E' morto a Los Angeles all'età di 93 anni Mickey Rooney, uno degli ultimi grandi del cinema americano. Nato a New Yor- vero nome Joseph Yule jr-, si può ben dire che la sua carriera è stata probabilmente la più lunga della storia del cinema americano: avendo esordito nell'ambiente del vaudeville (da cui provenivano i genitori) all'età di due anni, ha fatto l'attore per ben 90 anni, alternando ovviamente vari periodi: attore bambino negli anni venti, diventa il celebre Andy Hardy- personaggio ragazzo di film e scketch- dalla metà degli anni '30 al 1958, anni in cui affianca il celebre personaggio a ruoli di vario tipo al cinema, e in cui conosce l'attrice Judy Garland, che diventerà la sua migliore amica: si ricordano "Capitani Coraggiosi" (1937), "La città dei ragazzi" (1938), "Ragazzi attori" (1939), "Gran Premio" (1943). Negli anni 50, affianca al cinema anche la radio e la tv (in un sitcom di breve durata); nei primi anni '60 interpreta film come "Colazione da Tiffany", !questo pazzo pazzo mondo", "Black Stallion" , "Elliott il drago invisibile" e molti altri. Negli anni '70 attraversa un periodo di crisi al cinema, ma continua la sua attività come doppiatore,; negli anni '80 ritorna al cinema- seppure salturiamente- e in tv partecipando a telefilm come "La signora in giallo", "Love boat" e "le Avventure di Black Stallion", ispirato all'omonimo film da lui interpretato molti anni prima. A tutte queste carriere va aggiunta anche una discreta carriera come attore teatrale. Negli ultimi anni lo si ricorda sopratutto per il film "Una notte al museo". Insomma, non ha disdegnato proprio nulla, e forse è anche questo, oltre al suo talento, il segreto di una così longeva carriera. Ho letto che ha vinto due premi Oscar ma non sono riuscita a rintracciare per quali film li abbia vinti, anche se è probabile che uno dei due fosse un Oscar alla carriera....
Regia di Spike Jonze, con Joaquin Phoenix (Theodore ), Scarlett Jonhasson (Samantha), Amy Adams (Amy ),Rooney Mara (Catherine). In un futuro indefinito ma non troppo lontano, Theodore, impiegato in un'azienda che scrive lettere digitali per conto terzi,è reduce da un doloroso divorzio e vive da solo, non riuscendo a rifarsi una vita nè sentimentale nè sociale. La sua vita cambia improvvisamente quando entra nella sua vita l'intrigante, bellissima, seducente Samantha:la donna ideale per Theodore, se non fosse che Samantha è solo la voce del sistema operativo del suo pc... Senza tanti giri di parole: questo film , osannatissimo da critica, blog di cinema, giornali di cinema, esperti di cinema, si è rivelato essere il classico "Film Zuppa", etichetta da me inventata per tutti quei film che risultano essere di una noia quasi insopportabile e per cui non riesco ad arrivare alla fine, pur sforzandomi. Il film zuppa, oltretutto,è pure parzialmente dannoso alla salute, visto che provoca dolori e doloretti fisici: solitamente, prima un braccio, poi una gamba che formicola, poi l'altra gamba....insomma, se si è da soli meglio non resistere a questa tortura! Un'ottima sceneggiatura (non per nulla premio Oscar) è l'unico punto di forza di questo film insieme alla sensuale voce di Scarlett Jonhasson (in Italia, di Micaela Ramazzotti); a dire la verità il messaggio che si intuisce forse non era così male nell'idea iniziale, e purtroppo la realtà descritta nella finzione è pericolosamente vicina a quella che ormai viviamo ogni giorno, in epoca di social network e web, dove i rapporti si costruiscono anche così, in maniera "virtuale", e avolte ci sembrano più veri di quelli che abbiamo nella vita reale. Per tante persone, anche, succede che realtà e virtuale si confondano in maniera quasi inscindibile, provocando anche patologie gravi e pericolose. A questo gruppo di persone appartiene evidentemente Theodore, il personaggio interpretato molto bene dal dimesso Joaquin Phoenix (veramente orribile con quei baffetti!); dimesso nel look e anche nell'animo, una