Regia di Nicola Abbatangelo e Jan Maria Michelini, con Can Yaman (Sandokan), Alessandro Preziosi (Yanez da Gomera), Alanah Bloor (Marianna Guillonk), Ed Westwick (James Brooke), Madeleine Price (Sani), Owen Teale (Lord Guillonk),
Borneo, 1841: Sandokan detto "la Tigre della Malesia" è un pirata che combatte il dominio degli inglesi assieme ai suoi fedeli "tigrotti" (il suo gruppo di guerrieri) e al fedele amico, il portoghese Yanez.
Scampato a un naufragio, viene ritrovato sulla spiaggia dell'isola di Labuan dalla giovane Marianna, figlia del governatore, che lo soccorre salvandogli la vita. La giovane lady è promessa sposa a Lord James, cacciatore di pirati,
A 50 anni di distanza dal celeberrimo sceneggiato con Kabir Bedi, ecco arrivare una nuova versione che in pratica è un prequel della storia narrata in qullo de 1976
Non avendo mai letto i libri di Emilio Salgari e non essendo particolarmente fan dello sceneggiato originale (il preferito di mio papà,tra l'altro), mi sono approcciata senza particolari pregiudizi o aspettative a questa nuova versione, e devo dire che non mi è affatto dispiaciuta.
Certo, i difetti non mancano: troppa tragicità in certi punti, personaggi e vicende che non c'entrano nulla e non danno nulla al racconto, inoltre non si capisce bene il legame della cosiddetta "Tigre della Malesia" con questo animale topico, dato che in cinque puntate si è vista una tigre solo nella prima puntata, in una scena remake della famosa scena del primo sceneggiato (ma con la tigre in CGI, per la fortuna dell'attore protagonista che non ha corso i rischi di Kabir Bedi nel 1974). E come al solito, evidentemente non è stato possibile rinunciare all'originalissima e assolutamente mai vista (sono ironica, eh) rivisitazione in chiave femminista e moderna del personaggio di Marianna, l'amata di Sandokan; immancabilmente, anche la "Perla di Labuan" diventa la solita femminista ante-litteram che si diverte a creare casini nelle riunioni di società mettendo in imbarazzo gli altri (colpevoli di non essere anticonformisti come lei), che reagisce in modo isterico a chi non le dà ragione ecc ecc.
Per contro, ho trovato particolarmente azzeccata l'ambientazione (la fiction è stata girata tra Lazio, Calabria e Toscana, con alcune parti girate in Tahilandia ), e mi sono piaciuti molto sia il protagonista Can Yaman nel ruolo di Sandokan, che il comprimario Alessandro Preziosi nel ruolo dell'amico fraterno Yanez, non solo come personaggi, ma proprio come coppia di amici: ho trovato che funzionassero molto bene nelle scene che avevano insieme, anche se singolarmente ho preferito l'interpretazione di Preziosi (attore che non mi ha mia detto granchè) nonostante il penoso background affibbiato dagli sceneggiatori a un personaggio che non ne ha bisogno.
Impressione favorevole anche per l'attore che interpreta un James Brooke coetaneo di Marianna e Sandokan a differenza che nell'originale (dove era interpretato dall'attore Adolfo Celi), tant'è vero che inizialmente non avevo capito fosse lo stesso personaggio. Stavolta questo tipo di scelta non mi è dispiaciuta e mi ha dato modo di appassionarmi di più alla vicenda con un "triangolo" probabilmente un po' scontato ma non spiacevole.
Utilizzare la stessa sigla in versione rinnovata dagli stessi Oliver Onions è stata una buona mossa per fidelizzare il pubblico, e come ultima nota: il personaggio di Emilio è un omaggio a Emilio Salgari, autore letterario della serie, che da giovane avrebbe voluto fare il marinaio per visitare terre lontane.

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