domenica 17 maggio 2026

Il diavolo veste Prada 2 (The devil wears Prada 2), 2026

 


Regia di  David Frankel , con Meryl Streep (Miranda Priestley), Anne Hathaway (Andy Sachs), Stanley Tucci (Nigel Kipling ), Emily Blount (Emily Charlton ), Lucy Liu (Sasha Barnes), Justin Theroux (Benji Barnes). 


New York : dopo vent'anni Andy Sachs ha realizzato il suo sogno di diventare una giornalista "impegnata", peccato che proprio durante una premiazione lei e i suoi collaboratori vengono licenziati in tronco . Delusa Andy approfitta del suo discorso di ringraziamento pe ribadire l'importanza del giornalismo "dal vivo" e della comunicazione tra persone. 

Il discorso diventa virale e Andy viene reclutata da Irvin Ravitz per fare da "feauters editor"    per "Runaway", la rivista dove la donna aveva lavorato come assistente venti anni prima, e che ora sta affrontando una doppia crisi, dovuta non solo alla crisi editoriale che colpisce tutto il mondo della stampa, ma anche a una dichiarazione di Miranda Priestly che, distrattamente, ha elogiato un marchio di "fast fashion"; la sua dichiarazione, diventata virale, l'ha messa praticamente alla gogna mediatica e con lei tutta la rivista

Andy torna così a lavorare con Miranda e Nigel, scoprendo che l'altra assistente Emily ha fatto carriera come brand manager. Grazie ad un articolo di Andy la situazione si risolleva un po', ma non basta: occorre fare i conti con i social....



Attesissimo seguito de "Il diavolo veste Prada", l'ho visto senza grandi aspettative visto che per me il primo film aveva concluso il proprio arco narrativo e ancora adesso va benone così. Come prevedibile, non mi è piaciuto molto. 

Ammetto che forse la mia visione amareggiata di come è cambiato il mondo in questi venti anni può avermi influenzato non poco, ma ho trovato questo film piuttosto triste. 

Abbiamo in pratica una riproposizione attualizzata delle dinamiche del primo film in un ambiente totalmente cambiato a causa dell'avvento dei social, con conseguente crisi dell'editoria, in un mondo della moda che pare non abbia più molto da dire, effettivamente. A mio avviso il pregio più grosso del film è, pe gli spettatori, rivedere i personaggi amati  e forse, nel finale (scusate lo spoiler) la nascita dell'amicizia tra Emily e Andy. Ma più di questo stop. 


Miranda è una vecchia tigre ormai sdentata, che nessuno teme più e di cui tutti aspettano la dipartita (lavorativa) per prenderne il posto: sempre talentuosa, anzi molto più delle nuove leve, sempre visionaria, sempre pungente e consapevole, ma tutto ciò nel mondo di oggi sembra non bastare più. Andy è riuscita a diventare una giornalista "impegnata", ma anche per lei il suo talento, gli articoli importanti, veritieri ecc non bastano, dato ch viene licenziata via mail e che, oltretutto, sembra non guadagnare nemmeno abbastanza per permettersi un appartamento decente. Nigel, dopo essere stato gabbato nel primo film, non riesce a staccarsi da Miranda (forse anche per motivi affettivi, dopo tanti anni) e a brillare di luce propria come meriterebbe, consapevole che ormai il suo treno è passato inutilmente. Emily, talentuosa e ambiziosa, non riesce a farsi strada comunque se non sfruttando un compagno miliardario e cercando d fregare Miranda. 

Anche sul lato affettivo, a mio avviso la tristezza impera: Miranda è una vecchia sola che deve accontentarsi di un ganimede insignificante (un Kenneth Branagh totalmente fuori posto), Andy è sola e il suo nuovo interesse amoroso inutile, così come Nigel e l'amica di Andy dal primo film. Tutti però dediti al lavoro. Certamente nel 2026 non è obbligatorio sposarsi, certamente è giusto che chi lo desidera si dedichi alla carriera ma.... ecco, è una delle tante derive narrative che a me non piacciono. 

Non fanno eccezione le parti tecniche: fotografia piatta e grigia, interni idem, costumi certamente non accattivanti come nel primo film. Niente, non ci siamo. 




sabato 9 maggio 2026

Le libere donne, 2026

 


Regia di Michele Soavi, con Lino Guanciale ( Mario Tobino), Grace Kicaj (Margherita Lenzi), Gaia Messerklinger (Paola Levi), Fabrizio Biggio (Guido Anselmi), Irene Muscara (Lella).


1944: Mario Tobino è un giovane psichiatra, da poco arrivato all'ospedale psichiatrico femminile di Magliano, dove cerca di instaurare con le pazienti un rapporto umano basato su teorie innovative che cercano di restituire dignità e ascolto alle ricoverate. Questo gli causa qualche problema con alcuni colleghi conservatori, anche se il primario è bendiposto nei suoi confronti condividendone in linea di massima l'operato. 

