immediato dopoguerra in trasmissioni di varietà. Nel 1951 esordì al cinema con "Il padrone del vapore" e con l'avvento della tv aveva esordito anche lì in ruoli da spalla comica. Il grande successo arriva nel 1961 con la trasmissione "L'amico del giaguaro". Nel 1968 nella trasmissione "Vengo anch'io" lanciò il personaggio del pupazzo Provolino, molto amato dagli spettatori, sopratutto bambini, tant'è che Verrà ripreso molti anni dopo con la conduzione di "Striscia la notizia" e di altre trasmissioni". Tra i suoi fil si ricordano: "Padri e figli"( 1957), la serie di musicarelli con Gianni Morandi "In ginocchio da te"(dove interpretava lo zio Lele), "Italiani brava gente" (1966), SMS- sotto mentite spoglie (2007).
E' morta il 20 luglio a Roma all'età di 85 anni l'attrice Ilaria Occhini. Era nata a Firenze nel 1934, debttò nel cinema a 19 anni con il film "Terza liceo" per poi diplomarsi all'Accademia Nazionale di Arte Drammatica. Ha avuto una lunga carriera sia al cinema che in tv che a teatro. Tra i suoi film si ricordano: "I promessi sposi" (1964), Benvenuti a casa Gori" (1990), "Domani" (2001),"Mine vaganti" (2010), "Una famiglia perfetta" (2012); in tv : "Jane Eyre" (1956), "Graziella" (1961), "Puccini" (1973), "Don Milani, l priore di Barbiana" (1999), "Provaci ancora prof!" (2005-2013).
Regia di Michele Soavi, con Paola Cortellesi (Paola ), Stefano Fresi (Mr Johnny), Fausto Maria Scialappa (Giacomo), Cloe Romagnoli (Sveva), Odette Adado (Emilia), Diego Delpiano (Ivan), Robert Ganea (Leo), Francesco Mura (Riccardo). Paola, maestra elementare in un paesino della Val D'Aosta, nasconde un segreto: è in realtà la Befana, che durante tutto l'anno lavora con alacrità per confezionare i regali per i bambini e poi, la notte del 6 gennaio, li consegna a cavallo della scopa. Un giorno Paola viene rapita da Mr Johnny, uno stravagante inventore di giocattoli a cui quando era bambino, per errore, aveva rovinato la Befana innescando una serie di eventi che portarono alla separazione dei suoi genitori; diventato adulto vuo,e vendicarsi e impadronirsi del suo ruolo. Ma alcuni alunni di Paola scoprono la cosa e decidono di correre in aiuto della maestra... Una simpatica favoletta natalizia per i bambini, che però non è un granchè come film e sopratutto non lascia molto alla fine di esso. Non amo particolarmente la Cortellesi ma talvolta è brava a interpretare ruoli gradevoli e comici, e qui è uno di questi casi: il film si basa quasi totalmente sulla sua performance e su quella del più bravo Fresi, altrimenti non esisterebbe visto che nè l'attore che interpreta il fidanzato nè i giovani attori che interpretano gli alunni di Paola brillano per doti recitative o di presenza. E anche la vicenda è piuttosto sconclusionata: non si sentiva molto la necessità di una Befana "svecchiata", con fidanzato inconsapevole al seguito, che di giorno fa la maestra e di notte nel suo laboratorio segreto confeziona i giocattoli per i bambini (e quando dorme?!); forse sulla carta l'idea era più appetibile, ma il film risulta alla fine noioso, un po' troppo allungato in certe parti e forzato come trama in altre, e pure nel finale. Si salva un po' il messaggio finale "uniti si vince", però più di tanto non c'è. Tra gli attori adulti ho trovato molto bravo Stefano Fresi, ma anche lì non è stato molto aiutato dalla trama che lo riguarda. C'è di peggio intendiamoci... Visto il 26 dicembre 2018
Il 19 luglio è morto all'età di 75 anni l'attore Rutger Hauer. Era nato in provincia di Amsterdam nel 1944 e tra in suoi film si ricordano: "Il seme dell'odio" (1975), "I falchi della notte" (1981), "Blade Runner"( 1982), "Lady Hawke" (1985), "La leggenda del santo bevitore" (1989), "Confessioni di una mente pericolosa" (2003), "Sin city"( 2005), "Batman Begins" (2005).