lunedì 17 febbraio 2014

La prima cosa bella, 2010


 Regia di Paolo Virzì, con Stefania Sandrelli (Anna anziana), Micaela Ramazzotti(Anna giovane), Valerio Mastrandrea (Bruno adulto), Claudia Pandolfi (Valeria adulta), giacomo Bibbiani (Bruno bambino), Aurora Frasca (Valeria bambina), Isabella Cecchi (zia Leda), Sergio Albelli (Mario).

Bruno, professore di liceo, è un uomo infelice nonostante abbia tutto. Quando la sorella Claudia lo avverte che la loro madre hanno ha un cancro allo stadio terminale, torna a Livorno per starle accanto.
Anna, la madre, è sempre stata una donna bella ed esuberante; il figlio ne ripercorre la vita dal 1971, anno in cui Anna vince il concorso estivo di Miss mamma…

Consiglio vivamente la visione di questo film, che  a me è piaciuto moltissimo.
E’ un film sulla vita, sull’amore tra genitori e figli, sul  difficile momento di dire addio a un genitore.
La protagonista Anna, interpretata da una solare e bravissima Micaela Ramazzotti,è certamente una donna inconsueta, anche per i scatenati anni ’70: bella, esuberante, con un entusiasmo e un amore per la vita davvero incontenibili.
Certamente non è un personaggio perfetto, alcune sue scelte di vita o di relazioni possono essere discutibili, tuttavia anche queste imperfezioni in fondo sono tutte dovute alla sua gioia di vivere e alla sua grande umanità. Il sentimento predominante in lei è l’amore per i due figli, per i quali fa davvero di tutto e con i quali ha un rapporto speciale e bellissimo(dolcissime le scene dove cantano tutti insieme).
Purtroppo per le sue scelte di vita, quando i bambini crescono diventa una mamma un po’ ingombrante e questo influenzerà anche negativamente il suo rapporto con loro, soprattutto col figlio Bruno (interpretato da un bravo Mastrandrea), che da grande vive un grande disagio esistenziale che cerca di sedare con le droghe, ma da cui potrà riprendersi solo recuperando il rapporto con la madre morente e con le sue radici.
La scenda dell’addio alla mamma (interpretata da una Grande Stefania Sandrelli),è la più commovente del film, quella che allo stesso tempo trasmette dolore ma anche serenità e la certezza che la vita di Anna è stata vissuta appieno.
Forse un po’ stereotipato il personaggio della zia zitella acida, anche se alla fine vengono spiegate le motivazioni del suo comportamento, rendendo la sua figura più umana e vicina.
Notevole anche la fotografia che incornicia scorci di una Livorno da cartolina, e soprattutto la colonna sonora, che come si può capire dal titolo rimanda all’epoca d’oro degli anni ’70.
Consigliatissimo!




sabato 15 febbraio 2014

Post di San Valentino (il giorno dopo)

In ritardo di un giorno, recupero un vecchio post apparso nel vecchio blog nell'ormai lontano 2009: le scene più romantiche della storia del cinema, a mio avviso ovviamente.



YOUR SONG ( da MOULIN ROUGE) 






Attraverso le note della canzone di Elton John il poeta Christian (Ewan McGregor) dichiara il suo amore alla cortigiana Satine ( Nicole Kidman). Sullo sfondo, uno scenario magico... che altro dire? 


 LA BELLA E LA BESTIA





Il tema preferito dai romantici di ogni epoca:un lui brutto da far paura e una lei bella e dolce, pronta ad andare al di là delle apparenze. L'amore già nell'aria esplode durante un solitario ballo romantico, dove persino i puttini dipinti sul soffitto si fermano a guardare ammirati... come tutte noi, del resto!



 SO CHI SEI (da LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO)




Un principe e una principessa, destinati dalla nascita, che si incontrano e si innamorano senza che nessuno dei due sappia chi è l’altro. E ballano sulle note di una canzone musicata su quelle dall’omonimo balletto di Tchaickvosky, con contorno di simpatici animaletti dispettosi. Perchè chi l’ha detto che anche un cartone non può essere romantico?

 SCENA FINALE ( da COLAZIONE DA TIFFANY)



Questa scena mi emoziona molto ogni volta che la vedo:praticamente il vero inizio di una storia d’amore che è rimasta “sospesa”per tutto il film… un lungo bacio incuranti della pioggia battente, e con un bel gattone a fare da cuscinetto tra i due innamorati! E Audrey Hepburn che riesce a essere bellissima e impeccabile anche inzuppata d’acqua sotto la pioggia battente… e io sull’orlo delle lacrime perché temevo che lei non riuscisse più a trovare il suo gatto… insomma, si capisce che questa scena mi piace o no?



