Non so da quanto sia sulla piattaforma, io ho cominciato a seguirla nel 2014-2015 circa, proprio grazie alle recensione in chiave ironica delle celebre trilogia di E. James. All'epoca il canale era strutturato come un "diario" in cui Irene (che all'epoca, se non erro, stava terminando gli studi universitari) parlava dei suoi gusti, dei suoi interessi, faceva video con test e altre cose di questo tipo. Poco dopo cominciò a concentrarsi di più su tematiche che le stavano particolarmente a cuore, ovvero la parità di genere, il femminismo e la lotta per i diritti Lgbtq: per questo iniziò una rubrica denominata "Parità in pillole", che a poco a poco ha soppiantato il vecchio format divenendo la parte quasi esclusiva del canale.
lunedì 23 novembre 2020
Mondo Youtube: Cimdrp
Non so da quanto sia sulla piattaforma, io ho cominciato a seguirla nel 2014-2015 circa, proprio grazie alle recensione in chiave ironica delle celebre trilogia di E. James. All'epoca il canale era strutturato come un "diario" in cui Irene (che all'epoca, se non erro, stava terminando gli studi universitari) parlava dei suoi gusti, dei suoi interessi, faceva video con test e altre cose di questo tipo. Poco dopo cominciò a concentrarsi di più su tematiche che le stavano particolarmente a cuore, ovvero la parità di genere, il femminismo e la lotta per i diritti Lgbtq: per questo iniziò una rubrica denominata "Parità in pillole", che a poco a poco ha soppiantato il vecchio format divenendo la parte quasi esclusiva del canale.
sabato 21 novembre 2020
Gatta Cenerentola, 2017
Regia di Alessandro Rak , Ivan Capiello, Dario Sansone e Marino Guarnieri , con le voci di Massimo Gallo (Salvatore Lo Giusto), Maria Pia Calzone (Angelica Cannarate), Alessandro Gassman (Primo Gemito), Mariano Rigilio (Vittorio Basile), Maria Carla Norall (Mia Basile),
Vittorio Basile è un ricco e ingegnoso armatore: ha ideato e costruito un' enorme nave in grado di registrare e rielaborare in forma di ologrammi qualunque cosa avvenga in essa e chiunque vi metta piede. L'uomo sta lavorando per trasformare il porto di Napoli in un grande polo tecnologico, cosa che porterebbe prosperità e sviluppo alla città.
Basile, che è vedovo e ha una figlia di tre anni, sta per sposare Angelica, anch'essa vedova e madre di sei figli; il giorno delle nozze Salvatore Lo Giusto (detto O'Re), ambizioso trafficante di droga e amante segreto di Angelica, uccide Basile per impossessarsi della nave. La piccola Mia (figlia di Basile) rimane con la matrigna e cresce con lei, che al pari delle proprie figlie la tratta come una serva e la chiamano "Gatta Cenerentola)....
Film di animazione non per bambini e piuttosto insolito nel nostro panorama cinematografico, ha un chiaro rimando alla versione originale italiana della celeberrima fiaba di Perrault, scritta da Gianbattista Basile.
La storia è ambientata a Napoli in un'epoca indefinita ma comunque moderna, e inizia il giorno del matrimonio dell'armatore Vittorio Basile (omaggio all'autore teatrale) con la giovane e bella Angelica, che da subito vediamo non troppo felice di queste nozze nonostante il promesso sposo sia un uomo amabile oltrechè ricco: entrambi sono vedovi con dei figli a carico, la piccola Mia di tre anni per Vittorio e Anna, Sofia, Barbara, Luigi, Luisa e Carmen (ma come ha fatto ad averne così tanti vista l'età?!) per Angelica.
Il motivo dell'infelicità della donna lo capiamo poco dopo: lei in realtà è innamorata di O'Re, scaltro mafiosetto travestito da faccendiere che la usa come pedina per fare andare in porto il suo piano: assassinare Basile e impossessarsi della nave supertecnologica da egli costruita ( in grado di registrare qualunque cosa accada al suo interno e di riprodurla poi tramite ologrammi) in modo da poterne ricavare fama e sopratutto soldi.
martedì 17 novembre 2020
L'allieva, 2016
Ideata da Peter Exacoustos, con Alessandra Mastronardi (Alice Allevi), Lino Guanciale (Claudio Conforti), Dario Aita (Arthur Malcomess),Jun Ichikawa (Yuckino Nakahma),Anna Dalton (Cordelia Malcomess), Martina Stella (Ambra Negri Della Valle),FRancesca Agostini (Lara Proietti),Marzia Ubaldi (nonna Amalia), Ray Lovelock (Paul Malcomess).
Alice Allevi è una studentessa di Medicina indecisa sul proprio futuro. Avendo contribuito a risolvere il caso dell'omicidio della badante di sua nonna, decide di intraprendere il percorso di Medicina Legale, per cercare di dare voce a chi non ce l'ha più....
