E' morto a Roma all'età di 82 anni il grande attore italiano Carlo Delle Piane. Era nato a Roma nel 1936 e aveva esordito nel 1948, la notorietà arrivò nel 1951 con il film "Guardie e ladri", dove interpretava il figlio di Totò, rinsaldata subito dopo con "Un americano a Roma" (1954) dove interpreta il migliore amico del protagonista, Alberto Sordi. Da allora la sua carriera è sempre stata in salita, seppure poco da protagonista, ma con ruoli caratteristici che sono rimasti impressi nella memoria del pubblico. Ha lavorato con i più grandi registi italiani dagli anni '50 in poi, e anche in molte produzioni minori; si ricorda in particolare il suo sodalizio con Pupi Avati, cominciato negli anni '70 dopo che l'attore si era appena ripreso da un grave incidente automobilistico, a causa del quale era rimasto in coma per un mese. Il primo film del loro sodalizio fu "Tutti defunti...tranne i morti" (1974), che mise in luce la bravura dell'attore anche nelle parti drammatiche. Con Pupi Avati girò vari film: "REgalo di Natale" (1986 ) e il suo seguito "La rivincita di Natale" (2004 ), "Festa di laurea" (1985 ), "Una gita scolastica" (1983 ), "La via degli angeli" (1999 ), "Dichiarazioni d'amore" (1994). Tra gli altri film si ricordano: "La famiglia Passaguai" (1951), "Ladro lui, ladra lei" (1958), "L'amico del giaguaro" (1959), "Ferragosto in bikini" (1960), "Il monaco di Monza" (1963), "Totò e Cleopatra" (1964), "Pensiero d'amore" (1969), "Teresa la ladra" (1973), "I cavalieri che fecero l'impresa" (2001), "Chi salverà le rose" (2017). Carlo delle Piane ha vinto la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia come miglior attore per "Regalo di Natale" nel 1986, il Nastro D'argento come miglior attore per "Una gita scolastica" nel 1984 e nel 2013 il Premio "Massimo Troisi" alla carriera.
Il luglio è morto a 96 anni Franco Zeffirelli, uno dei registi italiani più noti al mondo. Aveva anni ed era da tempo malato. Zeffirelli era nato nel 1923 a Firenze, ed era figlio illegittimo; dopo aver frequentato l'Accademia , esordì nel secondo dopoguerra come scenografo curando la messa in scena di "Troilo e Cressidra", di Luchino Visconti. Sempre con Visconti compì i primi passi nel mondo del cinema, come aiuto regista in SEnso e LA terra trema"; esordì come regista di teatro nel 1954 con "La Cenerentola", mentre sul grande schermo esordì nel 1957 con "Camping". Da allora nella sua carriera ha sempre alternato il cinema e il teatro. La sua passione per quest'ultimo e in particolare per l'opera di Shakespeare unì i due mondi nel 1967 con "La bisbetica domata" e nel 1968 con il celeberrimo "Romeo e Giulietta", film che lo portò alla ribalta internazionale vincendo anche due premi Oscar (costumi e fotografia) e svariati altri riconoscimenti. Nel 1966 aveva diretto "Per Firenze" un documentario sull'alluvione della città. Del 1971 è "Fratello Sole, Sorella Luna", sulla vita di San Francesco e Santa Chiara. Nel 1974 curò la regia televisiv in mondovisione dell'Apertura dell'Anno Santo. Del 1976 è "gesù di Nazareth" che uscì in due parti al cinema per poi essere riadattato per la Tv; a seguire "Il campione" (), "Amore senza fine ( ), "Il giovane Toscanini" ( ), "Amleto" (1990), "Storia di una capinera" (1993), "Jane Eyre" (1996), "Un tè con Mussolini" (1999), "Callas Forever" (2002). Nel frattempo continua sempre la sua attività teatrale, sterminata. Purtroppo nonostante il CV di tutto rispetto (è un eufemismo), dopo la sua morte Zeffirelli - che da ragazzo fu partigiano in una formazione liberale- è stato oggetto di insulti sui social network , per il fatto di essere sceso in politica a fianco di Sivlio Berlusconi negli anni '90, militando anche come senatore della Repubblica, interessandosi prevalentemente a temi culturali e ambientali. Segno che la stupidità di certa gente non ha proprio limiti....