 SCENA DEL BALCONE ( da ROMEO E GIULIETTA)



Un classico che non poteva certo mancare… qui non c’è bisogno di spiegazioni, mi pare.



CHEEK TO CHEEK ( da CAPPELLO A CILINDRO)




Come resistere alla classe di certi vecchi film dove l’amore è davvero inteso in maniera romantica, e si esprime volteggiando in frac e abito da sera sulle note di una dolce canzone? Risposta: impossibile resistere!



 BELLA NOTTE ( da LILLI E VAGABONDO)




Alzi la mano chiunque non avrebbe messo questa scena se avesse dovuto scrivere un post come questo! Anche qui non c’è bisogno di molti commenti: è vero che al posto del classico ”due cuori e una capanna” abbiamo un più originale ”due cuori e un piatto”, ma come non restare stregati dalla magia di quella notte stellata... quella cenetta a lume di candela… quella canzone… e aggiungiamoci pure quello spaghetto malandrino… eccoci incantate davanti allo schermo, anche se i protagonisti sono due cani!





FINALE DI GHOST




Scommetto che eravate arrivate fino a qui chiedendovi: ”ma non c’è niente su GHOST?”. Il fatto è che qui bisognerebbe mettere tutto il film… l’amore che vince sulla morte e sulla vendetta è un tema che ha conquistato (e conquista ancora oggi, visto che GHOST è uno dei film più replicati in TV) con facilità milioni di persone. Io personalmente preferivo la scena in cui lui e lei riescono a riabbracciarsi per una attimo “usando” il corpo della medium, ma non l’ho trovata su youtube, così ho messo questa.



DRACULA E  MINA  (da DRACULA,1993)



Ammettiamolo: è più facile vedere un UFO che un uomo che piange per amore. E se poi l’uomo in questione è un vampiro che ha attraversato i secoli con il solo scopo di ricongiungersi all’amata morta suicida (anche sottoforma di reincarnazione, come in questo caso), e che si commuove al solo ricordo di lei…il gioco è fatto. E ci commuoviamo a dispetto del protagonista (anzi, forse tifiamo anche un po' per lui).


SOTTO LA NEVE (da EDWARD MANI DI FORBICE)




Solo il genio di Tim Burton poteva realizzare una scena d’amore di tale intensità nonostante i due protagonisti nemmeno si sfiorino (per ovvi motivi): un lui dolce, stralunato e purtroppo impedito dalle sue strane mani, che scolpisce un angelo di ghiaccio con le sembianze della sua bella che danza sotto la neve. E a questa vista i nostri cuoricini palpitano, soffocando alcune logiche domande che altrimenti ci saremmo poste (per esempio:come fa Winona Ryder a danzare sotto la neve la sera di Natale con quell’abitino leggero leggero senza prendersi una polmonite?)



BEYOND THE SEA ( da UNA VITA ESAGERATA)




La scena d’amore più allegra che io ricordi! Sulle note di Bobby Darin Ewan McGregor mostra le già notevoli doti canore che gli sarebbero tornate utili qualche anno dopo in MOULIN ROUGE, Cameron Diaz per fortuna stona meno che ne IL MATRIMONIO DEL MIO MIGLIORE AMICO… belli, giovani, allegri, modaioli e destinati ad un pazzo amore (anche se loro a questo punto del film ancora non se ne rendono conto…): cosa volere di più da una vita esagerata?


SCENA FINALE ( da UFFICIALE E GENTILUOMO)




Il sogno di migliaia di romantiche: un bel principe che arriva a bordo di una rombante moto e rapisce la sua bella davanti a tutti, portandola via verso una (supponiamo noi) luminosa esistenza… confesso: nonostante Richard Gere non mi sia mai piaciuto, adoro questa scena!



