Regia di Luca Lucini, con Riccardo Scamarcio (Antonio), Francesca Inaudi (Lucia ), Gabriella Pession (Maria ), Giuseppe Battiston ( ). Lucia, giovane e brillante pubblicitaria, è da sempre innamorata dell'amico Paolo che però le ha preferito Maria, migliore amica della stessa Lucia. Quando la ragazza viene sapere che i due intendono sposarsi, decide di giocare il tutto e per tutto: così assolda Antonio, attore disoccupato in cerca di un ingaggio, lo prende sotto la sua ala insegnandogli a diventare l'uomo perfetto che (nelle sue intenzioni) conquisterà Maria allontanandola dal promesso sposo. Il diavolo però crea le pentole ma non i coperchi... Graziosa commedia dello stesso regista di "Tre metri sopra il cielo", basata sul vecchio schema "triangolo tra amici" con inserimento di un estraneo che sconvolgerà gli equilibri, anche se in maniera non prevista. Certo Lucia, la protagonista, non ci fa proprio una bellissima figura: pur volendo bene a Maria ed essendo la sua migliore amica, non può fare a meno di cercare di metterle i bastoni fra le ruote separandola da Paolo, perchè anche lei innamorata di quest'ultimo (o almeno è quello che crede).La salva il fatto che oltre a ciò, Lucia è veramente convinta che Paolo non sia l'uomo giusto per Maria, almeno per come la conosce lei: per questo assolda Antonio, aspirante attore spiantato, per istruirlo nella parte del presunto uomo perfetto per Maria. Ma qual'è davvero l'uomo perfetto? Lucia conosce cosi bene i suoi amici, e anche sè stessa? A scompigliare tutto è proprio Antonio, che man mano che la storia prosegue assume un ruolo più importante di quello che ha all'inizio, dato che anche lui non è solo il belloccio stupido che crede Lucia...niente di particolarmente nuovo insomma, ma una storiella gradevole che fila fa anche un po' sognare.bravi tutti gli attori, in particolare l'apparentemente svampita Pession e Scamarcio (che ve devo dì, a me piace!).
Regia di Mick Gabriel ed Eric Goldberg, con le voci italiane di: Ilaria Stagni (Pocahontas),Pino Insegno (John Smith), Remo Girone (Powathan),Zoe Incrocci (Nonna Salice),Monica Ward (Nakoma),Andrea Ward (Kokoum),Franco Chillemi (Radcliffe). Inghilterra, 1607: una spedizione di marinai capitanata dal pomposo governatore Radcliffe parte alla scoperta del Nuovo Mondo. Tra i marinai c'è il capitano John Smith,marinaio esperto e studioso degli usi e costumi degli indigeni. La parte di terra scelta dagli inglesi per la loro spedizione è quella dove vive la tribù di Powthan, saggio capo e padre della giovane Pocaonthas, che il padre stesso ha promesso in sposa al guerriero Kokoum. Ma la giovane principessa, da carattere fiero e molto intelligente, ha molti dubbi riguardo a questa unione. Dubbi che diventeranno certezze quando la giovane indiana incontra il capitano bianco.... Nel 1995 la Disney scelse come soggetto del classico cartone di Natale una storia vera: quella di Pocaonthas, principessa indiana che nel 16 , dopo aver sposato il colono inglese John Rolfe, si trasferì in Inghilterra ma morì poco dopo a causa di malattie che nella sua terra non esistevano. E' quindi un cartone più maturo rispetto agli standard disneyani, e sicuramente tende a celebrare anche a cultura dei nativi americani (pare comunque che la comunità indiana non lo abbia apprezzato ritenendolo poco accurato dal punto di vista storico), e sopratutto introduce una principessa particolare anche per anni in cui le principesse- grazie alle precedenti Ariel, Belle e Jasmine- sono diventate più moderne, attive e agguerrite rispetto a Biancaneve e Cenerentola. Pocaonthas è in infatti una giovane nativa cresciuta in modo libero dal padre, che le ha insegnato a pensare e ragionare con la sua testa; in questo, la giovane viene aiutata dalla saggia Nonna Salice, la vecchia nonna defunta il cui spirito si è incarnato nell'omonimo albero, e che in questa veste è ancora in contatto con l'amata nipote. Pur essendo un padre per certi aspetti moderno e rispettoso della propria figlia, Powathan è pur sempre un capo tribù indiano del 1600, e quindi quando la ragazza raggiunge l'età da marito decide di darla in sposa al valoros guerriero Kokoum, pur senza imporglielo in maniera dittatoriale; tuttavia per quanto Pocaonthas stimi il giovane innamorato di lei, sente che il suo destino non è quello: l'inquietudine che prova si concretizza quando il suo cammino si intreccia con quello di John Smith, un capitano inglese che guida una spedizione volta - inutile negarlo- a saggiare le possibilità di conquista del territorio.
