Improviso lutto nel mondo del cinema: è morto a 46 anni l'attore Philip Seymour Hoffman, molto probabilmente a causa di un'overdose. Nonostante non fosse tra i miei preferiti non posso non riconoscere che è mancato un grande artista, eclettico e carismatico, passato dal cinema indipendente a quello hollywoodiano, abile anche come regista. Come attore lo ricordiamo in "Magnolia", "Boogie nights", "il grande Lebowsly", "Truman Capote- A sangue freddo" (che nel 2005 gli valse l'Oscar come miglior attore protagonista), "I love Radio Rock", "Il talento di Mr. Ripley", "la 25ma ora", "Ubriaco d'amore", "Ritorno a Cold Mountain", "Quasi famosi" , "Il dubbio", "The master" e molti altri.
Regia di Graziano Diana, con Alessandro Preziosi (Mario Sossi ),Stefania Rocca (Grazia Sossi), Ennio Fantastichini (Francesco Coco), Anna Safroncik (Claudia Maestrali), Alessio Vassallo (Roberto Nigro),Giovanni Calcagno (Alberto Franceschini),Andrija Milosevic (Renato Curcio),Linda Messerklinger (Mara Cagol). Mario Sossi è un giudice impegnato nella lotta al sempre più pressante fenomeno del terrorismo: ha infatti condotto le indagini relative al gruppo “XXII Ottobre”, formazione dell’ultra sinistra genovese accusata di aver ucciso un uomo, Alessandro Floris, fattorino per un ente pubblico barbaramente assassinato a scopo di rapina. Sossi, che vive serenamente con la moglie Grazia e le due figlie adolescenti, intuisce la pericolosità del fenomeno e chiede la massima pena per i militanti, attirandosi le ire di parte della classe politica e dell'opinione pubblica,ma pure dei capi delle nascenti Brigate Rosse, che per dargli una lezione ( e, indirettamente, a tutti coloro dovessero a loro opporsi) lo rapiscono... Per fortuna nettamente migliore della fiction sul Commissario Calabresi questa riguardante la storia del giudice Sossi, il primo magistrato ad essere rapito dalle BR nel Stavolta mi pare che il regista abbia saputo ricostruire in maniera più veritiera il clima della Genova di quegli anni, in cui ancora i terroristi rossi non erano nemmeno "compagni che sbagliano", ma ancora ribelli in cerca di legittimazione, anche se qualcuno tra gli addetti ai lavori (giudici, commissari, avvocati) aveva già cominciato a intuire la verità. A parte la solita storia d'amore del cavolo tra i due collaboratori dei giudici che c'entra come i cavoli a merenda e che ovviamente stride con tutto il racconto, ho trovato un buon equilibrio tra la parte prettamente storica e di cronaca (il lavoro dei giudici, la vita in tribunale, l'efferatezza dei terroristi) e quella privata-familiare, sopratutto nella seconda parte, quando la moglie Grazia (recentemente scomparsa) si trova a dover gestire tutto ciò che è legato al rapimento del marito, oltre alla preoccupazione, ai propri sentimenti personali e quelli delle figlie. Ho trovato Stefania Rocca - che solitamente non mi piace granchè- molto brava e convincente in questo ruolo, forte ma sensibile allo stesso tempo. Altro attore che solitamente non apprezzo ma qui mi è piaciuto è il protagonista, Alessandro Preziosi: come sempre non molto espressivo, ma stavolta il fatto non mi ha infastidito come in altre occasioni dato che, a mio avviso, è riuscito comunque e calarsi bene nei panni del personaggio mostrando i suoi sentimenti, la sua psicologia, le sue reazioni alla maggior parte della storia. In particolare ho trovato toccanti le scene durante il rapimento in cui lui viene "torturato" dalle stupide accuse dei terroristi e deve difendersi da solo da questa follia. Bravo anche Fantastichini nei panni del giudice Coco, più sfortunato di Sossi in quanto verrà ucciso assieme agli agenti della scorta per essersi rifiutato di scambiare Sossi con i "prigionieri politici" che Curcio e i suoi volevano a tutti i costi fossero liberati. Una menzione anche per questi tre personaggi Curcio, Cagol e Franceschini: durante la visione il dubbio che fossero un pochino stereotipati, in particolare Curcio troppo granitico e la Cagol troppo isterica...ma pazienza non provo alcuna simpatia per queste persone, perciò a mio avviso peggio li hanno ritratti, meglio è. Un miglioramento rispetto alla fiction precedente, quindi: la terza parte ("L'ingegnere" con Alessio Boni) rimarrà un po' a metà strada tra le prime due puntate, ma meglio che nulla. Dopo 40 anni era ora che qualcuno si azzardasse a parlare di queste cose!
