Regia di George Scribner,con le voci italiane di : Francesco Venditti (Oliver), Claudio Sorrentino (Dodger),Miriam Catania (Jenny), Glauco Onorato (Sykes), Gigi Angelillo (Fagin),.
Nella New York di fine anni '80 il piccolo Oliver, un gattino abbandonato che vive per strada, viene adottato da un gruppo di cani randagi capitanati dal vivace Dodger, che vivono su una vecchia barca assieme al senzatetto Fagin, mantenendosi con vari espedienti.
Fagin ha contratto un debito con Sykes, un pericoloso gangster che "preme" perchè il devito venga saldato a ogni costo.....
Cartone Disney uscito alla fine degli anni '80 e caduto col tempo nel dimenticatoio tanto che nemmeno quando c'erano i Disney Store ho trovato del merchandising riguardante i suoi personaggi. Del resto mi pare di ricordare che nemmeno all'epoca ebbe grande successo: chissà perchè visto che non mi pare peggio di tanti altri.
Versione Disneyana di "Oliver Twist" di Charles Dickens, nemmeno a me è piaciuto granchè: simpatico, musiche accattivanti, scenografie e disegni tipici del cinema dell'epoca (New York era una ambientazione molto di moda allora), anche valido come adattamento del libro originale pur con tutti i dovuti cambiamenti...ma non so, non c'è stato quel "Quid" che io ritengo necessario per apprezzare o ricordare un film. Questo non vuol certo dire che non meriti almeno una visione: sicuramente può piacere agli amanti di cani e gatti, e ai bambini specie se molto piccoli.
Regia di Roberto Andò, con Toni Servillo (Luigi Pirandello), Salvatore Ficarra ( ) Valentino Picone ( ), Aurora Quattrocchi (Maria Stella),Giulia Andò (Santina)
1902: Luigi Pirandello, diretto a Catania per incontrarsi con Giovanni Verga, si frma nella nativa Girgenti per partecipare ai funerali della vecchia balia Maristella, organizzati dallo stesso Pirandello in pompa magna. Chiacchierando con Onofrio e Sebastiano, i due becchini, scopre che i due (che non l'hanno riconosciuto) sono appassionati di teatro e hanno una piccola compagnia teatrale con cui si stanno preparando al primo spettacolo, scritto da loro stessi. Lo scrittore, che sta vivendo una forte crisi esistenziale dovuta alla malattia mentale della moglie Antonietta, si appassiona alle vicende- sia personali che teatrali- dei due amici...
Un film suggestivo, un omaggio al mondo del teatro speculare a "Qui rido io" con cui ha in comune oltre al tema del teatro anche il protagonista Toni Servillo, che stavolta veste i panni di Luigi Pirandello.
E' successo molto spesso che una coppia di comici- magari sottostimati come artisti seppure benvoluti dal pubblico- abbia dato prova di buone doti attoriali cimentandosi in film di genere diverso da quelli comici, a volte persino in ruoli drammatici: ad esempio Franco e Ciccio come Il Gatto e la Volpe nel "Pinocchio" di Comencini (1973 ), i Fichi D'India negli stessi ruoli nell'omonimo film di Benigni del 2002, o ancora Franco e Ciccio in "Kaos" (1984 ), anch'esso tratto da alcune novelle di Pirandello. Questo perchè anche se non sembra secondo molti attori è più difficile far ridere che piangere; e quindi una volta che si è riusciti a far ridere, calarsi in un ruolo drammatico può risultare meno complicato.
Succede anche in questo "La stranezza" dove Ficarra e Picone stabiliscono una particolare amicizia nientemeno che con Luigi Pirandello, che, in crisi creativa, grazie alla passione nutrita per il teatro popolare da queste due persone incolte che tengono in piedi una sgangherata compagnia e che mischiano realtà e finzione al punto da non sapersene staccare anche nella propria vita privata riesce a ritrovare l'ispirazione e a scrivere nientemeno che "Sei personaggi in cerca d'autore".
Una storia coinvolgente, divertente ma anche intensa, dove i rimandi al teatro- non solo in generale, ma anche a quello dialettale siciliano- sono quasi continui e dove anche gli attori comprimari non sfigurano davanti ai tre attori principali. Molto curato anche dal punto di vista di fotografia, scenografia, costumi, a oggi è il film italiano che più ha incassato nel 2022. Per me non sfigurerebbe agli Oscar.
