martedì 29 novembre 2011

In her shoes- Se fossi lei (in Her shoes), 2005


Regia di Curtis Hanson, con Toni Collette ( Rose Feller ), Cameron Diaz ( Maggie Feller), Shirley McLaine ( nonna Ella ), Mark Feurstein ( Simon ).

Maggie e Rose sono due sorelle che più diverse non si può: la prima svagata, infantile e irresponsabile, può contare dalla sua come unico pregio il fisico mozzafiato, visto che all’età di 28 anni non è ancora riuscita a trovarsi un lavoro ( vivendo a scrocco dal padre e dalla sorella ) e cambia uomini come fazzoletti; la seconda, la maggiore, avvocato serio e responsabile, afflitta da un fisico cicciotto che la inibisce molto. Nonostante tutto sono molto affezionate tra di loro e condividono la passione per le scarpe ( rose ne ha un armadio pieno! ), ma quando Rose sorprende Maggie a letto col suo nuovo fidanzato, l'allontanamento fisico ed affettivo è immediato.
Rose precipita in un baratro profondo: lascia il lavoro, si mette a fare la dog sitter,e piano piano cerca di riprendere in mano la sua vita; Maggie, anche lei distrutta da ciò che ha fatto, fa invece un’inquietante scoperta: la nonna che loro credevano morta invece è viva e vegeta e vive in California. All’insaputa di tutti la giovane decide di andare a trovarla per fare chiarezza….

Tratto dal romanzo A LETTO CON MAGGIE ( 2004 ) di Jennifer Weiner, il film affronta, come tanti altri, il caso delle sorelle con caratteri e fisici diametralmente opposti: per Rose abbiamo Toni Collette, ormai abbinata a ruoli da bruttina, cicciotta e insicura ( e non si capisce perché! ), che lei interpreta con intensità e bravura; per Maggie abbiamo Cameron Diaz, attrice da sempre abbinata a ruoli da sexy svampita di commedie.Un’ottima scelta per queste due attrici, che rendono molto bene attraverso i loro personaggi anche il rapporto tra le due sorelle.in_her_shoes_051012042724235_wideweb__300x326 Un rapporto sconvolto da un fatto traumatico, ma tutto da ricostruire, e grazie al cammino intrapreso per riconciliarsi le due sorelle si riconcilieranno non solo con sé stesse, trovando la giusta dimensione della loro vita, ma anche col loro passato, affrontandone i fantasmi. Un film che tratta questi temi con toni comunque leggeri, senza angosciare e che farà felici le tantissime donne con la passione per le scarpe, molte delle quali probabilmente adotteranno il motto di Rose: “ quando voglio farmi un regalo, compro delle scarpe. Il piede è l’unica parte del corpo che non ingrassa”.
Mitica come sempre Shirley Mclaine nel ruolo della nonna misteriosa, un mix di dolcezza, saggezza ed esuberanza.




La Kryptonite nella borsa, 2011







 
Regia di Ivan Cotroneo, con Valeria Golino (Rosaria), Luca Zingaretti (Antonio), Luigi Catani (Peppino), Libero De Rienzo ( Salvatore ), Cristiana Capotondi (Titina), Vincenzo Nemolato (Gennaro), Monica Nappo (Assunta), Fabrizio Gifuni (Dottor Matarrese).

Napoli 1972: Peppino, nove anni, vive con i genitori Antonio e Rosaria; in famiglia c’è anche lo strambo cugino Gennaro, che crede di essere Superman. Purtroppo Gennaro muore investito da un bus, ma continua saltuariamente a venire a trovare il cugino cercando di infondergli coraggio e fiducia in sé stesso, mentre tutto attorno il mondo degli adulti sembra crollare: Rosaria cade in depressione dopo la scoperta del tradimento del marito, Antonio si trova a dover gestire da solo il figlio e quando il padre è al lavoro Peppino viene affidato a Salvatore e Titina, i due giovani e ribelli zii, che lo portano a feste hippy e raduni femministi…