NON HO CHE UN CANTO ( da BIANCANEVE E I SETTE NANI)




E vabbè, lo ammetto:anche in fatto di romanticismo probabilmente sono un po’ scontata, ma devo dire che questa scena mi fa palpitare il cuoricino romantico da quando ero piccola(avevo la cassetta con la storia e le musiche di Biancaneve, e questa era la mia preferita…).Del resto ancora oggi chi non sogna un principe azzurro che ci canta una bella serenata(certo se la voce glielo consente….mica tutti sono intonati!), e senza badare alle apparenze della principessa, che sarò pure Biancaneve ma in quel momento è vestita di stracci!Questo sì che è amore, anche se la regina cattiva incombe…



IN GINOCCHIO DA TE



PLEASE NON RIDETE! Io ADORO letteralmente questo film, per me è il simbolo degli anni ’60 in Italia( e cosa penso di quegli anni l’ho già detto…), oltretutto è divertente e romantico insieme,Gianni Morandi e gli altri attori sono simpatici e alcuni di loro molto bravi(come i caratteristi Ave Ninchi,Gino Bramieri, Raffaele Pisu e Nino Taranto).E la scena finale?Lui che riconquista lei dedicandole una canzone alla radio, appositamente composta…e quando si corrono incontro ritrovandosi alla fontana dell’amore…certo durante la corsa,se Morandi ci dà un’assaggio dell’agilità che anni dopo lo avrebbe portato in giro a fare maratone per il mondo, la povera Laura Efrikian ci fa un po’ sorridere, impedita com’è da quella gonna al ginocchio stretta stretta!Ma non poteva mettere una bella mini??


LA  BARCAROLA ( da LA VITA E’ BELLA)




“Voltati principessa..voltati..voltati…”.La magia di una rappresentazione teatrale aiuta Benigni nel suo intento “magico”di far voltare verso di lui la sua principessa Dora.Che altro dire di una simile scena?

NEL LAGER ( da LA VITA E’ BELLA)




L’amore che getta un raggio di luce e speranza anche in mezzo a una delle tragedie più orribile della storia, lo sterminio nazista.Anche se nella realtà la scena non sarebbe potuta accadere, il genio di Benigni nel suo film più grande(e trovo che la parola sia esatta) ci permette di immaginare il contrario…




SUMMER NIGHTS ( da GREASE)




L’inizio di una storia d’amore visto da lui (Danny) e visto da lei(Sandy):e trattando di GREASE non poteva che essere raccontato tutto con musica e balli…?


P.S: tempo fa qualcuno mi disse che questo post era infantile, banale, superficiale, scontato e pure brutto e inutile. Sarà vero, ma a me piace comunque perciò prego chiunque la pensi allo stesso modo di astenersi dal fare polemica, grazie!

P.S 2: la scena della "Barcarola" de "La vita è bella2 non l'ho trovata in italiano; la scena di Lilli e Vagabondo" avrei voluto trovarla con il vecchio doppiaggio originale, che a mio avviso era migliore!





giovedì 13 febbraio 2014

Lo sguardo di Satana- Carrie (Carrie), 2013

Regia di Kimberly Pierce, con Clohe Grace Moretz (Carrie White), Julianne Moore (Margaret White),Judi Greer (Miss Desjardins),Gabriella Wilde (Sue Snell),Portia Doubleday (Chris Hargensen),Ansel Elgort (Tommy Ross).

La povera Carrie White è un’adolescente timida e insicura che conduce una vita da incubo:vittima di terribili scherzi e insulti da parte dei  compagni di scuola e vessata da una madre fanatica religiosa che considera peccato anche le cose più naturali,come il sesso o le mestruazioni:già detta così la sua vita fa spavento, figuriamoci a viverla…e il peggio deve ancora arrivare:quando a Carrie vengono le mestruazioni si manifesta in lei un potere telecinetico finora latente, che la ragazza esercita saltuariamente e che porterà la disastro…

Versione "moderna" del classico horror di Brian De Palma tratto dal romanzo "Carrie" di Stephen King (1974),il film non è stato particolarmente gradito dagli amanti del genere horror, non proprio a torto.
Il film è abbastanza patinato e non ha la forza spaventevole e inquietante dell'originale; oltre a ciò, anche volendo considerare quella che a mio avviso è la vera parte paurosa (ovvero il bullismo che colpisce Carrie e la follia bigotta della madre), rimane un po' tutto in superificie a livello di coinvolgimento, non si riesce a provare empatia con queste figurine abbastanza macchietistiche, nonostante non si possa fare a meno di odiare l'odiosissima Chris. 

