venerdì 17 luglio 2015

Lincoln,2012

 Regia di Steven Spielberg , con Daniel Day Lewis (Abramo Lincoln), Sally Field (Mary Todd Lincoln),Joseph Gordon Lewitt (Robert Lincoln), Tommy Lee Jones (Taddeus  Stevens), James Spader (William Nibo).

Storia di Abramo Lincoln dai tempi della Guerra di secessione  in poi.


E finalmente, dopo vari ripensamenti (i film storici sono belli, ma spesso hanno il difettuccio di essere troppo prolissi riguardo a questioni politiche e quindi ad avere la tendenza a diventare noiosi) ho visto questo celebrato film che tanto successo ha avuto di critica e pubblico, tanto da meritarsi   nominations all’Oscar (vincendo solo quella per l’attore protagonista).
Come film merita di sicuro: è preciso, accurato nelle ricostruzioni, nei costumi, nelle scene di battaglia, nel caratterizzare i vari personaggi, ovviamente si concentra in modo particolare sul protagonista, figura che catalizza l’interesse dello spettatore, sulla dimensione di un Lincoln marito e padre, oltreche presidente degli Stati Uniti; leader amato e osannato ma che sa mantenere giustizia e umanità anche nei confronti di ribelli e nemici.
Notevole l’interpretazione del protagonista (Oscar quindi quasi scontato), ma anche dei comprimari.


Purtroppo però il difetto di cui parlavo sopra ogni tanto si fa sentire, non spessissimo e non in modo da indurre lo spettatore alla sonnolenza, ma a qualcuno potrebbe esserne comunque infastidito.
Tutto sommato ve lo consiglio.






giovedì 16 luglio 2015

Sergio Sollima

Anche stavolta notizia vecchia di almeno una settimana...è morto a Roma all'età di 94 anni il regista Sergio Sollima.
Nato nel 1921, dopo essersi diplomato al "Centro Sperimentale di Cinematografia" di Roma svolse l'attività di critico cinematografico; al cinema esordì negli anni '50 come assistente alla regia e successivamente negli anni '60 cimentandosi con il genere "spaghetti western"; durante gli anni '70 acquistò grande notorietà con gli scenggiati tv, tra cui il famosissimo "Sandokan", poi "Il corsaro nero" e "I misteri della jungla nera".



martedì 14 luglio 2015

Cenerentola (Cinderella), 2015




Regia di Kenneth Branagh, con Lily James (Ella/Cenerentola), Cate Blanchett (Lady Tremaine),Richard Madden (Kit/Il Principe),Holiday Granger (Anastasia),Sophie McShera (Genoveffa),Helena Bonham Carter (Fata Madrina).



Ella è una bambina che vive felicemente con i genitori nella loro casa di campagna; purtroppo la mamma si ammala e muore, e qualche anno dopo il pdre si risposa con una ricca vedova a sua volta con due figlie,Anastasia e Genoveffa. Le tre donne prendono da subito in antipatia Ella e quando il padre muore la relegano in soffitta a fare la sguattera, con l'unica compagnia di topolini e animaletti vari.
Un giorno durante una passeggiata nel bosco incontra un giovane che dice di essere un apprendista che lavora al Palazzo Reale; casualmente proprio quel giorno ogni ragazza in età da marito viene invitata al ballo che il Re darà di lì a poco in onore del proprio figlio, il Principe. Ella vorrebbe andare per rivedere il ragazzo incontrato nel bosco, ma la matrigna non è dello stesso parere....





La moda delle fiabe più o meno rivisitate non accenna a diminuire: questa volta tocca alla già super- rifatta in mille salse Cenerentola riapparire sullo schermo con una nuova versione, che in realtà è perlopiù la versione "umanizzata" del classico Disney, con tanto di topolini e animali amici della protagonista.
Rispetto al film di riferimento viene aggiunto un prologo in cui viene mostrata la felice vita di Ella e della sua famiglia prima della morte della mamma, una donna speciale che credeva nelle fate e che morendo lascia alla figlia l'insegnamento giusto per avere successo nella vita: "sii gentile e abbi coraggio". Un po' stucchevole a dire la verità, eh, ma pazienza, in questo periodo di magrezza anche culturale e di perdita di valori ed educazione ben venga un film in cui si vuole propagandare un qualsivoglia valore positivo.  