Due nemici quindi, che dovrebbero odiarsi e combattersi a priori e che invece finiscono per essere attratti uno dall'altra: non parlerei propriamente di amore, o almeno io non l'ho mai percepito come tale, ma di una infatuazione positiva per entrambi, perchè permette loro di guardare la persona al di là di ciò che essa rappresenta come stereotipo (i selvaggi, gli inglesi conquistatori cattivi) e abbattere in qualche modo il muro di odio che sembra inevitabile cresca fra i due popoli. Sicuramente un messaggio importante contro il razzismo, anche se il cartone mi pare non sia proprio fra i più amati ancora oggi: Pochaontas non è stata nemmeno "ammessa" nel gruppo delle "Principesse Disney", anche se ne avrebbe tutto il diritto visto che è una principessa a tutti gli effetti. Anche la colonna sonora, da sempre colonna portante della produzione Disney, è poco ricordata. Il non lieto fine classico lascia aperta la porta al seguito (come del resto da storia vera), realizzato nel 1998 e intitolato "Pocahontas: Viaggio nel Nuovo Mondo", in cui si ripercorre appunto la seconda parte della vita della giovane indana (e che personalmente ho apprezzato di più).
Regia di Morton De Costa, con Rosalind Russel (Mame Dennis), Roger Smith (Patrick Dennis bambino), Forrest Tucker (Beau Burnside),Connie gilchrist (Nora),Fred Clark (Dwight Babcock),Coral Brown (Vera Charles). Rimasto improvvisamente orfano di padre, l'undicenne Patrick viene affidato a zia Mame, l'eccentrica sorella del padre che non ha mai visto prima. Per lui inizia una vita davvero piena di colpi di scena.... Tratto dal romanzo "Zia Mame" di Patrick Dennis (1956), è una commediola simpatica ma molto poco approfondita, sopratutto a livello di personaggi. Per ovvi motivi la mattatrice assoluta è Rosalind Russell nel ruolo di zia Mame, donna esuberante, eccentrica e decisamente sopra la righe. che dalla morte del fratello dedica la sua vita al nipote Patrick affidatole appunto dal defunto. Mame e Patrick, assieme ai fedeli domestici Nora e Hito, costituiscono una stravagante ma affettuosa famiglia, grazie sopratutto alla capacità (sarebbe meglio dire fortuna) di Mame di riuscire a cadere sempre in piedi in qualsiasi situazione si trovi, anche la più spiacevole. Vari i cambiamenti significativi rispetto al libro: ad esempio zio Beau (il gentiluomo del Sud che Mame sposa) non muore poco dopo le nozze ma vari anni dopo, quando il nipote è all'università; Mr Babcock diventa per Patrick un affettuoso tutore tanto che lui arriva a chiamarlo "zio", e varie altre cose. Il tutto però viene svolto in maniera molto superficiale, addirittura tante volte si ha proprio la sensazione di "tirare via" senza nemmeno aver fatto il minimo indispensabile: ad esempio, vedendo il film nessuno si aspetterebbe che Patrick e Pegeen si sposano, visto che non hanno nemmeno interagito fra loro! Per non dire di tutto il resto, i personaggi sono purtroppo proprio poco approfonditi anche a livello minimo di motivazione. Ed a mio avviso è spiacevole anche se il film alla fin fine si lascia guardare perchè è divertente, ma non rimane molto di esso allo spettatore una volta spento il video....