Rieccomi qui dopo mesi di assenza....anche se non so se tornerò definitivamente. Ma intanto rompo di nuovo il ghiaccio. La nascita di questo post risale a qualche mese fa, quando una mia amica, vedendo la copertina di diario su FB (un disegno fatto dall'autrice Elisabetta Borsetti raffigurante Anne Neville e Richard III) mi ha chiesto che cartone fosse (visto che per lo stile dei personaggi ricordano molto un cartone). La mia mente si è così attivata con il solito lavorìo di fantasia che, quando corre, è impossibile da fermare. E quindi...se "The White Queen" fosse un film di animazione, chi potrebbero essere i vari personaggi? Ho cercato di dare una risposta utilizzando personaggi di cartoon già esistenti (sia Disney che non). Ed ecco il risultato... Edoardo IV : La Bestia quando diventa Principe (da "La bella e la bestia)
Elisabetta Woodville: Aurora "
George, duca di Clarence: Febo de "Il gobbo di Notre Dame"
Isabella Neville: Belle
Richard, duca di Gloucester: Il protagonista de "L'incantesimo del lago" Anne Neville: Anna di "Frozen" (con outfit decente, perchè ammettiamolo, la poverina è vestita da schifo in quel film!), oppure la protagonista de "L'incantesimo sul lago" con diverso colore di capelli (Anne era rossa).
Francis Lovell (personaggio fondamentale nella storia però eliminato dalla serie tv): John Rolf di "Pocaontas 2: viaggio nel nuovo mondo"
Margherita D' Angiò: la regina di "Biancaneve e i sette nani"
Edoardo di Lancaster: Caio de "La spada nella roccia"
Margaret Beaufort: Madre Gothel di "Rapunzel"
Lord Stanley: Gaston de "La bella e la bestia" (un po' meno imbecille)
Henry Tudor: Taron de "Taron e la pentola magica"
Elisabetta di York bambina & fratelli e sorelle: Wendy di "Peter Pan" (Elisabetta), Elsa da piccola (Cecily), Semola (Edward), Zephyr de "Il gobbo di Notre Dame 2" (Richard). Non sono riuscita a trovare un prestavolto per Warwick e Jacquetta...
Una notizia che davvero non avrei mai voluto sentire, e come penso la maggior parte di quelli della mia generazione: è morto Luke Perry, l'attore che per vari anni ha interpretato il ruolo di Dylan in "Beverly Hills 90210", telefilm che ha segnato gli anni '90. Luke Perry aveva 52 anni e qualche giorno fa era stato colpito da un ictus, da subito era risultato gravissimo; oltre a Beverly Hills aveva girato anche vari film, tra cui "Buffy l'ammazzavampiri" (da cui poi deriverà la famosa serie tv), "8 secondi" e "vacanze di Natale '95", e la serie Tv "Riverdale". Per me è davvero un giorno molto triste: quando è iniziato Beverly Hills avevo 12 anni, ero alle medie ed è stato un telefilm che ho seguito per molti anni (non fino alla fine perchè le ultime stagioni non le ho viste) e che ha segnato la mia adolescenza: quanti ricordi, ma davvero! Da qualche parte ho ancora due scatoloni con album di figurine, poster, foto, gadget, articoli di giornale...avevo anche tre magliette, di cui una proprio con Brenda & Dylan; ricordo il piacere di apsettare il giovedì sera, appuntamento fisso, e poi il giorno dopo parlare della puntata con i compagni di classe (cosa che oggi, con il moderno modo di fruire delle serie tv, credo si sia persa), e anche il piacere di rimanere con il fiato sospeso visto che era molto difficile avere anticipazioni in tempi brevi, e quelle che venivano pubblicate dai giornali spesso erano false. Ricordo la gioia quando vinse il Telegatto come migliore telefilm straniero (due volte credo). Ricordo scambiare materiali con compagne di scuola fan di altre cose, ricordo quando andavamo al mercato e cercavamo le magliette, o le litigate con i genitori che pensavano avessi troppi poster in camera...insomma, di ricordi che mi legano a questa serie tv ce ne sono un infinità. Questo anche se non fosse stata, come invece è- uno spartiacque nei programmi tv per adolescenti: finalmente era il primo telefilm che parlava di ragazzi adolescenti (seppure con interpreti un po' più in là negli anni...) e dei lor problemi a tutto tondo, seppure in un ambiente edulcorato come quello di Beverly Hills. Che dire....da oggi mi sembra davvero che la gioventù se ne sia andata definitivamente. Ciao Luke!
Come da consueto domenica notte sono stati assegnati i premi Oscar inerenti all'anno 2018. Ecco i vincitori nelle categorie principali: MIGLIOR FILM : "Green book" di Peter Farrelly
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA: Rami Malek per "Bohemian Rapsody"
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA: Maershala Ali per "Green Book"
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA: Olivia Colman per "La favorita"
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA: Regina King per "Se la strada potesse parlare"
MIGLIORE REGISTA: Alfonso Cuaron per "Roma"
MIGLIORE FILM STRANIERO: "Roma", di Alfonso Cuaron ( )
Sono molto soddisfatta in quanto come migliore attore per me era scontato che vincesse Rami Malek, e "Green book" mi è piaciuto davvero molto. Gli altri titoli non li ho visti quindi non posso giudicare.