Se volete vedere un bel film italiano, vi consiglio questo; mi è piaciuto davvero molto, mi ha divertito, rasserenato (perlomeno il tempo di arrivare al parcheggio della multisala!), coinvolto. E' tratto dall'omonimo romanzo dello stesso Ivan Cotroneo,
E’ una storia semplice di gente comune in un contesto storico e sociale, gli anni ’70, pieno di cambiamenti, che qui però viene visto in modo privo di nostalgia come avviene di solito; una storia in cui tutti si possono riconoscere, che narra di una crescita non solo sociale (vedi sopra) ma anche personale; crescita che non sempre coincide cn le aspirazioni dei personaggi (la zia ribelle e femminista che alla fine si sposa perché incinta è l’esempio più lampante in questo senso), ma anche del protagonista Peppino- attraverso gli occhi del quale la vicenda viene narrata- che imparerà che essere sé stessi è la cosa più giusta e importante, e della madre Rosaria che cade nel tunnel della depressione dopo che il tradimento del marito ha distrutto le sue certezze di donna ma che alla fine , come dice lei stessa, impara a non giudicarsi più.
Ho trovato molto bravi tutti gli interpreti, compresa Cristiana Capotondi, attrice che non mi ha mai detto nulla di particolare e che ho sempre trovato troppo leziosa; soprattutto mi è piaciuta la Golino, attrice molto espressiva e intensa anche in altri ruoli.
Il povero Peppino passa per vicende tragicomiche degne di nota, narrate con leggerezza e umorismo anche quando in realtà il poveretto se la vede brutta (ad esempio quando gli viene data una pasticca di lsd), e alla fine, nonstante venga più volte fatto notare dagli altri personaggi, che viene considerato un bambino problematico, capiamo che in realtà sono gli adulti intorno a lui ad avere qualche problemino…Peppino avrà perlomeno la consolazione di essre appoggiato dal defunto Gennaro, figura stramba e consolatoria che però appare al bambino come l’uncio possibile mentore, in quanto, seppure convinto di essere Superman, è perlomeno l’unico che sa chi è, cosa vuole veramente e contento della sua vita.
Ovviamente viene ricostruita l’epoca degli anni ’70 con ottime musiche, colori, vestiti, acconciature, auto ecc,….una vera delizia per chi, come me, è appassionato dell’epoca!

Becoming Jane-Il ritratto di una donna contro(Becoming Jane), 2006




Regia di Julian Jarrold,con Anne Hataway (Jane Austen),Julie Walters (Mrs Austen),James McAfoy (Tom Lefroy),James Cromwell (Mr. Austen),Anna Maxwell Martin (Cassandra Austen),Maggie Smith (Lady Gresham).
Nel 1795 la giovane Jane Austen, figlia di un reverendo, vive nel suo paesino di campagna la comune vita di tutte le giovani inglesi di modesta famiglia dell’epoca.Il suo principale interesse è la letteratura, essendo una bravissima componitrice di brani in prosa pieni di ironia, e trascorre serenamente le sue giornate tra il sogno di diventare scrittrice e la famiglia, avendo un rapporto privilegiato in particolare con la sorella Cassandra.
Un giorno consce l’antipatico e snob Tom Lefroy, amico del fratello Henry, e sebbene tra i due inizialmente sia antipatia a prima vista, col tempo…



Sebbene questo film si dice che questo film sia tratto dalle lettere di Henry Austen,fratello di Jane,le fan della scrittrice sono avvisate:questo film altri non è che un mix di situazione e personaggi presi qua e là dai vari romanzi di Jane Austen, e poco modificati rispetto all’originale.Per capirci meglio: Cassandra= Jane Bennett,Mrs Austen= Mrs Bennett, Lady Gresham=Lady Catherine,Sir Wisley= Edward Ferrars, ecc.
Gli stessi protagonisti,Jane e Tom, ricalcano rispettivamente Elizabeth Bennett e Mr.Darcy in versione trasgressiva ..e di certo chi potrebbe immaginare un Darcy ispirato a un maleducato arrogante signorino che alla sua prima apparizione entra in salotto sbattendo la porta e interrompe senza scusarsi una riunione dove una persona sta leggendo?No, assolutamente io non mi sono lasciata ingannare…per il resto nulla da dire, la ricostruzione storica è perfetta e molto attenta alle consuetudini sociali quotidiane,ma per ogni appassionato che si rispetti impossibile non trovarsi davanti,in ogni scena,a molto più di un deja vu….
Peccato perché Anne Hataway mi è sembrata una Jane credibile.Sicuramente più dell’insulso protagonista maschile, che non riesce a dare credibilità all’uomo che avrebbe “ il condizionale è d’obbligo)ispirato Mr Darcy e altri personaggi indimenticabili.
Il mio consiglio?Se proprio volete, guardatelo..ma non per farvi un’idea della vita e delle opere di Jane Austen.Che vanno conosciute da fonte sicura, ovvero i suoi romanzi.