Per il resto, un bel film con buoni attori (molto brava Cate Blanchett che riesce a dare la versione di una matrigna cattiva e acida ma con qualche punta di umanità che in almeno due situazioni ci fanno capire qualcosa più di lei, molto Carina la protagonista anche se un filino troppo paziente visto le angherie che subisce), personaggi che talvolta vincono il confronto con l'originale cartoon (il Principe, con una parte più attiva e meno marionetta) e talvolta no (Anastasia e Genoveffa, più belle rispetto alla loro versione animata ma peggio vestite, dato che sembrano avvolte nella carta da pacchi), una scenografia (del Premio Oscar Dante Ferretti) che punta a ricostruire una versione idilliaca della vita in campagna, degna dell'Alfieri, ma che talvolta esagera strabordando in vestiti e arredamenti Kitchs ( a parte il bellissimo vestito da ballo di Cenerentola).
Due cose che ho molto maldigerito sono state la trasformazione del Granduca Monocolao, uno dei personaggi più simpatici del cartone, in un cattivo, e la Kitchissima fata Madrina interpretata da una sempre più Kitch Helena Bonham Carter (che non ho mai apprezzato molto e che comincia a stufarmi).Ma nella vita non si può avere tutto, figuriamoci al cinema.....





venerdì 10 luglio 2015

Omar Sharif

E' morto a 83 anni nella sua casa de Il Cairo l'attore egiziano Omar Sharif, da tempo malato di Alzheimer.
Nato ad Alessandria D'Egitto, vero nome Michel Demitri Shalub, nel 1932,aveva iniziato la carriera negli anni '50 nel cinema egiziano per poi approdare a Hollywood e ottenere il primo grande successo nel 1962 con "Lawrence D'Arabia" a fianco di Peter O'Toole; la sua fama però è sempre stata legata al personaggio interpretato qualche anno dopo, nel 1966, nel film "Il dottor Zivago", kolossal tratto dal romanzo di Boris Pasternak, in cui interpretava appunto il protagonista Yuri Zivago. Da allora, nonostante uan carriera di tutto rispetto ("Mayerling"-1968, c'era una volta" di Francesco rosi accanto a Sofia Loren, "Funny lady"- 1975, "Il seme del tamarindo"-1974, "Monsieur Hibrahim e i fiori del Corano"-2003 e per ultimo l'italiano "Un castello in Italia" nel 2013), la sua fama fu sempre legata al film che gli fece vincere il golden Globe come miglior attore, mentre con "Lawerence D'Arabia"ottenne una nomination agli Oscar e con "Monsieur Hibrahim" vinse il prmio come migliore attore alla mostra del cinema di Venezia del 2003.
Al cinema ha affiancato anche una buona carriera televisiva, principalmente in sceneggiati storici o tratti da romanzi.
Non tutti sanno che è stato anche uno dei massimi campioni di bridge al mondo,scrivendo vari libri sull'argomento.







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James Horner

La notizia è vecchia ma tra Beatles in Italia, fine scuola, ,malessere da caldo africano, amica problematica cui correre dietro me l'ero dimenticata...rimedio ora.
Il 22 giugno è morto a causa di un incidente avvenuto mentre pilotava il suo elicottero James Horner, famoso compositore di colonne sonore, tra cui "Alien", "Alla ricerca della valle incantata", "Casper", "Balto","Braveheart- Cuore impavido", "Apollo 13", "Titanic" (la più nota), "La maschera di Zorro", "A beautiful mind" , "Avatar", "La casa di sabbia e nebbia", "The Amazing Spiderman" e molte altre.
PEr la colonna sonora di "Titanic" e la canzone "My heart will go gon" cantata da Celine Dion nel 1998 aveva vinto il Premio Oscar, anche se aveva già avuto la nomination per le colonne sonore di "Apollo 13" e "Braveheart", e in seguito fu nominato anche per "Avatar".





mercoledì 8 luglio 2015

Torno indietro e cambio vita, 2015


Regia di  Carlo ed Enrico Vanzina , con Raoul Bova (Marco), Giulia Michelini (Giulia),Ricky Memphis (Claudio),Max Tortora (padre di Marco),Paola minaccioni (madre di Claudio).




Il 43enne Marco è felicemente sposato con Giulia, conosciuta al liceo; ma proprio mentre si apprestano a festeggiare il 25mo anniversario, lei lo lascia per un'altro. Mentre Marco si sfoga con l'amico     , esprime il desiderio di poter tornare indietro nel tempo per poter cambiare tutto.
Come per magia, i due si ritrovano davvero nel 1990: ne approfittano così per cercare di cambiare il corso delle loro esistenze, in particolare Marco ne approfitterà per fare in modo di non findanzarsi con Giulia...