Nata in Kansas nel 1951, esordì nel cinema nel 1982 nel film "Star Trek II- L'ira di Khan"; la notorietà arriva con il telefilm "Cin cin"- molto famoso sia in USA che in Italia; tra i suoi lavori si ricordano la trilogia di "Senti chi parla" accanto a John Travolta, "Weekend con il morto" (1990), "Matrimonio a quattro mani" (1995), "Harry a pezzi" (1998), "L'ultimo padrino" (1997) lo sceneggiato "Nord e Sud" (1985) e la serie tv "Fact actres" (2005).
Mi è spiaciuto molto apprendere questa notizia perchè i primi due film di "Senti chi parla" fanno parte del mio personale percorso come cinefila: quante volte io e mia sorella li abbiamo rivisti e abbiamo rifatto le varie scene? E' una cosa che solo io posso capire ma davvero a ripensarci mi scende la lacrimuccia...
Regia di Barry Sonnenfeld, con Raul Julia (Gomez), Anjelica Houston (Morticia), Christopher Lioyd (Zio Fester), Christina Ricci (Mercoledì), Jimmy Workman (Pugsley), Carol Kane (nonna Addams), Joan Cusack (Debby).
In casa Addams si festeggia la nascita di Pubert, terzogenito di Gomez e Morticia; a seguito di ciò viene assunta Debby, una governante con il compito di occuparsi dei tre figli della coppia. Zio Fester si innamora della giovane, ricambiato, almeno apparentemente.....
Film che fa eccezione alla regola "i seguiti sono meno belli del primo capitolo", almeno per me che l'ho preferito al precedente.
Senza nulla togliere al primo film, questo ha una storia più divertente e coinvolgente, dal ritmo più serrato ma senza esagerare, con l'introduzione di un nuovo personaggio "cattivo" ma comico ottimamente interpretato da Joan Cusack; viene inoltre dato più spazio a Mercoledì e Pugsley che hanno una vera e propria storyline tutta per loro in un luogo proibito per gli Addams:un campeggio estivo con ragazzi "normali"...!
La caratterizzazione dei personaggi è sostanzialmente quella del primo film, anche se troviamo i coniugi Addams alle prese con la nascita di un terzo figlio, il piccolo Pubert, che da subito rivela di essere un "vero Addams" con tanto di baffetti ereditati dal papà. La presenza del piccino smuove gli equilibri della famiglia, in particolare quella dei due fratelli maggiori che reagiscono con una sorta di gelosia, organizzando giochi tipo "La rivoluzione francese" (con Pubert portato alla ghigliottina con mini carriola); pr gestire al meglio la situazione senza rimanerne travolti Morticia e gomez decidono di assumere una tata. Ecco così arrivare Debby, bionda e avvenente tipica donna americana stile "cheerleader": sempre sorridente, sempre affettuosa, entra subito in empatia con tutti i membri della famiglia, e in particolare con lo zio Fester che- guarda un po'- da qualche tempo è in crisi perchè anche lui vorrebbe avere una compagna e una propria famiglia.....
Quali sono le vere mire di Debby lo spettatore medio lo capisce presto, assieme a Mercoledì e Pugsley, gli unici a non lasciarsi abbindolare dalle moine della bionda, e per questo "eliminati" mandandoli in un campeggio estivo per adolescenti. Da qui in poi le due vicende si alternano: da una parte i maneggi di Debbie per fare fuori il neo maritino e intascare la cospicua eredità, dall'altra i problemi di Pugsley e Mercoledì in un campo boy scout che mette in pratica solo apparentemente i principi di solidarietà e amicizia per cui questa associazione è nota: proprio in questa parte della storia abbiamo trovare a mio avviso geniali come il punire i ragazzini riottosi chiudendoli in una casetta a vedere cartoni Disney film smielati o la recita finale, dove la storia dei Padri Pellegrini verrà stravolta da Mercoledì e soci raccontando anche la parte più oscura e non solo quella della tradizione tanto amata dagli americani.
Ma nonostante tutto anche l'iconica ragazzina troverà l'amore...