Parte della sgradevolezza è dovuta alla sua protagonista, Chloe Grace Moretz, e non certo per colpa sua: che colpa ne ha lei se non solo non assomiglia alla protagonista (e passi: in fondo anche Sissy Spacek,la protagonista del film di De Palma, era tutto il contrario della bruttina, grassa e brufolosa Carrie descritta da King nel romanzo originale), ma nemmeno riesce a imprimere nello spettatore l'orrore e la paura della parte finale (come invece riusciva l'altra attrice, anche grazie ad alcuni effetti speciali che saranno stati pure antichi ed artigianali ma a mio avviso risultavano molto più efficaci di quelli di oggi, almeno per questo film)?
Poi c'è da dire una cosa: io non sono la persona più indicata per criticare un horror, in quanto a me gli horror non fanno nessunissima paura e nessunissima impressione: infatti i pochi horror che mi sono piaciuti sono quelli che mi hanno perlomeno inquietato.Però avendo visto entrambe le versioni, mi è impossibile non notare le differenze.
Chloe Grace Moretz è una ragazza molto carina che nel film passa inizialmente inosservata (dagli altri personaggi, ma non allo spettatore) e poi alla fine sboccia (brevemente), il classico brutto anatroccolo diventato cigno, e fa pensare che se le cose fossero andate diversamente Carrie avrebbe anche potuto "seppellire" le bullette della scuola e forse anche fare amicizia con Sue; ma certo, pur manifestando un forte disagio per ciò che è costretta a subire in casa  a scuola, non dà molto l'idea della ragazza complessata a cui viene brutalmente impedito di vivere una vita vera. E purtroppo ciò è dato solo dal suo aspetto fisico, perchè è quella la differenza: di Carrie tutti se ne fregano perchè brutta, perchè se fosse stata anche solo carina (pur vestita alla Caritas, ingobbita e con cotanta madre alle spalle) qualche possibilità che qualcuno la notasse riconscendole lo status di essere umano le sarebbe stata concessa.
Solo una professoressa la considera da quel punto di vita e cerca di aiutarla, ma- come riportato anche nel romanzo- nonostante tutto anche lei intimamente non può negare un senso di ripulsione che a volte l'assale.
Gli altri interpreti li ho trovati trascurabili, al massimo hanno ben svolto il loro compitino (l'attrice che interpreta l'insegnante ha reso bene la sua sensibilità); fuori da questo gruppo mi è piaciuta Julianne Moore, la madre psicopatica cui però l'attrice conferisce anche momenti di umanità che la rendono meno inquietante e un poco più umana (poco, eh!!!) dell'originale Piper Laurie.
Ambientazione, fotografia, costumi e musiche sono un po' troppo patinati a mio avviso, alla fin fine il film risulta comunque abbastanza freddo,il che sopratutto nella parte del massacro finale non è che sia un bene per il film.








martedì 11 febbraio 2014

Shirley Temple

E' morta all'età di 85 anni nella sua casa di Santa Monica Shirley Temple, l'attrice bambina più famosa della storia del cinema, soprannominata "Riccioli d'oro" non solo per la sua capigliatura boccolosa (che in realtà era castana, ma la piccola fu obbligata a tingersi i capelli di biondo per i film) ma anche per il film che la rese nota al grande pubblico.
La sua fama come attrice è legata quasi esclusivamente alla sua infanzia; dall'età di tre anni, spinta (come ovvio....) dalla madre cominciò a studiare canto e danza, e propria durante una visita di un produttore nella sua scuola fu scelta come piccola attrice per alcuni corti, poi scoperta e assunta da Hollywood: il suo primo film fu "Il trionfo della vita" (1934), a cui seguirono "Riccioli d'oro", "La piccola Principessa", "Zoccoletti olandesi", "Rondine senza nido", "Il piccolo colonnello", "La piccola ribelle","Capitan Gennaio","Susanna e le giubbe rosse" e tantissimi altri.
La bambina infatti girava una media di 4-5 film all'anno, riuscendo a divetare in brevissimo tempo uan delle str più celebri e pagate di Hollywood (in una classifica del 1935 era pari a Greta Garbo), a lavorare con i maggiori attori dell'epoca e a diventare un idolo nazionale, tanto che non solo venne ricevuta alla Casa Bianca dal presidente Roosevelt, ma nel 1937 fu scelta per consegnare a Walt Disney il celebre Oscar per "Biancanve e i 7 nani" (Consistente in un Oscar grande affiancato a sette oscarini).
La sua parabola discendete cominciò nel 1939, dopo essere stata scartata per il ruolo di Doroty ne "Il mago di Oz". Da allora- sopratutto perchè stava crescendo, cosa che succede molto comunemente agli attori bambini- cominciò a realizzare sempre meno film; fino alla fine degli anni '40 proverà comunque a costruirsi una carriera di attrice adulta, senza successo, decidedo quindi di ritarsi dalle scene.
Da adulta diventò ambasciatrice Onu.
Se. devo essere sincera non l'ho mai sopportata: troppo leziosa, zuccherosa  a livelli diabetici, piena di smorfiette...ma avendo letto una sua intervista in cui raccontava la sua vita da bambina prodigio e cosa c'era dietro (costretta a tingersi i capelli e stare ferma circa due ore per prmettere alla madre di pettinarla con boccoli ogni mattina, le fu rivelato che Babbo Natale non esisteva quando uno di loro in un grande magazzino le chiese l'autografo, costretta a studiare tip tap per ore e altre amenità simili che considero orripilanti per un bambino), mi fece una gran pena.