E' morto a soli 56 anni il regista padovano Carlo Mazzacurati, autore di film come "Vesna va veloce", "Il prete bello", "Il toro", per cui nel 1994 vinse il Leone D'argento alla mostra del cinema di Venezia,"L'estate di Davide", "La lingua del santo", "l'amore ritrovato" e l'imminente "La sedia della felicità". fu anche sceneggiatore ("FRacchia contro Dracula", "Marracheck Express", "Palombella rossa") e attore in alcuni film di Nanni Moretti.
Regia di Pupi Avati, con Micaela Ramazzotti Francesca Osti ), Flavio Parenti (Carlo Dagnini ), Andrea Roncato (Sisto Osti ), Christian De Sica (Pippo Dagnini ), Katia Ricciarelli (Amabile Rizzi), Valeria Fabrizi (Rosalia Osti),Francesco Brandi (Taddeo Osti),Mariella Valentini (Medea Dagnini),Isabella Aldovini (Liliana Dagnini),Marta Iagatti (Laura Dagnini),Alessandro Sperduti (Angelo Dagnini ragazzo),Matteo Leoni (Alberto Dagnini ragazzo), Viola Sartoretto (Anna Paola Dagnini ragazza), Ettore Bassi (Angelo adulto),Federica De Cola (Giulietta),Andrea Santonastaso (Tini SAccenti), Antonella Ferrari (Anna Paola adulta), Lucia Loffredo (Cecilia Simi). Nella Bologna del 1948 si incrociano per caso, e poco alla volta, i destini di FRancesca Osti, proveniente da una modesta famiglia di operai, e Carlo Dagnini proveniente da una altolocata famiglia di commercianti; nonostante le differenze sociali e la contrarietà delle famiglie, i due giovani si innamorano e si sposano, formando una famiglia in cui oltre ai due figli Angelo e Alberto trova posto anche l'adottata Anna Paola. Attorno a loro, per più di cinquant'anni, amici e parenti, ognuno con le proprie storie personali, sullo sfondo una Bologna appena uscita dalla guerra, che poi vive gli anni del boom economico e della contestazione.... Si è appena concluso con grandissimo successo di pubblico e di critica questo sceneggiato per la tv di Pupi Avati. Che dire? Sembra di essere tornati ai tempi in cui gli sceneggiati tv dei grandi registi tenevano incollati gli spettatori alla televisione ogni settimana ...proprio per questo uso volutamente il termine "sceneggiato"e non fiction; e anche perchè il prodotto ne rispecchia tutte le migliori caratteristiche.E anche,lasciatemelo notare, per la graditissima presenza musicale di Riz Ortolani, autore in passato di tantissime sigle e colonne sonore dei suddetti sceneggiati. Non ho alcun dubbio nel definirlo bellissimo: è una grande storia d'amore che dura tutta una vita, di quelle purtroppo sempre più rare (peccato però lo scivolone delle corna nell'ultima puntata!), la storia di una famiglia con i suoi singoli componenti e, allargando la storia dell'Italia dal 1948 ad oggi. Pupi Avati come sempre dirige un cast affiatato in cui compaiono tanti attori con tanti personaggi, ma ognuno dei quali riesce a ritagliarsi un posto nel cuore e nella memoria dello spettatore per la sua caratterizzazione, ma anche per l'umanità che contraddistingue i personaggi e la sincerità e spontaneità che emanano gli attori nel loro interpretarli.
