Regia di , con Jenna Coleman (Victoria), Tom Hughes (Albert), DAvid Oakes (Ernest),Daniela Holtz (Baronessa Lezhen), Nell Hudson (Nancy Skerret), Nigel Lindsay (Sir Roger Peel), Rufus Sewell (Lord Melbourne), Ferdinand Kingsley (Charles Emè Francatelli). Victoria e Albert hanno avuto la loro prima figlia, Victoria detta Vicky: la maternità non ha cambiato le abitudini della giovane regina, che non intende rinunciare al proprio ruolo e alle proprie responsabilità e in realtà fatica molto ad accettare il suo ruolo di madre, trascurando la piccola figlia Vicky. Nel frattempo il principe Albert riceve uan scioccante rivelazione dallo zio Leopold.... Essendo riuscita a vedere senza problemi la prima serie di "Victoria" in lingua originale con sottotitoli, ho scaricato e visto anche la seconda. E anche questa mi è piaciuta molto, anche se purtroppo non ho potuto trattenere un moto di disapprovazione verso il personaggio di Victoria: certo, rendere in maniera realistica la storia e i personaggi senza edulcorarli ma anche senza dare giudizi impliciti è sempre un merito, tuttavia è più forte di me: quando vedo un personaggio che non ama i propri figli o se ne disinteressa, anche se mi è piaciuto in precedenza, questo personaggio ai miei occhi perde molto. Certo, pare che la realtà fosse ancora peggio di quanto mostrato nella fiction: sembra proprio che la vera Victoria accettasse per forza i figli ma che non li amasse per nulla, ritenendoli solo un impiccio. Amava solo il suo cagnetto Dash,e prediligeva coccolare lui piuttosto che i figli, come mostrato anche qui. Almeno, questa spiacevole realtà nella fiction è messa in modo diverso:Victoria soffre di sindrome post partum e per questo è per lei così difficile adattarsi alla maternità, ma col tempo e l'amore del marito Albert supererà anche questa fase dolorosa, diventando una mamma affettuosa per i piccoli figli. La parte è anche utile per mostrare un argomento che interessa molte donne e di cui per fortuna negli ultimi anni si sente spesso parlare senza vergogna, ma su cui ancora bisogna lavorare molto. In compenso, la "caduta" di Victoria tra le mie preferenze ha aumentato molto l'interesse verso altri personaggi: Mr Francatelli e Nancy Skerret, e Ernest, il fratello di Albert. I primi due protagonisti di una tenera "simpatia" che sembra proprio amore anche se non riescono a venirne a capo, il secondo personaggio che sotto la patina di gaudente superficialità è capace di profondi sentimenti e di essere di supporto al fratello Alberto, che in questa stagione come personaggio sembra maturato anche se francamente non è che il suo fascino sia aumentato ai miei occhi. Qui però si rivela un marito e padre affettuoso (più della moglie sicuramente per i loro figli) oltre a un valido sostegno per Victoria, anche se non riesce purtroppo a comprenderne del tutto le difficoltà nel periodo post partum; questo nonostante anche lui contemporaneamente debba affrontare una rivelazione scioccante sul suo passato che gli farà affrontare un periodo di crisi davvero nera. Personaggi molto interessanti, quindi, e ben delineati dai rispettivi attori; sullo sfondo, la Storia inglese dell'epoca e il modo in cui Victoria comincia a prendervi parte. Aspetto che realizzino la terza serie....
