Regia di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca, Vendruscolo, con Alessandra Mastronardi (Giulia Colorado), Alessandro Cattelan (Massimo Marinelli Lops),Marco Giallini (zio Fano/Silvestro),Francesco Pannofino (Aldo/Marcantonio), Laura Morante (Maria/Ludovica), Corrado Guzzanti (zio Sauro/Benji),Valerio Mastandrea (Tiziano/Baldovino),Caterina Guzzanti(Antonella/Tiziana), Stefano Fresi (Rino/poliziotto), Andrea Sartoretti (Gaetano/poliziotto 2). Massimo e Giulia sono due giovani innamorati che vivono a Roma e si conoscono da poco tempo (dieci giorni); nonostante ciò Giulia invita Massimo a passare il Natale con la sua famiglia, nel viterbese. Il povero Massimo, che probabilmente si aspetta che anche i familiari siano persone normali come la ragazza, si trova invece in un cascinale diroccato dove tutto sembra essere rimasto all'età della pietra o quasi, compresa mentalità e personalità dei componenti della famiglia. Dopo essere stato preso di mira in vari modi, reagisce male e viene cacciato. Torna così a casa della sua famiglia d'origine, i Marinelli Lops che al contrario appartengono alla "upper class"...anche troppo: ricchissimi, nevrotici, sofisticati, dovranno vedersela nientemeno con il suicidio di un cameriere filippino....
Una commedia cattivella a Natale non mi dispiace affatto come idea, solitamente poi quando escono sno fra i film più riusciti; stavolta però mi pare l'operazione sia riuscita solo a metà, nonostante un cast più che promettente. Non so perchè ma la prima parte non mi ha convinto; non mi ha divertito- come probabilmente era intenzione degli autori- anzi mi ha piuttosto angosciato; stereotipi a parte (ma comunque, sappiatelo: io ho conosciuto una famiglia che vive ancora così!), mi ha colpito l'isolamento a cui in un certo senso Giulia è sottoposta essendo più evoluta; non perchè i familiari non le vogliano bene, ma perchè a causa della loro arretratezza cercano di imporle il loro desiderio di farla diventare sindaco del paese, senza nemmeno ascoltarla o capire ciò che dice!e che dire di quella madre a cui "una cosa solo mi interessa, sapere quando devo morì"?! Nemmeno della figlia le interessa.Inoltre non ho capito l'utilità di alcuni personaggi, come la sorella e il cognato. La seconda parte invece mi è parsa molto azzeccata, il ritratto della ricca famiglia ipocrita e piena di problemi che del resto ci si aspettava; certamente un plauso agli attori che hanno interpretato tutti doppi ruoli in modo nettamente opposto gli uni con gli altri. Forse con un po' più di coraggio si poteva raggiungere "Parenti serpenti", ma anche qui non so se sarebbe stato positivo. P.S: mai capito perchè, dopo solo dieci giorni, Giulia non solo vuole presentare una famiglia di quel tipo a Massimo, ma quando lui reagisce alle prese di mira è lei che lo caccia.....
