Regia di Mario Camerini, con Kirk Douglas (Ulisse), Silvana Mangano (Penelope/ Circe), Franco Interleghi (Telemaco), Rossana Podestà (Nausicaa), Anthony Quinn (Antinoo). Da dieci anni, dopo la fine della guerra di Troia, Ulisse, re di Itaca, sta cercando di tornare in patria assieme ai propri compagni. Il viaggio è stato reso particolarmente difficoltoso dal Dio Nettuno, che odia Ulisse avendogli questi mancato di rispetto e che quindi in tutti questi anni oltre ha mandato sulla rotta dell'eroe tempeste, mostri e difficoltà di ogni tipo. Frattanto nella reggia di Itaca la fedele moglie di Ulisse, Penelope, ha grosse difficoltà a tenere a bada i perfidi Proci, nobili da anni installatisi nella sua dimora pretendendo che scelga fra di loro un nuovo sposo, visto che danno Ulisse per morto. Finora la regina è riuscita a cavarsela inventando il famoso stratagemma della tela tessuta di giorno e disfata di notte, ma non basta più.... Da piccola uno dei miei film preferiti era questo, che contrariamente a quanto si potrebbe pensare vedendo due star del calibro di Anthony Quinn e Kirk Douglas non è americano ma italiano...e le guest star erano proprio loro! Altri tempi per il cinema italiano.... La versione, seppure fedele allo spirito del poema omerico, è abbastanza differente dalla storia originale; per questioni di tempo e fattibilità si sono narrati solo i fatti principali ogni tanto modificati (l'episodio delle Sirene o quello di Polifemo, il riconoscimento di Ulisse tornato a Itaca), ma la storia regge bene e non è storpiata come accaduto altre volte. Kirk Douglas dà il meglio di sè tratteggiando un Ulisse avventuroso, sprezzante del pericolo e irriverente, mentre la Mangano è molto brava nel doppio ruolo della perfida Circe e della dolce Penelope; un po' tirato Quinn nei panni di Antinoo. Gli esterni del film sono stati girati nei veri luoghi che videro il viaggio di Ulisse,a parte il ritrovamento di Ulisse da parte di Nausicaa, girato sulla spiaggia delle viste a Porto D'Ercole. Film molto bello e godibile per gli amanti del genere....io me lo rivedo sempre volentieri!
Regia di Mike Newell, con Julia Roberts (Katherine Watson), Maggie Gyllenhall (Giselle Levy),Julia Stiles (Joan Bennett ),Kirtsen Dunst (Betty Warren ), Marcia Gay Harden ( Usa, 1953: Katherine Watson, insegnante di storia dell'arte, trova lavoro in un esclusivo college femminile. Donna libera e indipendente con idee progressiste riguardo l'insegnamento e l'educazione da impartire alle giovani donne, inizialmente mal si adatta a un college che mira essenzialmente a preparare le ragazze per diventare mogli e madri di famiglia, trascurando qualsivoglia ambizione personale o lavorativa. Nonostante l'iniziale stupore le studentesse non tardano a riconoscere il valore della loro professoressa e a seguirne l'esempio, anche se una di loro, Betty, la prende in aperta antipatia arrivando a diffamarla sul giornalino scolastico.... Devo ammettere di non essermi appassionata più di tanto a questo film, anche se le premesse (una storia di indipendenza femminile negli anni '50) erano tra le più favorevoli. Anzi, ad un certo punto ho finito per trovare piuttosto antipatica Katherine, che sembra essa stessa vittima dei pregiudizi sessisti che combatte, ma al contrario, dato che non vuole accettare che Joan, la promettente allieva che lei ha preso sotto la sua protezione, decida in maniera autonoma e consapevole di dedicarsi alla vita di moglie e madre in quanto la ritiene più appagante rispetto a una possibile carriera come avvocato; la ragazza spiega benissimo il perchè della sua scelta e appare aver fatto una scelta libera da condizionamenti, ma l'insegnante (che poi comunque accetterà) se la prende abbastanza perchè in realtà anche lei, come la società e come le famiglie delle ragazze, vorrebbe imporre la propria idea del mondo. Certo, l'opera di un insegnante anticonformista come Katherine, desiderosa di fare capire alle ragazze che possono essere molto di più delle belle statuine che richiede l'elite benestante a cui appartengono, è sicuramente necessaria in questo tipo di società anni '50 e in questo tipo di scuola, in cui a un'allieva che deve sposarsi vengono concessi privilegi del tipo assentarsi senza un limite dalle lezioni o andare a lezioni all'ora che le pare con la scusa che "sta organizzando il proprio matrimonio" (e quindi il messaggio implicito è che il matrimonio sia più importante dello studio, della cultura e dell'impegno), ma - come ritengo da sempre- il troppo stroppia, anche nel femminismo, e si rischia di cadere nel contrario senza accorgersene.