Regia di Genndy Tartacovskjy, con le voci italiane di: Claudio Bisio (Dracula), Cristiana Capotondi (Mavis), Davide Perino (Jonathan), Paolo Marchese (Frankenstein), Luca Del FAbbro (wayne). Il conte Dracula gestisce l' hotel Transylvania, un hotel interamente riservato ai mostri, in cui ha cresciuto da solo la figlia Mavis dopo la morte della moglie. Lo scopo dell' hotel è permettere ai mostri - che non sono affatto cattivi come si crede- di vivere allo scoperto senza rischiare di essere preda degli umani e senza dover nascondere la loro natura. Quando Mavis compie 118 anni e diventa maggiorenne, accade l'impensabile: come regalo la ragazza chiede di poter uscire dall' hotel e andare nel mondo degli umani... Un simpatico cartone animato dove la prospettiva dei film dell'orrore classici viene completamente ribaltata: infatti i mostri classici non sono affatto cattivi e spaventosi, e la paura e la diffidenza degli umani nei loro confronti è frutto semplicemente di ignoranza. A partire dal protagonista, il famigerato conte Dracula, qui segnato da una terribile tragedia: molti anni prima la moglie Martha venne uccisa da alcuni umani inferociti, che pensavano che la coppia volesse ucciderli. Chiuso nel suo dolore, il conte ha trovato uno scopo nella vita nel creare un luogo dove i "mostri" possano riunirsi per stare assieme e divertirsi senza pericoli, l' Hotel Transylvania appunto, nel quale ha anche cresciuto l'amata figlia Mavis. Che però ora sta per compiere 118 anni, l'equivalente dei nostri 18 anni....e quindi, sta per diventare maggiorenne. Papà Drac ha organizzato per lei una bellissima festa all'Hotel invitando tutti gli amici più cari: Il lupo mannaro Wayne con la moglie Wanda e la sua numerosa cucciolata, Frankestein con la moglie Eunice , la Cosa....purtroppo però il poveretto deve fronteggiare una nuova realtà che ha sempre temuto: Mavis infatti è una ragazza vivace e curiosa, e come regalo chiede al padre di lasciarla andare fuori dall'Hotel, a visitare il mondo degli umani. Proprio quello che lui ha sempre temuto! Se con un bizzarro stratagemma (che qui non vi spoilero) Drac pensava di essere riuscito a far desistere la figlia dal suo proposito, il peggio deve ancora arrivare; il vero pericolo si concretizza infatti nei panni di Jonathan, un giovane turista americano (E umano!) coetaneo di Mavis, che chissà come, è riuscito a introdursi nell' Hotel, e che non è per nulla spaventato da tutti i mostri che vede attorno a sè, anzi.... Mavis e Johnny si incontrano, fanno amicizia e....vi lascio immaginare come prosegue la storia. Il povero Drac dovrà fare un duro lavoro su sè stesso, sulle proprie paure e pregiudizi per capire alla fine, che è giusto che l'uccellino lasci il suo nido e si apra alla vita con le proprie esperienze. E secondo me questa parte del cartone è resa molto bene, in maniera tenera e comica, ma anche realistica: Drac ha sofferto molto, ha fatto di tutto per proteggere sua figlia e dargli una vita serena, ma si rende conto che ciò non può durare per sempre: Mavis ha diritto a vivere la sua vita e fare le sue scelte, altrimenti sarebbe infelice. L'importante è che il papà amorevole sia lì, pronto ad accoglierla quando avrà bisogno. In linea di massimo tutti i personaggi del cartone sono ben tratteggiati, divertono, hanno le caratteristiche dei loro eponimi horror ma fatte in modo da renderle comiche; il personaggio che mi è piaciuto di più- anche graficamente- è Mavis che per alcuni aspetti ( e sì, ridete pure) mi ha ricordato me alla sua età. Non solo per bambini, quindi...
E' morto A Lpos Angelese, all'età di 49 anni l'attore Verne Troyer, famoso caratterista americano noto sopratutto per il ruolo di Mini- Me nella serie di "Austin Powers". Era nato a Sturgis nel 1969, e pare che negli ultimi anni abbia sofferto di depressione. Tra i suoi film , oltre a quelli di Austin Powers, ricordiamo "Men in black" (1997), "Paura e delirio a Las Vegas" (1998), "Il Grinch" (2000), "Harry Potter e la pietra filosofale" (2001), "Parnassus- L'uomo che voleva ingannare il diavolo" (2009).