persona valida ma triste, che non sa aprirsi nel mondo, farsi capire, interagire veramente con gli altri..insomma, un tipo con enormi difficoltà interpersonali. cosa del resto comune- a quanto pare- a molti dei personaggi nel film, che non che non trovano di meglio che stabilire una vera e propria relazione-di amore, di amicizia- con il proprio sistema operativo...e non trovano in questo nulla di strano. Theodore arriva a portarsi Samantha in vacanza con un amico e la sua fidanzata (vera), non riuscendo ormai a fare distinzione tra realtà e virtuale, anche se ovviamente in questo è motivato dal fatto che anche un sistema operativo, a quanto pare, è in continua ricerca di crescita personale. Gli attori sono bravi e la sceneggiatura ottima, ma il film si perde, scorre lento, Theodore suscita alternativamente sentimenti di pietà, angoscia e altro, ma alla fine il risultato è un po' lo stesso de "La grande bellezza":il nulla. Non me ne vogliamo gli eventuali ammiratori del film e d esperti di cinema più di me....
Regia di Antonio Frazzi, con Alessandro Preziosi (Don Giuseppe Diana), Massimiliano Gallo (Antonio Esposito),Adriano Pantaleo (Francesco),Elena Margaret Starace (Teresa),Vincenzo Pennarella (Domenico),Gianluca di Gennaro (Carlo),Franco Barbero (Don Luigi). Casal di Principe, primi anni '90: Don Giuseppe Diana è un sacerdote molto amato dai ragazzi, che al pensionamento di Don Luigi - il parroco in carica- diventa parroco egli stesso ereditando una parrocchia purtroppo piena di problemi: il territorio infatti è da sempre terreno di guerra per le due famiglie camorriste della zona, i Capuano e gli Esposito, che non esitano a seminare terrore negli abitanti con ricatti e violenze di ogni tipo arrivando anche a coinvolgere ragazzi giovanissimi (che Don Peppe tenta di allontanare dalla strada organizzando eventi di aggregazione in parrocchia). Quando in un regolamento di conti viene ucciso per sbaglio Francesco, uno dei ragazzi più attivi in parrocchia Don Peppe, che da sempre aveva manifestato la sua contrarietà alla camorra, decide che è ora di fare di più per combatterla.... Il 19 marzo, nell'esatto ventennale dell'uccisione di Don Diana, è andata in onda la prima puntata di questa fiction in due parti dedicata al coraggioso sacerdote che pagò con la vita (come Don Puglisi in Sicilia) la sua attività contro la camorra. Premettendo che al di là del risultato trovo sempre sia positivo raccontare storie di personaggi di questo calibro, nel caso in questione il risultato mi è sembrato buono, sopratutto visto che il protagonista è interpretato da Alessandro Preziosi, attore che non ho mai amato nemmeno quando era il famoso Fabrizio Ristori di "Elisa di Rivombrosa", trovandolo troppo legnoso e sopratutto monoespressivo. Nel ruolo di Don Peppe invece mi è parso migliorato, ha saputo ben rappresentare sia il religioso sia l'uomo, il suo ideale di non violenza, di non fermarsi a criticare a parole ma prendendo una posizione netta con gesti significativi (tipo rifiutare la comunione a un boss)e darsi da fare con proposte concrete non solo per sottrarre i giovani del quartiere facilmente prede dei boss, ma anche per migliorare e dare voce alle persone oneste, che in effetti non mancano. Le difficoltà, gli ostacoli e sopratutto la mancanza di solidarietà attiva da parte delle alte gerarchie religiose e delle forze dell'ordine non impediranno a Don Peppe e ai colleghi che si schierano a suo fianco di superare dubbi e momenti di sconforto perseguendo la loro strada con testardaggine, anche se il prezzo da pagare sarà alto...e anche se dopo vent'anni sembra davvero che poco sia cambiato. La fiction mantiene un ritmo incalzante che coinvolge lo spettatore facendolo appassionare alle vicende raccontate senza per fortuna ricorrere all'odioso espediente della storiella sentimentale messa a casaccio, cosa purtroppo comune a molte nostre fiction. Insomma un buon lavoro sopratutto utile e importante.