Sabato 22 aprile è morta per un male incurabile (notizia letta ora) all'età di 56 anni Erin Moran, l'attrice americana che negli anni '70 interpretò il ruolo di Joanie, la sorellina di Riky Cunningham in "Happy Days",soprannominata "Sottiletta" da Fonzie...personaggio che credo non abbia bisogno di presentazione, quindi. L'attrice era nata nel 1960 e il ruolo in Happy days le diede fama mondiale ma anche tanti problemi: purtroppo, come molte star, la sua vita fu costellata da problemi di droga e alcol, instabilità sentimentale e incapacità di affrancarsi dal suo ruolo più famoso per costruirsi una solida carriera. Mi è spiaciuto molto perchè "Happy days" è uno dei ricordi più cari della mia infanzia, e ricordo in particolare quante volte da piccola tentavo di girare con l'hula hop come faceva lei nella sigla (inutilmente, che ve lo dico a fà!), e spesso quando giocavo facevo finta di essere una sua amica che andava a trovarla a casa Cunnigham.....
Regia di Claudio Amendola, con Claudio Amendola (Luigi), Luca Argentero (Donato), Giacomo Ferrara (Angelo), Valentina Bellè (Rossana). Quattro detenuti dello stesso carcere ricevono un permesso premio di 48 ore: Donato vuole cercare la mogie Irina, di cui da tempo non ha più notizie; Angelo trova ad aspettarlo gli amici di sempre; Rossana viene prelevata dall'autista perchè la ricca madre è via per lavoro e non ha tempo da dedicare alla propria figlia;Luigi torna dalla moglie e dal figlio Michele, ma avrà un'amara sorpresa... Film duro ma bello e ben fatto, tematica interessante anche se personalmente dubito che in un normale permesso di 48 ore possa succedere di tutto come accade ad alcuni dei protagonisti di questo film. Abbiamo quattro personaggi, quattro detenuti nello stesso carcere mai incrociatisi fra loro prima (e anche durante il film, solo Rossana e Angelo si incontreranno): di loro non sappiamo nemmeno esattamente cosa abbiano fatto per la maggior parte del tempo, a parte Angelo di cui sappiamo subito essere in carcere per una rapina. Li vediamo per la prima volta all'uscita dal carcere per il famoso permesso: non c'è nessuno ad aspettarli, si incamminano da soli verso la libertà "a tempo" probabilmente tanto desiderata; solo Rossana trova ad aspettarla Walter, l'autista di famiglia. Sono persone di ambienti, età culture molto diversi, accomunati solo da quel luogo che stanno lasciando, e dal non sapere come effettivamente verranno accolti una volta tornati nella società civile e dalle stesse famiglie. Donato ha una moglie, Irina, di cui da tempo non sa più nulla se non che il boss per cui lavorava l'ha ridotta alla prostituzione; l'uomo la cerca disperatamente finendo per essere risucchiato tra le spire di quel mondo che in realtà avrebbe voluto tenere lontano. Luigi invece sogna, una volta scontata la pena, di passare il resto della sua vita accanto alla moglie "come un qualunque pensionato" (come dice lui); ma una volta a casa scopre che il figlio Michele lo ha mitizzato a tal punto da aver seguito le sue orme, compiendo però un gravissimo errore, visto che ha truffato un pericoloso boss dello spaccio di droga.Anche a Luigi quindi nn resta che ritornare sulla strada del crimine, con finale tragico. In fondo ai due personaggi più adulti è stata riservata la sorte più pesante e senza speranza, forse per quel loro inconscio attaccamento alla vita delinquenziale nel senso più "fatale": vorrebbero una vita diversa, ma non riescono più a uscire dall'ambiente criminale. Agli altri due personaggi, i più giovani, è riservata una storia intrecciata e che dà speranza: Rossana è una ragazza ricca e viziata ma anche molto sola, in carcere perchè ha tentato di introdurre vari kg di droga dopo un viaggio all'estero, solo per gioco; Angelo proviene dalle borgate, è in galera perchè ha tentato una rapina con alcuni amici, è l'unico che è stato arrestato ma non ha fatto i nomi dei compagni. Pe entrambi il ritorno a casa è in solitudine: il nonno di Angelo è morto lasciandogli la casa, madre di Rossana è all'estero per lavoro e si disinteressa della figlia, affidandola al buon cuore dell'autista. Entrambi progettano di trovare in quelle poche ore i soldi per lasciare l'Italia e non dover più tornare in galera, entrambi non hanno ancora persona la speranza di un futuro diverso e migliore e sono anche in grado di ricostruirselo, forse assieme. Sono loro che costituiscono la parte positiva del film, a controbilanciare al drammaticità delle altre due storie. Un film con uno stile asciutto e con poche concessioni al sentimentalismo, nonostante qualche buco nella sceneggiatura e una colonna sonora tavolta sparata ad alto volume. Non nuovo nel panorama del cinema italiano ma ccomunque interessante.