Tra le pazienti c'è Margherita, una giovane donne mandata lì a causa del cattivo rapporto con marito, suocera e cognate; dubitando della sua follia, Tobino cerca di venire a capo della sua storia....




Più che "liberamente ispirato", bisognerebbe dire "mooooooolto liberamente ispirato" al romanzo "Le libere donne di Magliano" di Mario Tobino ( ), tant'è vero che hanno troncato pure il titolo della fiction; e la cosa come spesso accade non è di mio gradimento. 

Come ho spesso detto, capisco che la trasposizione di un'opera letteraria debba necessariamente differenziarsi dal testo per alcuni aspetti, ma stravolgere totalmente la storia (e relativo significato) per farne una fanfiction anche no, grazie. Può funzionare magari per un prodotto come "Sandokan", ma in questo caso abbiamo un tema serio e doloroso, la vita delle donne in un manicomio femminile degli anni '40, e un'operazione di questo tipo  stravolge totalmente il senso della storia concentrando l'attenzione, piuttosto che sulla condizione delle donne nei manicomi dell'epoca, sull'eterna lotta tra nazifascisti e antifascisti; tema importantissimo e sempre doveroso raccontarlo, per carità, ma comunque visto e stravisto in tutte le salse possibili e immaginabili, per una volta si poteva pure tralasciarlo.



Difatti in questo caso le problematiche delle pazienti, del personale  e delle cure dell'epoca per i cosiddetti disturbi mentali (che spesso non lo erano) finiscono per fare da sfondo ad una banale "spy story" di lotta contro i nazisti e alla solita ancora più banale e ridicola storia "d'amore" tra il medico e la paziente bella e tormentata, chiusa in manicomio perchè vittima di un complotto familiare che il medico cercherà di smascherare (ma non fa la stessa cosa per le altre pazienti, pur interessandosi di loro). Per non parlare della puntata finale, che scade rovinosamente nel grottesco e diventa quasi inguardabile.

Mi spiace per gli attori, bravi e che la loro parte la fanno: un plauso in particolare a tutte le attrici che hanno interpretato i ruoli delle varie pazienti: ruoli scomodi, difficili, sofferti, donne spesso vittime di abusi e maltrattamenti che avrebbero avuto bisogno di essere aiutate in tutt'altro modo e che invece venivano rinchiuse in luoghi dove finivano per rimanervi a vita. Donne con sentimenti, vite interiori, e nonostante tutto desideri, che cercano di costruire una loro normalità in un contesto terribile. 




venerdì 1 maggio 2026

Colpevole d'innocenza (Double jeopardy ), 1999

 


Regia di Bruce Beresford , con Ashley Judd (Libby ), Tommy Lee Jones ( Travis Lehman ), Bruce Greenwood (Nick Parsons), Annabeth Gish (Angela Green). 


Durante un week end romantico in barca a vela assieme al marito Nick, la ricca casalinga Libby si risveglia coperta di sangue, con un coltello in mano e senza alcuna traccia del consorte: l'accusa e successiva cndanna per omicidio sono inevitabili, nonostante la donna si professi disperatamente innocente. Il piccolo Matty, figlio della coppia, viene affidato da Libby a Angie, la migliore amica, che per un po' di tempo mantiene i contatti, ma dopo qualche tempo improvvisamente li interrompe senza un perchè.

Cercando di capre cosa sia accaduto Libby viene a conoscenza di una sconvolgente verit: Nick in realtà è vivo e vegeto.....



Ho rivisto di recente questo film di fine anni '90, un buon thriller anche se con una trama non proprio originale e con qualche  trovata improbabile. La storia dell'innocente vittima di un complotto che riesce a vendicarsi grazie al "Double jeopardy" del titolo originale (ovvero, quella legge secondo cui non si può essere processati due volte per lo stesso reato) è un classico del thriller americano, ma possiam dire che il film regge grazie principalmente a un buon ritmo narrativo che incuriosisce abbastanza lo spettatore da tenerlo incollato allo schermo chiedendosi come andrà a finire la storia. 

Buone le interpretazioni dei due protagonisti, Ashley Judd nel ruolo della protagonista, un'ingenua casalinga che passa da una vita di ricchezza all'incubo peggiore, e Tommy Lee Jones nel ruolo del poliziotto burbero e segnato da dolori privati, inizialmente diffidente ma che poi accetta di aiutare la protagonista. 



venerdì 24 aprile 2026

.... che Dio perdona a tutti, 2026


 Regia di Pif, con Pif (Arturo), Giusy Buscemi (Flora), Carlos Hipolito (Papa Francesco), Francesco Scianna (Tommaso)


Arturo, agente immobiliare quasi ateo a con la passione dei dolci siciliani, si innamora di Flora, giovane pasticciera specializzata proprio in cannoli, cassate, iris alla ricotta & Co. Unico problema, la giovane donna è cattolica praticante, e tiene molto alla sua fede. Mentre pensa al da farsi, Arturo trova un aiuto insperato: Papa Francesco in persona gli appare con consigli e suggerimenti per diventare un buon cristiano.....