Tiziana

Espiazione (Attonement), 2006


Regia di joe Wright, con Keira Knightley ( Cecilia Torris),James McAvoy( Robbie Turner),Saoirse Roan ( Bryony Torri a 13 anni),Romola Garai (Bryony Torris a 18 anni),Brenda Blethyn(madre di Robbie).

1935.Cecilia e Bryony Torris sono due sorelle appartenenti a un’aristocratica famiglia inglese.La prima, la maggiore, è una ragazza inquieta e vivace, che ha una storia d’amore con Robbie, figlio di una loro domestica; la seconda, a 13 anni, ha un talento innato per la letteratura , ma purtroppo anche una fantasia che corre troppo.E sarà proprio questa a causare la tragedia che rovinerà la vita a tutti e tre: infatti fraintendendo alcuni atteggiamenti e gesti di natura sessuale tra i due innamorati, quando trova la cugina sua coetanea , e ospite da loro per un periodo, violentata, accusa Robbie di essere lo stupratore…


Tratto dall’omonimo romanzo (2002 ) di Ian McEwan,è un film bellissimo e coinvolgente in ogni minuto, fino alla fine.Curato nelle immagini, nei costumi, nella recitazione e nella narrazione,vale davvero la pena di vederlo..io l’ho trovato uno dei migliori film degli ultimi anni.
La vicenda narrata scaturisce, prima ancora che dalla fantasia troppo fervida di una tredicenne, dalla società sessuofobica dell’epoca, in cui il sesso era ancora considerato un qualcosa di peccaminoso o vergognoso, da cui soprattutto i ragazzini dovevano essere allontanati.Bryony è quindi il prodotto di questa società,non capisce( e non può capire)i misteriosi sguardi, gesti, sussurri e in particolare il fattore fisico che accompagnano un amore, fraintende tutto portando tutto ciò alle estreme conseguenze.Il regista narra la storia in modo che lo spettatore veda il mondo e la vicenda con gli occhi della ragazzina( interpretata dalla bravissima e debuttante Saoirse Roan, che colpisce per la sua durezza e la sua ingenuità allo stesso tempo), pur dandogli modo di rimanere consapevole che le cose non stanno così come gli vengono raccontate.
Il finale è sorprendente, crudo e triste: per i tre protagonisti non ci sarà alcun lieto fine e credo soprattutto Bryony alla fine pagherà le conseguenza del suo atteggiamento, dovendo passare la vita con un grosso rimorso a cui non può porre rimedio, anche se avrebbe voluto.
Bellissima,molto brava e sensuale( in particolare nelle scene in cui indossa quel fantastico abito da sera verde…mamma mia, lo voglio anche io!) Keira Knightley nel ruolo di Cecilia, una ragazza che fino alla fine crederà nel suo amore, contro tutto e tutti porterà avanti la sua scelta; bravo( anche se un po’ mono espressivo)James McAvoy nel ruolo di Robbie, un ragazzo che deve sopportare un’accusa orribile oltre che ingiusta, e che non avrà mai la possibilità di dimostrare la propria innocenza.Su Vanessa Redgrave nel ruolo di Bryony anziana nulla da dire, basta sapere che la sua presenza è la più incisiva del film anche se sta in scena al massimo cinque minuti!Il suo sguardo, il suo tono con cui narra il finale( che racchiude il senso del titolo del film)…sembra quasi che la storia raccontata sia la sua.
Il film alla notte degli Oscar di quest’anno ha ricevuto il premio per la migliore colonna sonora originale, oltre ad altre tre nomination: come miglior film, a Saoirse Roan come attrice non protagonista, e come miglior sceneggiatura non originale;più nove nomination in varie categorie ai Goldn Globe, di cui due vinte( colonna sonora e film drammatico).
 