domenica 9 febbraio 2014

Se dico cinema.....

Sul blog di Bolla trovo un'altra simpatica iniziativa (a sua volta presa dal blog "Criticissimamente": http://criticissimamente.blogspot.it/ ) a cui aderisco.
Nei blog di cinema si parla, ovviamente, di cinema, ma per quella che è la mia esperienza ognuno di noi ha un concetto diverso di cinema, e sopratutto, per ognuno di noi il cinema ha un significato profondo diverso.
Per cui comincio a copiare il bando:

"Se dico cinema...

Ne parliamo tutti i giorni, fracassando le balle a mezzo mondo, non per forza cinefilo. Ci scanniamo, difendiamo i nostri eroi, dando vita a discussioni che...manco Freud. Ma alla fine nessuno ancora ha spiegato un dettaglio, il più complesso forse. 'Sto cinema, ma che sarà mai? Cosa significa. Cosa vi dà. Cosa rappresenta.
Dunque, "Se dico cinema..."
(completa la frase a tuo piacimento)"


Per quanto mi riguarda, se dico cinema dico  due cose (spero mi sia consentito perchè per me sono ambedue importanti e inscindibili):

Apertura: sopratutto apertura mentale, scoprire e vedere modi di essere, emozioni, vite, idee, pensieri completamente diversi da quelli che viviamo e conosciamo. E quindi anche capacità di confronto e di riflessione.

Compagnia: si dice che "con un buon libro non si è mai soli". Io ritengo- per quella che è la mia esperienza è così, perlomeno- che valga anche per un buon film.

Annedoto  personale: per la sottoscritta- come penso per molti cinefili- il primo incontro (amore a pima vista) con una sala cinematografica è stato questo:




nel 1988, a 8 anni.


Ma il primissimo incontro con il cinema è avvenuto prima, grazie a questi tre film:








Considerando tutto ciò, mi sa che forse ero una predestinata alla cinefilia! :)

giovedì 6 febbraio 2014

Guido che sfidò le BR, 2005


Regia di Giuseppe Ferrara, con Massimo Ghini (Guido Rossa), Anna Galiena (Silvia Rossa), Alba Rorwarcher (Sabina Rossa),Gianmarco Tognazzi (Riccardo Dura),Mattia Sbragia (Mario Moretti), Elvira Giannini (Fulvia Miglietta).

Guido Rossa è un operaio dell'Italsider di Genova, di idea profondamente comunista e appassionato di alpinismo. Vive serenamente con la moglie Silvia e la figlia adolescente Sabina.
Nel 1978 scopre che Francesco Berardi, un'altro operaio della fabbrica, diffonde volantini delle BR e lo denuncia: il 29 gennaio 1979 pagherà con la vita il suo coraggioso gesto, dato che un commando delle Br lo ucciderà mentre sta andando al lavoro.