Tratto dall'omonimo libro (2018) di Pif, una gradevole commedia che affronta un tema niente affatto banale, a mio avviso: cosa significa essere un buon cristiano nella società odierna. 

Pur non essendo atea, non sono molto religiosa  e non frequento la chiesa, come molti al giorno d'oggi: tuttavia non ho quel rancore che molti hanno nei confronti dei cattolici e della fede. Ho quindi apprezzato questo film prima di tutto per come racconta in modo veritiero l'incoerenza di molti cattolici, la difficoltà di esserlo e anche di interpretare insegnamenti di duemila anni fa. Il simpatico Arturo (a proposito, ho notato che nei suoi film i protagonisti si chiamano sempre "Arturo"e "Flora", chissà perchè? Probabilmente sono due nomi a lui cari per qualche motivo) non sembra avere particolari qualità a parte una: la sua passione per i dolci che lo rende istintivamente un esperto nell'arte dolciaria. Per lui, i dolci sono come una colonna sonora della sua vita, e sinceramente ho invidiato il suo essere magro come un chiodo nonostante la quantità di dolci sbafati durante la durata della pellicola, oltre alla forza del suo apparato digerente nel sopportare tutto ciò. Ma quando si innamora ce la mette veramente tutta per conquistare la donna amata, la pasticcera Flora, che sarebbe proprio l'ideale per lui se non fosse per un particolare: è una cattolica praticante e molto religiosa, contrariamente ad Arturo che ha pregato per l'ultima volta 40 anni prima, in occasione dei Mondiali dell'82. 


Per conquistarla Arturo arriva a fingersi talmente devoto da accettare di rappresentare Gesù in una via Crucis che si rivelerà tragicomica e che sopratutto rivelerà l'inganno: ma in soccorso di Arturo arriva una guida spirituale molto particolare: Papa Francesco, che inizialmente il protagonista scambia per una visione allucinogena provocata da un indigestione di 35 "sciù". Il Pontefice consegna ad Arturo un Vangelo dicendogli che contiene tutto qunto occorre per essere un buon cristiano. Certo, dopo questa parte si può facilmente intuire dove si andrà a parare: l'ipocrisia m spesso anche la fatica (per chi ne è veramente intenzionato) di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù penso siano noti a tutti, piuttosto ho notato che a questo punto il film si perde un po' e la storia comincia a essere "tirata via", come se l'autore in realtà non sapesse davvero come concludere il tutto. 

Tutto ciò non ha inficiato la visione del film, in cui le scen migliori sono sicuramente le interazioni tr Arturo e Papa Francesco (non viene mai specificato il nome ma si capisce perfettamente che sia lui). 







domenica 12 aprile 2026

Mario Adorf

 E' morto all'età di 95 anni l'attore Mario Adorf.

Nato a Zurigo nel 1930, esordì al cinema nel 1954 con "8/15"; tra i suoi film ricordiamo: "La spia del secolo" (1960), "A cavallo della tigre" (1951), "La visita" (1963), "Dieci piccoli indiani" (1965), "Io la conoscevo bene" ( ), " Operazione San Gennaro" ( ), "Questi fantasmi" ( ), "L'uccello dalle piume di cristallo" (1970), "Milano calibro 9" (1972), "Il delitto Matteotti" (1973), "State buoni se potete" (1983), "I ragazzi di via Panisperna" (1988), "FRancesco" (1989), "Il piccolo lord" (1996), "Il senso di Smilla per la neve" (1997). 

In tv ricordiamo: "Le avventure di Pinocchio" (1973), "Marco Polo" (1982), "Mino il piccolo alpino" (1986), ""La piovra 4" (1989), "Fantaghirò" (1991), "Vola Sciusciù" (2000), I ragazzi della via Paal" (2003)




venerdì 10 aprile 2026

Gli occhi degli altri, 2025

 


Regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena), Anna Ferzetti (Rossella), Matteo Olivetti (Cesare), Gennaro Apicella (Silverio). 


Il marchese Lelio e sua moglie Elena sono una coppia "aperta": entrambi amano i giochi erotici che coinvolgono altre persone, che vengono anche filmati dal marchese. Questa, oltre a feste lussuose e stravaganti, la base della loro vita, fino a che Elena comincia a rigettare tutto ciò entrando in depressione...



Il film rievoca- con i nomi cambiati-  uno dei delitti italiani più famosi degli anni '60, quello dei Marchesi Casati Stampa.