Tiziana




Il mandolino del Capitano Corelli (Captain Corelli's Mandolin), 2001


Regia di John Madden, con Penelope Cruz ( Pelagia), Nicholas Cage( Capitano Antonio Corelli),Irene Papas ( Drosoula),Christian Bale ( Mandras).

Cefalonia, 1941.L’esercito italiano invade il Sud della Grecia, compresa Cefalonia. Pelagia, una giovane greca il cui fidanzato Mandras è partito per unirsi ai partigiani, è costretta ad ospitare in casa propria il capitano Antonio Corelli, con cui col tempo nasce un forte sentimento che va al di la di qualsiasi possibile ostacolo, soprattutto il fatto che per tutti lui è un invasore, anche se in realtà Corelli ama più la musica lirica della guerra,ed è un giovane buono e rispettoso.
Purtroppo l’8 settembre 1943 è vicino…

Tratto dall’omonimo romanzo( 2003) di Luis de Bernieres, è un film che lascia sconvolto qualsiasi italiano con un minimo di buonsenso, che rimarrà inorridito nel rendersi conto di quale sia l’opinione che all’estero hanno di noi…e ancor più inorriditi si resta se si viene a sapere ( e forse era meglio non saperlo!)che è stata scelta questa ambientazione per rendere omaggio ai martiri di Cefalonia!!!!
Personalmente, già dalla scelta dell’attore più orrido della storia del cinema, Nicholas Cage, nei panni dell’italiano Antonio Corelli uno dovrebbe capire di che considerazione godiamo…ma uno può anche pensare: i gusti sono gusti, magari chi ha fatto il casting lo trova bellissimo, l’importante è l’interpretazione.E allora ok, basiamoci solo su quella:a parte che la capacità recitativa di Cage è limitata al cambio costumi, vista la fissità di espressione e la rigidità di movimenti ,al cui confronto uno stoccafisso è snodato…ma è proprio il carattere impresso al personaggio che da sui nervi!ma possibile che gli italiani sappiano solo “mangiare,bere e fare all’amore”( parole di Corelli)?Ovvio che mangino solo spaghetti e pasta al pomodoro,e al massimo gli piace pure cantare, solo canzoni napoletane però!!!!Perchè ovvio che in Italia c’è solo il sud, da Roma in su tutto il resto non esiste!!!
Oltretutto sembra  che  i soldati italiani più che in guerra fossero in un villaggio vacanze: sempre a cantare, mangiare, bere e ovviamente fare l’amore…poi all’improvviso, puf, arriva l’otto settembre e succede quel che tutti sappiamo.
Certo che i greci non è che siano messi meglio: se  quella racchiona di Penelope Cruz rappresenta la bellezza greca, le greche dovrebbero incavolarsi non poco, anche perché la capacità recitativa ed espressiva è uguale a quella del collega americano.Inoltre non ci si può fare a meno di domandare: ma quanto è cretina Pelagia?Scrive lettere al fidanzato al fronte pur sapendo che è analfabeta?!Ma ditemi voi….
Certo almeno ci si può consolare con i bellissimi paesaggi( non so se davvero greci) presenti nel film, purtroppo non sempre lo sfondo basta…se di sostanza ce n’è poca o nulla, e quella poca che c’è è pure per decerebrati,allora siamo messi proprio male!

Tiziana

La freccia nera, 1968


9788874760299

Regia di Anton Giulio Majano, con Loretta Goggi (Joan Sedley ), Aldo Reggiani (Dick Shelton), Arnoldo Foà (Sir Daniel Brackley), Tino Bianchi (Sir Oliver), Adalberto Maria Merli (Duca di Gloucester), Leonardo SEverini (Bennett Hatch), Mila Sannoner (Alicia Risingham), Lia Rho Barbieri (Beth), Giorgio Biavati (Chopper).