Ad esempio, Pippo Dagnini compare solo nella prima puntata (peccato!), ma un grande Christian De Sica (molto più bravo in ruoli da commedia che in quelli comici per cui è diventato famoso) lo rende fondamentale e indimenticabile per tutto il resto della storia; fra gli altri che dire? La sensibile e sfortunata Lilliana, Sisto Osti (anche qui un'altro attore affrancatosi dai ruoli comici, il bravo Andrea Roncato), il comunista Taddeo (a dire la verità fin troppo fanatico in certi punti), la solida zia Amabile (una bravissima Katia Ricciarelli, che con Avati aveva già girato vari film costruendosi una seconda carriera), la triste Giulietta, il ribelle Angelo...sarebbero da ricordare tutti, in fondo, per qualche tempo è come se fossero stati la "nostra" famiglia. E' una storia semplice, tranquilla di quelle in cui, per i palati superficiali, non succede nulla...e invece succede un po' di tutto visto che a mio avviso costruire una famiglia è la più grande impresa che uno possa fare. Bravi i due protagonisti, anche quando vengono invecchiati (in maniera abbastanza credibile, contrariamente a quanto di solito succede): la solare Ramazzotti e il serioso Parenti si compensano sia fisicamente che caratterialmente, dando vita a una vera coppia. L'ambinentazione bolognese è come sempre un omaggio d'amore del regista alla sua città, nel 1980 ferita dalla Terribile Strage alla stazione, che compare in un sentito frammento. Una nota di merito, la colonna sonora del recentemente scomparso Riz Ortolani, come sempre superlative. Insomma, una bella fiction di qualità, godibile e appassionante. al limite , l'unico difetto che ho riscontrato è stato quello di lasciare un po' perdere alcuni personaggi inizialmente introdotti come principali, ma a volte questo succede quando si mettono tanti personaggi...
E' morto a Roma a 87 anni Riz Ortolani, a mio avviso uno dei migliori autori italiane di colonne sonore di film e sceneggiati tv; l'ultimo suo lavoro trasmesso proprio in questi giorni, la musica dello sceneggiato di Pupi Avati "Un matrimonio", andato in onda su Rai Uno. Era nato a Pesaro nel 1926, vero nome Rizziero Ortolani, e a 22 anni entrò in Rai come arrangiatore radiofonico per orchestre. Tra i suoi lavori, la colonna sonora del film Mondo Cane" (1961) cin cui vinse un Grammy e che fu candidata all'Oscar come miglior canzone, "Il sorpasso" (1962) di Dino Risi, "Fratello sole, sorella Luna" (1972) di Franco Zeffirelli, "Addio zio Tom2 (1971), "Non si sevizia un paperino" (1972) ,"Teresa la ladra", "Festa di laurea", "Paprika", "Una ragione per vivere e una per morire", i due Kill Bill" "Djanon Unchained", "Bastardi senza gloria" di Tarantino, regista che amava molto questo compositore. Per la tv non si possono non ricordare "La cittadella" (1964), "David Copperfield" (!966), "La fiera delle vanità" (1967), "La freccia nera" (1968), "..E le stelle stanno a guardare" (1970), "I ragazzi di via Panisperna" (1988), "La famiglia Ricordi" (1993", "La Piovra" (1987), "Un matrimonio" (2013). Quelle citate sono solo alcune delle tante splendide musiche che questo autore è stato capace di creare....