Regia di Paolo Genovese,con Raoul Bova (Giorgio), Luisa Ranieri (Marta), Barbara Bobulova (Luisa), Ricky Memphis (Lorenzo), Luca Bizzarri (Piero), Anita Caprioli (Eleonora), Paolo Kessisoglu (Virgilio), Ambra Angiolini (Francesca). Dopo essersi ritrovati, il gruppo di amici già protagonista di IMMATURI, organizza finalmente il famoso viaggio in Grecia che non riuscirono a fare da ragazzi dopo la maturità; essendo però ormai quasi quarantenni è chiaro che il viaggio sarà vissuto diversamente. A partire dal fatto che saranno presenti alcune coppie, che non si starà sempre tutti assieme, che il divertimento e la spesieratezza totali sono ormai passati… Il seguito di IMMATURI non è malissimo, anche se per alcuni aspetti mi ha messo più malinconia del primo film. Non mi riferisco solo alla storia di Eleonora che malata di tumore affronta il viaggio nell’attesa di sapere se potrà essere curata e condivide questo suo segreto solo con Virgilio , il più superficiale del gruppo (la storia che alla fine mi ha colpito di più) o al perfetto Raul Bova che deve fronteggiare il rischio di cedere al tradimento (dopo appen un giorno di lontanza?!); è tutta l’atmosfera che mi ha dato questa impressione, sarà forse anche per il momento particolare che sto vivendo. Un seguito che a dire la verità non aggiunge niente di nuovo al primo film, ma che nemmeno stravolge tutto come a volte capita, già questo lo considero un traguardo. Come già nel rpecedente bravi tutti gli attori, con l’aggiunta in questo film di Anita Caprioli che nel primo IMMATURI compariva poco. Splendida come sempre l’ambientazione greca..che voglia di andarci!!!!! Chissà quando potrò….e se potrò…
Regia di Paolo Genovese , con Raul Bova (Giorgio), Ambra Angiolini (Francesca), Ricky Memphis (Lorenzo),Barbara Bobulova (Luisa), Luisa Ranieri (Marta), Anita Caprioli (Eleonora), Luca Bizzarri (Piero), Paolo Kessisoglu (Virgilio), Maurizio Mattioli e Giovanna Ralli (genitori di Lorenzo).
Una bizzarra vicenda coinvolge gli ex maturandi, oggi 38enni,di un liceo romano: dopo la scoperta che uno dei professori facente parte della loro commissione d’esame in realtà non era laureato, il loro esame di maturità viene annullato e saranno quindi costretti a rifarlo dopo vent’anni. Un gruppo di loro, un tempo amici ma che col tempo si sono persi di vista, si ritrova insieme dopo tanti anni per studiare. Giorgio, Luisa, Piero,Virgilio, Lorenzo, Francesca ed Eleonora hanno preso strade diverse nella vita, ma ora reincontradosi potranno forse avere la possibilità,oltre che di far rinascere l’amicizia, di risolvere altri problemi…
Mi ha colpito molto questo film, consigliatomi da un’amica e che quest’anno è stato uno delle sorprese cinamtografiche dell’anno: un film sentimentle senza prlar d’amore, o almeno non troppo. Un film sulla nostalgia, sulla disillusione ma anche sulle illusioni, magari sbagliate, e soprattutto sull’amicizia. Quasi commovente in certi punti. Gli ex diciotteni un tempo grandi amici e compagni di scuola sono oggi un gruppo di quasi 40enni: un’età che bene o male porta a fare certi bilaci, non sempre positivi. E infatti Francesca, cuoca con dipendenza sessuale da cui si sta curando, non ha mai conosciuto l’amore e ne ha paura; Lorenzo, agente immobialiare dalal vit fin troppo tranquilla, rimane a casa a fare il bamboccione perché mamma e papà sono le uniche due sicurezze e affetti della sua vita; la manager distratta Luisa battibecca con la figlia piccola ma più matura di lei, il dj Piero ha creato un programma radio dove ascolta ogni notte le