Regia di Pif, con Pif (Arturo), Cristiana Capotondi (Flora), Claudio Gioè (Francesco), Ninni Bruschetta (Frà Giacinto). Nato nel 1969, Arturo è un bambino siciliano come tanti, a parte due passioni: per la compagna di classe Flora e per Giulio Andreotti,per lui un vero e proprio idolo, tanto da mascherarsi da Andreotti a una festa di Carnevale. La vita di Arturo si snoda tranquilla nonostante nella sua città i delitti di mafia siano all'ordine del giorno, ma da adulto le cose cambieranno... Ho letto in rete alcune critiche a questo film che puntavano solo sul titolo (del tipo "La mafia uccide anche d'estate...e d'inverno niente?VAcanza?"), sminuendolo senza averlo visto perchè film italiano... e si-sa-il-cinema-italiano-è-tutto-brutto-stupido ecc ecc...come se poi tutti i film americani, inglesi e stranieri fossero dei capolavori assoluti, e non esistessero anche in altre cinematografie film peggio dei cinepanettoni. A queste persone conisglierei di vedere questo film,giustamente dedicato a tutti coloro che sono caduti combattendo la mafia, perchè credo sia uno dei migliori realizzati sull'argomento. Il film infatti ci descrive come la mentalità mafiosa non sia prevalentemente di violenza conclamata, ma sopratutto di indifferenza: i genitori di Arturo, i cittadini siciliani che assistono passivi all'uccisione di Boris Giuliano, Carlo Alberto Dalla Chiesa e molti altri conosciuti o meno, arrivando addirittura a mettere in dubbio che sia stata la mafia ma magari, "questioni di fimmine" (e a cui il titolo fa riferimento, chi vede il film capisce perchè), sono persone che non hanno mai scelto da che parte stare, non si sono mai sentiti coinvolti da un problema reale che magari vedevano ma che secondo loro non li riguardava. Riguardava altri, riguardava "lo Stato" (generico), e quindi a loro non interessava, non potevano farci nulla. Anche Arturo crescendo in questo clima segue per anni passivamente questo modo di pensare, e bisogna dire che è scusato solo per essere prima bambino, poi ragazzino, quindi molto giovane; Arturo nella sua vita incontra per caso molte di queste persone (Il giudice Chinnici che è il vicino di casa di Flora ed è l'unico a cui il bambino abbia confidato il suo amore, il Generale Dalla Chiesa che gli concede un'intervista, Giuliano che gli offre una ciambella nel bar dove verrà ucciso) e anche alcuni mafiosi (Riina e Bagarella che lo incrociano alla festa di Carnevale, Riina che va a trovare la figlia neonata nellos tesso ospedale dove è appne anato il fratellino Emanuele), ma per anni vive come in un limbo; finalmente, da adulto, la morte di Salvo Lima prima e sopratutto le stragi di Capaci e Via D'Amelio risvegliano in lui quella coscienza sopita, facendogli capire che la prima cosa che deve essere combattuta è la mentalità omertosa dagli onesti, e che per combatterla è giusto parlare ai bambini fin da piccoli di questi eroi, spiegarli, fare sì che diventino parte del quotidiano di tutti. Divertente la trovata di rappresentare Arturo come fan di Andreotti, che lui ritiene la sua guida spirituale per anni; molto bravo e convincente il protagonista Pif, ma anche i due bambini che interpretano Arturo e Flora bambini. Certo, e volete perdervelo per i pregiudizi esterofili sul cinema italiano, fate pure, ci mancherebbe.