Più che Julia Roberts (brava, ma sempre uguale a mio avviso) ho apprezzato le tre giovani allieve principali, all'epoca giovani star in ascesa: la spocchiosa Kirsten Dunst, per gran parte della storia veramente antipatica e odiosa ma a cui la vita farà abbassare la cresta anche troppo presto, la solare Julia Stiles (unica del trio ad essersi professionalmente persa per strada) nel ruolo della già citata Joan e la bella Maggie Gyllenhall nel ruolo della ribelle (e molto sola, come quasi sempre succede in questi casi) Giselle. Molto belle come sempre ambientazioni e costumi anni '50, film tutto sommato godibile ma che rimane piuttosto in superficie. P.S: qundo hanno realizzato la locandina italiana, evidentemente erano a corto di fondi visto che hanno praticamente copiato quella de "La vita è bella" (1997)...
Regia di Guido Chiesa, con Diego Abatantuono (Vincenzo),Andrea Pisani (Matteo), Matilde Gioli (Chiara),Francesco Di Raimondo (Andrea),Antonio Catania (Giovanni),Francesco Facchinetti (Loris). Vincenzo è un imprenditore di successo, vedovo con tre figli: Matteo, Chiara e Andrea. Tutti e tre sono nullafacenti ma non danno il minimo segno di voler maturare o cambiare rotta; così il padre con la comcplicità dell'amico Giovanni inscena il fallimento della propria ditta con conseguente bancarotta, trasferendo l'intera famiglia in una notte a Taranto, sua città natale. Qui i tre ragazzi, convinti di essere sul lastrico, dovranno per forza di cose provare una nuova esperienza: lavorare... Film carino ma purtroppo pieno di difetti ed erroracci che ne appesantiscono la visione e alcune trovate che forse vorrebbero essere divertenti ma risultano veramente sgradevoli(una su tutte: i camerieri che sputano nei piatti che poi servono, cosa che viene poi fatta passare per una tipica tradizione dei locali pugliesi....complimenti eh!). Se i tre giovani attori che interpretano i figli sono appena passabili- ma non è tutta colpa loro, la sceneggiatura ha calcato un po' troppo la mano sui figli bamboccioni viziati che non hanno la minima idea che il denaro vada prima o poi guadagnato- ho trovato molto buoni il protagonista Abatantuono, padre senza fette di prosciutto sugli occhi riguardo ai difetti dei figli ma anche consapevole di avere una notevole responsabilità in tutto ciò, che con un metodo originale e d'impatto riesce ad aiutarli a maturare una nuova consapevolezza di sè stessi, l'amico/complice Antonio Catania e Francesco Facchinetti nei panni di un perfido e arrivista nostalgico della "Milano da bere". Viene però messa troppa carne al fuoco, messe "pulci nell'orecchio" agli spettatori che poi non vengono spiegate: ok, i figli sono così, ma solo per la morte della madre? Come fa Antonio a scoprire i maneggi di Loris riguardo ai soldi del futuro suocero? E la sottotrama della storia tra Anna e Vincenzo, messa lì cosi? Queste solo alcune cose. Molto belle invece le scene girate nella vecchia casa dei nonni, dove la famiglia poco a poco si ricompatta. Tutto sommato gradevole ma anche i film con poche pretese possono essere girati con più cura....