Rimasto orfano del padre crudelmente ucciso dai banditi quando lui era piccolissimo, Dick Shelton è stato allevato come un figlio da Sir Daniel Brackley.
La sua vita è trascorsa serena fino a quando un giorno trova un vecchio combattente del padre adottivo morto nella sua capanna, trafitto da una freccia nera. Mentre il giovane si reca da Sir Daniel per avvisarlo dell’accaduto, incontra il giovane fuggitivo John, che decide di aiutare.
Dick non sa che John in realtà è Joan, una giovane donna che sta scappando proprio da Sir Daniel, il quale l’ha rapita alla famiglia di origine per costringerla a sposare proprio Dick, senza che i due neppure si conoscano…..


Tratto dall’omonimo romanzo ( ) di Robert Louis Stevenson, è uno degli sceneggiati più famosi nella storia della tv italiana, probabilmente quello che fece più audience dopo “La cittadella”: parliamo di qualcosa come sedici milioni e mezzo di telespettatori di media a puntata…
Su uno sfondo di fatti storici realmente avvenuti (la Guerra delle Due Rose tra le fazioni degli York e dei Lancaster) si snoda la vicenda dei banditi della Freccia Nera, “colleghi” di Robin Hood che lottano contro l’usurpatore Sir Daniel, e le cui avventure si intrecciano con quelle di Dick Shelton e Joan Sedley, la coppia di giovani innamorati che Sir Daniel vorrebbe usare come pedine per i suoi scopi, dapprima unendoli contro la loro volontà, e poi separandoli.
La prima parte della storia è infatti tutta impostata sull’equivoco tra i due giovani, che si incontrano quando lei, vestita da maschio, sta fuggendo da Sir Daniel per non sposare un uomo che nemmeno conosce, e che ovviamente lei non sa che è proprio il simpatico giovane che l’aiuta credendola un ragazzino indifeso….0.jpg
I due interpreti di Dick e Joan erano due giovanissimi Aldo Reggiani e Loretta Goggi, non proprio esordienti( perlomeno lei, che aveva già recitato alcune parti di bambine in altri sceneggiati negli anni precedenti) ma che con LA FRECCIA NERA furono definitivamente lanciati nel mondo dello spettacolo, che insieme formano una coppia molto credibile, simpatica e affiatata; ma devo dire che, a mio avviso, l’attenzione è catturata dalla magistrale interpretazione dei cattivi: Arnoldo Foà nella parte di Daniel Brackley, signorotto inglese pronto a tradire e a uccidere chiunque per sete di potere. Indimenticabili i suoi ghigni e la sua mimica facciale, sembrava veramente…cattivo dentro!
Poi c’è il viscido Adalberto Maria Merli nel ruolo del sanguinario e gobbo duca di Gloucester, con il suo sguardo ambiguo e diabolico, e Tino Bianchi nel ruolo del corrotto vescovo Sir Oliver, l’unico cattivo che a volte mostra un poco di pentimento o umanità.
Splendide ricostruzioni di ambienti medievali e battaglie, e indimenticabili le due sigle:quella iniziale, un tema musicale realizzato da Riz Ortolani, e quella finale, una ballata entrata anche nelle hit parade dell’epoca, cantata da Leonardo e le Frecce Nere.
Nel 2006 è stato realizzato un remake(pessimo o quasi) di questo famoso sceneggiato, con protagonisti Riccardo Scamarcio e Martina Stella. Già dimenticato, a differenza dell’originale.

Loretta Goggi la freccia nera


Ben Hur, 1959


Regia di William Wyler, con Charlton Heston ( Giuda Ben Hur), Stephen Boyd (Messala), Jack Hawkins (Quinto Arrio), Martha Scott (Miriam), Haya Hareeret (Esther).