nostalgie degli altri, forse per dimenticare le proprie. L’unico con una vita soddisfacente sembra essere lo psicologo infantile Giorgio, se non fosse che va in crisi quando la compagna gli annuncia di aspettare un figlio… Tutti personaggi credibili e umani, in cui chiunque si può riconoscere, personaggi che avevano avuto davanti una serie di possibilità che la vita poi si è mangiata e he ora hanno una seconda chance….tutti ottimamente interpretati da un cast di attori affiatati e ben assortiti, con cui non si riesce a non simpatizzare anche se alcuni di loro hanno dei difetti veramente gravi….io personalmente avrei preso a sberle il bamboccione Ricky Memphis e vviamente simpatizzavo col padre, il come sempre ottimo Maurizio Mattioli, che prega affinchè il bamboccione prenda finalmente la sua strada. Ottima colonna sonora e storia credibile e coninvolgente, questo film ha ricevuto quattro cadidature ai Nastri D’argento:miglior commedia, soggetto, attori non protagonisti (Ricky Memphis e Maurizio Mattioli), e canzone della colonna sonora (Immaturi, di Alex Britti).
Regia di Antonello Grimaldi , con Anna Valle (Claudia Castelli), Alessandro Gassman (Sergio Valenti), Martina Stella (Emma Valenti), Paolo Seganti (Gianni Casiraghi), Daniele Savoca (Eugenio Scaglia), Valeria Milillo (Mara Scaglia), Arnaldo Ninchi (Edoardo Castelli), Rinaldo Rocco (Carlo Navone), Tatiana Lepore (Mariangela Navone), Michele di Mauro (Mario Navone).
Torino, primi anni ’40. Claudia Castelli, figlia dell’industriale Edoardo Castelli, è innamorata di Gianni, giovane operaio e militante comunista ma, nonostante la sua ribellione, per salvare il padre dal disastro finanziario accetta di sposare Sergio Valenti, un giovane di buona famiglia che rileva la fabbrica. Sergio è innamorato della moglie ma lei continua a pensare al suo primo amore; nasce una figlia, Emma, e Claudia deve combattere con la crescente insoddisfazione che le impedisce di realizzarsi fuori dalla condizione di mamma e moglie…
Terzo sceneggiato di successo dell’anno 2004 dopo ELISA DI RIVOMBROSA e ORGOGLIO (trasmesso in contemporanea a questo su Raiuno)- tra l'altro, mi pare di ricordare che cominciasse dieci anni fa più o meno in questo periodo- è una saga familiare che copre trent’anni di storia italiana, dal 1940 ai primi anni ’70 raccontando la storia della famiglia Valenti. Chi scrive adora questo tipo di storie… e infatti è uno dei miei sceneggiati preferiti. So bene che gli interpreti principali fanno storcere il naso a molti, ma a me Alessandro Gassman piace molto come attore (inutile paragonarlo col padre, sono due tipi diversi) e pur non apprezzando eccessivamente Anna Valle, l’ho trovata molto efficace in questo ruolo. Martina Stella è un altro paio di maniche ma…andiamo con ordine. La storia ha inizio nel giugno del 1940, proprio il giorno in cui il Duce annuncia agli italiani l’entrata in guerra; e da subito si mette in luce al figura della giovane Claudia, figlia di un industriale, ricca e piuttosto viziata, ma anche ribelle e decisa a vivere la propria vita come vuole; è innamorata di Gianni,operaio nella fabbrica del padre e successivamente partigiano, ma fin dalla prima puntata capiamo che sarà Sergio l’uomo a cui il suo destino sarà legato; così come capiamo anche che sarà il suo vero amore, nonostante difficoltà, crisi, incomprensioni e pure qualche tradimento. Peccato che non lo capisca (per molti anni) la stessa Claudia, che alterna momenti di avvicinamento al marito a momenti di allontanamento ed egoismo, spesso per colpa sua, ma non solo; la