Regia Enzo Barboni, con Bud Spencer (Charlie Smith), Giuliano Gemma (Sonny Abernati),Robert Middleton (Angelo), Steffen Zaccharias (Gerace),Lara Sender (figlia di Gerace). New York, anni '30: Sonny, ex gelataio disoccupato, conosce Charlie, lottatore di westreler costretto ad accettare incontri clandestini. Se inizialmente tra i due non sembra esserci molta simpatia, i due si troveranno a formare una "strana coppia" dopo essere stati assoldati dal boss mafioso Angelo (detto "sorriso" a causa del ghigno dovuto a una paralisi facciale). Ma, per quanto ci provino, i due bonaccioni scopriranno a loro spese di non avere la stoffa dei delinquenti... Come detto quando postai la notizia della sua morte, nonostante la simpatia e l'ammirazione per la coppia Bud Spencer e Terence Hill, non sono mai stata una fan dei loro film: ne ho visti quattro, di cui solo "Lo chiamavano Trinità" mi era piaciuto abbastanza. La morte del grande attore però non poteva non portare con sè l'inevitabile omaggio della televisione italiana: non c'è stato praticamente canale che non riproponesse i suoi film, così ho colto l'occasione per vedermene anche altri, e magari rivalutare il giudizio. Finora non è andata così, ma ho scoperto questo celeberrimo film del 1973 con un'alto grande attore scomparso, Giuliano Gemma, e l'ho trovato molto carino e godibile. E' una tipica storia di buoni sentimenti, con due simpatiche canaglie che i casi della vita hanno portato a vivere nella criminalità, ma che davvero non riescono ad adattarsi: Giuliano Gemma (bravo e bello...si può dire?) è Sonny, ex gelataio disoccupato che fa l'uomo delle pulizie e charlie, westrler professionista con improbabili origini irlandesi caduto in disgrazia e costretto, per sopravvivere a fare incontri su scommessa. Ovvio che viste le circostanze, le vite dei due sono piuttosto misere, fino a quando per tutta una serie di avvenimenti vengono notati dalla guardia del corpo di Angelo, boss mafioso con paralisi facciale che decide di arruolarli nelle fila del boss per la loro abilità nel menare le mani. Se inizialmente ciò sembra a Charlie e Sonny il salto di qualità che tanto bramavano, ben presto si rendono conto che la vita del delinquente non fa per loro: causa buon cuore i due proprio non ce la fanno a picchiare i poveretti che non riescono a pagare il pizzo, e in alcuni casi finiscono per aiutarli di nascosto rimettendoci i loro già esigui risparmi. Ciò si fa più evidente quando vengono mandati da Gerace, commerciante italiano in rovina con a carico moglie malata e figlia ragazza madre: i tentativi di fare i duri vengono rapidamente meno di fronte alla miseria nera e alla disperazione in cui versano i poveretti, e quando dichiarano che se venissero uccisi farebbero loro solo un favore, appare chiaro ai due compari che quel campo non è proprio adatto a loro. Tant'è che aiuteranno in segreto questa famiglia, che per gratitudine quando si risolleverà anche grazie a loro li considererà dei membri a tutti gli effetti (sopratutto Sonny, che si capisce innamorarsi della ragazza). La coppia di attori funziona bene sia singolarmente che in coppia, appunto; il copione è certo abbastanza prevedibile, ma di quella prevedibilità che in un film per famiglie non infastidisce e non intacca il divertimento e dove alla fine, come sempre nelle belle favole, il bene trionfa sul male. E difatti questo film è entrato a far parte della programmazione natalizia classica della televisione. Una pellicola all'altezza della fama di cui gode, molto conosciuto e apprezzato anche all'estero.