Già il titolo introduce perfettamente la tematica principale del film, al di là del puro fatto di cronaca: il rapporto morboso basato su un erotismo sfrenato e su voyuerismo esasperato tra i due coniugi, un rapporto a suo modo forte ed esclusivo ma anche tossico dato che, come prevedibile, è destinato a non durare a lungo: basta che uno dei due se ne distacchi e le cose prendono subito tutta un'altra piega, piuttosto prevedibile da un certo punto di vista. In questo caso è Elena, la moglie, la parte che rompe l'equilibrio, mostrando una donna che da complice diventa l'elemento di rottura dell'equilibrio della coppia, rifiutando un modo di vivere che evidentemente poco a poco al stava devastando dentro. 



La storia è interamente ambientata sull'isola sperduta roccaforte della coppia, dove ci sono solo loro e i domestici, a parte quando viene convocata la solita cerchia di amici stretti per partecipare a feste di vario tipo. Natura bellissima e quasi incontaminata, che però dà anche un senso di soffocamento e di "prigione", proprio per la sua inaccessibilità. 

Molto bravi i due protagonisti, che donano ai loro personaggi carattere e fisicità: lei molto bella e sensuale ma anche inquieta, scavata dalla depressione dell'infelicità, sentendosi schiacciata in un ruolo che non le appartiene più; lui carismatico, dall'aspetto implacabile e dai modi cortesi ma freddi, che nascondo una personalità capace di affascinare e allo stesso tempo terrorizzare. 







giovedì 2 aprile 2026

David Riondino

 E' morto all'età di    l'attore David Riondino.

Nato a Firenze nel 1952, è stato cantautore, attore, regista e scrittore.

Tra i suoi film s ricordano: "Maledetti vi amerò" (1980), "La notte d San Lorenzo" ( ), "Ilona arriva con la pioggia" (1996), "Cuba Libre- Velocipedi ai tropici" (1997), "L'ultimo giorno del toro" (2020). 




venerdì 27 marzo 2026

Zuanì- Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, 2025

 


Regia di Giuseppe Piccioni, con Federico Cesari (Govanni Pascoli), Benedetta Porcaroli (Maria Pascoli), Liliana Bottone (Ida Pascoli), Davide Lorino (Giosuè Carducci), Sandra Ceccarelli (zia Rita), Fausto Paravidino (Gabriele D'Annunzio)



Storia del poeta Giovanni Pascoli; nel 1868 il padre Ruggero viene ucciso e il colpevole non sar mai trovato. La vicenda segna profondamente la famiglia e sopratutto Giovanni, che per lungo tempo assieme al fratello Raffaele cercherà inutilmente di trovare il colpevole; dopo una gioventù travagliata una volta laureato il futuro poeta inizia la sua carriera come insegnante, andando a vivere con le sorelle Ida e Maria, costituendo un nucleo familiare dove le inquietudini non mancano....


Come da trama, il film racconta la storia della vita di uno dei più grandi poeti italiani, Giovanni Pascoli. La vicenda inizia nel 1912, con i suoi funerali e con il treno che da Bologna lo riporta a San Mauro, con il popolo italiano che rende omaggio a uno dei suoi più grandi letterati, presentandoci da subito le figure centrali della vita del poeta, le sorelle Ida e Maria. 



Andando a ritroso nel tempo, l'arcinota vicenda dell'omicidio del padre con conseguente disgregazione della famiglia, segna irrimediabilmente il destino dei figli sopravvissuti al punto che, dopo una giovinezza turbolenta in cui verrà addirittura arrestato per il suo attivismo politico (parte poco conosciuta della sua vita) , il futuro poeta metterà la testa a posto diventando insegnante e autonominandosi padre per le due sorelle minori, finora cresciute da una zia. Si viene così a creare un microcosmo familiare che a lungo andare presenta delle dinamiche conflittuali che purtroppo conosco molto bene e che finiranno per inghiottire sia Giovanni che Mariù, dato che Ida dopo qualche tormento riuscirà ad affrancarsene. Spariti dalla narrazione il resto dei fratelli Pascoli, compreso Raffaele che inizialmente assieme a Giovanni si era impegnato nella ricerca dell'assassino del padre (in un cameo Riccardo Scamarcio interpreta Cacciaguerra, quello che all'epoca fu il principale sospettato) .

Il film è riuscito a rendere molto bene questo clima particolare, amorevole e allo stesso tempo soffocante e malsano, di una famiglia fortemente segnata dalla tragedia. In tutto questo c'è ovviamente posto anche per la carriera letteraria di Pascoli e per le sue poesie più famose, e anche la formazione politica giovanile del poeta, spesso ignorata.






sabato 21 marzo 2026

Chuck Norris

 E' morto all'età di  86 anni     l'attore Chuck Norris

Vero nome Carlos Ray Norris, era nato a Ryan nel 1940, negli anni '60 divenne campione di arti marziali; esordì al cinema con "Missione compiuta stop. Bacioni , Matt Helm"(1968), ottenendo un primo successo con il seguente film "L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente" (1972); nonostante una discreta carriera cinematografica la notoriet presso  il grande pubblico è dovuta principalmente al telefilm "Walker Teas Ranger", andata in onda dal 1993 al 2001, e in Italia replicata per anni grzia all'enorme successo di pubblico. 