protagonista è infatti una donna avanti per i suoi tempi, una donna che vuole sentirsi realizzata prima di tutto come persona e non semplicemente come moglie e madre borghese, come accadeva all’epoca; combatte quindi per affermare una propria indipendenza (anche economica, nonostante non ne abbia alcun bisogno) come individuo, cercando di realizzarsi nel mondo del lavoro sfruttando il talento per le sue passioni,l’arte e la moda. Da questo punto di vista il personaggio compie un percorso personale abbastanza difficile, ostacolata- non per egoismo o cattiveria quanto per incomprensioni o convenzioni- sia dal padre che dal marito, uomini più aderenti al loro tempo e a un vecchio stile di vita. Anche se spesso Sergio, per venire incontro alle esigenze dell’inquieta moglie, decide di aiutarla ,l’aiuta dapprima accettando la sua collaborazione in fabbrica e poi finanziando l’atelier con cui Claudia farà strada nel mondo della moda, vediamo che fatica a comprendere i reali motivi e bisogni della donna, seppure accetta di mettere da parte le sue convinzioni per amore (e, a volte, non solo per amore di Claudia per amore della quiete familiare….). Anche Sergio è un personaggio interessante, un uomo solido e dall’amore sincero, per molti aspetti il compagno ideale che molte donne sognerebbero, purtroppo però contemporaneamente ancorato a vecchi schemi il cui sradicamento da parte della moglie, della figlia e col passare degli anni della stessa società lo metterà in seria difficoltà, lasciandolo smarrito e creando in lui varie insicurezze e delusioni.
Fondamentalmente il problema della coppia è un problema di incomunicabilità, che verrà superato solo dopo molti anni e molti momenti difficili Ho trovato molto buone le interpretazioni sia di Gassman che della Valle, che sono riusciti a ricreare un’alchimia di coppia pur mantenendo l’individualità dei loro personaggi, anche se l’attrice esagera molto spesso con bronci e sorrisi tirati, dando molte volte l’impressione che Claudia non sia solo inquieta ma pure (diciamocelo) abbastanza viziata. Il percorso di Claudia viene proseguito e completato in maniera ideale da Emma, la figlia della coppia, giovane donna che da bambina subisce il clima teso e i problemi dei genitori venendo, in alcuni momenti,coinvolta pur senza intenzioni cattive; sono tutte esperienze che interiorizza e che segneranno la sua vita, portandola alla ribellione verso famiglia e autorità (ribellione che simbolicamente coincide con quella del ’68) e a vivere ogni sua scelta in maniera estrema, non sempre secondo il buonsenso o la morale, perennemente alla ricerca di un equilibrio che forse, come si capisce dall’ultima puntata, forse non troverà. Anche Emma comunque dà spesso prova di avere non solo un caratteraccio ma di essere pure lei parecchio viziata e poco disposto a maturare veramente: critica i genitori spesso anche insultandoli, ma poi quando si mette nei guai (e visto che viene anche arrestata perché sospettata di un omicidio non sono cose proprio leggere…) chi chiama?Un po’ troppo comodo, ho spesso pensato! Emma è interpretata da Martina Stella, all’epoca ancora non troppo lontana dal successo de L’ULTIMO BACIO, quindi con la scusante della giovanissima età e inesperienza per le sue evidenti lacune recitative; nel tempo a mio avviso la situazione non è troppo migliorata, tuttavia ritengo che il ruolo di Emma sia uno dei migliori dell’attrice a cui bisogna dare atto di metterci perlomeno impegno nel dare un minimo di credibilità al personaggio. Riguardo agli altri interpreti e