Altra serie tv che ho recuperato durante il primo lockdown, tratta dalla serie di romanzi di Alessia Gazzola. Non mi sono particolarmente appassionata ma l'ho trovato comunque un prodotto gradevole leggero e simpatico, così come del resto i due libri che ho letto.
Certo il personaggio della protagonista Alice rispecchia un po' il clichè della "ragazza della porta accanto" semplice, simpatica e anche goffa che però possiede straordinarie doti di un qualche tipo e che oltretutto riesce a fare strage di cuori conquistando gli esemplari maschili ritenuti più "difficili" o abituati a ben altri tipi di conquiste, però in questo caso la cosa non risulta fastidiosa, forse anche per la simpatia della Mastronardi che in questo caso si adatta perfettamente al personaggio che interpreta.
Come da trama Alice è una studentessa di Medicina come tante, indecisa sul percorso da intraprendere per la propria specializzazione: l'omicidio della badante di sua nonna, avvenuto nel primo episodio e nella cui risoluzione gioca un ruolo importante scoprendo di avere insospettabili doti intuitive e investigative, le serve per decidere di scegliere la medicina legale. La strada è tutta in salita dato che da subito si deve scontrare con un ambiente dove dominano la Wally, un prof. superesigente e arcigna (almeno all'apparenza), il giovane dottor Conforti, affascinante e irritante allo stesso tempo e il Supremo, direttore dell'ateneo e padre (ma questo Alice lo scoprirà in seguito) di Arthur. il ragazzo con cui ha una relazione a distanza in quanto impegnato a inseguire in giro per il mondo la propria carriera da giornalista.
Gli episodi sono più o meno strutturati tutti nello stesso modo, classico, e le vicende personali di Alice si alternano (e a volte intrecciano) con i vari casi di cui la ragazza viene chiamata a occuparsi proprio in aiuto della polizia: la drammaticità di questi ultimi si alterna quindi alla leggerezza delle vicende della protagonista sulle quali, anche quando sono serie, non viene mai calcata la mano in modo particolarmente intenso, il che non è una cosa del tutto negativa in questo caso anche se il rischio "superficialità" è sempre dietro l'angolo.
Ad Alice fanno da contorno vari personaggi: l'amica e coinquilina giapponese Yukino, il fratello Marco, l'affettuosa nonna Amalia, l'amica Lara, la snob collega Ambra, il già nominato Arthur, tutti con il loro carattere, la loro storia, anch'essi non particolarmente approfonditi a mio avviso e con alcune dinamiche interprersonali che a volte sembrano scorrere troppo veloci per essere credibili (penso al fidanzamento tra Yukino e Marco) ma nemmeno troppo superficiali. Tutti gradevoli e che attenuano la pesantezza di casi a volte veramente drammatici con temi spesso purtroppo di attualità quali bullismo, femminicidio, droga e altro. Certo non ho potuto non notare la superficialità con cui è stato liquidato l'episodio di bullismo di cui la stessa Alice è rimasta vittima, unica cosa che mi ha fatto veramente storcere il naso.
Insomma nulla di particolarmente speciale ma comunque un prodotto gradevole e non così pesante come altri del suo genere.
Pare che quest'anno fosse in lavorazione la terza stagione della serie, le cui riprese sono state interrotte a causa della pandemìa in corso, ma se non ho capito male le stavano terminando prima del nuovo lockdown....
sabato 14 novembre 2020
Forrest Gump, 1994
Regia di Robert Zemeckis, con Tom Hanks (forrest Gump), Robin Wright (Jenny), Sally Field (signora Gump ) Gary Snise (Tenente Dan), Mykelti Williamson (Buba).
Alla fermata dell'autobus, Forrest Gump racconta la storia della sua vita ad ascoltatori occasionali.
Nato in Alabama e figlio di una madre single, fin da piccolo Forrest a causa di un lieve ritardo mentale ha dovuto fare i conti con i bulli che tormentavano lui e l sua migliore amica Jenny; per reazione (e quasi per caso) ha cominciato a sviluppare altre abilità fisiche ed emotive che li porteranno ne corso della sua vita ad essere alla ribalta pur senza cercarlo veramente. Sopravvive al Vietnam e in ricordo dell'amico morto Buba riesce a fondare un impero sulla pesca dei gamberi, vivrà varie vicissitudini prima di ritrovare Jenny....
Spulciando il blog mi sono accorta che nel passaggio da Splinder a Blogger nel 2011 sono andati perse numerose recensioni, cosa di cui mi accorgo solo ora.
E quindi ora mi tocca rimediare con pazienza, cominciando da uno dei miei film favoriti che non poteva assolutamente non essere presente su questo blog e che tra l'altro quest'anno compie 25 anni.