La recente fiction "Gli anni spezzati" mi ha riportato alla mente questo film del 2005 su Guido Rossa, altra famosa vittima del terrorismo, una storia e una figura  particolari ben raccontate in questo meritevole ma purtroppo bistrattato film: realizzato nel 2005/2006 non trovò una distribuzione fino a metà 2007, quando la trovò passò in sordina, e ci furono mille problemi per il passaggi televisivo, che avvenne solo nel 2010e ovviamente in seconda serata nonostante il film fosse coprodotto dalla Rai.
Un film asciutto, conciso, incentrato sulla figura del protagonista- un valido Massimo Ghini- persona solida, con valori profondi e che della coerenza con questi valori fece una scelta di vita, rimanendo fedele a sè stesso e dando un esempio ancora oggi valido da seguire. Certo, purtroppo pagò con la vita tutto ciò, ma ancora oggi lui è una figura luminosa e positiva, un esempio di coerenza per tutti, mentre i suoi assassini sono poveracci (moralmente parlando) dimenticati da tutti.
Messo bene in evidenza e con attenzione l'isolamento in cui il protagonista fu messo dai suoi compagni di lavoro, dal sindacato e dai datori di lavoro,che  nonostante fossero tutti d'accordo con lui alla fine rifiutarono di affiancarlo nella denuncia contro l'operaio brigatista per paura; Resi bene anche i terroristi, ormai talmente avulsi dalla realtà da non rendersi conto che stavano uccidendo uno di quelli che in teoria proclamavano di difendere (ovvero un rappresentate della classe operaia).
Nel film sono presente filmati reali del funerale di Guido Rossa, a cui partecipò anche il presidente della Repubblica Sandro Pertini.
SE a qualcuno interessa l'argomento "anni di piombo" un film assolutamente da vedere,a mio avviso uno dei più validi.


martedì 4 febbraio 2014

The Butler- Un maggiordomo alla Casa Bianca, 2013



Regia di Lee Daniels, con Forrest Witaker (Cecil Gaines), Oprah Winfrey (Gloria Gaines),Cuba Gooding jr (Carter Wilson),David Oyelowo (Louis Gaines), Mariah Carey (Hattie Gaines),Eliha Kelly (Charlie Gaines), Robin Williams (Dwight Eisenohwer),james Marsden (John Kennedy),John Cusack (Richard Nixon), Jane Fonda (Nancy Reagan),Minka Kelly (Jackie Kennedy),Liev Schreiber (Lyndon Johnson),Nelsan Ellis (Martin Luther King), Alan Rickman (Ronald Reagan).

Cecil Gaines, figlio di ex schiavi,ha cominciato da ragazzino la sua carriera come maitre in vari alberghi raggiungendo il massimo grado, fino a quando gli viene proposto un colloquio e una prova come maggiordomo alla Casa Bianca. Superata la prova, diventerà il maggiordomo di sette presidenti nell'arco di una quarantina d'anni cruciali per la storia d'America; accanto alla vita professionale quella familiare, con la moglie Gloria e i figli Louis e Charlie....



Sulla carta molto interessante questo film, con un cast di attori stellare e che ripercorre la storia d'America vista per di più dalla parte di un maggiordomo nero (storia vera, peraltro); ma il risultato in sala non è stato all'altezza delle aspettative, almeno a livello di coinvolgimento.
In alcune parti ho trovato il film un po' troppo stiracchiato, oltre al fatto che tralascia spesso e volentieri punti importanti o interessanti per "correre via"; ed è anche logico se proprio vogliamo, visto che condensare una sessantina d'anni di storia americana e sette presidenti- oltre alla storia familiare del protagonista- in poco più di due ore è un'impresa difficilmente realizzabile. Però così non si riesce a evitare "l'effetto abbiocco", di cui anche la sottoscritta è stata vittima. 

La storia è apprezzabile in sè, gli attori non sono male, sopratutto Oprah Winfrey nel ruolo della tormentata (ma non si capisce bene perchè) moglie Gloria (piuttosto incolori invece  i due figli); Forest Whitaker un poco ingessato, ma chiaramente la parte del leone riguardo a curiosità è data dal susseguirsi di star che interpretano i vari presidenti americani.
Chiaramente un occhio di riguardo viene riservato a John Kennedy, il cui mito ha forse preso il sopravvento, nell'immaginario comune, rispetto alla vera figura e politica del presidente; in questo caso ho trovato la performance di James Marsden, l'attore che lo interpreta, aaccettabile, al contrario del Nixon di John Cusack e del come sempre improponibile Alan Rickman nel ruolo di Reagan (più brillante Jane Fonda nel ruolo dell First Lady Nancy).
Anche qui il problema come sempre è che gli attori hanno poco tempo e spazio per esprimersi e far esprimere i loro personaggi, tenendo conto anche del fatto che, essendo il protagonista e la sua famiglia di colore, oltre a tutto ciò che abbiamo sopra detto chiaramente nel film una parte centrale è quella della storia della lotta per i diritti civili, anche questa però trattata in modo marginale e alla sanfasò.
Troppa carne al fuoco....