Giuda Ben Hur, ricco mercante ebreo, per difendere il suo popolo entra in contrasto con il suo migliore amico, il legionario romano Messala, il quale per vendicarsi approfitta di un banale incidente durante una parata per accusare di tradimento l’amico, il quale viene privato di tutte le sue ricchezze e deportato come schiavo, mentre la madre e la sorella vengono rinchiuse in carcere.
Dopo quattro anni di lavori forzati Ben Hur salva la vita al console Quinto Arrio, il quale per riconoscenza lo libera e lo adotta come figlio: da questo momento la sua vita è votata al ritrovamento della madre e della sorella e alla vendetta contro Messala…


Tratto dal romanzo omonimo(1880) di Lew Wallace, il film è uno dei più grandi kolossal della storia del cinema, un film indimenticabile che ancora oggi cattura consensi unanimi da parte di pubblico e critica.
Credo che qualsiasi cosa possa io scrivere su questo film sia già stata ampiamente detta e scritta da altri, e sicuramente molto meglio: qui mi limiterò a consigliarlo a chiunque non l’abbia visto, la durata potrebbe essere un’ostacolo, ma credo che non sia un difetto per questa storia così appassionante, realizzata con interpretazioni magistrali, regia accurata (alla regia delle scene girate a Cinecittà collaborò anche i registi italiani Sergio Leone e   Mario Soldati), scenografie perfette e  monumentali, in epoca certamente pre computer, scene madri ancora oggi ricordate da tutti (la famosa corsa delle bighe, il viaggio in nave degli schiavi, il momento in cui Ben Hur, schiavo, viene soccorso da uno sconosciuto che poi si rivelerà essere Gesù...).Quindi mi limiterò a segnalare alcune curiosità:
1- la Metro Goldwyn Mayer voleva così tanto Wyler come regista da assegnargli il più alto compenso della storia del cinema, un milione di dollari;

2- Durante una delle precedenti versioni cinematografiche del romanzo, la battaglia navale era stata realizzata in pieno oceano e per questo molte comparse hanno rischiato l'annegamento. Il direttore artistico del film,Edward Carfagno, per evitare un disastro del genere, fece scavare un grosso lago e fece realizzare degli enormi modellini delle galee romane. Per fare muovere le galee durante le riprese venivano azionate delle guide sott'acqua: così il lago sembrava un grande mare e gli spettatori credevano che le navi da guerra fossero dei colossi;

3- La produzione del film fece costruire un Circo fuori Roma per girarvi la corsa delle quadrighe. Il Circo venne costruito sopra un distesa sabbiosa e sullo sfondo si vedeva Roma con automobili e persone. Se uno spettatore guarda il film, sullo sfondo vede delle rupi ed una città antica. Questo nuovo paesaggio era stato inserito per mascherare la distesa sabbiosa e la Roma moderna;
4- Inizialmente tra gli sceneggiatori del film figurava anche lo scrittore Gore Vidal, il quale però ebbe l'idea di trasformare l'amicizia fraterna tra Giuda Ben-Hur e Messala in un amore omosessuale però questo non piacque per niente al regista che lo cacciò via;

5- Nonostante gran parte dei personaggi del film siano ebrei, l’unica attrice veramente ebrea fu Haya Hareeret, nel ruolo di Esther mentre Martha Scott, la madre di Ben Hur, era già stata la madre dello stesso attore Charlton Eston ne I DIECI COMANDAMENTI;

6- Il film è ricordato anche per una famosa papera: in alcune scene si vedono comparse vestiti da antichi romani..ma con orologio al polso!

7- George Lucas, regista della saga di  GUERRE STELLARI,  dichiarò che per realizzare la corsa dei podracers del film LA MINACCIA FANTASMA si è ispirato alla celebre corsa delle quadrighe (perché tali erano, e non bighe).
Dieci anni di lavorazione, cinquecento attori, 15.000.000 di dollari spesi, centomila comparse (tra i quali due giovanissimi Lando Buzzanca e  Giuliano Gemma), furono giustamente ricompensati con un successo mondiale al botteghino e soprattutto alla notte degli Oscar: BEN HUR è infatti il film che ha vinto più Oscar nella storia del cinema, ben 11: Miglior film, regia, attore protagonista e non protagonista, scenografia, fotografia, montaggio, costumi, sonoro, effetti speciali e colonna sonora.
Vinse anche due David di Donatello (produttore e attore straniero, Charlton Heston).


Tiziana