Davvero: dopo 30 anni ogni volta che lo riguardo (prevalentemente durante le festività natalizie, difatti come ho già spiegato l'anno scorso questi due film sono due dei miei "classici natalizi" preferiti, pur non appartenendo a tale filone ) sembra sempre la prima volta. Sotto vi metto le mie due scene preferite!
P.S: e comunque....sulla Barbie Malibu ha ragione Debby! ;)
Ideata da Darren star, con Lily Collins (Emily Cooper), Ashley Park (Mindy),Lucas Bravo (Gabriel), Camille Razat (Camille), Philippine LeroyBeaulieu (Sylvie), Bruno Gouery (Luc),Lucien Laviscount (Alfie), Kate Walsh (Madeleine)
Proseguono le avventure della giovane americana Emily, trasferitasi per lavoro a Parigi. Ora ha un ruolo più di responsabilità all'interno della Savoir, ma se le cose sul lavoro tutto sommato sembrano filare liscio sono le relazioni interpersonali il lato problematico della sua vita: dimenticare ciò che c'è stato fra lei e Gabriel sembra quasi impossibile sopratutto per le insistenze di lui, creando grandi momenti di imbarazzo; la conoscenza di Emily con Alfie, suo compagno al corso di francese, potrebbe però rimescolare le carte....
E' incredibile come non solo abbia ancora da recensire cose viste nel lockdown 2020, ma come abbia dimenticato pure cose che- una volta tanto- sono riuscita a vedere in tempo reale alla loro uscita: in questo caso, ormai un anno fa.
Detto questo, come da trama Emily è rimasta a Parigi e lavora ancora per Sylvie. A causa delle polemiche dei niente affatto permalosi cugini d'Oltralpe alcune cose sono cambiate: meno stereotipi (e fin qui niente di male), interi pezzi di dialoghi in francese (non sono riuscita a vederli sottotitolati quindi è stato molto fastidioso capire dei dialoghi a metà), la stessa Emily è diventata meno saccente nei confronti del Paese ospitante (ma forse questa è solo la giusta evoluzione del personaggio).
Nonostante l'abbia trovata generalmente un poco meno divertente della prima (la situazione tra Emily e Gabriel è stucchevole ed è incredibile che regga ancora per una stagione) , anche questa seconda stagione comunque si lascia vedere volentieri: sono contenta di vedere finalmente una serie tv leggera, rasserenante, senza pretese di lanciare messaggi particolari anche se qua e là si possono trovare spunti di riflessione. I personaggi non presentano significative novità; al cast originale si aggiungono tre new entry: Alfie, compagno di corso di Emily con cui nasce un'intesa, Madeleine, la "capa" americana della giovane, che piomba a Parigi convinta di poter comandare chiunque (interpretata da Kate Walsh, ex Addison di "Grey's anatomy" e "Private practice", e il ragazzo che diventa il nuovo interesse amoroso di Mindy, l'amica di Emily che ha deciso di proseguire il suo sogno di diventare cantante (scusate, ma dopo un anno non ne ricordo il nome).
Vedrei volentieri anche una terza stagione ma a tutt'oggi non ho ancora sentito se la faranno o meno.
Regia di Edoardo Falcone , con Marco Giallini (Bartolomeo Proietti), Andrea Sartoretti (Eugenio), Sergio Rubini (Principe Accoramboni), Giuseppe Battiston (Alessandro VI), Denise Tantucci (Beatrice Cenci),Antonio Bannò (Gioacchino), Filippo Timi (Giordano Bruno), Giulia Bevilacqua (Teta), Liliana Bottone (Domizia).
Roma, 1829: Bartolomeo Proietti detto Meo è uno degli uomini più ricchi della città, in procinto di diventare principe attraverso il matrimonio combinato con la nobile Domizia, figlia di un principe decaduto e in bancarotta (che tramite il matrimonio e i soldi del futuro genero vedrà annullati i propri debiti). Peccato che pochi giorni prima delle noze il sottoposto che doveva portare i soldi in questione vien condannato a morte senza riuscire a rivelare dove li ha messi; nel tentativo di scoprirlo Meo si rivolge a una vecchia veggente che, invece dello spirito richiesto, risveglia quelli di Beatrice Cenci, Giordano Bruno e Alessandro VI.