Regia di Joe Roth, con Tim Allen (Luther Krank), Jamie Lee Curtis (Nora Krank),Dan Akroyd (Vic Fromheyer),Erik Sullivan (Spike Fromheyer),Cheech Marin (Agente Salino), Julie Gonzalo (Blair Krank). Nora e Luther Krank sono una coppia di coniugi di mezza età la cui figlia Blair per la prima volta non trascorrerà il Natale a casa, avendo deciso di partire volontaria per le terre più povere dell’America Latina. I due coniugi decidono di cogliere l’occasione per evitare, almeno per una volta, lo stress e l’ipocrisia che le feste natalizie da sempre portano con sé: soldi spesi in party a cui si invita di tutto, beneficenze praticamente obbligate, regali inutili che verranno presto dimenticati…..al loro posto, quest’anno prenderanno l’occasione per spendere quei soldi nella crociera che da anni sognano ma che hanno sempre rimandato. Ma i due scopriranno che sfuggire l’atmosfera natalizia è praticamente impossibile…. Tratto dal romanzo omonimo (1998 ) di John Grisham, è una simpatica commedia abbastanza fedele al romanzo- a parte qualche variazione nel finale. E' divertente assistere alle peripezie dei coniugi Krank -due ben assortiti Jamie Lee Curtis e Tim Allen- per "boicottare il Natale" (come dicono loro, in realtà si tratta di festeggiarlo semplicemente in maniera diversa) e resistere alle pressione di amici e vicini a dire la verità un tantinello impiccioni; al limite potrebbe infastidire l'atteggiamento troppo mammesco di lei ogni volta che telefona la figlia (non presente nel libro a questo livello)-oltre alle sua inguardabile mise, passabili di divorzio-
ma per il resto è un tipico film da svago natalizio, confezionato in una buona cornice tipicamente festiva. Da notare John Goodman nei panni del vicino più "rompi" (che alla fine, manco a dirlo, nel momento del bisogno sarà quello che si darà più da fare).
Regia di Roger Allers,Rob Menkoff , con le voci di George Castiglia (Simba cucciolo), Riccardo Rossi (Simba adulto),Vittorio Gassman (Mufasa), Tullio Solenghi (Scar),Perla Liberatori (Nala cucciolo), Loredana Brancucci (Nala Adulta),Augusto Giardino (Pumba), Tonino Accolla (Timon), Roberto del Giudice (Zazu). Simba è il leoncino figlio del Re della Foresta Mufasa e della Regina Sarabi. Passa le giornata a scorazzare con l'amica Nala,sopratutto se si tratta di andare in posti vietati dai genitori, nonostante la sorveglianza del pappagallo Zasu. Della famiglia fa parte anche Scar, fratello cattivo di Mufasa, che geloso del fratello organizza un complotto causandone la morte e costringendo Simba alla fuga per appropriarsi del trono.... Uno dei classici Disney di maggior successo non solo nella storia della casa di animazione ma anche del cinema, questo Re Leone me lo ricordo bene anche se non mi era particolarmente piaciuto, visto che mia sorella da piccola aveva adorato questo cartone. E il 32mo classico Disney, il primo a essere basato su una storia interamente originale, quindi non tratta da un romanzo o favola o ripresa da storia preesistente, anche se gli sceneggiatori dissero che nella storia sono presenti molti echi e riferimenti alla vicende di Mosè e Giuseppe prese dalla Bibbia. E' anche il primo che non presenta nessun personaggio umano, ma solo animali antropomorfizzati.