Regia di , con Anna Valle (Anna Ferraris), Neri Marcorè (Vittorio Costa), Aurora Ruffino (Bendetta Costa),Karen Ciaurro (Marina Costa), Noemi Abbrescia (Clara Costa),Nicola Rignanese (Salvatore Strano),Manuela Ventura (Teresa Strano),Dario Aita (Bernardo Strano),Marzia Ubaldi (Alberta Ferrari),Claudio e Alberto Varsalona (Domenico e Fortunato Strano),Vera Dragone (Gisella),Stella Egitto (Immacolata Strano), Diane Fleri (Emanuela),Marco Foschi (Diego De Regis). Sono passati tre anni dal 1967: nel frattempo molte cose sono cambiate per le famiglie Strano e Costa. Il divorzio è stato approvato, ma Anna e Vittorio non hanno ancora deciso di sposarsi; Benedetta e Bernardo si sono lasciati e-mentre lui è andato a lavorare in Germania- lei ha avuto un figlio, Marco, da una breve relazione. Marina inizia il liceo e vivrà le prime cotte, mentre Salvatore e Vittorio mettono su una loro fabbrica Come ho scritto nel post ad esso dedicato "Questo nostro amore" è una delle mie fiction preferite, una di quelle che più mi ha appassionato e divertito, una di quelle ai cui personaggi mi sono più affezionata...ovvio che attendessi con ansia la seconda serie. Che invece mi ha deluso molto. E' vero che solitamente è molto difficile ritrovare in un seguito la stessa "magia" che ci ha conquistato nel primo, ma ci sono state seconde serie comunque interessanti; qui invece si è caduti a causa di alcune trovate da me poco apprezzate, perchè considerate fuori luogo e inutili. Perchè rendere Benedetta uan ragazza madre che ha avuto un figlio dopo una storia di due giorni (sopratutto: perchè proprio due giorni? Dato che lei e Bernardo si erano già lasciati non offendeva nessuno se la facevano durare un attimino di più, se non altro per rendere la cosa un tantino più credibile)...non mi è piaciuto, trovo che la maturazione del personaggio poteva essere resa in altro modo. Se aggiungiamo poi il particolare che il padre non sapeva nulla perchè è stata lei a decidere di tenerglielo nascosto.....vabbè, sarò moralista io.... Perchè sopratutto mettere un tradimento nella coppia Anna-Vittorio? le tentazioni ci stanno, ma avrei preferito che il tradimento venisse evitato. Perchè la trovata di Gisella lesbica? sopratutto dopo che nella serie precedente il personaggio era chiaramente etero....una concessione alla modernità, forse?
Ho apprezzato invece la trasformazione di Vittorio e Salvatore da dipendenti a imprenditori, con tutto ciò che ne consegue (in particolare il senso di onnipotenza che prende il secondo, facendolo diventare uguale a quelli che finora aveva criticato e ritenuto sfruttatori)e le frequentazioni femministe della tradizionalista Teresa; belle come sempre le strie che coinvolgono i ragazzini, molto bravi anche come interpreti. Insomma una trama che poteva essere sviluppata meglio se non ci si fosse lasciati andare alla tentazione di mettere elementi fuori luogo ma probabilmente ritenuti trasgressivi.....se non fosse stato per quel pizzico di cuirosità verso Bernardo e Benedetta poi, avrei lasciato perdere già alla seconda puntata. Confesso inoltre che, essendomi addormentata durante l'ultima puntata, non ho visto interamente il finale, ho letto solo poche cose qua e là. Neri Marcorè in un'intervista aveva parlato di un finale "insolito", ma da quello che ho letto non mi sembra proprio. Comunque aspetto di rivedere l'ultima puntata per capirne di più.
E' morto a Roma all'età di 65 anni per un infarto Manuel De Sica, famoso compoistore di colonne sonore per cinema e tv. Figlio di Vittorio De Sica e della seconda moglie Maria Mercader e fratello maggiore dell'attore Christian, aveva cominciato la sua carriera a 20 anni componendo le musiche per il film "Amanti", diretto dal padre. Tra i suoi lavori: "Cose di Cosa Nostra", "Io non vedo, tu non parli, lui non sente", "il viaggio", "Il giardino dei Finzi Contini" (che gli valse una nomination all'Oscar come colonna sonora, mentre il film vinse come miglior film straniero), "Ladi di saponette", "Al lupo, al lupo", "Celluloide" (per cui vinse il David Di Donatello), "Vado a vivere da solo", "Vacanze in America","Dellamorte, dellamore","Volere volare",lo sceneggiato televisivo "Cuore" (bellissima colonna sonora!) e molti altri.