Il tema della persona adulta e disillusa che improvvisamente si  ritrova indietro di vent'anni e tenta di cambiare la propria storia nel cinema non è certo nuovo, e questo film quindi - per quanto gradevole-non aggiunge nulla al messaggio di solito lanciato da questo filone.
Non è la prima volta che i Vanzina si cimentano con a tematica stile "Ritorno al futuro", lo avevano già fatto con "A spasso nel tempo" e con "Il cielo in una stanza": anche qui assistiamo prima di tutto ai bilanci che il cambiamento di epoca intercorso inevitabilmente ha portato, molto più grosso che in altre epoche: chi, come me, è sopra i trenta, ricorderà con nostalgia i tempi in cui per trovare un indirizzo dovevi cercare sulle Pagine Gialle, o in cui se volevi telefonare al ragazzo o ragazza che ti piaceva dovevi fare il numero di casa rischiando di beccare con i genitori, visto che cellulari e Internet non c'erano; oppure si ricorderanno anche gli improbabili look giovanili, i cantanti e personaggi tv...diciamo che la tecnologia ha fatto la parte del leone nel cambiamento di rapporti interpersonali, ognuno poi può interpretare tutto ciò come vuole (io, in negativo).
Forse si poteva approfondire un po' di più ma si è invece preferito lasciare i vari spunti suggeriti dai cambiamenti sulla superficie per concentrarsi un po' di più sulle dinamiche tra i personaggi, e sopratutto sui tentativi di chi, tornando indietro mantenendo il senno dell'età adulta, cerca di evitare i dispiaceri della vita e nella fattispecie, una forte delusione sentimentale; scoprendo però che i desideri potrebbero pure avverarsi anche se alla fin fine, tornando nel presente, si rischia pure di tornare al punto di prima.
Film comunque gradevole anche se ho avuto qualche perplessità nel finale, con attori in parte e simpatici, anche se ho trovato improbabile la coppia Bova-Michelini, e un po' triste la vicenda della mamma alcolizzata di Ricky Memphis. Adatto per una serata di svago e pochi pensieri.




domenica 28 giugno 2015

It was 50 years ago today...i Beatles in Italia!

Come forse molti di noi sapranno questa settimana è caduta una ricorrenza molto importante per noi Beatlesiani d'Italia, in un annp che vece già tre ricorrenze beatlesiane  (I 50 anni del film "Help!" e i 50 della canzone "Yesterday", la più famosa dei Fab Four): Il 23 giugno 1965 i Beatles arrivarono infatti in Italia per la prima e unica volta per una tournee (organizzata dall'impresario Leo Watcher) che comprese due concerti a Milano, due a Genova e due a Roma.
A Milano, la prima tappa (dove i Beatles arrivarono in treno alla Stazione Centrale dalla Francia, dove li aspettavano i fan in delirio che però rimasero delusi, in quanto il treno, per evitare possibili problemi dovuti proprio all'assembramento di persone, venne deviato su un binario diverso da quello previsto) i Fab si esibirono al Velodromo Vigorelli: lo spettacolo pomeridiano registrò 7000 spettatori e quello serale 20000 (su 22.000 posti disponibili).
Il gruppo era accompagnato dai supporters italiani: Peppino Di Capri, Fausto Leali, Guidone, i New Dada e le Ombre, che si esibivano nella prima parte del concerto, poi arrivavano i Beatles, che presentavano le canzoni in italiano e la cui esibizione durava circa 35 minuti.
A Milano i Beatles fecero molte foto sul Duomo e, una volta finiti i concerti, approfittarono dell'anonimato della notte per visitare la città, cosa che di giorno non avrebbero potuto fare per non essere riconosciuti dalla folla.


Dopo Milano il gruppo partì in auto alla volta di Genova, dove si tennero due concerti al Palasport, in cui si presentarono appena 7000 spettatori  e 3500 persone a quello pomeridiano (su 25.000 posti!).
Nel tempo libero (di notte) George Harrison decise di farsi un tuffo in mare mentre i compagni giravano per locali.
Dopo Genova, ecco i quattro arrivare nella Capitale, al Teatro Adriano; qui, mescolati tra la folla, anche spettatori famosi come Anna Magnani assieme al figlio Luca, Catherine Spaak e  due giovanissimi Carlo Verdone e Teo Teocoli.
Il programma di ogni concerto era questo: "Twist And Shout, She's A Woman, I'm A Loser,Can't Buy Me Love, Baby's In Black, I Wanna Be Your Man, A Hand Day's Night, Everybody's Trying To Be My Baby, Rock And Roll Music, I Feel Fine, Ticket To Ride, Long Tall Sally.
Per quanto oggi possa sembrare incredibile, esiste poco o nulla a livello ufficiale riguardo all'evento: la Rai snobbò i Beatles, facendo solo un piccolo servizio mandato in onda la sera tardi a cura di Gianni Minà, perchè il direttore Rai dell'epoca considerava il gruppo "un fenomeno che sicuramente non durerà". Molto più duri furono alcuni giornali: "Il Messaggero" li definì "un gruppo di capelloni sporchi e invasati" e un'altro giornale (di cui non ricordo il titolo): "Quattro deficienti".
Non ci furono molti spettatori,durante la tournee italiana: chissà perchè? Eppure già all'epoca in Beatles in Italia erano amati e seguiti da tantissima gente....