E' sicuramente un film pregevole, curato in ogni particolare, leggero ma anche drammatico e con messaggi non solo infantili (visto che tratta della morte di un genitore e di un buono ucciso da un cattivo, quindi più realistico rispetto ad altri cartoni. Se fosse un libro si potrebbe definire "Romanzo di formazione", dato che il vivace Simba, attraverso le vicissitudini della vita, arriverà a maturare e prendersi le proprie responsabilità come re e verso la famiglia quando sarà il momento, affrontando il lutto per la morte del padre, il senso di colpa perchè pensa di averla provocata. Insegna anche (concetto che qualche anno dopo sarà ripreso dallo Spiderman di Sam Raimi) che da un grande potere derivano grandi responsabilità, e non certo solo spensieratezza e divertimento. Insomma il fascino di questo cartone risiede in molteplici elementi, non da ultimo il doppiaggio, che in America ha avuto nomi come Matthew Broderick, Woophy Goldberg, Jeremy Irons, James Earl Jones e Rowan Atkinson, mentre in Italia le voci di alcuni personaggi sono state affidate a grandi nomi come vitoria Gassman (che ha doppiato Mufasa dandogli una voce teatrale da re scekspiriano) e Tullio Solenghi. per on parlare della colonna sonora: sia l'originale curata da Elton John (vincitore del premio Oscar come miglior canzone per "Can you feel the love tonight") che la versione italiana rimasero a lungo in hit parade (sopratutto Ivana Spagna con "il cerchio della vita"). Uscito in America nel giugno 1994 e in Italia nel dicembre dello stesso anno, ricevette da subito pareri positivi sia dal pubblico che dalla critica; nel tempi raggiunse alcuni primati importanti: è il film d'animazione di maggior incasso nella storia del cinema e quello di maggior incasso negli USA. Vinse due premi Oscar, quello già detto per la miglior canzone e per la miglior colonna sonora. Ha avuto due seguiti: "il re leone 2- Il regno di Simba" (1998 ) e "Il re leone 3 (2003 ), carini ma che non ebbero il successo del primo. Esistono inoltre due spin off dedicati ai personaggi di Timon e Pumba: "In viaggio con Timon e Pumba" e "A cena con Timon E Pumba".
E' morto a 40 anni a a causa di un incidente stradale l'attore americano Paul Walker, diventato famoso per la serie di film "Fast ad furious". L'attore era nato in California nel 1973,debuttò a soli tredici anni nel film Non aprite quell'armadio, successivamente recitò nella soap opera "Febbre d'amore" nel ruolo di Brandon Collins ed ottenne un piccolo ruolo nel film "Pleasantville" . Si fece notare nel film "The skulls", ma la vera fama arrivò grazie al film d'azione Fast and Furious, seguito da 2 Fast 2 Furious, Fast & Furious - Solo parti originali, Fast & Furious 5 e Fast & Furious 6. Lo ricordiamo anche in "Un amore sotto l'albero", "Timeline"e "Flags of our fathers"
Regia di , con Fabio De Luigi (Paolo), Cristiana Capotondi (Margherita), Antonio Catania ( ), (Clara), Laura Chiatti (Benedetta), Diego Abatantuono (Alberto), Dino Abbrescia (Pino). Margherita e Paolo, in procinto di diventare genitori, vengono invitati a passare il Natale assieme ai genitori di lei nel castello in montagna di Alberto, caro amico di famiglia da anni e di sua figlia Benedetta, vecchia amica di Margherita e come lei incinta. Anche in questa occasione Paolo riuscirà a essere coinvolto in incidenti di ogni tipo, che renderanno le vacanze movimentate…. Seguito de LA PEGGIOR SETTIMANA DELLA MIA VITA, a dir la verità non rientrava nella mia “lista da vedere” in quanto non sopporto il protagonista Fabio De Luigi; alla fine però ,avendomelo proposto delle amiche, non mi sono tirata indietro e devo dire che non rimpiango la mia scelta, infatti questo film mi è piaciuto molto più del primo. E’ vero, è la solita commediola scontata che si regge perlopiù su gag viste e riviste (e che in alcuni casi non fanno alcun effetto alla sottoscritta, tipo scivoloni, tetti sfondati da oggetti pesanti ecc) e abbastanza pieno di stereotipi (uno su tutti: la donna incinta che mangia qualunque cosa praticamente in ogni scena…!), ed inoltre la stupidità del protagonista ogni tanto fa sperare che qualcuno lo rimandi da dove è venuto per poter proseguire il film molto meglio senza di lui….però boh, sarà che è totalmente impregnato di Natale e atmosfera natalizia (neve, decorazioni, cibi, alberi, luci, regali….), sarà che le gag che coinvolgono Abatantuono strappano comunque delle risate anche se ingenue e che lui regge molto bene la parte- nonostante non sia la suo meglio, questo va detto- sarà soprattutto una colonna sonora a mio avviso davvero forte, sta di fatto che il film mi è piaciuto, me lo sono proprio goduta! Oltretutto io ho un debole per il film tipicamente natalizi…..