Regia di Paolo Genovese, con Aldo Baglio (Aldo), Giovanni Storti (Giovanni), Giacomo Poretti (Giacomo), Angela Finocchiaro (Commissario Irene), Mara Maionchi (suocera di Giovanni),Sara D'Amario (Elisa), Silvana Fallisi (Monica), Antonia Liskova (Veronica ), Lucia Ocone (Marta). Durante la notte di Natale Aldo, Giovanni e Giacomo vengono sorpresi a rubare in un appartamento vestiti da Babbo Natale e prontamente portati al commissariato di Polizia, dove vengono interrogati dall'ispettrice Bestetti, che li accusa di appartenere alla "Banda dei Babbi Natale", un gruppo di rapinatori che agisce in quel periodo vestiti da Babbo Natale. I tre amici passeranno la notte a raccontare all'ispettrice come mai si sono trovati in quella situazione.... Ultimo film (ma ne deve uscire uno a breve) del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, per me da anni una garanzia di risate e divertimento conditi talvolta con un pizzico di surreale romanticismo e ironia. E difatti anche questa è una surreale storia natalizia: i tre amici fanno parte di un squadra di "campioni" di bocce, passione che li condurrà appunto alla rocambolesca decisione che li porterà in commissariato la notte della Vigilia, le cui vite private sono abbastanza particolari e- a loro modo- inguaiate: Giovanni ha una moglie a Milano e una in Svizzera, e quindi non sa come affrontare il problema del Natale che arriva e non sa con chi trascorrerlo senza togliere nulla a nessuno; Aldo è un nullafacente che vive alle spalle della fidanzata Silvana, che pure ama; Giacomo è un vedovo che parla ancora con la foto della moglie, corteggiato da una bella e giovane collega ma talmente bloccato nelle sue abitudini da non accorgersene. La situazione si snoda arrivando al gran finale sulla neve che scioglie (o forse no) i nodi e i segreti venuti a galla durante la narrazione, condita da scene poetiche come la Cena sul tram e ambientata in una milano classica, spopolata, tranquilla che sembra uscita da un racconto natalizio. Da segnalare la strepitosa parte di Mara Maionchi, la suocera rompiballe di Giovanni, in cui la presentatrice tv, pur non uscendo dal personaggio che si è costruita, si fa apprezzare anche come attrice. Apprezzato (a differenza del precedente "Il cosmo sul comò") anche dalla critica, è un film che di certo non deluderà i fan del trio, anche se non raggiunge le vette di "Chiedimi se sono felice".
Regia di , con Pierfrancesco Favino (Giorgio Ambrosoli),Anita Caprioli (Annalori ), Massimo Popolizio (Michele Sindona),Roberto Herlitzka (Enrico Cuccia),Giovanni Esposito (Giulio Andreotti). 1974: La Banca Privata Italiana, il colosso appartenente a Michele Sindona, viene messa in liquidazione, lasciando nella disperazione i piccoli risparmiatori che in essa avevano investito i risparmi di una vita. Sindona si trasferisce in America come latitante; per cercare di salvare l'enorme capitale e liquidare BPI viene ingaggiato l'avvocato Giorgio Ambrosoli, che però oltre a cercare di salvare gli interessi dei risparmiatori truffati, scopre truffe e infiltrazioni mafiose messe in atto da Sindona..... Tratto dall'omonimo libro scritto nel 2009 dal figlio Umberto, la fiction racconta la storia di Umberto Ambrosoli, onesto avvocato ucciso nel 1979 da un sicario assoldato da Michele Sindona per la sua opposizione agli intrallazzi mafiosi del faccendiere. Riprendendo il titolo del film del 1993 diretto da Michele Placido, il primo a raccontare questa storia dopo tanti anni, Ambrosoli è stato davvero "Un eroe Borghese", che ha pagato con la vita il mettere in pratica i valori di onestà e correttezza in cui credeva, venendo non solo sbeffeggiato da Giulio Andreotti (che in un'intervista disse "Ambrosoli era uno che se le andava cercando") ma dimenticato per anni.
Giusto quindi ricordare la sua figura e la sua storia, con una bella fiction con attori validi e una buona sceneggiatura. Pierfrancesco Favino aggiunge un'altra ottima interpretazione al suo curriculum di attore: seppur nettamente diverso fisicamente dal vero Ambrosoli, ha saputo rendere - a mio avviso- molto bene il carattere e la personalità di una persona che probabilmente si è trovata coinvolta in una vicenda più grande di lui, ma che ha saputo mettere da parte la paura per l'incolumità sua e della sua famiglia o le pressioni sociali e psicologiche per fare spazio a cose "vetuste" come la correttezza verso i risparmiatori e la lotta al crimine. Cose per cui fu lasciato- che ve lo dico a fà- completamente solo e potè contare solo su un maresciallo della Guardia di Finanza e sul Capo dell'Ufficio Vigilanza. La fiction unisce questi fatti pubblici (in cu vengono sviscerati i vari intrallazzi tra mafia e politica) con la dimensione privata del protagonista, marito e padre di famiglia premuroso e affettuoso che cerca di educare i figli più con l'esempio che con le parole. Bravi anche gli altri interpreti: Popolizio è un Sindona furbo e spietato, Herlitka è un Cuccia a cui non interessa sapere ed Esposito un viscido Andreotti. Anita Caprioli è la dolce ma determinata moglie Annalori. E' un bene che si facciano fiction come questa, spero che il trend continui con altri personaggi di questo stampo.