Tra  suoi film si ricordano: "Terrore in città" (1982), "Rombo di tuono" (1984), "Missing in action" ( ), "L0ultimo guerriero" (1996), "I mercenari 2" (2012). 






Nicholas Brendon

 E' morto all'età di 54 anni l'attore Nicholas Brendon, famoso per il ruolo di Xander nel telefilm "Buffy l'ammazzavampiri".


Nato a Los Angeles nel 1971, ottenne il ruolo di Xander dopo anni passati a fare altri lavori. Dopo la chiusura di "Buffy" ha partecipato ad altre serie tv: "Kitchen's ","Private practice", e girato qualche film, senza  grande successo. 






Notte degli Oscar 2026

 


 Come ogni anno il 15 marzo a Los Angeles si è svolta la consueta Notte degli Oscar, durante la quale sono stati assegnati i premi per l cinema inerenti all'anno 2025.
Ecco i vincitori nelle categorie principali:


Miglior film: "Una battaglia dopo l'altra", di Paul Thomas Anderson





Miglior attore protagonista: Michael B.Jordan per "I peccatori"




Miglior attore non protagonista: Sean Penn per "Una battaglia dopo l'altra"



Miglior attrice protagonista: Jessie Buckley per "Hamnet- Nel nome del figlio"




Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan per "Weapons"




Miglior regista: Paul Thomas Anderson per "Una battaglia dopo l'altra"






Miglior film straniero: "Sentimental Value" ( ), di


E' triste dirlo ma ormai per me la Notte degli Oscar - che un tempo seguivo con passione ed entusiasmo- è una tradizione che seguo più che altro per affetto, ma che mi interessa molto poco, pur continuando ad amare il cinema. Quest'anno la cerimonia è stata trasmessa da un cinema della mia città e mi sarebbe comunque piaciuto andare a vederla, ma dovendo andare a lavorare il giorno dopo...nisba.
Mi fa piacere che l'attrice Jessie Buckley abbia vinto, avendo apprezzato la sua interpretazione in "Hamnet Nel nome del figlio", e mi ha fatto piacere che abbia vinto 'l'Oscar Valentina Merli per la produzione del cortometraggio live action "Two people exanging saliva", come sempre quando c'è un italiano in gara; per il resto, non avendo visto i film nulla da dire

Momento "In memoriam": a grandissima sorpresa, leggermente migliorato rispetto agli anni passati. La musica e il numero musicale non hanno sovrastato il filmato, e mi pare sia stato concesso più spazio all'immagine dell'artista o persona del mondo del cinema ricordato in ogni scena,trasmettendo in sottofondo scene dei suoi film. Molto toccante e particolare il ricordo del regista Rob Reiner: vari attori che hanno lavorato con lui (Katy  Bates, Tom Cruise, Demi Moore, Jerry O'Connell, Kiefer Sutherland, Meg Ryan, Billy Cristal, Annette Bening e altri) sono saliti sul palco omaggiandolo, mentre Barbara Streisand ha ricordato Robert Redford in un'altro momento commovente.  
Speriamo sia il segnale di un miglioramento in questo senso!














martedì 17 marzo 2026

Hamnet- Nel nome del figlio (Hamnet ), 2025

 


Regia di Chloè Zhao, con Jessie Buckley (Agnes Shakespeare), Pail Mescal (William Shakespeare), Emily Watson (Mary Shakespeare), Joe Alwyn (Bartholomew Hathaway), Jacobi Jupe (Hmsnet Shakespeare), Olivia Lynes (Judith Shakespeare), Bodhi Rahe Breatnach (Susan Shekespeare)


Inghilterra, 1600: il giovane William Shakespeare ha un vero talent per la scrittura e per la letteratura, ma è costretto a dare lezioni di latino per vivere e ripagare i debiti del padre. Si innamora e sposa Agnes Hataway, una giovane donna del paese ritenuta una specie di strega per la sua vicinanza con la natura e i suoi atteggiamenti liberi e stravaganti; dopo la nascita della prima figlia William va in crisi dato che non può dare sbocco al suo talento, così Agnes lo incoraggia ad andare a Londra, dove avrà maggiori opportunità di scrivere e farsi conoscere. Anche dopo la nascita dei gemelli Hamnet e Judith la famiglia non si riunisce del tutto dato che Will continuer a fare la spola tra Londra e il villaggio; la conduzione familiare ricade quindi completamente su Agnes....



Tratto dal romanzo omonimo (2020) di     , il film racconta in chiave parecchio romanzata la storia della famiglia Shakespeare, in particolare il rapporto tra Wiilliam Shakespeare e sua moglie Anne Hathaway (qui Agnes,      ) e la tragedia che segnò la loro vita: la morte, all'età di 10 anni, del figlio Hamnet durante una pestilenza. 