Regia di Phylda Loy, con Meryl Streep ( Donna),Amanda Seyfried ( Sophie),Pierce Brosnan ( Sam),Colin Firth( Harry),Stellan Skarsgard ( Bill),Julie Walters ( Rosie),Christine Baransky ( Tania),Dominic Cooper( Skye) La ventenne Sophie vive da sempre in una splendida isoletta della Grecia con la scatenata mamma single Donna.La ragazza non ha mai conosciuto suo padre, e in occasione del suo matrimonio decide di invitare i tre possibili candidati, cioè i tre uomini con cui la madre ebbe una storia nel periodo in cui rimase incinta. I tre arrivano, senza essersi mai visti prima, e ovviamente provocano un terremoto che avrà conseguenze inaspettate su tutti…il tutto a ritmo delle canzoni degli Abba! L’anno scorso ACROSS THE UNIVERSE, musical basato su personaggi e canzoni dei Beatles, ha lanciato la moda dei musical basati su canzoni e personaggi di un determinato gruppo o cantante ( infatti in Italia è in arrivo AMORE CHE VIENI,AMORE CHE VAI, basato sulle canzoni di Fabrizio de Andrè): ora tocca agli Abba, gruppo musicale degli anni’70, già citati in vari film ( come LE NOZZE DI MURIEL e PRISCILLA, LA REGINA DEL DESERTO). E il risultato, come nel precedente caso sui Beatles, è semplicemente ottimo! Un film divertente, colorato, frizzante, che fa venire voglia continuamente di cantare e ballare, e contiene un’energia e cariche positive uniche…se siete tristi, o in un momento no, con questo film passerete due ore di spensieratezza che vi tireranno su il morale sicuramente, e vi faranno vedere il mondo un po’ più rosa, fidatevi!
La trama a dire la verità è un po’ debole e scontatuccia, ma il mix composto dalla bravura e simpatia degli interpreti ( che ballano e cantano con le loro vere voci, e direi davvero molto bene!) capitanati dalla scatenatissima ed energica Meryl Streep, della cui bravura non si discute( ma citerò anche una nota di merito alla giovane Amanda Seyfried nel ruolo di Sophie, quello che ho preferito tra tutti per la sua dolcezza, freschezza e vivacità- Dio quanto avrei voluto avere 20 anni così!-), dagli splendidi paesaggi dell’isoletta mediterranea dove è ambientata la storia ( voglio andarci anch’ioooo!!!),e come detto dai balli sulle note delle canzoni degli Abba annulla qualsiasi critica, compresa quella degli svarioni temporali presenti( dunque, se Sophie ha 20 anni e siamo nel 2008, è nata nel 1988…e quindi perché Dona e i tre ex si descrivono- con tanto di foto!-come figli dei fiori nell’estate in cui è stata concepita la ragazza?I figli dei fiori già non c’erano più almeno da una 15ina d’anni!Inoltre la Streep, prossima ai 60 , e nonostante tutto si vede,come può essere madre di una ventenne?). Da culto la sequenza finale, dove i nostri protagonisti ballano vestiti come negli anni ’70…certo, vi devono piacere gli Abba o perlomeno non conoscerli per amare questo film, ma anche nel caso non siano di vostro gusto provatelo perché rischiate davvero di esserne conquistati! P.S: recensione del 2007, direttamente dal mio primo blog....!
E' morto ieri a 81 anni il regista e sceneggiatore Garry Marshall,al quale dobbiamo quella che probabilmente è l serie tv più amata di ogni tempo: "Happy days", assieme a molti altri film e telefilm. Nato nel 1934 a New York , era figlio di immigrati italiani e fratello della regista Penny Marshall, inixiò la sua carriera come autore televisivo dopo alcune esperienze- non di rilievo- come attore, e il cambio gli giovò indubbiamente: sue infatti le sceneggiature e la realizzazione, oltre che di "happy days", anche di "mork e Mindy" e "Laverne & Shirley". Nel 1982 esordì alla regia con "L'ospedale più pazzo del mondo", a cui seguirono "Flamingo kid" (1983), "una coppia alla deriva" (1987), "Pretty woman" (1990, sicuramente il suo più grande successo al cinema), "Paura d'amare", "Se scappi ti sposo" (2000), "Pretty princess" e molte altre commedie, sempre in stile classico, di cui l'ultima "Mother's day" è uscita al cinema poche settimane fa.