Regia di Bill Condon,con Emma Watson (Belle), Dan Stevens (Bestia),Kevin Kline (Maurice), Luke Evans (Gaston), Emma Thompson (Mrs Brick), Ewan McGregor (Lumiere), Ian McKellen (Tockins), Josh Gad (Le Tont), Nathan Mack (Chicco). La giovane Belle vive in un paesino di campagna col padre Maurice, stravagante inventore.Anche la figlia, ragazza intelligente a cui piace leggere e immergersi in altri mondi,viene considerata dal paese “diversa”, nonostante sia corteggiata (in malo modo e piuttosto insistentemente)dall’antipatico Gaston, l’uomo più popolare del paese. Un giorno Maurice si perde nel bosco e trova rifugio in un vecchio castello abbandonato;come il poveretto terrorizzato non tarda a scoprire, il padrone di casa è un individuo mezzo uomo e mezzo bestia, che lo minaccia di morte per aver violato la sua casa.Per fortuna arriva Belle che si offre come ostaggio al posto del padre,accettando di rimanere a vivere con la bestia.Dopo qualche iniziale incomprensione, e grazie all’aiuto dei simpatici domestici Tockins, Lumiere e Mrs Brick ( un orologio, un candelabro e una teiera),i due imparano a conoscersi bene e nasce una dolce simpatia tra di loro, che però dovrà affrontare mille pregiudizi e…un magico incantesimo. Sono già passati 25 anni (26 dalla realizzazione del film) da quando, in terza media, andai a vedere al cinema "La bella e la Bestia" di Walt Disney, rimasto nel tempo uno dei film d'animazione mai realizzati a mio avviso. Ed ecco che oggi mi ritrovo al cinema a vedere questo remake con attori in carne ed ossa, di cui non mi pare si sentisse il bisogno ma pazienza.... Iniziamo dicendo che è , in sè, un film gradevole e carino, che si lascia vedere e coinvolge lo spettatore quel tanto che basta. Purtroppo il paragone con l'originale è inevitabile, e ne esce sconfitto seppure con alcuni punti di forza. L'atmosfera gotica spesso presente nel cartone è andata perduta, cosi come la forza dei personaggi di contorno come i servitori-mobili: Tockins, Lumiere, Mrs Brick, Spolverina, l'armadio ecc- seppure finemente riprodotti con la tecnologia- non regalano lo stesso brio alle scene in cui compaiono come invece succedeva nel cartone animato, cosa che fece dei piccoli personaggi caratteristi uno dei punti di forza del film. E il cambiamento delle canzoni che senso ha? Hanno preso e ridoppiato le stesse canzoni del film del 1991, cambiando alcune parole, in alcuni casi facendo diventare la cosa un po' ridicola :ad esempio, nella "Canzone di Belle" iniziale, Belle dice "è dal giorno in cui arrivammo/ che mio padre e io pensiamo che sia cosi provinciale", riferito al paesino dove vive. Ora, a parte che fa passare Belle come una snob che non può apprezzare la vita semplice di un piccolo villaggio e i suoi abitanti...ma che cosa pensavano di trovare in uno sperduto paesino di provincia, la vita della metropoli parigina da cui provenivano?!
Per quanto riguarda invece gli attori, non mi è dispiaciuta Emma Watson nei panni di Belle, una ragazza dinamica e moderna che lotta per realizzare le sue aspirazioni, mi è sembrato un tantinello incolore nei panni della Bestia- e spesso si sforza troppo di imitare quello del cartone- mi è piaciuto molto Luke Evans nei panni di Gaston, ridicolo e orribile allo stesso tempo. In generale tutti funzionano bene, senza grandi picchi. Una novità che mi è piaciuta molto è il personaggio di Le Tont: non più l'amico cretino sempre agli ordini di Gaston, ma un personaggio con una sua personalità, un po' ridicolo ma non stupido e cattivo, che alla fine si redime. La presunta polemica sulla sua "omosessualità" per me è fondata sul nulla: per tutta la durata del film infatti il personaggio non fa o dice nulla che possa far pensare, anche solo lontanamente, al fatto che sia innamorato di Gaston (e non ci sarebbe stato nulla di male), e solo alla fine, nella scena del ballo, si intravede per due secondi Le Ton che balla con un uomo, ma la cosa viene fatta passare per un semplice scambio di ballerini mal riuscito. Nel complesso comunque promosso, se preso come film a sè- e come ennesima traposizione cinematografica della favola- è un film molto godibile per tutti.