Per quanto ne so (non molto, lo ammetto) il nucleo centrale del film è abbastanza corretto; gli inevitabili cambiamenti riguardano principalmente la figura di Agnes, di fatto la protagonista del film . Dato che del personaggio reale si sa poco o nulla, l'autrice del romanzo prima e la regista poi hanno adottato il solito espediente che va tanto di moda in questi anni: raffigurare Agnes come la solita eroina "diversa", selvaggia, una mezza strega o qualcosa di più, una che vuole sovvertire le regole ecc ecc. Ora, io mi domando quando come eroina avremo una donna normale, calata nella sua epoca; è così impossibile immaginare un personaggio simile? Che noia.

Tutto ciò senza nulla togliere all'attrice Jessie Buckley, molto brava nel tratteggiare il suo personaggio nel suo carattere anticonformista e nel suo rapporto con il marito, i figli, la suocera. Calatasi nel personaggio in maniera a tratti assoluta, come ad esempio nella straziante scena della morte del figlio, che sicuramente all'interno del film è quella che ha più toccato i cuori di moltissimi spettatori. 


Un personaggio che mi è piaciuto molto è stato quello della suocera, interpretata dalla bravissima Emily Watson: una donna della sua epoca dura, scorbutica, inizialmente ostile alla giovane nuora ma che, col passare del tempo, si rivela essere il vero pilastro della famiglia, Agnes compresa, che difatti alla fin fine saprà apprezzarne il valore. 

Meritano una menzione anche i tre giorvanissimi e bravissimi attori che interpretano i tre figli della coppa, e in particolare Jacobi Jupe, il piccolo interprete di Hamnet.

La seconda parte è dedicata alla genesi di "Amleto", reazione di Will al dolore per la morte di Hamnet, è interessante notare come la narrazione ci venga mostrata all'intero di quelli che erano i veri teatri dell'epoca, teatri popolari in spazi aperti con il pubblico in piedi e l'opera pubblicizzata da strilloni.





mercoledì 25 febbraio 2026

Domani interrogo, 2026


 Regia di Umberto Riccioni Carteni, con  Anna Ferzetti ( ), Zoe Massenti (Sofia), Fabio Bizzarro ( Francesco), Sara Silvestro (Alessandra), Morgan Sebastian Wahr (Daniele), Lorenzo Bagalà (Flavio)



In un liceo linguistico della periferia romana, arriva una nuova insegnante di inglese. Idealista e motivata, la prof deve vedersela con una realtà forse ben più dura di quanto immaginasse: i giovanissimi alunni provengono quasi tutti da realtà e famiglie disastrate, in cui la cultura e l'istruzione non sono certamente una priorità....



Tratto dal romanzo omonimo  di Gaia Cenciarelli, è un tipico film del filone scolastico, con la solita trama dell'insegnante idealista mandata in una scuola di buzzurri che riusciranno- almeno in parte, e comunque non tutti- a riscattarsi. 

Nulla di particolarmente originale, quindi, ma questo di per sè non è una cosa negativa: sono infatti convinta che buona parte del successo di un film quasi sempre derivi dall'adesione (più o meno   ) di un determinato topos narrativo, cosa che vale per ogni genere cinematografico. Quello che conta sono l'interpretazione degli attori e il "come" si arriva a una determinata narrazione e conclusione. 

Il pregio principale di questo film è evitare l'effetto "Attimo Fuggente" in cui purtroppo cadono la maggior parte dei film a tema scolastico (come già detto in passato non sono particolarmente estimatrice del film e dei presunti ideali che porta). Certo è spesso in bilico tra realismo, effetto tv patinata, effetto "Mare fuori" che va tanto di moda ecc, ma alla fine il regista trova un buon equilibrio narrativo e ci si appassiona abbastanza alla storia, affezionandosi anche a questi giovani così drammaticamente soli, spesso segnati da situazioni familiari degradate in cui è difficile intravedere una via d'uscita. Altro dettaglio che ho notato è la solitudine della stessa professoressa, almeno per come viene mostrata: non viene spiegata ma è uan cosa che la rende probabilmente più vicina ai suoi alunni.






venerdì 20 febbraio 2026

Eric Dane

 E' morto all'età di 53 anni l'attore Eric Dane, che da alcuni anni lottava contro la SLA.

Nato a San Francisco nel 1972, debuttò nel 1991 in un episodio di Bayside School", in seguito continuò a lavorare principalmente in telefilm e serie tv: "Pappa e ciccia", "Renegade", "Streghe", e in particolare "Grey's anatomy", la serie che gli diede la fama con il personaggio del dottor Mark Sloane, che interpretò fino al 2012; "Th last ship", "Euphoria".

Ha interpretato anche alcuni film: "X Men.- Conflitto finale" (2006), "Io & Marley" (2008), "Appuntamento con l'amore" (2010), "Burlesque" (2010), "La signora in grigio" (2017), "Riscatto d'amore" (2022).






martedì 17 febbraio 2026

Robert Duvall

E' morto all'età di 95 anni l'attore Robert Duvall.