Irving Rosenfeld è un truffatore professionista, aiutato dalla bellissima compagna Sydney. Quando i due vengono scoperti e incastrati, l'agente Richard Di Maso li convince ad aiutare l'FBI in una truffa per smascherare politici corrotti e collusi con la mafia. Irving è sperò sposato con Rosalind, una donna volgare e manipolatrice che causerà molti problemi... Comincia molto bene questo 2014 cinematografico: "American Hustle" è un film che mi ha davvero entusiasmato, ben diretto, ben interpretato, look, costumi e colonna sonora anni '70 formidabili...unica cosa, trattando di finanza e simili non sempre sono riuscita a seguire benissimo la trama, ma sostanzialmente il particolare è irrilevante. La storia è avvincente, porta lo spettatore nel mondo delle truffe finanziarie e della malavita collusa con esse come in un grande spettacolo, dove è proprio il caso di dire "non è tutto oro ciò che luccica"; bei vestiti, persone sofisticate o competenti a seconda della situazione, auto di lusso, gioielli, feste....dove però la maggior parte di quello che si vede è solo falsità, apparenza (a cominciare dalle pettinature dei due protagonisti maschili) ma anche crisi, talvolta ricerca di qualcosa di un'affermazione personale o di un qualcosa di più autentico. In tutto questo si muovono personaggi ben caratterizzati con pregi ma sopratutto debolezze che li rendono più simpatici e autentici ma non tolgono loro il fascino e il carisma che comunque emanano; ottimi gli attori, ognuno perfettamente in parte sia fisicamente (menzione a Bale ingrassato e con atroce riportino) che caratterialmente (bravissime le due donne, la stupenda Amy Adams e la volgare ed eccessiva Jennifer Lawrence).
Devo dire che alla fine sono stata contenta per i due protagonisti, anche se mi è dispiaciuto per Carmine, persona comunque sia di buon cuore e animata da buone intenzioni; certo fino all'ultimo sono rimasta incerta su chi avrebbe scelto Sydney tra Richard e Irving, devo dire che tutto sommato a mio avviso ha fatto la scelta migliore. Essendo il film ambientato alla fine degli anni '70, la colonna sonora non poteva essere che ottima,come ottima la fotografia che incornicia ambienti, costumi e personaggi. Insomma questo film p un vero spettacolo per gli occhi!!!!
E' morto a Roma all'età di 98 anni l'attore Arnoldo Foà, personaggio poliedrico (fu anche regista, poeta, doppiatore e pittore) della cultura italiana. Era nato a Ferrara nel 1916 da una famiglia di origine ebraica che, come tutti purtroppo, fu perseguitata durante la guerra: infatti egli stesso fu costretto nel 1938 a lasciare gli studi presso il centro di Cinematografia Sperimentale a causa della promulgazione delle leggi razziali. Gli venne impedito anche di lavorare, cosa che riuscì comunque a fare assumendo nomi d'arte, in varie compagnie teatrali italiane. In quegli anni approda alla radio: fu lui ad annunciare l'armistizio dell'8 settembre nel 1943. alla fine della guerra ricominciò a lavorare in teatro, che nel corso degli anni alternerà al cinema ("Altri tempi" di Alessandro Blasetti, "Totò e Carolina" di Mario Monicelli,"Barabba" di Richard Fletischer, "Borsalino" di Jacques Deray, "Cento giorni a Palermo" di Giuseppe Ferrara, "Asini" di Antonello Grimaldi, "Tutti gli uomini del deficiente" di Paolo Costella, "Gente di Roma" di Ettore Scola, "Il 7 e l'8" di Ficarra e Picone sono solo alcuni dei titoli della lunghissima cinematografia), alla televisione (ricordato sopratutto per il ruolo da cattivo ne "La freccia nera", interpretò anche "Capitan Fracassa", "L'isola del tesoro", "Il giornalino di Gianburrasca", "Le mie prigioni", "I racconti di Padre Brown", "Marcovaldo","Nebbie e delitti", "Il Papa buono", "Ricomincio da me" e molti altri). Come doppiatore prestò la voce a Anthony Quinn, Peter Uustinov, Robert Hossein, Jack Palance e altri, il suo ultimo lavoro in questo campo fu la voce del protagonista del cartone "Up" (2008). Fu apprezzato anche all'estero, dove lavorò tra gli altri con Orson Welles, incise anche alcuni dischi di vario genere entrando nell'Hit Parade con la raccolta delle poesie di Garcia Lorca.