Regia di Brian Levant, con Arnold Schwarzenegger (Howard Langston),Sinbad (Byron Larrabee),Rita Wilson (Liz Langston),Kake Lloyd (Jamie Langston),Chris Parnell (Johnny Larrabee). A causa del lavoro il manager Howard Langston è sempre impegnatissimo, al punto da trascurare la famiglia (la moglie Liz e il figlio Jamie); per farsi perdonare le innumerevoli assenze a recite scolastiche e partite, decide di regalare al bambino per Natale il pupazzo di Turbo Man. il suo eroe preferito. Ma , rimandando l'acquisto di giorno in giorno arriva all'antivigilia che non ha ancora acquistato il pupazzo; si mette alla ricerca ma a quanto pare tutti i Turbo Man sono esauriti! finalmente ne trova uno, ma non sa che nelle sue stesse condizioni c'è anche il postino Byron, anch'egli determinato ad assicurarsi Il supereroe per il figlio Johnny..... Dicembre è cominciato e come sempre la maggior parte dei post del mese verterà su film natalizi; il primo è questa simpatica commedia del 1996 con Arnold Schwarzennegger, che ho sempre preferito in ruoli come questo rispetto a quelli da action movie per cui è diventato famoso. La trama è semplice e tutto sommato banale: il padre affettuoso ma superimpegnato con il lavoro che per farsi perdonare le varie assenze decide di regalare a tutti i costi al figlio il giocattolo preferito e a causa di ciò si trova invischiato in una situazione di tragicomica lotta con un'altro papà nelle sue stesse condizioni sarebbe di per sè un messaggio non troppo positivo, se non fosse perchè- come sempre- alla fine la morale fa capire che comunque sia il regali materiali hanno poca importanza rispetto alle persone e al loro affetto. Le gag sono divertenti anche se ricalcano stereotipi tipici di questo genere di film: vicini stronzi,bambini terribili,poliziotti pedanti...niente di nuovo o particolarmente originale; non certo un film che è passato alla storia (infatti credo lo ricorderanno in pochissimi) ma comunque una gradevole commedia per chi ama i film tipicamente natalizi.
Regia di Sidney Lanfield, con Richard Greene (Sir Henry Baskerville), Basil Rathbone (Sherlock Holmes), Nigel Bruce (Dr. Watson), Wendy Barrie (Berly Strapletone),Ralph Forbes (Sir Hugo Baskerville),Morton Lowry (John Stapleton). Sherlock Holmes e Watson devono indagare su un misterioso caso che coinvolge la famiglia Baskerville: Sir Henry, nipote del defunto capofamiglia, viene da tempo minacciato da ignoti che vogliono costringerlo a cedere le proprietà di famiglia. Già Sir Charles, zio di Henry, era rimasto ucciso da un misterioso cane assassino che si aggirerebbe nella brughiera perché aveva rifiutato di cedere la ricatto…
Tratto dall’omonimo romanzo (1901 ) di Sir Arthur Conan Doyle, appartenente alla celeberrima serie dedicata al più famoso investigatore della storia- ovvero Sherlock Holmes- questo film è un buon esempio di giallo classico. Non ho mai letto i romanzi di Doyle, quindi non posso dire quanto sia fedele o meno la racconto in questione, ma certamente è un buon film, ben fatto, con un ritmo serrato, atmosfere da brivido in alcuni punto necessari (probabilmente se le sequenze con il mastino le avessi viste da ragazzina invece che da adulta, un po' di c@@@@lla mi sarebbe venuta, nonostante non sa mai stata particolarmente impressionabile), suspence fino all'ultimo. Ottimi interpreti e quel bianco e nero che sicuramente giova ai film gialli dando ad una storia già di per sè misteriosa quell'alone di mistero in più completano il quadro. A suo modo, un film emozionante.