Accompagnato da essi. Meo inizia un viaggio tra passato e presente analizzando la propria vita...
Simpatica versione romanesca di "Canto di Natale" di Dickens ambientata nella Roma papalina, ambientazione sempre affascinante per me, con qualche rimando a capolavori classici come "Nell'anno del Signore" e "L'ultimo Papa Re".
Lo Scrooge romano si chiama Bartolomeo Proietti- detto Meo- un orfano cresciuto in un istituto di carità e fattosi "da solo", come si suol dire, riuscendo a diventare uno degli uomini più ricchi della città. al punto che perfino il Principe Accoramboni, a cui è rimasto solo il titolo nobiliare, è disposto a dargli in moglie la giovane figlia in cambio del rippianamento dei debiti. A Meo infatti non basta non essere più povero e avere accesso agli agi e lussi che fin dalla nascita gli erano stati negati: vuole arrivare al massimo grado della scala sociale, diventare quindi un nobile, anche se si intuisce da subito che mai verrà realmente accettato e considerato come tale dagli altri nobili, che lo disprezzano per le sue origini popolane. L'uomo è talmente concentrato sul proprio obiettivo che non riesce a vedere chi, attorno a lui, gli vuole bene veramente (la serva Teta) e a trattare male Eugenio, un vecchio amico che essendo in stato di bisogno gli ha chiesto aiuto.
Saranno i fantasmi di tre grandi del passato (Beatrice Cenci, Papa Borgia e Giordano Bruno) a guidare Meo in un viaggio a cavallo tra passato, presente e futuro facendogli aprire gli occhi su sè stesso e la propria situazione, e a indirizzarlo sulla giusta via in cui deve indirizzare la propria vita.
Insomma la storia è nota, forse non è particolarmente originale a parte la trovata originale dei tre fantasmi famosi, ma il film è davvero piacevole, accanto a un Giallini sempre in forma spiccano alcuni giovani attori che si fanno notare ( Denise Tantucci nel ruolo d Beatrice Cenci, Antonio Bannò in quello del cocchiere Gioacchino e Giulia Bevilacqua in quello di Teta, che a me ha ricordato molto il personaggio di Rosetta in "Rugantino") e alcuni famosi perfettamente n parte con i loro ruoli: Andrea Sartoretti nel toccante ruolo di Eugenio (per fortuna anche lui destinato a redimersi), Filippo Timi come Giordano Bruno e Giuseppe Battiston quasi irriconoscibile nel ruolo di Alessandro VI (una volta tanto simpatico).
Si ride ma ci si commuove anche, e si riflette con intelligenza.
Data la tematica si poteva farlo uscire almeno un mese dopo, ma ormai a quanto pare è la norma anticipare il Natale di un mese....
Regia di Ol Parker, con George Clooney (David), Julia Roberts (Georgia),Katlyn Dever (Lily), Lucas Bravo (Paul), Maxim Boutler (Guede).
Durante una vacanza a Bali Lily, giovane neolaureata in legge, conosce Guede, coltivatore di alghe nell'attività di famiglia. Tra i due giovani è colpo di fulmine e poco dopo decidono di sposarsi; dagli USA arrivano così David e Georgia, genitori di Lily, divorziati da quando lei era piccola. In realtà i due, nonostante non si sopportino, stavolta hanno deciso di allearsi per impedire alla figlia di commettere quello che loro ritengono un gravissimo errore....
Simpatica commedia appartenente di diritto al filone delle "commedie romantiche" americane, che anche in anni in cui non brilla particolarmente sembra comunque reggere egregiamente anche grazie a questo tipo di prodotto, non certo originale visto che la storia dei due ex che si odiano e poi si ritrovano è uno è uno degli espedienti cinematografici più usati da sempre, credo.
Difatti il film regge quasi completamente sulla coppia di protagonisti che la fanno da padroni, in tutti i sensi: dopo quattro film insieme la Roberts e Clooney formano ormai un duo collaudato come caratteri e anche come chimica, funzionano molto bene e alla fine ci si appassiona di più alle loro vicende che a quelle dei pur simpatici giovani protagonisti. La bellezza del luogo completa il tutto, del resto anche l'occhio vuole la sua parte. Personaggio inutile quello del pilota, avrebbe potuto benissimo non esserci.