A mio parere Forrest Gump è uno dei film che ha più segnato la mia generazione e il cinema degli anni '90, basti pensare a come alcune frasi pronunciate nel film (prima fra tutte il celeberrimo "La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita") siano entrate nel linguaggio comune o alle citazioni che ha a sua volta avuto in tanti film.
domenica 8 novembre 2020
Peter Pan, 1924
Regia di Herbert Brenon, con Betty Bronson (Peter Pan), Mary Brian (Wendy), Jack Murphy (John),Philippe De Lacy (Michael), Virginia Brown (Campanellino), Ernest Torrance (Capitan Uncino), Anna May Wong (Giglio Tigrato),Eward Kipling (Spugna).
Non so se gli altri attori bambini avessero già qualche esperienza di recitazione alle spalle (forse solo la Bronson e l'attrice che interpreta Wendy), ma in ogni caso li ho trovati veramente bravi e incisivi nei loro ruoli, un gruppetto molto ben assortito che non sfigura affatto a confronto con gli attori adulti; tra i quali credo che all'epoca il più noto fosse Ernest Torrance, un Capitan Uncino che dà veramente un'impressione di cattiveria ed è irredimibile. Una menzione speciale per George , l'attore che "interpreta" il cane Nana: travestito in un comune (e un poco inquietante a mio avviso) costume da cane, riesce comunque a dare una personalità al personaggio non limitandosi al semplice "fare il cane".
giovedì 5 novembre 2020
30 caffè per innamorarsi (Brimming with love ). 2018
Regia di W.D. Hogan , con Kelsey Asbille (Allie Morgan ), Jonhatan Keltz (Sam Jenson ), George Newbern (Addison Rickford ), Alexandra Metz (Mia).
Allie è una giovane giornalista che sogna di diventare reporter per il giornale presso cui lavora. L'occasione sembra presentarsi quando la ragazza viene a conoscenza di un bar il cui proprietario, Sam, si vanta di essere arrivato alla conclusione- dopo tanti anni di lavoro- che ai suoi clienti in cerca d'amore debbano berne al massimo trenta per conoscere qualcuno ed innamorarsi....
Un simpatica commediola sentimentale vista durante la quarantena, niente di particolare o di originale ma di questi tempi bui va bene tutto per alleggerirsi l'animo.
I personaggi sono simpatici ma non particolarmente approfonditi e anzi un po' stereotipati: abbiamo la giovane che non crede più nell'amore dopo una brutta delusione e si è concentrata sulla carriera, i due colleghi che non si possono vedere che vengono messi a lavorare assieme ad un progetto (e come finirà lo intuiamo praticamente subito), il ragazzo sensibile che capisce perfettamente gli altri ma che quando si tratta dei suoi, di sentimenti, è una adorabile frana....insomma le solite cose, ma in questo caso il mi che ne esce è comunque carino, anche se la sottotrama riguardante i due giovani dipendenti del locale se la poteva pure risparmiare tanto è inutile.
La location è molto carina così come l'idea degli incontri a base di caffè per trovare l'anima gemella. Forse si poteva fare un piccolo sforzo in più per approfondire la figura del nonno dato che, a differenza di quelle dei due dipendenti di cui sopra, ha una maggiore importanza all'interno della storia, però da un prodotto di questo tipo non ci si può aspettare più di tanto.
lunedì 2 novembre 2020
Gigi Proietti
Neanche il tempo di finire di scrivere l'ultima frase del post precedente, ovvero "E pensare che questo disastroso 2020 non è ancora finito......!" che un altro lutto colpisce noi cinefili: nel giorno del suo 80mo compleanno è morto anche Gigi Proietti, uno dei più grandi attori e doppiatori italiani, un artista istrionico e completo amato da varie generazioni, consdierato uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano.
Era nato a Roma nel 1940 e fin da bambino mostrò di possedere doti artistiche particolari, dato che imparò a suonare vari strumenti musicali e cominciò a esibirsi in feste e nei bar locali. Debuttò al cinema nel 1964 con "SE permettete parliamo di donne", e da allora alternò sempre a carriera cinematografica con quella teatrale e televisiva.
Tra i suoi film ricordiamo "Brancaleone alle crociate" (1970), "Meo Patacca" (1962), "L'eredità Ferramonti" e "Febbre da cavallo" (1976), "Mi faccia causa" (1984), "Un'estate al mare" (2008), "Pinocchio" 82019).
A questi aggiungiamo la grande interpretazione come doppiatore del Genio di "Aladin", e come voce di Rocky. E come dimenticare il mitico Maresciallo Rocca, che certamente non ha bisogno di presentazione?
La carriera di questo grande attore è stata veramente molto ricca e significativa per la cultura italiana.
E insomma speriamo che basta eh!