personaggi, un po’ macchietti stico il cattivo Gianni di Paolo Seganti, che perseguita la famiglia Valenti per anni combinandone di tutti i colori,perennemente ossessionato da Claudia, incapace di stabilire un rapporto vero con chiunque e disprezzato perfino dal figlio Eugenio (che diventerà giornalista e si fidanzerà con Emma, realizzando quindi i sogni paterni senza volerlo); molto bravi i due attori che interpretano Mario e Mariangela, la coppia di domestici dei Valenti, una coppia serena e felice nella sua semplicità che rappresenta il contrasto con la coppia di padroni; ch poi padroni sono solo di nome, in quanto tra le due coppie corre una evidente stima e amicizia che abbatte le barriere sociali. Molto bello anche il ruolo del padre di Claudia, interpretato dal grande Arnaldo Ninchi. La storia si dipana attraverso le 12 puntate seguendo lo schema del romanzo popolare, in una Torino splendidamente caratterizzata da una fotografia- spesso un po’ patinata- capace di cogliere anche i cambiamenti che intervengono nel corso degli anni, cosa che riesce anche con i costumi e il look dei personaggi, che ho trovato molto curati. Un difetto potrebbe essere la presenza di qualche personaggio e situazione di troppo, abbastanza inutili ai fini della storia e difatti non ben caratterizzati come gli altri, a tal punto da diventare perfino dimenticabili. Come ho detto all’inizio mi è molto piaciuto questo sceneggiato, l’ho trovato appassionante, convincente e molto ben fatto, pienamente meritevole del successo che ha avuto. Lo consiglio quindi in particolare a chi ama le saghe familiari o le storie ambientate negli anni ‘50/’60, sono sicura che non ne rimarrete delusi!
Regia di David Silverman, con le voci italiane di Tonino Accolla (Homer Simpsn), Liù Bosisio (Marge Simpson), Ilaria Stagni (Bart Simpson), Monica Ward (Lisa Simpson),FRancesco Prando (Ned Flanders),Sandro Iovino (Montgomery Burns),Davide Lepore (Milhouse), Mario Milita (Abrham Simpson).
E finalmente ho visto anche io il primo film dei mitici Simpson!!!Li seguo da sempre, da quando li hanno trasmessi per la prima volta in Italia nel 1992(ricordo che li facevano la sera tardi,dopo le 23,col bollino rosso!!!),e non li ho mai abbandonati,quindi logico che per me questo film fosse un evento da non perdere… e giustamente!E’ un film molto divertente,che non tradisce lo spirito del cartone,anche se mancano alcuni personaggi. La storia racconta dell’allarme ecologico che si crea a Springfield quando si scopre che il lago è super inquinato:viene eretta una recinzione intorno,con un severissimo divieto di gettare qualsiasi cosa,altrimenti il lago ristagnerà.Manco a dirlo Homer ignora il divieto buttando nientemeno che un’intera cisterna dei rifiuti del suo nuovo maialino domestico, Spider Pork;la cittadina viene quindi messa in quarantena e i furiosi abitanti stanno quasi per linciare i Simpson, che però riescono a scappare e rifugiarsi in Alaska,dove poi Homer prenderà coscienza di ciò che ha fatto e tornerà a Springfield salvando la cittadina e anche l’armonia familiare.simpsons-family Come detto mi è piaciuto molto, i caratteri dei personaggi non sono alterati e rimangono fedeli alle storie televisive,alternando momenti di critica satirica( il presidente degli USA è Arnold Schwarznegger!!!)a momenti di autentico divertimento, come l’ormai famoso tormentone di SPIDER PORK. P.S: la recensione è una delle prime apparse sul mio ex blog di Splinder, nel 2007. Per questo è diversa dalle altre (affinate col tempo). Per pigrizia non ho voluto cambiarla :)