Nato nel 1931 a San Diego, iniziò la sua carriera di attore a teatro e debuttò al cinema nel 1962 in "Il buio oltre la siepe"; tra i suoi film ricordiamo: "Bullitt" (1968), "Il Grinta! ( ), "M.A.S.H" (1970), "Il padrino" (1972), "Il padrino parte II" (1974), "Quinto potere! (1978), "Apocalypse now" (1979)," Il grande Santini" (1979), "Tender mercies- Un tenero ringrazimento" (1983, per il quale vinse l'Oscar come migliore ), "Giorni di tuono! (1990), "Un giorno di ordinaria follia" (1993), "Qualcosa di cui sparlare! (1995), "Cronisti d'assalto" (1995), "La lettera scarlatta" (1995), "L'apostolo" (1997), "A civil action" (1998), "John Q." (2002), "Thank you for smoking" (2005 ), " I padroni della notte" (2007), "The judge" (2014), "I delitti di West Point" (2022).






sabato 14 febbraio 2026

Sandokan, 2025


Regia di Nicola Abbatangelo e Jan Maria Michelini, con Can Yaman (Sandokan), Alessandro Preziosi (Yanez da Gomera), Alanah Bloor (Marianna Guillonk), Ed Westwick (James Brooke), Madeleine Price (Sani), Owen Teale (Lord Guillonk), 

Borneo, 1841: Sandokan detto "la Tigre della Malesia" è un pirata che combatte il dominio degli inglesi assieme ai suoi fedeli "tigrotti" (il suo gruppo di guerrieri) e al fedele amico, il portoghese Yanez.
Scampato a un naufragio, viene ritrovato sulla spiaggia dell'isola di Labuan dalla giovane Marianna, figlia del governatore, che lo soccorre salvandogli la vita. La giovane  lady è promessa sposa a Lord James, cacciatore di pirati, 





A 50 anni di distanza dal celeberrimo sceneggiato con Kabir Bedi, ecco arrivare una nuova versione che in pratica è un prequel della storia narrata in qullo de 1976
Non avendo mai letto i libri di Emilio Salgari e non essendo particolarmente fan dello sceneggiato originale (il preferito di mio papà,tra l'altro), mi sono approcciata senza particolari pregiudizi o aspettative a questa nuova versione, e devo dire che non mi è affatto dispiaciuta. 
Certo, i difetti non mancano: troppa tragicità in certi punti, personaggi e vicende che non c'entrano nulla e non danno nulla al racconto, inoltre non si capisce bene il legame della cosiddetta "Tigre della Malesia" con questo animale topico, dato che in cinque puntate si è vista una tigre solo nella prima puntata, in una scena remake della famosa scena del primo sceneggiato  (ma con la tigre in CGI, per la fortuna dell'attore protagonista che non ha corso i rischi di Kabir Bedi nel 1974). E come al solito, evidentemente non è stato possibile rinunciare all'originalissima e assolutamente mai vista (sono ironica, eh) rivisitazione in chiave femminista e moderna del personaggio di Marianna, l'amata di Sandokan; immancabilmente, anche la "Perla di Labuan" diventa la solita femminista ante-litteram che si diverte a creare casini nelle riunioni di società mettendo in imbarazzo gli altri (colpevoli di non essere anticonformisti come lei), che reagisce in modo isterico a chi non le dà ragione ecc ecc.
Come diceva Miranda Priestley...."Avanguardia pura!".

Per contro, ho trovato particolarmente azzeccata l'ambientazione  (la fiction è stata girata tra Lazio, Calabria e Toscana, con alcune parti girate in Tahilandia ), e mi sono piaciuti molto sia il protagonista Can Yaman nel ruolo di Sandokan, che il comprimario Alessandro Preziosi nel ruolo dell'amico fraterno Yanez, non solo come personaggi, ma proprio come coppia di amici: ho trovato che funzionassero molto bene nelle scene che avevano insieme, anche se singolarmente ho preferito l'interpretazione di Preziosi (attore che non mi ha mia detto granchè) nonostante il penoso background affibbiato dagli sceneggiatori a un personaggio che non ne ha bisogno. 
Impressione favorevole anche per l'attore che interpreta un James Brooke coetaneo di Marianna e Sandokan a differenza che nell'originale (dove era interpretato dall'attore Adolfo Celi), tant'è vero che inizialmente non avevo capito fosse lo stesso personaggio. Stavolta questo tipo di scelta non mi è dispiaciuta e mi ha dato modo di appassionarmi di più alla vicenda con un "triangolo" probabilmente un po' scontato ma non spiacevole. 
Utilizzare la stessa sigla in versione rinnovata dagli stessi Oliver Onions è stata una buona mossa per fidelizzare il pubblico, e come ultima nota: il personaggio di Emilio è un omaggio a Emilio Salgari, autore letterario della serie, che da giovane avrebbe voluto fare il marinaio per visitare terre lontane. 







venerdì 13 febbraio 2026

James Van Der Beek

 E' morto a  Austin  all'età di 48 anni a causa di un tumore al colon l'attore James Van Der Beek.