Regia di Julian Jarrold, con Sarah Gadon (Elizabeth),Bel Powley (Margaret),Emily Watson (Regina Elizabeth),Rupert Everett (Re George), Jack Reynor (Jack Hodge). 8 maggio 1945: la guerra è appena terminata e l'Inghilterra si prepara a festeggiare la fine del conflitto. Anche le giovani principesse Elizabeth e Margaret vorrebbero uscire e unirsi a balli e festeggiamenti, ma la regina madre è fermamente contraria in quanto sarebbe inappropriato oltrechè rischioso per la loro incolumità. dopo qualche battibecco familiare, il padre Re Giorgio dà alle figlie il permesso di partecipare a un ballo che si terrà al Ritz; peccato che una volta arrivate le ragazze scoprano che il ballo è riservato solo a nobili parrucconi molto più vecchi di loro. Approfittando di una distrazione delle due guardie del corpo che le scortano, Margaret fugge e scompare nella notte londinese mescolandosi alla folla; Elizabeth si lancia all'inseguimento della sorella aiutata da Jack, giovane soldato da poco rientrato in patria.... Una delle mie canzoni preferite dice: " Se vuoi toccare sulla fronte il tempo che passa volando/ in un marzo di polvere di fuoco/ e come il nonno di oggi sia stato il ragazzo di ieri..."; ed in effetti oggi a molti potrebbe sembrare impossibile pensare che c'è stato un tempo in cui la compassata Regina D'Inghilterra era un'adolescente ribelle che combatteva con i genitori per avere il permesso di andare a ballare.... Eppure è stato proprio cosi: l'episodio in questione accadde veramente, anche se Julian Jarrold in questo film ha poi ricamato una vicenda di fantasia molto carina, godibile e anche divertente. Mentre il padre Giorgio V prepara il discorso alla nazione per annunciare la fine della guerra, le due giovani figlie Elizabeth e Margaret sono in fibrillazione per gli imminenti festeggiamenti per le strade di Londra, a cui vorrebbero tanto partecipare; ma l'inflessibile Regina Madre non ammette deroghe all'etichetta reale, nmmeno in casi eccezionali. Le principesse non demordono e si apre una divertente scena di battibecchi familiari tipici di chi ha figli adolescenti, solo con la consapevolezza che la famiglia in questione non è certo come tutte le altre...infine-come spesso accade anche nelle famiglie comuni, papà Giorgio V si mostra più malleabile della moglie (un po' per buonsenso, un po' perchè stressato dalla preparazione dell'imminente discorso alla nazione) e finalmente dà il suo consenso a che le figlie partecipino ai festeggiamenti, con il particolare ordine a Elizabeth di osservare e riferire le reazioni della gente al suo discorso. Peccato che il ballo in questione sia...come descritto nella trama, e quindi quanto di più lontano da ciò che le giovani principesse speravano! Ma ci pensa Margaret, la ribelle di famiglia, a movimentare la serata, eludendo la sorveglianza e costringendo la saggia e controllata Elizabeth ad inseguirla per riportarla indietro sana e salva. Cosa che si rivela assolutamente necessaria visto che la vivace principessa si ficca davvero in situazioni pericolose, venendo scambiata addirittura per una prostituta e abbordata da alcuni squallidi individui! Elizabeth invece vivrà una romantica- e platonica- avventura con Jack, un giovane soldato che ignora la sua identità ma decide di aiutarla a cercare la sorella, e grazie al quale aprirà un po' gli occhi sulla guerra, vedendo le cose da una nuova prospettiva. Nulla di eclatante, comunque un film molto carino ben interpretato dalle due protagoniste- anche se go trovato Margaret talvolta eccessivamente caricata- e dai comprimari Emily Watson e Rupert Everett nel duplice ruolo di coppia reale e genitori di due adolescenti.