Regia di Rolando Ravello, con Ricky Memphis (Lorenzo), Luca Bizzarri (Piero), Paolo Klessisoglu (Virgilio), Nicole Grimaudo (Francesca), Sabrina Impacciatore (Serena),Ilaria Spada (Claudia), Maurizio Mattioli (Maurizio), Paola Tiziana Cruciani (Iole), Daniele Liotti ( ), Ninni Bruschetta ( ), Micaela Dorlan (Simona), Carlotta Antonelli (Lucrezia),Andrea Carpenzano (Savino) Un gruppo di ex studenti di un liceo romano vede avverarsi il suo peggiore incubo: dopo vent'anni, per un difetto di forma, il loro diploma di maturità viene annullato e non ci sono santi: non solo saranno costretti a ripetere l'esame di maturità- pena l'annullamento di ogni altro titolo conseguito nel frattempo- ma per farlo dovranno pure tornare tra i banchi assieme a ragazzi 18enni! Ma non tutto il male viene per nuocere: dopo vent'anni Lorenzo, Piero,Serena, Virgilio, Francesca e Luisa scoprono il piacere di ritrovare la vecchia amicizia e anche- in fondo- di poter tornare a sognare per qualche ora al giorno sui banchi di scuola, dimenticando problemi personali e dispiaceri della vita. Assieme a loro, altri 18enni veri, che in molte occasioni si dimostreranno più maturi degli adulti e attenti ai veri valori della vita, che i grandi hanno dimenticato.... Nel 2011 il film "Immaturi" aveva ottenuto molto successo al cinema, e anche a me era piaciuto molto: scontato quindi che sette anni dopo ho seguito volentieri la fiction ad esso ispirata, anche se con un po' di timore che la storia e i personaggi venissero snaturati. E invece per fortuna non è andata così, anzi ho trovato che la serie tv approfondisca personaggi e situazioni, anche se qualche banalità inutile non manca. Con il film la serie tv mantiene in comune quattro interpreti con rispettivi personaggi: Ricky Memphis nel ruol di Lorenzo, Maurizio Mattioli in quello di suo padre, Paolo Klessisoglu e Luca Bizzarri nei ruoli di Virgilio e Piero. Viene tolto il personaggio di Raoul Bova e al suo posto aggiunto quello di Sabrina Impacciatore: conosciamo così Serena, ricca e viziata moglie di un industriale e madre dell'adolescente Lucrezia, che frequenta lo stesso liceo in cui andava la mamma. Ciò che accade ai protagonisti è uno dei peggiori incubi di molti adulti, e non solo per l'annullamento dell'esame ma perchè sopratutto saranno costretti a ripetere l'anno scolastico in classe con i comuni studenti. Tutto questo a 38/40 anni, con vite già impostate nel bene e nel male....anche se non proprio in maniera soddisfacente. Il caso più evidente è quello della ricca Serena, a cui arriva la notizia quando è da poco stata abbandonata dal marito che, per evitare guia giudiziari dovuti evidentemente ai suoi imbrogli, pensa bene di mollare moglie e figlia senza più un soldo in tasca, dato che ogni proprietà (villa compresa) viene sequestrata. Le due donne sono così costrette ad andare a vivere in una misera pensione, e Serena per la prima volta dovrà addirittura (per lei!) lavorare: va da sè che l'esperienza piano piano la farà maturare come persona e le darà il coraggio di cambiare vita. Tutto questo mentre si ritrova compagna di scuola della figlia (solidarietà alla povera Lucrezia...).
Anche agli altri la vita non ha riservato granchè: Luisa è una madre single, Francesca è sessodipendente e si sta curando con una terapia di gruppo, Lorenzo è un bamboccione ancora a casa dei genitori, Virgilio e Paolo non si vedono da vent'anni perchè il primo è accusato di essere stato con l'allora fidanzata del secondo. Niente di tragico, per carità...solo, vite insoddisfatte, non pienamente vissute, come purtroppo ce ne sono tante. Persone disilluse che sicuramente si aspettavano di più e che- segretamente ma non troppo- sognano di tornare indietro almeno un po'; Piero (che fa il dj) ha addirittura creato una rubrica radio intitolata "Vorrei tornare..." dove ogni ascoltatore può raccontare un momento della sua vita a cui vorrebbe tornare, solitamente quello più felice. Lo spiacevole imprevisto alla fine sarà quell'occasione che essi cercavano, e che darà loro l'opportunità di ritrovare l'amicizia che li legava, di riparare a torti subiti, di porre fine ai loro problemi. Un po' idilliaco forse, ma è bello sognare ogni tanto.... Accanto alle vicende degli adulti, il gruppo dei giovanissimi, che spesso si dimostra più maturo dei grandi: Lucrezia, la figlia di Serena, e il suo ragazzo Savino, figlio di un autista di bus padre single; Doriana, appassionata di cinema; Francesca, ragazza con problemi di salute seguita di nascosto dalla severa prof di filosofia di cui Paolo si innamora. Non manca qualche punto debole nella storia: ad esempio, ho trovato snervante il continuo sottolineare in maniera ingigantita da parte del personaggio del bravo Maurizio Mattioli la "bsmbocciaggine" del figlio: è vero, Lorenzo ha un lavoro, ma molte persone si trovano a vivere quella realtà per via del lavoro carente o che manca, non è bello alla fin fine vedere tutto 'sto accanimento; o anche, la storia tra Serena e il padre di Savino non mi ha colpito granchè, mi è sembrata molto banale; per finire la storia che coinvolge Virgilio e Doriana mi ha fortemente infastidito, possibile che un uomo adulto si comporti così con una ragazzina che potrebbe essere sua figlia?! Ma nessuno è perfetto, e questa serie merita davvero, molto più di certe americane.