Regia di Bryan Singer, con Rami Malek (Freddy Mercury), Gwilym Lee (Brian May), Ben Hardy (Roger Taylor), Joseph Mazzello (John Deacon), Lucy Boiton (Mary Austin), Tom Hollander (Jim Beach). Inghilterra, primi anni '70: Farouk Boulsara (che cambia nome diventando Freddy Mercury) è un giovane appassionato di musica che sogna di diventare una grande rockstar; dopo molte vicissitudini, ci riuscirà con quelli che passeranno alla storia come i Queen, gruppo che non ha bisogno di presentazioni. Ma la fama ha il suo prezzo e per Freddy a un certo punto questo vorrà dire fare i conti con la terribile malattia, appena scoperta dell'AIDS... Visto a novembre 2018 Da tempo attendevo con ansia questo film, dato che sono una fan dei Queen (anche se non allo stesso livello dei Beatles). E finalmente, l'ho visto. Che dire? Ho sentito molti pareri, positivi e negativi: per me è stato un film bellissimo, che mi ha fatto conoscere un po' meglio la figura di Freddy Mercury (anche se di nuovo non ho trovato nulla, ma non è un problema). In particolare, non ho potuto non trovare straordinaria l'interpretazione di Rami Malek nel ruolo (difficilissimo, vista anche l'enorme popolarità del personaggio in questione ancora oggi) di uno dei cantanti più amati in assoluto: in alcune scene sembrava proprio di veder il vero Freddy (anche se a me pare che l'originale fosse più alto). La candidatura all'Oscar, a mio avviso, è assicurata. Si comincia ovviamente dalle origini, quando il giovane Freddy si chiama ancora Farouk e vive con i genitori (di origine parsi e molto radicati nella loro cultura), sbarcando il lunario come facchino in aereoporto e intanto scrivendo canzoni che non riesce a piazzare; con una bella faccia tosta e sopratutto con l'intima convinzione di essere destinato alla gloria, una sera riesce a farsi ingaggiare da tre ragazzi di un complesso sconosciuto rimasti senza cantante: sono Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Nascono così i Queen, ma la strada è ancora tutta in salita: nonostante comincino a farsi un nome, faticano anche a imporsi visto che l'idea dell'album "A Night at the Opera", con relativa canzone "Bohemian Rapsody" viene rifiutata dal produttore che voleva ingaggiarli.
Per fortuna Freddy è dotato di notevole testardaggine e non demorde...il che li porta in breve tempo a fare le scelte giuste con le persone giuste, e quindi alla fama. Che però- come sempre in queste storie- alla lunga presenta un conto salato da pagare: la perdita della privacy, l'allontanamento dalla famiglia di origine, a un certo punto- causa anche la relazione con una persona sbagliata, che cercava di isolare Freddy da tutto e tutti- la crisi del gruppo. E ovviamente, la bisessualità (o omosessualità, a essere sincera non ho capito tantissimo questo punto) di Freddy, che la scopre quando è in procinto di sposarsi con la fidanzata Mary alla quale è legato da sincero amore, e per la quale ha scritto una delle sue canzoni più belle "Love of my life"; Mary sarà sempre il suo punto fermo anche se la loro storia finirà, e al di là dei gusti sessuali sarà davvero (in un modo poco comprensibile ai più, compresa la sottoscritta) il suo vero amore, la persona che lo ha conosciuto più a fondo di tutti, quella che gli rimarrà vicino anche quando entrambi avranno altri compagni, nonostante le difficoltà che un tipo di rapporto comporta. Il ritmo del film è buono, praticamente non ci si accorge del passare del tempo; e oltre all'ottimo Malek, devo citare anche le altrettanto ottime performance attoriali di Lucy Boiton, una Mary che ha tutte le carte per rimanere nel cuore degli spettatori, e dei tre attori che interpretano gli altri Queen: non solo molto somiglianti, ma a mio avviso in grado- sia nelle scene singole che in gruppo- di richiamare perfettamente i reali personaggi, rendendo molto bene le dinamiche di affetto e rivalità al suo interno. Superfluo citare la colonna sonora a firma Queen, con ovvio rischio che gli spettatori in sala si mettano a cantare (ma sempre meglio che accendere il telefono!!). Mi rendo conto che come recensione non è granchè e non dice molto, ma credetemi, questo è uno di quei film che vale davvero la pena di essere visto, magari anche se non siete fan dei Queen.