Regia di Derek Cianfrance, con Ryan Gosling (Luke Glanton), Eva Mendez (Romina Gutierrez), Bradley Cooper (Avery Cross ), Ben Mendelshon (Robin Van Der Zee), Mahershala Ali (Koffi), Dane De Hann (Jason), Emory Coehn (A.J Cross). Luke Glanton è un'abile pilota di moto, che scopre che dalla breve relazione con Romina, una ragazza del posto, è nato un figlio, Jason. Luke è intenzionato a fare da padre al bambino e forse vorrebbe anche recuperare il rapporto con Romina formando la famiglia che non ha mai avuto, ma non avendo soldi decide di darsi alle rapine, durante una delle quali viene ucciso da poliziotto Avery, figlio di un giudice e padre di un figlio della stessa età di Jason. Questo fatto inciderà profondamente non solo sulle vite dei protagonisti, ma anche, anni dopo, su quelle degli stessi inconsapevoli figli... Un bel film che parla di padri e figli, tanti rapporti, e tanti modi di essere sia l'uno che l'altro, nessuno banale ma tutti che lasciano un segno. Si comincia con il personaggio di Ryan Gosling, un uomo senza legami per cui però si intuisce che questo significa prevalentemente solitudine, sbandatezza, assenza di riferimenti: cresciuto senza un padre, quando scopre che da una breve relazione con una ragazza è nato un figlio è come se si trasformasse, lo cerca, vuole occuparsene, stare con lui, forse desidera dimostrare alla madre che possono formare una famiglia: purtroppo prende una brutta strada, seppure con buone intenzioni, e la sua vicenda finisce tragicamente ma è un personaggio che rimane impresso per la tenerezza che fa trasparire, per la profondità di sentimenti che dimostra a dispetto della superficialità della vita condotta finora. Era un uomo che la nascita del figlio poteva davvero far diventare una persona migliore. Anche il giovane poliziotto responsabile della sua morte è un giovane padre, e la consapevolezza di aver lasciato un piccolo orfano segnerà in negativo il suo rpporto con il figlio, allontanandolo da esso; ma è anche un figlio, il figlio di un importante giudice nella cui ombra è cresciuto, da cui ha cercato di affrancarsi entrando in polizia, ma che alla fine, causa seri avvenimenti accaduti dopo la morte del rapinatore, si troverà a percorrere le sue stesse orme sia professionalmente che come padre. Un uomo nonostante tutto onesto,non privo di sensibilità ma un po' debole, che si trova a dover combattere con cose più grandi di lui, da cui viene schiacciato. C'è anche Koffey, il compagno di Romina, la madre di Jason:un padre putativo che però è l'unico a capire l'esigenza del figlio - che ha cresciuto come suo, e di cui è il padre a tutti gli effetti- di conoscere qualcosa sul padre vero, anche se di lui dice "il vero padre sono io, lui era solo un uomo che ha avuto un figlio". Un uomo solido e affidabile, un vero padre. Romina, unico personaggio femminile, una donna dalla vita difficile e segnata da fatti dolorosi, ma molto forte e dignitosa. I destini di questi personaggi si compiranno anche attraverso le storie che coinvolgeranno i due ignari figli anni dopo, pacificandoli però col passato. Bravi e intensi attori, anche i due ragazzi che intepretano Jason e AJ da adolescenti, bei paesaggi, bella sceneggiatura e bei dialoghi, con qualche scena di silenzio molto significativa.