Regia di Daniele Lucchetti, con Marco Giallini (Numa Tempesta), Elio Germano (Bruno), Francesco Ghenghi (Nicola), Eleonora Danco (Angela),Luciano Curreli (L'Ingegnere), Jo Sung (Dimitri). Numa Tempesta è uno "squalo" della finanza che sta per avviare un importante progetto in Kazakistan. Peccato che i suoi avvocati lo informino che dovrà scontare ai servizi sociali una condanna risalente a qualche anno prima per frode fiscale. Inizialmente Numa, abituato al lusso sfrenato, non sopporta un posto dove gli sono stati ritirati pure passaporto e cellulare, e che pullula di gente povera che ha perso tutto in breve tempo, come Bruno, padre single finito al centro con il figlio Nicola, ma passando il tempo si abitua e, incredibilmente, si sente perfino meno solo.... Devo ammettere che non ho ben capito dove voglia andare a parare il regista con questo film, simpatico e gradevole, ma che da metà circa si perde quasi completamente. Se le vicende di Numa Tempesta ricordano inevitabilmente quelle di alcuni personaggi della cronaca italiana- in primis Silvio Berlusconi e Stefano Riccucci- lo scopo iniziale del film sembrerebbe fornire un ritratto di una società e di una politica che stanno cambiando (mah!!), anche se i vizi della corruzione, del familismo, delle raccomandazioni e dei favoritismi sono purtroppo ancora troppo ancorati, e non solo ai piani alti. E difatti a un certo punto anche quelli che sono i poveri, gli "ultimi", che disprezzano tanto le persone come Numa, alla fin fine si dimostrano non essere poi tanto migliori, ben disposti anche loro a speculare e intrallazzare pur di uscire dalla loro situazione di disagio e povertà; se ciò è comprensibile finchè essi per vivere dipendono dal centro Caritas e dormono addirittura dove capita perchè realmente non hanno più nulla, nel finale (SPOILER) non si può non notare che non solo si risollevano grazie all'ennesimo imbroglio di chi condannavano, ma che lo fanno grazie a una sala slot contribuendo quindi a rovinare qualcun' altro. Per il resto come ho detto dopo un po' il film si perde, in quanto il "come" si arriva a questo finale non è congruente con le premesse o con quanto narrato finora: personaggio "simbolo" di questa caratteristica negativa del film è Angela, la direttrice del centro di accoglienza che agisce in modo totalmente incoerente per buona parte del film, senza che ce ne vengano spiegati oltretutto i motivi. Peccato perchè le prove attoriali di Giallini e Germano sono più che buone, anche se a loro sia affianca un ottimo comprimario: si tratta del piccolo attore che interpreta Nicola, il figlio di Bruno, che sa vedere molto più in là degli adulti e che, grazie al cielo, è privo della leziosaggine di cui vengono ammantati molti piccoli attori nei loro film. Comunque godibile per una serata senza troppe pretese al cinema.
E' morto all'età di 74 anni l'attore Lee Ermey, famoso per aver interpretato il bastardissimo Sergente Hartman in "Full metal jacket" di Stanley Kubrick. Vero nome Ronald Lee Ermey, era nato nel 1944 A Emporia, e prima di fare l'attore era stato davvero per molti anni Sergente dei Marines, fino a quando durante la guerra nel Vietnam fu congedato per motivi medici a causa di alcune gravi ferite riportate. Esordì in un film per la tv sulla guerra del Vietnam nel 1978; negli anni seguenti interpreta ruoli minori in varie pellicole, tra cui un elicotterista in "Apocalypse now" di Coppola, fino a quando nel 1987 viene scelto per interpretare il personaggio del Sergente Hartman, che rimarrà nella storia del cinema, che regalò al suo interprete una nomination ai Golde Globe come migliore attore non protagonista; per quel ruolo Ermer scrisse i dialoghi della sua parte quasi interamente da solo. Dopo quel film la sua carriera ritorna più o meno nell'anonimato, anche se lavora comunque in molti film fino al 2012. Tra questi ricordiamo "Dead man walking" (1995), "Seven" (1995), "L'isola dell'ingiustizia" (1996), "Non aprite quella porta" (2003).
E' morto a Roma all'età di 88 anni il regista Vittorio Taviani, assieme al fratello Paolo uno dei più famosi e importanti registi del cinema italiano. Nato a San Miniato, assieme al fratelle si trasferirono negli anni '50 a Roma dove cominciarono a lavorare nel mondo del cinema come sceneggiatori e registi di documentari e aiuto registi. Il primo film fu (1962) "un uomo da bruciare", assieme all'amico Valentino Orsini, ispirato alla vita di un sindacalista siciliano del dopoguerra ucciso dalla mafia; il primo film esclusivamente girato da loro invece fu nel 1967 "I sovversivi". Da allora, firmano assieme alcuni dei più importanti film del cinema italiano: "San Michele aveva un gallo" (1972), "Padre Padrone" (1977), "Kaos" (1984 )- ispirato ad alcune novelle di Pirandello e vincitore del DAvid di Donatello e Nastro D'argento per la sceneggiatura, scritta con Tonino Guerra, "La notte di San Lorenzo" (1982) (vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes), "fiorile" (1989), "Le affinità elettive" (1993), "Tu ridi" (998)- ancora tratto da Pirandello-, "L masseria delle allodole" (2007), "Cesare deve morire" (2012), girato con i detenuti del carcere di Rebibbia, "Maraviglioso Boccaccio" (2014) (rilettura di alcune novelle del Decamerone), e l'ultimo "Una questione privata" (2017), tratto dal romanzo di Beppe Fenoglio.