Nato a Chesire nel 1977, iniziò a lavorare ancora adolescente a teatro; la sua notoriet è dovuta principalmente alla serie tv "Dawson's creek", in cui interpretava il protagonista Dawson Leery. Ha girato anche qualche film: "Varsity blues" (1999), "Scary movie" (2000), "Le regole dell'attrazione" (2002), "Un giorno come tanti" (2013).







domenica 8 febbraio 2026

Agata Christian- Delitto sulle nevi, 2026

 


Regia di Eros Puglielli, con Christian De Sica (Christian Agata), Lillo Petruolo (Vanni Cuozzo ), Paolo Calabresi ( Bernardo Tarda ), Giorgio Colangeli (Carlo Gulmar ), Ilaria Spada ( ), Maccio Capatonda (Walter Gulmar), Alice Pagani (India Gulmar), Tony Effe (One Slot), Chiara Francini (Beatrice)


Il famoso criminologo Christian Agata accetta di fare da testimonial a un gioco da tavola a tema "crime", prodotto dalla famosa ditta di giocattoli Gulmar & Gulmar. Per realizzare lo spot del gioco viene ospitato a trascorrere qualche giorno assieme all'intera famiglia Gulmar nel loro castello in Val D'Aosta. La seconda sera, dopo alcuni strani avvenimenti del giorno precedente, il patron Carlo Gulmar viene ritrovato assassinato: il detective Agata, aiutato dal brigadiere Cuozzo e dall'appuntato Tarda, indaga....



Ho visto questo film nella sua primissima anteprima nazionale il  26 gennaio, presentato in sala da Christian De Sica e Lillo.   

Si tratta di un giallo-comico, evidentemente ispirato sin dal titolo a "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie, oltre che a classici cinematografici del genere, su tutti riconoscibile "Invito a cena con delitto".

Intreccio non particolarmente originale, ma il film è comunque piacevole e divertente (di questi tempi non è certo poco), il trio principale di attori (De Sica, Calabresi e Lillo) è quello meglio assortito fra i vari personaggi del film (alcuni di troppo). Io l'ho seguito volentieri e scuramente lo consiglierei per uan serata in allegria. 




sabato 31 gennaio 2026

Catherine O'Hara

 E' morta all'età di 71 anni l'attrice Catherine O'Hara.

Nata a Toronto nel 1954, esordì al cinema nel 1980 con il film "Niente di personale"; la notorietà arrivò nel 1988 con il film "Beetlejuice- Spiritello porcello" di Tim Burton in cui interpretva il ruolo di Delia Deetz, ruolo ripreso nel seguito del 2024. Il ruolo più famoso è quello di Kate Mc Cullister, madre di Kevin nei primi due "Mamma ho perso l'aereo". 

Tra i suoi film oltre a quelli già citati ricordiamo: "Cronisti d'assalto" (1994), "Nightmare before Christmas" (era la voce originale di Sally),  "Orange county" (2002), "Natale in affitto" (2004), "Lemony Snicket- Una serie di sfrotunat eventi" (2004), "American life" (2009), "Un mostro a Parigi" (2011) (era la voce americana di Madame Charlotte), "Quando c'era Marnie" (2014, era la voce americana di   ), "Frankenweenie" (2012, era la voce originale di Susan Frankenstein), "La famiglia Addams" (2019, era la voce originale di ).








giovedì 29 gennaio 2026

Carosello in love, 2025

 


Regia di Jacopo Bonvicini, con Giacomo Giorgio (Mario    ), Ludovica Martino (Laura Ceccarelli), Alessandro Tedeschi (Amedeo Righetti), Dora Romano (Gina Ceccarelli), 



Roma, fine anni '50: Mario e Laura vivono nello stesso quartiere e si conoscono fin da piccoli. Entrambi vengono assunti in Rai, lei come segretaria, lui come aiuto regista per una nuova trasmissione di spot , chiamata "Carosello"; dato che i due non si sopportano i battibecchi non mancano.....


Film per la tv prodotto dalla Rai per celebrare "Carosello", la mitica trasmissione tv rimasta nel cuore degli spettatori italiani .

Storiella banale ma simpatica, con protagonisti bravi  e simpatici (probabilmente il punto di forza del film, assieme al personaggio della nonna e dei dirigenti Rai), non si capisce bene dove stia l'omaggio a "Carosello" se non per il fatto che i due giovani lavorano in Rai alla trasmissione (il che francamente mi sembra un po' poco). Anche le schermaglie amorose dei due giovani vengono portate avanti un po' troppo a lungo, per arrivare alla fatidica sera del        , con l'ultima puntata di Carosello; ma nella vita reale ho visto nettamente di peggio, per cui pazienza. 

Bella la ricostruzione di scenari e costumi dell'epoca.

Comunque godibile.